Pubblichiamo la richiesta dell’ OO.SS. territoriali, sulla mancata informazione al personale di presidio presso l’azienda Raro a seguito dell’incendio della stessa.
Pubblichiamo la nota inviataci dall’Amministrazione con la quale comunica che nel mese di agosto 2018 saranno liquidate le spettanze sull’assegno di specificità. Prendiamo atto che a seguito lo stato d’agitazione seguito dalla conciliazione così come abbiamo richiesto, l’ Amministrazione comincia a dare risposte certe al personale, questo per noi è la cosa più importante.
“Quattro priorità emergenziali da affrontare immediatamente: la stabilizzazione dei precari, il varo di un piano straordinario per l’occupazione nella Pa che vada oltre lo sblocco del turn over, il rinnovo del prossimo triennio contrattuale 2019/2021 e un investimento concreto sulla formazione del personale”. Questi i punti individuati dalla Cgil ed esposti al ministro della Pa, Giulia Bongiorno, oggi in occasione del primo confronto.
Sul punto relativo allo sblocco del turn over, la Cgil ha posto in evidenza “l’urgenza di superare i limiti previsti dall’articolo 23 del decreto 75 sia sul tetto al salario accessorio che per quanto riguarda il varo dell’atteso Dpcm che accompagni il riordino di Province e Città Metropolitane”. Quanto al piano straordinario per l’occupazione nella Pa, la Cgil ha sottolineato quanto “lo sblocco del turn over, insieme al piano di stabilizzazione dei precari, non è in grado di garantire il livello dei servizi offerti ai cittadini. Nei prossimi cinque anni abbiamo valutato che senza interventi il livello di servizi ai cittadini calerà, senza interventi sul fronte occupazione, di oltre il 30%”. In sanità in particolar modo la Cgil ha chiesto al Ministro Bongiorno “di modificare la norma che blocca la spesa assunzionale fino al 2020 ad un rapporto che non può superare l’1,4% di spesa rispetto a quella del 2004. Con il sistema sanitario al collasso questa norma rappresenta una follia da superare”.
Sul rinnovo dei contratti nazionali per quanto riguarda il prossimo triennio, oltre lo stanziamento di risorse necessarie sul fronte salariale, la Cgil ha sottolineato che “va completato l’iter relativo al sistema di classificazione del personale e all’ordinamento professionale e che prevede costi di natura contrattuale da contemplare in sede di legge di Bilancio”. Infine, quarto e ultimo punto posto dalla Cgil alla titolare di palazzo Vidoni, “sulla formazione e sulla riqualificazione del personale siamo intervenuti con gli ultimi contratti ma è un tema che deve essere assolutamente centrale e che va affrontato con altrettanta urgenza”.
Dopo una stasi piuttosto lunga ieri abbiamo avuto una riunione del tavolo nazionale. Una riunione importante per tanti motivi, da un lato occorreva recuperare i ritardi accumulati sulle contrattazioni FUA e sulle progressioni 2018, dall’altro serviva dare una forte sollecitazione alla nuova direzione politica del Ministero per un confronto sul programma di governo per quel che riguarda la gestione di un apparato amministrativo che è stato ridotto nelle condizioni a voi purtroppo note.
FUA 2016 e 2017.
Per quanto riguarda il FUA 2016 ancora non siamo alle fase finale. I tempi biblici dei controlli non sono ancora terminati, ci sono stati anche dei rilievi, e quindi ancora l’accordo non è perfezionato. Abbiamo naturalmente sollecitato l’Amministrazione a contattare il MEF e la Funzione Pubblica per sollecitare il via libera. Ricordando peraltro che questo ritardo nasce da una posizione di chiusura rispetto alla richiesta di modificare le percentuali destinate alla produttività individuale e collettiva, una chiusura incomprensibile che ci ha fatto perdere un sacco di tempo. Ieri abbiamo peraltro chiuso anche l’accordo per il FUA 2017, un accordo fotocopia del precedente che adesso prende la via impervia dei controlli, auspicando che abbiano tempi diversi dal precedente, visto che le obiezioni che ci sono pervenute dagli organi di controllo le abbiamo recepite nel testo dell’accordo, auspicando che a settembre si possano avviare le contrattazioni locali in modo da consentire di percepire le retribuzioni accessorie entro la fine dell’anno. L’accordo Fua 2017 ha avuto inoltre uno specifico accordo per il personale ex CFS.
Progressioni economiche 2018
Sempre ieri abbiamo sottoscritto l’accordo sulle progressioni 2018. Anche in questo caso però scontiamo l’interferenza degli organi di controllo che hanno imposto a tutte le amministrazioni centrali la regola del 50%, ovvero la possibilità di progressioni solo al 50% dei potenziali destinatari, che sono rimasti nel numero di 489 lavoratori. Noi abbiamo ritenuto di sottoscrivere ugualmente l’accordo per tre motivi: il primo è che con questo accordo si supera il 90% dei lavoratori che nel triennio hanno o avranno la progressione economica, un numero che rimane assolutamente significativo. Il secondo è che contiamo di avviare un ulteriore processo nel 2019 e al riguardo abbiamo sottoscritto una dichiarazione congiunta con l’Amministrazione, sulla falsariga di quella sottoscritta l’anno passato. Il terzo è che la mancata firma avrebbe sicuramente fatto saltare le progressioni, non essendoci i tempi tecnici per riaprire la discussione L’accordo pertanto riguarderà una platea di 244 lavoratori suddivisi nel modo seguente:
IIa Area: da F1 a F2: 6 su 12 potenziali destinatari
da F2 a F3 37 su 74
da F3 a F4 41 su 87
da F4 a F5 12 su 24
da F5 a F6 41 su 83
III Area: da F1 a F2 57 su 115
da F2 a F3 2 su 2
da F3 a F4 16 su 32
da F4 a F5 21 su 43
da F5 a F6 5 su 5
da F6 a F7 6 su 12
Con questo accordo il totale del personale che ha avuto e avrà una progressione nel triennio 2016/2018 arriva a 3048 passaggi complessivi.
Appena avremo la documentazione relativa agli accordi siglati ve li trasmetteremo.
Buoni pasto
Sulla vicenda dei buoni pasto abbiamo chiesto chiarimenti su come intende procedere l’Amministrazione a fronte della disdetta delle convenzioni con la società Qui! Group, in particolare rispetto ai tempi di fornitura di buoni pasto spendibili e, cosa ancora più importante, cosa si intende fare per le forniture già avvenute di buoni pasto che sono letteralmente carta straccia. Anche perché ci risulta che qualche Direzione sta tranquillamente continuando a fornire ai dipendenti buoni pasto inservibili, ed a tal proposito noi invitiamo i lavoratori a non prenderli e, qualora li abbiano ricevuti in questo ultimo periodo, di provvedere alla loro restituzione. La risposta è stata che loro stanno avendo contatti con il Mef e Consip per addivenire nel più breve tempo possibile ad una soluzione. Sulla questione noi siamo impegnati a livello di Segreteria Nazionale per risolvere il problema, ci pare opportuno aggiungere che, rispetto ai buoni pasto già forniti, valutiamo pure una istanza individuale dei singoli lavoratori che chiede il rimborso dei buoni pasto non utilizzabili. Su come procederà questa problematica sarete puntualmente informati.
Stabilizzazione dei comandi.
La procedura di assorbimento del personale comandato si avvia finalmente a conclusione e l’Amministrazione ci ha comunicato che pensano di fare i decreti di inquadramento al 1 settembre p.v.. Vedremo.
Passaggi di area.
Abbiamo chiesto di calendarizzare incontri a partire dal mese di settembre al fine di valutare i passaggi di area in attuazione della norma introdotta dalla riforma Madia.
Ambito Territoriale di Roma.
Abbiamo rappresentato la grave situazione che si sta vivendo in questo importante Ufficio periferico e che ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione per le gravi e non risolte condizioni di sicurezza ancora non risolte, a distanza di mesi dal trasferimento. E abbiamo chiesto un intervento presso la Direzione dell’USR e presso l’ex Provincia al fine di verificare le condizioni e sollecitare gli interventi. Resta come riflessione generale la necessità di approfondimento su una gestione logistica che, a nostro avviso, non può essere mantenuta in capo a Enti depotenziati e privi di risorse come le ex Province, e questo sarà motivo di riflessioni nel confronto politico.
Il confronto con il Ministro: a quando?
Sempre ieri l’Amministrazione ci ha comunicato che a breve ci sarà un incontro con il nuovo Capo di Gabinetto e molto più indeterminata è stata rispetto al confronto con il Ministro. Noi abbiamo ribadito con forza la necessità urgente di un confronto con la parte politica per comprendere quali programmi hanno in riferimento ai piani assunzionali. Anche perché sinora nelle dichiarazioni pubbliche del nuovo Ministro non si rintracciano dichiarazioni che riguardano il personale amministrativo e le sue gravissime carenze. A fronte di dichiarazioni di altri Ministri che invece annunciano piani straordinari di assunzioni. Dal nostro punto di vista il MIUR ha estrema necessità di un piano straordinario che deve riguardare almeno 2000 assunzioni entro il 2020, a partire dal full time per il personale assunto part time e per il quale ci risultano peraltro anche fondi disponibili sul budget ordinario che erano state accantonate per la mobilità di personale proveniente dagli enti soppressi che poi ha avuto un impatto numerico molto inferiore a quello previsto. Full time che doveva essere riconosciuto almeno ai funzionari, in virtù del nuovo bando dei 253 funzionari. Questo ci pare un segnale minimo ma doveroso di attenzione ai lavoratori recentemente assunti: nel passato è stata una vicenda dolorosa di attesa triennale per il personale assunto negli anni del blocco totale del turn over, adesso si può fare, per tutti i neo assunti, anche per evitare un contenzioso avviato dai funzionari part time certamente a perdere per l’Amministrazione, viste le previsioni della norma. Quindi auspichiamo che quanto prima la Direzione politica del Ministero ci convochi e, nelle more, abbiamo chiesto di avere i dati aggiornati sulla situazione degli organici, considerati i massicci pensionamenti previsti entro il 2020.
Anche su questo essenziale tema sarete tempestivamente informati.
p. la Fp Cgil nazionale
Funzioni Centrali
Claudio Meloni
Pubblichiamo il primo volantino settimanale – “Valorizzare uguale investire” in formato pdf – avviamo la campagna di sensibilizzazione sui temi della difesa che proseguirà per almeno le prossime tre settimane.
Vi chiediamo, quindi, di rendere visibili anche i prossimi volantini a tema sui vari siti e pagine social, inviarne copie in tutti i posti di lavoro e farli affiggere nelle bacheche dedicate, al fine di ottenere la massima visibilità possibile anche nell’ormai prossimo periodo di ferie.
Francesco Quinti
CCNI 2017 PROFESSIONISTI
Nella giornata del 25 luglio si è conclusa la discussione sul CCNI 2017 dei professionisti dell’Istituto.
La proposta presentataci raccoglie in parte le richieste provenienti dal tavolo tecnico. Per quanto ci riguarda, abbiamo evidenziato l’utilità dei tavoli tecnici, come sede di primo confronto tra le parti, che può consentire un serio dialogo sociale, se lo si vuole. Ci auguriamo, pertanto, che tale strumento sia utilizzato maggiormente per il futuro, a partire dall’impianto del prossimo CCNI, su cui chiediamo una convocazione al più presto.
Il CCNI prevede un aumento dell’indennità di funzione, proposta al tavolo tecnico da tutte le sigle sindacali, ma non nella misura chiesta da parte sindacale. Per quanto ci riguarda, restiamo convinti della necessità di un intervento sul punto e torneremo a chiederlo in occasione dell’apertura della contrattazione sul CCNI 2018, tenendo conto delle importanti innovazioni organizzative che hanno interessato tutte le consulenze e delle altrettanto importanti novità che hanno interessato il mondo delle professioni, con conseguente aumento di responsabilità e carichi di lavoro.
La maggior parte della discussione si è incentrata sull’incentivo alla mobilità territoriale, introdotta dall’Amministrazione. La proposta portata al tavolo di trattativa prevedeva anche la possibilità di operare “trasferimenti d’ufficio”. Abbiamo subito manifestato la nostra netta opposizione e, a fronte delle resistenze di parte datoriale, abbiamo rilevato l’incongruità di una simile previsione, in considerazione anche degli strumenti alternativi ai trasferimenti già utilizzati dall’Istituto per i legali con l’adozione del piano di lavoro a distanza. Abbiamo quindi proposto una formulazione alternativa della norma contrattuale, chiedendo ed ottenendo l’espunzione di qualsiasi riferimento a forme di trasferimento “coattive” e la previsione di procedure trasparenti di interpello non solo per il conferimento di incarichi di coordinamento, ma anche per i posti vacanti nelle varie sedi.
Ulteriori punti di rilievo del nuovo CCNI, sottoscritto anche dalla nostra sigla, sono l’aumento dell’importo delle quote trimestrali di retribuzione di risultato al 20% e la ripartizione dei residui destinati alla retribuzione di risultato al personale che abbia ottenuto almeno il 98% di realizzazione degli obiettivi.
Il Coordinatore nazionale
FP CGIL INPS
Matteo Ariano
DM Prelex
Ieri 26 luglio 2017 il nuovo Capo Dipartimento dr. Catalano ha incontrato le OO.SS. per un breve saluto.
Con l’occasione lo stesso Capo Dipartimento ha ritenuto opportuno informarci in merito all’ormai famoso DM Prelex ed al fatto che il giorno precedente (25/7) era pervenuto un“corposo e strutturato” rilievo da parte della Corte dei Conti.
Della questione sarà informato il Ministro ma il CD ha comunque anticipato qual è il suo pensiero in merito e cioè che il decreto necessità di un profondo ripensamento e pertanto andrà ritirato.
Confermando in pratica quello che CGIL, CISL e UIL hanno sempre sostenuto, in particolare non c’è trasparenza nella distribuzione della Prelex.
L’incontro si è concluso con l’impegno di rivedersi i primi giorni di settembre.
Per quanti cantano già vittoria (ma vittoria di cosa?) facciamo notare che il ritiro del DM riguarda esclusivamente la distribuzione delle risorse dello stesso ma non cancella la norma della legge di Bilancio 2018 (il comma 685) e pertanto siamo ben lontani dalla perequazione per tutto il personale del MEF. Perequazione che necessita di specifica norma.
CGIL, CISL e UIL alla luce di quanto emerso dall’incontro con il CD, si batteranno come sempre per una più equa distribuzione sia delle risorse esistenti e sia per procacciarne altre al fine di colmare le differenze economiche.
Restiamo, quindi, in attesa della convocazione ufficiale del CD alle OO.SS., in cui ci auspichiamo un confronto costruttivo e di fattiva collaborazione tra Amministrazione e OO.SS. per limare le iniquità e risolvere le problematiche che si presentano nel nostro Dicastero.
FP CGIL CISL FP UILPA
Americo FIMIANI Walter DE CARO Andrea G. Bordini
Pubblichiamo la nota unitaria delle OO.SS territoriali, riguardo la richiesta di una sensibilizzazione e un interessamento profondo e deciso, da parte di tutte le Istituzioni, sulle problematiche derivanti dagli incendi dove gli operatori VVF sono esposti. Nella nota si evidenzia come i fumi liberati dalla combustione dei materiali e le particelle sprigionate sono fonte di pericolosità estrema per la SALUTE dei Vigili del Fuoco.
Pubblichiamo la lettera di contestazione dell’ OO.SS. territoriali sulla mancata attuazione dell’O.di G.
n. 363 del 26.07.2018 in riferimento la campagna Antincendio Boschiva 2018 .
Firmato tra Upi, l’Unione delle Province d’Italia, e i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa Ral un protocollo di intesa che ha “l’obiettivo di favorire l’attuazione delle disposizioni contrattuali riferite all’avvio degli organismi paritetici per l’innovazione e la sperimentazione di percorsi di integrazione a livello territoriale”. Il protocollo di intesa, firmato a Roma presso la sede dell’Upi, è centrato sull’organismo paritetico per l’innovazione previsto dal contratto degli Enti Locali, firmato il 21 maggio scorso, e ne individua le modalità operative.
“Col rinnovo del contratto – affermano congiuntamente Upi e Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa Ral – si è interrotto non solo il ciclo del blocco della contrattazione ma introdotto elementi di innovazione della partecipazione sindacale. I punti individuati nel testo dell’intesa che abbiamo raggiunto aprono spazi di innovazione che puntiamo a sfruttare al meglio, anche e soprattutto in considerazione del fatto che la logica delle decisioni unilaterali non ha in questi anni funzionato. Per queste ragioni, riprendere in modo diverso e innovativo il sistema di partecipazione sindacale può qualificare le stesse amministrazioni, valorizzando il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori nell’offerta di servizi ai cittadini, esaltando un loro protagonismo”.
Nel merito il protocollo individua quattro punti condivisi. Il primo: “L’Organismo paritetico per l’innovazione previsto dall’articolo 6 del Ccnl può essere costituito nelle Province in forma associata, attraverso Protocolli di intesa stipulati tra le Unioni regionali delle Province e i livelli regionali delle organizzazioni sindacali, con il coinvolgimento dei rappresentanti degli enti interessati”. Inoltre, secondo punto: “Nell’ambito dell’organismo paritetico saranno monitorati i piani di riassetto organizzativo delle Province e previste iniziative formative per accompagnare i processi di riordino degli enti sulla base delle esigenze dei territori e dell’evoluzione del contesto normativo”.
Terzo punto del protocollo: “Le parti si impegnano a sperimentare, sulla base di iniziative avviate a livello territoriale e degli indirizzi condivisi a livello nazionale nel Comitato di coordinamento di cui al punto 4, un sistema più funzionale di relazioni sindacali con gli enti locali dei territori e l’avvio di percorsi di contrattazione integrativa a livello territoriale, in forma associata o attraverso la condivisione di indirizzi comuni, per valorizzare in modo appropriato la professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici degli enti locali e rendere più funzionali e rispondenti ai bisogni delle comunità i servizi degli enti locali”. Quarto e ultimo punto: “Per l’attuazione ed il monitoraggio del presente protocollo è costituito un Comitato di coordinamento composto da due rappresentati UPI e due rappresentati per ogni sindacato firmatario”.
“Assunzioni di poliziotti penitenziari, tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro e il contrasto al sovraffollamento carcerario. Queste in estrema sintesi le priorità indicate al ministro Bonafede e da affrontare con urgenza per migliorare le difficili condizioni lavorative in cui si trova ad operare il personale di Polizia Penitenziaria nelle carceri del nostro Paese”. Così la Fp Cgil al termine della riunione con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.
Per la categoria della Cgil, “bisogna mettere in atto un imponente piano di assunzioni di Poliziotti Penitenziari che in breve tempo possa colmare la grave carenza di personale che si registra nel Corpo e fare il modo che il suddetto personale sia impiegato nelle carceri e non distolto in altri compiti di natura amministrativa”. Così come, prosegue la il sindacato, “è necessario modificare l’atteggiamento assunto dall’amministrazione penitenziaria in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Le carceri sono luoghi vetusti e insicuri, dove aumentano le aggressioni subite dai poliziotti e si registra un alto numero di suicidi. L’inerzia del Dap su questi temi non è più accettabile”.
Inoltre, continua la Fp Cgil, “altro dato che ci preoccupa notevolmente è quello che registra un aumento costante della popolazione detenuta nelle carceri. Un fenomeno che va contrastato aumentando il ricorso a misure alternative alla detenzione. In questo senso abbiamo espresso grande preoccupazione per la decisione di azzerare la riforma dell’ordinamento penitenziario e per il destino di un sistema equilibrato di esecuzione penale, in carcere e fuori. Abbiamo infine chiesto al Ministro di aprire celermente il tavolo di confronto sulle code contrattuali, per affrontare materie di grande importanza per il personale del comparto sicurezza, quali l’adesione al fondo per la previdenza complementare e la tutela assicurativa obbligatoria in caso di infortunio sul lavoro”, conclude la Fp Cgil.
Pubblichiamo la nota delle OO.SS. FP CGIL e UILPA VVF territoriali riguardo la mancata assegnazione della vettura di servizio per espletare il servizio AIB