Per la parata del 2 giugno l’Amministrazione cerca personale disponibile.
Ricognizione aspiranti istruttori SA -Protocollo nr: 8974 – del 17/05/2018 del Capo Dipartimento VVF
Il personale della Regione Sicilia è ancora alle prese con il mancato pagamento di una parte delle spettanze legate alle competenze accessorie. Si va incontro alla stagione estiva e il rischio è quello che i lavoratori, mortificati dai ritardi dell’amministrazione, non rispondano alle necessità incombenti della campagna antincendio boschiva. Il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori passa anche dal pagamento delle spettanze economiche in tempi dignitosi, non è più tollerabile che si attendano mesi per vedersi accreditate le risorse, l’Ammnistrazione provveda immediatamente.
Questo prospetto informativo, richiesto più volte dalla scrivente, mette fine ad una serie di menzogne che stavano circolando sui social relative alla mobilità del personale operativo. La disinformazione voluta da alcune organizzazioni sindacali destabilizza il personale e alimenta malcontenti inutili.
Al Vice Capo del Dipartimento A.P.
Dott. Marco Del Gaudio
e, p.c.
Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Pierina Conte
Alle Segreterie regionali e territoriali FP CGIL
Ai Delegati ed iscritti Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Oggetto: sorveglianza dinamica – richiesta contributi.
Egregio Vice Capo,
la Fp Cgil ha più volte richiesto l’apertura di un confronto sul tema in oggetto,
soprattutto perché ha potuto constatare, nelle varie visite effettuate negli istituti
penitenziari del nostro Paese, poca attenzione in tema di sicurezza sul lavoro del Poliziotto
Penitenziario e scarsa capacità di contrastare il crescente fenomeno delle aggressioni subite
dal personale. Per tale motivo accoglie con favore la richiesta da lei inoltrata di formulare
contributi sulla questione, chiedendo, però, che tale richiesta sia solo l’inizio di un
percorso che in tempi rapidi possa portare alla convocazione di una serie di incontri in cui
l’amministrazione penitenziaria e le organizzazioni sindacali possano confrontarsi sul
tema.
Proprio partendo dalle visite effettuate negli istituti penitenziari e dalla campagna
“dentroametà”, messa in campo dalla FP CGIL per dare voce ai Poliziotti Penitenziari che
in quei luoghi lavorano ogni giorno, abbiamo potuto verificare che, quanto annunciato
dall’amministrazione penitenziaria con l’istituzione della vigilanza dinamica, è stato
attuato solo in rarissimi casi.
Il progetto dell’amministrazione prevedeva che il perimetro della vita dei detenuti
non rimanesse confinato nei pochi metri della cella o del corridoio, ma in luoghi dove
fossero concentrate le principali attività trattamentali e i servizi. Quello che oggi avviene
nella quasi totalità degli istituti è che i detenuti passano gran parte della loro giornata
proprio nel corridoio della sezione, senza essere impegnati in alcuna attività, e proprio in
quel luogo aumentano le tensioni e si verificano gli episodi di violenza. Se non vengono
previsti maggiori spazi dove i detenuti possano trascorrere gran parte della giornata in
attività lavorative, di formazione, ricreative e sportive, il progetto in questione non è
realizzabile. Ovviamente sono necessarie adeguate risorse finanziarie che consentano di
realizzare tali attività, soprattutto quelle lavorative, e a tal proposito la FP CGIL chiede di
conoscere l’entità delle risorse investite in tal senso e le motivazioni che hanno impedito
che tali risorse comportassero un incremento delle attività.
Riteniamo importante ricordare che il progetto iniziale prevedeva un gruppo
dinamico di Poliziotti Penitenziari che operasse all’esterno della sezione e che la singola
unità non doveva rimanere più ad operare da sola. Il taglio degli organici operato dalla
“Legge Madia” e la cattiva gestione del personale messa in atto dall’amministrazione
penitenziaria hanno impedito che tale previsione fosse attuata. Negli istituti penitenziari
operano sempre meno persone e spesso un singolo operatore è costretto a coprire più posti
di servizio, a volte effettuando turni continuativi che arrivano a 12 ore giornaliere. Solo un
imponente piano di assunzioni e una corretta distribuzione del personale sul territorio
potrebbero consentire di prevedere un lavoro in gruppi.
Non meno importante era la previsione di effettuare modifiche strutturali e dotare
gli istituti di strumenti tecnologici di ausilio alla sorveglianza dei detenuti e alla sicurezza
del personale. Nelle nostre visite sui luoghi di lavoro molto spesso non abbiamo verificato
modifiche strutturali effettuate negli ultimi anni, come di rado abbiamo notato l’utilizzo di
nuovi sistemi di automazione e di allarme. Anche l’utilizzo di moderni sistemi di
videosorveglianza, controllati da una sala operativa, non è molto diffuso nel territorio.
Considerato che l’incremento di tali strumenti è fondamentale per il tipo di sorveglianza
in questione, non solo riteniamo sia essenziale prevederne l’utilizzo in tutti gli istituti, ma
chiediamo che vengano aumentate ed utilizzate le risorse previste per l’ammodernamento
delle dotazioni strumentali.
Non ci risulta, inoltre, che siano stati predisposti progetti e tabelle di consegna
coerenti con la sorveglianza che si voleva attuare, soprattutto nella parte in cui si doveva
prevedere un processo che attenuasse le responsabilità del Poliziotto Penitenziario, come
non ci risulta che siano stati predisposti protocolli operativi da mettere in atto nei casi
sempre più crescenti di eventi critici.
Per quanto sopra esposto si ribadisce la richiesta di poter approfondire le tematiche
citate, non certo esaustive del problema, in una riunione da convocare in tempi brevi,
anche per conoscere il risultato del lavoro svolto dalla commissione permanente dal mese
di settembre u.s. ad oggi.
Si resta in attesa di un cortese celere riscontro.
Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini
Pubblichiamo la nota unitaria dei coordinamenti e federazione nazionale della sicurezza Vigili
del Fuoco Roma 16 maggio 2018.
Nella mattinata di oggi si è svolto un incontro tra le OO.SS. Rappresentative e la Delegazione di parte pubblica dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità con all’ordine del giorno importanti argomenti relativi alla costituzione del Fondo, all’Indennità di Agenzia, integrazione di profili professionali nonché chiarimenti derivanti dal contenuto del Regolamento, approvato , in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri.
La riunione è stata giudicata da noi e da tutte le OO.SS. Presenti paradossale e del tutto interlocutoria; assistiamo ad uno stallo preoccupante su aspetti decisivi per la funzionalità dell’Agenzia sia sotto l’elemento organizzativo-funzionale che per quanto attiene alle politiche del personale.
Nessuno degli argomenti, tra l’altro per l’ennesima volta sollecitati dalle Organizzazioni sindacali, ha avuto una risposta soddisfacente; anzi avvertiamo come ogni ulteriore riunione determini altre criticità e problematiche in cui l’azione dell’Agenzia si aggroviglia su se stessa senza uscire dall’impasse in cui si sta trovando.
Non è più possibile proseguire su questa strada; ci attendono scadenze decisive che riguardano la tenuta stessa dell’Agenzia (bandi di mobilità, definizione delle condizioni contrattuali del personale, organizzazione ecc.) senza avere nessuna certezza e con un grado di approssimazione che mal si concilia con il rilancio dell’azione dell’Agenzia.
Lo stesso Regolamento, da una prima lettura, non sembra strumento idoneo a definire il perimetro e le modalità di interventi organizzativi: piuttosto un contenitore dove si sovrappongono istituti e competenze con discutibili motivazioni e forti incongruenze.
Non ci siamo proprio …… Ci auguriamo che la prossima riunione, già convocata per la mattina del prossimo 7 giugno p.v., inizi a dare qualche concreta risposta; nel caso permanesse l’attuale fase di stallo la FP CGIL, auspicabilmente in modo unitario, è pronta ad intraprendere ogni utile iniziativa per rimuovere le difficoltà presenti.
Vi aggiorneremo tempestivamente.
IL Coordinatore Naionale ANBSC
Roberto Morelli
Al Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali
Cons. Luigi Caso
e p.c.
Al Segretario Generale del Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali
Dott. Paolo Onelli
Al Direttore Generale
della Direzione Generale per le politiche
del personale, l’innovazione
organizzativa, il bilancio – (U.P.D.) del
Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali
Dott.ssa Stefania Cresti
Al Direttore Centrale Risorse Umane,
Bilancio e Affari Generali dell’I.N.L.
Dott. Giuseppe Diana
Oggetto: richiesta di intervento urgente in ordine al trasferimento del personale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro
Con la presente queste organizzazioni denunciano la grave carenza di personale della sede centrale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro che si ripercuote negativamente in particolare sull’organizzazione degli uffici centrali e territoriali, dovuta al mancato trasferimento del personale ancora in “avvalimento” al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Oltre alle inefficienze di carattere organizzativo, tale situazione di stallo si sta concretizzando in una perdita di chance per i dipendenti dell’INL, attualmente ancora in servizio al MLPS, in ordine all’inserimento nell’organico della sede centrale dell’INL e al diritto alla formazione. Ulteriore ripercussione negativa è subita dai dipendenti già in servizio all’INL, i quali da oltre un anno sono costretti a sopportare carichi di lavoro sproporzionati, considerando che l’INL gestisce autonomamente tutti gli Ispettorati Territoriali del Lavoro.
Risulta, inoltre, sostanzialmente inevasa la richiesta della Direzione Generale per le
politiche del personale, l’innovazione organizzativa, il bilancio alle Direzioni Generali del Ministero
interessate di rendere noto un cronoprogramma per il passaggio del personale all’Ispettorato
Nazionale del Lavoro.
Ad oggi, infatti, solo poche unità di personale hanno preso servizio all’INL e non è stato
reso noto alcun cronoprogramma e restano ancora presso le strutture centrali del Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali, 45 dipendenti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro i cui stipendi,
peraltro, sono totalmente a carico dell’INL dal 1 gennaio 2017.
Queste OO.SS. segnalano, in particolare, che con riferimento a diversi uffici, a decorrere
dal 1 gennaio 2017, non vi è stata alcuna forma di avvalimento fra il Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, pertanto, il personale dell’Ispettorato
Nazionale del Lavoro è stato indebitamente trattenuto presso gli Uffici centrali del Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali per svolgere attività lavorative a esclusivo vantaggio del Ministero
stesso.
L’assunzione da parte del Ministero di oltre 100 unità di personale qualificato, mediante
scorrimento dalla graduatoria del concorso RIPAM, in organico da oltre sei mesi, rende
ulteriormente incomprensibili le motivazioni del mancato passaggio del personale dal Ministero
all’INL.
Per quanto sopra descritto, si chiede un Suo intervento urgente per realizzare il
passaggio all’INL dei dipendenti ancora in servizio al Ministero, e di rendere noto un
cronoprogramma per il passaggio al più presto di tutte le unità di personale ancora in forza al
Ministero.
FP CGIL CISL FP UILPA
Matteo Ariano Antonella La Rosa Bruno Di Cuia
RIORGANIZZAZIONE DELLE DIREZIONI REGIONALE E PROVINCIALI
ATTIVAZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE DI ELEVATA RESPONSABILITA’
Nella riunione del 17 maggio l’Amministrazione ha illustrato alle OO.SS il nuovo modello
organizzativo delle Direzioni Regionali e Provinciali e la proposta per il conferimento delle
posizioni organizzative di elevata responsabilità.
Le nuove posizioni organizzative saranno circa 1500, saranno finanziate con la soppressione di
circa 400 posizioni dirigenziali, e andranno a coprire, oltre alle posizioni dirigenziali soppresse, le
344 POS, le 416 POT e una parte degli attuali art. 17 (capo area).
Le posizioni organizzative saranno strutturate su 4 livelli:
– la PRIMA “alta” con retribuzione più vicina all’ultima fascia dirigenziale
– la SECONDA e TERZA “media” con una retribuzione equivalente all’attuale POS
– La QUARTA “fascia d’ingresso” che salda l’art. 17 con le POER.
Le posizioni dirigenziali passeranno da 4 a 3 fasce.
Nella sua illustrazione il direttore del Personale ha fatto presente di voler attivare un percorso che
partendo dal capo team possa permettere al personale, attraverso criteri trasparenti e condivisi con
le OO.SS, di arrivare ad assumere posizioni di elevata responsabilità o professionalità. Una
modalità di valorizzazione professionale che riteniamo importante approfondire e condividere con i
lavoratori, in particolare per quanto riguarda l’individuazione dei criteri da utilizzare.
Per quanto riguarda i dirigenti ci sarà una riduzione da 975 a 500. Oggi i dirigenti in servizio sono
250, circa quindi circa 475 posizioni dirigenziali diventeranno POER e POEP
Con riferimento all’organizzazione degli uffici la proposta dell’’Amministrazione è quella di
adeguare le strutture regionali e provinciali al modello già attivato per le Direzioni Centrali
Presso le Direzioni Regionali di grandi dimensioni saranno previste 4 divisioni:
– Persone fisiche, lavoratori autonomi, imprese minori ed enti non commerciali
– Soggetti rilevanti dimensioni
– Servizi
– Risorse
Le Direzioni Regionali di medie e piccole dimensioni saranno così articolate:
– Fiscalità e compliance
– Servizi
– Risorse
Ovviamente in base alla diversa grandezza saranno istituite posizioni dirigenziali e posizioni
organizzative di elevata responsabilità ( POER).
Un punto di novità è la individuazione a livello regionale di una unità preposta alle attività dei
servizi estimativi e OMI, con relativa revisione delle responsabilità operative a livello territoriale.
A nostro avviso, questo punto deve essere approfondito e chiarire le ricadute che lo stesso avrà sugli
uffici provinciali.
Ci sarà una ricaduta sul personale del settore o solo sul responsabile? Le attività degli uffici
provinciali da chi saranno firmate? I processi lavorativi saranno sotto il controllo di chi?
Con riferimento alle DP la novità rilevante è l’unificazione dell’ufficio rimborsi e liquidazione atti
pubblici. Su questo punto abbiamo chiesto garanzie per evitare una nuova mobilità del personale
dagli uffici territoriali alle Direzioni Provinciali.
Con riferimento a questo nuovo assetto organizzativo abbiamo espresso la nostra preoccupazione,
come già manifestata nei confronti dell’organizzazione delle Direzioni Centrali. Infatti sembra un
modello organizzativo tutto spostato sulla “compliance”. In un paese con una evasione fiscale di
oltre 100 miliardi di euro non possiamo correre il rischio di un depotenziamento dell’attività
di controllo nei confronti degli evasori fiscali. Inoltre in un momento politico particolarmente
complesso come quello attuale, il nuovo modello organizzativo dell’Agenzia potrebbe non essere
adatto ad attuare le politiche fiscali del prossimo Governo.
CGIL FP Nazionale CGIL FP Nazionali
Carmine Di Leo Luciano Boldorini
Dott. Pietro Buffa
Direttore Generale del personale e delle risorse
p.c. Dott. Santi Consolo
Capo Dipartimento
p.c. Marco Del Gaudio
Vice Capo Dipartimento
Con riferimento alla problematica afferente la decurtazione retroattiva della indennità
penitenziaria in conseguenza delle assenze per malattia, le scriventi organizzazioni
sindacali, facendo seguito alla nota trasmessa al Ministro della Giustizia il 9 maggio us,
chiedono la convocazione con urgenza di un incontro.
CGIL CISL e UIL confidano in un positivo e tempestivo riscontro in considerazione
dell’allarme che il recente provvedimento di codesta generale direzione sulla materia ha
cagionato nelle strutture penitenziarie.
Distinti saluti
Roma, 17 maggio 2018
FP CGIL CISL FP UIL PA
Lamonica Marra Amoroso
Nota del Ministero della Giustizia GDAP prot.0165431 del 17/05/2018