Coordinamenti Nazionali Agenzia Entrate
Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate
Avv. Ernesto Maria RUFFINI
e, p.c. Al Capo del Personale
Dott. Aldo Polito
Come è certamente noto alla S.V., il combinato disposto della legge n. 147/2013 art.1 comma 456 e della legge n. 208/2015 art.1 comma 236, comporta per il Fondo dei lavoratori dell’Agenzia delle Entrate per l’anno 2016 un taglio di risorse destinate alla incentivazione del personale di oltre 55 milioni di euro così come medesima sorte hanno subito i Fondi degli ultimi anni.
In sostanza, tali previsioni normative riducono drasticamente le risorse destinate al personale ed in particolare quelle previste dalla legge n.350/2003 art.3 comma 165 che, come è noto, prevede che il Ministro “sulla base delle somme riscosse in via definitiva correlabili ad attività di controllo fiscale…, determina con proprio decreto le misure percentuali da applicare…. Le somme…, affluiscono ad appositi fondi destinati al personale dell’Amministrazione economica e finanziaria in servizio presso gli Uffici…che hanno conseguito gli obiettivi di produttività definiti, anche su base monetaria”.
Le risorse citate costituiscono quote importanti del salario accessorio del personale dell’Agenzia delle Entrate al quale sono affidati compiti vitali per il funzionamento dello Stato.
L’azione dell’Agenzia è sempre più focalizzata sui processi orientati al contribuente, migliorando quanto più possibile l’efficacia nella gestione dei servizi ma anche sull’attività di prevenzione e contrasto all’evasione tributaria ed entrambe concorrono in maniera sostanziale al perseguimento del massimo livello di adempimento degli obblighi fiscali; tutto ciò, come la S.V. ben sa, richiede all’Agenzia e al proprio personale un impegno sempre più intenso nel perseguire la propria missione.
Le Scriventi non stanno chiedendo necessariamente di “avere più soldi”, né di “avere sempre più soldi”; si tratta, piuttosto, di evitare che le risorse messe a disposizione dal Governo per il funzionamento della macchina del fisco ed in funzione dei risultati ottenuti, continuino ad essere fortemente esposte alle contingenze annuali della finanza pubblica, trascurando la differenza essenziale che esiste tra l’Agenzia delle Entrate e la generalità delle amministrazioni pubbliche: l’Agenzia, infatti, piuttosto che una “struttura di spesa”, è soprattutto una “struttura di entrata”, dato che assicura al bilancio dello Stato e degli enti territoriali, quindi all’intera collettività nazionale, circa l’80% delle entrate tributarie.
Le Scriventi tengono a ribadire che il costo del personale dell’Agenzia e la loro incentivazione non è semplicemente una spesa necessaria per la fornitura di servizi pubblici ma è in sé un investimento produttivo, destinato a generare molte più risorse finanziarie di quante non ne consumi, grazie all’incremento del gettito fiscale che tutti i dipendenti assicurano. I 5 miliardi di euro incassati dall’Erario con la lavorazione della “Voluntary” ne sono un esempio.
Per quanto sopra, le Scriventi hanno intenzione di porre in essere un ulteriore momento vertenziale, dopo quello per le progressioni economiche dello scorso anno, finalizzato ad una deroga delle norme richiamate in premessa e, con la presente nota, intendono sapere se il Direttore dell’Agenzia vorrà fare la sua parte convinti come siamo che solo l’unità di intenti potrà portare risultati apprezzabili.
Per un approfondimento complessivo della questione, si chiede un urgente incontro per il quale le Scriventi si rendono fin d’ora disponibili.
Roma, 10 Luglio
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FP CGIL |
CISL FP |
UIL PA |
CONFSAL/UNSA |
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Boldorini |
Silveri |
Cavallaro |
Sempreboni |
Pubblichiamo la Circolare emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane sulla mobilità del personale operativo al ruolo dei CS non specialista, specialista sommozzatore/ nautico radioriparatore / elicotterista
“Pensioni: adesso risposte concrete”. La Cgil rilancia la sua iniziativa sul tema delle pensioni. In coerenza con quanto fatto nella scorsa legislatura, infatti, la Cgil chiede al Governo e al Parlamento delle risposte concrete sul tema delle pensioni, nella direzione indicata dalla Piattaforma sindacale unitaria, discussa e sostenuta dai lavoratori e dai pensionati, con una mobilitazione a cui va data continuità.
In questa linea ha promosso il 10 luglio a Roma una iniziativa. Per la Cgil è infatti necessario che il Governo riapra il confronto con il sindacato per affrontare i punti indicati nella Piattaforma unitaria, per definire un nuovo sistema previdenziale sostenibile socialmente, che sappia tenere insieme tutte le generazioni, essere equo e incardinato sul pilastro pubblico.
“In una fase così delicata – sostiene la Cgil – il tema della previdenza assume una rilevanza particolare. Per questo motivo, in coerenza con l’iniziativa avviata dal sindacato nella precedente legislatura, anche in questa fase chiediamo ai nostri interlocutori di affrontare il tema di una vera riforma previdenziale, che superi strutturalmente l’impianto complessivo della Legge Fornero, sulla base della Piattaforma sindacale unitaria: ‘Riformare le pensioni dare lavoro ai giovani’, che rimane per noi la proposta su cui confrontarci”.
Di seguito i materiali dell’iniziativa del 10 luglio:
Relazione introduttiva (audio RadioArticolo1)
Interventi (audio RadioArticolo1)
Conclusioni Camusso (audio RadioArticolo1)
“Restart – Reddito di Inclusione: la misura necessaria” è il titolo dell’iniziativa della Funzione Pubblica Cgil in programma domani (mercoledì 11 luglio) a Roma, per discutere del tema del nuovo reddito di inclusione, alla luce degli ultimi dati Inps forniti dal Rapporto annuale. Un momento di confronto e dibattito, attraverso una serie di focus, che indaghino sullo stato della rete dei servizi che garantiscono questa misura di contrasto alla povertà.
Diversi saranno gli interventi, che permetteranno di scattare una fotografia del contesto italiano e, più in generale, dei vari sistemi di protezione sociale in Europa, e infine di indagare, attraverso le esperienze fatte sul territorio, sulle condizioni in cui versano i servizi sociali. L’appuntamento di domani a Roma è al Centro Congresso Frentani, in via dei Frentani, dalle 9.30 alle 13.30. Per maggiori dettagli è possibile consultare il programma.
Il Reddito di inclusione, cos’è? È uno strumento di contrasto alla povertà. Attraverso due modalità. Introdotto dal 1° gennaio 2018 (a sostituzione e assorbimento del Sia, sostegno all’inclusione attiva) mira a dare non solo un sostegno economico ai nuclei di persone in condizione di povertà assoluta, ma anche un servizio alla persona di inserimento – o reinserimento – nel mondo del lavoro.
Attualmente la platea di beneficiari del reddito d’inclusione è solo un sottoinsieme degli individui in condizione di povertà che, secondo i dati Istat, ammontano a 5 milioni. Nei primi sei mesi del 2018, infatti, il Rei ha coperto una fetta di 248.687 nuclei familiari, con una distribuzione quasi totalitaria al Sud e nelle isole (175.564 nuclei), poi al Nord (42.541 nuclei) e infine nel Centro Italia (30.582 nuclei).
A partire dalla seconda metà del 2018, però, il Rei ha ampliato la platea di beneficiari. Grazie al modello di micro-simulazione dell’Inps è possibile quantificare il nuovo numero di beneficiari dello strumento. Circa 525 mila nuclei familiari hanno attualmente accesso al Reddito di Inclusione, coprendo quindi il 29% dei soggetti in condizione di povertà. E le risorse dedicate sono circa 1,8 miliardi l’anno.
In un ipotetico scenario di rafforzamento del reddito d’inclusione, per coprire la totalità dei soggetti in condizione di povertà assoluta in Italia è necessario, sempre secondo l’Inps, un costo aggiuntivo di 6,2 miliardi, per un totale di 8 miliardi annui. In questo modo ne beneficerebbero tutti e 5 i milioni di individui in stato di povertà assoluta.
Una misura di contrasto alla povertà che si fonda su di una ‘infrastruttura pubblica’ che avrebbe bisogno di investimenti in termini di risorse e lavoro. Secondo la Funzione Pubblica Cgil, infatti, “finalmente l’Italia si è dotata di una misura di contrasto alla povertà che è il primo livello essenziale di assistenza, quindi disponibile su tutto il territorio nazionale. Stiamo parlando di un diritto di cittadinanza che va garantito attraverso la creazione e il potenziamento di una infrastruttura sociale, ossia una rete territoriale di servizi sociali”.
Ma l’accessibilità della misura dovrebbe passare, spiega la Fp Cgil, “da un sistema di welfare pubblico e universale adeguatamente diffuso su tutto il territorio nazionale, sostenuto da organici dedicati e stabili, che siano nelle condizioni migliori per aiutare i cittadini ad uscire dalla condizione di povertà e che diventino riferimento in tutto il percorso previsto dal progetto di presa in carico. Purtroppo il personale dei servizi sociali e dei Centri per l’Impiego è in spaventosa carenza rispetto alle necessità, con una rilevante presenza di precariato”.
Si allega la ministeriale n.0225275 del 9.7.2018 di cui all’oggetto.
Pubblichiamo la nota invitata all’Amministrazione, le tante contraddizioni sull’impianto organizzativo dell’AIB 2018 rischiano di compromettere la sicurezza degli equipaggi di volo.
Piano virtuale di incremento organico dei Reparti del Corpo di Polizia penitenziaria in occasione delle assegnazioni dei neo-agenti al termine del 173° corso – Verbali
Comunicato al personale del Ministero dello Sviluppo Economico
Nella giornata di oggi, a seguito della nostra richiesta, il Ministro ha incontrato le OOSS per la presentazione e un confronto sulle principali problematiche e sfide del nostro Ministero.
Abbiamo esposto i punti che avevamo sintetizzato nelle lettera di richiesta di incontro del 14 giugno scorso, soffermandoci in particolare su:
– la necessità di dare continuità al confronto tra vertici politici e rappresentanze del personale, per affrontare al meglio le ambiziose sfide che il Ministro ha più volte rimarcato e trovare le modalità per valorizzare al meglio le professionalità del Ministero;
– l’urgenza di rafforzare diversi uffici e plessi con nuove risorse umane e strumentali, elemento non più derogabile visto la collocazione a riposo di numerosi colleghi nei prossimi anni. Bisogna assolutamente invertire la tendenza che ha visto negli anni esternalizzare sempre più funzioni e conoscenze dal Ministero ad enti esterni e società varie;
– il ruolo del Ministero va, invece, rafforzato come risposta alla crescente necessità del Paese di orientare verso processi virtuosi di crescita l’economia reale del Paese. Il Ministero deve avere presidi nei territori che costituiscano punti di riferimento preciso e di propulsione per gli attori e gli imprenditori locali;
– l’esigenza di incrementare le risorse destinate al salario accessorio e alla produttività dei lavoratori, anche risolvendo diverse questioni burocratiche che ad oggi non consentono di immettere nel Fondo risorse da anni spettanti al personale (Piano triennale di razionalizzazione della spesa ex DL 98/2011 art.16, risorse connesse alle attività sui Fondi strutturali europei, risorse connesse al personale proveniente dalla Croce Rossa Italiana, Corpo Forestale dello Stato, ENIT, ecc.);
– dare certezza e celerità nei pagamenti spettanti al personale, non è possibile che i fondi connessi ad accordi sottoscritti dalle parti arrivino al personale dopo oltre uno/due anni di attesa;
– l’esigenza di rivedere alcuni assetti organizzativi, per rendere più efficiente l’attività del Ministero, in tale ambito sono inderogabili due principi cardine, la valorizzazione del personale interno, la trasparenza dei processi e delle decisioni, anche con rifermento al conferimento degli incarichi. In relazione alle risorse strumentali, va rafforzato il processo di razionalizzazione e digitalizzazione delle sedi e delle strutture.
– inderogabili interventi sulla sicurezza e sul benessere del personale. Ad oggi sussistono situazioni fortemente critiche nei diversi plessi, in particolare nel polo EUR;
– l’attivazione di percorsi di formazione e degli strumenti di orientamento sia del personale recentemente inquadrato nei ruoli, sia del personale (dirigente e delle aree) che da tempo opera in settori tecnici che richiedono professionalità specifiche ed aggiornate, nonché formazione interna per potenziare la capacità gestionale delle risorse umane;
– la valorizzazione delle professionalità deve avere evidenze concrete con percorsi di carriera orizzontale, ma, soprattutto, verticale e con lo sblocco dei processi di mobilità, per favorire le legittime aspettative dei lavoratori.
Il Ministro ha condiviso gran parte delle richieste da noi avanzategli.
Sul metodo di lavoro si è impegnato ad incontrare i sindacati con cadenza almeno quadrimestrale, e ha evidenziato che il confronto tra le parti può proseguire con continuità anche tramite gli Uffici del Ministro.
Ha garantito che valorizzerà al massimo la figura del Segretario Generale, come punto di riferimento per la buona organizzazione interna e di raccordo tra la parte politica e quella Amministrativa.
Ha altresì annunciato che il Segretario generale sarà comune con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dove sarà coadiuvato da un vice segretario.
Il Ministro ha rappresentato che il collegamento tra i due Ministeri da lui guidati non si tradurrà in una fusione delle due strutture Amministrative, per evitare di paralizzarne le attività per i prossimi anni.
Ha informato i sindacati di avere avviato un’interlocuzione con il MEF per velocizzare i pagamenti al personale connessi agli accordi relativi al 2016 e 2017, nonché sui Fondi strutturali europei.
Ad oggi il piano triennale delle assunzioni è pari a 209 unità, di cui 29 con passaggi verticali riservati agli interni, 24 dirigenti di seconda fascia.
Per i prossimi 4 mesi ha tracciato alcune linee di indirizzo su cui lavorare congiuntamente:
– piano generale del personale, relativamente a rotazione, formazione, reclutamento (anche con assunzioni in deroga), trasparenza e velocità dei pagamenti;
– sedi ed efficienza dei processi, con riferimento alla messa in sicurezza, all’accorpamento di strutture, al rafforzamento della digitalizzazione;
– risparmi e trasparenza (di particolare interesse da parte del Ministro), con misure di sburocratizzazione, lotta agli sprechi evitando tagli lineari, l’implementazione di un registro dei portatori di interesse, anche relativamente alle singole direzioni generali.
In conclusione il Ministro ha ribadito che ritiene fondamentale una proficua collaborazione con le parti, anche come elemento di rilievo per il successo degli indirizzi politici del Ministero.
FP CGIL – MiSE CISL FP- MiSE UIL PA- MiSE
Manuela Benevento Carlo Filacchioni Stefano Fricano
Roma, 9 luglio 2018
Al Segretario Generale
Avvocatura Generale dello Stato
Avv. Paolo Grasso
In relazione alla convocazione per il prossimo 12 luglio, facendo seguito alla nota inviatale lo scorso 07 febbraio, riteniamo opportuno riportare alla sua attenzione le necessità di affrontare alcune tematiche che consideriamo prioritarie per le lavoratrici e i lavoratori dell’Avvocatura dello Stato
Nello specifico le seguenti questioni: apertura di un confronto analitico sui fabbisogni di nuovo personale amministrativo; verifica sullo stato delle problematiche legate al processo di informatizzazione; orario di lavoro; stato delle relazioni sindacali sul territorio nazionale, situazioni problematiche.
Infine, vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per la mancanza di interventi, di modifica o anche di sospensione, della circolare n. 25/18, oggetto di confronto nell’ultimo incontro sindacale del 22/05. Come già emerso in quella sede, e condiviso dalla stessa Amministrazione, la circolare contiene delle inesattezze rispetto alla certificazione richiesta per la fruizione dell’art. 35 CCNL.
Nel frattempo, la stessa ARAN ha chiarito alcuni dubbi interpretativi anche sull’applicazione dell’art. 32 CCNL.
Riteniamo pertanto che non sia opportuno mantenere in essere una circolare le cui indicazioni rischiano di ingenerare confusione o peggio ancora errori di interpretazione di istituti contrattuali molto importanti.
Confidiamo che quanto richiesto e segnalato possa trovare una soluzione nell’incontro del prossimo 12 luglio.
Per FPCGIL Nazionale
Nicoletta Grieco
ANCORA CATTIVA PROPAGANDA
SULLA PELLE
DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELL’INPS
Abbiamo letto con assoluto stupore il comunicato del 4 luglio scorso scritto da USB nel quale si farnetica di mobilitazioni della FP CGIL contro USB.
Vorremmo chiarire una volta per tutte, in particolare alle lavoratrici e ai lavoratori dell’INPS, che destinataria delle nostre richieste e oggetto delle nostre denunce era e resta la Direzione dell’INPS E NON DI CERTO UN’ALTRA ORGANIZZAZIONE SINDACALE. Alla Direzione dell’INPS chiediamo che si apra finalmente una discussione sui tanti problemi aperti, e che ciò avvenga nel pieno rispetto delle regole del CCNL.
Quelle regole contro cui oggi USB si schiera strenuamente – dichiarandole fasciste – sono esattamente le stesse che, fino all’ultimo rinnovo contrattuale, ha sottoscritto e accettato!
Le regole citate fanno esplicito riferimento al diritto a partecipare alla contrattazione nazionale delle sole Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL. Il fatto che questa volta USB abbia deciso di non firmare il Contratto Nazionale è scelta legittima, così come è comprensibile che la suddetta Organizzazione Sindacale abbia deciso di adire alla via giudiziaria per far valere i propri diritti assoluti che considera lesi da un CCNL che, ripetiamo, sulla questione ribadisce quanto concordato anche con USB negli anni.
Quello che non possiamo accettare è il riproporre da parte di USB all’INPS un atteggiamento ostruzionistico che continua a impedire l’avvio dei tavoli sindacali, danneggiando così prima di tutto interessi e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INPS.
Così come ci indigna l’utilizzo di metodi squadristici per concretizzare tale atteggiamento. Anche per questo non è accettabile l’accusa alla CGIL di fascismo, a quella CGIL protagonista di tutte le lotte che da più di un secolo difendono democrazia e diritti in questo Paese.
Continuiamo, piuttosto, a interrogarci sul rapporto di USB con la direzione dell’inps: una relazione di carattere privilegiato che gestisce informalmente e senza alcuna evidenza di carattere negoziale.
Così come continuiamo a chiedere trasparenza nell’applicazione delle regole contrattuali che USB non ha sottoscritto, non cedendo alla violenza dei modi e dei toni che forse nasconde qualcosa, a noi e alle lavoratrici e lavoratori.
Noi avviamo comunque (e malgrado USB) una mobilitazione perché ci sta a cuore il destino di quest’Istituto, soprattutto in un momento così difficile e delicato per il Paese.
Vogliamo che si programmi un piano straordinario di assunzioni anche per scongiurare la chiusura di Agenzie che rappresentano un punto di riferimento istituzionale per la cittadinanza, vogliamo aprire una discussione seria sulla sicurezza dei lavoratori nelle sedi, vogliamo un Istituto sempre più aperto e inclusivo nelle relazioni col mondo circostante e non proteso solo all’inseguimento dei numeri della produzione.
Vogliamo un’Inps più moderna e all’avanguardia, che torni a essere la punta di diamante della Pubblica Amministrazione italiana.
Su questo, chiederemo ai lavoratori di pronunciarsi e mobilitarsi, nelle assemblee che terremo in queste settimane.
Roma, 9 luglio 2018
FUNZIONE PUBBLICA CGIL
INVITO ALLA RIPRESA DELLA NEGOZIAZIONE
PER IL CCNI 2017 PROFESSIONISTI
Non si è avuta più alcuna notizia della ripresa del negoziato per il CCNI 2017 per i professionisti (legali, tecnici, attuari).
Vogliamo ricordare che l’ultima riunione sull’argomento si è tenuta il 12 febbraio scorso.
A seguire si è tenuto il tavolo tecnico per la rivisitazione del sistema indennitario dei professionisti per il
2017. Concluso tale tavolo il 13 marzo, si attendeva inutilmente la convocazione immediata per la ripresa delle trattative.
Altrettanto inutile è stata l’attesa dell’apertura degli ulteriori tavoli tecnici programmati con il verbale d’intesa di luglio 2017 (revisione del sistema di valutazione dei professionisti, adeguamento ed aggiornamento delle procedure informatiche).
Ad oggi quella dei professionisti è l’unica categoria per cui, ancora a luglio 2018, non è stato sottoscritto
il CCNI 2017!!!
Chiediamo con forza la riapertura delle trattative, a questo punto per la trattazione congiunta di 2017 e 2018, come a suo tempo già richiesto.
Nelle more, dato il tempo trascorso ed il raggiungimento degli obiettivi programmati, chiediamo inoltre che l’Amministrazione proceda alla corresponsione nel corrente mese di un ulteriore acconto sulla retribuzione di risultato riferita al 2017.
Roma, 10 luglio 2018
FP CGIL INPS CISL FP INPS UIL PA – INPS
Matteo ARIANO Paolo SCILINGUO Sergio CERVO