Da molto tempo non partecipavo ad una manifestazione.
Decido di aderire alla manifestazione organizzata da CGIL -CISL-UIL per sollecitare il governo al rinnovo del contratto dei pubblici dipendenti.
È la prima volta che indosso un indumento che dichiara l’appartenenza non solo ad una classe lavorativa ma soprattutto a una parte politica: è una POLO ROSSA con la scritta, a sinistra – sarà
voluto? – FP CGIL.
Ora capisco che questa esperienza non sarebbe stata la stessa senza quella POLO ROSSA.

© Marco Merlini
Il punto di ritrovo è al parcheggio di un supermercato e quando sono non troppo distante, subito avvisto altre polo rosse; agiscono tra di loro e con me come forze gravitazionali: si attraggono tra di loro e mi attraggono a formare una massa critica che, nelle tappe successive del viaggio, attrarrà altre polo e via via la massa critica aumenterà.
Il viaggio è piacevole, il treno – Freccia Argento – è puntualissimo per cui nell’arco di tempo che un qualsiasi milanese, romano, napoletano impiegherebbe per spostarsi dall’estrema periferia al
centro città, in orario di punta, noi arriviamo a Roma.
La mia POLO ROSSA segue la forza gravitazionale di altre polo rosse e più la massa cresce più diventa preponderante la forza gravitazionale e così, sospinti da un venticello leggero, procediamo verso la meta. Talvolta il vento cessa improvvisamente e allora l’afa e la calura prendono il sopravvento quasi a ricordarci che lottare è fatica e sudore, bisogna avere un fisico bestiale e sopratutto “resistere, resistere, resistere”.
Su palco si avvicendano esponenti delle tre sigle sindacali, parlano del servizio pubblico, di quanti siano pochi i lavoratori a presidiare tali servizi e altre cose.
Quello che mi colpisce è il tono che ciascuno di loro usa nel proprio intervento, è un tono arrabbiato, direi addirittura rissoso, ma non è un tono da COMIZIO.
Questo pensiero lo formulo quando alla fine di quella carrellata d’interventi, con la mente altrove, con il caldo che oramai ha definitivamente preso d’assedio la piazza e tutti noi, si fanno strada
dentro le mie orecchie e nella mia testa parole, pezzetti di frasi, e poi, piano piano a ridestarmi dal mio ottundimento da calura, la voce di una donna che parla di lavoro come mezzo di riscatto e di dignità, con un tono non rissoso ma forse dolente e fermo di chi sa dove vuole andare e conosce la fatica che bisogna fare; ormai sono di nuovo lucida e la osservo, la sua immagine proiettata sul mega schermo, T-shirt rossa i capelli raccolti in una coda di cavallo e labbra rosse, come la T-shirt e come la passione che la sostiene.

Simona Caleo/Cgil
Le sue narici vibrano, sono le narici di un cavallo di razza e quando conclude il suo intervento ancora vibrante dello sforzo e della risonanza delle sue parole, si abbandona all’abbraccio affettuoso e protettivo di Landini, un uomo che conosce il suono che le parole producono e che per questo riesce a essere in risonanza con lei.
Ecco, penso, si è compiuta la magia del COMIZIO.
Applausi.
Si torna indietro.
La mia POLO ROSSA con la scritta FP CGIL ispira confidenza e simpatia al cameriere che ci serve al tavolo di un bar dove ci fermiamo per uno spuntino veloce.
Quando usciamo ci saluta: “ ciao, compagni”.
Di nuovo sul Freccia Argento dove, per l’ultima volta la POLO ROSSA attira verso di me una signora che, spostandosi dal suo posto, mi si siede di fronte per chiedermi: “Su cosa avete
manifestato?”
EPILOGO
Oggi la mia POLO ROSSA sventola mestamente all’aria aperta dopo un breve passaggio in lavatrice. Non avendo un programma per indumenti “magici”, l’ho lavata con il programma per “delicati”.
SEMPRE PIU’ UNITI PER UNA “FUMATA BIANCA”
Nel corso dell’incontro di venerdì 7 giugno u.s., le scriventi sigle sindacali, con l’obiettivo di tutelare e vedere realizzate al più presto possibile le aspettative di TUTTO il personale dell’Istituto, hanno approfondito alcune problematiche evidenziate dai lavoratori, contenute nel parere unitario reso in data 5 giugno, in merito allo schema di decreto presidenziale attuativo delle modifiche del regolamento autonomo di amministrazione e contabilità con cui si istituiscono in favore dei dipendenti “specifici trattamenti economici” (indennità di elevata qualificazione professionale e indennità incentivante). Nella seconda parte dell’incontro, il confronto ha riguardato le tematiche che da tempo sono al centro dell’attività negoziale, vale a dire il Fondo 2018 e l’Accordo stralcio sulle PEO.
In via preliminare, queste OO.SS. hanno avuto modo di rappresentare ai vertici di Istituto le difficoltà che stanno incontrando i lavoratori delle sedi territoriali di Genova e Bari nello spendere i buoni pasto della SODEXO afferenti alla Convenzione Consip 8. L’Amministrazione, per effetto delle sollecitazioni di queste sigle, si è dichiarata disponibile ad intraprendere opportune iniziative a tutela dei diritti dei lavoratori e, con l’occasione, ha informato che a seguito del parere appena pervenuto dall’Avvocatura generale dello Stato, provvederà quanto prima a sostituire, con altri buoni pasto, quelli della QUI Group rimasti nelle tasche dei lavoratori a causa del fallimento della società fornitrice.
In relazione ai temi all’o.d.g., in considerazione delle importanti opportunità, attese da tanto tempo, che potrebbero concretizzarsi in favore del personale dell’Istituto, le scriventi, che già nei propri documenti unitari avevano proposto alcune soluzioni per la risoluzione delle criticità, si sono adoperate al tavolo contrattuale per arrivare nel più breve tempo possibile a soluzioni condivise. Il Segretario generale, in relazione alle proposte di modifica da apportare allo schema di decreto Presidenziale, ha riferito che terrà in debita considerazione quanto rappresentato nei documenti fatti pervenire dalle OO.SS.. Con riferimento, poi, al Fondo 2018 e all’Accordo stralcio sulle PEO, sebbene in presenza di posizioni di partenza dell’Amministrazione ben lontane da quelle descritte nella piattaforma unitaria presentata da queste OO.SS. in data 23 maggio u.s., le scriventi, pur apprezzando l’intento di considerare le aspettative del personale espresse da queste sigle e il fatto indiscutibile che alcune delle proposte contenute nella citata piattaforma unitaria fossero state accolte, hanno rappresentato con determinazione ed urgenza la necessità di definire le ultime questioni per non rischiare di rinviare ulteriormente le decisioni e penalizzare le aspettative economiche e professionali del personale.
Queste OO.SS., vista l’importanza della posta in gioco, ritengono fondamentale, in questo particolare momento storico, confrontarsi con la controparte in maniera costruttiva. Per questo, sono fermamente convinte che debbano essere abbandonati i personalismi e gli egoismi di parte, evitando slogan propagandistici e demagogici, perché questi comportamenti finirebbero con minacciare il buon esito delle iniziative su cui si sta lavorando con massima attenzione nell’interesse del personale, con danni che si rivelerebbero irreparabili non solo per i lavoratori ma anche per l’immagine dell’Istituto.
Sulle tematiche oggetto di discussione nel corso dell’ultimo incontro di contrattazione, sulle novità emerse e su tutte le altre problematiche di interesse del personale, queste OO.SS. hanno indetto un’Assemblea generale del personale per venerdì 14 giugno alle ore 11,00, presso la sede di Roma, nell’aula Lamberti (R14). In considerazione dei temi affrontati e per le prospettive che si stanno aprendo in favore al personale, si invitano i lavoratori ad intervenire numerosi al fine supportare l’azione unitaria di queste sigle a difesa della dignità professionale ed economica di tutti.
Roma, 12 giugno 2019
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti F. Stefanangeli
Dal luglio 2017 la copertura assicurativa dei servizi offerti da ASDEP è garantita da una nuova società, il cui contratto ha una scadenza prevista per il 30 giugno 2020.
Essendo trascorso ormai del tempo, riteniamo opportuno fare il punto della situazione sull’andamento della polizza sanitaria, evidenziando alcune criticità che stanno venendo alla luce.
Certamente la telematizzazione dell’invio delle richieste di rimborso e della relativa tracciabilità delle stesse costituirebbe un’importante innovazione se il sito fosse intuibile, più facilmente utilizzabile e, soprattutto, se funzionasse. Cirisulta, infatti, che gli assicurati devono frequentemente ricorrere al numero
verde per attivare pratiche o chiedere notizie ad esse relative; spessissimo, dopo lunghe attese telefoniche, si viene invitati a richiamare perché tutti gli operatori sono occupati.
Oltre a questo, ulteriori problemi segnalatici dagli assicurati sono:
– Tempi lunghi di liquidazione, che vanno ben oltre i previsti 30 giorni lavorativi;
– Richieste di integrazione di documentazione (spesso già inviata all’apertura della pratica) che arrivano quasi sempre dopo 30 giorni o più dall’apertura della pratica e che in alcuni casi potrebbero anche apparire pretestuose;
– Eccessivo intervallo temporale tra liquidazione ed effettivo pagamento;
– Tempi lunghi per il pagamento della penale di cui all’art. 48 della convenzione, che ci risulta debba essere ripetutamente sollecitata dall’assicurato;
– Difficoltà nell’interloquire con il numero verde che spesso fornisce risposte che non paiono conformi a quanto stabilito in convenzione.
Di recente gli assicurati hanno constatato che anche diverse strutture convenzionate con la nuova società lamentano difficoltà e tempi lunghissimi per la liquidazione delle pratiche; questo starebbe determinando un allungamento dei tempi di prenotazione delle visite specialistiche e addirittura ci risulta che alcuni specialisti stiano ritirando la loro convenzione.
Noi riteniamo che a tutte queste situazioni l’ASDEP debba porre rapidamente rimedio. Non è sufficiente rappresentare e chiedere giustificazioni alla Compagnia Assicuratrice, come già avvenuto qualche mese fa. L’ASDEP deve intervenire nella maniera migliore che consenta agli assicurati di poter fruire della polizza.
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Giulietta Oberosler
Matteo Ariano
Pubblichiamo il comunicato del Coordinatore provinciale, in cui chiede le dovute integrazioni nutrizionali previste per il personale che opererà durante la stagione estiva
Al Ministro del Lavoro, delle Politiche Sociali
e dello Sviluppo Economico
On. Luigi Di Maio
Gentilissimo Ministro,
Dalla data del Suo insediamento non abbiamo avuto ancora il piacere di incontrarLa, per poter discutere della situazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Per questa ragione, crediamo necessario rappresentarLe alcune criticità, confidando prima o poi in un incontro di persona.
Da notizie di stampa, risulterebbero Sue dichiarazioni in cui avrebbe espresso la volontà di emanare a breve una direttiva per incrementare i controlli in particolare verso le attività cinesi e pakistane, sulla base di diverse inchieste giornalistiche. Ci auguriamo vivamente si tratti delle solite notizie riportate in malo modo dalla stampa, perché se così non fosse, ci correrebbe l’obbligo di informarLa che non c’è
bisogno di inchieste giornalistiche per avviare controlli, basterebbe convocare la Commissione Centrale di Coordinamento della vigilanza, normativamente prevista dal 2004.
Tale Commissione, da Lei presieduta, non ci risulta sia stata mai convocata né che si sia mai riunita dalla data del Suo insediamento al Ministero. Eppure, si tratta di un organismo essenziale per il successivo svolgimento delle attività ispettive sul mercato del lavoro, che mette attorno al tavolo tutti i soggetti coinvolti dalla vigilanza, consente anche alle parti sociali di poter rappresentare diverse problematiche di cui sono a conoscenza e di organizzare in modo efficiente l’attività di vigilanza su tutto il territorio nazionale.
In quella sede, ad esempio, potrebbero essere segnalate le condizioni in cui si trovano i lavoratori (italiani e stranieri) nel settore della logistica ovvero le condizioni dei lavoratori (italiani e stranieri) in agricoltura e in edilizia. Si potrebbe chiedere un approfondimento sulla catena degli appalti che, anche in italianissime aziende – magari anche a partecipazione pubblica – porta all’abbassamento degli standard di sicurezza, e altro ancora.
Le si potrebbe anche rappresentare la tragica situazione dell’Ispettorato Territoriale di Crotone, quasi a rischio di chiusura per mancanza di personale, nonostante sia stato proclamato lo stato di agitazione del personale, ci sia stato un incontro presso il Ministero del Lavoro e vi sia anche stato un recentissimo incontro con il Prefetto, tutto ciò senza sortire alcun effetto. Non c’è bisogno di ricordarLe le altissime criticità di un territorio come quello crotonese, su cui noi chiediamo la massima allerta e un intervento urgente. Quella situazione è probabilmente emblematica di quanto sta accadendo all’INL: con una carenza di personale sempre più forte, il rischio a breve termine di non riuscire più a garantire le attività sui territori sta per diventare certezza, se non si interviene immediatamente.
Nella speranza di un cenno, si porgono cordiali saluti.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano
“Proclamiamo lo sciopero dei dipendenti della Giustizia per venerdì 28 giugno. La situazione è drammatica. Ci sono gravissime carenze di personale e nel 2021 ci sarà un vuoto di organico pari al 50%. Il personale in servizio è anziano, demotivato e pagato meno di tutti gli altri lavoratori pubblici. Si sta mettendo a serio rischio l’apertura degli uffici giudiziari”. Queste le ragioni che spingono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa a proclamare lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dell’amministrazione giudiziaria per il prossimo 28 giugno.
“Abbiamo chiesto più volte al Ministro Bonafede – proseguono i sindacati – di agire su due piani: un piano di assunzioni (e non quella manciata annunciata solo per rabbonire l’opinione pubblica) e la valorizzazione del personale in servizio (attraverso il rispetto degli accordi presi nel 2017 che prevedono progressioni giuridiche ed economiche per tutto il personale). Nulla è stato fatto, il ministro ha fatto orecchi da mercante”.
“Noi non ci stiamo. In ballo non ci sono solo i diritti sacrosanti dei lavoratori ma la funzionalità stessa di uno dei servizi più importanti dello Stato. Per questo venerdì 28 giugno è sciopero”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa.
Oggi 12 giugno, abbiamo avuto il primo incontro presso Aran per il rinnovo della parte normativa
del CCNL della Dirigenza Medica e Sanitaria 2016/18.
In attesa dell’integrazione all’atto d’indirizzo riguardante le risorse economiche concordate nelle
trattative precedenti, che come sapete sta percorrendo tutto l’iter necessario alla sua validazione,
abbiamo oggi avviato la discussione su una proposta riguardante l’impianto generale
dell’armonizzazione dei fondi contrattuali ed il sistema degli incarichi.
Alla luce di un primo confronto, pur apprezzando alcuni aspetti della proposta che tendono ad
armonizzare le carriere dei professionisti, abbiamo richiesto la ricognizione dei flussi economici
dei fondi per meglio valutare la loro armonizzazione e l’articolato completo sul sistema incarichi
per risolvere le questioni cruciali che in questi anni hanno reso sempre meno esigibile la sua
attuazione in termini professionali e retributivi.
È stato concordato quanto segue:
– il 18 ci verranno inviati i testi quanto più completi possibile
– il 26 Giugno avvieremo la contrattazione sui temi proposti
– il 3 Luglio completeremo la discussione.
– seguiranno altre date di Luglio per affrontare i temi riguardanti il capitolo delle Relazioni
sindacali e quello sui temi del rapporto di lavoro, orario, ferie, festività, mobilità etc.
Per favorire il confronto sui testi che riceveremo da aran convocheremo a breve una
videoconferenza.
Andrea Filippi
Guglielmo Lanza
Renato Costa
Delegazione trattante
Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN
Per chi arriva dalla città bagnata dal Po e dalla Doria Riparia, già capitale dell’Italia sabauda, Roma non è proprio dietro l’angolo. Così, all’annuncio di una manifestazione nazionale, quando già sai che per arrivarci e tornare ti passerai 15-20 ore in un “confortevole” pullman, ti sfiora il sentimento di dire:
– Questa volta no. Non possono farlo altri?
Poi le parole ascoltate in tanti comizi e ripetute alle assemblee fanno capolino nella mente e a poco a poco pensi:
– Ma è sul nostro contratto! Se non mi mobilito io chi dovrebbe farlo al mio posto? E poi sono anche RSU, senza l’esempio perché i colleghi dovrebbero aderire?

© Marco Merlini
E poi.
7 anni di lotte e mobilitazioni ti insegnano a starci, dove bisogna essere.
Noi veniamo dalla Provincia di Torino, sì le Province quelle inutili e da abolire, quelle che il Governo Monti cancellava nel novembre 2011 con la stessa penna con cui alzava l’età pensionabile. Quelle a cui nel 2014 un altro Governo ordinava di porre in esubero il 50% dei dipendenti e non sapevi se ci saresti stato tu, in quelli cacciati per legge e messi sul portale.
Così impari a capire non solo che vuol dire stare senza contratto per 10 anni, con lo stesso stipendio eroso da inflazione e tagli, come i colleghi dei comuni, degli enti parco, dei vigili del fuoco, ma anche che vuol dire non sapere se e dove avrai un posto di lavoro tra qualche mese.
E in quegli anni hai capito che se aspetti che qualcuno si mobiliti per te, senza metterci la faccia, non succederà. Il sindacato vive e si nutre delle istanze che arrivano dalla base, da noi, dai posti di lavoro. Chi è passivo troverà risposte passive…
Così alla fine decidi e parti.
Ritrovo alle 22, venerdì sera, via Pedrotti, Torino.
Arrivo alle 6, sabato mattina, Cinecittà.
Non ci vai per un provino, a Cinecittà, però in fondo il tuo film lo giri, fosse anche solo da comparsa contribuiresti a qualcosa di collettivo.
Li guardi i tuoi compagni di viaggio, Paola, Ernesto, Pasquale, Nino… Chi da solo, chi ha la figlia al seguito. Tutti con le ossa infelici ma condividi con loro un destino, e la brioche romana della prima mattina riconcilia con la vita…
Poi la fila indiana, la metro, la prima piazza.
Prendiamo le magliette di Funzione Partigiana, quelle che dovranno creare l’onda rossa all’arrivo a piazza del Popolo.
Il sole già picchia e pensi: dopo sarà peggio, sono solo le 10!

© Marco Merlini
Comincia il corteo. Il percorso è breve.
A Roma, di cortei ce ne sono sempre e ovunque, ma qualche passante chiede e quando rispondi: “manifesto per il contratto, perché tutti hanno diritto a un contratto rinnovato”, la gente è solidale. Perché è lavoro, perché è diritti, perché è salario. Tutti lo vivono. Tutti quelli, come ripete da un po’ Landini, che hanno bisogno per vivere di lavorare.
Si arriva alla scalinata che scende a piazza del Popolo, siamo tanti, un’onda rossa, con chiazze verdi e blu dei colleghi confederali.
Tanti e tutti vorrebbero stare davanti, e mentre ti avvicini saluti il compagno di Palermo, gli amici di Firenze, quelli con cui hai già lottato, e a volte vinto, altre battaglie.
Il momento più bello è quando parla la Segretaria nazionale della categoria, Serena Sorrentino, è una donna colta, che argomenta, che fa breccia con i concetti e non alzando la voce.
Già l’incipit è un colpo al cuore. Ricorda i nomi di Giuseppe Butera e Giuseppe Rubino, due colleghi cantonieri, operai delle strade, che non ci sono più perché una macchina li ha travolti e ammazzati a febbraio, mentre riparavano una buca, mentre facevano il loro dovere. Vittime di un pirata, ma vittime anche dei bassi numeri di personale, dove ti raddoppia il carico di lavoro, dove le squadre sono sempre più piccole.
Come chiede la Sorrentino, come grida la piazza, bisogna assumere, assumere, assumere. In tutti i settori.Poi è un crescendo fino alla fine.
“Questa battaglia la vinciamo.”

© Marco Merlini
La vinciamo?
Sì, se sapremo esserci, voler contare, NON pensare: “Non ci vado, andrà lui, non sono neppure sindacalizzato”.
Il contratto, le assunzioni, servono a tutti e sono di tutti, per vivere meglio.
Perseverando un po’ ci scappa un saluto a Maurizio Landini, una foto con la Segretaria.
È il momento di ritornare. Il pullman per Torino ci aspetta.
È stata una giornata in prima persona, non vacanze romane.
Ora sopravvivere fino a casa, al letto.
Domenica riposo.
Lunedì si riprende, in ufficio.
È stato giusto così.
Al MiBAC
Sig. Ministro
prof. Alberto Bonisoli
Sig. Capo di Gabinetto
dr.ssa Tiziana Coccoluto
Sig. Segretario Generale
dr. Giovanni Panebianco
Sig. D.G. Organizzazione
dr.ssa Marina Giuseppone
Sig. Direttore del Servizio II – D. G. Organizzazione
prof. Alessandro Benzia
LORO SEDI
Oggetto: Riforma del MIBAC
Sig. Ministro, Sig. Capo di Gabinetto, Sig. Segretario Generale, Sigg. Direttori,
nei precedenti incontri con il vertice politico del Ministero avevamo creduto di poter condividere, pur nella diversità dei ruoli, un percorso finalizzato alla socializzazione di scelte e atti di indirizzo riverberantisi su tutto il personale. Da due giorni, invece, prendiamo atto che sono mutate unilateralmente le regole del gioco. E non per volontà nostra.
Su La Repubblica dell’altro ieri è comparso un articolo a firma Francesco Erbani inerente ad alcune novità nella riorganizzazione degli uffici, novità che incidono notevolmente sulle informazioni acquisite finora perché riguardano la riduzione dei musei autonomi e probabili accorpamenti. Nelle slide fatte oggetto del nostro ultimo incontro tali informazioni non comparivano e – fatto salvo il diritto di modificare un impianto progettuale anche in virtù del recepimento di alcune proposte di parte sindacale – apprendere la loro esistenza da articoli di stampa ci interroga su quale livello si voglia posizionare il rapporto con le Organizzazioni Sindacali del Mibac. A ciò si aggiunga che il fatto che talune sigle siano in possesso di bozze del DPCM più o meno veritiere rende ancor più complicato il concetto di terzietà nelle relazioni sindacali.
Ciò premesso, si chiede con urgenza un’informativa avente per oggetto il testo del DPCM che verrà trasmesso al Consiglio dei Ministri per l’approvazione e un urgente incontro con il Ministro al fine di verificare le prerogative contrattuali relative all’informativa ai sindacati e gli ultimi esiti del progetto di riforma complessiva.
FP CGIL CISL FP UIL PA
C. Meloni G. Nolè – V. Di Stefano F. Trastulli
“È stata avviata oggi la trattativa per il rinnovo del Ccnl di Federcasa 2019-2021. I punti della Piattaforma presentata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl si focalizzano su una revisione del testo che, tra le cose, si adegui alle nuove normative e alla valorizzazione della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, miri ad un’evoluzione delle relazioni sindacali che chiarisca le materie rinviate alla contrattazione nazionale e a quella decentrata, e garantisca un’implementazione dei diritti dei lavoratori. Le parti si sono aggiornate con l’obiettivo comune di provare a chiudere la trattativa nel minor tempo possibile.
Nei documenti sulla vertenza Giustizia, vertenza che ha visto il sindacato confederale prima proclamare lo stato di agitazione del personale e poi chiedere il tentativo di conciliazione innanzi al Ministero del lavoro, previsto dalla normativa vigente in tema di sciopero nei servizi pubblici essenziali, abbiamo illustrato la situazione di questo importante settore dello Stato che è letteralmente drammatica. Tutti gli sforzi profusi per indurre l’amministrazione a rispettare gli accordi presi nel 2017 (che, tra l’atro, prevedevano progressioni giuridiche, tra e dentro le arre, e progressioni economiche ossia la valorizzazione del personale in servizio dopo anni di blocco) e ad attuare un piano straordinario di assunzioni (atteso che entro l’anno prossimo la scopertura media di personale raggiungerà il 50% circa, secondo i dati ufficiali forniti dal ministero) non hanno sortito alcun effetto. TUTTO È RIMASTO FERMO!!!! Neanche le trattative sul FUA 2018, aperte a gennaio, sono riprese nonostante i solleciti effettuati anche informalmente.
Per tale motivo, fallito lo scorso 30 maggio il tentativo di conciliazione innanzi al Ministero del Lavoro, abbiamo indetto lo sciopero della Giustizia (al momento per la sola Amministrazione Giudiziaria) per il prossimo 28 giugno.
Al fine di sensibilizzare i lavoratori sulla pesante situazione della Giustizia, sulle conseguenze scaturenti soprattutto dalla grave scopertura di personale, sulle altre ingiustizie che stanno subendo e soprattutto sull’importanza di tale iniziativa di lotta vi chiediamo di indire nei prossimi giorni e fino alla data dello sciopero assemblee unitarie nei principali uffici giudiziari. Inoltre al fine di dare visibilità all’esterno alle nostre iniziative vi chiediamo di predisporre davanti agli uffici più importanti sit in, presidi e volantinaggi in occasione dello sciopero. È necessario coinvolgere la dirigenza degli uffici e, anche attraverso comunicati stampa, la cittadinanza.
Il momento è particolarmente delicato ed occorre la massima collaborazione di tutte le nostre articolazioni territoriali. Per tale motivo, al fine di dare adeguato supporto alle iniziative locali, siamo disponibili a partecipare direttamente alle assemblee che saranno convocate presso gli uffici giudiziari. Vi invitiamo infine a vigilare affinché sia scrupolosamente osservata la vigente disciplina in tema di servizi essenziali da assicurare nella Giustizia in caso di sciopero, attivando in caso di violazione le iniziative anche giudiziarie per la tutela delle prerogative sindacali lese.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Meloni Marra Amoroso