Resoconto riunione trattativa AIOP/ARIS per rinnovo CCNL sanità privata
Il giorno 7 c.m, si tenuto il previsto incontro con le Associazioni Datoriali della sanità privata per il rinnovo del CCNL.
La delegazione AIOP era rappresentata dalla loro Avvocatessa in ragione del fatto che,
contemporaneamente, erano in corso le elezioni del loro organismo Direttivo dopo il Congresso.
Ciò non ha impedito di affrontare due questioni: l’art. 20 Banca delle ore e l’art. 21 Part-Time.
Quanto alla banca delle ore dopo aver respinto la loro proposta di eliminare il pagamento della
maggiorazione straordinaria il mese successivo, come attualmente previsto, si è conventa una riscrittura
dell’articolo per precisare i tempi di adesione e di permanenza nella banca delle ore.
Fermo restando il rinvio alla contrattazione aziendale circa la verifica dell’andamento della banca
delle ore, la corretta gestione e la possibilità di ulteriori articolazioni dell’istituto.
Sul Part-Time, considerate le varie modifiche introdotte dal Decreto Legislativo 81/2015, la
discussione può essere, sinteticamente, così riassunta:
– Mantenimento dell’attuale percentuale del 25%, modificabile in sede di contrattazione
decentrata
– Mantenimento del lavoro supplementare nella misura di 120 ore annue, con il limite di due ore
giornaliero. Passaggio dalle attuali 50 ore per il lavoro supplementare per il P.T verticale
(rammentiamo che il decreto non opera più le distinzioni fra le tre tipologie di P.T), a 120 ore
– In caso di stipula di clausole elastiche, la collocazione temporale della prestazione lavorativa
sarebbe nel limite di 200 ore annue massime. Ma su questo punto il confronto è ancora non
definitivo.
– La proposta delle controparti riguardo le maggiorazioni è quella di mantenere l’attuale 15%. Sul
punto, trattandosi di un aspetto economico, non abbiamo ritenuto di approfondire, stante che è
ancora aperta la questione economica complessiva.
– Le modalità di informazione sul diritto di precedenza per la trasformazione da part time a full
time in caso di nuove assunzioni a tempo pieno, saranno definite in sede di contrattazione
aziendale.
– Oltre a quanto dispone la legge circa il diritto di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo
pieno a tempo parziale, abbiamo proposto di ampliare le casistiche, a fronte di particolari
necessità familiari, personali e di formazione.
Nel mese di giugno sono programmati tre incontri:
il giorno 15, in commissione ristretta per procedere alla scrittura dei testi sui quali si sono registrate
convergenze, ovvero sia necessario il loro adeguamento circa riferimenti legislativi
due giorni consecutivi, il 25 e il 26 giugno
Con l’occasione, vi chiediamo di tenerci informati sulle iniziative di mobilitazione unitaria in corso.
Antonio Marchini
Comparto Sanità
FP CGIL Nazionale
Adesso costruiamo il futuro. È questo il titolo dell’attivo nazionale per le elette Rsu della Funzione Pubblica Cgil del comparto Sanità che si è tenuto a Roma, venerdì 25 maggio, nella sede della Cgil Nazionale, in Corso d’Italia, 25.
In basso le video interviste alle neo elette Rsu e l’audio delle conclusioni di Serena Sorrentino.
Adesso costruiamo il futuro. È il titolo dell’ Attivo nazionale della Funzione Pubblica Cgil del comparto Funzioni Centrali che si è tenuto a Roma mercoledì 6 giungo. Diversi gli argomenti al centro dell’attivo: dalla contrattazione integrativa, passando per il nuovo ordinamento professionale, per arrivare alle prospettive per il prossimo contratto di lavoro del triennio 2019/2021.
Scarica la locandina dell’Attivo qui
Prelex: divide et impera.
Le scriventi OO. SS. hanno richiesto, con la massima urgenza, che l’Amministrazione in modo trasparente venga allo scoperto riguardo la firma e l’iter procedurale del DM relativo alla cd indennità prelex.
È doveroso ricevere una esauriente informativa, già più volte richiesta, relativamente agli uffici interessati e agli importi percepiti per ogni singola quota di prelex prevista nel DM in questione.
Durante l’assemblea cittadina congiunta di CGIL, CISL e UIL , tenutasi lo scorso 5 giugno, sul famigerato comma 685 della LB 2018 si è scatenata una sorta di tutti contro tutti. Sono esplose evidenti le contraddizioni e gli effetti profondamente divisivi che questo provvedimento ha avuto sul personale.
Malgrado i rappresentanti delle tre sigle confederali abbiano tentato di spiegare l’evoluzione dei fatti, a partire dall’iniziale richiesta delle OO. SS. all’Amministrazione di provvedere alla perequazione dell’indennità di amministrazione nel nostro Dicastero, sfociata poi verso tutt’altra direzione (la cd prelex). Ed è stato anche inutile rappresentare che la natura dell’atto amministrativo, il DM da cui discende l’erogazione della prelex, essendo emanato dal competente Ministro nell’ambito delle materie di propria pertinenza non è soggetto ad essere avallato da alcuna sigla sindacale!
Le richieste rappresentate dal personale, se pur partite da legittime rivendicazioni in ordine alla trasparenza e alla iniquità del provvedimento sono poi divenute attacchi verso i beneficiari del comma suddetto o di altre indennità ed in modo particolare verso la dirigenza.
Consideriamo infelici alcuni interventi di esponenti di sindacati autonomi che hanno volutamente creato confusione e surriscaldato gli animi con interventi populisti e ruffiani che incitavano ad assemblee o agitazioni sindacali … tentando di spingere a intraprendere azioni demagogiche ed eclatanti fine a se stesse, con l’unico scopo di strappare facili applausi e mettere in cattiva luce i promotori dell’assemblea e soprattutto vanificare il confronto con il personale intervenuto.
Soffiare sul fuoco del malcontento e aizzare lavoratori contro altri lavoratori, esclusi contro privilegiati, raccogliere firme, fare ricorsi, è il contrario della nostra azione sindacale confederale.
Su una vicenda che non abbiamo in nessun modo condiviso abbiamo comunque scelto di metterci la faccia cercando di NON ALIMENTARE LA SPACCATURA FRA IL PERSONALE ma piuttosto cercando di trovare soluzioni concrete.
L’Amministrazione ha una responsabilità totale in questa vicenda, dalla scelta di procedere per legge per riconoscere una attività che doveva essere contrattata, alla
applicazione distorta del decreto: adesso deve sedersi a un tavolo e rispondere ad un malcontento che è di tutti i lavoratori.
Intanto stiamo uniti: non facciamoci distrarre dall’attacco del vicino di stanza.
In quale direzione sta andando la dignità umana e il senso civico? Ci si batte ancora per un diritto di equità calpestato … o solo per rivendicare la propria inclusione individuale nella platea dei beneficiari di un provvedimento?
Il problema non è quindi se le quote della prelex destinate ad esempio ai dirigenti debbano essere riassegnate alle aree funzionali o meno, o se sia giusto riallocare le risorse (destinate ai turni/reperibilità e alle indennità per le posizioni organizzative) al FUA … ma se consideriamo che un diritto sia leso.
Era prevedibile che le posizioni dei lavoratori, sulla questione e sull’opportunità della prelex, sarebbero state divergenti, anche se non comprendiamo chi ha rappresentato “se non li prendiamo noi non li deve prendere nessuno”. Non si possono contrastare norme che consentono di introitare risorse fresche in un ministero, seppure con criteri poco chiari eche potrebbero essere riallocate successivamente.
Se non ci si aggrega e si fa unità di intenti, l’Amministrazione avrà sempre la meglio, e non è un caso che si sia elargita un’indennità basandosi sul criterio “Divide et impera!”.
Le risorse immesse al MEF non vanno assolutamente perse, se l’applicazione del DM è sbagliata, perché riconosce cifre altissime ai dirigenti, perché non corrisponde alle reali attività svolte dal personale, perché tutto il percorso della attribuzione si è svolto nella più totale opacità e discrezionalità, fino a scontentare gli stessi destinatari del provvedimento significa che tale provvedimento dovrà essere rivisto.
Non è ancora chiaro se il decreto sia stato già firmato, ma noi torniamo a chiedere: trasparenza assoluta sui criteri di assegnazione e esclusione dei dirigenti già destinatari di una retribuzione onnicomprensiva.
Assegnazione da parte della Amministrazione di ulteriori risorse per l’equiparazione delle indennità e il riconoscimento del lavoro e della professionalità di tutti i dipendenti MEF.
Ribadiamo per l’ennesima volta che MAI da parte nostra sia partita l’iniziativa di elargire solo a una parte del personale le risorse del comma 685 della LB 2018. MAI abbiamo concordato con l’Amministrazione i criteri di ripartizione dell’indennità in questione e NESSUNA firma è stata mai posta da CGIL, CISL e UIL sul D.M. “incriminato” di cui ribadiamo la natura meramente tecnico/politica.
Abbiamo l’obbligo come cittadini, lavoratori e dirigenti sindacali di assicurare la dignità, la giustizia e la solidarietà del lavoratore. Valori che non hanno prezzo e non possono essere svenduti al migliore offerente.
Ci contraddistinguiamo nel fare proposte fattibili, volte a far ottenere benefici ai lavoratori, piuttosto che promettere azioni irrealizzabili, ai soli fini autoreferenziali e propagandistici. E magari apprezziamo le critiche ma solo se sono costruttive e non mere aggressioni.
Una scelta quella dell’Amministrazione nata male e proseguita peggio. Adesso che fare?
La nostra soluzione per risolvere la faccenda e riconoscere pari dignità alle professionalità presenti in tutto il Mef è molto semplice. Chiediamo all’Autorità politica di incontrare le scriventi OO.SS. al fine di poter illustrare la nostra proposta volta a variare, nel caso il decreto fosse già firmato, il suo contenuto; destinando una quota di quanto già stanziato al personale che si occupa di attività prelex e la parte restante a tutto il resto del personale che ha chiesto la perequazione dell’indennità di amministrazione. Siamo altresì disposti a discutere all’interno della contrattazione Fua 2018 di forme di compensazione,
che possano riequilibrare la stortura che si sta delineando tra i diversi livelli di trattamento economico con l’applicazione di questo decreto.
FP CGIL CISL FP UILPA
Americo FIMIANI Walter DE CARO Andrea G. BORDINI
GIORNATE DI ASSENZA PER EMERGENZA NEVE
Egregio Sig. Segretario generale,
in merito alla nota fatta pervenire ai dirigenti e ai preposti e al parere espresso dall’Aran su richiesta di codesta Amministrazione, che si allegano in copia, la scrivente Organizzazione Sindacale, esprime il suo dissenso e contesta le modalità di recupero della mancata conclusione della giornata lavorativa.
Nello specifico, fu proprio la stessa Amministrazione ad invitare caldamente i dipendenti a lasciare la sede di servizio, in quanto persistevano le gravi condizioni meteo e si profilava un aggravarsi della circolazione stradale.
Infatti, in data 26 febbraio u.s. scorso, apparve sulla Intranet, e contestualmente fu inviata una e-mail a tutto il personale con un avviso, che recitava:
– Avviso del Segretario generale
– Data Evento: 26 febbraio 2018
– Organo Emittente: SEGRETARIO GENERALE
Viste le persistenti condizioni meteo, recanti gravi disagi alla circolazione stradale, la sede di servizio può essere lasciata a partire dalle ore 14:00.
Pertanto, la scrivente Organizzazione Sindacale, considerato che la stessa Amministrazione aveva ritenuto che fosse inopportuno il permanere del personale nella sede di servizio, con il rischio di non poter più raggiungere le rispettive abitazioni e la probabilità che lo stesso dovesse pernottare nell’Istituto e, d’altronde, aveva apprezzato coloro che erano riusciti, non senza difficoltà, a raggiungere la sede di lavoro, chiede che il periodo di mancato servizio, per quella particolare giornata, non sia sottoposto a recupero a nessun titolo.
La Coordinatrice Nazionale
FP Cgil Corte dei conti
Susanna Di Folco
Il testo coordinato dei contratti collettivi nazionali di lavoro dell’area della dirigenza medica e veterinaria del Servizio Sanitario Nazionale riguardanti il periodo 1994-2009, a cura della Fp Cgil Medici.
È una pubblicazione di circa 300 pagine che può costituire un punto di riferimento per affrontare la contrattazione integrativa e per la tutela dei diritti di ciascun dirigente medico e veterinario, nonostante la controriforma Brunetta ed il blocco dei contratti nazionali.
In appendice si trova una nota con le principali norme introdotte con il Dl 78/2010 convertito nella Legge 122/2010 che riguardano l’area dirigenziale medico- veterinaria.
L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL RICORSO
Siamo ben consapevoli delle gravi disparità di trattamento, non solo economiche, subite dai colleghi ancora ingiustamente inquadrati in A e B nel nostro Istituto, nonostante la grande professionalità acquisita in tanti anni di servizio, trascorsi svolgendo le stesse mansioni di colleghi con un percorso
professionale un po’ meno sfortunato.
Sarebbe facile anche per noi cavalcare l’onda del malcontento di migliaia di lavoratori, ma non è nostro costume creare false e facili illusioni, piuttosto, il nostro impegno è nella direzione di creare le condizioni normative e contrattuali per la soluzione definitiva del problema.
La normativa relativi ai passaggi tra le aree, che in passato consentiva una progressione di carriera più o meno costante, o comunque più agevole, è cambiata radicalmente con le leggi Brunetta e questo ci porta a fare alcune considerazioni.
Con le leggi oggi in vigore, non è possibile un passaggio verticale tra aree senza il titolo di studio previsto dalla legge e cioè il diploma per l’area B, la laurea per l’area C. Non è ad oggi possibile aggirare tale ostacolo con corsi interni o con altre metodi, senza incorrere in bocciature ministeriali.
Tutto ciò è profondamente ingiusto, ma è così.
È contro queste norme che la CGIL si è battuta per anni, spesso da sola, e che faticosamente si stanno ora scardinando grazie anche al Contratto Collettivo Nazionale 2016-2018 sottoscritto, in via definitiva, il 12 febbraio u.s..
Di recente, nel mese di ottobre, alcune OO.SS. hanno sottoscritto un verbale d’intesa per le progressioni verticali (e quindi solo per i possessori del titolo di studio richiesto) ed oggi ne sollecitano l’applicazione. La CGIL non sottoscrisse quel verbale perché privo di alcun riferimento, numerico o percentuale, rispetto al numero dei passaggi da attivare. Un dato sconosciuto, ancora a tutt’oggi, che lascia carta bianca all’Istituto potendo in tal modo attuare l’accordo, paradossalmente e se intenderà farlo, anche con pochissimi passaggi su tutto il territorio nazionale. In ogni caso non sarà l’eventuale applicazione di questo verbale d’intesa a risolvere definitivamente il problema, poiché migliaia di lavoratori ne resteranno inevitabilmente esclusi.
Cosa propone la CGIL?
Noi abbiamo sottoscritto, insieme a CISL, UIL, CONFSALUNSA e CONFINTESA il nuovo CCNL che all’art.12 istituisce una commissione paritetica per innovare e adattare alle funzioni delle varie Amministrazioni un nuovo ordinamento professionale.
La Commissione sarà attivata finalmente entro questa settimana, tra l’ARAN e le OO.SS. firmatarie del C.C.N.L. 2016-2018.
È all’interno di tale organismo, nell’obiettivo complessivo di riconoscimento della professionalità acquisita dai lavoratori, che noi riteniamo si possa e si debba intervenire per risolvere contrattualmente l’annosa questione degli inquadramenti.
Ci batteremo con forza per ottenere una soluzione, che sia equa e che restituisca dignità ai lavoratori sia in termini economici che della conseguente e legittima valorizzazione professionale.
Il Coordinatore nazionale
FP CGIL INPS
Matteo Ariano
COMUNICATO
Riunione della commissione sulla qualità e funzionalità del vestiario in
dotazione al personale di Polizia Penitenziaria.
Dopo le proteste della FP CGIL si è riunita nella giornata di ieri la commissione in oggetto.
Come Fp Cgil abbiamo insistito sulla necessità di cadenzare riunioni periodiche della
commissione che deve essere messa in grado di esprimere i propri pareri e svolgere le
proprie prerogative.
Si è insistito sulla necessità di distribuire nell’immediato i capi di vestiario esistenti nei
magazzini degli istituti, provveditorati e sadav centrale, anche attraverso una ricognizione
dell’esistente. Si è sottolineata anche la necessità di rivedere la linea di distribuzione dei
capi e valutarne le disfunzioni.
Infine si è avuta notizia della messa in cantiere di capitolato di appalto di 20000 mimetiche
estive e 5000 divise sia estive che invernali per il 2018 ed altrettante per il 2019, che
saranno disponibili non prima di 18 mesi. Nel mentre sono stati rescissi contratti per
scarpe e mimetiche invernali oggetto di capitolato di appalto per non passaggio del
collaudo. Situazione che con il conseguente contenzioso ha provocato la perdita della
fornitura di 40000 capi. Discutibile pare essere l’acquisizione da parte dell’amministrazione
di una tuta termica da aggiungere alla mimetica estiva per sopperire alla non fornitura del
capo invernale contestato. La commissione si è aggiornata al 18 settembre.
Il componente Fp CGIL
Gennaro Ricci
Pubblichiamo la Circolare UAS riguardante il 10° Campionato Italiano di Calcio VVF Memorial ”Francesco Campanella”
Pubblichiamo la nota inviata al Comandante di Bari dalle strutture territoriali CGIL CISL UIL affinchè si prendano provvedimenti per la sicurezza operativa e di vivibilità del personale VF in servizio presso la sede di Fiera Bari.
Pubblichiamo la dichiarazione di sciopero sulla situazione del distaccamento di Cascina indetto dalle OO.SS unitariamente.
Pubblichiamo: Richiesta sospensioni aspiranti istruttori SA.