“Prelievo forzoso è illegittimo, garantire lavoro e servizi”

“Insostenibili, gravosi e irresponsabilmente replicati negli anni, a partire dal 2013 a oggi. È quello che abbiamo sempre sostenuto rispetto ai prelievi forzosi applicati alle casse delle province e che hanno determinato una situazione di generalizzato dissesto”. Così la Fp Cgil commenta quanto stabilito dalla Corte costituzionale che ha giudicato illegittimo il prelievo forzoso imposto dallo Stato ai danni delle province, aggiungendo che: “Con il pronunciamento della Consulta, in linea con quanto da anni sosteniamo, finalmente si fa giustizia su di una legge di ‘riforma’ che ha portato le Province e le Città metropolitane sull’orlo di un baratro, tra tagli alle risorse, servizi che arrancano e lavoratrici e lavoratori in costante rischio”.

Dal 2013 a oggi, aggiunge la Fp Cgil, “in ragione del prelievo forzoso, sono state sottratte dalle casse delle Province risorse pari a oltre 4,3 miliardi di euro, che hanno determinato effetti negativi concreti sui lavoratori e sui cittadini. Servizi quali, ad esempio, la manutenzione di strade e scuole in molte situazioni non sono da tempo erogati, per non parlare poi del mancato pagamento di stipendi, così come di tantissimi enti in situazione di vero e proprio dissesto. Per queste ragioni, alla luce della sentenza dell’alta corte, ora è tempo di garantire a questi enti risorse tali da offrire ai cittadini le risposte che meritano in termini di servizi e alle lavoratrici e ai lavoratori la tutela dei loro diritti”, conclude la Funzione Pubblica Cgil.

Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento Reggente dell’organizzazione giudiziaria
Direttore Generale del personale e della formazione

Dott.ssa Alessandra Cataldi
Direttore Generale per i sistemi informativi automatizzati

Risulta alle scriventi organizzazioni sindacali che il GSU, sistema dei registri informatici che serve
gli uffici NEP, abbia cessato di funzionare in varie parti d’Italia da qualche giorno. Considerato che il GSU è
indispensabile per assicurare la operatività dei predetti uffici, CGIL CISL e UIL chiedono che sia ripristinato
il pieno funzionamento del sistema e che siano rese note le cause che hanno determinato l’inconveniente
segnalato. Inoltre chiedono di conoscere se sia stato rinnovato il contratto di assistenza del GSU.
Distinti saluti

Roma, 5 luglio 2018

FP CGIL              CISL FP                 UIL PA
Meloni                Marra                   Amoroso

Ora attenzione a assunzioni e salute e sicurezza

“L’immediata proroga dei termini previsti per riaprire la discussione sul decreto per il riordino delle carriere del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e focalizzare al contempo l’attenzione sulle reali esigenze del personale in termini di assunzioni e salute e sicurezza”. Questa la richiesta della Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco al governo in vista del Consiglio dei Ministri che si terrà oggi.

“Abbiamo più volte contestato il modello di riordino in quanto il documento presentato dall’Amministrazione è perfino peggiore di quello esistente – commenta la Fp Cgil Vvf -. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, visti ruolo e compiti che ricopre, ha bisogno di una struttura centrale più agile e leggera, di una maggiore flessibilità normativa e contrattuale, ma anche di una spiccata autonomia tecnica, gestionale e amministrativa, ovvero l’esatto opposto di quanto avverrà se i provvedimenti in itinere non verranno fermati”.

I Vigili del Fuoco, commenta Mauro Giulianella, coordinatore nazionale Fp Cgil Vvf, “devono essere più vicini al territorio e agli Amministratori Locali, ma anche ai bisogni dei cittadini, nelle attività quotidiane di prevenzione e soccorso tecnico urgente e nei grandi casi di emergenza in sinergia con il sistema di Protezione Civile. Piuttosto che varare provvedimenti peggiorativi rispetto a quelli passati, sarebbe bene rispondere concretamente alle esigenze del Corpo in termini di potenziamento delle assunzioni già previste e sanare le carenze provocate dal blocco parziale del turn over imposto dai precedenti governi. Da ultimo, oltre al problema stipendiale, si manifesta l’esigenza di garantire ai Vigili del Fuoco una adeguata copertura Inail”, conclude la Fp Cgil Vvf.

“I lavoratori addetti alle pulizie delle sedi dei Vigili del Fuoco in alcune regioni non percepiscono gli stipendi da mesi e il taglio delle ore lavorative messe a disposizione nei Comandi Provinciali crea malcontento e disservizio”. A denunciarlo in una nota sono la Fp Cgil Vigili del Fuoco e la Filcams Cgil, precisando che “dopo il caos prodotto nelle gare di appalto al massimo ribasso per il servizio di ristorazione, realizzate dall’Amministrazione Vigili del Fuoco, con ricadute negative sulle lavoratrici e sui lavoratori delle mense e conseguentemente sulla qualità del servizio erogato, la miopia e l’assoluta assenza di lungimiranza dell’Amministrazione e dei suoi Dirigenti colpisce ancora”.

“Se questa è la situazione – prosegue la nota – è assolutamente evidente che tutto il sistema degli appalti all’interno dei Vigili del Fuoco va rivisto; questa gestione avrà come unico risultato l’abbassamento qualitativo del servizio reso dalle ditte appaltatrici e l’inevitabile abbassamento delle tutele degli addetti già stritolate da un sistema che li sottopone a condizioni di lavoro al limite della dignità sia per i bassissimi livelli stipendiali sia per la frammentazione degli orari di lavoro”.

“Restiamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori a difesa della loro occupazione – aggiungono la Fp Cgil Vigili del Fuoco e la Filcams Cgil -. A tale scopo siamo già intervenuti con fermezza per un’immediata soluzione che riconosca quantomeno le mensilità arretrate al personale e il ripristino delle ore prestate per erogare un servizio dignitoso, perché il rischio di impresa, per offerte al massimo ribasso, non può essere fatto pagare agli addetti. Allo stesso tempo invitiamo i vertici dell’Amministrazione dei Vigili del Fuoco ad un cambio di rotta concreto, a partire dalla reinternalizzazione di tutti i servizi (da quelli di ristorazione a quelli delle pulizie) e delle lavoratrici e dei lavoratori in essi occupati”, concludono Fp Cgil Vvf e Filcams Cgil.

Capo Gabinetto Ministero Giustizia
Pres. Fulvio BALDI
Roma

e p.c.:

Capo del Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria
Dott. Francesco BASENTINI
Roma

Vice Capo del Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria
Dott. Marco DEL GAUDIO
Roma

Direttore Generale del Personale e
delle Risorse del D.A.P.
Dott. Pietro BUFFA
Roma

Oggetto: Comandante di Reparto e rappresentante sindacale – incompatibilità di ruoli.

Il coordinamento nazionale fp CGIL intende evidenziare un’anomalia riguardante la carica svolta dal Comandante di Reparto per la “Sicurezza del Ministero” di Via Arenula, il quale sembrerebbe svolgere, in contemporanea, la funzione di rappresentante sindacale della sigla DirPolPen in qualità di segretario P.T..
A sostegno di ciò, è stata presa in considerazione la nota n. 10-U/2018 del 25 giugno 2018.
Numerose sono le normative violate in quest’ambito, in primis, l’art. 52 del D.L. n. 150 del 27 ottobre 2009, il quale ha modificato l’art. 53 del D.L. n.165 del 30 marzo
2001 e sancisce che “Non possono essere conferiti incarichi di direzione di strutture deputate alla gestione del personale a soggetti che rivestano o abbiano rivestito negli
ultimi due anni cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano avuto negli ultimi due anni rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni”, ciò è esplicitato nella Nota a Verbale dell’Accordo Quadro Nazionale sottoscritto il 24 marzo del 2004, la quale prevede che “L’amministrazione s’impegna, fatte salve le situazioni già consolidate, a non conferire le funzioni di comandante di reparto degli istituti, delle scuole e dei servizi penitenziari per adulti e per minori, al personale che ricopre cariche di Dirigenti Sindacali in seno alle OO.SS. rappresentative del Corpo. Tale previsione è estesa anche a coloro che risultano aver ricoperto detti incarichi nel semestre antecedente alla data di conferimento delle funzioni di Comandante di Reparto”. Entrambe le normative si ricollegano all’ art. 97, comma 2 della Costituzione che stabilisce quanto segue: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”.
Nella fattispecie, tali riferimenti normativi vogliono contribuire a mantenere saldi i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione, principi venuti meno nello stesso istante in cui il Commissario in questione ha assunto la carica di Comandante di Reparto per la “Sicurezza del Ministero” contemporaneamente alla funzione di rappresentante sindacale.
Di fronte al verificarsi di tale situazione, il coordinamento nazionale fp CGIL esprime la propria costernazione, non solo per l’accaduto in se, ma soprattutto perché l’evento è stato sostenuto da coloro i quali dovrebbero essere i primi a rimanere conformi alle normative vigenti e a promuovere la legalità. Pertanto, si chiede alle SS.LL.II di prendere in considerazione quanto prima l’avvicendamento del commissario in argomento dall’incarico di comandante di Reparto.

P. il coordinamento nazionale
Fp Cgil Polizia penitenziaria
Stefano BRANCHI

Pubblichiamo la nota della Direzione  Centrale per le Risorse Umane riguardo l’assegnazione temporanea presso gli Uffici Centrali del Dipartimento, di 10 unita di personale appartenenti al ruolo dei funzionari amministrativi contabili direttori

Pubblichiamo il comunicato della struttura territoriale FPCGIL di Roma in riferimento alle problematiche di gestione e d’ organizzazione sul servizio ordinario di soccorso e la convenzione AIB

Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento Provinciale FP CGIL di Roma riguardo la gestione e l’organizzazione della sede  ONA di Torvajainica dove si evidenziano diverse problematiche

Basta alimentare irresponsabilmente nel paese campagna di odio e rabbia

“Una stretta intollerabile che elimina ogni traccia di umanità nell’azione amministrativa del rilascio dei permessi di soggiorno per motivi umanitari, burocratizzando così l’intero processo”. Così la Fp Cgil commenta la circolare del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, inviata a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale.

“Adducendo motivi di sicurezza derivanti da difficoltà di inserimento e problematiche sociali, come recita la circolare, il ministro Salvini continua a trattare il tema immigrazione come una questione di solo ordine pubblico, alimentando irresponsabilmente nel paese una campagna di odio e rabbia – prosegue la categoria della Cgil -. Il titolare del Viminale intende così restringere il campo di applicazione di una disposizione legislativa dello Stato, il Testo Unico sull’immigrazione del ‘98, richiamando le commissioni a non valutare soltanto i seri motivi previsti dalla norma a base del rilascio del permesso ma anche la condizione complessiva del richiedente riferibile alle condizioni di partenza di privazione o violazione dei diritti umani nel paese di origine. Nella sostanza nessuna singola circostanza potrà essere presupposto per la concessione del beneficio”.

“Le categorie maggiormente interessate da questo tipo di beneficio – aggiunge la nota – sono soprattutto donne in stato di gravidanza, malati e minori che hanno affrontato situazioni di gravissimo disagio di permanenza prolungata in Libia e di attraversamento del mare per giungere in Italia. A dispetto della ‘precisazione’ del ministro Salvini la circolare parla inesorabilmente chiaro. Quanto poi alle assunzioni e immissioni in servizio dei 250 funzionari, è un fatto positivo ma, allo stesso tempo, insufficiente a dare risposte più veloci alle 136 mila domande di protezione internazionale. Da tempo come Fp Cgil richiediamo di riorganizzare tutto il sistema relativo ai processi migratori: soccorso, accoglienza, integrazione e riconoscimento dello status di rifugiati. Per dare maggiore efficacia a questo processo servirebbe un piano straordinario di assunzioni nonché formazione per le lavoratrici e i lavoratori impegnati in queste funzioni, insieme al riconoscimento delle loro professionalità e allo stanziamento di risorse adeguate per garantire lo svolgimento delle attività”, conclude la Fp Cgil.

Comunicato

Esiti riunione AGENZIA INDUSTRIA DIFESA

Si è tenuta stamani presso la Direzione generale di A.I.D. la riunione tra le parti concordata di seguito all’incontro interlocutorio svolto lo scorso 30 Maggio.
Aprendo il confronto, il direttore – Ing. Giancarlo Anselmino – ha illustrato alle scriventi OO.SS. i contenuti del documento di programma denominato “AZIONI ASSUNTE A SEGUITO DELL’INCIDENTE OCCORSO IN DATA 21 MAGGIO 2018 PRESSO LO STABILIMENTO MILITARE RIPRISTINI E RECUPERI DEL MUNIZIONAMENTO IN NOCETO (PR), che ci trasmetterà in risposta al nostro intervento nei prossimi giorni, ma che ad ogni buon conto vi anticipiamo.
Un piano di interventi complessivo predisposto dopo l’incidente di Noceto, che non riguarderà solo quello stabilimento ma tutte le strutture di A.I.D. attraverso l’attuazione di una serie di misure volte a minimizzare ogni possibile fattore di potenziale rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Nei nostri successivi interventi, pur riservandoci di valutare attentamente l’eventuale impatto ottenuto con le azioni contenute nel documento prodotto direttamente nei posti di lavoro, abbiamo contestato all’ing. Anselmino una serie di importanti questioni tuttora aperte, che continuano a rendere pericoloso e disagiato il lavoro imposto ai lavoratori dalla direzione di Noceto.
A partire dallo stato attuale delle relazioni sindacali, ovvero dalla rappresentazione più recente e manifesta della considerazione che l’attuale direzione dello stabilimento continua a dedicare all’osservanza delle prerogative delle organizzazioni sindacali e delle locali R.S.U., declinata con la comunicazione rivolta dal capo servizio lavorazione al personale operante nel medesimo servizio. Per
mezzo della quale, avvertendo che nei giorni 9-10-12 e 16 Luglio 2018 si terrà un corso di aggiornamento professionale in loco, lo stesso comunica che nei sopracitati giorni “non saranno concessi giorni di ferie”. Una inaccettabile decisione unilaterale, indebitamente assunta senza il preventivo e obbligatorio coinvolgimento delle RSU e delle OO.SS. del personale.
V’è poi la mancata osservanza delle norme contrattuali in tema di orario di lavoro, di informazione e confronto su ferie e altro. Per non parlare delle ripetute segnalazioni a cui quell’amministrazione non ha mai risposto, e delle diverse problematiche a cui non è stata data ancora concreta soluzione, ovvero:
– L’atavico problema registrato sul reparto “38”, nel quale andrebbe cambiato il sistema a nastro per impedire l’accumulo di polvere esplosiva, e i muri divisori resi blindati;
– Gli spostamenti di materiale eseguiti nel forno ancora manualmente, o con macchinari
vetusti senza che sia mai stata compiuta una valutazione sulla movimentazione
dei carichi comunicata al locale RLS;
– L’impiantistica è ritenuta vecchia, e mai fatta oggetto di interventi di ammodernamento;
– Gli ambienti di lavoro sono tuttora esposti al sole e alle altissime temperature
prodotte senza l’ausilio di aria condizionata refrigerante, il cui impianto allo stato
non risulta funzionante;
– L’amministrazione non ha mai valutato (e in ogni caso comunicato) le compatibilità delle lavorazioni particolari (razzi israeliani spike o colpo 105/51).
Queste, abbiamo contestato al direttore di AID, sono solo alcune delle testimonianze prodotte sull’atteggiamento di completo disinteresse tenuto fin qui da quella amministrazione nei confronti dei diritti dei dipendenti e delle loro pessime condizioni di lavoro, rese in un contesto in cui poi purtroppo si registrano quei gravi incidenti.
In ragione di quanto sopra esposto, al termine dell’incontro abbiamo chiesto al direttore di AID di organizzare e presenziare ad un incontro con la direzione, le RSU e le OO.SS. territoriali a Noceto entro e non oltre la fine del mese.
Per cercare, anzitutto, di rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla ripresa di un sistema di corrette relazioni sindacali tra le parti, e di conseguenza risolvere le annose questioni che allo stato attuale permangono ancora irrisolte, rendendo il lavoro nello stabilimento estremamente disagiato e tuttora pericoloso.
Di seguito all’esito di quella riunione comunicato dalle nostre strutture territoriali e dalle RSU locali, e se del caso insieme a queste ultime, decideremo poi se sarà o meno necessario ricorrere ad ulteriori e più incisive forme di mobilitazione sindacale.

Fp Cgil                          Cisl Fp                           Uil Pa                        Confsal Unsa
F.to F. Quinti            F.to C.Vangelisti            F.to S. Colombi          F.to G. Braconi

Pubblichiamo il comunicato stampa Fp Cgil Roma e Lazio – Inaugurazione della nuova sede del Comando VVF di Viterbo.

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