Al Gabinetto del Ministro

OGGETTO: Formazione e aggiornamento personale civile difesa.

Le scriventi OO.SS. hanno accolto favorevolmente l’intenzione del Ministro, On. Elisabetta Trenta,
di porre la formazione del personale civile della Difesa come obiettivo prioritario e strategico per il
Ministero della Difesa, cogliendo in pieno il contenuto e il significato degli artt.52 e 53 del nuovo
C.C.N.L.
Come ribadito nel corso dell’incontro del 18 luglio scorso, non può sottacersi il fatto che i
dipendenti della 1^ e 2^ Area funzionale rappresentano la stragrande maggioranza della FEO di
questa Amministrazione.
La SNA, come è noto, si occupa esclusivamente di formazione e aggiornamento di dirigenti e
funzionari di tutta la PA. Per quanto attiene al personale civile della Difesa la SNA, pur attingendo ai
fondi assegnati al Ministero per la formazione di tutto il personale dal 2014, fino ad oggi ha inserito
nei propri corsi solo un numero minimo di dipendenti della 3^ Area, e forse qualche dirigente.
Diventa quindi prioritaria, a parere delle scriventi, la ricerca di una soluzione affinché si possa
assicurare una adeguata e costante formazione, oltre che ad un congruo numero di personale della
3^ Area funzionale, al citato personale di 1^ e 2^ Area funzionale che peraltro fino ad oggi, in molti
casi, non è stato destinatario neanche della formazione obbligatoria prevista dal D. Lgs. 81/2008.
Premesso quanto sopra, al fine di poter offrire un concreto contributo alla “squadra” già costituita
presso codesto Gabinetto e presieduta dal Consigliere del Ministro per la Formazione e la SNA, si
chiede di tenere nella debita considerazione quanto appena accennato e, se del caso, convocare
apposita riunione sull’argomento.
Cordiali saluti

FP CGIL                 CISL FP                 UIL PA           CONFSAL/UNSA
F. Quinti                C. Vangelisti         S. Colombi            G. Braconi

Al Gabinetto del Ministro

OGGETTO: Trattamento economico e pensionistico Personale Civile.

Malgrado le assicurazioni ricevute durante la riunione avuta con lo Stato Maggiore Difesa ed il Direttore del CUSE, continuano a pervenire alle scriventi OO.SS. numerose segnalazioni su errori, ritardi ed inesattezze afferenti il trattamento economico del personale civile.
Tali criticità riguardano molteplici aspetti, relativi sia al trattamento stipendiale che a quello pensionistico delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa.
Solo a titolo d’esempio si riportano di seguito alcuni casi emblematici, certo non esaustivi della complessa situazione generale rilevata:
– Pratiche di pensione inviate all’INPS senza il salario accessorio a partire dal 2013 e fino al fine servi –
zio che, oltre a generare pesanti penalizzazioni economiche, impediscono la riliquidazione da parte
della stessa INPS;
– Trattenute stipendiali per prestiti e mutui estinti;
– Assegni familiari pagati con ritardo o non pagati affatto.
– Ex militari: aumenti contrattuali erroneamente immessi nello stipendio, anziché procedere alla rideterminazione dell’ assegno “ad personam”, con conseguente recupero delle somme effettuato con
ratei che determinano una importante decurtazione della busta paga (al limite della cessione del
quinto dello stipendio) a partire dal mese di luglio. Diversamente da quanto poi assicurato dal CUSE nell’accennata riunione avuta ad SMD, continua a sussistere il problema della mancanza di referenti ai quali gli Enti possano rivolgersi, sia telefonicamente che via mail, per la soluzione immediata delle urgenze.
Risulta poi che da alcuni mesi a questa parte il personale collocato in quiescenza riceva il primo rateo di
pensione non prima di sei mesi. Ritenendo inaccettabile la tempistica dedicata a quelle procedure – che per quanto è dato di conoscere sono uniche in tutta la P.A. – per motivi talmente ovvii che non si ritiene opportuno neanche sottolinearli, si chiede di conoscere le ragioni che provocano quegli inaccettabili ritardi.
Per quanto sopra, in considerazione del danno economico che le segnalate (invero non da oggi) criticità
stanno producendo sul personale civile, reputiamo necessario invitare codesto Gabinetto ad organizzare
quanto prima possibile una riunione con tutti i responsabili del settore, compreso un rappresentante della BDUS.
Si resta in attesa di riscontro e, con l’occasione, si inviano cordiali saluti.

FP CGIL                      CISL FP               UIL PA                   CONFSAL UNSA
F. QUINTI            C.VANGELISTI      S. COLOMBI              G. BRACONI

INCONTRO DEL 24 LUGLIO 2018 CON IL
MINISTRO DELLA SALUTE GRILLO

Dopo una breve introduzione e presentazione dei partecipanti, l’atteso incontro con i
rappresentanti sindacali si è aperto in data odierna con un cordiale saluto e una positiva
dichiarazione di intenti da parte del Ministro della Salute Giulia Grillo. Il Ministro, prima di lasciare
la riunione per partecipare al Consiglio dei Ministri, ha assicurato il massimo impegno per trovare
soluzioni ottimali alle annose questioni e criticità che affliggono la sede centrale e le articolazioni
del Dicastero; ha quindi invitato i presenti a rappresentare le questioni da affrontare e le principali
criticità da risolvere.
Nel corso dell’incontro – che è proseguito con la delegazione di parte pubblica (composta da: il
Capo di gabinetto, prof. Alfonso Celotto, il Capo segreteria tecnica del Ministro, dott. Giuseppe
Amato, il Direttore generale del personale, dell’organizzazione e del bilancio, dott. Giuseppe
Celotto, la dirigente dell’Ufficio relazioni sindacali, organizzazione, sicurezza e salute dei lavoratori,
dott.ssa Claudia Rossi)- la delegazione FP CGIL ha ricordato le annose questioni che da anni
insistono sul Ministero, che riesce ad adempiere efficacemente ma con sempre maggiore fatica,
alle funzioni e ai servizi che l’ordinamento gli assegna, solo grazie all’impegno, allo spirito di
servizio e all’abnegazione dei suoi lavoratori, che -nonostante la mortificazione inflitta da miopi
scelte politiche, anche recenti- hanno espresso professionalità ai più alti e differenziati livelli
nazionali ed internazionali.
Abbiamo chiesto una decisa inversione di tendenza rispetto alla politica dei tagli che ha generato
le criticità presenti negli Uffici centrali e periferici e dichiarato che ci aspettiamo un’iniziativa forte
nonché l’utilizzo di tutto il peso politico da parte della Titolare del Dicastero per assicurare la
disponibilità nel bilancio pubblico di risorse adeguate per la “missione Salute”, alla luce della
rilevanza che essa riveste per il Paese.
In particolare la delegazione FP CGIL ha invitato il vertice amministrativo a rappresentare al
Ministro:
– la piena applicazione degli istituti previsti dal vigente CCNL delle Funzioni Centrali del
12.02.2018, iniziando dalla partecipazione e dal coinvolgimento nelle scelte organizzative
anche attraverso l’istituzione dell’Organismo paritetico previsto dall’articolo 6;
– l’urgenza di affrontare prioritariamente e di risolvere la questione -che si trascina da ormai
troppo tempo e ampiamente nota all’Amministrazione- riguardante gli Assistenti e Tecnici
della prevenzione, relativa all’esigenza di svilupparne la professionalità nonché di evitare
loro il rischio di incorrere ingiustamente in responsabilità solo per adempiere ai propri
compiti e, più in generale, la definizione di interventi per superare le criticità e garantire
l’ottimale funzionamento degli Uffici periferici USMAF – SASN e UVAC – PIF;
– la positiva definizione delle questioni poste in capo alla Direzione generale della
Prevenzione Sanitaria nonché la riorganizzazione dell’Ufficio X della Direzione generale
della Prevenzione;
– il celere avvio del confronto per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) del
personale sanitario non medico SASN a rapporto convenzionale;
– la rapida definizione di un percorso volto a rimuovere ogni ostacolo alla progressione
economica dei lavoratori.
Florindo Oliverio, che ha esposto le richieste della FP CGIL, ha preannunciato, inoltre, l’invio al
Ministro di una nota che precisi puntualmente le istanze, visto il poco tempo messo a disposizione
per gli interventi .
Al termine dell’incontro la delegazione di parte pubblica si è impegnata a riferire in dettaglio al
Ministro i contenuti dell’incontro svolto e a calendarizzare il prossimo incontro per la fine del mese
di settembre. Ha inoltre annunciato che non appena pronto ci trasmetterà uno schema di decreto
interministeriale di integrazione della Legge n. 3/2018, che auspichiamo consenta di superare
alcune delle criticità evidenziate nel corso dell’incontro. Ha infine informato circa l’intenzione di
chiedere liberi contributi sui temi di interesse del Dicastero, in vista della celebrazione del
quarantesimo della Legge 23 dicembre 1978, n. 833 “Istituzione del servizio sanitario nazionale”.

Roma, 24 luglio 2018

La delegazione FP CGIL
Florindo Oliverio
Andrea Impronta
Fabio Lupi

Pubblichiamo la nota unitaria inviata al Segretario Generale della Giustizia Amministrativa –

Risoluzione Convenzione Consip buoni pasto QuiGroup.

Più fatti e meno propaganda

Siamo costretti ancora una volta a replicare ad accuse che ci vengono rivolte da altre OO.SS.; accuse false, denigratorie, che hanno come unico obiettivo dividere i lavoratori e rendere difficile un possibile percorso unitario.
Gli iscritti alle OO.SS. Confederali e la gran parte dei colleghi sanno benissimo che non abbiamo abbandonato nessuna battaglia tanto meno quella sull’equiparazione dell’indennità di amministrazione, al proposito ribadiamo che la perequazione è stata e rimane una nostra rivendicazione e la riteniamo un obiettivo primario.
Per ottenerla però non basta agitare le acque, a nostro avviso sono necessarie almeno tre condizioni: la prima è quella di avere un interlocutore politico che abbia la delega ad affrontare le problematiche del personale; la seconda sono la disponibilità delle risorse da destinare alla indennità; terzo è indispensabile avere uno strumento giuridico. Per ottenere tutto questo continueremo la nostra battaglia nelle sedi opportune confrontandoci nel rispetto delle regole con l’Amministrazione e l’Organo Politico.
Come CGIL, CISL e UIL ci auspichiamo che gli attuali veleni cessino al più presto anche perché noi tutti abbiamo la responsabilità di dover rappresentare le problematiche del personale in un quadro di completa unità sindacale.
Abbiamo manifestato a più riprese la nostra contrarietà alle modalità ed ai criteri con cui vorrebbero distribuire il compenso ex comma 685 della legge di bilancio, il nostro disappunto è stato evidenziato anche tramite i nostri quadri e iscritti con documenti inviati dalle varie sedi territoriali.
Crediamo però che non abbia senso chiedere che una parte del personale debba rinunciare a somme aggiuntive che non sottraggono nulla a nessun collega, un cattivo utilizzo di risorse non si risolve eliminando risorse, bensì compito del sindacato è quello di richiedere un utilizzo più equo delle somme stanziate e soprattutto che i criteri di distribuzione siano contrattati.
Ci auguriamo che con questa nostra nota termini questo modo di fare sindacato (accusare gli altri senza fare nessuna proposta costruttiva) perché non ci appartiene e non ci piace.

FP CGIL                                 CISL FP                             UIL PA
Americo FIMIANI             Walter DE CARO             Andrea G. BORDINI

Al Gabinetto del Ministro della Difesa

E, p.c.

Al Segretariato Generale della Difesa/DNA
R o m a

OGGETTO: Regolamento interno per l’adozione dello “Smart Working o Lavoro Agile” al Ministero
della Difesa.

Si è tenuto ieri l’incontro tra le parti per discutere della bozza di regolamento predisposta da Segredifesa
e, contestualmente, valutare le proposte avanzate per tempo dalle scriventi organizzazioni
sindacali. O almeno questo è quello che credevamo prima di sederci al tavolo.
Perché, pur avendo contezza della posizione assunta dall’amministrazione sul tema in oggetto,
che continua erroneamente a non voler considerare come materia di confronto un istituto che invece
a nostro giudizio – in particolare ai sensi dell’art. 7 del C.C.N.L. 2016/2018 – nasce proprio per
favorire attraverso l’organizzazione del lavoro una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e familiare
dei dipendenti interessati, ci aspettavamo almeno di poter discutere in maniera serena e costruttiva
dei contenuti delle nostre proposte. Ma così è parso subito non essere, considerato che già fin dall’inizio ai lavori il vice capo del primo reparto di Segredifesa, dr. Franco Lunerti, evidenziava una particolare rigidità nell’approccio alla trattazione del tema, resa peraltro subito manifesta con la dichiarata indisponibilità dell’amministrazione di ricevere qualsivoglia contributo e/o indicazione da parte delle scriventi. In sostanza, ci è stato detto chiaramente che poiché la sperimentazione dello “smart working” doveva partire dal prossimo 1° Settembre, il regolamento trasmessoci non avrebbe dovuto subire alcuna delle modifiche tecniche che avevamo suggerito, tanto meno quelle da noi avanzate per agevolare la opportuna partecipazione dei lavoratori in servizio nelle sedi periferiche, considerato che per Segredifesa i posti stabiliti (peraltro unilateralmente) per l’avvio della sperimentazione devono essere ripartiti solo tra i dipendenti dell’area tecnico-amministrativa in servizio presso Persociv, Segredifesa – dal 1° al 6°reparto – D.N.A., e per l’area tecnicooperativa negli Stati maggiori, gli alti comandi e organismi di vertice di Roma. Una discriminazione per noi intollerabile. Insomma, nessuna possibilità di intervento e/o modifica sul testo – che peraltro risulta assai incompleto – da parte delle scriventi e, soprattutto, nessuna volontà di provare a costruire un regolamento condiviso, in linea con la normativa vigente e le direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri che coinvolgesse preliminarmente le rappresentanze dei dipendenti civili della Difesa.
A quel punto, preso atto della reiterata indisponibilità dell’A.D. – grave e inspiegabile se rapportata
agli accordi raggiunti invece tra le parti in diversi altri settori della P.A., Dogane e Ministero
dell’Interno tra gli altri – di proseguire la discussione su un piano di rispettoso e costruttivo confronto,
le scriventi OO.SS. sono state di fatto costrette a lasciare il tavolo.
Domanda: è questo il nuovo corso sulle relazioni sindacali che ha ispirato il mantenimento della
delega da parte della Ministra della Difesa?
Se il predetto Segretariato intende adottare il regolamento in maniera unilaterale, è invitato a scrivere nelle premesse della bozza che “sentite le OO.SS. del personale, queste hanno espresso pare contrario all’adozione del testo loro presentato”.

FP CGIL              CISL FP                   UIL PA        CONFSAL UNSA
F. QUINTI          C.VANGELISTI       S. COLOMBI      G. BRACONI

Al Dott. Giovanni Kessler

Direttore dell’Agenzia

delle Dogane e dei Monopoli

Dott,ssa Marina Cantilena

Direttore Centrale del Personale

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

ROMA

Oggetto: Rinnovo CCNI di Agenzia. Richiesta di convocazione urgente.

Le scriventi rinnovano con la presente la richiesta di avvio immediato della trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo di Agenzia. Tale richiesta, peraltro, non deve essere letta quale mero rispetto formale delle procedure contenute nel CCNL del Comparto Funzioni Centrali che impongono l’avvio delle trattative entro trenta giorni dalla presentazione delle piattaforme.

La motivazione – rispetto alla quale le scriventi esprimono tutta la loro preoccupazione – risiede nel fatto che gli istituti che regolano il rapporto di lavoro del personale dell’Agenzia non possono non trovare subito una completa e concreta definizione perchè sono direttamente correlati al concomitante processo di riorganizzazione e, anche per questo, debbono indubitabilmente essere attivati prima e non dopo la attuazione di tale processo.

Proprio per tale urgenza le scriventi ribadiscono con fermezza che è assolutamente prioritario aprire la trattativa almeno su quelle materie del Contratto Integrativo che non possono, per la correlazione con la riorganizzazione citata, in alcun modo subire rinvii.

Ci si riferisce a materie – razionalizzazione del sistema indennitario, criteri e procedure per l’accesso alle Poer, alle posizioni organizzative e agli incarichi di responsabilità – che possono essere concordate “a stralcio” rispetto al più corposo impianto normativo ed economico del CCNI.

Le scriventi – nel caso un cui entro la pausa estiva l’Agenzia convenisse sulla necessità di avviare la trattativa citata – sarebbero giudiziosamente disponibili a posticipare a settembre la trattativa per il completamento dell’accordo sul CCNI di Agenzia.

In tale contesto appare indispensabile che l’Agenzia sospenda la attuazione delle Determine – rispetto alle quali le scriventi non sono state né sentite né informate – recuperando in tal modo lo spirito e la lettera del modello di relazioni sindacali stabili e partecipative introdotto appunto dal citato CCNL.

Nel caso invece il Vertice dell’Agenzia ritenesse diversamente – in violazione del CCNL Funzioni Centrali – di non voler definire queste, pur parziali, aspettative del personale, le scriventi non potrebbero che assumere tutte le iniziative, anche pubbliche, a difesa dei diritti contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori.

Le scriventi proprio per lo spirito costruttivo che hanno sin qui tenuto nelle relazioni sindacali con l’Agenzia, allegano alcune proposte di sintesi sulle materie di cui chiedono l’apertura immediata del confronto.

Si resta in attesa di ricevere notizia della richiesta convocazione.

Roma 24 luglio 2018

FPCGIL   CISLFP   UILPA   UNSA

Determinazione, i criteri di graduazione, di conferimento, di revoca e le indennità per le Poer, posizioni organizzative ed incarichi di responsabilità.

Sul punto, rispetto alle linee già contenute nella piattaforma consegnata unitariamente lo scorso 25 giugno, si ritiene prioritario anticipare da subito i criteri complessivi della proposta per l’avvio della trattativa di merito.

Modalità. La modalità di assegnazione delle Posizioni organizzative di alta responsabilità (Legge di Stabilità 2018), nonché delle posizioni di cui agli artt. 23 e 24 del CCNI di Agenzia, è opportuno avvenga con procedure di interpello, per titoli e colloquio attitudinale.

Requisiti.

Per tutte le fattispecie:

  • appartenenza alla terza Area in ruolo da almeno cinque anni, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato;

  • sede di servizio nella regione richiesta;

  • assenza di condanne per reati oggetto del codice disciplinare inserito nel CCNL;

  • assenza negli ultimi due anni di sanzioni disciplinari superiori al richiamo scritto.

Per le Poer si propone di integrare i requisiti di accesso con:

  • esperienza maturata in specifiche sedi e/o settori per i quali si partecipa alla selezione.

Titoli.

Per tutte le fattispecie:

  • titoli di studio

  • esperienza professionale maturata

  • precedenti esperienze di responsabilità

Colloquio .

Per tutte le fattispecie:

  • tensione al risultato

  • problem-solving

  • capacità di iniziativa.

Per le Poer si propone di integrare la prova con:

  • capacità di leadership.

Valutazione.

Si propone di assegnare ai titoli un peso del 60% rispetto al totale; il restante 40% andrebbe al colloquio.

Durata.

Per le Poer tre anni, per le altre posizioni due anni.

Graduazione.

Per tutte le fattispecie si propongono due livelli di responsabilità con corrispondente individuazione del relativo contenuto economico.

All’esito positivo della valutazione annuale sarà erogata una indennità di risultato corrispondente almeno al 10% della indennità di posizione.

Razionalizzazione del sistema delle indennità di sede, delle attività e delle responsabilità individuali o di gruppo nell’ambito degli istituti economici e a prescindere dalla proposta complessiva che Le è stata consegnata unitariamente lo scorso 25 giugno.

In merito le scriventi propongono che il sistema delle indennità di sede, previste per legge, venga aggiornato agganciandolo direttamente agli indicatori delle amministrazioni competenti, fermo restando il rapporto di traffico passeggeri e merci con paesi extra UE. Per la disagiata si propone di semplificare ed aggiornare i criteri già contenuti nell’art. 18 del precedente CCNI.

Per le attività individuali di responsabilità, o per la attività gravose e/o di gruppi di lavoro si propone di razionalizzare l’elenco contenuto all’art. 23 del citato CCNI contemplando le attività svolte dal personale dei Monopoli anche per attività di controllo.

SCHEDA relativa alla individuazione delle Poer, Posizioni organizzative ed incarichi di responsabilità

La reale differenziazione, che si propone venga fatta per le posizioni organizzative e per gli incarichi di responsabilità, è riferita al contenuto professionale unitamente al livello di responsabilità alle quali si deve accedere.

Indennità .

Per le POER il dato è direttamente connesso al numero di posizioni dirigenziali da sopprimere. Rispetto ai dati finora forniti durante il confronto, si ha che le posizioni dirigenziali cancellate sarebbero pari a circa 45/48. Il dato medio retributivo, ipotizzando due fasce, pari ad una media di circa 27.000 euro, porta ad ipotizzare un numero di POER pari a circa 160/170.

Sul piano organizzativo, poi, va ipotizzata anche una parziale riconversione di un numero di PO attualmente esistenti, si pensi ad esempio ai ricevitori doganali, che si renderebbero libere per retribuire incarichi di particolare rilevanza.

In ordine alle PO si propone, inoltre, di elevare significativamente l’indennità di posizione fino ad un limite di circa 15 mila euro annui.

Per gli incarichi di responsabilità tale limite si propone in 6/7 mila euro.

Al Direttore Generale del Personale e
delle Risorse del D.A.P.
Dott. Pietro BUFFA
Roma

e p.c.:

Al Capo del Dipartimento A.P.
Dott. Francesco BASENTINI
Roma

Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Pierina CONTE
Roma

Alle Segreterie regionali e territoriali Fp Cgil
Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil
Polizia Penitenziaria

Oggetto: Mobilità Vice ispettori.

Egregio Direttore Generale,
nel prendere atto della lettera circolare n° 0237914 del 20 luglio u.s., abbiamo notato alcune discrasie sul piano della mobilità che a nostro parere dovrebbero essere modificate.
In seguito a ciò, convinti di apportare un contributo costruttivo per la salvaguardia ed il diritto di tutti i lavoratori, Le chiediamo di aprire quanto prima un tavolo di confronto per discutere e verificare le dotazioni organiche nazionali e contestualmente la mobilità degli ispettori, il tutto per rendere chiara e trasparente qualsiasi assegnazione di personale
In attesa di celere riscontro si inviano cordiali saluti.

Per il coordinamento nazionale
Fp Cgil Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI

Solidarietà alla Grecia per gli incendi di Atene

La Fp Cgil manda la sua solidarietà a tutti i cittadini greci colpiti dal terribile evento che sta provocando morte e distruzione.
In questi momenti molti lavoratori pubblici sono impegnati in azioni di soccorso e sicurezza, combattono contro gli incendi cercando di salvare vite umane.
Stiamo con loro e al loro fianco, con le compagne e i compagni di Adedy, sindacato greco dei servizi pubblici, che rappresenta vigili del fuoco, servizi di emergenza, sanità, soccorso, guardie forestali e molti altri lavoratori.

Solidarity to Greece for Athens wildfires

Funzione Pubblica Fp-Cgil Nazionale​ sends solidarity to all greek citizens suffering from this terrible event that is provoking death and destruction.
In these moments a lot of public workers are engaged in rescue and security, fighting against the wildfires and trying to save human lives.
We stay with them and by them, with our brothers and sisters of Adedy, that represents firemen, emergency services, health services, rescue, police, forest guards and many others.

 

 

Si trasmette il protocollo d’intesa relativo al censimento permanente, con i criteri che sono stati
definiti in sede di confronto.
Invitiamo tutte le sedi di contrattazione interessate al censimento ad avviare un confronto per la
definizione dei criteri e modalità di distribuzione delle risorse assegnate.

 

Adelaide Benvenuto
FP CGIL Nazionale Ministero Interno

LO SMART WORKING ALLA DIFESA? UNA POSSIBILITÀ PER POCHI

Si è tenuto stamane il previsto incontro convocato da Segredifesa per discutere del regolamento interno per l’adozione dello Smart Working o Lavoro Agile, sul quale le scriventi OO.SS. avevano preliminarmente avanzato proposte emendative e talune fondate perplessità.
Tuttavia, già l’introduzione ai lavori avviata dal vice capo del primo reparto di Segredifesa, dr. Franco Lunerti, denotava una particolare rigidità nell’approccio all’argomento odierno, visto che la discussione tra le parti è stata condizionata dall’indisponibilità della controparte di ricevere contributi e modifiche da parte delle scriventi OO.SS.
In sostanza, ci è stato detto che il regolamento così trasmesso doveva partire subito per la sperimentazione e non poteva subire alcuna delle modifiche tecniche che avevamo suggerito, tanto meno quelle da noi avanzate per agevolare la possibile partecipazione dei lavoratori delle sedi periferiche dell’A.D., considerato che per Segredifesa i posti stabiliti (peraltro unilateralmente) per l’avvio della sperimentazione devono essere ripartiti solo tra i dipendenti dell’area tecnico-amministrativa attualmente in servizio a Persociv, Segredifesa – dal 1° al 6°reparto – e D.N.A., e per l’area tecnico-operativa negli Stati Maggiori, gli alti Comandi e organismi di vertice di Roma.
Insomma, nessuna possibilità di intervento migliorativo da parte delle organizzazioni sindacali del personale sulla bozza trasmessa e, soprattutto, nessuna volontà di provare ad elaborare un testo condiviso in linea con la normativa vigente e le direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministri che coinvolgesse i dipendenti civili della Difesa.
A quel punto, preso atto della reiterata indisponibilità dell’A.D. di proseguire la discussione su un piano di rispettoso e costruttivo confronto, le scriventi OO.SS. sono state di fatto costrette a lasciare il tavolo.
Vi terremo tempestivamente aggiornati sull’evolversi della questione.

           FP CGIL             CISL FP             UIL PA             CONFSAL UNSA
F. QUINTI       C.VANGELISTI  S. COLOMBI       G. BRACONI

“È positivo il fatto che il ministro Di Maio abbia mostrato interesse rispetto allo stato in cui versano i Centri per l’impiego e che abbia affermato la volontà di affrontare il tema. Ma va innanzitutto conclusa la fase di stabilizzazione del personale precario attualmente in servizio: gli strumenti ci sono ma siamo ancora molto in ritardo su quel versante”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, commenta quanto emerso dall’incontro tra il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, e gli assessori regionali all’impiego.

In ogni caso, precisa il dirigente sindacale, “è ingeneroso da parte del ministro sostenere che in questi anni i Centri per l’impiego non abbiano funzionato perché, nonostante le drammatiche condizioni in cui si sono ritrovati, gli oltre seimila dipendenti hanno fatto il possibile, e spesso ben oltre il possibile, per garantire un servizio adeguato ai cittadini. Per questo cogliamo con favore le affermazioni circa una volontà di potenziare i Centri per l’impiego ma, oltre i processi di stabilizzazione del personale precario, va avviato allo stesso tempo un confronto con i sindacati per rispondere al meglio alle esigenze dei singoli territori“, conclude Bozzanca.

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