Corresponsione ECE – Elemento di copertura economica – ai sensi dell’art. 2, lettera A, comma 5 del CCNL 10 luglio 2016.

Vi informiamo che, nella giornata di oggi, abbiamo provveduto a segnalare a Utilitalia l’errata comunicazione, da loro inviata alle aziende associate, in merito all’erogazione dell’ECE – elemento di copertura economica – dal mese di luglio 2019.
L’indicazione dell’associazione di rappresentanza delle imprese pubbliche di erogare l’ECE – così come previsto all’articolo 2, lettera A, comma 5 del CCNL 10 luglio 2016 – limitatamente per un periodo massimo di quattro mesi (fino all’1 ottobre 2019) non corrisponde al testo condiviso e sottoscritto in sede di collazione contrattuale.
Il dettato del CCNL è chiarissimo, considerato che il riferimento temporale ai “quattro mesi” è associato esclusivamente alla “copertura economica totale” per il periodo sopracitato e non al periodo massimo di erogazione. La copertura economica totale dei primi quattro mesi consente di non dover corrispondere, anche a seguito di rinnovo contrattuale, eventuali future quote “una tantum” per il periodo stesso.
L’ECE, in sintesi, ha valore a saldo per i mesi intercorrenti tra luglio e ottobre 2019 e sarà acconto contrattuale da novembre 2019 fino all’auspicato rinnovo del CCNL.
L’erogazione dell’ECE, così come previsto dal CCNL, è da erogare fino al mese antecedente il rinnovo contrattuale.
A Utilitalia abbiamo anche chiesto di correggere la circolare inoltrata alle aziende al fine di evitare futuri contenziosi a livello locale e il durissimo conflitto che caratterizzo il precedente rinnovo contrattuale sulla questione in oggetto.
Di certo la stagione contrattuale per il rinnovo del CCNL 10 luglio 2016 non si apre al meglio.

 

Le Segreterie Nazionali
FP CGIL                        FIT CISL                   UILTRASPORTI                         FIADEL
Bozzanca/Cenciotti      Diamante/Curcio            Odone/Modi                 Verzicco/D’albero

Pubblichiamo il decreto della Direzione Centrale per le Risorse Umane relativo all’ inquadramento del personale specialista di aeromobile a seguito del termine dei corsi XVII e XVIII per specialisti di elicottero e le relative sedi di assegnazione.

Al Segretario generale
Cons. Franco MASSI

Al Vice Segretario generale
Cons. Saverio GALASSO

Al Dirigente generale della DGSIA
Dott. Pasquale Le Noci

Al Servizio Relazioni Sindacali
e p.c. A tutto il Personale

Oggetto: Richiesta di inserimento del personale in servizio nelle liste di distribuzione di posta elettronica.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali, in riferimento all’oggetto, hanno potuto constatare che non tutto il personale in servizio è inserito nelle liste di distribuzione; in particolare si fa riferimento al personale di recente assunzione, comandato e transitato nei ruoli.
Già nel periodo elettorale per le RSU ci furono ben due richieste, in tal senso, senza nessun esito.
Pertanto, si reitera la richiesta dell’inserimento di default nelle liste di distribuzione di posta elettronica, pratica non possibile da parte delle Organizzazioni Sindacali.
Rimarrebbe, comunque, sempre confermata la possibilità di cancellarsi dalle mailing list da parte del personale.
In attesa di un rapido riscontro, si coglie l’occasione per inviare distinti saluti.

Roma, 22 luglio 2019

S. Di Folco          F. Amidani           U. Cafiero              A. Benedetti         F. Stefanangeli

CIRCOLARE “FRONT END:UNO SCHIAFFO AI LAVORATORI ENESSUNA QUALITA’ AGLI UTENTI

La pubblicazione della circolare 103/19, avvenuta pochi giorni fa nel bel mezzo della discussione di merito all’interno dell’organismo paritetico per l’innovazione, la dice lunga sulle reali intenzioni da parte dell’amministrazione di avviare un percorso di reale condivisione e confronto con le rappresentanze dei lavoratori.
Ma andiamo per gradi. Intanto siamo a dir poco sorpresi con riguardo alla tempistica, ovvero, ci chiediamo se a fronte dell’ennesima revisione del modello organizzativo, già annunciata, sia normale che si parta dalla rivisitazione del modello di servizio.
E così si va un po’ a spanne, una circolare di qua ed una determina di la, senza una meta ed un obiettivo preciso da perseguire, senza una visione di prospettiva e d’insieme dell’Istituto.
È in questo quadro che incardiniamo le nostre valutazioni sulla circ. 103, un provvedimento “posticcio” che non affronta e non risolve i problemi. Per la Cgil, per i lavoratori e per i cittadini, le criticità agli sportelli purtroppo esistono veramente, sono tangibili quotidianamente, e non hanno trovato soluzioni nelle circolari sin qui emanate, tanto meno nell’ultima, che, a nostro avviso, invece di migliorare la situazione, ha come unico effetto quello di determinare un aggravio di lavoro per il personale, con ulteriori ricadute negative anche sulle attività di back office.
Come abbiamo già abbondantemente illustrato all’amministrazione negli incontri avuti, ma anche con
osservazioni scritte, intendiamo ribadire con forza che è solo affrontando seriamente ed in profondità le questioni che stanno in capo all’organizzazione dell’Istituto che si determineranno le condizioni per il miglioramento in termini di servizio reso e di gestione del front-end. Spiace invece dover registrare, ancora una volta, provvedimenti “spot” che non contemplano e non tengono in alcun modo le dinamiche che si verificano nei territori.
Evidenziamo, a titolo di esempio:
– L’attuale chiusura degli sportelli prevista alle 12.30, di solito, si protrae a tal punto da sovrapporsi con l’inizio delle attività legate all’agenda appuntamenti;
– L’utenza arriva dopo aver già utilizzato tutti i molteplici e ridondanti canali telematici offerti dall’Istituto.
È evidente come l’origine dei problemi risieda altrove e il front-end rappresenta solo il luogo dove la cittadinanza scarica, non di rado con rabbia e aggressività, la propria frustrazione, individuando nel
malcapitato operatore il colpevole delle mancate o tardive risposte alle proprie istanze.
Ma nonostante il quadro complessivo rappresentato, nel corso degli incontri che si sono tenuti sulla circolare in parola, ci siamo assunti l’onere di rappresentare alcune tra le criticità palesi. Nel merito, tra le nostre proposte, realizzabili nell’immediato e rimaste inascoltate dall’amministrazione, quella di costruire un percorso che puntasse alla riduzione dei canali di comunicazione e che si intervenisse in modo efficace sulla tempistica e qualità dei servizi anche attraverso il miglioramento delle procedure informatiche ed intervenendo sulla velocità delle reti.
Non da ultimo, siamo molto preoccupati per il percorso del CCNI 2018 che, tra l’altro, contempla i primi segnali di attenzione nei confronti degli operatori che svolgono attività di sportello e di consulenza ed è bloccato da alcuni mesi per le certificazioni ministeriali.
Riteniamo che quanto rappresentato, alle ricadute palesi sull’orario di lavoro del personale, unitamente a situazioni logistiche spesso inadeguate, se non pericolose, sia dal punto di vista dell’accoglienza che per quello relativo alla sicurezza, costituiscano il fondamento per una nostra azione incisiva di contrasto alla circolare 103.
Mentre l’amministrazione metteva in scena un falso confronto noi, nell’interesse del personale e dei cittadini, eravamo pronti a dare il nostro contributo sul cuore vero dei problemi dell’Istituto per il benessere lavorativo del personale e per la qualità dei servizi alla cittadinanza. Lo abbiamo dichiarato
agli incontri e lo ribadiremo, non ci stiamo e con noi le lavoratrici e i lavoratori dell’Inps ad operazioni di “facciata” che non aggrediscono e non risolvono le vere ed annose problematiche che affliggono l’Istituto, e che hanno determinato nella cittadinanza la percezione dell’Inps quale ostacolo alla fruizione di un loro diritto.
Attiveremo, per questo, tutte le iniziative a tutela del personale e per servizi efficaci ai cittadini.

 

FP CGIL                                   FP CGIL
Antonella Trevisani                      Matteo Ariano

‘Al dicastero di Porta Pia mancano personale e risorse, serve invertire la rotta’

Uffici svuotati, servizi in crisi e graduale scomparsa di figure professionali qualificate. Lo Stato si ritira mentre avanza il privato. È l’immagine del declino che sta investendo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, seppur in condizioni di emergenza, continua ad erogare servizi cruciali ai cittadini, come ad esempio il rilascio petenti, le pratiche di revisione dei mezzi di trasporto o la gestione delle imbarcazioni, mentre perde progressivamente figure professionali di livello, quali ingegneri e tecnici specializzati. A denunciarlo è la Funzione Pubblica Cgil nel dare conto dell’avvio dello stato di agitazione del personale del ministero di Porta Pia.

Un declino che si raffigura nel venir mento di competenze, quelle specifiche che operano nel campo dei controlli sulle opere pubbliche e sulle infrastrutture ferroviarie e stradali, per arrivare a chi si occupa delle revisioni dei mezzi fino al rilascio delle patenti. Il tutto a favore di nuove agenzie e di privati. I numeri, infatti, spiega la Fp Cgil, ci dicono che al momento il Mit impieghi poco più di 7 mila addetti, con una grave carenza di organico pari a circa 500 unità, frutto del combinato disposto dato da pensionamenti e prolungato blocco del turn over.

Uno dei più importanti ministeri, quello di Porta Pia, rischia quindi di collassare per la forte riduzione di personale. Una realtà che emerge dai numeri e contro la quale i sindacati si oppongono proclamando lo stato di agitazione nazionale, per dire no al declino del Mit. Basti pensare al caso delle Motorizzazioni, tra i più gravi, che hanno un personale talmente ridotto che sta producendo difficoltà nell’assicurare le normali attività quali le pratiche di revisione dei mezzi o del rilascio delle patenti. I numeri, sul territorio nazionale, parlano chiaro. I casi più eclatanti sono quelli di Vicenza e Brescia, dove il personale a disposizione è appena la metà di quello previsto: 36 addetti dei 70 previsti in organico a Vicenza e 34 su 70 a Brescia.

Non va tanto meglio per le Capitanerie di Porto che dovrebbero occuparsi, ad esempio, delle patenti nautiche e della gestione delle imbarcazioni, che si vedono anch’esse svuotate di personale. A Genova sono presenti solo 12 lavoratori dei 20 previsti in organico, a Napoli 23 su 51 (meno della metà), a Trapani 9 su 17, fino ad arrivare al caso emblematico di Livorno dove è presente un solo lavoratori dei 5 previsti. Un rapido smantellamento dei servizi che è destinato ad acuirsi a seguito dell’introduzione di Quota 100 e dei pensionamenti già previsti.

Il declino de Mit, commenta il responsabile del ministero per la Fp Cgil Nazionale, Paolo Camardella, “è una emergenza che riguarda anche i Provveditorati, le Motorizzazioni e le Capitanerie di Porto. La situazione nella quale devono operare gli uffici è disastrosa, in assenza degli investimenti necessari per rafforzare le risorse infrastrutturali e umane. Molte sedi periferiche versano in condizioni indecenti mentre la situazione si aggrava di giorno in giorno”. Da qui l’impegno del sindacato: “Vogliamo contrastare questo declino – afferma Camardella – e per questo rivendichiamo un piano straordinario di assunzioni, certe e veloci; interventi per affrontare le inefficienze e i problemi, frenando l’espropriazione di funzioni del Ministero a vantaggio dei privati; maggiori risorse sul salario. Abbiamo proclamato lo stato di agitazione e andremo avanti per ottenere risposte. Perché questo pezzo cruciale dell’assetto istituzionale del paese continui a vivere. Servono occupazione e risorse per invertire il declino del Mit“, conclude.

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. provinciali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF in cui continuano a denunciare la cronica situazione degli automezzi in cui desta il Comando, mettendo a dura prova l’operato del soccorso e la sicurezza degli operatori e dei cittadini.

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Conapo e Confsal  inviata all’Amministrazione, con la richiesta di chiarire quale tipo di organizzazione intenda adottare  per il  settore e per il  personale TLC della Regione

Pubblichiamo la nota di chiarimento emanata dalla Direzione Centrale Risorse Umane riguardo le modalità di controllo assenze per malattie del personale del CNVVF.

Non funziona nulla, la Formazione fa acqua da tutte le parti, quindi mettiamo i corsisti dell’85° Corso tutti ai Comandi di residenza.

Che problema c’è?

Nessuno!

Il carico di lavoro già elevato dei Comandi provinciali li trasformerà in vittime inermi del far nulla.

 

Nessuna concreta misura a favore dei Vigili del Fuoco, a dispetto degli impegni assunti dalla maggioranza di governo e dati in pasto all’opinione pubblica. Tra gli emendamenti al decreto sicurezza bis relativi al corpo dei Vigili del Fuoco che hanno ottenuto il via libera dalle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera si registrano solo misure gradite ai vertici“. A denunciarlo è il responsabile nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella.

Soltanto una settimana fa, osserva il dirigente sindacale, “finivamo, come Vigili del Fuoco, nel tritacarne del dibattito politico, stretti nella propaganda di governo. Ma le parole, le ‘rassicurazioni’, non hanno avuto seguito: nessuna misura concreta a favore dei circa 34 mila appartenenti al corpo dei Vigili del fuoco ma solo toppe, in parte utili all’Amministrazione ma non risolutive dei problemi che investono il personale. Gli emendamenti approvati, infatti, certificano la carenza di organico del corpo, attraverso la possibilità di ricorrere più facilmente al richiamo di volontari e all’utilizzo delle ore di straordinario. Si coprono i buchi con i volontari e si fanno lavorare di più i Vigili del Fuoco, barattando più lavoro con più salario”.

Per Giulianella, inoltre, “si strizza l’occhiolino al personale con i passaggi di qualifica, necessari all’Amministrazione per coprire la carenza di figure qualificate, mentre diminuisce la quota di ore dedicate alla formazione in ingresso. Misura che in parte agevola i tempi dei nuovi ingressi ma allo stesso tempo taglia le ore di formazione per questi ultimi. In sostanza briciole ma niente di concreto in termini di risorse per i Vigili del Fuoco sul salario, nessuna ulteriore assunzione, nessuna copertura per l’assicurazione Inail e niente sulla pensione integrativa. Questi i fatti, le chiacchiere stanno a zero. Intensificheremo lo stato di agitazione affinché nella legge di Stabilità si possano concretizzare misure per dare il giusto riconoscimento ai Vigili del Fuoco“, conclude.

COMUNICATO UNITARIO A TUTTO IL PERSONALE

Come già anticipato dal Segretario Generale negli incontri con le OO.SS. circa l’intenzione di firmare una convenzione che prevedesse la fruizione delle strutture sanitarie militari presenti sul territorio nazionale, incluso l’ospedale del Celio con sede in Roma, oggi 19 luglio 2019 presso lo Stato Maggiore della Difesa è stata sottoscritta dal Segretario stesso e dal Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, la Convenzione di cui sopra (in allegato).
Sempre a proposito di convenzioni, nella giornata del 15 luglio 2019 si è tenuto un incontro tra il Segretario Generale e le Organizzazioni sindacali alla presenza di un funzionario Consip, per esporre i vantaggi economici per tutto il personale derivanti da Convenzioni in tema di noleggio auto a lungo termine.
Nei prossimi giorni verranno pubblicate sulla Intranet le Convenzioni con relative circolari esplicative per entrambe le convenzioni sulle modalità di fruizione delle stesse.

S. Di Folco               F. Amidani             U. Cafiero          A. Benedetti            F. Stefanangeli

Pubblichiamo la nota del Coordinatore Regionale relativa all’organizzazione per la campagna AIB 2019/2021

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