il 17 giugno si è tenuta la riunione di insediamento del Coordinamento Nazionale FP Cgil del Ministero dell’Interno. La riunione oltre a definire la delegazione trattante nazionale (di cui alleghiamo comunicazione già inviata alle strutture lo scorso 18 giugno) ha riconfermato la struttura organizzativa di comparto funzioni centrali, ribadendo la necessità di ricostituire una rete sul territorio, con un maggior coinvolgimento delle strutture territoriali, per essere più presenti ed efficaci sui posti di lavoro.
L’incontro è stato un momento di confronto tra le diverse realtà territoriali ed una occasione per fare il punto sull’azione sindacale di questi ultimi mesi e per un resoconto sull’attività svolta, che ci ha portati a definire molti importanti accordi e a chiudere i lavori avviati già dallo scorso anno.
Il lavoro negoziale è stato molto complesso, in quanto in molte situazioni abbiamo dovuto fare pressione presso i vertici amministrativi per programmare gli incontri e definire gli obiettivi.
Al primo punto abbiamo inserito la richiesta di un incremento delle risorse per il salario accessorio, sia attraverso un aumento dell’indennità di amministrazione, sia attraverso un incremento del Fondo Risorse Decentrate di 3,5 milioni con risparmi ricavati dai fondi p.s. (art.1,comma 152, legge 145/2018).
La richiesta di aumento dell’indennità di amministrazione, tra le più basse del Comparto, ci ha portato come ricorderete a lanciare lo scorso 17 aprile l’RSU Day, in cui sono state portate all’attenzione di tutti i Prefetti e Questori le nostre ragioni.
L’incremento del Fondo Risorse Decentrate risponde all’esigenza di realizzare le condizioni per consentire ulteriori progressioni economiche anche per il 2020.
Anche per la prossima legge di Bilancio abbiamo inoltre rappresentato l’esigenza di recuperare nuove risorse e di non permettere una eccessiva differenziazione, nelle risorse assegnate, tra le diverse categorie di personale presenti nel Ministero dell’Interno.
Grazie agli incrementi avuti nel corso del 2018 e 2019, siamo riusciti ad avere due fasi di progressioni economiche: la prima nel 2018, in cui sono stati autorizzati 5700 passaggi di unità di personale ed un’altra con l’accordo stralcio sul Fondo Risorse Decentrate per l’anno 2019 sottoscritto il 15 giugno, per ulteriori 4.290 unità di personale.
Un risultato non scontato, che ci ha permesso in due anni di far ripartite le progressioni dopo molti anni di blocco e su cui intendiamo continuare ad impegnarci per i prossimi anni.
L’altro grande tema di confronto è quello della carenza di personale, considerato che l’attuale dotazione organica è di circa 18.000 unità, a fronte delle 22.000 previste, e che le nuove norme in materia pensionistica, potrebbero portare molti lavoratori a presentare domanda di quiescenza, lasciando quindi gli uffici del Ministero in gravissima sofferenza.
La Funzione Pubblica ha autorizzato per il Ministero dell’Interno un piano assunzionale per i prossimi mesi pari a 1.128 unità di personale suddivise per Aree.
Un primo buon risultato dopo mesi di sollecitazioni da parte sindacale.
Siamo consapevoli che si tratta solo di un primo passo, per questo motivo abbiamo chiesto all’Amministrazione una programmazione delle assunzioni per il prossimo triennio basata sui dati reali relativi all’attuale carenza di organico e alle previsioni relative ai pensionamenti ordinari ed agli effetti di “quota 100”.
In diverse occasioni abbiamo affrontato il tema delle progressioni verticali, anche a seguito della petizione promossa da CGIL CISL e UIL per sollecitare una risposta riguardo ai colleghi dell’Area I, che non possono usufruire delle progressioni all’interno dell’area e sono da anni in attesa di risposte.
Dopo numerosi incontri ad oggi l’amministrazione non sembra intenzionata ad utilizzare la possibilità prevista dal decreto Madia ( art. 22, comma 15, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75) che consentirebbe per il triennio 2018-2020, di attivare procedure selettive riservate al personale interno nei limiti del 20% dei posti previsti nei piani dei fabbisogni come nuove assunzioni, fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno.
Ovviamente continueremo ad insistere, anche per rispondere alle tante aspettative degli interessati,
cercando di trovare una soluzione nei prossimi mesi.
Nelle scorse settimane, dopo un confronto durato molti mesi, abbiamo chiuso un accordo per i criteri di mobilità volontaria interna anno 2019 che ha visto l’introduzione di alcuni punti fortemente voluti dalla parte sindacale. Inoltre, considerato che l’amministrazione intende modificare le procedure ed i criteri per la mobilità 2020, al fine di rivedere tutti gli aspetti connessi ai trasferimenti e rendere più trasparente la gestione degli stessi, abbiamo chiesto ed infine ottenuto una dichiarazione congiunta che contiene l’impegno a calendarizzare già dal prossimo mese di settembre un confronto con le organizzazioni sindacali al fine di procedere alla modifica dei criteri per la mobilità interna e di rivedere, entro novembre, i criteri relativi ai distacchi temporanei.
Negli interventi dei presenti al Coordinamento sono state evidenziate diverse problematiche relative alle condizioni di lavoro nel Ministero dell’Interno: dalla carenza di personale ai problemi legati alle Commissioni Territoriali, ai criteri per le progressioni economiche, alla difficile convivenza del personale civile negli Uffici di Polizia, soprattutto a seguito della prossima riorganizzazione del dipartimento di P.S. , alla possibilità di avvalersi dei segretari comunali presenti nelle Prefetture.
A conclusione dell’incontro abbiamo condiviso i i temi su cui riprenderemo il confronto nelle prossime settimane: il CCNI triennale di Ministero che ci impegnerà come Coordinamento Nazionale e delegazione trattante, e la difficile riorganizzazione del Dipartimento della pubblica sicurezza, a seguito del decreto in discussione, che non solo non elimina la confusione di competenze esistente tra le varie categorie di personale operanti nel dipartimento della pubblica sicurezza, ma le acuisce attribuendo ad una componente un ruolo preminente nelle attività amministrative, in netto contrasto con l’art. 36 della legge 121. Il percorso avviato con il protocollo d’intesa sulle funzioni amministrative del febbraio 2018 impone di essere ripreso con rinnovata determinazione.
Su questi punti riprenderemo il nostro lavoro con l’impegno di sempre, con l’esplicita richiesta rivolta ai componenti della delegazione trattante di farsi parte attiva e di iniziare un costruttivo rapporto con i responsabili nazionali, al fine di ricostituire una rete di informazioni e confronto indispensabile alla riuscita della nostra azione nel prossimo futuro.
Anna Andreoli Adelaide Benvenuto
FP CGIL Nazionale Coordinatrice Fp Cgil Ministero Interno
Esecutivo Funzioni Centrali
COMUNICATO
Riunione al Dap sulla ridefinizione delle piante organiche del Corpo negli istituti penitenziari.
In data odierna si è tenuta la prima riunione al Dap sulle modalità di ridefinizione delle piante organiche della Polizia Penitenziaria nei vari istituti.
Si è trattato di un un’incontro principalmente illustrativo, in cui il gruppo di lavoro formato dal Capo
del Dap ha parlato del lavoro svolto e ha potuto rispondere ad alcune domande fatte dalle organizzazioni sindacali.
La Fp CGIL ha comunque voluto dare alcune indicazioni sui criteri da adottare per la determinazione delle dotazioni organiche, permettendo che il lavoro sarà lungo e complesso poiché le variabili che
entrano in gioco sono molteplici.
Innanzitutto bisogna evidenziare che il taglio imposto dalla legge Madia rende impossibile definire
delle piante organiche che consentano di lavorare al meglio al personale, come dimostrato dal lavoro
presentato da cui si evince che per lavorare in modo ideale servirebbero 44000 unità solo per le sedi
intramoenia e oltre 4550 unità nei nuclei traduzione, questo porterebbe ad una dotazione organica
totale, considerando anche le sedi extramoenia, di oltre 50000 unità. A questo bisognerebbe puntare
se si vuole che il personale possa lavorare in sicurezza e vedersi garantiti i diritti soggettivi.
Per questo motivo non siamo d’accordo con una delle conclusioni fatte dalla parte pubblica che
sostiene che l’organico presente è compatibile con le attuali esigenze di servizio. A tal proposito
abbiamo fatto presente che da quanto ci viene riferito dai territori il numero di assenze è più elevato
di quello indicato dalla parte pubblica e supera abbondantemente il 50% e quindi il coefficiente di
maggiorazione da applicare alla pianta organica non può essere del 38% come proposto. Questo è
probabilmente dovuto al fatto che la fruizione delle giornate di assenza è aumentata nel tempo per
le modifiche apportate con i nuovi contratti di lavoro, non sono state considerate le giornate di
assenza per la formazione e l’aggiornamento del personal e, l’età media dei Poliziotti è aumentata
nel tempo.
Tutti questi dati sono riscontrabili sul nuovo sistema utilizzato negli uffici servizi e l’idea di creare un
database che contenga e raffronti tutti i dati trova il nostro favore.
La riunione è stata interrotta alle ore 17.30 per impegni del Capo del Dap e proseguirà il 2 luglio.
Vi terremo costantemente informati sui futuri sviluppi della vicenda.
Il coordinatore nazionale Fp Cgil Pol. Pen
Massimiliano Prestini
Pubblichiamo la nota informativa del Coordinamento Provinciale sui DPI utilizzati dal Personale del CNVVF
Cgil, Cisl e Uil dei Vigili del Fuoco proclamano lo stato di agitazione del corpo. In una lettera inviata al premier Conte, al ministro dell’Interno Salvini e ai vertici dei Vigili del Fuoco, i sindacati, fa sapere la Fp Cgil Vvf, denunciano “lo stato di grave disagio in cui versa il corpo, a partire dall’esigenza di prevedere risorse adeguate e specifiche per riconoscere economicamente l’elevata professionalità, il rischio e la specificità di una professione unica nel suo genere anche attraverso rinnovo del contratto, insieme all’esigenza di una assicurazione Inail contro gli infortuni e le malattie professionali, alla previdenza complementare e a nuove assunzioni e interventi su mezzi e attrezzature“.
La Fp Cgil Vigili del Fuoco ricorda, inoltre, come “in alcune recenti iniziative, anche di carattere pubblico, esponenti del Governo hanno dato ampio risalto alla prossima emanazione di un testo normativo che dovrebbe prevedere un impegno finanziario utile a migliorare le condizioni stipendiali e previdenziali al fine di renderle analoghe a quelle del personale appartenente agli altri Corpi dello Stato, anche attraverso un reale riconoscimento della specificità professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, e che, a tutt’oggi, non risulta ancora definitivamente elaborato e avviato nel suo iter parlamentare”.
Diverse le questioni sul tappeto. In sintesi le ragioni della Fp Cgil Vigili del Fuoco: “Risorse inadeguate per il rinnovo dei contratti; interventi sul tema inquadramenti e progressioni di carriere; l’avvio di un sistema previdenziale complementare; nuove assunzioni per affrontare le gravi carenze di organico; il rinnovo di mezzi e strumenti e investimenti sulla formazione; l’assicurazione Inail per i componenti del corpo; la defiscalizzazione dell’indennità accessorie e l’adeguamento dei compensi al personale chiamato a svolgere i servizi di vigilanza antincendio”.
Il tutto mentre preoccupa l’iter del provvedimento relativo alle Autonomie Regionali “che metterebbe in discussione l’attuale struttura nazionale del Corpo dei Vigili del Fuoco che riteniamo assolutamente confacente alle necessità in ambito di salvaguardia del territorio e del soccorso al cittadino”. Questi i temi, e le mancate risposte, che hanno indotto Fp Cgil Vigili del Fuoco, insieme a Fns Cisl e Uil Pa Vigili del Fuoco, a proclamare lo stato di agitazione: “Stante le attese e le mancate risposte alle richieste sindacali sopra citate e a fronte del pesante disagio sofferto dal personale del Corpo per la situazione in cui versa complessivamente il servizio proclamano lo stato di agitazione e chiedono l’attivazione delle procedure di raffreddamento”, conclude la Fp Cgil Vvf.
IL PERSONALE DELLA CORTE DEI CONTI
NON PUO’ E NON VUOLE PIU’ ASPETTARE
Si è tenuto lunedì 24 giugno l’incontro convocato dall’Amministrazione per informare sui temi di attualità e maggiore interesse per i lavoratori, così come richiesto con nota unitaria di queste sigle sindacali del 21 giugno, inviata ai vertici di Istituto al fine di fare chiarezza in questo momento cruciale per il futuro del personale ed evitare qualsiasi strumentalizzazione o disinformazione. Particolare attenzione, nel corso dell’incontro, è stata rivolta allo stato dell’arte della fase attuativa della procedura dettata dalle modifiche al Regolamento autonomo di amministrazione e contabilità a cui sono collegati gli specifici trattamenti economici (indennità di elevata qualificazione professionale e indennità incentivante) diretti alla valorizzazione economica e professionale del personale amministrativo.
Preliminarmente, queste OO.SS. hanno ribadito ai vertici di Istituto quanto richiesto con forza dai lavoratori intervenuti nelle assemblee tenutesi a Roma e nelle altre sedi regionali, vale a dire che si compiano, così come da preciso mandato attribuito alle scriventi, tutti gli sforzi per accelerare le operazioni per addivenire, al più presto possibile, alla sottoscrizione dell’accordo sul FONDO 2018, risolvendo contestualmente, attraverso il dialogo costruttivo con l’Amministrazione, tutte le problematiche attualmente esistenti in merito alle Progressioni Economiche Orizzontali (PEO), anch’esse in via di definizione.
In relazione agli emolumenti incentivanti di cui alla delibera del Consiglio di Presidenza n. 82/2019 (pubblicata nella G.U. n. 93 del 19/04/2019) queste OO.SS. hanno rappresentato ancora una volta ai vertici di Istituto le grandi aspettative nutrite dal personale nel vedersi finalmente riconosciuta la giusta valorizzazione professionale ed economica. I lavoratori della Corte dei conti, in relazione a tale obiettivo che mai come oggi sembra essere prossimo alla realizzazione, NON POSSONO E NON INTENDONO PIU’ ASPETTARE, soprattutto se si considera che già a partire dall’anno in corso sono stati stanziati per tale finalità, per il personale in servizio presso l’Istituto, circa 11,5 milioni di euro e, per il biennio 2020-2021, 22 milioni di euro circa per ciascun anno.
Le scriventi, a tutela degli interessi dei lavoratori, si opporranno con determinazione a qualsiasi tentativo che possa pregiudicare l’imminente attuazione dell’importantissima iniziativa voluta dal Presidente della Corte dei conti e dal Segretario generale e, qualora nei prossimi giorni dovessero intravedere rischi derivanti dall’attuazione di qualche azione confusa o demagogica, delle quali gli autori dovranno assumersi le relative responsabilità, non esiteranno a chiamare immeditatamente a raccolta tutti i lavoratori a difesa delle proprie legittime aspettative.
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti F. Stefanangeli
In data 26 Giugno 2018 si è svolto presso ARAN incontro con le OO.SS. della Dirigenza del SSN
per il proseguimento delle trattative per il rinnovo della parte normativa del CCNL 2016/18.
Nella fase preliminare abbiamo concordato l’ordine del giorno che iniziando dall’analisi del documento
presentato dalla parte datoriale riguardante il regolamento per la classificazione, attribuzione
e revoca degli incarichi, continuerà nelle date del 3, 4 e 10 Luglio sui documenti riguardanti: 1)
la struttura retributiva e fondi aziendali 2) il sistema di valutazione.
Nella contrattazione del 26 giugno sul tema degli incarichi, nell’analisi ordinata del testo presentato,
la delegazione trattante della Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN ha proposto alcuni emendamenti
che riteniamo essenziali ai fini della buona riuscita delle trattative e sui quali ci verrà inviato un testo
corretto da ARAN con gli emendamenti accolti. Apprezzando l’impianto generale proposto teso
alla valorizzazione delle carriere Professionali, abbiamo segnalato alcuni importanti punti di criticità
– Al fine di evitare una demarcazione troppo netta tra classi di incarichi che rischia di irrigidire i
confini dell’attività gestionale e professionale, abbiamo richiesto di accentuare in premessa ad ogni
capitolo sulla classificazione (Art 1 Commi I e II) la permeabilità tra gli incarichi gestionali e professionali, reintroducendo in modo chiaro l’indicazione della prevalenza.
– nell’articolazione degli incarichi gestionali, dopo aver evidenziato la necessità di prevenire ingerenze
delle Regioni sull’attribuzione degli incarichi, con particolare riferimento alle Unità Operative
Semplici Dipartimentali (UOSD), abbiamo chiesto di reintrodurre la possibilità di gestione di risorse
finanziarie anche per le UOS non dipartimentali che invece erano state nella proposta di fatto declassate (art 1 comma I, C). Infine abbiamo richiesto la parificazione dell’incarico di Direzione di Distretto alle Unità operative complesse (art 1 camma I, C)
– In Riferimento agli incarichi professionali (art 1 comma II), pur apprezzando l’introduzione di incarichi di altissima specializzazione la Fp Cgil ha voluto sottolineare l’importanza di valorizzare questi incarichi per agevolare le carriere dal basso e non solo per accontentare i delusi di carriere gestionali, in tal senso, anche al fine di evitare competizioni tra professionisti nell’ambito delle strutture, abbiamo richiesto che gli incarichi di altissima specializzazione come quelli di alta facciano riferimento ad una specifica struttura Complessa e non direttamente al Dipartimento. Abbiamo apprezzato e valorizzato l’introduzione dell’Art 2 che introduce l’obbligatorietà per le Aziende ad assegnare incarichi retribuiti dopo 5 anni di anzianità.
– Molto critico per noi l’art 3 che introduce la sovra e sotto ordinazione tra tutti gli incarichi gestionali
e funzionali che invece prima era riservata alle Strutture complesse rispetto agli altri incarichi ed era una mera elencazione tra le strutture semplici e professionali, questo per noi, oltre a rappresentare un arretramento degli incarichi professionali, rischia di creare confusione sulla sovra o sotto ordinazione tra gli incarichi gestionali.
– molto critico anche l’art 4 in cui secondo noi nel computo degli anni a tempo determinato ai fini
della maturazione dell’anzianità di servizio, viene esclusa in modo ingiustificato l’attribuzione degli
incarichi di struttura complessa, che pur presentano criteri diversi dettati da un regime normativo
specifico, non è soggetta a limitazioni per il riconoscimento dell’anzianità maturata. Abbiamo sotto-
lineato che non bisogna confondere in uno stesso articolo la maturazione dell’anzianità di servizio
ai fini della quale valgono anche gli anni svolti a tempo determinato, con i criteri per le attribuzioni
degli incarichi.
– Sul capitolo riguardante affidamento e revoca incarichi, siamo stati molto netti sull’art 1, in cui viene anche giustamente introdotto il concetto che gli incarichi vengono assegnati nel limite delle risorse disponibili del fondo, ma abbiamo richiesto con fermezza che questo non andasse a danno del diritto di avere un incarico, per cui abbiamo richiesto di introdurre il concetto, fermo restando questo diritto, data la certezza dell’assegnazione, l’articolazione deve avvenire nel limite…………..
In sostanza la programmazione delle Aziende nella distribuzione del fondo di Posizione deve prevedere la copertura degli incarichi di coloro che matureranno i 5 anni e quindi l’articolazione degli
attuali incarichi deve tenere conto della necessità di mantenere delle riserve per l’attribuzione nuovi incarichi.
– nell’art 3 abbiamo richiesto di reintrodurre il confronto con le OO.SS.
– sull’art 4 abbiamo chiesto che fosse fissato un limite uniforme di durata incarichi, non più dai 3 ai 7 anni, ma per tutti 5 anni, escluse le complesse che durano fino a 7 anni
– Molto critico anche l’art 5 che, modificato rispetto al vecchio contratto, darebbe facoltà alle Aziende di revocare l’incarico dopo l’esito negativo di una valutazione anche di un solo anno, abbiamo chiesto di reintrodurre il principio della revocabilità solo dopo reiterazione e solo dopo valutazione del collegio tecnico e non dell’OIV.
Non siamo riusciti a completare in questa sessione tutto l’articolato, si rimanda il tema sulle sostituzioni
al prossimo incontro.
Per la Delegazione Trattante
Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN
Norma Sardella
Guglielmo Lanza
Andrea Filippi
I Vigili del Fuoco sono stanchi, le dichiarazioni di intenti non bastano più. Servono fatti concreti, servono risposte per un Corpo troppe volte utilizzato dalla politica per le campagne elettorali.
Una dichiarazione di stato di agitazione unitario che racchiude, in un vero e proprio documento politico, una serie di richieste inevase sulle quali il Governo dovrà dare risposte.
Uniti si vince
#UniciNellaTutela
ECCO PERCHÉ CONFERMIAMO LO SCIOPERO DEL 28 GIUGNO PV
LETTERA APERTA AL SOTTOSEGRETARIO FERRARESI
On.le Ferraresi,
Dopo la riunione del 25 giugno us, convocata per illustrare alle organizzazioni sindacali i contenuti del piano triennale dei fabbisogni, sui social lei ha spiegato nel dettaglio le importanti novità comunicate in tema di “programmazione delle politiche assunzionali”, “riqualificazioni”, “progressioni economiche”, “contrattazione sulla mobilità e sugli interpelli” e “prossima convocazione per la chiusura del FUA 2018”.
Le sue affermazioni meritano una articolata ed altrettanto dettagliata precisazione, punto per punto.
PROGRESSIONI ECONOMICHE sono stati trasmesse al MEF gli inquadramenti del 2018 e sono gia’ al lavoro le commissioni per le procedure economiche 2019.
Le progressioni economiche anno 2017 hanno avuto inizio con la sottoscrizione della ipotesi di accordo nel settembre del 2017. Solo nel dicembre del 2017 è stato firmato l’accordo definitivo e sono stati pubblicati i relativi bandi. In conseguenza di tale colpevole ritardo è stata cagionata la perdita di una annualità di aumenti retributivi per i lavoratori (infatti il pagamento delle differenze retributive in favore dei vincitori della procedura avverrà con decorrenza 1.1.2018 e non 1.1.2017). Le graduatorie sono state pubblicate nel dicembre del 2018 ossia dopo 12 (dodici) mesi di scrutini e dopo che erano stati concordati criteri semplificati (che hanno penalizzato centinaia di lavoratori) per accelerare i tempi. Ebbene, dopo 7 (sette) mesi dalla pubblicazione delle graduatorie, l’amministrazione annuncia che ha trasmesso al MEF i provvedimenti di inquadramento per il pagamento delle spettanze economiche, pagamento e che (forse) avverrà nel mese di luglio (ossia otto mesi dopo la pubblicazione delle graduatorie). Nelle altre pubbliche amministrazioni le procedure per le progressioni economiche iniziano e si concludono in pochi mesi. Nella Giustizia dopo 19 mesi i lavoratori ancora stanno aspettano il pagamento degli aumenti. E QUESTA SAREBBE UNA VITTORIA PER L’AMMINISTRAZIONE?
Le progressioni economiche 2018 sono state definite con la sottoscrizione della ipotesi di accordo nell’aprile del 2018. La certificazione degli organi di controllo è intervenuta prima dell’estate e subito quindi si sarebbe potuto sottoscrivere l’accordo definitivo e pubblicare i bandi. Invece le carte sono rimaste colpevolmente a marcire nei cassetti e l’accordo definitivo è stato firmato nel solo gennaio del 2019, dopo le pressioni di parte sindacale. I bandi sono stati pubblicati nell’aprile 2019. Le commissioni hanno iniziato a scrutinare le domande nel giugno 2019. Se non saranno pubblicate le graduatorie definitive entro fine anno i lavoratori perderanno un’altra annualità di aumenti perché gli arretrati avranno decorrenza 1.1.2020 e non 1.1.2019. CONSIDERATA LA MOSTRUOSA INEFFICIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE È LECITO PREOCCUPARSI…
FUA 2018 abbiamo fatto partire le convocazioni per la contrattazione del 2018 che cercheremo di concludere nel più breve tempo possibile, anche per passare alla contrattazione del FUA 2019
Dopo che le trattative sono state aperte in pompa magna all’inizio di gennaio 2019 e dopo mesi e mesi di inerzia sulla materia, ad onta della disponibilità in cassa delle somme e nonostante gli innumerevoli solleciti, anche informali, di parte sindacale, a poche ore dalla chiusura dell’insoddisfacente confronto con le organizzazioni sindacali sul piano triennale dei fabbisogni l’amministrazione convoca le organizzazioni sindacali per il prossimo 17 luglio al fine di riprendere la discussione sulla individuazione dei criteri di pagamento del FUA 2018. All’esito della trattativa, che verosimilmente proseguirà a partire dal prossimo mese di settembre, si stipulerà, come da normativa vigente, una ipotesi di accordo sui criteri di pagamento del FUA. Tale ipotesi sarà poi trasmessa agli organi di controllo per ottenere le certificazioni previste dalla legge. All’esito si procederà alla firma dell’accordo definitivo e, quindi, successivamente alla apertura delle trattative nei posti di lavoro per definire i criteri di pagamento del fondo di sede e delle indennità. Pertanto il pagamento effettivo delle somme del FUA 2018, salvo ulteriori colpi di sonno dell’amministrazione, avverrà nella migliore delle ipotesi a metà del 2020.
SE IL MINISTERO NON SI FOSSE COLPEVOLMENTE ADDORMENTATO (COME AL SOLITO) OGGI I LAVORATORI AVREBBERO GIÀ AVUTO IN TASCA LE SOMME DEL SALARIO ACCESSORIO RELATIVO ALL’ANNO
MOBILITA’ E INTERPELLI Il 2 luglio saranno pubblicate sul sito del ministero della giustizia le graduatorie dell’interpello straordinario per assistenti giudiziari ——> attueremo un intervento di mobilità interna massivo per coordinare le legittime aspettative di chi è in servizio con i nuovi ingressi.
L’interpello straordinario per assistenti giudiziari è stato pubblicato dopo che sono state effettuate circa 3000 (tremila) assunzioni di assistenti giudiziari dalla graduatoria dell’ultimo concorso e dopo che l’amministrazione si era cautelata facendosi approvare dal parlamento una norma che consentiva di derogare all’obbligo di pubblicare l’interpello straordinario prima delle nuove assunzioni, norma peraltro ancora applicata e richiamata nel Piano assunzioni oggetto dell’incontro del 25 giugno scorso. È bene poi rammentare che l’amministrazione ha offerto agli assistenti in servizio meno di 200 (duecento) dei circa 700 (settecento) posti all’epoca disponibili. Si è trattato di una gratuita cattiveria nei confronti di questi lavoratori atteso che, ove i posti disponibili fossero stati inseriti tutti nell’interpello straordinario, gli stessi sarebbero stati coperti dagli assistenti in servizio mentre i posti lasciati liberi da questi ultimi sarebbero stati assegnati ai neoassunti. La conseguenza della iniqua decisione dell’amministrazione è stata la seguente: l’assegnazione delle sedi ai neo assunti si sono rivelate per gli stessi punitive poiché, per effetto delle successive fasi assunzionali, le sedi che sono poi state assegnate agli idonei si sono rivelate più favorevoli di quelle assegnate ai vincitori mentre i lavoratori già presenti sono rimasti al palo senza alcuna possibilità immediata poiché il profilo risulta avere raggiunto la sua capienza massima con gli ultimi 503 scorrimenti senza tener conto degli ulteriori 400 che dovranno attendere le uscite per pensionamenti per poter essere assunti. Sig. Sottosegretario queste cose le sa o fa finta di non saperle?
La mobilità ordinaria (ossia quella aperta a tutte le qualifiche professionali) è ferma da sei anni e dalla firma del vigente accordo sulla mobilità (27.3.2007) ci sono state solo tre procedure di mobilità ordinaria. L’amministrazione ha sempre declinato le richieste di parte sindacale in tema di riapertura della mobilità ordinaria sulla base della stessa motivazione: la carenza di personale (precisamente è stato riferito che gli uffici del nord non sopportano il travaso di personale verso gli uffici del sud che si verifica tutte le volte in cui sono pubblicati i bandi di mobilità ordinaria). Allora le chiediamo: come si potranno pubblicare gli interpelli ordinari (ossia per tutte le qualifiche) visto che entro il 2021 (secondo i dati del ministero) si sfioreranno le 20.000 (ventimila) scoperture di organico (ossia una scopertura pari quasi al 50% dei posti in organico)?
RIQUALIFICAZIONI grazie alla politica assunzionale prevista per funzionari giudiziari (1850 + 400) e operatori giudiziari (600) potremo riqualificare altrettante unità’ dalla posizione di cancellieri esperti e ausiliari stiamo lavorando ad una soluzione di breve periodo che ci permetta di ridurre al minimo i tempi necessari per la riqualificazione
Quando saranno assunti i 2250 funzionari giudiziari si potrà operare secondo lei lo scorrimento della graduatoria formata ex art. 21 quater per altrettanti posti. Operazione attuabile solo anticipando gli scorrimenti, per la quale ancora solo vaghe promesse. Singolare è questa sua affermazione atteso che non si comprende quali posti in organico andranno a coprire i colleghi inseriti nella predetta graduatoria se l’amministrazione copre tutte le vacanze in organico con le assunzioni esterne. Inoltre si rammenta che l’accordo del 26 aprile 2017, recepito in un decreto ministeriale, prevede lo scorrimento integrale sia della graduatoria per funzionari giudiziari (circa 3500 idonei) sia della graduatoria per funzionari NEP (circa 300 idonei) entro il 30 giugno 2019. Lo stesso accordo prevedeva le progressioni giuridiche all’interno delle aree ed il transito degli ausiliari in area seconda.
Sig. Sottosegretario spieghi ai lavoratori della giustizia:
a) perché il termine del 30 giugno 2019 sottoscritto dal ministro in carica non è stato rispettato;
b) quando transiteranno in area terza tutti gli altri idonei presenti nella graduatoria per funzionari giudiziari;
c) quando transiteranno in area terza gli idonei presenti nella graduatoria per funzionario NEP atteso che non sono previste assunzioni per tale figura professionale e che la figura dell’ufficiale giudiziario è ope legis ruolo ad esaurimento;
d) quando transiteranno i funzionari giudiziari nella figura del direttore e gli assistenti giudiziari nella figura del cancelliere esperto visto che sono previsti concorsi pubblici per tali figure professionali che andranno a saturare i posti disponibili;
e) quando transiteranno gli attuali operatori giudiziari nella figura dell’assistente giudiziario;
f) quando e con quale modalità transiteranno in area seconda gli ausiliari i quali attendono che uno specifico accordo sottoscritto dieci anni fa per il loro passaggio in area seconda sia attuato;
g) quando transiteranno in area terza, mediante pubblicazione dei bandi ex art. 21 quater, i
contabili, gli assistenti informatici e gli assistenti linguistici;
h) quale è la specifica soluzione che l’amministrazione sta studiando per accelerare i tempi della riqualificazione atteso che la stessa si è rifiutata di utilizzare lo strumento del fabbisogno per rimodulare gli organici sì creando i posti per agevolare proprio la riqualificazione dentro e tra le aree.
ASSUNZIONI
– 1800 Assistenti giudiziari tramite scorrimento della graduatoria del “concorso 800”, il cui primo scorrimento di 503 unità partirà il 2 luglio 2019, con immissione in possesso il successivo 25 luglio
– 2300 funzionari giudiziari mediante concorso unico
– 600 operatori giudiziari con chiamata diretta dai centri per l’impiego; l’avviso di selezione sarà formalizzato nel mese di settembre e consentirà di valorizzare adeguatamente l’esperienza acquisita con i tirocini
– 237 assistenti tecnici, tra i quali è in fase di indizione il concorso , gestito insieme al DAP, per geometri, con verosimile inizio delle prove subito dopo l’estate
– 308 funzionari tecnici, in parte già assunti tramite lo scorrimento delle graduatorie di altre amministrazioni
– 2700 cancellieri esperti, 400 direttori e 40 dirigenti di seconda fascia di cui abbiamo già pianificato l’assunzione
Mentre i lavoratori attendono la riqualificazione è stato già firmato il DPCM che autorizza le assunzioni nella giustizia. Questo significa che quando il ministero vuole fa (nuove assunzioni) quando il ministero non vuole promette, annuncia e studia.
La strategia assunzionale, in un momento così critico per la vita del Ministero, non può essere oggetto della politica degli annunci, ma un esercizio responsabile volto ad aggredire le carenze strutturali negli organici con un piano di medio termine volto alla piena copertura dei buchi clamorosi nell’organico. Il dato che invece emerge è che l’attuale programmazione assunzionale fino al 2021 (8135) non sarà sufficiente nemmeno a coprire i vuoti registrati al 1 marzo di quest’anno (9189).
Noi da tempo chiediamo che venga utilizzato lo strumento della revisione effettiva dei fabbisogni professionali per determinare e concretizzare tutte le opportunità immediatamente utilizzabili, tramite la riqualificazione professionale del personale interno, ampliando le possibilità di accesso alle Aree seconda e terza e consentendo di aumentare il numero di assunzioni nel profilo di operatore e lo scorrimento integrale della graduatoria degli assistenti. Strumento ancora quasi del tutto ignorato.
Noi da tempo chiediamo l’integrale applicazione dell’Accordo del 26 Aprile 2017, che da risposte ai lavoratori ed allo stesso tempo pone le basi ai processi di innovazione organizzativa che sembrano del tutto assenti nelle linee programmatiche del suo Governo.
Noi da tempo chiediamo un piano straordinario per l’occupazione che abbia come fine la copertura integrale degli organici: su questo punto nessuna risposta, solo interventi parziali ed emergenziali: il piano di assorbimento del precariato, composto in massima parte dai tirocinanti, è del tutto insufficiente in rapporto alla sua dimensione numerica e la programmazione ufficiale non tiene conto degli effetti assai pesanti del fattore “quota 100”, assente anche nei suoi effetti tendenziali nel cosiddetto Piano dei Fabbisogni presentato alle OO.SS..
Sig. Sottosegretario queste sono le risposte che ci attendiamo!
Sig. Sottosegretario,
a conclusione del suo messaggio lei afferma di essere orgoglioso di aver messo in moto la macchina per effettuare più di 8000 assunzioni. Noi lo saremmo di meno al suo posto: ben altri numeri occorre individuare nel piano occupazionale per poter esprimere questi sentimenti di orgoglio. E, nel fare ciò, si è dimenticato ancora una volta degli oltre trentamila lavoratori dell’organizzazione giudiziaria che attendono da anni il giusto riconoscimento giuridico ed economico. Significativa è la sua excusatio non petita: “non abbiamo la bacchetta magica, ma lavoriamo ogni giorno con la massima responsabilità per mantenere e realizzare al meglio gli impegni presi”. Questa affermazione, fatta da chi nella passata legislatura si è fatto promotore, insieme con l’attuale Ministro, di una iniziativa legislativa volta ad assicurare a tutti i lavoratori della Giustizia un passaggio giuridico ed economico, suona come una beffa che si aggiunge al danno.
Distinti saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo Marra Amoroso
Contrasto al fenomeno degli infortuni e delle morti sul lavoro nel settore dell’Igiene ambientale. È l’obiettivo della campagna della Funzione Pubblica Cgil – dietro le parole ‘Fp Cgil, c’è una bella differenza’ – promossa per mettere in evidenza l’esigenza di investire nel settore rifiuti per garantire più tutele e risorse sui temi della salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.
Un settore che, secondo un report della Fp Cgil, registra ogni anno infortuni per un lavoratore su nove. Sono infatti oltre 10 mila, secondo statistiche fornite dall’Inail, i lavoratori colpiti da un incidente nel settore dell’igiene ambientale, di cui circa 8.500 nella raccolta, e più di 500 i casi di malattia professionale. Un numero enorme se messo in parallelo al totale degli addetti del settore, pari a circa 90 mila tra lavoratrici e lavoratori, equamente divisi tra pubblico e privato.
Da questo quadro, alla vigilia dell’apertura del tavolo per il rinnovo dei due contratti di settore, ovvero Fise Assoambiente (privato) e Utilitalia (pubblico), la campagna #FpBellaDifferenza della Funzione Pubblica Cgil. “Serve una politica diversa da quella intrapresa – spiega la Fp Cgil Igiene Ambientale -, sia da parte delle aziende pubbliche che di quelle private, e che faccia dei temi salute e sicurezza una assoluta priorità”.
L’attenzione ai temi ambientali, alle pratiche di riciclo, sostiene la Fp Cgil, “ha radicalmente cambiato il lavoro di raccolta rifiuti. Eppure non c’è stata pari attenzione ai temi della salute e della sicurezza e alla qualità del lavoro svolto. C’è bisogno di un impegno straordinario per arginare il fenomeno degli incidenti e per mettere un punto alla piaga dei morti sul lavoro, così come serve un contratto solido, che garantisca i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Igiene Ambientale, investimenti su nuove assunzioni per alleggerire i carichi di lavoro e migliorare i servizi, dare potere alle rappresentanze sindacali e soprattutto nuove risorse per tutelare la salute e la sicurezza degli operatori”. Questi i temi al centro della campagna ‘#FpBellaDifferenza’ della Funzione Pubblica Cgil a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto dell’Igiene Ambientale.
CHIUSO IL PRIMO ACCORDO SULLE P.O.
Nell’incontro di ieri, 26.06, le scriventi OO.SS. hanno sottoscritto la preintesa sul budget complessivo per il finanziamento delle Posizioni Organizzative ex artt. 17 e 18 del CCNI dell’Agenzia delle Entrate.
Ma andiamo per gradi.
Scade il 4 luglio p.v. il termine ultimo per acquisire la certificazione di nulla osta da parte di Ragioneria Generale e Funzione Pubblica relativamente alle preintese del FUA 2016 – FUA 2017 e terza “tranche” dei Passaggi di Fascia economica 2019. Pertanto, non essendo stati effettuati rilievi, a data di oggi, ne formalmente ne tantomeno anticipati per le vie brevi, attendiamo, stretto giro di alcuni giorni, l’arrivo della necessaria certificazione affinché si possano sottoscrivere le intese definitive e dare concreto “sbocco” alle attese di tutti i colleghi in servizio sia per la liquidazione del salario accessorio riferito alle due annualità sia per il completamento della procedura di passaggio di fascia economica per tutti.
Nel contempo, dopo aver avviato le operazioni per il Fondo 2016, l’Agenzia nelle prossime ore invierà circolare operativa anche per il 2017.
In merito alle Posizioni Organizzative di natura contrattuale, le parti hanno innanzitutto sottoscritto un Accordo Integrativo stralcio relativo al finanziamento delle funzioni direttive, procedendo a modificare il comma 2 dell’art. 17 del CCNI del 18.12.2006 ed il comma 3 dell’art. 18 dello stesso Contratto Integrativo.
In ragione delle apportate modifiche alle regole contrattuali vigenti, il finanziamento degli incarichi misurerà complessivamente € 18.661.565,18 (lordo dipendente), con un incremento di 5 milioni di euro del cofinanziamento dell’Agenzia (rispetto ai 3 milioni di euro “storici”), per un totale di € 8.000.000 in capo all’Agenzia, che si sommano alla quota “storica” di € 10.661.565,18 (lordo dipendente) del Fondo risorse decentrate per il personale.
La preintesa, riguardante il triennio 2019-2021, passerà il “vaglio” degli Organi di vigilanza e controllo per i consueti visti di conformità.
Nel frattempo, proseguirà il confronto, da concludersi entro il mese di settembre, per la definizione dei criteri per il conferimento e revoca delle Posizioni Organizzative e loro graduazione per l’attribuzione delle relativa indennità, partendo innanzitutto dalla definizione del numero delle posizioni ex art. 18 attivabili, rispetto ad una iniziale quantificazione che è compresa tra n. 2.600 e n. 2.800.
Per quanto sopra, le scriventi hanno ritenuto di convenire con l’Agenzia la proroga al 31.12.2019 delle posizioni organizzative in scadenza al 30 giugno p.v. che continueranno ad essere finanziate con lo “storico” budget definito nell’accordo del 22.12.2010.
FP CGIL CISL FP CONFSAL/UNSA
Boldorini/ Ciola Silveri Sempreboni/Vitiello
Nel tardo pomeriggio del 25 giugno è stato finalmente siglato il nuovo Accordo Collettivo Nazionale
2016-2018 per la disciplina dei rapporti con i Medici Specialisti Ambulatoriali Interni, Medici Veterinari,
ed altre professionalità sanitarie (Biologi, Chimici, Psicologi). La CGIL che è all’interno della
Federazione degli Specialisti Ambulatoriali, è soddisfatta dei miglioramenti ottenuti con questo nuovo
A.C.N. che accoglie tutte le proposte presentate, e mette in essere le premesse per poter giungere
in un futuro non lontano, ad una perequazione economica anche per le altre professioni sanitarie
così come si è ottenuto per i Medici Veterinari in questa occasione. Importante inoltre, è
l’introduzione del sistema della piena disponibilità, che coinvolgerà a vario titolo, tutti gli Specialisti
Ambulatoriali operanti nel SSN nel processo di integrazione previsto dal piano nazionale di governo
delle liste di attesa (Pngla). In fine è stata respinta grazie anche al fermo impegno della FPCGIL
Nazionale il tentativo di introdurre l’incostituzionale sbarramento di rappresentatività a livello di
contrattazione decentrata. Si attende ora il via libera da parte della Corte dei Conti, per l’adeguamento
economico e il calcolo degli arretrati.
Carlo Maria Petrangeli
Segreteria Nazionale FPCGIL Medici e Dirigenti SSN