Pubblichiamo il Bollettino Ufficiale a firma del Capo Dipartimento  riguardo la graduatoria finale del concorso a 238 posti di C.R. decorrenza 1.1.2017

Pubblichiamo la circolare emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane riguardo la mobilità anticipata per le sedi insulari di Lampedusa e Pantelleria

Trattativa rinnovo CCNL Sanità Privata 12 luglio 2018

L’incontro con AIOP e ARIS che si è tenuto oggi, è stato preceduto dalla presentazione della nuova delegazione trattante AIOP che, in sede ristretta, è così composta:
Capo Delegazione responsabile delle relazioni sindacali Dott. Guerino Nicchio
Dott. Prandini Alberto Veneto
Dott. Cerioli Renato Lombardia
Avv. Gallozzi Sonia AIOP Nazionale
A loro si affiancano due Consulenti del lavoro. La delegazione ARIS è rimasta invariata.
Per comodità di esposizione vi forniamo una sintesi della discussione sugli articoli che hanno formato oggetto del confronto.
Art. 1 Campo di applicazione. Come sapete la loro proposta è di escludere i Centri di Riabilitazione e le RSA, a carattere prevalentemente sanitario.
È stata decisa la costituzione di una commissione ristretta di cinque componenti che, partendo
dalle norme sui LEA e dagli accreditamenti in vigore nelle varie Regioni, ha il compito di elaborare
una proposta.
Art. 2 Disposizioni Generali. Concordato con alcune modifiche rispetto al testo attuale in ordine
ai regolamenti aziendali.
Art. 3 Inscindibilità delle norme contrattuali. La loro richiesta è quella di considerare superate
dal nuovo CCNL eventuali norme di miglior favore esistenti frutto di accordi aziendali. Per parte
nostra abbiamo ribadito che deve restare l’attuale formulazione. In sede di esame finale del
contratto si potrà definire un’eventuale diversa formulazione.
Art. 4. Decorrenza e durata. Condividono le decorrenze 1/1/2016 – 31/12/2018 e la parte relativa
alle modalità della disdetta e di presentazione delle piattaforme. Mentre per quanto riguarda
l’anticipazione IPCA, la questione è rinviata alla discussione sulla parte economica.
Art. 5 Norme di garanzia dei servizi minimi essenziali. Concordato, è uguale a quanto previsto
per il pubblico, fatto salvo ovvie differenze su quei servizi che il privato non eroga.
Artt. 6/7/8 Relazioni sindacali. Si sono riservati di esaminare il testo che avevano inviato e su cui
vi abbiamo informato nelle note precedenti. Resta che, al momento, non assistiamo ad un tentativo
di modificarle in senso peggiorativo. Il tema sarà trattato nel prossimo incontro.
Art. 9/10 Pari Opportunità e Mobbing. Hanno accettato la nostra proposta di applicare quanto
previsto per i CUG. Per le strutture di piccole dimensioni, dove è oggettivamente difficile costituire i
comitati, si prevede che possano essere costituiti a livello Regionale per tali strutture “associate”. Il
numero dei dipendenti sotto il quale i CUG sarebbero regionali non è definito, fra i 150 e i 200.
Art. 11 Assunzione. Concordato. L’articolo è buona parte stato riscritto, in particolare per quanto
riguarda i diritti d’informazione per il neo assunto, e sulle norme relative alle privacy, in modo tale
da fornire più garanzie per i lavoratori.
Art. 12 Documenti per l’assunzione. Concordato con modifiche, con l’obiettivo di diminuire il
contenzioso che in questi anni si è prodotto, spesso a danno dei lavoratori.
Art. 13 Visite mediche. Concordato con modifiche derivanti dalla legge, in particolare quanto
previsto dall’art. 41, comma 2 e 2bis, del D.Lgs 81/2008.
Si prevede che al lavoratore sono concessi permessi retribuiti per i lavoratori a turno, nel caso in
cui gli accertamenti sanitari siano previsti durante il turno, ivi compreso il tragitto di andata e
ritorno.
Art. 14 Periodo di prova. Concordato. Per la categoria A) e b) si passa dagli attuali 2 mesi, a 60
giorni di calendario. Per le restanti categorie 6 mesi. Il periodo di prova non è più sospeso solo in
caso di malattia, ma in tutti i casi previsti dalle leggi.
La risoluzione del rapporto di lavoro, in questi casi, non sarà dopo 90 giorni di assenza, come
adesso previsto, ma di 120 giorni.
È prevista la possibilità di essere esonerati dalla prova in caso di richiesta di trasferimento fra
un’azienda e l’altra del medesimo gruppo.
Art. 15 Mansioni Superiori. L’articolo, molto delicato, non è da considerarsi “chiuso”. Al momento
al discussione verte sui seguenti punti:
Mantenimento dei 3 mesi per la categoria A). Unitariamente proponiamo che restino 3 mesi anche
per la categoria B)
6 mesi per la categoria C) e, per loro, la categoria B)
9 mesi per le categorie D) – E) che non svolgono funzioni di coordinamento
24 mesi chi ha funzioni di coordinamento
Anche quest’ultimo punto è ancora aperto.
Quanto alla possibilità del demansionamento previsto dal nuovo art. 2120 del c.c, hanno accettato
di definire una regolamentazione nelle relazioni sindacali.
Art. 16 Cumulo di mansioni. Concordato.
Art. 17 Passaggio ad altra funzione per inidoneità fisica. Concordato.
Art. 18 Orario di lavoro. Il tema è stato lungamente dibattuto e resta tutto aperto. I punti sui quali
vi è convergenza sono:
a) Resta l’attuale orario settimanale, cosa non scontata all’avvio del negoziato.
b) I turni, come nel pubblico, non potranno superare le 12 ore continuative. Fatte salve
esigenze eccezionali.
c) I criteri per la definizione dei turni sono oggetto di esame congiunto, entro i primi tre mesi
dell’anno. Si prevede la verifica periodica, con le rappresentanze sindacali, sull’andamento
dei turni
d) I programmati dovranno essere comunicati ai lavoratori con congruo anticipo
e) La distribuzione dell’orario di lavoro, resta materia di relazioni sindacali.
f) Resta come oggi, la multeperiodalità dell’orario di lavoro.
g) Nella definizione dei turni si dovrà tenere conto, per quanto possibile, di conciliare i tempi di
vita e di lavoro. Inoltre, i turni dovranno essere predisposti in modo che l’eventuale debito
orario, sia assorbito nell’ambito di periodi non superiori a sei mesi.
I punti ancora aperti sono:
1) Il periodo di riferimento per il calcolo della media delle 48 ore settimanali, propongono che
passi da 12 mesi a 9 mesi. Noi abbiamo proposto 6 mesi come nel pubblico. Si riservano
una risposta.
2) Tempi di vestizione e consegna. La loro proposta è di 14 minuti complessivi. Per parte
nostra abbiamo proposto la norma prevista nel pubblico, fatte salve condizioni di miglior
favore esistenti. È questo un punto sul quale si è dibattuto lungamente con varie proposte
mediative, ma non ancora definito.
3) Consecutività delle 11 ore di riposto. Mentre condividono il principio e la previsione nel
CCNL che devono essere garantite 11 ore di riposo consecutiva, concordano di introdurre
le due deroghe (formazione e riunioni di reparto) come è previsto nel pubblico. Propongono
una terza deroga collegata all’effettuazione di lavoro straordinario. Se, ad esempio, un
lavoratore deve effettuare ore di lavoro straordinarie (sempre nel limite di 180 annue) a
causa di un imprevedibile necessità, il periodo di riposo non fruito, dovrà avvenire
immediatamente. In caso eccezionali dovrà fruire delle ore di mancato riposo entro sette
giorni.
Abbiamo ribadito, che la delicatezza dell’argomento potrà formare oggetto di valutazione finale
nell’ambito dell’equilibrio complessivo del contratto.
Lavoro Agile. Non sono contrari, invieremo una nostra proposta.
Sono stati definiti altri tre incontri: 11-18-25 settembre .

Antonio Marchini
Comparto Sanità
FP CGIL Nazionale

Michele Vannini
Capo Area Sanità/SSAEP
FP CGIL Nazionale

Misurare anche ‘peso’ datori di lavoro, serve confronto anche con ministra Bongiorno

“Nel pubblico impiego esiste una legge sulla rappresentanza, manca però la previsione della consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Partiamo da qui ed estendiamola a tutti, proprio come abbiamo previsto nella Carta dei diritti universali del Lavoro”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, commenta le parole del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi di Maio, oggi alla Camera parlando della ‘riforma dei sindacati’.

Nel settore pubblico, infatti, aggiunge la dirigente sindacale, “da anni abbiamo disciplinato la misurazione della rappresentanza, dando corso anche alle elezioni delle Rsu che quest’anno, nel corso del ventennale dalla loro introduzione, abbiamo rinnovato attraverso un grande momento di partecipazione democratica”. Per Sorrentino, “quello che manca spesso non è la certificazione sulla rappresentatività delle organizzazioni dei lavoratori, che va estesa e generalizzata per garantire la massima trasparenza, ma quella dei datori di lavoro”. Nei settori privati dei servizi pubblici, fa sapere Sorrentino, “che come Fp Cgil rappresentiamo, i tanti contratti che insistono sugli stessi settori sono dovuti alla moltiplicazione delle associazioni dei datori di lavoro. Se il Ministro del Lavoro vuole intervenire sulla materia siamo pronti a collaborare”.

“Vorremmo su questo tema e sull’estensione dell’attuale normativa per il pubblico impiego, includendo anche il pronunciamento dei lavoratori sugli accordi, aprire il confronto con ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, che aveva annunciato di essere disponibile al confronto ma che, sollecitata ancora ieri, ha fatto rispondere che ‘siamo in lista’, a testimoniare quanto poco siano prioritari i lavoratori e i loro rappresentanti per un ministro in carica da circa 50 giorni”, conclude Sorrentino.

Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture territoriali sindacali del Comando di Matera sulla proclamazione dello stato di agitazione per le tante problematiche esistenti all’interno del Comando

CCNL Cooperative sociali

Si sono svolte nel pomeriggio del giorno 10 e nella mattinata di ieri due sessioni di lavoro a tavolo
ristretto nell’ambito della trattativa per il rinnovo del CCNL coop sociali.
L’incontro è stato aperto dal nuovo Presidente e Capo delegazione di Federsolidarietà Stefano
Granata, il quale ha dichiarato a nome delle tre centrali l’intenzione di procedere ad
un’intensificazione degli incontri al fine di poter procedere più rapidamente verso la definizione del
nuovo CCNL.
Il confronto, dopo una veloce analisi sull’andamento dei tavoli tematici su profili professionali,
sanità integrativa e salario accessorio, è poi proseguito cercando di sciogliere i nodi ancora sul
tavolo che riguardano l’impianto delle relazioni sindacali e della contrattazione di secondo livello.
Le controparti, non senza qualche apparente contraddizione al loro interno, ci hanno presentato un
testo abbastanza confuso che – oltre a riaprire la discussione rispetto ad almeno un punto già
condiviso nel precedente incontro (Egr), inserisce nuove materie fra quelle di titolarità del secondo
livello e ripropone una durata quadriennale del contratto nazionale.
In esito alle due giornate possiamo affermare di aver compiuto un passo in avanti sul diritto per le
OO.SS. sottoscrittrici del contratto di prendere parte alle trattative di posto di lavoro anche in
presenza di RSU (nell’attuale testo il ruolo dei territoriali firmatari risulta subordinato all’assenza di
Rsu o Rsa).
Abbiamo inoltre avanzato un’ulteriore proposta alle controparti sul tema – oramai annoso – inerente
la collocazione del secondo livello di contrattazione (regionale o provinciale) che auspichiamo
conclusiva in quanto, a nostro avviso, consente in modo equilibrato di contemperare l’intenzione di
collocare al livello regionale la contrattazione territoriale senza che questo elimini la possibilità di
poter continuare ad articolare la stessa su livelli provinciali.
Le controparti hanno acquisito la nostra proposta impegnandosi a darci una risposta nel prossimo
incontro.
Abbiamo infine condiviso e sottoscritto – come da impegni assunti nell’incontro precedente – un
testo da inviare a Ministero dell’Istruzione, Conferenza delle Regioni e Consiglio Universitario
Nazionale sul tema educatori e CFU.
Abbiamo quindi fissato tre ulteriori incontri per i prossimi 31 luglio, 10 e 26 settembre in attesa di
verificare la possibilità di inserire un’ulteriore data fra le due di settembre; il tutto mentre
proseguiranno gli incontri dei tre tavoli tematici.
Infine, abbiamo concordato una riunione unitaria con le rappresentanze di Cisl e Uil per fare il
punto sullo stato di avanzamento del confronto.

Michele Vannini
Capo Area Sanità/SSAEP
FP CGIL Nazionale

INTEGRAZIONE SUL COMUNICATO 11 LUGLIO:
RELAZIONI SINDACALI E ANCORA PASSAGGI DI AREA

Per motivi di spazio e di tempo abbiamo tralasciato colpevolmente una importante tematica che
pure è stata ampiamente discussa durante il confronto del 10 luglio scorso: ovvero le numerose
denunce che ormai ci giungono da tutto il territorio nazionale e riguardano la gestione delle
relazioni sindacali in periferia, ovvero la continua e palese violazione di accordi sottoscritti, di
impegni assunti, di disposizioni ministeriali, di prerogative delle parti sindacali che viene praticata
in moltissimi uffici periferici. In tale contesto la parte del leone, inutile dirlo, la fanno i cosiddetti
Direttori manager dei Musei autonomi. Situazioni che definiamo al limite, come ad esempio quella
che si vive nella Reggia di Caserta, con atti unilaterali e sottoscrizione di accordi con singole sigle
sindacali, magari in quel contesto più compiacenti di altre e stravolgimenti di clausole relative agli
accordi nazionali in materia di orari o peggio ancora l’abitudine di pubblicizzare a tutti i lavoratori le
condizioni di tutela sociale fruite da lavoratori. Oppure Capodimonte, dove gli impegni che si
assumono sul tavolo negoziale vengono immediatamente e puntualmente non rispettati dal
Direttore di quel sito per finire a Pompei, dove si è arrivati alla rottura delle relazioni sindacali da
parte delle sigle firmatarie del CCNL e, dopo aver raggiunto un faticoso compromesso che ancora
una volta ha impegnato con clausole precise la Direzione per poi essere immediatamente
disatteso dalla stessa. Non sono le uniche realtà, ma solo quelle più significative: ad esse
possiamo aggiungere Galleria Borghese nella gestione del Direttore attualmente sospeso dal
servizio, il Palazzo Ducale di Mantova, alle prese con la fantasiosa gestione del suo Direttore, e
buon ultima, in mero ordine di tempo, la Pilotta di Parma dove il clima lavorativo interno si è fatto
irrespirabile a causa di atteggiamenti non propriamente uniformabili al Codice di comportamento
da parte del Direttore. A queste aggiungiamo certamente molti altri Uffici: il caso della BUG di
Genova, alle prese con interpretazioni singolari e il tentativo di piegare il tavolo ai voleri di una
unica Organizzazione sindacale, la SABAP di Lecce, dove siamo stati costretti a proclamare lo
stato di agitazione in conseguenza di decisioni unilaterali assunte dalla Dirigente per finire alla
SABAP Milano 2, con il Dirigente evidentemente solo attento alla compressione dei diritti dei
lavoratori addirittura in pieno e palese contrasto con gli indirizzi dati dalla Direzione Generale
Organizzazione. Insomma un panorama sconfortante dove sembra regnare la discrezionalità, una
visione autoreferenziale del proprio ruolo e interpretazioni di comodo persino delle disposizioni che
il Ministero emana. Come ad esempio quella che definisce la titolarità delle Organizzazioni
sindacali firmatarie del CCNL, disattesa spesso con interpretazioni bizzarre, non ultima quella che
ammette tutte le sigle al tavolo in nome della trasparenza, lasciando intendere che questa non
verrebbe garantita dalle sigle titolari in questo momento della negoziazione. Per questi motivi noi
abbiamo posto il tema delle verifica dello stato di salute delle relazioni sindacali come tema politico
chiedendo intanto una verifica degli accordi in materia di relazioni sindacali sottoscritti a livello
politico e portando la tematica alla conoscenza diretta del Ministro. Questo perché, a nostro
avviso, il ricorso permanente al tavolo nazionale come sede regolatoria di conflitti rischierebbe di
snaturare le vertenze in atto a livello territoriale e inciderebbe molto sulla funzionalità del tavolo
stesso che, come è noto, si trova ad affrontare delicati e complessi problemi vertenziali che
riguardano direttamente la vita e le legittime aspettative dei lavoratori. A corredo di quanto
affermiamo ricordiamo che nel recente passato abbiamo tenuto a livello nazionale due tavoli di
conciliazione su Pompei e Capodimonte. Dal risultato evidentemente inutile, come si può verificare
in questi giorni. Pertanto è importante che i tentativi di conciliazione seguano l’iter definito dal
recente accordo che abbiamo sottoscritto e che la verifica negativa rispetto agli eventuali impegni
assunti dai Dirigenti in sede di conciliazione sia oggetto di valutazione congiunta dei livelli
territoriali e nazionale rispetto alle decisioni da assumere di conseguenza.
Ancora sui passaggi di area
Riteniamo utile, ai fini della necessaria esigenza di chiarezza nello scenario confuso che riguarda
questo importante passaggio, trasmettervi la nota che l’Amministrazione ha trasmesso al MEF ed
alla Funzione Pubblica chiedendo in sostanza la possibilità che il MIBACT possa utilizzare la
famosa norma MEF che autorizza i passaggi interni in quella Amministrazione. E la nota di risposta
del MEF, l’unica pervenuta per quanto ci risulta all’amministrazione, assai significativa nella sua
esplicazione del parere contrario all’ipotesi prospettata dai vertici amministrativi del MIBACT. Una
nota di risposta che richiama alcune posizioni per noi già note, rispetto alla valutazione sulla
validità delle graduatorie interne, con il richiamo alla Circolare n. 5 del 2013 della Funzione
Pubblica, tema che abbiamo ampiamente illustrato nel momento in cui si attivarono i famosi
monitoraggi sulle graduatorie vigenti in applicazione della legge 125/2013. Quindi un giudizio
negativo su tutta la linea e corredato dall’ipocrita richiamo alla norma MEF esclusivamente
applicabile a quel Ministero. Questa corrispondenza abbiamo chiesto di acquisirla in questi giorni,
ma ci era stata già illustrata sul tavolo nazionale ed è perfettamente a conoscenza di tutte le sigle
sindacali. L’abbiamo chiesta con il chiaro intento di renderla pubblica, esattamente per far
comprendere le difficoltà di questo percorso: noi ribadiamo che riproporremo l’esigenza di una
norma specifica al Ministro Bonisoli quando ci convocherà, nelle more riteniamo irresponsabile non
affrontare l’altro percorso.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale

I costi di una operazione così vecchia e sbagliata, graveranno sulle spalle dei cittadini e a peggiorare sarà il servizio reso in termini di soccorso.

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, visti ruolo e compiti ai quali è preposto, ha bisogno di una  struttura Centrale più agile e leggera, di meno burocrazia, di una maggiore flessibilità normativa e contrattuale, ma anche di una spiccata autonomia tecnica, gestionale ed amministrativa, l’esatto opposto di quanto deliberato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 6 luglio.

“Restart – Reddito di inclusione: la MISURA necessaria”.

Tutti i materiali – dai testi agli audio degli interventi – dell’iniziativa promossa dalla Funzione Pubblica Cgil l’11 luglio sul Reddito di Inclusione.

Introduzione Lorella Brusa (Politiche per l’inclusione Fp Cgil) – Audio

Intervento Giordana Pallone (Dipartimento Welfare Cgil) su ‘Il Reddito di inclusione in Italia’Audio, Relazione e Slide

Intervento Salvatore Marra (Politiche Europee ed Internazionali Cgil) su ‘Europa: sistemi di protezione sociale a confronto’Audio e Slide

Intervento Enzo Bernardo (Responsabile Politiche Internazionali Fp Cgil) su ‘Europa: sistemi di protezione sociale a confronto’Audio

Intervento Michele Raitano (professore associato Politica Economica – Sapienza Università Roma) su ‘Il Reddito di inclusione e lotta alla povertà’Audio e Slide

Intervento Alessandro Purificato (Capo Area Funzioni Locali Fp Cgil) su ‘Le infrastrutture necessarie’Audio

Intervento Laura Paradiso (Assistente Sociale Rsu Comune di Roma) su ‘L’esperienza dei Servizi Sociali Comunali e dei Centri per l’impiego’Audio e Relazione

Intervento Ilaria Raimondi (Operatrice Centro per l’impiego Riccione) su ‘L’esperienza dei Centri per l’impiego’Audio e Slide

Conclusioni Serena Sorrentino (segretaria generale Fp Cgil) – Audio

SICUREZZA DELLE SEDI

Il tema della sicurezza delle sedi sta diventando di stretta attualità: non è raro, ad esempio, che vi siano episodi di furti ai danni di dipendenti oppure di imbattersi in persone che “vagano” nei corridoi delle sedi. Da ultimo, un increscioso episodio risolto grazie all’intervento di un carabiniere del NIL, a cui va la nostra solidarietà.
Poiché il datore di lavoro ha la precisa responsabilità di garantire la salute e la sicurezza dei propri dipendenti, noi riteniamo sia necessario intervenire su questo aspetto, con tutti gli accorgimenti organizzativi e logistici del caso. Così, torniamo a chiedere una agenda appuntamenti informatica – a cui affiancare una necessaria campagna informativa nei confronti della cittadinanza -, per una ottimale gestione dei rapporti col pubblico. Sarebbe poi utile prevedere dei “filtri” col pubblico, per evitare che chiunque – dunque anche qualche malintenzionato – possa girare indisturbato all’interno delle Sedi.
L’ideale sarebbe avere del personale di guardia all’ingresso e ci auguriamo che in futuro anche su questo l’Amministrazione intenda intervenire.
Considerato che l’Amministrazione ci ha informato della propria volontà di ammodernare le Sedi, ad esempio sostituendo i computer più obsoleti, non vorremmo che proprio questo – senza alcun accorgimento – possa determinare un aumento di furti.
Invitiamo, perciò, l’Amministrazione a tutti i livelli ad esercitare il ruolo di datore di lavoro, a garanzia e tutela dell’incolumità dei propri dipendenti.

Coordinatore nazionale
FP CGIL INPS, INL e ANPAL
Matteo Ariano

RIUNIONE A Persociv:
ENTRO LUGLIO L’INTESA SULLE PROGRESSIONI ECONOMICHE!
SOTTOSCRITTO L’ACCORDO SUI 10 MILIONI DI EURO NEL FUS 2017 E PROPOSTA
LA RIPARTIZIONE DEI 21 MILIONI DI EURO ENTRO IL 2018
AL VIA LA COSTRUZIONE DEL PIANO TRIENNALE DEI FABBISOGNI PER CONSENTIRE LE ASSUNZIONI DALL’ESTERNO

Si è tenuto in data odierna presso la Direzione Generale di PERSOCIV il programmato incontro sulle tematiche afferenti il Contratto Integrativo Ministero Difesa.
Aprendo i lavori il Direttore generale ha inteso comunicarci alcune novità intervenute in questi ultimi giorni:
–  Il piano triennale del fabbisogno di personale per il Ministero Difesa è stato definito ed è al vaglio del Gabinetto del Ministro, in seguito ci verrà illustrato…
–  La richiesta avanzata la volta scorsa dalle scriventi OO.SS. riguardante la possibilità di “stralciare” le progressioni economiche 2018 dalla discussione sul Contratto Integrativo di amministrazione per accelerarne la definizione non ha avuto alcuna controindicazione da parte della funzione pubblica;
–  Stessa modalità di confronto e definizione anche per le risorse economiche da distribuire in ossequio all’art. 1, comma 590 della legge 27.12.17 n. 205 (21 milioni di e.);
–  La circolare relativa all’art. 35 del CCNL, verrà integrata sulla base degli orientamenti applicativi pubblicati di recente dall’ARAN.
Sul primo punto, abbiamo comunicato alla dr.ssa Corrado che per quanto concerne l’informazione relativa al piano dei fabbisogni della Difesa attenderemo che ci vengano forniti i dati precisi per valutare i numeri richiesti dall’A.D. e compararli con le effettive esigenze di personale da noi registrate e ritenute necessarie a colmare la forte carenza presente soprattutto nell’area tecnico/industriale.
Per quanto attiene, invece, alle Progressioni economiche nelle aree funzionali abbiamo ribadito ancora una volta alla parte pubblica che gli sviluppi economici previsti per quest’anno dovranno necessariamente prevedere un congruo numero di passaggi destinati a tutti coloro che nel biennio 2016/2017 non ne abbiamo potuto beneficiare, rivedendo in tal senso anche i punteggi inseriti nell’ipotesi di lavoro iniziale avanzata dalla predetta direzione generale.
Recependo le nostre richieste, la dr.ssa Corrado ci ha invitato a presentare una nostra proposta di lavoro da discutere al tavolo nella prossima riunione già stabilita per il prossimo 19 Luglio, che le faremo avere.
Per quanto attiene la distribuzione dei 21 milioni di euro da NOI ottenuti attraverso la legge
di bilancio 2018, nei giorni scorsi abbiamo prodotto e inviato a PERSOCIV un’ulteriore proposta di
soluzione che a nostro giudizio, in perfetta aderenza e applicazione di talune norme contrattuali,
potrebbe consentire la rapida definizione dell’accordo e il sollecito pagamento delle risorse
economiche disponibili alle lavoratrici ed ai lavoratori civili della Difesa.
Su tale proposta l’Amministrazione ha manifestato invece perplessità motivandole con un
quadro normativo di riferimento che non ha convinto le scriventi.
Sulla rilevante problematica, che necessita evidentemente di ulteriori approfondimenti, sarà cura delle parti verificare con il Dipartimento della Funzione Pubblica se la percorribilità della proposta è, come noi assumiamo, corretta e coerente anche con i contenuti delle norme contenute nel C.C.N.L. 2016/2018.
Stamane abbiamo, inoltre, finalmente sottoscritto l’accordo riguardante il pagamento dei 10 milioni di euro derivanti dai risparmi di gestione ottenuti alla Difesa nel 2017, con le modalità di cui vi abbiamo già informato nel precedente comunicato.
Vi terremo come sempre tempestivamente aggiornati sull’evolversi dei lavori.

Fp Cgil                     Cisl Fp                   Uil Pa                Confsal Unsa
Francesco Quinti   Carlo Vangelisti   Sandro Colombi   Gianfranco Braconi

ANBSC … PROSEGUE IL CONFRONTO

Nella giornata di martedì 10 luglio scorso presso la sede dell’ANBSC si è svolto un incontro tra la
Delegazione di parte pubblica, presieduta dal prefetto Guessarian, e le Organizzazioni sindacali
rappresentative.
All’ordine del giorno vi era la discussione sulla costituzione del Fondo per le risorse decentrate e
sulla contrattazione integrativa.
All’inizio della discussione il Prefetto Guessarian ci ha informato sull’esito degli incontri avuti in
ICOP sulla validità della costituzione dei Fondi riferiti agli anni 2016-2017 e 2018.
Si è condiviso di costituire il Fondo per gli anni 2017 e 2018 sulla base dell’importo medio pro
capite di 6.000 euro (lordo dipendente); questa soluzione trova una solida giustificazione
nell’ancoraggio all’entrata in vigore della legge 161/2017 . Da qui la previsione di costituzione del
Fondo per il 2017 subito dopo l’approvazione del Nuovo Regolamento di Amministrazione,
approvato in via preliminare nel Consiglio dei Ministri dell’aprile scorso. Successivamente, a stretto
giro, si avvierà la discussione sul Fondo per le risorse decentrate del 2018.
Lo stesso Collegio dei Revisori ha condiviso tale processo e questo potrà garantirci sostanzialmente
la certificazione dei Fondi 2017 e 2018.
Diverso il discorso legato al 2016; su questo la posizione di ICOP è stata oltremodo rigida in
relazione anche ai vincoli del tetto 2015 da rispettare; in questo caso verranno ratificati i Fondi sulla
base dei 2.500 euro previsti dall’Atto Senato.
Tutto questo lo abbiamo inserito in un protocollo sottoscritto dalle Parti per dare maggiore certezza
rispetto alla responsabilità e alla tempistica e per dare un segnale di chiarezza ai lavoratori che su
questo aspetto reclamano certezze …… piuttosto che buone intenzioni!
Vi alleghiamo il protocollo sottoscritto e ci impegniamo a garantire tempestive.

Roma, 11 luglio 2018

IL COORDINATORE NAZIONALE
FP CGIL ANBSC
Roberto Morelli

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