CAM
RIORGANIZZAZIONE O CAOS?

Lo scorso anno il direttore dell’Agenzia delle Entrate, come ultimo atto ufficiale prima di essere sostituito , decise una riorganizzazione che avrebbe dovuto rivoluzionare i metodi di lavoro, organigramma e struttura degli uffici.
È noto che, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n.37 del 2015 che ha dichiarato illegittimi i funzionari incaricati di ruoli dirigenziali, con la legge 27 dicembre 201 N°205 sono state istituite le POER, figure quanto meno ibride, senza lo status di dirigenti ma con attribuzioni di competenze assai elevate.
Tralasciando l’iter farraginoso che ha portato alla selezione di questi nuovi soggetti, la loro presenza nelle nuove articolazioni dell’Agenzia al posto dei precedenti dirigenti che, di fatto, vanno a sostituire, ha comportato situazioni che, se non corrette, porteranno in qualche ufficio al blocco di lavorazioni finora espletate in maniera efficace e semplice.
In particolare, per i CAM (o SAM, secondo la nuova vulgata) non essendo più uffici dirigenziali ma attribuiti appunto a POER, è necessario ci sia un dirigente centrale di coordinamento.
Non ancora nominato.
La modifica delle attribuzioni comporta lo stravolgimento di metodi di lavoro consolidati e che hanno costituito una delle prerogative principali di questi uffici, nella prospettiva voluta dall’Agenzia di un rapporto semplificato ed immediato con i cittadini o con i professionisti loro intermediari.
Ai consulenti dei CAM, sia a quelli storici provenienti da vari uffici e appartenenti alle più diverse Aree e profili, sia a quelli assunti con concorso apposito e inquadrati nella seconda Area funzionale, è stata attribuita una “delega di firma”, per quanto virtuale e limitata, che ha consentito a tutti di operare in maniera snella ed immediata, direttamente al telefono e con tempistiche ridotte, su comunicazioni di irregolarità da 36-bis, correzioni di dichiarazioni IVA (54-bis), sgravi su cartelle esattoriali.
In quasi vent’anni di attività, ogni volta che l’Agenzia ha emanato raffiche di controlli automatizzati, tutti i consulenti impiegati nei CAM, senza alcuna distinzione, hanno interloquito con gli interessati e soprattutto con gli studi professionali, correggendo errori, confermando o modificando gli esiti dei controlli, fornendo assistenza immediata, informazioni e inviando immediatamente ai contribuenti i nuovi esiti della lavorazione. Semplicemente con una telefonata e, come si è sempre vantata l’Agenzia, in tempo reale.
Ora, nonostante la legge 205/2017 indichi esplicitamente che : “I titolari delle predette posizioni adottano atti e provvedimenti amministrativi, compresi quelli che impegnano l’Agenzia verso l’esterno (…) ed esercitano autonomi poteri delle risorse umane” è stato loro imposto –si parla di una nota riservata non consegnata alle OO.SS.- di eliminare totalmente, azzerata, qualsiasi delega di firma e vietata qualsiasi sub delega a tutti i consulenti, lasciando l’onere di sottoscrizione di qualsiasi atto esclusivamente ai Capo team ed alla POER a capo delle Sezioni dei CAM.
Considerando la mole di lavoro di circa 250/400 pratiche quotidiane, ciò significa che la sola POER e tra 7 o 10 capo team dovranno verificare tutti i giorni dalle 25 alle 50 pratiche che prima venivano suddivise fra i consulenti.
Inoltre, per ogni pratica dovrà essere predisposto un fascicolo: anche per la conferma di un credito di 25 €, o per un banalissimo abbinamento di un versamento effettuato con un codice errato o con un anno digitato male. Ciò vuol dire che un intervento risolutivo che finora richiedeva circa 7 minuti (con i risultati trionfalisticamente sbandierati dall’Agenzia con le ultime statistiche ufficiali) ora comporterà un tempo medio di 25 minuti e una risposta al contribuente data entro 3 o 4 giorni. E questo significherà un numero molto inferiore di contribuenti “serviti” se la media di risposte per consulente dovesse scendere dalle attuali 20/25 telefonate a meno di 10.
Un gran bel risultato davvero.
A questo punto paiono però inevitabili un paio di considerazioni.
Un gran numero di cittadini che sono stati abituati ad un rapporto immediatamente risolutivo con i consulenti dei CAM si rivolgeranno agli sportelli degli Uffici territoriali che, notoriamente e in particolare in questo periodo in cui si è falcidiati dai pensionamenti, saranno ancor più in difficoltà nell’affrontare il numero crescente di richieste da parte dei cittadini: non crediamo sia questo l’obiettivo che l’Agenzia voglia perseguire nei confronti dei cittadini.
Se questo trend si allargherà anche agli studi professionali, la situazione potrebbe divenire insostenibile in tempi brevi e le proteste e gli attacchi sui media sono facilmente immaginabili.
La seconda è più prettamente sindacale.
Con questi provvedimenti si delegittima completamente il lavoro di lavoratori che l’Agenzia utilizza quotidianamente senza mai porsi il problema dell’Area di appartenenza e sfruttandone, nel senso migliore del termine, le capacità per poter fronteggiare “gli obiettivi sfidanti” che le vengono affidati.
È appena il caso di ricordare solo le campagne Cambia Verso, in cui si è chiesto ai medesimi soggetti di entrare nel merito (almeno per dare assistenza e informazione sulle lettere inviate ai contribuenti) in ambiti che normalmente riguardano l’accertamento, e l’assistenza fornita per la Fatturazione Elettronica che, per ammissione di molti, è servita a far superare i timori terroristici che molti hanno diffuso per farla fallire.
Ora, pare che venga richiesto a questi lavoratori un non meglio definito “quid minus”…
Come se anni di lavoro sul campo dimostrando capacità e competenza riconosciute fossero nulla
Le evoluzioni normative e contrattuali, la trasformazione da Ministero ad Agenzia, vengono citate sempre ad uso e consumo dell’Agenzia e mai per riconoscere ai lavoratori quelle conoscenze, quell’autonomia, quella correttezza amministrativa che sono nei fatti.
Non comprendere, poi, che demotivare gli ultimi assunti, anche quelli che non sono stati inquadrati nella Terza Area, è segno di miopia gestionale.
Oppure bisogna pensare che anche al suo interno l’Agenzia non sa o non ha interesse a tutelare e a difendere il proprio ruolo essenziale per il Paese.

 

FP CGIL NAZIONALE FP                                     CGIL NAZIONALE
Carmine Ruocco                                                           Elena Ciola

Le lavoratrici e i lavoratori che hanno disabilità tra i propri cari non possono aspettare. Nella nota unitaria inviata alle cariche del Corpo dalle Organizzazioni Sindacali Confederali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e  Uil Pa VVF  chiedono il rispetto verso chi soffre, l’Amministrazione per quanto ci riguarda deve procedere con la massima urgenza al trasferimento di quei lavoratori che ne hanno diritto.

Al via il bando per le PEO

Abbiamo firmato nella riunione di oggi a via Caraci l’accordo definitivo PEO 2019, già sottoscritto in ipotesi il 27 febbraio scorso. Il Mef e la Funzione Pubblica hanno trasmesso all’Amministrazione alcune osservazioni che sono state recepite nella proposta sottoscritta oggi.
Abbiamo firmato perché, pur non condividendo l’intrusione degli organi di controllo su quanto il CCNL Funzioni Centrali vigente rimette alla Contrattazione Integrativa Nazionale, non potevamo permetterci di bloccare l’accordo PEO e le progressioni di carriera dei lavoratori del MIT che da tanti anni attendono sfiduciati.
L’art.40 bis del D.Lgs 165/2001 affida agli organi di controllo solo l’accertamento della compatibilità economico finanziaria, invece questi sono andati di gran lunga oltre affermando che i criteri adottati non erano in linea con le disposizioni vigenti che prevedono una selettività fondata sul merito e sulle competenze professionali.
Abbiamo firmato ma chiarito la nostra posizione nella nota unitaria a verbale allegata.
Cosa cambia per i lavoratori del MIT? In sintesi l’accordo precedente sottoscritto il 27/2 attribuiva un punteggio massimo ai quiz di 10 punti, all’anzianità di servizio di 15 punti e ai titoli di studio di 5 punti. Oggi l’Amministrazione ci ha proposto un’ inversione: nell’accordo definitivo ai quiz vengono attribuiti 15 punti e all’anzianità 10 punti, fermo restando i punti per i titoli di studio. Ci sentiamo di dire che, per fortuna, abbiamo optato per i quiz e non per i punteggi relativi alla valutazione del triennio. Oggi, con l’attribuzione di 15 punti, la valutazione sarebbe stata penalizzante per molti lavoratori perché sappiamo benissimo che le schede di valutazione molte volte non rispecchiano la situazione reale ma sono influenzate dai rapporti con la dirigenza.
Un accordo ritoccato, quindi, ma che consente ai lavoratori del MIT finalmente di uscire da un blocco durato dieci anni, periodo in cui non si è avuto alcun riconoscimento della professionalità acquisita. Saranno, lo ricordiamo, 1525 i lavoratori che usufruiranno della progressioni di cui 25 di prima area, 1000 di seconda e 500 di terza con l’impegno di proseguire le attività finalizzate alle progressioni anche negli anni successivi. Il bando sarà pubblicato a breve, presumibilmente tra il 10 agosto e i primi di settembre. La procedura sarà interamente informatizzata: dalla compilazione della domanda alla pubblicazione dei quiz alla prova. Alla procedura informatizzata si accederà con la password della posta elettronica.
Abbiamo nuovamente chiesto all’Amministrazione notizie relative al regolamento dell’incentivo e sollecitato la trasmissione della copia revisionata. L’Amministratore ci ha assicurato che farà un sollecito scritto all’ufficio legislativo e che ci trasmetterà una copia appena sarà in possesso del testo definitivo.
Ci siamo soffermati sull’urgenza di avviare, in tempi brevi, le procedure per i passaggi di area previsti dal Piano dei Fabbisogni e dal DPCM del 20/6/2019. L’Amministrazione ci ha garantito che a settembre ci convocherà per definire la procedura e che comunque la stessa sarà avviata entro l’ anno corrente.
In coda abbiamo chiesto di ricevere informativa sulle assegnazioni dei nuovi assunti dalle graduatorie RIPAM ribadendo, ancora una volta, la situazione di grave carenza del personale nelle sedi periferiche.
Per quanto riguarda il pagamento del Fua 2018 si prevede che il compenso sia inserito nel cedolino di settembre, la quota individuale dovrebbe aggirarsi intorno alle 500 euro nette.

 

la coordinatrice Fp Cgil Mit                                        p.la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella                                                        Paolo Camardella

Pubblichiamo la risposta alla nota inviata dalla Direzione Centrale per la Formazione sull’ informazione/formazione dell’utilizzo dei mezzi fuoristrada Ford Ranger di ultima generazione, ancora una volta apprendiamo delle scelte fatte dall’Amministrazione a giochi fatti, ci faremo carico di approfondire l’argomento presso il Tavolo Tecnico per la Formazione.

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Fp VVF, nella quale si richiede un’incontro con l’Amministrazione a seguito dell’informativa sulla gestione degli straordinari e della logistica della struttura della DCF

Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS. Regionali  Fp Cgil VF, Fns Cisl e Uil Pa VVF nella quale esprimono tutto il disappunto sull’atteggiamento della Politica e della nostra Amministrazione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Sull’isola vi è carenza di personale,  le sedi VF sono inadeguate, tutto questo si traduce su una carente sicurezza per il personale e sulla scarsa salvaguardia dei cittadini

Appuntamento a Montecitorio alle 10, ora risposte concrete a esigenze lavoratori

Polizia in piazza domani (25 luglio) a Roma per il rinnovo del contratto e il riordino delle carriere. A promuovere il presidio in piazza Montecitorio a partire dalle ore 10 sono Fp Cgil Polizia Penitenziaria e Silp Cgil. “Stretti nella propaganda permanente, con esponenti di governo che speculano indossando le nostre divise, le vere questioni che investono i corpi di Polizia non vengono affrontate”, rileva il responsabile della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, Massimiliano Prestini.

Secondo il dirigente sindacale, infatti, “non si parla di risorse vere per la sicurezza, a partire dal rinnovo di un contratto per le lavoratrici e i lavoratori in divisa scaduto da oltre 200 giorni, senza che al momento si veda all’orizzonte né l’avvio di una discussione né lo stanziamento necessario di risorse. Così come sui correttivi al riordino interno delle carriere, il governo non ha investito le risorse adeguate, disattendendo le aspettative e le esigenze dei lavoratori della forze di Polizia. Senza contare che le nuove immissioni nella Polizia previste dai recenti bandi non garantiranno il turnover”. Tra le altre cose, infatti, la Polizia Penitenziaria lamenta, su un corpo che conta 37 mila addetti, una carenza di organico di circa 4 mila unità.

Per queste ragioni, dietro gli slogan #ContrattoSubito e #RiordinoSìMaNonCosì, i sindacati della Cgil della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria scenderanno in piazza domani a Roma davanti al Parlamento, “per rivendicare risposte concrete per chi veste una divisa e ogni giorno rischia la vita”, conclude Prestini.

Pubblichiamo  la circolare riguardante il diritto allo studio – 150 di permesso retribuito -personale comparto Funzioni centrali , che mira a fare chiarezza  considerate le diverse discrezionali  interpretazioni  della norma  da parte di alcuni PRAP  che naturalmente risultavano sfavorevoli ai lavoratori   come il mancato riconoscimento del tempo di percorrenza  conteggiando come permesso studio soltanto l’arco temporale di partecipazione al corso. La FpCgil  sulla questione ha da tempo richiesto chiarezza e in ultimo lo scorso febbraio  con nota  della FpCgil Roma e Lazio  che  alleghiamo.

ABBIAMO CONTESTATO LA LIBERA DISCREZIONALITA’ NELL’APPLICAZIONE DI UN ISTITUTO CONTRATTUALE  NONCHE’ DELLA NORMA DI RIFERIEMNTO LEGGE 300/1970  E ABBIAMO AVUTO RAGIONE  ! 

I DIRITTI  NON VANNO IGNORATI  O CALPESTATI  !! 

Avviare un confronto sul disegno di legge delega di riforma della Polizia Locale approvato dal Consiglio dei ministri. A richiederlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una lettera inviata al sottosegretario del Ministero dell’Interno, Carlo Sibilia.

INCLUSIVI A PAROLE

Nella giornata di ieri si è avuto un incontro con diversi argomenti in discussione. In apertura, il Presidente, ci ha dichiarato di voler realizzare un modello – che ci verrà illustrato oggi pomeriggio che abbia a cuore il benessere organizzativo dei dipendenti dell’Istituto.
Non si può, ovviamente, non essere d’accordo con questo intendimento, ma il presupposto da cui partire è la condivisione di un percorso tra le parti, cosa che ci sembra sia mancata, ad esempio, nell’emanazione della circolare n. 103 sul front-end, laddove abbiamo assistito a un inaspettato “strappo” dell’Amministrazione, mentre era in corso un confronto sindacale. E’ necessario, quindi, un cambio di metodo, che non consideri i rappresentanti dei lavoratori semplicemente come coloro che intendono frapporre ostacoli o rinviare decisioni. Le nostre richieste, i nostri suggerimenti, le nostre critiche derivano dal dialogo costante coi colleghi e dal rapporto con il territorio, che abbiamo rappresentato agli incontri e rimaste inascoltate da chi guida l’Istituto.
Noi siamo con le lavoratrici e i lavoratori, sicuri che le loro richieste sono funzionali a servizi migliori all’utenza. Non ci fermeremo a contestare solo con comunicati, se i vertici dell’istituto non recuperano la frattura creata con questa circolare.
In questa stessa prospettiva, abbiamo nuovamente sollecitato l’Amministrazione a rivedere l’accordo sullo smart-working, partendo dal superamento dell’attuale scelta discrezionale della platea dei destinatari.
L’unica disponibilità di parte datoriale ha riguardato l’eliminazione del tetto del 10% del personale destinatario, partendo dal dogma dell’intangibilità dell’accordo. Continuiamo a non comprendere questo irrigidimento e in fase di monitoraggio interverremo per proporre correttivi. Nel frattempo, abbiamo ritenuto di non sottoscrivere l’integrazione dell’accordo sullo SW, come invece è valso per la maggioranza delle altre sigle, nonostante le precedenti prese di posizione unitarie sul punto.
Quanto al benessere dei dipendenti, abbiamo proposto al Presidente di partire dalla messa in sicurezza delle sedi; per questa ragione, bisogna riappropriarsi delle sedi di proprietà dell’Istituto, razionalizzando l’attuale spesa sostenuta dall’Istituto e rendendola più efficiente.
La discussione è poi proseguita sulle osservazioni del MEF e del DFP al contratto integrativo 2018. Su questo punto, registriamo, per la prima volta, che l’Amministrazione ha ufficialmente fornito al tavolo nazionale le note ricevute. E’ un precedente di trasparenza che chiediamo non resti isolato.
Mercoledì prossimo, ci sarà un nuovo incontro con gli organi di controllo; nel pomeriggio avremo riunione in cui l’Amministrazione ci riferirà gli esiti di tale incontro e riprenderà la discussione sulle progressioni verticali.

 

FP CGIL                                FP CGIL
Antonella Trevisani                      Matteo Ariano

Chiarimenti relativi al FPSRUP 2016 e 2017.

In data odierna abbiamo inviato una nota al Direttore Centrale del Personale, dell’Agenzia delle
Entrate, relativa al FPSRUP del 2016 e 2017 al fine di chiarire alcune problematiche emerse nella
contrattazione decentrata.
Nello specifico evidenziamo che per quanto riguarda l’accordo relativo al FPSRUP 2017, è stato
erroneamente firmata e allegata la tabella G dell’anno 2016. Infatti, in detta tabella, sono previste
le indennità per capi reparto e conservatori, indennità venute meno con l’incarico di art. 18 CCNI
dal 1 luglio 2016.
Inoltre è emerso il problema relativo all’assegnazione della produttività individuale per i colleghi, ex
territorio, confluiti nelle aree di staff delle DP dal 2016.
Abbiamo chiesto di chiarire che le indennità per capi reparto e conservatori devono essere calcolate
fino al 30 giugno 2016 e che al personale confluito nell’area di staff, la produttività individuale
deve essere erogata come individuata dai sistemi gestionali in cui sono confluiti.
Invitiamo tutte le delegazioni trattanti e le RSU a vigilare sulla firma degli accordi locali al fine di
evitare il pagamento di una doppia indennità e di produttività individuali che non rispecchiano
l’accordo nazionale.

Il coordinatore Nazionale
Agenzie delle Entrate
Elena Ciola

Fp Cgil: “Risultati economici e normativi importanti dopo anni di assenza contrattuale”

Firmato il contratto dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Finita un’attesa lunga oltre 10 anni con un risultato importante per i circa 130 mila professionisti della sanità interessati. Un’ipotesi di rinnovo, quella siglata nella notte, relativa al triennio 2016-2018 e che prevede un aumento medio procapite di 200 euro al mese.

Positivo il commento del segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi: “Premiate le carriere gestionali e professionali e valorizzato finalmente il lavoro dei giovani neo assunti che prenderanno una retribuzione di posizione minima di 1.500 euro annue da subito: un fatto storico mai accaduto prima. Così come lo è l’aver previsto la certezza di ottenere un incarico dopo 5 anni di servizio, con una retribuzione che sale di 2.000 euro all’anno”.

Inoltre, aggiunge Il dirigente sindacale, “fondamentali anche i risultati ottenuti per attenuare il forte disagio che i medici vivono nelle gravi carenze di organico: aumentate le indennità di guardia da 50 a 100 euro, addirittura 120 nei pronto soccorso e, soprattutto, finalmente chi ha più di 62 anni può chiedere di essere esonerato dalle guardie. Risultati economici e normativi che segnano un solco con anni di assenza contrattuale. Con l’istituzione di un organismo paritetico, infine, nuovo strumento di relazioni sindacali, metteremo al centro il benessere dei lavoratori, come sulle questioni di salute e sicurezza, a partire dall’affrontare il tema dell’emergenza aggressioni al personale sanitario”, conclude Filippi.

Scarica il volantino coi punti principali dell’intesa

Filippi, firmata intesa rinnovo contratto medici

Firmata l’intesa per il contratto dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale.📹 La nostra dichiarazione all’Aran ⤵️ #CiSiamo#PuntoContratti#ContrattoSubito

Pubblicato da Fp Cgil Medici Nazionale su Martedì 23 luglio 2019


Sanità: Landini, finalmente rinnovo contratto medici, ora gli altri

Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN: commento tecnico rinnovo ccnl 2016/2018

Nuovo CCNL della Dirigenza Medica, Vizi e Virtù

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