La situazione per il personale del Comando di Verona è veramente complicata. La Fp Cgil VVF ha più volte sollecitato l’Amministrazione a mantenere corrette relazioni sindacali e dare risposte concrete alle tante criticità rappresentate. Già il primo luglio scorso e, successivamente il 7 luglio avevamo avvertito il Dirigente che il personale non era più disposto ad aspettare. Per tali ragioni la Fp Cgil VVF, dando seguito al mandato dei lavoratori ottenuto nelle due assemblee tenutesi in questo ultimo periodo, ha dichiarato lo stato di agitazione
A seguito dell’accordo relativo al fondo unico di amministrazione 2017 sottoscritto lo scorso 25 giugno,
si allega la nota dell’amministrazione in merito ai tempi di pagamento delle relative competenze ai
lavoratori degli Uffici Centrali e Periferici.
Adelaide Benvenuto
Fp Cgil Nazionale Ministero Interno
CONTRATTAZIONE DEL 10 LUGLIO: GLI ESITI
Abbiamo avuto ieri una lunga giornata di trattativa sul tavolo nazionale, che ha prodotto tre accordi, su superamento dei festivi, smart working e una piccola ma significativa integrazione all’accordo sui distacchi, alcune informazioni sulle nuove assunzioni, e l’avvio del confronto sui passaggi di area.
Andiamo con ordine:
Superamento dei festivi
Come potete notare dalla lettura dell’accordo l’Amministrazione ha accettato l’interpretazione se condo la quale il superamento di un terzo dei festivi lavorati è una esclusiva potestà del lavoratore che può aderire o meno su base volontaria. Questa è la novità rispetto agli anni precedenti, pertanto invitiamo le nostre delegate ed i nostri delegati a uniformarsi a questa linea interpretativa quando l’accordo verrà recepito a livello locale.
Accordo smart working
l’accordo sul lavoro agile rappresenta una novità assoluta nel panorama ministeriale. Esso consente, nella fase sperimentale, prevista per la durata di un anno, al 10% del personale di poter fruire di questa nuova articolazione della prestazione lavorativa. L’accordo è molto articolato nella sua definizione dei criteri con i quali l’amministrazione intende procedere ed è avanzato rispetto anche agli altri protocolli avviati in altre amministrazione. Intanto perché nella sperimentazione verrà coinvolto tutto il personale e non solo alcuni Uffici. Che potrà produrre istanza per accedere allo smart e nel caso in cui l’istanza venga accettata fruire di questa modalità di prestazione per un massimo di cinque giorni al mese. Il lavoro agile si differenzia dal telelavoro in quanto non occorre una postazione fissa e il lavoratore non è tenuto a lavorare da casa ma deve essere comunque nella condizioni di poter garantire la quantità produttiva assegnata tramite strumentazione tecnologica adeguata. Nel caso in cui le istanze di fruizione siano superiori alla percentuale indicata del 10% il protocollo prevede dei criteri di precedenza sulla base di riconosciute tutele sociali. Va chiarito comunque che il lavoro agile non è da considerarsi strettamente un beneficio, ma deve essere identificato come una diversa modalità con cui si presta la propria attività lavorativa, che produce benefici al lavoratore che in tal modo può organizzare in modo più agevole la propria giornata lavorativa e all’amministrazione ed in senso più generale alla collettività per l’evidente risparmio che lo smart produce sui costi di gestione diretti e indiretti prodotti dalla presenza costante nel luogo di lavoro. Va precisato inoltre che non tutte le attività possono evidentemente essere ricomprese nel lavoro agile, in particolare quelle per cui la presenza del lavoratore nel luogo di lavoro è indispensabile per la particolare funzione che lo stesso svolge. L’esempio classico è riferibile ai cicli di vigilanza, ma anche in quel settore alcune attività, ad esempio quelle connesse alle attività complementari previste nel prodilo AFAV o quelle più strettamente di coordinamento, possono rientrare in tale possibilità.
Adesso si avvia la fase sperimentale e noi monitoreremo con attenzione l’evoluzione di questo processo, augurandoci che vengano colte in pieno le potenzialità innovative che può produrre lo smart e il tutto non si risolva nelle solite pastoie burocratiche e nella solita incapacità culturale dei nostri dirigenti a coglierle.
Passaggi di area
su questo delicato tema vi è stato l’avvio della discussione su una proposta presentata dall’amministrazione che riguarda sia i passaggi dalla prima alla seconda area che quelli dalla seconda alla terza. Sul tavolo sono emerse due linee contrastanti: chi ritiene che la firma di questa accordi sia un colpo esiziale alle aspettative dei funzionari ombra e si prepara ad una grande campagna pubblicitaria e chi invece ritiene che, considerato il contenzioso in atto, sia possibile percorrere entrambe le strade e riproporre la questione al Ministro quando avremo l’incontro, presumibilmente ai primi di settembre.
Per quello che ci riguarda noi riteniamo che bisogna immediatamente procedere alla sottoscrizione dell’accordo che prevede i passaggi dalla prima alla seconda area. Posizione peraltro non condivisa dall’amministrazione che invece intende procedere con un unico accordo che riguarda entrambi i passaggi. Insomma un pacchetto unico: prendere o lasciare.
La seconda questione che abbiamo posto sono i numeri: ovvero quanti passaggi l’accordo garantirebbe nel triennio e pertanto vogliamo la quantificazione di quelli certi per il 2018 e quelli presumibili per il 2019/20, riservandoci una riflessione ulteriore per quel che riguarda i criteri proposti e le implicazioni di alcune scelte, quali ad esempio quella del concorso unico su base nazionale, rispetto alla necessità di garantire ai possibili vincitori ricollocazioni che non siano penalizzanti.
Questo è lo scenario che abbiamo davanti e questo scenario ci imporrà a breve delle scelte non facili: ribadiamo in ogni caso che il passaggio dalla prima alle seconda area non deve diventare ostaggio di una diatriba estranea ai lavoratori interessati e per noi va in ogni caso sottoscritto un accordo che li riguardi.
Per quanto riguarda invece l’altro processo lo valuteremo sulla base dei numeri e delle opportunità che può produrre e certo chiederemo al nuovo Ministro una norma che riapra lo scorrimento a tutti. Vedremo se e quanto la nuova compagine politica sarà sensibile a questo tema, nelle more andremo avanti nel confronto su quello che abbiamo oggi: riteniamo non condivisibile mandare a bagno una opportunità di riqualificare centinaia di lavoratori interni e di risolvere il problema annoso della prima area, opportunità che negli altri ministeri si sta tentando di cogliere a piene mani.
Integrazione accordo sui distacchi
L’integrazione riguarda la possibilità della mobilità a scambio anche tra profili professionali diversi ma affini.
Assunzioni: quando?
Abbiamo chiesto di informarci sullo stato dell’arte per quel che riguarda le nuove assunzioni. A partire dall’unica graduatoria ancora non pubblicata, quella dei funzionari restauratori. Per la quale si è vissuta una situazione kafkiana che dovrebbe essere risolta dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta in questi giorni, del Decreto Interministeriale che equipara a laurea magistrale i diplomi ottenuti precedentemente al 2009 presso le scuole di alta formazione dell’ICR, dell’OPD, della Scuola per il restauro dei mosaici di Ravenna e dell’ICPAL. Decreto che dovrebbe porre termine alla querelle insorta nella Commissione Ministeriale rispetto alla valutazione di questi titoli che è la causa principale dei ritardi. Per quanto riguarda tutti gli altri profili la situazione è stata definita in relazione alla rimodulazione delle sedi a seguito di rinunce dei vincitori dopo la presa di servizio, manca solo il dato ricognitivo sulle sedi da mettere a disposizione, dato che tarda ad arrivare per la solita ritrosia degli Uffici periferici a fornire le informazioni relative alla collocazione del personale di ruolo. Una ritrosia inaccettabile che sta ritardando ulteriormente il processo, magari fatta da dirigenti non perdono occasione per lamentarsi della carenza di personale. In ogni caso anche questo processo si avvia alla sua conclusione, resta in piedi la questione degli idonei che non rientreranno nei 1000 previsti dal bando originario e per i quali chiederemo direttamente al Ministro una soluzione.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
Pubblichiamo la relazione del Coordinamento Nazionale sull’incontro avuto con l’Amministrazione in data 10 luglio 2018 riguardo la revisione del DM 05 febbraio 2002 sui requisiti psico fisici del personale VVF
Alla D.C. ammortizzatori sociali
I.N.P.S.
Oggetto: visite mediche di controllo per il personale di Polizia Penitenziaria.
Egregio Direttore,
le disposizioni di cui all’articolo 55 septies del D. lgs. 165/2001, come noto, non si applicano per
previsione normativa (art. 7, comma 2 del D.L. 179/2012) al personale delle Forze Armate e dei Corpi
Armati dello Stato ( tra cui la Polizia Penitenziaria).
Il messaggio INPS 1399/2018 riferisce che sono in corso approfondimenti con gli organi
ministeriali per l’eventuale applicazione delle disposizioni del polo unico relativamente alle suddette
categorie.
Nello stesso messaggio si asserisce che potranno essere comunque richieste le visite mediche di
controllo da parte delle amministrazioni, ma l’INPS non potrà effettuarle d’ufficio non essendo prevista
la certificazione telematica per i suddetti comparti.
Tale previsione non crea problemi in caso di patologie comuni ma alcune direzioni degli istituti
penitenziari stanno richiedendo all’INPS visite mediche di controllo per il personale di Polizia
Penitenziaria, non solo per le suddette patologie ma anche per quelle riconosciute dalla commisione
medico ospedaliera e dal comitato di verifica come dipendenti da causa di servizio.
Considerato che l’INPS non ha competenza sulle malattie professionali delle Forze Armate e dei
Corpi Armati dello Stato, si chiede se è legittimo che l’INPS possa effettuare visite mediche di controllo
su episodi di malattia dovuti a patologie dipendenti da cause di servizio, riconosciute dagli organi
competenti.
Il Segretario Nazionale Fp Cgil
Salvatore Chiaramonte
INCONTRO CON IL MINISTRO On.le Luigi DI MAIO
Nella mattinata di lunedì 9 luglio il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, on.le Luigi Di Maio, ha incontrato le organizzazioni sindacali del MLPS. In apertura di incontro il Ministro ha voluto sottolineare la sua volontà di intraprendere un percorso di confronto per affrontare insieme le problematiche del personale e della struttura ministeriale, avendo consapevolezza che le proposte politiche possono essere realizzate se esiste una struttura Ministeriale, fatta di persone, mezzi e buona organizzazione
Abbiamo apprezzato apertura del Ministro con il quale abbiamo concordato di fissare con periodicità, ogni 4 mesi, gli incontri con i sindacati.
Ci è stato inoltre indicata nella persona del dott. Barca, suo stretto collaboratore, l’interlocutore della rappresentanza sindacale per tutte le problematiche attinenti l’organizzazione ed il funzionamento del Ministero nella “ordinarietà”.
Preliminarmente è stato chiarito, da parte del Ministro, che le due strutture ministeriali MISE e MLPS resteranno autonome, ognuna con la propria struttura amministrativa. Semplicemente ci sarà un unico Capo di Gabinetto ed un unico Segretario Generale, coadiuvati da due vice, uno per ciascun Ministero;
Nel corso dell’incontro sono state sottoposte al Ministro altre importanti criticità che investono il Ministero del Lavoro, tra queste:
– il forte ritardo del pagamento del FUA 2016: il Ministro ha riferito di aver già preso contatti con il MEF affinché si possa arrivare a soluzione in tempi brevi;
– la problematica del turnover sia per le aree funzionali e sia per l’area dirigenziale chiedendo in particolare lo scorrimento della graduatoria ancora in vigore.
– La necessità di migliorare le relazioni sindacali che risultano in alcune circostanze carenti come ad esempio nella mancanza di informativa relativa al prossimo trasloco del personale sia dalla sede da via Fornovo alla sede di via Flavia sia all’interno della stessa sede di via Flavia.
La risposta del Ministro a tutte le istanze presentate è stata di apertura, impegnandosi in relazione ai percorsi formativi e di aggiornamento del personale sulla mappatura delle competenze del MLPS, con
COORDINAMENTI NAZIONALI MINISTERO DEL LAVORO
particolare attenzione alle eventuali duplicazioni e sovrapposizioni. Inoltre è stato assicurato l’impegno affinché siano rese effettivamente disponibili le banche dati tra le varie amministrazioni, al fine di poter raggiungere il massimo dell’efficienza operativa delle strutture, in termini di risposte per i servizi da erogare;
Infine, le OO.SS. hanno chiesto un incontro specifico per affrontare le problematiche legate alle le due Agenzie, INL e ANPAL e il Ministro ha evidenziato la necessità di un approfondimento sulle loro finalità e sul loro funzionamento, ma che al momento non si prefigura alcuna possibilità di una regressione ante riforma.
Roma, 10 luglio 2018
FP CGIL
Giuseppe PALUMBO
CISL FP
Antonella LA ROSA
UIL PA
Bruno DI CUIA
INVITO ALLA RIPRESA DELLA NEGOZIAZIONE PER IL CCNI 2017 PROFESSIONISTI
Non si è avuta più alcuna notizia della ripresa del negoziato per il CCNI 2017 per i professionisti (legali, tecnici, attuari).
Vogliamo ricordare che l’ultima riunione sull’argomento si è tenuta il 12 febbraio scorso.
A seguire si è tenuto il tavolo tecnico per la rivisitazione del sistema indennitario dei professionisti per il 2017. Concluso tale tavolo il 13 marzo, si attendeva inutilmente la convocazione immediata per la ripresa delle trattative.
Altrettanto inutile è stata l’attesa dell’apertura degli ulteriori tavoli tecnici programmati con il verbale d’intesa di luglio 2017 (revisione del sistema di valutazione dei professionisti, adeguamento ed aggiornamento delle procedure informatiche).
Ad oggi quella dei professionisti è l’unica categoria per cui, ancora a luglio 2018, non è stato sottoscritto il CCNI 2017!!!
Chiediamo con forza la riapertura delle trattative, a questo punto per la trattazione congiunta di 2017 e 2018, come a suo tempo già richiesto.
Nelle more, dato il tempo trascorso ed il raggiungimento degli obiettivi programmati, chiediamo inoltre che l’Amministrazione proceda alla corresponsione nel corrente mese di un ulteriore acconto sulla retribuzione di risultato riferita al 2017.
Roma, 10 luglio 2018
FP CGIL INPS CISL FP INPS UIL PA – INPS
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO
Rinnovato CCNL dipendenti delle imprese Funebri e Cimiteriali aziende pubbliche.
Vi informiamo che oggi pomeriggio abbiamo sottoscritto il rinnovo contrattuale del CCNL in oggetto, per il triennio 2018/2020.
Il testo, come detto nei giorni precedenti, è stato novellato su pochissimi argomenti normativi (compresa una rivisitazione delle indennità) e sul necessario adeguamento economico, includendo anche uno sviluppo del welfare contrattuale.
Le parti interessate riguardano il sistema delle relazioni sindacali, del codice disciplinare in una dinamica più garantista, e la sistemazione degli articoli del mercato del lavoro – con piccolissime modifiche – nella logica del CCNL igiene ambientale.
Per la parte economica il rinnovo prevede il 5,7% di aumento sulla retribuzione complessiva avendo a riferimento il parametro 143.96 ( il vecchio 175) e calcolato con la somma della retribuzione tabellare integrata, la sanità integrativa e le indennità varie.
Nel dettaglio sono suddivisi tra gli 80 euro sulla parte tabellare, 14,12 euro per l’adesione al Fondo Fasda e circa 3 euro per un adeguamento delle indennità di disagio tipiche del settore.
Complessivamente il carico complessivo per le imprese è di circa 97 euro a regime.
Il periodo trascorso senza rinnovo contrattuale prevede 300 euro di una tantum.
Il Capo Area igiene ambientale Il Segretario Nazionale
Massimo Cenciotti Federico Bozzanca
Nella giornata di mercoledì 4 luglio in video conferenza abbiamo presentato il lavoro di implementazione dell’Osservatorio Nazionale sulle residenze per anziani, un lavoro che abbiamo condiviso e che vi ha visti nei mesi scorsi impegnati a livello regionale e nei territori.
La messa in rete di questo importante strumento di lavoro, che trovate all’indirizzo http://www.iresluciamorosini.it/rsa/ segna il primo traguardo raggiunto.
Le segreterie nazionali dello SPI e della Funzione Pubblica vi ringraziano per il prezioso supporto che avete dato in questi mesi, è stato senz’altro un lavoro impegnativo e faticoso che ha permesso all’IRES Lucia Morosini di costruire una banca dati sul piano nazionale che attualmente non ha eguali, e che nessun centro di ricerca aveva finora mai realizzato: circa 6.500 strutture censite e una copertura di circa 280.000 posti letto.
Ora si tratta di continuare in un lavoro teso ha mantenere aggiornato questo importante strumento con aggiornamento almeno semestrale, sulla base delle nuove segnalazioni che ci farete pervenire per implementare ulteriormente la banca dati.
L’Osservatorio pubblico sulle residenze per gli anziani in Italia ha lo scopo di monitorare le principali caratteristiche delle offerte alle famiglie e le loro evoluzioni.
In particolare l’indagine è rivolta alla comprensione di come le strutture residenziali pubbliche e private promuovono le loro attività, come comunicano alle famiglie i servizi offerti e le professionalità impiegate. Inoltre l’indagine si propone di osservare la regolazione regionale delle modalità di comunicazione e di individuare i parametri ottimali idonei a innalzare i livelli di trasparenza e qualità dell’informazione resa ai cittadini.
La banca dati dell’Osservatorio costituisce una rilevante fonte d’informazioni, che verrà offerta alle famiglie attraverso un servizio online già attivo e consultabile dal 4 luglio 2018.
L’elaborazione dei dati ricavabili dalle informazioni fornite dai gestori e pubblicate dall’Osservatorio è oggetto di un report che trovate sia nel sito che in allegato.
Ma il progetto vuole anche essere la base informativa per un rinnovato e più esteso impegno di un lavoro congiunto tra le strutture territoriali dello SPI e della Funzione Pubblica volto alla tutela delle persone anziane ospiti delle Residenze e dei lavoratori che vi operano, nella reciproca convinzione che la qualità del servizio e la qualità delle condizioni di lavoro vanno di pari passo.
La discussione ha confermato il processo di crescita delle residenze private non convenzionate e non accreditate, sintomo, come più volte sottolineato tra noi, della mancanza di una politica nazionale per la non autosufficienza e di un evolvere rapido del bisogno in connessione alle trasformazioni socio demografiche che mette a dura prova anche i sistemi di protezione delle Regioni che hanno investito di più (sia in termini di risorse che di progettazione e innovazione dei servizi) sulla non autosufficienza.
Ovviamente siamo consapevoli che l’Osservatorio basato solo sulle informazioni fornite dai gestori delle strutture, come resterà quello reso accessibile al pubblico, ha limiti non superabili, sia per carenza e incompletezza di informazioni, che per la necessità di interpretare le stesse alla luce delle diverse normative e regolamentazioni regionali.
Per questo nella video conferenza abbiamo cominciato a discutere il futuro del lavoro. È stato proposto di definire tre strumenti di intervento, tre questionari che in sede di video conferenza abbiamo cosi indicato: uno rivolto sulle strutture, uno rivolto ai dipendenti e uno rivolto ai familiari. Si è convenuto che in questa fase, anche per valutare la fattibilità del progetto, ci si concentri sulla elaborazione del questionario sulle strutture, rinviando la discussione sugli altri due.
Il questionario sulle strutture ha l’obiettivo di raccogliere le informazioni necessarie a valutare le caratteristiche e la qualità delle strutture (Osservatorio interno non pubblico) teso a orientare l’intervento congiunto di rappresentanza, di tutela e di contrattazione. Per una costruzione partecipata del questionario abbiamo chiesto di fare una ricognizione di questionari già realizzati (o progettati) in ambito locale, sia da strutture sindacali che da altri soggetti, anche istituzionali, il livello nazionale farà lo stesso con interlocutori esperti. Da questa ricognizione sarà ricavata una bozza di questionario, che sarà inviata alle strutture regionali e che sarà discussa in una video conferenza che prevediamo per la fine di settembre. Nella video conferenza affronteremo anche fasi e modalità di realizzazione di questa seconda parte del progetto che prevediamo possa prendere effettivamente il via solo dopo la conclusione del percorso congressuale.
Sarà importante effettuare il monitoraggio in questi mesi degli accessi online all’Osservatorio e anche le richieste di informazioni alle nostre strutture SPI, a riscontro dell’indicazione che è stata pubblicata sul sito e che vi riproduciamo:
Per qualsiasi ulteriore approfondimento sulle informazioni rese note è possibile rivolgersi alla sede dello SPI – Cgil più vicina. Qui l’elenco completo: http://www.spi.cgil.it/dove-siamo
Fraterni saluti,
Per SPI CGIL Per FP CGIL
Oliviero Capuccini Dip Socio sanitario Michele Vannini capo area Sanita e SSAEP
Nunzia Fiorenza Dip Socio sanitario Denise Amerini Comparto SSAEP
Raffaele Atti Segretario Nazionale
COMUNICATO
Lo scorso 5 luglio si è avviata la discussione sulla proposta dell’Amministrazione relativa al FUA 2017.
Ad apertura del tavolo, l’Amministrazione ci ha informato sugli ulteriori sviluppi dell’iter del FUA 2016: dopo la firma del Ministro del Lavoro, l’accordo è stato firmato anche dal Ministro dell’Economia ed è ora al vaglio della Corte dei Conti, per il visto finale. Dopo di ciò, l’accordo tornerà al Ministero del Lavoro, che provvederà a smistare le somme di competenza all’INL. Quest’ultimo, a sua volta, con delibera del proprio CdA, acquisirà le somme nel bilancio dell’INL e le trasmetterà, infine, alle singole ITL, per il pagamento.
Considerato l’iter descritto, l’Amministrazione ci ha prospettato il pagamento del FUA 2016 entro agosto – settembre. Speriamo davvero che entro settembre si concludano una volta per tutte le vicende di questo FUA, che oramai hanno assunto tratti surreali, se non grotteschi.
Riguardo all’orario di lavoro, l’Amministrazione ha precisato che la sperimentazione in corso proseguirà nelle attuali sedi a cui se ne aggiungono altre quattro, con estensione della flessibilità anche al personale degli uffici legali chiamato a svolgere servizio esterno. Viene sospesa la possibilità dell’orario destrutturato e rimandata ai primi mesi del 2019, posto che l’Amministrazione ha acquisito in queste settimane una nuova piattaforma per la gestione del personale, che consentirà ai lavoratori in servizio esterno di inserire la propria prestazione lavorativa anche da remoto (c.d. “badge virtuale”). Dal nostro punto di vista, resta fermo l’obiettivo di far decollare il nuovo orario flessibile destrutturato e ci adopereremo perché non vi siano ritardi sulla tabella di marcia. Ad esso, aggiungiamo la necessità di affiancare gli strumenti capaci di conciliare la vita lavorativa con quella personale: smart-working, telelavoro e banca delle ore (su quest’ultimo argomento siamo prossimi a un accordo nazionale, così che possano partire subito dopo gli accordi decentrati negli uffici territoriali).
Quindi, considerato che la sperimentazione del nuovo orario prosegue, continueremo a monitorare l’applicazione della nuova disciplina sul territorio, segnalando immediatamente le interpretazioni restrittive, esattamente com’è già accaduto nel passato.
Riguardo al FUA 2017, l’Amministrazione ci ha presentato la sua proposta, su cui la discussione proseguirà il prossimo 17 luglio. Peraltro, il clima da campagna elettorale permanente ci costringe a dover ricordare a tutte e a tutti che si tratta di una proposta dell’Amministrazione e non di un accordo definitivo già siglato.
La nostra opinione, già più volte espressa e che qui ribadiamo, è che si deve superare il clima medievale di contrapposizione fra lavoratori. Ciò può avvenire, a nostro parere, solo con una nuova organizzazione del lavoro: che renda tutti i lavoratori partecipi al raggiungimento di un obiettivo, che preveda l’inserimento del processo produttivo e la costituzione del lavoro in team quali nuove metodologie di lavoro, a cui ricollegare la ripartizione del salario accessorio.
Oltre a questo, ribadiamo per l’ennesima volta la nostra convinzione che sia necessario costituire delle indennità di funzione, differenziate in base al tipo di responsabilità di ognuno.
Siamo consapevoli che per arrivare a tutto questo sono necessarie ulteriori risorse economiche ed è per questo che da tempo chiediamo al decisore politico il superamento del costo zero, unica strada maestra per far decollare l’INL.
Restiamo in attesa di una convocazione da parte del nuovo Ministro; qualora non dovesse arrivare, a breve manderemo un sollecito.
Roma, 10 luglio 2018
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS, INL e ANPAL
Matteo Ariano
In allegato la convocazione 16.7.2018 prot. 0226394/GDAP su FESI 2018 e Monte ore lavoro straordinario.