Vivono condizioni di lavoro difficili, tra spinta precarietà, elevata età media, fenomeni di burn-out e scarsa organizzazione. Sono vittime di uno stigma sociale anti immigrati che ne complica le prestazioni e sono inseriti in un sistema di servizi che fatica a fare rete, schiacciato dalla perdurante logica dell’emergenza. Questo in estrema sintesi il quadro delle condizioni di lavoro, nonché dei bisogni, di chi è impegnato nel sistema dei servizi pubblici per l’immigrazione. A tracciare un resoconto è una ricerca condotta dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Di Vittorio, dal titolo ‘La condizione delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici per l’immigrazione’. Un lavoro promosso dalla categoria dei servizi pubblici della Cgil in occasione dell’iniziativa ‘UeCare – L’Europa Solidale’.
Un appuntamento, quest’ultimo, che ha come obiettivo la costruzione di una rete europea dei lavoratori dei servizi ai migranti. Per questa ragione la Fp Cgil ha prodotto una video inchiesta e promosso una ricerca per ricostruire un aspetto poco noto: le condizioni di lavoro di chi opera nei servizi per l’immigrazione, coinvolgendo circa 40 operatrici e operatori. Nello specifico dagli operatori di front-office agli educatori e mediatori culturali delle cooperative sociali, dagli impiegati amministrativi ai medici e ai responsabili/coordinatori dei servizi, che attraversano i comparti delle Funzioni centrali dello Stato, degli Enti Locali, della Sanità pubblica e privata e del vasto mondo socio assistenziale e delle cooperative.
I lavoratori e le lavoratrici coinvolti appartengono ai circa 65 mila operatori impegnati nel segmento di soccorso, accoglienza e integrazione (che non comprende il contributo delle forze dell’ordine) e che la Fp Cgil ha cercato di analizzare dando loro voce. Dalla loro diretta testimonianza emerge come, spiega la ricerca, “l’Italia sia ormai stabilmente un Paese di migrazioni ma che non ha mai abbandonato la logica dell’emergenza”. Non sembra, infatti, “che il sistema dei servizi per l’immigrazione si sia adattato a questo scenario inedito per rispondere ai nuovi bisogni dell’integrazione, ad esempio rafforzando sia i servizi di accoglienza (per la quota di nuovi ingressi di persone richiedenti o beneficiarie di protezione internazionale) sia rispetto all’inclusione sociale e all’integrazione della componente di immigrati legalmente residenti da tempo, i quali per gran parte risultano ‘lungo soggiornanti’ se non in procinto di ottenere la cittadinanza italiana”.
Il sistema italiano dei servizi per l’immigrazione, si rileva nel report Fp Cgil e Fdv, “è il risultato di una incessante opera di collage e stratificazione di interventi, anche eterogenei tra di loro. Il mancato superamento della logica dell’emergenza ha reso particolarmente fragile la ricerca di una connessione coerente tra i vari livelli di intervento, a scapito dell’efficienza complessiva del sistema, nonché dei diritti di lavoratori e dei destinatari dei servizi”. Nella testimonianza dei lavoratori intervistati fuoriescono dei nodi critici: “quelli del lavoro di rete e del coordinamento tra i vari attori del sistema; le inefficienze funzionali e le storture di tipo amministrativo, che si sommano al disegno disorganico del sistema dei servizi”. Così come escono fuori “le contraddizioni e le ambivalenze più generali dell’opzione italiana ai servizi pubblici, tra dequalificazione del lavoro ed esternalizzazioni non sempre virtuose e governate, insieme alle perduranti differenze tra le aree territoriali del Paese”.
Nelle parole dei lavoratori emerge con chiarezza un lavoro che non fa rete. Nella ricerca si sottolinea “uno scarso coordinamento e una fragile integrazione tra gli attori del sistema, sia sul piano esplicito (con presenza o meno di coordinamenti formali tra i responsabili dei servizi, presenza di protocolli e procedure condivise, etc.) sia su quello di fatto”. Le attività di accoglienza e integrazione si occupano di persone spesso provate da viaggi drammatici e in fuga da esperienze di violazione dei diritti umani. In un contesto di criticità e lacune dei servizi per l’immigrazione, gli utenti rischiano di vedere vanificati gli sforzi degli operatori a causa di un sistema che può produrre una spirale di esclusione opposta ai suoi obiettivi espliciti (marginalità, disagio sociale, irregolarità, e di conseguenza “paura” e rancore nella popolazione).
Ma il cuore della ricerca è scandagliare le condizioni di lavoro, i bisogni e le rivendicazioni. Diversi gli elementi emersi, tra questi gli scarsi investimenti in formazione insieme a un elevato rischio di burn-out, nonché di sicurezza nel rapporto con gli utenti. La presenza di falle nella tutela contrattuale, specie per i lavoratori della cooperazione sociale. Allo stesso tempo una sostanziale differenza tra il mondo pubblico, con una elevata età media, e un mondo privato, giovane, sovraqualificato e soggetto a una precarietà spinta. Infine complicazioni nella gestione degli appalti con casi di scarsa legalità e, per ultimo, eccessive rigidità nell’organizzazione del lavoro, nella mobilità e nella valorizzazione professionale.
A seguire la video inchiesta, in basso il link al testo integrale della ricerca
La situazione di contesto descritta dai lavoratori intervistati determina bisogni e rivendicazioni. A partire dal tema della formazione dove si evidenziano, spiegano i lavoratori, “canali assai diversi per l’accesso a quest’ultima, scarsa titolarità individuale del diritto alla formazione continua, aggiornamento on the job prevalentemente autorganizzato e non riconosciuto, differenze di accesso tra figure professionali che pure operano negli stessi servizi, mancanza di formazione congiunta anche per allineare il processo amministrativo e le relazioni tra i diversi attori”.
Sul tema salute, sicurezza e legalità si sottolinea il rischio di burn-out (trasversalmente: dalle professioni sociali a quelle amministrative), ma anche sicurezza nel rapporto con gli utenti. Inoltre, la percezione dei servizi e del suo ‘sistema’ da parte dei lavoratori si concentra fondamentalmente intorno a rappresentazioni di provvisorietà e incertezza (finanziamento, normativa, continuità del lavoro, etc.). Ciò si ritrova soprattutto rispetto al tema della legalità, in una cornice di discorso pubblico dettato dalla contingenza politica e da rappresentazioni distorsive (es. il ‘business della solidarietà’). I lavoratori, si legge nella ricerca, “spesso ‘respirano’ lo stigma sociale rivolto a coloro che sono impegnati sul tema dell’immigrazione. Vengono segnalate, ovviamente, le responsabilità del discorso pubblico e politico ma i lavoratori si concentrano anche sul ruolo che la struttura burocratica agisce nel dividere i lavoratori gli uni dagli altri”.
Quanto al tema della tutela contrattuale, la ricerca osserva come i lavoratori facciano riferimento a quella diretta, prevista dai contratti, e quella che si concretizza in vertenze soprattutto sulla mancata erogazione del salario delle lavoratrici e dei lavoratori della cooperazione sociale. I bandi (SPRAR e non solo) mancano ancora di una definizione precisa sul piano dei requisiti contrattuali e alle qualifiche degli operatori. Si segnalano, inoltre, “appalti al ribasso, cooperative e soggetti gestori disinvolti nella gestione economica e amministrativa, vertenze sindacali e lesione dei diritti dei lavoratori in diverse aree del Paese, ma soprattutto nelle regioni del Meridione”. Tutto ciò specialmente nei servizi maggiormente segnati da una logica emergenziale o securitaria (Cie, CAS).
Molti lavoratori risultano in (o provengono da) una condizione di precarietà occupazionale (Prefetture, cooperazione sociale) che peraltro si accentua in assenza di strutture stabili e riconosciute (es. servizi di emergenza per gli sbarchi e rapporto con il SSN). Naturalmente, si legge ancora, “la diffusione di contratti di lavoro temporanei (tempi determinati, collaborazioni, somministrazione) è anche diffusa nella cooperazione sociale. Ciò pare legarsi sia a strategie aziendali sia alla natura e alla durata di convenzioni e appalti con la pubblica amministrazione. Specie nel campo dell’accoglienza dei migranti questa risulta suscettibile di considerevoli variazioni in base ai flussi, ma anche a causa di una programmazione di breve periodo e alla scarsa lungimiranza dei soggetti committenti”.
Sulla questione legalità e appalti, “il tema resta cruciale nonostante la diffusione di protocolli promossi da sindacato ed Enti locali per procedure trasparenti e valorizzazione del lavoro nella prestazione di opere, beni e servizi rivolti alla PA (specie in settori ad alta partecipazione occupazionale di migranti)”. Diversi gli episodi di assistenza del sindacato per vertenze dei lavoratori della cooperazione sociale, in caso di crisi finanziaria delle cooperative o lesione di diritti contrattuali, e nei confronti degli Enti pubblici per questioni relative alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro.
Infine, sul tema organizzazione del lavoro, mobilità e valorizzazione professionale, i lavoratori lamentano “uno scarso allineamento degli orari tra i vari servizi e incerta adattabilità degli orari ai bisogni degli utenti (specie dei servizi comunali e statali), mentre la massima flessibilità è ordinaria nel lavoro della cooperazione sociale, pur in assenza (in genere) di meccanismi contrattualizzati di flessibilità positiva (banca ore, recuperi, permessi e congedi aggiuntivi)”. In Questure e Prefetture si registra una maggiore rigidità dell’orario di lavoro, salvo picchi di attività. Si segnala la necessità di aggiornamento della strumentazione e dei sistemi informativi e omogeneità delle banche dati. Scarsa valorizzazione delle competenze nel settore pubblico, polifunzionalità non certificata e a volte sostitutiva. Il personale della cooperazione è coinvolto in una dimensione ambivalente: tra percorsi di crescita sul tema immigrazione e assegnazione improvvisata specie tra le qualifiche più basse (es. dal lavoro di assistenza ad anziani e non autosufficienti ai centri di accoglienza per migranti).
Quanto alla valorizzazione professionale, i lavoratori sottolineano “scarsa rilevanza di percorsi ascendenti dei lavoratori, specie per gli addetti degli sportelli e degli uffici rivolti ai cittadini. Limitata (e comunque inferiore alle potenzialità) acquisizione di competenze anche negli Enti centrali e nei Ministeri che pure sono promotori di progetti di integrazione e movimentano risorse consistenti di fonte europea (Fondo sociale europeo, Pon e Por tematici, progetti Fami) a causa dell’utilizzo di risorse specialistiche di altri enti/agenzie pubbliche e anche da parte di società di consulenza private”. Nel complesso, specialmente nei comparti pubblici si lamenta una scarsa, o assente, mobilità professionale, anche a fronte dell’acquisizione di titoli di istruzione specialistica o formativi sul tema immigrazione.
Resoconto incontro Ministero Della Salute/OO.SS. Della Dirigenza Medica e Sanitaria
Oggi 26/09/2018, le OO.SS delle Dirigenza Medica e Sanitaria hanno incontrato il ministro Grillo
presso il Ministero della Salute per sollecitare soluzioni per il Rinnovo del CCNL 2016/2018.
Abbiamo esposto i punti nodali che al momento sono di ostacolo alla ripresa della contrattazione:
– certezza delle risorse per un rinnovo parametrato al 3,48% come per tutti gli altri comparti del
pubblico impiego, con decorrenza contrattuale dal gennaio 2018
– inclusione dell’indennità di esclusività nella massa salariale
– sblocco del tetto del salario accessorio e superamento dei commi 1 e 2 dell’art 23 della legge
75/2017, anche per consentire un recupero adeguato della Retribuzione individuale di anzianità
(RIA)
Come Fp Cgil abbiamo rimarcato la necessità di un aumento del FSN in coerenza con una politica
economica che dovrebbe segnare il passo con un cambio di rotta che torni ad investire sui servizi
e sui lavoratori pubblici, tema fondamentale per avere la certezza di quel miliardo necessario a
finanziare il nostro contratto e per un piano assunzionale straordinario, priorità per noi
assolutamente irrevocabile per superare il depauperamento del SSN. Abbiamo sottolineato la
necessità di partire dalla certezza di avere un aumento contrattuale del 3,48% dal gennaio 2018
per favorire la ripresa della contrattazione politica.
Il Ministro Grillo ci ha garantito pieno appoggio sul primo dei 3 punti esposti come base di partenza
per riaprire la contrattazione politica, in tal senso si è impegnata a coordinarsi con il Ministero della
Funzione Pubblica per intercedere presso il Ministero di Economia e Finanza per inserire la
certezza delle risorse necessarie nella Legge Finanziaria.
Sul punto 2 si è riservata di discuterne con i tecnici per aprire un confronto di ampio respiro con
Governo e Regioni.
Sul punto 3 ha condiviso la necessità di proseguire il confronto avviato dai sindacati confederali
con il Ministro Buongiorno che ha portato, con il decreto concretezza, ad un parziale sblocco del
tetto almeno per riconoscere un aumento dei fondi per il salario accessorio del personale
stabilizzato.
Credo si tratti di un buon risultato avendo ricevuto certezza di un impegno fattivo per sbloccare le
risorse necessarie al rinnovo contrattuale come per gli altri comparti.
Si tratta naturalmente solo di un primo risultato nel percorso che dobbiamo fare in questo autunno
difficile, ad iniziare dalla conferenza stampa indetta da tutte le OO.SS. per domani ore 12 a Roma
e che proseguirà con gli incontro con Ministero della Funzione Pubblica e con il MEF.
Andrea Filippi
Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN
AI Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Generale Organizzazione
dr.ssa Marina Giuseppone
Via del Collegio Romano, 27
Roma
OGGETTO: Mobilitazione Generale dei lavoratori del MIBAC
“Sicurezza dei lavoratori, dei cittadini e del patrimonio”
Le scriventi OO.SS., in segno di protesta per la gestione della sicurezza sul lavoro negli Uffici del
Ministero e in segno di solidarietà per i due lavoratori morti tragicamente sul lavoro presso
l’Archivio di Stato di Arezzo il giorno 20 settembre 2018, indicono per il giorno 3 ottobre 2018 una
Mobilitazione Generale dei lavoratori del MIBAC – “Sicurezza dei lavoratori, dei cittadini e
del patrimonio” da realizzarsi attraverso assemblee in contemporanea sul territorio nazionale in
tutti gli Istituti del Ministero, dalle ore 12.00 alle ore 14.00.
In occasione della mobilitazione sarà proposta una raccolta di solidarietà con la possibilità per
ciascun lavoratore di devolvere un contributo a favore delle famiglie dei colleghi deceduti nel
tragico incidente di Arezzo. Si precisa inoltre, in riferimento a quanto previsto dall’art.2 del CCNQ
sulle libertà sindacali circa l’individuazione dei servizi minimi, che tale indizione ha valenza
straordinaria in relazione agli eventi tragici che l’hanno generata e pertanto si chiede di favorire la
massima partecipazione dei lavoratori.
Le assemblee saranno indette dalle nostre strutture territoriali e/o dalle RSU.
Distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
C. Meloni G. Nolè – V. Di Stefano F. Trastulli
Avviso comune con Legacoop, Confcooperative e AGCI – Fondo di solidarietà
Siamo a informarvi che, dopo un lungo confronto politico sindacale, si è sottoscritto definitivamente l’Avviso Comune per il comparto dell’igiene ambientale con le tre centrali cooperative maggiormente rappresentative a livello nazionale.
Infatti, dopo una prima firma dello scorso 18 giugno con Legacoop, il testo è stato sottoscritto anche da Confcooperative e AGCI, ponendo fine anche a un diverso atteggiamento di una parte del mondo cooperativistico verso il nostro comparto.
Possiamo evidenziare e sottolineare positivamente che le Parti, oltre ai contenuti del contratto nazionale, hanno danno valore al sistema di relazioni sindacali e alle forme bilaterali del settore ambiente già esistenti.
Contestualmente all’Avviso Comune, Confcooperative e AGCI hanno sottoscritto – come parti stipulanti – il CCNL Utilitalia con tutte gli obblighi che ne derivano.
L’importanza di tale atto è facilmente intuibile e, senza dubbio, si può affermare che le azioni di dumping che stanno purtroppo sempre più caratterizzando il settore saranno e dovranno essere sempre più marginali, in considerazione che oramai sei associazioni datoriali hanno sottoscritto i due CCNL di settore applicabili.
Nei prossimi giorni proveremo a definire con il mondo cooperativo e con Cisambiente un accordo di transizione per far passare i lavoratori dal CCNL Assoambiente al CCNL Utilitalia, affinché si possa dar seguito agli obblighi che il CCNL e l’Avviso Comune impongono.
È evidente che ora, in assenza di impedimenti di natura associativa, tutte le cooperative hanno l’obbligo di applicare il CCNL di settore.
Nel frattempo vi segnaliamo che, dopo la verifica di congruità rispetto all’impianto legislativo del Ministero del Lavoro sul nostro accordo di settore sul Fondo di Solidarietà sottoscritto lo scorso 18 luglio, l’INPS sta verificando la tenuta del piano economico/finanziario del Fondo stesso affinché le prestazioni solidaristiche siano vincolate alle risorse disponibili.
Il testo dell’Accordo sulla “solidarietà”sarà verificato anche dalla Corte dei Conti e, se non ci dovessero essere problemi, il Ministero del Lavoro pubblicherà in Gazzetta Ufficiale l’atto esecutivo.
I tempi non sono certi ma, probabilmente possiamo dire che per inizio 2019 dovremmo avere notizie su tutti gli assensi e, sempre nello stesso anno, potremmo dare avvio alle prestazioni per eventuali esodi agevolati.
Le Segreterie Nazionali
FP CGIL FIT CISL UILTRASPORTI FIADEL
Bozzanca/Cenciotti Diamante/Curcio Odone/Modi Verzicco/D’albero
Nella mattinata del 25 settembre 2018, nella sede di Lungotevere Ripa 1, si è tenuto l’incontro con il Dr. Amato, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Grillo, così come era stato calendarizzato dall’ultima riunione del 24 luglio 2018 .
Dopo la presentazione dei partecipanti, (la parte pubblica era composta dal Dott. Amato, dal Dott. Celotto, dal Dott. Iachino e dalla Dott.ssa Rossi) mentre le OO.SS. presenti erano la FP CGIL, la USB, la UIL, l’ASSOMED, la CONFSAL, la FLP, la DIRSTAT, la CISL e la UNADIS, il Dott. Amato ha svolto una breve introduzione richiamando gli impegni presi nel precedente incontro, precisando che questo incontro sarebbe stato incentrato sulle problematiche del personale del Ministero della Salute .
A tal proposito ha comunicato che in data 31 agosto u.s., l’Amministrazione ha inviato al Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio la richiesta di fabbisogno di assunzioni aggiuntive per il Ministero della Salute .
La richiesta complessiva è di 475 persone divise tra 331 per le Aree funzionali (84 per l’area II e 247 per l’area III) e 144 per la Dirigenza (6 Dirigenti amministrativi e 138 Dirigenti sanitari) .
Una parte di questa richiesta (175 persone) può essere finanziata con fondi già nella disponibilità del Ministero della Salute, mentre le altre 300 devono rientrare nel piano straordinario di assunzione prospettata dal Ministro della Pubblica Amministrazione nei giorni scorsi .
Questo piano di assunzioni deve avere lo scopo primario di rafforzare la presenza del Ministero della Salute sul territorio, implementando il personale degli Uffici periferici verso i quali, ha assicurato il Dr. Amato, il Ministro ha una attenzione particolare.
Collegata a questo piano assunzionale c’è la stabilizzazione dei Dirigenti sanitari a tempo determinato che dovrebbe concretizzarsi con una apposita norma proposta dal Ministro Grillo da inserire nella Legge di bilancio 2019 entro il 27 settembre p.v..
Il Dr. Celotto ha ringraziato il Ministro Grillo per avere dato il suo appoggio al piano proposto dall’Amministrazione che porterà un nuovo impulso al Ministero. Ha assicurato, inoltre, di aver contattato personalmente le Amministrazioni coinvolte per la assunzione entro la fine dell’anno degli 11 Assistenti della prevenzione licenziati alla fine del 2015.
Florindo Oliverio, a capo della delegazione della FPCGIL, è intervenuto prendendo atto della risoluzione dell’annoso problema degli 11 lavoratori e confida nell’emanazione del relativo D.P.C.M. entro pochi giorni . Così come è stata espressa soddisfazione per l’inserimento nella legge di bilancio della stabilizzazione dei DPS a tempo determinato, che era stata richiesta da anni dalla FPCGIL .
Per quanto attiene al piano di assunzioni illustrato, è stato apprezzato chiedendo che vengano espletate prima le procedure riferibili ai lavoratori delle Aree funzionali da sempre in una evidente condizione di sofferenza .
Oliverio ha, inoltre, portato all’attenzione del Dr. Amato la situazione di stallo in cui si trova la trattativa del rinnovo del CCNL della Dirigenza presso l’ARAN per motivi collegati al mancato finanziamento della legge n. 3/2018.
Per quanto riguarda i lavoratori delle Aree funzionali è stata formulata una esplicita richiesta di utilizzare tutte le somme di bilancio che si renderanno disponibili per il rifinanziamento del Fondo unico di Amministrazione che si è ridotto in maniera significativa a seguito dell’espletamento delle progressioni economiche. A tal proposito è stato sollecitato l’emanazione del bando per il 2018 molto atteso dal personale che non è rientrato nella prima tornata del 2017.
Altro tema scottante già segnalato con la nostra nota del 27 luglio 2017, è la situazione dell’esercizio delle attività di istituto da parte degli Assistenti e dei Funzionari della Prevenzione specialmente presso gli Uffici periferici .
Si è suggerito di inserire nella legge di bilancio una apposita proposta normativa cha sani l’ambiguità della loro condizione lavorativa che potrebbe avere dei risvolti penali . E’ indispensabile, però, che venga attivato, come richiesto da tempo, uno specifico tavolo tecnico proprio su questa tematica che affronti nella sua complessità la questione della attività di istituto dei lavoratori della prevenzione .
Da ultimo è stato chiesto di dare piena applicazione agli istituti previsti dal nuovo CCNL del 12.02.2018, in special modo su quelli di nuova istituzione come l’art. 35 sui permessi per malattia, sui quali è stata richiesta una interpretazione che non sia penalizzante per i lavoratori .
Il Dr. Amato e il Dr. Celotto hanno dato le più ampie rassicurazioni in ordine alle proposte normative del Ministro Grillo, da recepire nella legge di bilancio 2019 per quanto riguarda la stabilizzazione dei DPS a tempo determinato e sulla attività di istituto degli Assistenti e dei Funzionari della Prevenzione. A tal fine verrà convolta anche la Direzione generale delle Professioni sanitarie e l’Ufficio Legislativo per trovare una soluzione strutturale al problema rappresentato.
Hanno ribadito l’impegno dell’Amministrazione sull’emanazione del bando per le progressioni
economiche 2018 già nella giornata di oggi 26 settembre 2018 .
E’ stato assicurato che si darà corso al bando di mobilità per il 2018 per ulteriori 32 assunzioni soprattutto per gli uffici periferici del nord Italia, preannunciando che nel 2019 ci sarà un bando di mobilità anche per gli Uffici centrali dell’Amministrazione.
Infine, ma non per importanza, è stata ribadita l’urgenza di emanare un indirizzo politico che consenta all’Amministrazione di regolare adeguatamente gli aspetti giuridici del rapporto di lavoro (sostanzialmente privo da sempre di qualsiasi tutela effettiva) al fine di concludere celermente la trattativa in corso per il rinnovo dell’ACN del personale non medico.
In conclusione dell’incontro Oliverio ha ribadito che il blocco delle trattative per il rinnovo del
CCNL per la Dirigenza è dovuto in parte alle obiezioni dell’ARAN sulla indennità di esclusività (che potrebbero essere superate), ma soprattutto alla carenza di fondi dedicati .
Su questo ha chiesto un preciso impegno del Ministro Grillo .
Vi terremo informati sugli sviluppi delle questioni affrontate .
La delegazione FP CGIL
Florindo Oliverio
Andrea Impronta
Fabio Lupi
Trattativa rinnovo CCNL Sanità Privata 25 settembre 2018
Anzitutto a nome della Segreteria Nazionale, un sincero Grazie a tutte le Compagne e
Compagni che così numerosi e combattivi hanno partecipato al presidio in occasione della
trattativa per il rinnovo del CCNL.
Una trattativa, com’è stato ricordato dal Compagno Vannini nel breve resoconto sull’andamento, per la quale è necessario imprimere un’accelerazione, ed è in ragione di ciò che sono stati fissati quattro incontri: 11-16-24 e 25 ottobre.
Va ricordato, infatti, che – oltre alla partita economica di cui abbiamo detto più volte – su molti degli articoli del contratto che hanno formato oggetto di confronto, ancora non si è raggiunta una piena intesa e molti altri devono ancora essere affrontati.
Proprio per questo abbiamo convocato il Coordinamento Nazionale a Roma per il 2 ottobre p.v., dalle ore 10.
La riunione, nelle nostre intenzioni, dovrà servire per definire le nostre posizioni sulle questioni rimaste in sospeso e per assumere gli opportuni orientamenti su quelle ancora da affrontare, anche su quegli articoli del contratto per i quali la controparte si è riservata di inviarci proposte scritte, come, per esempio, il lavoro flessibile. Posizioni e orientamenti da portare poi al confronto con CISL e UIL.
Vi sono poi articoli che possiamo considerare acquisiti, e che illustreremo nella riunione del coordinamento.
La prima parte dell’incontro è stata dedicata al tema molto delicato del campo di applicazione.
Abbiamo, per ora, condiviso un metodo che, in sintesi, prevederebbe di inserire nel CCNL della Sanità, i campi di applicazione oggi previsti in ARIS e AIOP RSA.
Ciò comporterebbe, per esclusione, l’applicazione del CCNL sanità nelle strutture siano esse riabilitative ovvero RSA.
Su questo tema, come sul resto, avremo occasione di parlarne più ampiamente nella riunione del coordinamento.
Abbiamo poi esaminato dieci articoli, per i quali vi forniamo una breve sintesi.
Art. 32 Tutela dei dipendenti in particolare condizioni psico-fisiche. L’impianto dell’articolo rimane immutato ma si è aggiunta alle causali oggi previste, anche la Ludopatia.
Art. 33 Tutela della disabilità. Fermo il fatto che quest’articolo dovrà trovare una correlazione con l’art. 31 sui permessi che, lo ricordiamo, è tuttora in sospeso, sarà inserito un riferimento al superamento delle barriere architettoniche, anche per agevolare i portatori di handicap che prestano la loro attività lavorativa.
Quanto agli articoli 34-35 e 36 che riguardano la formazione e il diritto allo studio, il confronto, allo stato, determina il sostanziale mantenimento di quanto previsto per l’aggiornamento, la qualificazione e riqualificazione professionale.
Sull’articolo relativo all’ECM, abbiamo posto la questione dei costi per la partecipazione all’acquisizione dei crediti formativi obbligatori.
La controparte si è dichiarata disponibile a farsi carico di una compartecipazione per la copertura dei corsi formativi fuori dall’orario di lavoro ovvero altre modalità di sostegno per cui ci faranno avere una loro proposta.
Circa l’articolo 36 sul diritto allo studio, per parte nostra abbiamo proposto di superare l’anacronistica previsione della concessione solo per conseguire la scuola dell’obbligo.
La controparte da prima ha proposto l’abrogazione dell’articolo e, dopo molto dibattere, si è convenuto di ragionare su una possibile soluzione che preveda la trasposizione dell’articolo del diritto allo studio in quello dell’ECM (35).
In questo modo, nel caso in cui non vi siano domande per la fruizione delle 150 ore, queste sarebbero destinate alla formazione obbligatoria. Resta, in ogni caso, una questione da approfondire.
Circa l’articolo 37 sul patrocinio legale, dovremo procedere a un suo adeguamento alla luce della Legge “Gelli”, per quanto, come sapete ancora, non è stato emesso il decreto delegato.
Infine, per quanto attiene il titolo V sui provvedimenti disciplinari, anche qui ci faranno avere una loro proposta.
Come vedete le questioni che richiedono di essere approfondite sono numerose e tali per cui potrebbero riverberarsi sugli altri tavoli di trattativa aperti nel privato e, nella consapevolezza dei numerosi impegni congressuali, vi chiediamo uno sforzo di partecipazione alla riunione del 2 ottobre.
Per il Comparto Sanità Fp Cgil Il Capo Area Sanità e Ssaep Fp Cgil
Antonio Marchini Michele Vannini
Pubblichiamo la richiesta inviata al Dirigente del Comando di Bari dalla FP Cgil VVF provinciale dove si chiedono con urgenza una serie di interventi di manutenzione presso il distaccamento di Molfetta.
MUTUO IPOTECARIO: FINALMENTE LA DETERMINA!
Dopo lunga interlocuzione e la sottoscrizione di uno specifico accordo di cui tempestivamente vi abbiamo dato notizia, nella giornata di ieri il Presidente, prof. Massimo De Felice ha sottoscritto la determina che sancisce l’abbassamento del tasso sui mutui ipotecari dello 0,50%.
È stato un parto difficile e travagliato che la perseveranza delle scriventi ha reso possibile con la condivisione dell’Amministrazione: infatti, a diverso titolo e ognuno per la propria competenza dal Direttore Generale, dr. Giuseppe Lucibello, al Capo del Personale dr. Giuseppe Mazzetti, passando per il Direttore del Patrimonio dr. Carlo Gasperini, è stata trovata, alla fine, la formula più idonea per raggiungere l’obiettivo.
Un traguardo molto atteso dal Personale, un impegno assunto che finalmente ha trovato un tangibile riscontro.
La decorrenza come indicato nel citato accordo sottoscritto dalle OO.SS. abilitate, che evidentemente sono attente alle richieste dei lavoratori, quindi organizzate per risolvere problemi anziché crearne di nuovi, interviene con il primo del corrente mese di settembre, data di sottoscrizione della determina.
Occorrerà, ad ogni modo, un formale atto di adesione, che ogni mutuatario dovrà far pervenire alla D.C. Patrimonio, peraltro su apposito modulo predisposto dall’ufficio e successivo alle istruzioni che interverranno dopo la pubblicazione della determina.
Questo risultato insegna, ove necessario, che insieme possiamo dare le risposte attese dai lavoratori e ci impegna, per il futuro, a fornire con maggiore celerità le più adeguate risposte ai tanti problemi ancora in attesa di soluzione; parimenti, che vanno anteposti alle speciose rivendicazioni di “bottega” o a strumentali polemiche, gli interessi del Personale.
Cordiali saluti.
FP CGIL CISL FP UILPA CONFINTESA FP
(Oberosler-Caliciotti) (Molinari) (Di Cristo) (Savarese)
L’esplosione a Napoli di una bombola di gas durante uno sfratto.
Cordoglio per la vittima e solidarietà agli Ufficiali Giudiziari
La FP CGIL manifesta solidarietà e sostegno a tutti gli Ufficiali Giudiziari che quotidianamente
operano sul territorio nazionale per eseguire i provvedimenti giudiziari, soprattutto in realtà difficili
ove intervengono in condizioni di degrado sociale ed economico, esponendosi in prima persona ai
pericoli che incombono nella delicata fase di esecuzione. Non si può sottacere di fronte
all’ennesimo episodio violento che nei giorni scorsi, solo per caso fortuito, non ha coinvolto
l’incolumità di un Ufficiale Giudiziario di Napoli a seguito dell’esplosione di una bombola di gas, che
ha provocato la morte di una donna e il ferimento di tre persone, oltre alla distruzione della casa ed
al coinvolgimento degli appartamenti vicini.
L’episodio è gravissimo e noi, nell’esprimere il nostro cordoglio per la povera vittima, intendiamo
porre in evidenza le condizioni di lavoro a cui questa categoria si sottopone giornalmente:
lavoratori spesso apostrofati con termini di disprezzo, che operano spesso senza tutele e
protezione, costretti molte volte a supplire ai servizi sociali o a svolgere il compito di psicologi o
mediatori o coordinatori assistenziali socio-sanitari, al fine di procedere alle operazioni delegate,
ponendo in esecuzione i provvedimenti giudiziari tesi a salvaguardare le legittime aspettative degli
istanti ma rispettando, nei limiti del possibile, il decoro e la dignità dei cittadini destinatari. Vogliamo
con questo portare all’attenzione dell’opinione pubblica la imprescindibile funzione sociale di
questa importante categoria di lavoratori, che è stata penalizzata dalla crisi e dai tagli, ma anche
da una marginalizzazione progressiva dovuta a provvedimenti normativi che ne hanno
esternalizzato alcune funzioni a favore di figure professionali private, quali i custodi giudiziari, la cui
opera si sta rivelando fallimentare e oltremodo costosa. A dimostrazione che solo un dipendente
pubblico può svolgere questo delicato ruolo, solo l’Ufficiale Giudiziario può garantire il servizio con
l’imparzialità e la professionalità acquisita nei decenni.
Ieri abbiamo presentato ufficialmente una piattaforma unitaria che si propone di affrontare e
discutere un rinnovato ruolo degli Ufficiali Giudiziari e degli Uffici NEP, nell’ambito di un processo di
semplificazione delle procedure e della informatizzazione degli Uffici e dei servizi. Una proposta
che deve trovare luoghi di discussione e di confronto con i lavoratori e con gli addetti ai lavori e che
sarà sostenuta dalla FP CGIL nell’ambito della contrattazione integrativa e del confronto politico.
Claudio Meloni Gaetano Placido
FP CGIL Nazionale Segreteria FP CGIL Campania
Pubblichiamo l’informativa sindacale ai sensi della vigente normativa in merito all’emanazione del Bando di Concorso Pubblico, per esami, per la copertura di n. 6 posti con rapporto a tempo indeterminato e pieno nei ruoli di questa Agenzia Industrie Difesa.
Roma 24 settembre 2018
Al S.G Avv. Paolo Grasso
Roma – SEDE
Ufficio I Affari Generale del Personale
Ufficio II Organizzazione e Metodo
In merito alla convocazione del 26 settembre 2018, avente ad oggetto la definitiva sottoscrizione
dell’ipotesi di contratto integrativo per l’utilizzo del Fondo Unico di Amministrazione 2018 ai fini
della procedura per gli sviluppi economici all’interno delle aree con decorrenza 01.01.2018, siglata
il 12 luglio 2018, la Scrivente O.S. ribadisce la propria posizione già espressa nell’ipotesi di
accordo. A tal fine si ripropone la stessa nota a verbale (che ad ogni buon fine si allega alla
presente) presentata nella riunione del 12 luglio u.s.
Il Coordinatore Nazionale Fp CGIL
Avvocatura Stato
Vincenzo Malatesta
Pubblichiamo la ministeriale n. 0296935U di cui all’oggetto.