Comunicato al personale del Ministero dello Sviluppo Economico

Nella giornata di oggi, a seguito della nostra richiesta, il Ministro ha incontrato le OOSS per la presentazione e un confronto sulle principali problematiche e sfide del nostro Ministero.
Abbiamo esposto i punti che avevamo sintetizzato nelle lettera di richiesta di incontro del 14 giugno scorso, soffermandoci in particolare su:

– la necessità di dare continuità al confronto tra vertici politici e rappresentanze del personale, per affrontare al meglio le ambiziose sfide che il Ministro ha più volte rimarcato e trovare le modalità per valorizzare al meglio le professionalità del Ministero;
– l’urgenza di rafforzare diversi uffici e plessi con nuove risorse umane e strumentali, elemento non più derogabile visto la collocazione a riposo di numerosi colleghi nei prossimi anni. Bisogna assolutamente invertire la tendenza che ha visto negli anni esternalizzare sempre più funzioni e conoscenze dal Ministero ad enti esterni e società varie;
– il ruolo del Ministero va, invece, rafforzato come risposta alla crescente necessità del Paese di orientare verso processi virtuosi di crescita l’economia reale del Paese. Il Ministero deve avere presidi nei territori che costituiscano punti di riferimento preciso e di propulsione per gli attori e gli imprenditori locali;
– l’esigenza di incrementare le risorse destinate al salario accessorio e alla produttività dei lavoratori, anche risolvendo diverse questioni burocratiche che ad oggi non consentono di immettere nel Fondo risorse da anni spettanti al personale (Piano triennale di razionalizzazione della spesa ex DL 98/2011 art.16, risorse connesse alle attività sui Fondi strutturali europei, risorse connesse al personale proveniente dalla Croce Rossa Italiana, Corpo Forestale dello Stato, ENIT, ecc.);
– dare certezza e celerità nei pagamenti spettanti al personale, non è possibile che i fondi connessi ad accordi sottoscritti dalle parti arrivino al personale dopo oltre uno/due anni di attesa;
– l’esigenza di rivedere alcuni assetti organizzativi, per rendere più efficiente l’attività del Ministero, in tale ambito sono inderogabili due principi cardine, la valorizzazione del personale interno, la trasparenza dei processi e delle decisioni, anche con rifermento al conferimento degli incarichi. In relazione alle risorse strumentali, va rafforzato il processo di razionalizzazione e digitalizzazione delle sedi e delle strutture.
– inderogabili interventi sulla sicurezza e sul benessere del personale. Ad oggi sussistono situazioni fortemente critiche nei diversi plessi, in particolare nel polo EUR;
– l’attivazione di percorsi di formazione e degli strumenti di orientamento sia del personale recentemente inquadrato nei ruoli, sia del personale (dirigente e delle aree) che da tempo opera in settori tecnici che richiedono professionalità specifiche ed aggiornate, nonché formazione interna per potenziare la capacità gestionale delle risorse umane;
– la valorizzazione delle professionalità deve avere evidenze concrete con percorsi di carriera orizzontale, ma, soprattutto, verticale e con lo sblocco dei processi di mobilità, per favorire le legittime aspettative dei lavoratori.

Il Ministro ha condiviso gran parte delle richieste da noi avanzategli.
Sul metodo di lavoro si è impegnato ad incontrare i sindacati con cadenza almeno quadrimestrale, e ha evidenziato che il confronto tra le parti può proseguire con continuità anche tramite gli Uffici del Ministro.
Ha garantito che valorizzerà al massimo la figura del Segretario Generale, come punto di riferimento per la buona organizzazione interna e di raccordo tra la parte politica e quella Amministrativa.
Ha altresì annunciato che il Segretario generale sarà comune con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dove sarà coadiuvato da un vice segretario.
Il Ministro ha rappresentato che il collegamento tra i due Ministeri da lui guidati non si tradurrà in una fusione delle due strutture Amministrative, per evitare di paralizzarne le attività per i prossimi anni.
Ha informato i sindacati di avere avviato un’interlocuzione con il MEF per velocizzare i pagamenti al personale connessi agli accordi relativi al 2016 e 2017, nonché sui Fondi strutturali europei.
Ad oggi il piano triennale delle assunzioni è pari a 209 unità, di cui 29 con passaggi verticali riservati agli interni, 24 dirigenti di seconda fascia.
Per i prossimi 4 mesi ha tracciato alcune linee di indirizzo su cui lavorare congiuntamente:
– piano generale del personale, relativamente a rotazione, formazione, reclutamento (anche con assunzioni in deroga), trasparenza e velocità dei pagamenti;
– sedi ed efficienza dei processi, con riferimento alla messa in sicurezza, all’accorpamento di strutture, al rafforzamento della digitalizzazione;
– risparmi e trasparenza (di particolare interesse da parte del Ministro), con misure di sburocratizzazione, lotta agli sprechi evitando tagli lineari, l’implementazione di un registro dei portatori di interesse, anche relativamente alle singole direzioni generali.
In conclusione il Ministro ha ribadito che ritiene fondamentale una proficua collaborazione con le parti, anche come elemento di rilievo per il successo degli indirizzi politici del Ministero.

 

FP CGIL – MiSE             CISL FP- MiSE               UIL PA- MiSE
Manuela Benevento           Carlo Filacchioni           Stefano Fricano

 

Roma, 9 luglio 2018

Al Segretario Generale

Avvocatura Generale dello Stato

Avv. Paolo Grasso

In relazione alla convocazione per il prossimo 12 luglio, facendo seguito alla nota inviatale lo scorso 07 febbraio, riteniamo opportuno riportare alla sua attenzione le necessità di affrontare alcune tematiche che consideriamo prioritarie per le lavoratrici e i lavoratori dell’Avvocatura dello Stato

Nello specifico le seguenti questioni: apertura di un confronto analitico sui fabbisogni di nuovo personale amministrativo; verifica sullo stato delle problematiche legate al processo di informatizzazione; orario di lavoro; stato delle relazioni sindacali sul territorio nazionale, situazioni problematiche.

Infine, vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per la mancanza di interventi, di modifica o anche di sospensione, della circolare n. 25/18, oggetto di confronto nell’ultimo incontro sindacale del 22/05. Come già emerso in quella sede, e condiviso dalla stessa Amministrazione, la circolare contiene delle inesattezze rispetto alla certificazione richiesta per la fruizione dell’art. 35 CCNL.

Nel frattempo, la stessa ARAN ha chiarito alcuni dubbi interpretativi anche sull’applicazione dell’art. 32 CCNL.

Riteniamo pertanto che non sia opportuno mantenere in essere una circolare le cui indicazioni rischiano di ingenerare confusione o peggio ancora errori di interpretazione di istituti contrattuali molto importanti.

Confidiamo che quanto richiesto e segnalato possa trovare una soluzione nell’incontro del prossimo 12 luglio.

Per FPCGIL Nazionale

Nicoletta Grieco

ANCORA CATTIVA PROPAGANDA

SULLA PELLE

DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DELL’INPS

Abbiamo letto con assoluto stupore il comunicato del 4 luglio scorso scritto da USB nel quale si farnetica di mobilitazioni della FP CGIL contro USB.

Vorremmo chiarire una volta per tutte, in particolare alle lavoratrici e ai lavoratori dell’INPS, che destinataria delle nostre richieste e oggetto delle nostre denunce era e resta la Direzione dell’INPS E NON DI CERTO UN’ALTRA ORGANIZZAZIONE SINDACALE. Alla Direzione dell’INPS chiediamo che si apra finalmente una discussione sui tanti problemi aperti, e che ciò avvenga nel pieno rispetto delle regole del CCNL.

Quelle regole contro cui oggi USB si schiera strenuamente – dichiarandole fasciste – sono esattamente le stesse che, fino all’ultimo rinnovo contrattuale, ha sottoscritto e accettato!

Le regole citate fanno esplicito riferimento al diritto a partecipare alla contrattazione nazionale delle sole Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL. Il fatto che questa volta USB abbia deciso di non firmare il Contratto Nazionale è scelta legittima, così come è comprensibile che la suddetta Organizzazione Sindacale abbia deciso di adire alla via giudiziaria per far valere i propri diritti assoluti che considera lesi da un CCNL che, ripetiamo, sulla questione ribadisce quanto concordato anche con USB negli anni.

Quello che non possiamo accettare è il riproporre da parte di USB all’INPS un atteggiamento ostruzionistico che continua a impedire l’avvio dei tavoli sindacali, danneggiando così prima di tutto interessi e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INPS.

Così come ci indigna l’utilizzo di metodi squadristici per concretizzare tale atteggiamento. Anche per questo non è accettabile l’accusa alla CGIL di fascismo, a quella CGIL protagonista di tutte le lotte che da più di un secolo difendono democrazia e diritti in questo Paese.

Continuiamo, piuttosto, a interrogarci sul rapporto di USB con la direzione dell’inps: una relazione di carattere privilegiato che gestisce informalmente e senza alcuna evidenza di carattere negoziale.

Così come continuiamo a chiedere trasparenza nell’applicazione delle regole contrattuali che USB non ha sottoscritto, non cedendo alla violenza dei modi e dei toni che forse nasconde qualcosa, a noi e alle lavoratrici e lavoratori.

Noi avviamo comunque (e malgrado USB) una mobilitazione perché ci sta a cuore il destino di quest’Istituto, soprattutto in un momento così difficile e delicato per il Paese.

Vogliamo che si programmi un piano straordinario di assunzioni anche per scongiurare la chiusura di Agenzie che rappresentano un punto di riferimento istituzionale per la cittadinanza, vogliamo aprire una discussione seria sulla sicurezza dei lavoratori nelle sedi, vogliamo un Istituto sempre più aperto e inclusivo nelle relazioni col mondo circostante e non proteso solo all’inseguimento dei numeri della produzione.

Vogliamo un’Inps più moderna e all’avanguardia, che torni a essere la punta di diamante della Pubblica Amministrazione italiana.

Su questo, chiederemo ai lavoratori di pronunciarsi e mobilitarsi, nelle assemblee che terremo in queste settimane.

Roma, 9 luglio 2018

FUNZIONE PUBBLICA CGIL

INVITO ALLA RIPRESA DELLA NEGOZIAZIONE
PER IL CCNI 2017 PROFESSIONISTI

Non si è avuta più alcuna notizia della ripresa del negoziato per il CCNI 2017 per i professionisti (legali, tecnici, attuari).
Vogliamo ricordare che l’ultima riunione sull’argomento si è tenuta il 12 febbraio scorso.
A seguire si è tenuto il tavolo tecnico per la rivisitazione del sistema indennitario dei professionisti per il
2017. Concluso tale tavolo il 13 marzo, si attendeva inutilmente la convocazione immediata per la ripresa delle trattative.
Altrettanto inutile è stata l’attesa dell’apertura degli ulteriori tavoli tecnici programmati con il verbale d’intesa di luglio 2017 (revisione del sistema di valutazione dei professionisti, adeguamento ed aggiornamento delle procedure informatiche).
Ad oggi quella dei professionisti è l’unica categoria per cui, ancora a luglio 2018, non è stato sottoscritto
il CCNI 2017!!!
Chiediamo con forza la riapertura delle trattative, a questo punto per la trattazione congiunta di 2017 e 2018, come a suo tempo già richiesto.
Nelle more, dato il tempo trascorso ed il raggiungimento degli obiettivi programmati, chiediamo inoltre che l’Amministrazione proceda alla corresponsione nel corrente mese di un ulteriore acconto sulla retribuzione di risultato riferita al 2017.

Roma, 10 luglio 2018

FP CGIL                   INPS CISL FP                 INPS UIL PA – INPS
Matteo ARIANO        Paolo SCILINGUO                  Sergio CERVO

“Prelievo forzoso è illegittimo, garantire lavoro e servizi”

“Insostenibili, gravosi e irresponsabilmente replicati negli anni, a partire dal 2013 a oggi. È quello che abbiamo sempre sostenuto rispetto ai prelievi forzosi applicati alle casse delle province e che hanno determinato una situazione di generalizzato dissesto”. Così la Fp Cgil commenta quanto stabilito dalla Corte costituzionale che ha giudicato illegittimo il prelievo forzoso imposto dallo Stato ai danni delle province, aggiungendo che: “Con il pronunciamento della Consulta, in linea con quanto da anni sosteniamo, finalmente si fa giustizia su di una legge di ‘riforma’ che ha portato le Province e le Città metropolitane sull’orlo di un baratro, tra tagli alle risorse, servizi che arrancano e lavoratrici e lavoratori in costante rischio”.

Dal 2013 a oggi, aggiunge la Fp Cgil, “in ragione del prelievo forzoso, sono state sottratte dalle casse delle Province risorse pari a oltre 4,3 miliardi di euro, che hanno determinato effetti negativi concreti sui lavoratori e sui cittadini. Servizi quali, ad esempio, la manutenzione di strade e scuole in molte situazioni non sono da tempo erogati, per non parlare poi del mancato pagamento di stipendi, così come di tantissimi enti in situazione di vero e proprio dissesto. Per queste ragioni, alla luce della sentenza dell’alta corte, ora è tempo di garantire a questi enti risorse tali da offrire ai cittadini le risposte che meritano in termini di servizi e alle lavoratrici e ai lavoratori la tutela dei loro diritti”, conclude la Funzione Pubblica Cgil.

Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento Reggente dell’organizzazione giudiziaria
Direttore Generale del personale e della formazione

Dott.ssa Alessandra Cataldi
Direttore Generale per i sistemi informativi automatizzati

Risulta alle scriventi organizzazioni sindacali che il GSU, sistema dei registri informatici che serve
gli uffici NEP, abbia cessato di funzionare in varie parti d’Italia da qualche giorno. Considerato che il GSU è
indispensabile per assicurare la operatività dei predetti uffici, CGIL CISL e UIL chiedono che sia ripristinato
il pieno funzionamento del sistema e che siano rese note le cause che hanno determinato l’inconveniente
segnalato. Inoltre chiedono di conoscere se sia stato rinnovato il contratto di assistenza del GSU.
Distinti saluti

Roma, 5 luglio 2018

FP CGIL              CISL FP                 UIL PA
Meloni                Marra                   Amoroso

Ora attenzione a assunzioni e salute e sicurezza

“L’immediata proroga dei termini previsti per riaprire la discussione sul decreto per il riordino delle carriere del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e focalizzare al contempo l’attenzione sulle reali esigenze del personale in termini di assunzioni e salute e sicurezza”. Questa la richiesta della Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco al governo in vista del Consiglio dei Ministri che si terrà oggi.

“Abbiamo più volte contestato il modello di riordino in quanto il documento presentato dall’Amministrazione è perfino peggiore di quello esistente – commenta la Fp Cgil Vvf -. Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, visti ruolo e compiti che ricopre, ha bisogno di una struttura centrale più agile e leggera, di una maggiore flessibilità normativa e contrattuale, ma anche di una spiccata autonomia tecnica, gestionale e amministrativa, ovvero l’esatto opposto di quanto avverrà se i provvedimenti in itinere non verranno fermati”.

I Vigili del Fuoco, commenta Mauro Giulianella, coordinatore nazionale Fp Cgil Vvf, “devono essere più vicini al territorio e agli Amministratori Locali, ma anche ai bisogni dei cittadini, nelle attività quotidiane di prevenzione e soccorso tecnico urgente e nei grandi casi di emergenza in sinergia con il sistema di Protezione Civile. Piuttosto che varare provvedimenti peggiorativi rispetto a quelli passati, sarebbe bene rispondere concretamente alle esigenze del Corpo in termini di potenziamento delle assunzioni già previste e sanare le carenze provocate dal blocco parziale del turn over imposto dai precedenti governi. Da ultimo, oltre al problema stipendiale, si manifesta l’esigenza di garantire ai Vigili del Fuoco una adeguata copertura Inail”, conclude la Fp Cgil Vvf.

“I lavoratori addetti alle pulizie delle sedi dei Vigili del Fuoco in alcune regioni non percepiscono gli stipendi da mesi e il taglio delle ore lavorative messe a disposizione nei Comandi Provinciali crea malcontento e disservizio”. A denunciarlo in una nota sono la Fp Cgil Vigili del Fuoco e la Filcams Cgil, precisando che “dopo il caos prodotto nelle gare di appalto al massimo ribasso per il servizio di ristorazione, realizzate dall’Amministrazione Vigili del Fuoco, con ricadute negative sulle lavoratrici e sui lavoratori delle mense e conseguentemente sulla qualità del servizio erogato, la miopia e l’assoluta assenza di lungimiranza dell’Amministrazione e dei suoi Dirigenti colpisce ancora”.

“Se questa è la situazione – prosegue la nota – è assolutamente evidente che tutto il sistema degli appalti all’interno dei Vigili del Fuoco va rivisto; questa gestione avrà come unico risultato l’abbassamento qualitativo del servizio reso dalle ditte appaltatrici e l’inevitabile abbassamento delle tutele degli addetti già stritolate da un sistema che li sottopone a condizioni di lavoro al limite della dignità sia per i bassissimi livelli stipendiali sia per la frammentazione degli orari di lavoro”.

“Restiamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori a difesa della loro occupazione – aggiungono la Fp Cgil Vigili del Fuoco e la Filcams Cgil -. A tale scopo siamo già intervenuti con fermezza per un’immediata soluzione che riconosca quantomeno le mensilità arretrate al personale e il ripristino delle ore prestate per erogare un servizio dignitoso, perché il rischio di impresa, per offerte al massimo ribasso, non può essere fatto pagare agli addetti. Allo stesso tempo invitiamo i vertici dell’Amministrazione dei Vigili del Fuoco ad un cambio di rotta concreto, a partire dalla reinternalizzazione di tutti i servizi (da quelli di ristorazione a quelli delle pulizie) e delle lavoratrici e dei lavoratori in essi occupati”, concludono Fp Cgil Vvf e Filcams Cgil.

Capo Gabinetto Ministero Giustizia
Pres. Fulvio BALDI
Roma

e p.c.:

Capo del Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria
Dott. Francesco BASENTINI
Roma

Vice Capo del Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria
Dott. Marco DEL GAUDIO
Roma

Direttore Generale del Personale e
delle Risorse del D.A.P.
Dott. Pietro BUFFA
Roma

Oggetto: Comandante di Reparto e rappresentante sindacale – incompatibilità di ruoli.

Il coordinamento nazionale fp CGIL intende evidenziare un’anomalia riguardante la carica svolta dal Comandante di Reparto per la “Sicurezza del Ministero” di Via Arenula, il quale sembrerebbe svolgere, in contemporanea, la funzione di rappresentante sindacale della sigla DirPolPen in qualità di segretario P.T..
A sostegno di ciò, è stata presa in considerazione la nota n. 10-U/2018 del 25 giugno 2018.
Numerose sono le normative violate in quest’ambito, in primis, l’art. 52 del D.L. n. 150 del 27 ottobre 2009, il quale ha modificato l’art. 53 del D.L. n.165 del 30 marzo
2001 e sancisce che “Non possono essere conferiti incarichi di direzione di strutture deputate alla gestione del personale a soggetti che rivestano o abbiano rivestito negli
ultimi due anni cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano avuto negli ultimi due anni rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni”, ciò è esplicitato nella Nota a Verbale dell’Accordo Quadro Nazionale sottoscritto il 24 marzo del 2004, la quale prevede che “L’amministrazione s’impegna, fatte salve le situazioni già consolidate, a non conferire le funzioni di comandante di reparto degli istituti, delle scuole e dei servizi penitenziari per adulti e per minori, al personale che ricopre cariche di Dirigenti Sindacali in seno alle OO.SS. rappresentative del Corpo. Tale previsione è estesa anche a coloro che risultano aver ricoperto detti incarichi nel semestre antecedente alla data di conferimento delle funzioni di Comandante di Reparto”. Entrambe le normative si ricollegano all’ art. 97, comma 2 della Costituzione che stabilisce quanto segue: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”.
Nella fattispecie, tali riferimenti normativi vogliono contribuire a mantenere saldi i principi di imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione, principi venuti meno nello stesso istante in cui il Commissario in questione ha assunto la carica di Comandante di Reparto per la “Sicurezza del Ministero” contemporaneamente alla funzione di rappresentante sindacale.
Di fronte al verificarsi di tale situazione, il coordinamento nazionale fp CGIL esprime la propria costernazione, non solo per l’accaduto in se, ma soprattutto perché l’evento è stato sostenuto da coloro i quali dovrebbero essere i primi a rimanere conformi alle normative vigenti e a promuovere la legalità. Pertanto, si chiede alle SS.LL.II di prendere in considerazione quanto prima l’avvicendamento del commissario in argomento dall’incarico di comandante di Reparto.

P. il coordinamento nazionale
Fp Cgil Polizia penitenziaria
Stefano BRANCHI

Pubblichiamo la nota della Direzione  Centrale per le Risorse Umane riguardo l’assegnazione temporanea presso gli Uffici Centrali del Dipartimento, di 10 unita di personale appartenenti al ruolo dei funzionari amministrativi contabili direttori

« Pagina precedentePagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto