Pubblichiamo la nota unitaria dei Coordinatori delle strutture regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF sulla carente situazione organizzativa, dovuta alla carenza del personale SMZT in regione, tale situazione non assicura un adeguato soccorso alla popolazione e compromette la sicurezza del personale.

Quando si parla di salario, pensioni e salute del personale appartenente al Corpo, delle grandi difficoltà vissute dalle lavoratrici e dai lavoratori nei Comandi provinciali, l’aria cambia.

Non permettiamo a nessuno di giocare a rimpiattino

Cgil Cisl e Uil VVF nel corso degli anni anni hanno saputo dimostrare correttezza, coerenza e disponibilità; tuttavia a tutto c’è un limite e probabilmente, anzi certamente, siamo arrivati al capolinea.

Il Capo Dipartimento, visto il poco tempo trascorso nei Vigili del Fuoco, non conosce ancora le dinamiche del Corpo, non sa ancora apprezzare le sue tante particolarità, i suoi equilibri.

La nota a Sua firma inviata alle Organizzazioni Sindacali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF esprime tutta la scarsa conoscenza del nostro ambiente suggellata dalla recente comunicazione di rinvio incontro per indisponibilità della stessa Amministrazione dell’incontro sugli schemi di decreti per i concorsi Capo Squadra 2019 (vedi allegato).

Dopo le infelici parole pronunciate dal Capo del Corpo in Toscana e in Sicilia, sul quale ahi noi riponevamo grandi aspettative,  arriva un’altro scivolone, questa volta da parte di un prefetto.

Siamo circondati  

Audizione Commissione Difesa Senato Affare n 257

Stato e funzioni degli enti dell’area industriale della Difesa
Premessa:
Nel ringraziare per l’opportunità offertaci oggi di rappresentare direttamente il punto di vista del
personale civile della difesa, FP CGIL CISL FP e UIL PA ritengono necessario mettere in rilievo
quanto gli enti dell’area industriale della Difesa – Arsenali, Poli di Mantenimento, Centri Tecnici,
Enti dell’Agenzia Industria Difesa, ecc. – abbiano sempre avuto modo di condizionare positivamente,
sia dal punto di vista economico che sociale, i territori ove da decenni sono insediati e, al contempo,
evidenziare quanto le forti criticità che ora li attraversano riverberano i loro pesanti effetti non solo
sulla qualità e quantità delle attività prestate o, peggio, sull’occupazione sempre più ridotta, ma sulle
intere comunità locali, i cui rappresentanti istituzionali sono inquieti e in subbuglio e stanno
richiamando l’attenzione e la responsabilità della politica nazionale per sollecitare un piano di
sviluppo alternativo.
Analisi
Le audizioni dei Comandanti Logistici dell’Esercito e della Marina hanno illustrato, con dovizia di
numeri e particolari, le criticità degli enti e degli stabilimenti industriali, riassumibili in 2 macro
aree:
– Mancanza di investimenti in impianti e infrastrutture, con relativo decadimento di quelli
esistenti;
– Contrazione degli organici, associata ad elevata età degli attuali occupati, non più compatibile
con lo svolgimento di attività tecniche –manuali, e impossibilità di trasmettere conoscenze
uniche che andranno, così, drammaticamente perdute.
La conseguenza è che entro il 2024, data entro la quale produrrà i suoi effetti definitivi la legge
244/12 con la previsione, in chiave fortemente riduttiva, degli organici (nella fattispecie di
professionalità civili), si determinerà il crollo della capacità produttiva/operativa e la paralisi degli
enti dell’area industriale (e non solo) in assenza di provvedimenti correttivi.
Gli scenari descritti sono stati ampiamente anticipati dalle scriventi organizzazioni sindacali nel
corso degli anni alle varie responsabilità politiche del dicastero della difesa, eppure sin qui non hanno
mai trovato la dovuta e necessaria attenzione.
La valutazione della situazione degli enti dell’area industriale non può essere disgiunta da quanto
contenuto nel Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2019-2021, che ha
impietosamente fotografato la Funzione Difesa come di seguito riportata:
Totale generale 13.982,5

Se, inoltre, si ha poi riguardo all’E.F. 2011, i cui dati hanno indotto la politica ad approvare nel 2012
la legge 244, nel tentativo di raggiungere – entro il 2024 – la tripartizione ottimale di bilancio, con il
50% di spese per il personale ed il 25% rispettivamente all’esercizio e all’investimento, si osserva che
la spesa del personale è passata dal 65,60% al 74,1%.
E.F. 2011 IMPORTO % del totale Variazione
PERSONALE 9. 462,3 65,90 %
ESERCIZIO 1. 444,2 10,05 %
INVESTIMENTO 3. 453,7 24,05 %
Totale generale 14.360,20
Non rimane, dunque, che prendere obiettivamente atto che la legge di revisione dello strumento
militare n.244/2012 non ha raggiunto nessuno degli obiettivi per la quale è stata introdotta, tali da
giustificare la cancellazione di 10.000 posti di lavoro di dipendenti civili e la messa in ginocchio del
sistema industriale della difesa.
Peraltro, l’aumento di quasi un miliardo di euro, in termini assoluti di spesa per il personale, non è
ascrivibile a quella sostenuta per i dipendenti civili, ma unicamente a quella del personale militare
ottenuta attraverso il combinato disposto del rinnovo contrattuale prima, ovvero del «Recepimento
del provvedimento di concertazione per il personale non dirigente delle Forze armate», Decreto del
Presidente della Repubblica 40/2018, e del provvedimento di riordino dei ruoli e delle carriere poi,
recante «Disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze
armate», Decreto Legislativo 94/2017, oltre al consolidamento degli 80 euro del Bonus “Renzi”.
Provvedimenti che peraltro hanno ulteriormente acuito il forte divario di trattamento economico con
i dipendenti civili a parità di ruolo e mansioni, costituendo motivo di tensione, disagio e
demotivazione.
Il totale degli organici del personale civile, nel corso dell’anno 2019 sarà di 25.665, compresi circa
4.200 ex militari, transitati per motivi di salute. Dunque è alle porte il traguardo della “cura”
(riduzione a 20.000) applicata, però, solo al personale civile ma non troverà in vita il “paziente”
inteso come attività produttiva.
Anche gli Enti dell’Agenzia Industria Difesa soffrono dei medesimo malessere. In tal senso, di
particolare rilievo, come elemento di distonia, assume l’Atto di indirizzo 2020 allegato al Documento
Programmatico, in cui si richiede di “Continuare a perseguire la messa in efficienza del Comparto
al fine di raggiungere un elevato livello di sostenibilità, assicurare una maggiore continuità dei
flussi energetici … mediante l’incremento della produzione e dell’approvvigionamento da fonti
rinnovabili…”, quando solo 2 mesi fa è stata interrotta la produzione e chiusa la Centrale
Idroelettrica di Fontana Liri per mancanza di personale addetto alla manutenzione (denunciata
pubblicamente da queste rappresentanze sindacali nel silenzio assordante del vertice politico del
Ministero).
Il transito degli ex militari
Il transito continuo degli ex militari non più idonei sta alterando, aggravandolo, il quadro
complessivo della forza lavoro del Ministero della Difesa, in particolare negli enti dell’area
industriale.
Gli ex militari che transitano per motivi di salute non sono, infatti, pienamente impiegabili in
mansioni tecniche e manuali, ma solo in quelle logistiche/amministrative. Spesso, inoltre, vengono
destinati lontani dal luogo di residenza e dalle famiglie aggravando la propria condizione fisica e
psicologica. Quel che è certo, è che non possono essere coloro che ereditano le conoscenze
professionali dei lavoratori/operai più anziani. In effetti, la loro collocazione nelle tabelle organiche
degli enti, malgrado l’ambigua definizione fornita definisca la loro assegnazione come extra tabella,
è una concausa dell’attuale ridotta capacità operativa dell’area industriale.

Sintesi
La legge 244/12 e la progressiva riduzione dei dipendenti civili del Ministero della Difesa, sta
provocando la perdita del know how e il crollo delle attività tecniche dell’area industriale, senza
beneficio alcuno.
Nel documento programmatico pluriennale del Ministero della Difesa per il triennio 2019/21 si
prende atto che il Piano triennale di fabbisogno del personale civile non può che avvenire all’interno
della programmata riduzione a 20.000 unità. E, dunque, a fronte di un esodo continuo ulteriormente
condizionato dall’accesso alla c.d. quota “100”, nei prossimi tre anni potranno realizzarsi solo 561
assunzioni ordinarie e 294 straordinarie di cui, purtroppo, non si accorgerà pressoché nessuno, se si
considera che il reale fabbisogno del sistema industriale si attesta attorno alle 5000 unità.
Gli Enti dell’area industriale hanno necessità di mantenere la capacità operativa, conservando
attività ed indotto che non è conveniente esternalizzare, sia dal punto di vista economico che
strategico, ma non possono farlo perché manca la manodopera qualificata e non ci sono i lavoratori
cui affidarla, i quali non possono essere assunti per i vincoli imposti da una legge che ha ampiamente
dimostrato di non aver raggiunto nessuno degli obiettivi fissati.
Conclusioni e suggerimenti operativi
– Recepire le indicazioni dell’Atto di indirizzo 2020, PP3 personale civile, in cui si invita a
“valutare se sia ancora corrispondente al processo di riforma del modello di Difesa
l’obiettivo di n. 20.000 unità da conseguire entro il 2024, come disposto dalla legge 31 dic
2012, n 244”, prendendo atto che è necessario sospenderne gli effetti ed i vincoli e procedere
ad un programma straordinario di assunzioni di personale civile, in particolare di figure
tecniche (operai) negli Enti dell’area industriale;
– garantire a quelle potenziali giovani professionalità la necessaria formazione/istruzione
utilizzando le ex Scuole allievi operai – oggi centri per la formazione – di cui è dotata
l’amministrazione della difesa proprio in ognuno di quei centri tecnici e arsenali
praticamente a costo zero, considerato che parte della docenza dei corsi di formazione
professionale potrebbe essere affidata proprio ai lavoratori esperti e specializzati del settore,
tuttora impiegati in quelle realtà;
– Realizzare il massiccio transito degli ex militari nei ruoli civili anche presso altre pubbliche
amministrazioni, assecondando l’esigenza di avvicinarsi alle proprie famiglie conservando
l’assegno ad personam, così come previsto dalla legge 244/12, superandone le ambiguità
interpretative;
– Un piano adeguato di investimenti infrastrutturali nell’area industriale;
– Recuperare il divario economico, divenuto enorme e insostenibile e che continua a
rappresentare causa di divisione e demotivazione tra il personale civili e militare, in
particolare nell’area industriale, tra la retribuzione accessoria attribuita ai lavoratori civili
della Difesa e quella percepita a parità di mansioni, dai colleghi militari e da quelli impiegati
nelle altre amministrazioni dello stato.
Auspicando che il contributo offerto nell’occasione dalle scriventi oo.ss. possa essere valorizzato per
le decisioni che il Parlamento, il Governo e il Ministero coinvolto saranno chiamati ad assumere nei
prossimi anni per l’operatività della Difesa del Paese, salutiamo cordialmente.

 

Fp Cgil                                                       Cisl Fp                                                 Uil Pa
Francesco Quinti                  Massimo Ferri/Franco Volpi                     Sandro Colombi

FIRMATO IL DECRETO ATTUATIVO: COMPIUTO UN ALTRO IMPORTANTE PASSO IN AVANTI

Con la sottoscrizione, in data 18 luglio u.s., da parte del Presidente della Corte dei conti, dell’allegato Decreto di cui ai commi 2 e 4 dell’art. 2 bis della deliberazione del Consiglio di Presidenza n. 82/2019 recante modifiche al Regolamento autonomo di amministrazione e contabilità (pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 93 del 19 aprile 2019) entra finalmente nel vivo la fase attuativa della procedura rivolta a riconoscere e valorizzare economicamente la professionalità del personale dell’Istituto.
È stato compiuto, ad avviso delle scriventi, un ulteriore importantissimo passo avanti ai fini della realizzazione di obiettivi perseguiti unitariamente da queste OO.SS. per dare concretezza alle legittime aspettative del personale, da troppo tempo disattese.
Nel riconoscere l’impegno e la determinazione con cui il Presidente della Corte dei conti, il Segretario generale e il Vice Segretario generale si sono adoperati in questi mesi per sostenere un percorso da cui deriveranno importanti opportunità di miglioramento economico e professionale per tutti i lavoratori e far sì che si riduca il gap in termini retributivi nei confronti del personale di analoghi Organi di rilevanza costituzionale, le scriventi seguiranno con la massima attenzione tutti i momenti della fase attuativa e saranno garanti affinché si attivino, quanto prima, tutte le procedure previste.
In particolare, per evitare il rischio che vadano perse importanti risorse già stanziate per dette finalità nel bilancio 2019 dell’Istituto, le scriventi, così come già rappresentato e richiesto nel corso dell’ultima riunione di contrattazione, confermano che si adopereranno unitariamente nel sollecitare la pubblicazione di una circolare che dia il via, quanto prima, e se possibile già a partire dalle prossime settimane, alle attività preliminari all’attivazione, da parte degli uffici, dei progetti a cui sarà legata l’erogazione, in favore di tutto il personale in essi impiegato, dell’indennità incentivante.
Si rammenta, che queste OO.SS., con nota unitaria del 15 luglio u.s., hanno chiesto una calendarizzazione (v. allegato) di incontri al fine proseguire verso la definizione di nuovi accordi urgenti e non più differibili per la realizzazione di altri importanti obiettivi, e hanno chiesto di verificare la possibilità, in riferimento alle sollecitazioni dei lavoratori, di incrementare, a partire dall’anno in corso, le somme già attualmente destinate alle Progressioni economiche (PEO). In attesa della programmazione degli incontri, le scriventi ribadiscono l’urgenza, in considerazione dell’approssimarsi di importanti scadenze, della pronta liquidazione, se possibile già nelle prossime settimane, degli importi afferenti ai sussidi, ai progetti finalizzati 2016 e, a seguito della certificazione da parte del Collegio dei revisori interno, alle somme relative al premio per la performance organizzativa (ex produttività collettiva) e al premio individuale di base del Fondo 2018. A tale fine, si coglie l’occasione per ringraziare tutto il personale impiegato negli uffici deputati all’esecuzione delle procedure inerenti alle liquidazioni degli emolumenti ancora spettanti.
Sarà cura delle scriventi OO.SS. tenervi costantemente informati circa i futuri sviluppi e sulle decisioni che saranno adottate nella sequenza di incontri programmati.

S. Di Folco             F. Amidani                U. Cafiero           A. Benedetti             F. Stefanangeli

Pubblichiamo la nota territoriale Unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF e Confsal sulla richiesta valutazione di rischio del compendio

FUA 2018 – NOTIZIE DALLA RIUNIONE DEL 22.7.2019

A margine della riunione che si è svolta ieri in merito alla definizione dei criteri di pagamento del FUA 2018, il Direttore Generale del personale DOG ha informato le organizzazioni sindacali che sono in via di pubblicazione le graduatorie relative all’interpello per Bari. Inoltre il Direttore Generale del bilancio ha precisato che le somme pagate per lo straordinario nel corso del 2018 saranno adeguate agli importi previsti dal nuovo CCNL con i fondi stanziati per l’anno 2019 ove non ci fosse capienza con i fondi relativo all’anno 2018.

 

FP CGIL                        CISL FP                                  UIL PA
Russo                             Marra                                    Amoroso

“Siamo alle battute finali per il raggiungimento di un intesa sul rinnovo del contratto dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Oggi è infatti una giornata determinante per portare a casa un contratto atteso da oltre 10 e che interessa una platea di circa 130 mila addetti”. A farlo sapere è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, aggiungendo che: “Abbiamo fatto un lavoro molto duro, impervio e pieno di ostacoli, punto per punto. Tutto per provare ad ottenere un buon contratto per i professionisti che tutelano la salute dei cittadini”.

Nel merito della costruzione dell’intesa, prosegue Filippi: “Stiamo lavorando ad un aumento parametrato uguale a tutti i lavoratori pubblici, stiamo intervenendo sul disagio per tutelare chi lavora in situazioni critiche, di notte e nei festivi, e sulle carriere per valorizzare le professionalità e consolidare le posizioni gestionali. Un’operazione difficile viste le poche risorse e le leggi vigenti sulle relazioni sindacali. Oggi è fondamentale la compattezza sindacale per completare nel rush finale quel percorso che per ora non possiamo non definire positivo. Ci aspetta una lunga giornata, noi ci siamo”, conclude.

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali Fp Cgil VVF e Confsal sulla mancata e carente organizzazione della struttura balneare VVF gestita dall’ONA

COMANDO LOGISTICO DELL’ESERCITO STATO MAGGIORE –  Pubblichiamo RESOCONTO DI RIUNIONE

PRIMI RISULTATI DELLE INIZIATIVE DI LOTTA DI CGIL CISL E UIL
SOTTOSCRITTA IPOTESI DI ACCORDO FUA 2018 CON IMPEGNO DI
SPESA PER UNA TERZA PROCEDURA DI PROGRESSIONE ECONOMICA

I primi risultati delle iniziative di lotta sindacale di CGIL CISL e UIL stanno arrivando: in data odierna
abbiamo sottoscritto la ipotesi di accordo sui criteri di pagamento del FUA relativo all’anno 2018. Tale ipotesi di accordo che nella sostanza rispecchia i contenuti degli accodi conclusi negli anni precedenti ma contiene una importante novità: l’impegno di spesa per una terza procedura di progressione economica per tutti i dipartimenti e per un importo commisurato alle (scarse) risorse disponibili ma suscettibile di revisione in melius all’atto della firma dell’accordo definitivo. Con particolare riferimento all’organizzazione giudiziaria, in ragione della maggiore disponibilità di fondi nella quota FUA di tale dipartimento, l’importo destinato alle progressioni, 5.000.000, è stato considerevolmente incrementato rispetto alla somma proposta dall’amministrazione (3.900.450,00). CGIL CISL e UIL nel corso della riunione hanno chiesto di ridiscutere al più presto i criteri di pagamento del FUA 2019 anche al fine affrontare tutte le problematiche che, poste al tavolo negoziale, non è stato possibile disciplinare nel FUA 2018 a partire da: revisione al rialzo delle somme destinate alle progressioni economiche per ciascun dipartimento e per gli Archivi Notarili; criteri delle progressioni economiche ritenendo quelli concordati nel 2017 e confermati nel 2018 non più adeguati;
estensione al personale giudiziario di Venezia della indennità di servizio disagiato già riconosciuta al personale penitenziario della medesima città; attribuzione delle posizioni organizzative anche al personale dell’organizzazione giudiziaria; previsione di una specifica contrattazione per DGSIA in materia di FUA.
CGIL CISL e UIL valutano la sottoscrizione dell’accordo FUA 2018 e soprattutto la previsione di una terza tornata di progressioni economiche come un passo in avanti certamente non esaustivo delle legittime aspettative e rivendicazioni dei lavoratori della Giustizia. Come già denunciato nei precedenti documenti per il personale in servizio non c’è nulla di quanto concordato nell’accordo sottoscritto il 26 aprile 2017 da CGIL CISL UIL UNSA e INTESA: progressioni giuridiche nelle aree (cambi di profilo attraverso lo strumento della flessibilità); progressioni tra le aree (transito degli ausiliari in area seconda e passaggio dei contabili e degli assistenti informatici e linguistici in area terza); scorrimento integrale entro il 30.6.2019 delle graduatorie per funzionari giudiziari e funzionari NEP ex art.21 quater della L.132/15. Anche la previsione nella prossima legge di stabilità di una norma che consente il rifinanziamento del FUA appare come l’ennesima promessa perché di concreto al momento non c’è nulla. Su tale punto comunque il sindacato confederale vigilerà affinchè siano adottati provvedimenti legislativi di rifinanziamento il più possibile favorevoli ai lavoratori della Giustizia.
Peri motivi sopra esposti CGIL CISL e UIL continueranno le loro azioni di lotta per ottenere attraverso
il pieno rispetto degli accordi sottoscritti la tutela di tutti i lavoratori ed una Giustizia efficiente al servizio dei cittadini.

Roma, 22 luglio

 

FP CGIL                          CISL FP                       UIL PA
Russo                              Marra                         Amoroso

All’ att.ne del Sottosegretario del Ministero dell’Interno
On. Carlo Sibilia

Oggetto: richiesta incontro su DDL Delega di Riforma della Polizia Locale.
Alla luce dei tavoli già tenuti tra le parti in merito alla riforma delle norme sulla Polizia Locale ed agli impegni assunti dalla S.V nell’incontro del 30 Aprile u.s. di continuare il confronto con le scriventi per costruire un percorso di ascolto delle problematiche che gravano sui lavoratori della Polizia Locale e di condivisione delle necessarie soluzioni da adottare, si rende urgente la ripresa del tavolo presso codesto Ministero.
Tale tavolo si rende necessario in particolare alla luce dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge delega sulla materia, che contiene delle criticità che riteniamo necessario risolvere.
Pertanto, si chiede alla S.V. di farsi carico di una pronta convocazione delle scriventi Segreterie Nazionali per affrontare le tematiche oggetto della legge delega prima dell’avvio dell’iter parlamentare di approvazione.
In attesa di riscontro si porgono distinti saluti.

Le Segreterie Nazionali

Fp Cgil                                 Cisl FP                                     Uil FPL
Federico Bozzanca          Luigi Caracausi                       Daniele Ilari

SMART WORKING, POSSILE ANCORA RECUPERARE

Ricevuta l’informativa in merito al testo della circolare sullo smart-working, che ricalca l’accordo sottoscritto con l’Amministrazione da una sola sigla sindacale, non possiamo che ribadire i motivi per cui non abbiamo ritenuto di firmare:
– la norma prevede l’adesione di un tetto minimo del 10% del personale, che in Inps è diventato tetto massimo omnicomprensivo di tutto il personale (dirigenti, professionisti, amministrativi);
– requisito previsto per l’accesso allo smart-working è l’affidabilità, e capacità di problem-solving;
– la preminenza della discrezionalità attribuita al Dirigente o Coordinatore.
– la sperimentazione partirà solo su progetti presentati dalle singole strutture valutati dalle Direzioni Centrali precisate nell’accordo, quindi non è dato sapere al momento quante saranno le sedi in sperimentazione.
Alla luce di questo, non ci meraviglia affatto che l’Italia sia l’ultimo Paese dell’UE per l’utilizzo dello smart-working, perché continuano a prevalere logiche vecchie, come quella della totale discrezionalità dell’Amministrazione.
Anche al fine di rendere l’accordo più in linea con le logiche europee, dichiariamo la nostra disponibilità a riaprire il tavolo, per una condivisione più ampia, partendo dalla necessità di una maggiore trasparenza sui criteri di accesso, ad oggi esclusivo oggetto di valutazioni unilaterali
dell’Amministrazione.

FP CGIL                                  FP CGIL
Antonella Trevisani                       Matteo Ariano

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