COMUNICATO

La FP CGIL non concorda con la proposta presentata dalla parte pubblica
i è tenuta in data odierna la riunione al Dap sull’argomento in oggetto, conseguente all’assegnazione
dei neo agenti del 175° corso.
La FP CGIL ha dichiarato di non condividere la proposta presentata dalla parte pubblica, in quanto
basata su criteri che non sono stati portati a conoscenza delle organizzazioni sindacali. Non siamo
stati informati sui nuovi padiglioni che verranno aperti. Non siamo stati informati sulle nuove
dotazioni organiche, che l’amministrazione ha in progetto di determinare a breve e di cui dice di
aver già tenuto conto nell’elaborazione del piano in discussione. Non siamo stati informati delle
considerazioni fatte dai Provveditori, molte delle quali sono state elaborate senza confronto con le
organizzazioni sindacali regionali.
In queste condizioni è per noi impossibile dare un parere positivo sul progetto presentato,
considerato inoltre che include nella mobilità ordinaria le assegnazioni ex Legge 104/92, che noi
riteniamo debbano essere fatte al di fuori del piano e a prescindere dalla dotazione organica, e delle
assegnazioni ex articolo 36, che a nostro parere devono essere considerate solo in un secondo
momento rispetto al piano di mobilità.
Si è aperta una discussione sull’utilizzo del personale femminile, in cui abbiamo ribadito che va
impiegato in tutti i posti di servizio e che la limitazione può riguardare solo le sezioni in cui è
presente personale dell’altro sesso, e sul personale da assegnare al DGMC, su cui abbiamo chiesto
un incontro per uniformare la mobilità, che in questo settore è duplice, dagli adulti e dal corso di
formazione per i neo agenti.
Purtroppo la maggioranza delle sigle hanno chiesto solo piccoli aggiustamenti e molto
probabilmente la parte pubblica si orienterà in tal senso.
Vi terremo informati sui futuri sviluppi della vicenda.

Per il Coordinamento nazionale Fp Cgil Pol Pen

Pubblichiamo la dichiarazione dello stato di agitazione unitario indetto dalle OO.SS. Fp Cgil VVF e Uil Fp VVF sulla grave e oramai inaccettabile situazione automezzi del Comando

SE 7 ANNI VI SEMBRAN POCHI

Venerdì 5 luglio la CGIL della Corte dei conti, ha sottoscritto il FRD 2018 e le PEO 2019

Era dal lontano 2011 che la Cgil alla Corte dei conti non sottoscriveva gli accordi dei Fondi, per motivazioni legittime, quali il premio individuale a pochi, i progetti finalizzati decisi unilateralmente dall’Amministrazione, la mancata contrattazione di posto di lavoro per gli uffici di Roma.
Grazie ad una serrata contrattazione, le proposte ed il pressing di squadra del tavolo unitario sull’Amministrazione, i risultati ottenuti sono stati decisivi per la sottoscrizione degli accordi.
L’apporto della CGIL è stato fondamentale, abbiamo dato forza e voce alle lavoratrici e ai lavoratori della Corte dei conti, e nel rispetto ognuno delle proprie peculiarità, abbiamo saputo condividere con le altre Organizzazioni Sindacali gli obiettivi prefissati, un tavolo unitario a 5 che ha fatto muro e che non si è mai incrinato, mettendo al centro solo il bene del personale tutto.
Non sottovalutiamo qualche punto di caduta negli accordi, sui quali abbiamo consegnato 2 note a verbale (in allegato) ma il personale nelle assemblee tenutesi a Roma ed in molte sedi regionali ci ha chiesto di chiudere, cercando di ottenere il massimo e di non perdere, ancora una volta, l’occasione delle Progressioni Economiche, che ricordiamo, nel 2019, darà questa possibilità a ben il 34,50% del personale!
E questo è solo l’inizio, in quanto nell’accordo è prevista, negli anni futuri, la riqualificazione per il resto del personale!
L’accordo delle PEO 2019 prevede inoltre, oltre alla valutazione degli anni di servizio e dei titoli di studio, una prova a quiz con risposta multipla, costituita da 60 domande, con difficoltà graduale tra le aree, senza penalizzazioni, per un massimo di 30 punti;
i quiz (3000, ma originariamente ne erano previsti molti di più) saranno pubblicati sulla Intranet almeno un mese prima dello svolgimento della prova.
Infine, la valutazione degli ultimi 3 anni, purtroppo prevista, che comunque avrà un peso minore sul punteggio totale, in quanto verrà attribuito un massimo di 10 punti.
Per il FDR 2018 le principali novità, previste dal CCNL – Funzioni Centrali, sono: la performance organizzativa di 800€ circa, la performance individuale di base per tutti di 500€, la performance individuale maggiorata a 1000€ per il 45% del personale, la possibilità per le sedi regionali di contrattare il premio individuale maggiorato, oltre a tutti gli altri istituti già previsti.
Abbiamo chiesto, appena sia possibile, la liquidazione del 90% della performance organizzativa, come da prassi, visto il ritardo della sottoscrizione.
La novità assoluta è la nota congiunta, nella quale le parti convengono di avviare, nel 2019, un reciproco scambio di informazioni finalizzato a proposte tecniche di revisione del Sistema di valutazione dei dipendenti.
Quindi, grazie al pressing della CGIL finisce l’era dell’attuale Sistema di Valutazione disomogeneo e non conforme al CCNL.
Ora si dovrà attendere la certificazione da parte del Collegio dei Revisori e le ipotesi di Accordo saranno definitivamente sottoscritte ed operative.

La CGIL c’è e ci sarà
SEMPRE

La Coordinatrice FP Cgil della Corte dei conti
Susanna Di Folco

Aggressioni al personale sanitario e socio-sanitario.

Riguarda la diretta de ‘La Cura Dei Diritti‘ del 9 luglio, gil esperti della Fp Cgil Nazionale Sanità a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori.

La Cura dei Diritti – Aggressioni al personale sanitario e socio-sanitario

Aggressioni al personale sanitario e socio-sanitario.Cosa fare, come difendersi e a chi rivolgersi.Ne parliamo adesso a #LaCuraDeiDiritti, la nostra diretta con gli esperti.Domande o osservazioni? Scrivile nei commenti e ti risponderemo.#CiSiamo

Pubblicato da Fp Cgil Sanità su Lunedì 8 luglio 2019

Oggi i lavoratori in part time verticale ciclico vanno in pensione più tardi, per il mancato riconoscimento contributivo dei periodi di sosta lavorativa.

Una condizione che costringe migliaia di lavoratrici e lavoratori a lavorare molti più anni per raggiungere il traguardo della pensione.

La Corte di Giustizia europea ha affermato che la disciplina italiana è discriminatoria rispetto agli altri lavoratori.

Un nutrito numero di sentenze di Cassazione ha inoltre condannato l’INPS a riconoscere la valorizzazione, ai fini dell’anzianità contributiva, di questi periodi di sosta.

L’INPS pur soccombendo in sede giudiziaria non ha modificato il proprio atteggiamento, continuando a negare il riconoscimento di tale diritto.

Abbiamo richiesto un incontro unitario al Ministro del Lavoro e al presidente dell’INPS per risolvere questa delicata e importante problematica che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori, e attivato iniziative su diversi livelli per sostenere la necessità di una soluzione immediata.

È necessario un intervento immediato, non è più tempo di aspettare.

Mercoledì 03 luglio 2019 si è tenuta la prima riunione, in videoconferenza, del Coordinamento
Nazionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
In premessa, oltre che fare il punto sul quadro politico sindacale attuale, si è proceduto ad
una illustrazione delle ricadute e delle problematiche connesse al nuovo assetto organizzativo
dell’Agenzia, all’istituzione delle POER, e alle criticità oramai conclamate di carenza
di organico dell’Amministrazione. Sono stati inoltre descritti gli ultimi Accordi sottoscritti nel
primo semestre del 2019.
Al riguardo è stata ribadita la contrarietà della FP CGIL, espressa in maniera forte e coerente
anche durante il confronto di fine 2018 con l’Amministrazione, in merito all’istituzione
delle POER, alle procedure selettive che venivano effettuate e alla contestualizzazione di
tali figure all’interno dell’Agenzia.
Sulla problematica della carenza di organico è stato preso atto che l’Agenzia si sta muovendo
in linea con quanto comunicato negli ultimi incontri ponendo in essere tutte le procedure
che porteranno da una parte all’ assunzione di nuovo personale mediante concorsi
pubblici (circa 700 unità di seconda e terza area) oltre che assumere in mobilità intercompartimentale
altrettante unità da altre amministrazioni.
Nel contempo è stata accolta positivamente la volontà di fatto di procedere ai passaggi
verticali di Area che hanno già visto bandire il passaggio dalla Prima alla Seconda Area
(che tra il 2019 e il 2020 si concretizzerà con lo svuotamento della Prima Area) e che entro
l’Autunno dovrebbe vedere emanare anche il bando per il passaggio dalla Seconda alla
Terza Area con i criteri previsti dalla normativa vigente.
In proposito è stato affermato che la partita dei passaggi verticali non era assolutamente
un risultato scontato e che grazie alle nostre proposte accolte dall’Amministrazione sui tavoli
contrattuali questo risultato si è potuto concretizzare.
A seguire gli interventi dei territori hanno concentrato l’attenzione sulle criticità sia delle
POER che si sono appena insediate e sia sulle criticità del nuovo assetto organizzativo
dell’Agenzia entrato in vigore dal 01 maggio 2019.
E’ stato ribadito che la costituzione di queste nuove Posizioni Organizzative ad Elevata
Responsabilità sono risultate divisive per il personale creando grande senso di demotivazione
e di immobilismo dell’azione amministrativa all’interno degli Uffici.
Per quanto concerne invece la parte organizzativa si sono riscontrate criticità in particolare
nel settore Monopoli che vedono più di altri cambiare il proprio assetto lamentando poca
chiarezza oltre che poca informazione sulla nuova organizzazione tenuto conto anche delle
poche unità presenti in servizio e in prossimità alla pensione.
Nello specifico si denunciano mancanze di disposizioni coerenti e necessarie ad accompagnare
questo processo di riorganizzazione con, in alcuni casi, un atteggiamento dei Dirigenti
poco propensi al confronto sindacale sul merito.
E’ pertanto necessario che a tutti i livelli di contrattazione, territoriali e nazionali, sia alta
l’attenzione della nostra organizzazione al fine di intervenire a tutela delle lavoratrici e dei
lavoratori entrando nel merito delle difficoltà che si creeranno di volta in volta.
Il Coordinamento Nazionale ha comunque ribadito la necessità di addivenire quanto prima
alla definizione del nuovo CCNI al fine di migliorare le regole attuali del rapporto di lavoro
(turni, orari, partecipazioni sindacali) oltre che aggiornare e superare il vecchio sistema indennitario
con lo scopo di definire una reale omogeneizzazione del salario accessorio in linea
con quanto in parte è stato già fatto recentemente su alcuni istituti contrattuali.
Al riguardo si è convenuto di aprire immediatamente un confronto sui territori sulla piattaforma
di CCNI presentata all’Agenzia finalizzato ad una più ampia partecipazione alla discussione
sul rinnovo del Contratto Integrativo.
Infine è stata nominata la nuova delegazione trattante nazionale che parteciperà alle trattative
nazionali.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL                                         Il Coordinatore nazionale FP CGIL
Agenzie Fiscali                                                                                 Agenzia delle Dogane e Monopoli
Luciano Boldorini                                                                                         Florindo Iervolino

IPOTESI DI ACCORDO DI PROGRAMMA

Organizzazioni Sindacali ed Inail, consapevoli del superamento dell’attuale ordinamento
professionale, non più rispondente all’attività svolta dal Personale, concordano nel sostenere in
ogni sede una sua rivisitazione: l’elevata informatizzazione e l’organizzazione del lavoro per
processi hanno, infatti, reso non più valide le vecchie logiche classificatorie in quanto
prevalgono attività di verifica e controllo caratterizzate da crescenti responsabilità diffuse.
Pertanto, a partire dalla Commissione Paritetica prevista all’articolo 12 del vigente CCNL, si
adopereranno per rinvenire le più idonee soluzioni che dovranno produrre dalla prossima
stagione contrattuale, meccanismi in grado di ricollocare, in particolare, il personale delle aree
A e B, in ragione delle mansioni effettivamente svolte. Parimenti convengono di perseguire
l’individuazione di fabbisogni sempre più aderenti alle reali esigenze dell’Ente e nuove forme di
finanziamento dei fondi relativi al Personale.
In tale ottica, nell’ambito di contrattazione di secondo livello, assumono i seguenti reciproci
impegni:
– avviare, previo accordo, i passaggi verticali tra un’area e l’altra ai sensi della normativa
recata dal decreto Madia e, in seguito, attivando ogni possibile strumento verrà individuato
a tale fine;
– tenuto conto, poi, dell’imminente avvio della procedura concorsuale pubblica rivolta ad
acquisire nuovo personale, favorire soluzioni che consentano il massimo utilizzo della
riserva interna prevista; in tale ottica, vista la lunga esperienza maturata dal personale in
parola e il ridottissimo costo, limitato al solo differenziale economico, prevedere
l’ammissione alla selezione senza la fase preselettiva che è diretta a riconoscere le
competenze di base già ampiamente accertate per il personale in parola;
– parallelamente, come conseguenza della recente definizione del piano triennale dei
fabbisogni, procedere ad un accordo per gli sviluppi economici all’interno delle aree da
finanziarsi utilizzando una quota non superiore al 70% del compenso unico di
professionalità e prevedendo di procedere ai passaggi del personale inquadrato
attualmente all’apice della propria area di appartenenza al momento dell’introduzione di
ulteriori posizioni di sviluppo economico conseguenti alla ridefinizione contrattuale delle tre
attuali aree;
– prevedere sessioni di mobilità orizzontale verso altro profilo aprendo tale possibilità anche
al personale inquadrato nell’area B in ragione dell’evoluzione dell’ordinamento
professionale, come ad esempio per il ruolo di formatori.
– favorire e accelerare l’avvio di procedure concorsuali dirette al reclutamento di nuovi
informatici, professionisti legali, dirigenti ecc. avendo cura di creare opportunità per il
personale già in servizio;
– nel pieno rispetto delle normative in materia, prevedere che nel conferimento di incarichi di
dirigenza a tempo determinato ai sensi dell’art.19 del decreto legislativo 165/2001, si
valorizzino i funzionari dipendenti dell’Istituto che vantano in relazione agli incarichi da
ricoprire una riconosciuta esperienza e competenza.
– Indire, in vista delle nuove assunzioni, un bando di mobilità straordinaria che consenta di
ricollocare il personale che ne faccia richiesta presso strutture disponibili, ammettendo la
partecipazione anche dei colleghi sottoposti al vincolo di permanenza.
– infine, favoriranno il riappropriarsi di funzioni strategiche per i fini istituzionali come
l’attività di vigilanza e il rilancio del modello sanitario.

A Stato Maggiore Esercito
c.a. CSME – Gen. S. FARINA

Oggetto: Relazioni sindacali Comando Forze Operative Sud Napoli

Le scriventi OO.SS. rilevano che, malgrado l’atto di indirizzo del 12.11.2018, rivolto a tutte le articolazioni dell’amministrazione, con cui il CSME ha sottolineato la necessità di mantenere relazioni sindacali corrette e costruttive, alcune amministrazioni periferiche continuano a sottrarsi alle direttive impartite dal proprio vertice.
In tale ambito le rappresentanze sindacali del territorio di Napoli hanno più volte evidenziato il persistere di inadempienze contrattuali da parte del Comando Forze Operative Sud, sia in tema di mancata informazione che di mancato coinvolgimento delle rappresentanze sindacali alle problematiche del personale civile, in particolare in tema di organici e di benessere.
Il permanere di conflittualità e della sistematica violazione delle norme del CCNL rende, pertanto, necessario elevare il confronto a livello nazionale.
Per quanto sopra FP CGIL CISL FP e UIL PA richiedono di programmare con urgenza apposito incontro sull’argomento.
Nella circostanza si invita, altresì a fornire informazioni aggiornate sugli arretrati dei buoni pasto relativi al 2017 spettanti ai dipendenti.
Distinti saluti.

Fp Cgil                                          Cisl Fp                                                 Uil Pa
Francesco Quinti           Massimo Ferri/ Franco Volpi                Sandro Colombi

Pubblichiamo la nota del coordinamento provinciale riguardo l’ articolazioni dell’orario di lavoro della sede di Piombino

Comunicato

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro avrebbe tra i suoi obiettivi anche quello di tutelare le lavoratrici madri, per evitare che la maternità possa essere discriminata, in palese violazione dell’art. 37 Cost. Per questa ragione, ad esempio, il legislatore ha previsto l’obbligo di far vagliare ai dipendenti dell’INL le dimissioni presentate dalle lavoratrici madri, al fine di verificare che esse siano date spontaneamente e non siano frutto di pressioni da parte del datore di lavoro.
Come spesso capita, però siamo al paradosso: l’INL tutela le lavoratrici altrui, ma non le proprie. Così accade in una ITL del Centro-Italia, in cui gli istituti a tutela della conciliazione vita-lavoro – già previsti dal CCNL e non necessitanti di ulteriori disposizioni, nonostante capziose interpretazioni in senso contrario anche della DCRU – sono pieni di ostacoli per la loro fruibilità da parte di lavoratrici e lavoratori, al punto tale che è dovuta intervenire la Consigliera di parità – organo con cui dovremmo collaborare per instaurare buone prassi in tutti gli uffici da esportare altrove, non entrare in conflitto.
Si tratta di un caso isolato? Nient’affatto, purtroppo. In un’altra ITL del Centro-Sud, il dirigente ha espressamente valutato negativamente i comportamenti di alcune lavoratrici, le quali sarebbero state poco disponibili a lavorare, in quanto … assenti per maternità ovvero assenti per curare i figli minori gravemente malati. Assurdo, per non dire ottocentesco.
Ci fermiamo qui, per ora, ma siamo certi che in altre ITL vi saranno casi altrettanto gravi e invitiamo tutti i colleghi e le colleghe che ritengano di aver subito discriminazioni ovvero ingiustificate limitazioni a causa della maternità/paternità a segnalarcelo, perché ci rivolgeremo agli organi competenti, considerato che questa Amministrazione risulta sorda ai bisogni dei propri dipendenti e cieca rispetto a quel che accade nei propri uffici, nonostante le nostre ripetute segnalazioni.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano

Il MIT, nel trasmettere, in merito alla riorganizzazione del Ministero, la nota con la quale sono state
riportate tutte le posizioni sindacali emerse ufficialmente al tavolo, sembra chiudere la vicenda con
una chiosa che non ci pare in linea con quanto previsto dal CCNL, né tantomeno, con quanto prospettato al tavolo da tutte le OO.SS. presenti.
In buona sostanza, quando si dice che “l’Amministrazione, nell’esercizio del suo pieno potere datoriale
in merito alla riorganizzazione, valuterà tutte le posizioni emerse in sede di confronto”, appare
evidente che la stessa sembri virare verso una interpretazione secondo cui il confronto ex articolo 5
CCNL parrebbe attestarsi in un mero scambio di opinioni. Per quel che ci riguarda, non è così. Infatti,
il primo comma del citato articolo 5, non a caso, afferma che “il confronto è la modalità attraverso
la quale si instaura un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al
fine di consentire ai soggetti sindacali, di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione alle misure che l’amministrazione intende adottare”. E ancora, più avanti si afferma che”al termine del confronto è redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”.
Laddove appare di tutta evidenza che non possa limitarsi, la sintesi dei lavori, alle sole posizioni
delle OO.SS. , ma che diviene necessario comprendere se e come, le osservazioni prodotte dalle
stesse, vengano prese in considerazione e in quale misura. Insomma, sapere se il risultato a cui perviene l’Amministrazione è lo stesso con cui si è principiato il confronto oppure, come auspicabile,
se la proposta di parte datoriale ha inteso tener conto delle varie osservazioni e, nel caso, di quali. In
buona sostanza, se le valutazioni prodotte abbiano contribuito, costruttivamente, alla definizione
delle misure che l’Amministrazione adotta.
Tutto ciò lo abbiamo detto al tavolo, al termine dell’ultimo incontro. Tutto ciò lo ribadiamo con forza.
Stiamo parlando della riorganizzazione del Ministero: pensiamo sia utile e necessario, attraverso
un ulteriore incontro in cui ci si dica quali sono “le posizioni emerse”, conoscere quali direttrici
di marcia si intendano percorrere e, ovviamente, saperlo prima dell’emanazione degli atti formali.
Questo prevede il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Questo pretendiamo.

la coordinatrice Fp Cgil Mit                                          p.la Fp Cgil nazionale
Carmen Sabbatella                                                              Paolo Camardella

Continua l’informazione su SALUTE  e SICUREZZA pubblichiamo l’uscita n 14 dell’ editoriale la PARTICELLA PAZZA.

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