In data 15 maggio 2019 si è svolto il primo incontro di contrattazione decentrata tra la delegazione di parte pubblica, rappresentata dal Capo Dipartimento RUF dott.ssa Beltrame e dai suoi collaboratori, e le rappresentanze delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL.
Abbiamo convenuto sull’opportunità di dare avvio parallelamente alla discussione sul Fondo Risorse Decentrate 2018 e a quella sul contratto integrativo triennale, con l’obiettivo di giungere in tempi celeri ad un accordo sull’utilizzo del FRD 2018 e di darsi il tempo necessario per la discussione del CCNI.
Per quanto riguarda il CCNI abbiamo evidenziato la volontà di aprire una discussione complessiva su tutte le materie ad esso delegate dal CCNL per giungere auspicabilmente alla sottoscrizione di un CCNI che comprenda sia la parte normativa (2019/2021) che quella economica (2019).
Sul FRD 2018 l’amministrazione ha anticipato l’intenzione di presentare una proposta sulla falsariga dell’accordo del 2017, che tenga conto delle modifiche contrattuali previste dal CCNL 2016-2018 sulla differenziazione del Premio individuale (art.78 del CCNL) e della necessità di rivedere le maggiorazioni per le turnazioni notturne/festive.
Ha poi ribadito che, rispetto alle percentuali da destinare rispettivamente alla performance organizzativa e a quella individuale (nel 2017 50% ciascuna) l’amministrazione preferirebbe dare maggior peso alla performance individuale.
Come CGIL CISL e UIL abbiamo chiesto di avere i dati analitici relativi alla costituzione ed utilizzo del fondo in modo da poter fare le opportune valutazioni, chiarendo comunque fin d’ora che, in mancanza di risorse “fresche” sul FRD riteniamo inopportuno uno sbilanciamento sulla parte della performance individuale, a maggior ragione in vigenza dell’’art.78 del CCNL che proprio su questa interviene.
In coerenza con quanto sopra, abbiamo anche anticipato la volontà di destinare una quota di risorse molto limitata all’istituto previsto dall’art.78.
Abbiamo inoltre sollevato il problema relativo alla mobilità del personale proveniente dagli Enti di Area Vasta, ad oggi ancora privi di qualsiasi trattamento accessorio, e ipotizzato di ricomprenderli, in attesa della costituzione di un presunto apposito fondo, nel personale destinatario delle risorse del FRD prevedendo un eventuale successivo conguaglio.
L’incontro ha avuto comunque carattere interlocutorio ed è stato riaggiornato al giorno 24 maggio. Nel frattempo l’amministrazione fornirà i dati richiesti.
Come da accordi l’amministrazione ci ha poi fornito una dettagliata informativa sulla programmazione triennale delle assunzioni.
Secondo quanto anticipato, e che verrà a breve pubblicato sul sito istituzionale le previsioni sono le seguenti:

Nel 2019:
Assunzione dei 253 vincitori del concorso per funzionari più 200 idonei.
Assunzione di 130 amministrativi area II da graduatorie aperte di altre amministrazioni

Nel 2020:
Trasformazione dei contratti part-time che maturano i tre anni in contratti full-time.

Concorsi per:
95 funzionari area III (40 informatici statistici e 55 amministrativi contabili)
78 assistenti amministrativi area II
101 funzionari amministrativi area III
Stabilizzazione 50 lavoratori in comando dal comparto scuola (25 di Area II e 25 di Area
III).

Nel 2021
Assunzione idonei da graduatorie anche di altre amministrazioni per:
130 funzionari area III
58 funzionari area II

A fronte di questi dati abbiamo posto al tavolo alcuni argomenti, che è nostra intenzione approfondire nei prossimi incontri, rispetto per esempio alle opportunità offerte temporaneamente dalla legge in ordine ai passaggi verticali, o alla possibilità della trasformazione dei rapporti di lavoro part-time esistenti nell’amministrazione.
Anche su questo punto ci siamo riservati ulteriori osservazioni al ricevimento della documentazione completa.
L’amministrazione si è detta comunque disponibile a dare seguito alle domande di trasferimento in itinere e non ancora autorizzate prima delle nuove assunzioni.
Il 24 maggio proseguiremo quindi il confronto sul FRD e contiamo di fissare un calendario di riunioni che ci consenta un confronto vero su tutti i temi sul tavolo.
Vi terremo costantemente informati.

 

FP CGIL                                                 CISL FP                                             UILPA
Anna Andreoli /Roberta Sorace                 Michele Cavo                                Alessandra Prece

ABBIAMO FIRMATO UN BUON ACCORDO SULL’ORARIO DI LAVORO

Il giorno 14 maggio us , nell’ambito della contrattazione integrativa, è stato firmato l’accordo
sull’orario di lavoro.
Questa Organizzazione Sindacale e le RSU elette nelle sue liste, hanno deciso di firmare un accordo
che si ritiene sia andato a migliorare il precedente, considerato che , seppur già buono, era
stato siglato 17 anni fa in condizioni di vita e di amministrazione sicuramente diversi dall’attualità.
E’ stato un percorso lungo ed impegnativo che ha visto la sua conclusione anche grazie
all’impegno e alla condivisione dei lavoratori, sia per la partecipazione alle mobilitazioni che
all’assemblea decisiva che si è espressa a larghissima maggioranza su tutte le questioni poste
all’ordine del giorno e che l’Amministrazione ha accolto nella quasi totalità.
Ci auguriamo che l’entrata in vigore di questo accordo, che si allega, possa in parte migliorare
le condizioni di vita e lavorative del lavoratori.
Ma questo è solo il primo passo, altri appuntamenti importanti ci aspettano e questa O.S. e le
RSU elette nelle sue liste, si impegnano a continuare a condividere il percorso con tutto il personale.

 

Il Coordinatore nazionale FP CGIL                                        p. la FP CGIL Roma e Lazio
Ministero del lavoro e delle politiche sociali                                    Francesca Valentini
Giuseppe Palumbo

Pubblichiamo la nota del Capo del Corpo sull’utilizzo della uniforme operativa in dotazione al personale appartenente al C.N.VV.F.

Pubblichiamo la ministeriale m_dg.GDAP.15/05/2019.0153613.U

Pubblichiamo la nota inviata dalla Direzione Centrale per l’Emergenza il Soccorso Tecnico e l’ Antincendi Boschivo riguardo la procedura generale di gestione delle esercitazioni operative che si svolgeanno presso presso la Scuola di Formazione Operativa di Montelibretti.

Pubblichiamo la circolare di riferimento sulla mobilità per il personale nel ruolo di Capo Reparto, emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane

Al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Pres. Francesco BASENTINI
ROMA

E, per conoscenza,
Al Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Cons. Lina Di DOMENICO

Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse
Dr. Massimo PARISI

Alla Direzione Generale del Personale e delle Risorse
Ufficio IV – Relazioni Sindacali
Dr.ssa Ida DEL GROSSO
ROMA

OGGETTO : Relazioni sindacali e sollecito avvio confronto.
Premesso che le scriventi OO.SS. rappresentative del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria già
con precorsa corrispondenza hanno richiesto la separazione del tavolo di contrattazione dalla sigla sindacale FSA-CNPP, rilevandosi per l’ennesima volta che la convocazione per il giorno 22.5.2019, pervenuta con nota GDAP.08/05/2019.01444990.U dall’Ufficio IV – Relazioni Sindacali della Direzione Generale del Personale, non tiene conto di tale volontà, con la presente si torna a sollecitare la S.V. al rispetto degli impegni assunti in occasione della riunione con il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
Ciò premesso, in attesa della calendarizzazione degli incontri per affrontare gli altri temi che
prioritariamente sono stati condivisi tra le Parti, le Scriventi OO.SS. ritengono imprescindibile che il confronto sulle piante organiche debba precedere la discussione che invece si è voluta indicare per la prossima riunione del 22 maggio.
Pertanto si chiede di subordinare detta questione del 22 all’esito del confronto sulle dotazioni degli
organici del Corpo, che con la presente si sollecita.
Si rimane in attesa di urgente riscontro.

S.A.P.P.E.
CAPECE

O.S.A.P.P.
BENEDUCI

UILPA‐P.P.
DE FAZIO

SI.N.A.P.PE.
SANTINI

CISL‐FNS
MANNONE

U.S.P.P.
MORETTI

C.G.I.L.
PRESTINI

Al Direttore centrale risorse umane e organizzazione
Dr. Aldo Polito

e, p.c. Al Direttore dell’Agenzia
Dr. Antonino Maggiore

Ancora deve partire la riorganizzazione periferica dell’Agenzia delle Entrate e già si manifestano le più evidenti criticità che, ad onore del vero, erano state più volte denunciate dalle scriventi OO.SS. nel corso del confronto con codesta Direzione.
La prima “questione”, delle tante criticità evidenziate, riguarda la soppressione di circa 36 reparti ed il conseguente accorpamento, a livello “interprovinciale”, per creare nuove Aree Servizi Estimativi ed OMI. L’Agenzia sta procedendo a tale riorganizzazione e alla riassegnazione del personale nelle nuove Aree delle DD.PP. limitrofe che assorbiranno anche i relativi compiti istituzionali.
La ratio che l’Agenzia ha evidenziato per questo specifico riassetto è riferibile all’esiguità dei componenti le varie Unità Organizzative delle strutture interessate all’accorpamento. Insomma un “sacrificio” da pagare ad un’ipotetica ottimizzazione. A fronte della presunta ottimizzazione ottenuto dall’accorpamento, le attività delle province coinvolte subiranno un’evidente involuzione in termini di prodotti evasi e della qualità delle attività.
L’importanza di mantenere lo stretto collegamento con il territorio, per la peculiarità del tipo di servizio, impone la necessità di lasciare la responsabilità di questo servizio in capo alla Direzione Provinciale del territorio ove si riferisce quel servizio, non avendo senso una organizzazione per la quale un Direttore Provinciale interviene su un territorio diverso da quello di sua competenza provinciale.
Inoltre, tale scelta impatterà in modo negativo anche sull’attività dei colleghi dei Reparti e/o delle DD.PP. che assumono la titolarità e la responsabilità delle competenze delle province limitrofe.
Dando attuazione a questa parte di riorganizzazione, si procederebbe all’assegnazione di colleghi da una Direzione Provinciale ad un’altra con il conseguente innesco di processi di mobilità non volontaria, in assenza di un accordo che tuteli il personale interessato e malgrado le “rassicurazioni” in più occasioni fornite ufficialmente dal Direttore del personale.
Altra forte criticità è quella che discende dalla decisione dell’Agenzia di istituire nell’ambito di 41 Direzioni Provinciali gli Uffici territoriali Atti pubblici, successioni e rimborsi Iva, con la conseguente centralizzazione in un’unica sede delle attività oggi svolte in più Uffici territoriali. Anche in questo caso, a prescindere da un’analisi più articolata sulla fondatezza organizzativa di tale scelta, sono indubbie le ripercussioni sul personale, sui carichi di lavoro, sullo stesso futuro di molti Uffici territoriali.
Queste preoccupazioni appaiono ancora più fondate dopo i primi incontri tenutisi a livello di Direzioni regionali e provinciali proprio sulle modalità operative ed organizzative da adottare per dare corso a questa decisione.
Per tali motivi e per la prioritaria tutela dei colleghi, in ossequio anche a quanto deciso nel corso delle riunioni che si sono tenute nei mesi scorsi a seguito delle quali era stato concordato un tavolo specifico di confronto sulla riorganizzazione, chiediamo la sospensione di questi aspetti della riorganizzazione e, nel contempo, una convocazione da tenersi con la massima urgenza.

FP CGIL            CISL FP              UILPA                CONFSAL/UNSA                            FLP
BOLDORINI         SILVERI     CAVALLARO       SEMPREBONI/VITIELLO    CEFALO/ PATRICELLI

Pubblichiamo la nota inviata al Presidente dell’Inail Massimo De Felice

Ai tutti i Lavoratori

Nella giornata di ieri si è tenuto il previsto incontro con l’Amministrazione sul Piano Triennale dei Fabbisogni (di seguito PTF). Dopo un primo rapido excursus su quello che è il contesto di riferimento all’interno del quale il predetto piano è stato “costruito”, abbiamo avuto modo di entrare su quelle che sono le considerazioni tecnico-politiche poste alla base delle nostre preoccupazioni in termini di tenuta del sistema.
Infatti, se da una parte, dopo anni di tagli lineari alle dotazioni organiche, si torna a discutere di politiche assunzionali, il cui iter può avviarsi esclusivamente dopo il licenziamento del PTF, dall’altra non posiamo non sottolineare nuovamente (v. comunicato 8 maggio u.s.) come i numeri dati non garantiscono un duraturo mantenimento dei servizi che quotidianamente i lavoratori INAIL garantiscono ai cittadini/utenti.
Ovviamente, abbiamo anche espresso forti perplessità sugli aspetti prettamente organizzativi, sottolineando come tutto il documento abbia a proprio “supporto” teorico il disegno del Nuovo Modello Organizzativo, che si dà già per adottato (al di là dei risultati della sperimentazione e del confronto sui tavoli sindacali); e rimarcando il contrasto tra l’attribuire al PTF l’obiettivo di fare emergere nuovo figure professionali altamente specializzate e le risorse previste per raggiungerlo.
Siamo sempre più convinti che solamente attraverso lo strumento legislativo si possa recuperare quanto tolto in termini di “forza lavoro” e ripristinare quelle necessarie condizioni per mantenere in vita i servizi e garantire il meritato benessere organizzativo di tutti i lavoratori INAIL.

Roma, 14 maggio 2019

FP CGIL
Il Coordinatore INAIL
Giulietta Oberosler

Nelle Marche in media 110 giorni di attesa, aumenta la spesa verso le visite private

Un’attesa lunga due mesi per effettuare una visita medica nella sanità pubblica, a fronte di una sola settimana nel privato, “effetto di un progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale”. Sono sempre più lunghi, infatti, i tempi di attesa per visite nel pubblico e costi sempre meno distanti con il privato, come emerge dal secondo Rapporto ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali’, promosso dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni e elaborato da Crea. Uno studio che prende in considerazione 11 prestazioni sanitarie (specialistiche e diagnostiche) senza esplicita indicazione di urgenza, erogate da 8 regioni e da 326 strutture sanitarie (195 private e 131 pubbliche).

 

Tempi di attesa.

Il primo dato evidente che emerge dallo studio è che i tempi medi di attesa per effettuare una visita medica attraverso il Sistema Sanitario Nazionale sono nettamente maggiori rispetto a quelli dell’offerta privata: 60 giorni nel pubblico (due mesi) a fronte di 9 nell’intramoenia, 7 nel privato e 39 per il privato convenzionato. Nel dettaglio delle prestazioni, i giorni di attesa della Sanità pubblica sono estremamente lunghi: per esempio, 112 giorni per una Colonscopia (quasi quattro mesi di attesa), contro 11 giorni di attesa in intra-moenia, 79 nel privato convenzionato e appena 11 nel privato. Attese medie che risultano aumentare rispetto allo scorso anno, tranne che per il privato che si mantiene stabile.

 

Costi.

Per quanto riguarda i costi delle prestazioni sanitarie, dallo studio Fp Cgil emerge un dato sconcertante. Circa la metà delle prestazioni mediche prese in considerazione ha un costo inferiore nel privato piuttosto che in intra-moenia. È il caso, per esempio, della ecocardiografia, che in intra-moenia costa in media 109 euro, contro i 98 del privato. Insomma, non solo costi competitivi, in considerazione di tempi di attesa enormemente inferiori, ma addirittura spesso sovrapponibili o più economici dei costi sostenuti per il ticket. Questo spiega il sempre più frequente ricorso a spese ‘out of pocket’ (di tasca propria) per effettuare visite mediche private. La spesa privata dei cittadini, infatti, arriva a quasi 35 miliardi di euro, di cui ben il 92% out of pocket.

 

Confronto tra regioni.

Aspetto importante e significativo, che rappresenta un valore aggiunto rispetto allo studio della Funzione Pubblica Cgil dello scorso anno, è quello che, partendo dai valori medi dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie pubbliche, indaga il confronto tra le regioni, scattando una fotografia della situazione della sanità pubblica in Italia. Si mostra infatti evidente il divario che intercorre tra alcune regioni del paese. La regione che eccelle, in termini di tempi di attesa per le prestazioni mediche, è l’Emilia Romagna con una media di 30 giorni di attesa, a seguire Liguria e Campania, poi il Veneto, la Sicilia, la Lombardia, il Lazio, per ultima le Marche con una media di 110 giorni di attesa per una visita nella sanità pubblica. Nello specifico delle visite specialistiche, ad esempio per una visita ortopedica sono 19 i giorni di attesa in Emilia Romagna, contro addirittura i 91 giorni delle Marche.

 

Conclusioni.

“Alla luce di quanto emerso, risulta evidente quanto sia urgente e non più rinviabile un investimento straordinario in termini di risorse, personale, professionalità e tecnologie in tutto il nostro Servizio Sanitario nazionale che mostra evidenti segni di collasso con gravi e profonde ripercussioni sulle sue caratteristiche di universalità”, commenta la Funzione Pubblica Cgil. “Uno dei principali obiettivi della sanità pubblica è l’universalità del servizio. Un principio che però, di fatto, si scontra con la realtà – sottolinea -: allo stato attuale il Servizio Sanitario Nazionale spesso non è in grado di garantire servizi adeguati. Assistiamo da una parte ad un incremento dei tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche, dall’altra ad una progressiva dilatazione della spesa ‘out of pocket’ (di tasca propria) per visite mediche private. Il progressivo definanziamento del Servizio Sanitario nazionale – prosegue la categoria della Cgil dei servizi pubblici – ha creato inefficienze che portano ad allungare le liste di attesa e incentivano lo sviluppo di un’offerta privata spesso concorrenziale, tanto per il costo quanto per i tempi di risposta”.

Altro aspetto non trascurabile, secondo la Fp Cgil è quello delle “forti disparità regionali, in termini di equità e di carenze organizzative, con il dato di eccellenza di regioni come l’Emilia Romagna, un esempio di ‘best practice’ che dimostra come sia in effetti possibile migliorare, in un tempo relativamente breve, le performance. Non è un caso – aggiunge – che l’Emilia Romagna nell’ultimo biennio abbia investito sul personale (con oltre 5mila assunzioni, di cui 1.450 precari stabilizzati) e sui sistemi di controllo informatizzati, strumento fondamentale per un governo pubblico e trasparente dei flussi di accesso alle prestazioni sanitarie. Quello delle liste di attesa rimane ad oggi un problema che si colloca in cima alla lista delle ragioni di insoddisfazione dei cittadini verso il servizio sanitario. Il caso dell’Emilia Romagna, per altro, emerge anche per il forte investimento nella qualità delle relazioni negoziali con il Sindacato su questi temi e gli esiti di questo processo ne sono il frutto”, conclude la Fp Cgil.

Roma, 14 maggio 2019

SCHEMA DECRETO INTERMINISTERIALE CONCORSO DIRIGENTI PENITENZIARI
I RISULTATI DELLA RIUNIONE DI OGGI

Si è svolto questa mattina il programmato confronto sui contenuti dello schema di Decreto Interministeriale in materia di modalità e criteri per l’assunzione di 35 dirigenti di istituto penitenziario di livello dirigenziale non generale ex art.1 comma 308 L.145/2018.
All’inizio dell’incontro il Capo Dipartimento Basentini ha sottolineato come l’assunzione dei dirigenti penitenziari dimostra l’attenzione del Governo verso il mondo penitenziario ed in particolare verso l’organizzazione degli istituti. Il direttore Generale Buffa, dal canto suo, ha illustrato per sintesi i contenuti del provvedimento ed ha precisato che lo strumento del decreto interministeriale per disciplinare la procedura assunzionale dei dirigenti di istituto penitenziario è stato previsto dalla norma e precisamente dall’art.1 comma 309 L.145/2018.
Nel corso della riunione FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno evidenziato:
–  la discriminazione posta in essere dall’art.2 n.5 il quale individua quale titolo di studio richiesto l’ammissione al concorso unicamente la laurea magistrale o specialistica nelle materie giuridiche ed economiche. Tale circostanza, infatti, preclude la partecipazione alla procedura concorsuale a tutti quei lavoratori di area terza che, pur avendo diretto o dirigendo con merito strutture penitenziarie, in particolare minorili o di esecuzione penale esterna, sono in possesso di titoli di studio universitari in materie umanistiche o sociali ovvero in materie tecniche;
–  la esiguità della percentuale dei posti riservati al personale dipendente dell’amministrazione (solo il 15%);
– la opportunità di predisporre e rendere disponibile per i concorrenti una banca dati dei quiz relativi alla prima prova scritta il cui superamento è condizione indispensabile per l’ammissione alle prove successive;
– la necessità di circoscrivere il novero delle materie della prova orale per evitare che la vastità degli argomenti possa favorire arbitri e quindi determinare l’insorgere di contenziosi;
– la opportunità che l’accertamento della conoscenza della lingua straniera e delle capacità informatiche avvenga in un momento precedente o successivo al colloquio;
–  la esiguità dei posti messi a concorso (solo 35);
–  la necessità di costruire una dirigenza unica consentendo l’accesso alla stessa anche al personale che svolge attività meramente amministrativa;
–  la opportunità di innalzare il limite massimo di età previsto per partecipazione alla procedura concorsuale, fissato dallo schema di decreto fino ad un massimo di 40 anni di età;
–  la necessità di procedere senza indugio alla firma del decreto ed alla pubblicazione del bando al fine di dotare del dirigente i tanti istituti che sono privi al momento di tale importate figura professionale.
Nella replica conclusiva la parte pubblica ha dato assicurazioni in merito alla predisposizione della banca dati mentre ha invocato vincoli di legge in merito alla determinazione della quota del 15% di riserva dei posti in favore del personale interno.
Al termine dell’incontro il Direttore Generale Buffa ha salutato i presenti preannunciando l’imminente passaggio ad altro incarico.

 

 

FP CGIL                      CISL FP                            UIL PA
Oliverio                        Marra                               Amoroso

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