Al Ministro dello Sviluppo Economico,
Lavoro e Politiche Sociali
On. Luigi Di Maio

Al Ministro della Salute
On. Giulia Grillo

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e
della Ricerca
On. Marco Bussetti

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Prof. Giuseppe Conte

Al Presidente della Conferenza delle
Regioni e Province Autonome
Dott. Stefano Bonaccini

Al Presidente dell’A.N.C.I.
Dott. Antonio Decaro

Oggetto: educatori professionali, richiesta urgente di apertura confronto

Onorevoli Ministri e Ill.mi Presidenti,
con la presente, intendiamo rappresentare il quadro di una situazione che sta assumendo una connotazione sempre più preoccupante per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, con possibili problematiche occupazionali e conseguenti ripercussioni sui servizi erogati.
Nel nostro Paese, in seguito a scelte politiche che si sono ripetute negli ultimi vent’anni
stanti la nostra opposizione e contrarietà, la figura dell’educatore professionale è stata progressivamente
sdoppiata; questo poiché sono stati creati e mantenuti in vita due corsi universitari (presso
la facoltà di Medicina e Chirurgia e la facoltà di scienze dell’Educazione e della Formazione) per
qualifiche molto simili e per molti ambiti sovrapponibili, nonostante l’impostazione normativa del
D.M. Sanità 520/1998 prevedesse corsi unici, integrati e multi facoltà che rispondessero ai bisogni
dei servizi sanitari, sociosanitari, socioeducativi e educativi.
Allo stesso tempo, al quadro sopra delineato si è aggiunta l’incontrollata attivazione di corsi
di formazione professionali, diversi a seconda dell’ambito regionale/territoriale di riferimento, che
hanno diplomato lavoratrici e lavoratori con qualifiche molto diverse ma con l’obiettivo di rispondere
ai fabbisogni di educatori nei vari servizi pubblici, sia quelli erogati direttamente dalle aziende e
enti pubblici, sia quelli erogati da aziende e imprese private, in appalto e/o in accreditamento.
Alla fine dello scorso anno, con due nuovi provvedimenti normativi, i commi dal 594 al 601
della Legge 205/2017 e la Legge 3/2018 “Lorenzin”, si è voluto intervenire sulle figure professionali
degli educatori professionali, riconoscendo giuridicamente il doppio binario formativo (Educatore
professionale socio sanitario e Educatore professionale socio pedagogico) con scelte che affrontano
solo alcune delle storiche criticità e che presentano importanti criticità interpretative.
Le stime più accreditate, considerano che gli educatori professionali in Italia, riconducibili a
entrambi i profili oggi riconosciuti, ammontino a oltre 75.000 persone, impiegate anche con qualifiche,
inquadramenti e livelli salariali differenti, a seconda dei contratti nazionali di lavoro applicati.
Qui di seguito, elenchiamo alcune delle più gravi criticità:
· l’Educatore professionale socio sanitario e l’Educatore professionale socio pedagogico hanno
ambiti di competenza, definiti dalle rispettive norme istitutive, che sono sovrapponibili nei servizi
educativi, socioeducativi e sociosanitari; è necessario addivenire ad un’interpretazione
condivisa e omogenea sul territorio nazionale sui fabbisogni e sull’impiego di entrambe
le figure professionali
· i regolamenti regionali, i bandi di appalto ed i criteri di accreditamento, nelle regioni e nei
comuni, sono estremamente eterogenei e non tengono conto delle nuove disposizioni di Legge
nazionali; se non fossero armonizzati al più presto, in modo omogeneo nel territorio nazionale,
potrebbero causare l’illegittima estromissione dal mondo del lavoro di lavoratrici e lavoratori,
originando azioni vertenziali generalizzate e indubbi riflessi sulla qualità dei servizi resi ai
cittadini
· è necessario chiarire come si integrano le previsioni della Legge 205/2017 e quelle del
D.Lgs. 65/2017 “Buona Scuola”, che, per il settore educativo, prevedono requisiti diversi per
il personale impiegato
· le lavoratrici ed i lavoratori destinatari dei corsi intensivi universitari da 60 CFU, in sanatoria
per l’ottenimento della qualifica di Educatore professionale socio pedagogico, previsti dal comma
597 della Legge 205/2017 (inizialmente sospesi ma poi sbloccati con Circolare MIUR prot.
20381 del 5/07/2018 e parere CUN reso durante l’adunanza del 3/07/2018), hanno esperienze
lavorative variegate, curriculum formativo disomogeneo, età anagrafica spesso elevate e condizioni
familiari/economiche molto diverse; occorre individuare soluzioni che facilitino,
omogeneamente e indipendentemente dal CCNL applicato, la frequenza di tali corsi e
che limitino l’impatto dei costi di iscrizione a carico delle lavoratrici e dei lavoratori interessati;
sono previsti tre anni di tempo per poter fruire di questi corsi, ma i ritardi e le incertezze
stanno riducendo notevolmente questo arco temporale
· i percorsi per il riconoscimento dell’equivalenza agli educatori professionali socio sanitari,
previsti dall’art. 4 comma 2 della Legge 42/1999 e dal D.P.C.M. 26 luglio 2011, che potrebbero
risolvere le problematiche di quelle lavoratrici e lavoratori in possesso di titoli del vecchio
ordinamento, non sono mai stati avviati; poiché è una possibile soluzione attesa da quasi
vent’anni, occorre avviare subito questi percorsi in tutto il territorio nazionale, aprendo, nel
contempo, una seria riflessione che possa sancire l’estensione dei titoli del vecchio ordinamento
valutabili anche oltre le originarie previsioni normative (non solo quelli ottenuti prima del
1999)
· i percorsi di riconoscimento dei professionisti in possesso di titoli del vecchio ordinamento
(equipollenza o equivalenza) e quelli previsti dai commi 597-598 della Legge 205/2017, risolvono
solo parzialmente i problemi perché ognuno è possibile solo per una delle due figure
professionali, indipendentemente dall’effettivo ambito lavorativo; uno dei
casi/esempio delle situazioni che si stanno verificando, è l’educatore che lavora nel socio sanitario
e non ha la possibilità di ottenere l’equivalenza o l’equipollenza (istituti riservati solo
all’educatore professionale socio sanitario); questo potrà accedere ai percorsi introdotti dalla
Legge 205/2017, che però valgono solo per l’educatore professionale socio pedagogico, ma,
anche con il riconoscimento della qualifica, potrebbe continuare ad avere problemi giuridici e
di collocazione all’interno del proprio luogo di lavoro
· pur senza prevedere effetti automatici, è necessario aprire un confronto nazionale per individuare
soluzioni virtuose e realistiche, applicabile in tutti i CCNL del settore, per incentivare lo
sviluppo di carriera di chi si vedrà riconosciuta giuridicamente la qualifica
· è necessario ottenere urgentemente interpretazioni uniformi, valide su tutto il territorio
nazionale, delle previsioni normative che salvaguardano i diritti maturati da chi è già inserito
nel mondo del lavoro (comma 599 della Legge 205/2017), soprattutto nei casi di
cambio di appalto; a queste lavoratrici e a questi lavoratori è garantito dalla Legge di poter
continuare, senza alcuna penalizzazione, a svolgere la professione educativa (entrambi i profili),
se hanno già svolto la professione per almeno un anno, anche non continuativo, alla data
del 1 gennaio 2018; riteniamo che questa previsione debba essere considerata valida anche
nei cambi di appalto, poiché l’attività educativa maturata, anche al variare del datore di lavoro,
continuerà a essere prestata per gli stessi servizi, sussidiari del pubblico, e, spesso, negli
stessi ambiti e con gli stessi utenti
Come richiamato all’inizio, non abbiamo mai condiviso la scelta politica di suddividere in
due la figura (educatore professionale sociosanitario e educatore professionale socioeducativo);
questa scelta ha prodotto l’effetto di aumentare i problemi perché negli ambiti socioassistenziale e
socioeducativo, i due profili hanno ambiti di competenze sovrapponibili e questo causa ulteriore incertezza sul futuro degli operatori.
Per rispondere alle effettive esigenze della numerosa platea professionale su quest’ultimo
aspetto, vi chiediamo di aprire una seria e approfondita discussione che miri, nel prossimo
futuro, a riunificare le professioni educative, arrivando a definire una professione polivalente in
questi ambiti (anche se specializzabile con percorsi post base), formata in modo integrato e con la
fattiva collaborazione di tutte le facoltà universitarie interessate, per la quale siano previsti percorsi
di equipollenza/equivalenza seri, oggettivi e praticabili.
Poiché riteniamo che sia necessario affrontare subito le criticità evidenziate e più sopra descritte,
vi chiediamo l’urgente avvio di un tavolo nazionale che possa individuare risposte
coerenti e omogenee.
Auspichiamo anche l’avvio di tavoli regionali per contestualizzare le soluzioni di queste
problematiche, operando anche la revisione dei criteri di accreditamento e delle regole per gli appalti
in vigore, nonché per evitare di penalizzare le lavoratrici ed i lavoratori con scelte arbitrarie.
Restiamo in attesa di riscontri e Vi esortiamo, infine, ad intervenire affinché sia evitata
ogni tipo di ricaduta occupazionale negativa derivante da queste problematiche.
Cordiali saluti, buon lavoro

16 luglio 2018

FP CGIL                                CISL FP                                  UIL FPL
Serena Sorrentino         Maurizio Petriccioli          Michelangelo Librandi

 

CAM: ADOTTATE IMPORTANTI INIZIATIVE
Per il servizio “Geoportale” ed i servizi Catastali!
Affrontate anche ulteriori tematiche…

Durante la giornata del 17 luglio u.s. si sono tenute le previste riunioni, sia di natura“tecnica” sia di natura “politica”, sulle tematiche che sono state oggetto anche di vertenza nei CAM.
Innanzitutto, evidenziamo che abbiamo sottoscritto un accordo di mobilità volontaria cittadina tra gli Uffici Provinciali del Territorio ed i rispettivi CAM aventi sede nella medesima città ed il relativo bando sarà emanato entro il prossimo mese di settembre.
La mobilità riguarderà due unità che avranno il compito di sostenere, anche perchégià professionalmente preparati sulla materia, le esigenze specifiche nascenti dal fornire il servizio di risposta al “Geoportale” su tutto il territorio nazionale.
E’ importante evidenziare che tale servizio, che l’Agenzia ha garantito che non “pubblicizzerà” all’utenza fin quando non andrà a regime l’organizzazione per una efficiente assistenza (tenendo così basso il numero di richieste già monitorato in queste settimane) confluirà nell’ambito di un “polo unico” relativo all’assistenza telefonica sui servizi Catastali.
In merito a quest’ultima importante novità, nel corso delle varie riunioni tenutesi nelle scorse settimane e a seguito delle opportune verifiche effettuate sia dall’Agenzia sia dalle scriventi OO.SS., è stato individuato, in via sperimentale, il Contact Center dell’Ufficio Provinciale Territorio di Bari per avviare un servizio di assistenza sulle materie Catastali riservato, nel periodo di sperimentazione, al solo distretto geografico della regione Puglia.
All’esito della sperimentazione, che avrà avvio nel mese di ottobre e avrà la durata di 3 mesi, sarà valutata la possibilità di estendere il servizio, attraverso il “polo unico”, a più regioni e/o al territorio nazionale coinvolgendo, chiaramente, ulteriori attuali Contact Center dell’area Territorio.
Per i lavoratori interessati che volontariamente parteciperebbero all’iniziativa sarà previsto, prima dell’avvio della sperimentazione, un adeguato percorso formativo basato quantomeno su tre diversi moduli (1. Tecniche di comunicazione telefonica: servizio e comunicazione; 2. Geoportale e Servizi Catastali; 3. Regolamento europeo protezione dati personali).
Ai colleghi che si occuperanno di tale servizio sarà estesa, sin dall’avvio della sperimentazione, la specifica indennità prevista per i lavoratori dei CAM.
La sperimentazione, chiaramente, sarà oggetto di attento monitoraggio e di specifico costante confronto sull’andamento e sugli esiti con le OO.SS. anche rispetto al corretto carico di lavoro e alle attività che attualmente svolgono i colleghi interessati.
In funzione degli esiti della sperimentazione, del flusso e della tipologia delle richieste dei servizi potrà essere quindi previsto nel corso del 2019, a regime, un polo unico con personale professionalmente preparato sulle specifiche materie ed adeguatamente formato alle tecniche comunicative degli operatori dei CAM.
Per maggiori dettagli rinviamo alle intese sottoscritte ed ai relativi importanti allegati.
La riunione è stata anche l’occasione per affrontare ulteriori tematiche inerenti i CAM e/o che interessano trasversalmente tutte le strutture dell’Agenzia. Incremento e corretto riconoscimento della specifica indennità; corretta attribuzione dei carichi di lavoro/obiettivi;
Passaggi di Area.
Nel rinviare ai verbali per alcuni temi “tecnici” ed ai precedenti comunicati (es: integrazione dell’albero di instradamento delle telefonate, ecc.) è risultato evidente come l’incremento della specifica indennità, ferma da circa 18 anni, andrebbe inquadrata nell’ambito di una rivisitazione delle indennità riconosciute nell’Area servizi dell’Agenzia e necessariamente confluirà nell’ambito delle rivendicazioni che le Scriventi hanno avviato contro i continui tagli del nostro salario accessorio e che impediscono l’adeguata
remunerazione di importanti attività svolte dai lavoratori (cfr. nota unitaria del 10.6.2018).
E’ stata inoltre l’occasione affinché l’Agenzia si impegnasse per una opportuna verifica delle modalità “restrittive” di riconoscimento dell’indennità segnalate dai colleghi e dalle RSU in alcune sedi CAM.
Nel corso della riunione tecnica della mattina, inoltre, i vertici della Divisione Servizi hanno assunto l’impegno di una maggiore attenzione e corretta modulazione degli obiettivi riconoscendo effettive criticità che nel corso del 2018 (… e noi diciamo non solo!) si sono verificate. In tal senso è necessario mantenere un costante “canale” di dialogo tra le strutture dell’Agenzia e tra queste ultime e le OO.SS. e le RSU. Verificheremo l’effettività di tale “impegno”.
Con riferimento alla possibilità di prevedere una procedura esclusivamente interna di Passaggi di Area, sulla base del c.d. decreto Madia n. 75/2017, chiaramente da prevedere per tutto il personale dell’Agenzia, quest’ultima si è impegnata ad avviare sia la verifica di un congruo numero di posti in relazione alla più ampia capacità assunzionale prevista dalla vigente normativa per il 2019 nonché i necessari percorsi di autorizzazione presso la Funzione Pubblica.
Ottenuti i suddetti punti fermi, il proficuo confronto che si è avviato da qualche tempo con l’Agenzia sulle tematiche dei CAM, che ricordiamo da molti anni era stato inesistente, proseguirà nelle prossime settimane.

       FP CGIL                 CISL FP                UIL PA                          CONFSAL/UNSA
Boldorini                   Silveri                    Cavallaro                         Sempreboni

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione riguardo l’applicativo GIF

La proroga non è arrivata

Non mancheremo mai di sottolineare le responsabilità ed i colpevoli silenzi del Ministro Salvini e del Sottosegretario Candiani, quanto approvato nel Consiglio dei Ministri del 6 luglio scorso, ha dimostrato che il cambio di rotta tanto decantato non c’è stato.

Rimaniamo fortemente critici nel merito delle modifiche apportate ai DD.LL.gs. 139/06 e 217/05

Pubblichiamo una nota unitaria –  richiesta incremento organico per Matera 2019.

Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento Reggente dell’organizzazione giudiziaria

Con nota inviata lo scorso 11 giugno (all 1) le scriventi organizzazioni sindacali hanno chiesto di discutere con la Direzione Generale dei servizi informativi automatizzati di importanti argomenti concernenti la informatizzazione degli uffici NEP: processi innovativi disposti dalla L. 162/14 e L. 132/15 riguardo alla “Ricerca telematica dei beni del debitore” di cui all’art 492 bis cpc agli strumenti informatici forniti agli ufficiali giudiziari per le attività disposte, al “Registro informatico” previsto dalla normativa; integrazione degli UNEP nel processo di informatizzazione della Giustizia nel PCT; progetti-pilota avviati. Per CGIL CISL e UIL è infatti intollerabile che gli uffici NEP non siano stati dotati degli strumenti telematici previsti dalla legge. La richiesta de qua, come altre, è rimasta lettera morta.
Poiché la piena e corretta informatizzazione degli uffici NEP, oggi più che mai, è fondamentale per assicurare la efficienza ed efficacia del servizio, come dimostra la recente vicenda relativa al malfunzionamento del sistema GSU, CGIL CISL e UIL la invitano, nella qualità di capo dipartimento reggente, a farsi parte diligente rispetto alla Direzione Generale dei servizi informativi automatizzati affinchè sia convocato in tempi rapidissimi l’incontro richiesto.
Con riserva di ulteriori iniziative in caso di ulteriore negativo riscontro, si porgono distinti saluti.

Roma, 17 luglio 2018

FP CGIL                           CISL FP                            UIL PA
Meloni                               Marra                              Amoroso

Le nostre Ragioni

Le Ragioni per le quali CGIL CISL UIL hanno chiesto l’avvio immediato della Contrattazione e il contestuale ritiro dalla Commissione Paritetica per le Progressioni economiche 2018, derivano dalla ferma volontà di porre in essere un Progetto concreto di Riqualificazione in favore del Personale della Corte dei conti, basato su tre principi fondamentali:

1. Rispetto del CCNL 2016-2018 Funzioni centrali:
L’art. 7 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, sottoscritto il 12 febbraio 2018, riconosce la titolarità della Contrattazione e dell’intero Sistema delle Relazioni Sindacali alle OO.SS. firmatarie del CCNL. La costituzione e l’avvio di una Commissione paritetica di supporto alla Contrattazione, che non rispetti la suddetta disposizione contrattuale, avrebbe rappresentato un vulnus per l’intero Progetto
di Riqualificazione.

2. Rispetto dell’elemento temporale:
Le Progressioni economiche, con decorrenza 1° gennaio 2018, presuppongono un percorso di riqualificazione che dovrà concludersi con la pubblicazione delle graduatorie entro il 31 dicembre 2018. Al momento non è stata ancora avviata la Contrattazione per la definizione dell’Accordo per la ripartizione del Fondo risorse decentrate, indispensabile per destinare le risorse stabili e certe per il
finanziamento delle Progressioni economiche. Per tale Ragione abbiamo chiesto l’immediato avvio della Contrattazione.

3. Definizione di criteri oggettivi:
Vista la necessità di avviare un percorso di riqualificazione spedito, sarà fondamentale legare i criteri per le Progressioni economiche ad elementi oggettivi, quali l’esperienza professionale, con particolare risalto all’anzianità di servizio, e i Titoli di studio. La permanenza nella fascia retributiva attribuita non potrà essere inferiore a due anni, al fine di garantire una Riqualificazione per Tutti.
Per una Riqualificazione di Tutto il Personale della Corte dei conti !!!

F.to Susanna Di Folco    F.to Alessandro Guarente     F.to Fernanda Amidani

Pubblichiamo la nota a firma della Segreteria Generale della Fp Cgil e del Coordinatore Fp Cgil VVF di Forlì Cesena inviata al Capo del Corpo e al Comandante per richieder una verifica tecnica sull’accaduto.

‘Necessaria restituzione e rimborso buoni emessi e non spesi’

“Arrivare, in modo univoco ed efficace, alla soluzione più efficace ai fini della pronta restituzione e rimborso dei buoni emessi e non spesi dai dipendenti”. A chiederlo è la Funzione Pubblica Cgil in una lettera inviata al ministro della Pa, Giulia Bongiorno, e all’amministratore delegato di Consip, Cristiano Cannarsa, in merito allo stop ai ticket restaurant della società Qui!, molto diffusi tra i dipendenti pubblici, con la decisione della stessa Consip di arrivare alla risoluzione della convenzione in alcune regioni.

Consip, infatti, scrive la Fp Cgil, “ha proceduto con la risoluzione della convenzione ‘Buoni Pasto ed. 7’ – relativamente al lotto 1 (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta) e lotto 3 (Lazio), stipulati con Qui!Group S.p.A. – per reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali, inadempimento che ha determinato in un larghissimo numero di casi l’impossibilità per i dipendenti interessati di spendere i buoni pasto emessi”. Nelle indicazioni operative emanate da Consip, precisa la categoria della Cgil, “sono previste più alternative per risolvere del tutto il rapporto di fornitura con la società Qui!Group, senza alcuna indicazione della soluzione più efficace ai fini della pronta restituzione e rimborso dei buoni emessi e non spesi dai dipendenti”.

“Riteniamo, invece, – aggiunge la Funzione Pubblica Cgil – che tale indicazione debba arrivare in modo univoco ed efficace per riparare quanto prima al danno subito dai dipendenti stessi, e pertanto consideriamo necessario che le Amministrazioni procedano tempestivamente alla risoluzione per inadempimento dell’ordine di fornitura (indicata al punto 3 delle informazioni operative Consip)”. La Fp Cgil, conclude la lettera, “è comunque impegnata perché si proceda in tempi celeri a tale soluzione e richiede che, per la prossima convenzione, vengano adottati criteri di verifica delle capacità e dell’affidabilità delle imprese, per impedire il ripetersi del caso in questione”.

Pubblichiamo la documentazione relativa al protocollo n. 0057172 del 17/07/2018

RIVISITAZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE DEPUTATA ALLA GESTIONE AMMINISTRATIVA DELLE RISORSE DELLA F.A..

Pubblichiamo il Ruolo di anzianità alla data del 1 gennaio 2018 del personale dirigente e direttivo – del personale non direttivo e non dirigente che espleta funzioni tecnico-operative – del personale non direttivo e non dirigente che espleta attività tecniche, amministrativo-contabili e tecnico-informatiche, trasmesso dall’Amministrazione.

Ci comunicano che il ruolo non è stato aggiornato per il personale non ancora confermato in ruolo.

Pubblichiamo la Direttiva OPV-01 VVF concernente la “Procedura per la richiesta d’impiego aeromobili del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile” – Ed. 2018 – pervenuta dalla Direzione Centrale per l’ Emergenza, il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo.

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