Roma, 22 maggio – “La tragica esplosione nello Stabilimento di Noceto, provincia di Parma, in cui è rimasto ferito in modo molto grave un operaio interinale di 37 anni, costituisce la punta dell’iceberg di una situazione divenuta ormai intollerabile”. Lo denunciano Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Confsal Unsa, le quali chiedono all’Agenzia Industrie Difesa “l’immediata sospensione delle lavorazioni, in attesa delle opportune verifiche e fino a quando non siano state compiute tutte le operazioni di messa in sicurezza dello stabilimento e dei lavoratori coinvolti attraverso il completo adeguamento dei processi lavorativi alla normativa che disciplina la sicurezza nei luoghi di lavoro, dando corso a tutti gli adempimenti previsti dal decreto legislativo n. 81/2008”.
“Malgrado le reiterate richieste di intervento indirizzate a quell’Agenzia, e ai competenti organi dell’Amministrazione centrale, sollecitate a più riprese dalle rappresentanze dei lavoratori allo scopo di prevenire incidenti come quelli occorsi ai lavoratori o fortuitamente mancati, nessun intervento concreto in tal senso è stato ancora posto in essere a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori coinvolti nei cicli produttivi degli stabilimenti militari”, evidenziano le quattro sigle sindacali.
“Ora basta, ci si assuma le responsabilità del caso e si operi subito per evitare che i lavoratori in servizio in quello o negli altri stabilimenti gestiti da A.I.D., come pure della Difesa, possano correre il rischio di rimanere vittime dei medesimi tragici episodi in circostanze analoghe a quelle finora verificatesi, dovute forse anche alla leggerezza manifestata sul tema della tutela della salute e della sicurezza da chi è deputato alla gestione dell’Ente e, quindi, direttamente responsabile dei propri dipendenti, tenuto conto della particolare pericolosità delle lavorazioni eseguite”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Confsal Unsa.
E proprio quando, dopo 40 anni, i traguardi raggiunti dovrebbero essere dati per assodati, c’è ancora chi ‘minaccia’ la legittimità della 194, con discutibili campagne pubblicitarie, manifestazioni e interventi sui social. Un chiaro tentativo di far regredire la nostra società su diritti che dovrebbero essere acquisiti per sempre. È quindi necessario rilanciare una nuova battaglia culturale e ricordare con vigore, ancora una volta, l’importanza della libera scelta di una donna ad una maternità consapevole.
Guardando al fenomeno dell’interruzione volontaria della gravidanza in una prospettiva storica, tenendo conto di un arco di tempo che va dal momento dell’applicazione della legge 194, nel 1978, fino ad oggi, si riscontra in maniera evidente dai dati forniti nella Relazione del Ministero della Salute che il fenomeno è in costante diminuzione. Attualmente il tasso di abortività del nostro Paese è fra i più bassi tra quelli dei paesi occidentali. Basti pensare che in un solo anno, dal 2015 al 2016, il numero di aborti in Italia è passato da 87.639 a 84.926.
Ma la legge 194 non va solo difesa e applicata, va anche ampliata. È infatti aumentata per le donne la difficoltà di interrompere la gravidanza a causa del crescente numero di obiettori di coscienza che impediscono di decidere liberamente. È necessario dunque riprendere il percorso non solo per il mantenimento dei diritti raggiunti ma anche per acquisire quelli ancora da raggiungere in tema di politiche di genere e di servizi alle donne, anche attraverso una attenta regolamentazione del fenomeno dell’obiezione di coscienza che non può impedire alla donna di scegliere per se stessa e per la propria salute.
La Fp Cgil sostiene da sempre l’importanza della libera scelta e di una maternità consapevole, attraverso la valorizzazione delle attività di tutti i consultori sul territorio nazionale che accompagnano la donna in questo delicato e intimo percorso. E, più in generale, impegna tutte le proprie strutture all’accoglienza delle culture diverse, delle donne migranti, dei transgender, e alla tutela sociale della maternità.
Le cronache di quotidiani e telegiornali, costantemente travolte da drammatiche notizie di femminicidi e violenza sulle donne, e l’evidente assenza di politiche in grado di contrastare questi fenomeni, sono il prodotto culturale di una società che deve obbligatoriamente cambiare in meglio. È necessario impegnarsi tutti, uomini e donne, nel promuovere azioni a favore di queste battaglie di civiltà.
A tal proposito, in questi giorni è stata inviata una lettera aperta alle donne parlamentari della XVIII legislatura da parte di una vasta rete di donne, associazioni, istituzioni, esponenti della politica e sindacati, tra questi la Cgil. Una lettera, dal titolo “Le donne sono qui”, dietro l’hashtag #Save194, per festeggiare “che siate d’accordo o no – si legge nel testo – i 40 anni della legge che ha dato alle donne il diritto di dire la prima e l’ultima parola sul proprio corpo”. Per unirti alle firme della lettera clicca qui.
Al Ministero della Difesa
Capo di Stato Maggiore Esercito
Gen.le di Corpo d’Armata
Salvatore Farina
R o m a
Oggetto: Comando STAINFRA Pescara.
Egregio Generale,
le ripetute segnalazioni fatte pervenire dai lavoratori dell’Ente in oggetto, delle
quali le scriventi si sono fatte puntuali portatrici, sono state tempestivamente
comunicate per le vie brevi al Dipe di codesto Stato Maggiore, ad oggi senza effetto alcuno
purtroppo.
Eppure, i reiterati comportamenti assunti dal Comandante della Sezione di
Pescara in materia di gestione del personale, le mancate risposte alle formali richieste
avanzate, i provvedimenti adottati, sono documentati e tutti puntualmente descritti.
Taluni casi, perfino approdati in commissione di disciplina e in sede di
conciliazione di SMD, si sono poi rivelati del tutto infondati, poiché nelle sedi competenti
sono state pienamente riconosciute le ragioni dei dipendenti, peraltro in prevalenza
appartenenti alla III area funzionale e di genere femminile.
Nondimeno quanto accaduto, anziché indurre il Comandante alla riflessione e a
mitigare i suoi comportamenti, lo ha piuttosto persuaso a reiterare talune azioni e
atteggiamenti che potremmo non esagerare a definire vessatori nei confronti dei
dipendenti.
Ad oggi, il perdurare di quella insana situazione impedisce il ripristino di un clima
di serenità indispensabile ad ogni luogo di lavoro, e ci consegna una situazione assai
compromessa in termini di relazioni umane, lavorative e, non ultimo, sindacali.
Premesso quanto sopra, al fine di tentare di risolvere la questione in ambito locale,
La invitiamo ad intervenire quanto prima sulla questione segnalata facendo tenere il
ripristino di un corretto sistema di relazioni tra le parti, esattamente come previsto dal
vigente C.C.N.L., e il blocco di ogni attività eventualmente ancora proposta nei confronti
del suddetto personale.
Diversamente, ci vedremo costretti ad attivare tutti i mezzi e gli strumenti
necessari alla risoluzione della problematica e alla tutela del personale coinvolto.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.
Con viva cordialit
FP CGIL CISL FP
F.to F.Quinti F.to C.Vangelisti
Roma, 21 maggio – Firmati in via definitiva i contratti nazionali di Sanità ed Enti Locali. Oggi 21 maggio in Aran, dopo il via libera da parte della Corte dei Conti del 15 maggio scorso sui due contratti, è stata apposta la firma definitiva sui due testi che interessa circa 1,2 milioni di lavoratori. Dopo le intese raggiunte il 21 febbraio per le Funzioni Locali e il 23 febbraio per la Sanità, nonché la sottoscrizione definitiva del contratto delle Funzioni Centrali dello scorso 12 febbraio, oggi si chiude definitivamente il percorso per il rinnovo dei contratti pubblici. Dopo quello delle amministrazioni centrali dello stato, entrano in vigore anche i contratti per il comparto della Sanità Pubblica e delle Funzioni Locali.
“Dopo quasi dieci anni, attraversati dal blocco della contrattazione e da politiche regressive sul lavoro pubblico, segniamo la fine di questa lunga attesa. Rimettiamo in moto un processo che dà preminenza alla contrattazione e alla valorizzazione del lavoro pubblico, a partire da tutti coloro che sono a lavoro per garantire i servizi pubblici, cancellando definitivamente la legge Brunetta”. Ad affermarlo è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, nel sottolineare come “nei giorni in cui celebriamo la figura di Massimo D’Antona possiamo dire di aver riconquistato la contrattazione nel lavoro pubblico”.
Con la firma definitiva di oggi sui contratti di Sanità e Funzioni Locali, che segue quella di febbraio sulle Funzioni Centrali, aggiunge la dirigente sindacale, “archiviamo un capitolo e siamo pronti ad aprire una nuova pagina. Stiamo di fatti già lavorando per dare avvio alla contrattazione decentrata in tutti i luoghi di lavoro, così come rivendichiamo la definizione del nuovo sistema di classificazione professionale previsto dai contratti. Ma volgiamo lo sguardo in avanti: dopo aver chiuso i contratti relativi al triennio 2016/2018 stiamo lavorando, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, alle delegate e ai delegati appena eletti, alla scrittura delle piattaforme per il prossimo triennio 2019/2021”.
La data di oggi segna quindi, continua Sorrentino, “un punto di partenza perché è ora di riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori del pubblico il loro valore. Questo il nostro impegno, ora e sempre. Noi siamo stati coerenti e ciò che abbiamo dichiarato prima, durante e dopo la trattativa, è stato discusso con le lavoratrici e lavoratori in migliaia di assemblee fatte in questi mesi, a quelle lavoratrici e lavoratori adesso saranno erogati gli aumenti contrattuali e restituiti più diritti e più partecipazione. Un risultato che segna il riavvio della contrattazione che per noi da oggi deve tornare ad avere un ciclo di normalità, per questa ragione siamo già al lavoro per costruire le piattaforme relative ai rinnovi CCNL 19/21 e ci aspettiamo dal nuovo governo coerenza nello stanziamento delle risorse necessarie per rinnovarli”, conclude Sorrentino.
Al Presidente dell’Inps
Prof. Tito Boeri
Alla Direttrice Generale dell’Inps
Dr.ssa Gabriella Di Michele
Oggetto: applicazione CCNL
Le scriventi OO.SS. ritengono indispensabile riaprire la contrattazione in Inps alla luce del nuovo CCNL per dare immediate soluzioni alle problematiche
lavorative che, quotidianamente, vivono i colleghi nelle sedi e nel contempo migliorare i servizi alla cittadinanza.
Pertanto, sollecitano l’Amministrazione al rispetto delle corrette relazioni sindacali, come previste dal CCNL.
Si resta in attesa di celere riscontro alla presente.
FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO
UIL PA/INPS
Sergio CERVO
CONFINTESA/INPS
Franco VIOLA
CONFSALUNSA/INPS
Giuseppe
CIARALDI
Al Commissario
straordinario del FORMEZ
Avv. Luisa Calindro
Con l’accordo per il rinnovo del CCNL, siglato in data 11/1 u.s., come previsto al
paragrafo dedicato alle “Code contrattuali”, si era demandata a specifiche sessioni
negoziali la trattazione, “entro un mese dalla stipula”, di materie di rilevante
importanza tra cui quelle relative al “sistema di valutazione e sistema premiante” e al
“sistema indennitario”.
Nonostante le citate sessioni negoziali non siano ancora state convocate, nelle scorse
settimane si è dato avvio ad una procedura di interpello per la selezione di alcune
posizioni destinate al supporto del coordinamento delle aree di produzione, con
relativo riconoscimento di indennità a carattere straordinario e a scadenza per
responsabilità di compiti specifici.
Come certamente si ricorderà, le scriventi OO.SS. avevano evidenziato (v.
documento sindacale aziendale del 23/4/2018, in riscontro all’OdS n. 347/18 di
istituzione di nuove posizioni di responsabilità) la necessità di porre preliminarmente
mano ad una revisione dell’organizzazione del lavoro tesa a valorizzare le
professionalità e avevano chiesto di “inquadrare le procedure di selezione del
personale, da assegnare a particolari compiti e/o funzioni, nell’ambito di una più
generale ridefinizione del modello organizzativo e dei percorsi di carriera, alla luce
dell’imprescindibile necessità di rilancio e definizione del ruolo dell’Istituto”. Ad avviso
delle scriventi inoltre, non è agevole rinvenire nei tre Avvisi di selezione pubblicati la
sussistenza di quel requisito di “straordinarietà” delle mansioni da affidare ai nuovi
responsabili che la stessa procedura di interpello indica come presupposto in base al
quale si darà corso alle selezioni; mansioni che sembrano al contrario rientrare tra
quelle proprie del ruolo funzionariale di appartenenza.
A ciò si aggiunga che, in controtendenza rispetto a quanto sinora avvenuto in Formez,
si è scelto di ignorare ed eludere anche le più elementari regole di correttezza delle
relazioni sindacali, procedendo unilateralmente su istituti i cui costi andranno a
gravare sulle spese del personale.
Le scriventi OO.SS. chiedono pertanto la sospensione della procedura di che trattasi,
posticipandola alla immediata definizione:
· degli istituti oggetto dell’accordo sottoscritto lo scorso 11 gennaio 2018
(progressioni economiche e di carriera, sistema di valutazione e sistema
premiante, sistema indennitario);
· una riorganizzazione della struttura in grado di rispondere adeguatamente alle
esigenze tecniche ed operative dell’Istituto;
· un regolamento, condiviso con le OO.SS., attraverso il quale riformulare
l’istituto dell’interpello.
FP CGIL CISL FP UIL PA FIALP CISAL
Andrea Impronta Alessandro Bruni Paolo Liberati Giuseppe Marro
Al Ministero della Difesa
Capo di Stato Maggiore Esercito
Gen. Corpo d’Armata Salvatore Farina
e,p.c.
Al Gabinetto del Ministro
Al Direttore della Direzione generale del personale civile A.D.
Alla Direzione generale per il personale civile
4° Reparto – 9^ Divisione
Servizio Assistenza e Benessere del personale
Al Comando Trasmissioni Esercito
Al Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto
V e r o n a
Al Comandante del 3° Regg. Trasmissioni Roma
R o m a
Oggetto: Benessere del personale civile della difesa.
Egregio Generale,
la scrivente O.S. è stata messa a conoscenza dalle proprie strutture territoriali toscane –
che invero da tempo cercano invano di essere preventivamente coinvolte sulle scelte che
caratterizzano la destinazione dei fondi contenuti nel capitolo 1264 per il personale civile della
difesa – del danno procurato ai lavoratori impiegati presso la sede del 67° Rep. Lav. C4 per l’anno
2016 e, più in generale, dei problemi registrati nell’ambito di un sistema di relazioni sindacali che
sembra fatichi ad affermarsi correttamente tra le parti, anche per la presunta inosservanza delle
prerogative sindacali afferenti il diritto all’informazione che il Comando del 3° Regg. Trasmissioni
non garantirebbe appieno alle rappresentanze sindacali del personale civile amministrato.
Abbiamo avuto modo di leggere la risposta del comandante del predetto 3° Reggimento
trasmessa alla Fp Cgil di Firenze in data 10 Aprile 2017, con la quale il medesimo tenta di
giustificare l’accaduto assumendo addirittura che “omissis…a causa della mancata finalizzazione
della discendente attività tecnico-amministrativa, le somme stanziate sul capitolo 1264 per l’anno
2016 non sono state impegnate e, pertanto sono tornate nelle disponibilità della competente
Direzione di Amministrazione dell’Esercito…omissis…preme precisare che l’increscioso
inconveniente ha interessato tutto il personale, militare e civile, delle articolazioni di questo
Reggimento”. Una giustificazione francamente inaccettabile per questa O.S., nella forma e nel
merito, e se possibile ancora di più la pervicace chiosa finale. A maggior ragione quando si ha poi
contezza – tanto risulta alla scrivente – che di seguito al problema rilevato per l’anno 2016 non
sono stati poi compiuti gli atti necessari a favorire il coinvolgimento delle RSU e delle OO.SS.
territoriali sul tema, come logica avrebbe voluto, e tanto meno lo sono stati quelli dedicati
all’individuazione delle oggettive responsabilità emerse dalla vicenda, peraltro semplicemente
liquidate con un laconico impegno volto alla sensibilizzazione del Servizio amministrativo del
Comando fatto conoscere alla Fp Cgil di Firenze con la nota del 17 Luglio 2017. Ovvero a quello
stesso servizio che, oltre a non aver curato per tempo la finalizzazione della discendente attività
tecnico-amministrativa sul tema oggetto di intervento per l’anno 2016, continua vieppiù a
manifestare un approccio disattento e superficiale nei confronti delle pratiche e delle istanze
avanzate dalle lavoratrici e dai lavoratori civili amministrati, come peraltro si è già avuto modo di
comunicare per iscritto – ancora una volta invano purtroppo – al Comandante del 3° Reggimento in
altre analoghe occasioni.
Difatti, anche per l’anno 2017 quel Comando ha deciso e sostanzialmente imposto alle
lavoratrici e ai lavoratori amministrati le proprie scelte, acquistando motu proprio radio sveglie
(immaginiamo al costo di ben 33,00 euro cadauna, visto che stando a quanto comunicato è stato
impegnato l’intero ammontare dei fondi assegnati per l’anno scorso) che non si può dire producano
reale benessere al personale, piuttosto che manifestare disponibilità all’ascolto verso le RSU e le
rappresentanze sindacali del personale per scegliere opzioni condivise ritenute più corrispondenti
alla volontà dei propri dipendenti.
Come conferma il Comando in argomento con la successiva nota n. 5387 del 30.04.2018,
da questi trasmessa alla Fp Cgil di Firenze in risposta alla nota n. 349/2018 del 22.02.2018, ovvero
quasi due mesi e mezzo dopo (a proposito di corrette relazioni sindacali…), che non solo non
aggiunge nulla alla discussione in atto ma, a giudizio della scrivente, se possibile peggiora ancora
di più la propria posizione, laddove nei suoi contenuti afferma “…omissis…si rende noto che questo
Comando, dopo aver informato tutto il personale civile (ci piacerebbe sapere come e da dove
risulterebbe l’assunto) che presta servizio nelle sedi di Roma, Firenze, Pescara e Cagliari,
ottenendo il gradimento in merito all’acquisto del medesimo gadget che avrebbe dovuto essere
approvvigionato con i fondi dell’E.F. 2016, ha provveduto ad impegnare l’intero ammontare dei
fondi assegnati per il benessere del personale civile per l’E.F. 2017, pari a 33,00 euro pro capite”.
Un atteggiamento inspiegabile, a cui però si dovrà necessariamente mettere fine per l’anno
in corso – e non solo sul tema argomento della presente – alla luce delle innovazioni contenute nel
C.C.N.L. triennio 2016/2018, sottoscritto tra le parti lo scorso 12 febbraio all’ARAN che, nel quadro
di un nuovo sistema di relazioni sindacali improntato alla partecipazione e al confronto, stabilisce
come oggetto di contrattazione integrativa, tra gli altri, proprio i criteri generali per l’attivazione di
piani di welfare – benessere integrativo (art. 7 lett. g).
Premesso quanto sopra, in via generale La invitiamo cortesemente ad assumere i
provvedimenti ritenuti necessari ad individuare le responsabilità del caso e ad impedire che simili
accadimenti non abbiano più a verificarsi in futuro; che vi sia una reale disponibilità a trattare
correttamente e per tempo le pratiche e le istanze presentate dal personale dipendente in loco, e
favorire il ripristino di un corretto sistema di relazioni sindacali tra le parti, oltre che disporre la
puntuale osservanza delle norme contrattuali testé declinate al fine di consentire alle RSU e alle
OO.SS. territoriali di esercitare il proprio ruolo di rappresentanza e partecipare alla individuazione
dei suddetti criteri per l’anno 2018.
Si ringrazia anticipatamente per l’attenzione ricevuta, e si resta in attesa di cortese urgente
riscontro.
Con viva cordialità
Il Coordinatore nazionale FP CGIL
Ministero Difesa
Francesco Quinti
Al DC delle Risorse Umane
Dr. Giovanni Di Monde
Al DC dell’Organizzazione e dei Sistemi informativi
Dr. Vincenzo Damato
E p.c.
Al Dirigente Area Relazione sindacali
Dr. Leonardo D’Aquino
OGGETTO: RIPRISTINO PIENA FUNZIONALITA’ POSTA ELETTRONICA
Da qualche tempo l’Amministrazione, ha posto pesanti limitazioni alla gestione della posta delle Organizzazioni Sindacali, di fatto impedendo alle stesse di svolgere appieno il proprio ruolo.
Infatti, non è più possibile inviare documenti oltre certe dimensioni (il limite di 160 kb per singola mail è francamente incomprensibile, considerando che è più basso perfino dei limiti previsti per i dipendenti dell’Istituto), e le caselle istituzionali ora in uso alle OO.SS. non possono essere gestite al di fuori dell’Istituto (a differenza della posta su applicativo Outlook).
Il risultato di tutto ciò è che l’Amministrazione costringe chi ha il diritto/dovere di informare il personale a tortuosi e farraginosi tentativi prima che l’invio di una semplice e-mail abbia finalmente
esito positivo.
Ciò avviene nel 2018, quando l’Amministrazione stessa invita ad un uso sempre maggiore degli strumenti di comunicazione elettronici, piuttosto che cartacei, e peraltro in palese violazione – a nostro parere – dell’art.5 del CCNQ del 4/12/2017, che sancisce, con estrema chiarezza, il diritto
sindacale all’utilizzo di idonei strumenti informatici per le proprie comunicazioni.
Chiediamo, pertanto, un immediato ripristino del diritto all’informazione, che consenta alle OO.SS. su tutto il territorio un agevole utilizzo dei sistemi informatici, garantendone così la piena e libera espressione.
Nella certezza di un riscontro, si porgono cordiali saluti.
Il Coordinatore nazionale
FP CGIL INPS
Matteo Ariano
IL 22 MAGGIO L’AMMINISTRAZIONE CONVOCA LE OOSS
A seguito delle nostre pressanti rimostranze avverso i provvedimenti riguardanti la decurtazione della indennità penitenziaria, al personale del DAP e DGMC delle funzioni centrali, per i giorni di malattia ai sensi dell’art.71/2008 della c.d. Legge Brunetta ed il recente emanato dal DAP e dal DGMC secondo il quale dovranno essere riscosse le somme per il periodo pregresso ovvero dal 2008, il giorno 22 maggio l’amministrazione ha convocato le OOSS . Sull’esito dell’incontro vi terremo informati.
Contestualmente vi comunichiamo che la FpCgil ha dato mandato ai propri legali per valutare la possibilità di intraprendere le necessarie azioni legali finalizzate alla definizione della problematica e alla tutela degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori . Parallelamente, il percorso di rivendicazione intrapreso già nel 2015, nei confronti del Ministro e della Amministrazione, non si fermerà anzi non escludiamo azioni di prerogativa sindacale finalizzate alla definitiva soluzione del problema.
Non ci soddisfano né appassionano interventi dal tenore propagandistico !
Noi vogliamo soluzioni definitive e a gran voce ribadiamo e rivendichiamo la specificità della indennità penitenziaria che caratterizza, come da norma specifica, le peculiarità del contesto operativo e delle professionalità tutte nel quale agiscono, ciascuna, il mandato istituzionale .
Esprimiamo forte rammarico nei confronti delle amministrazioni del DAP e del DGMC le quali sulla problematica e sulla sua mancata definizione hanno evidenziato la debolezza politica e contrattuale dell’intero sistema dell’esecuzione penale pur consapevoli della ingiusta penalizzazione del personale delle funzioni centrali e della evidente ed intollerabile disparità di trattamento con le altre professionalità presenti nello stesso contesto operativo, Polizia e Dirigenza penitenziaria.
I coordinatori nazionali DAP-DGMC
L.Lamonica – G. Macigno
AGENDA INPS: FINE DELLA RICREAZIONE!
Come anticipato in molteplici occasioni, sia nel corso della campagna elettorale
per il rinnovo delle RSU sia successivamente, in occasione delle riunioni del Tavolo
nazionale convocato su altri temi, le scriventi Organizzazioni Sindacali
chiedono, formalmente, che sia definito un cronoprogramma, relativamente
alle prossime riunioni, all’interno del quale affrontare, oltre al tema della riorganizzazione
delle sedi destinato ad essere discusso approfonditamente
all’interno dell’Organismo paritetico per l’innovazione, i seguenti argomenti:
– definizione di un accordo sulle progressioni verticali che individui
le regole che dovranno presiedere ai passaggi di area in applicazione del
verbale di intesa sottoscritto il 10 ottobre 2017;
– applicazione dell’accordo del 15 novembre 2017 sul completamento
delle progressioni orizzontali del biennio 2016/2017;
– attuazione del CCNI 2017 per quanto attiene alla disciplina delle funzioni
di tutoraggio ed avvio del confronto sui contenuti delle dichiarazioni
congiunte dello stesso Contratto Integrativo;
– vigilanza ispettiva
– problematica relativa alla fruizione dei buoni pasto il cui utilizzo è di fatto
divenuto impossibile in alcune realtà per i noti disservizi della società
erogatrice;
– questione CRAL.
– piano della formazione;
– CCNI 2018;
– Riapertura discussione regolamento pp.oo.;
– Protocollo sulle relazioni sindacali, in attuazione del CCNL.
Su questi e su altri argomenti ci attendiamo, sin dai prossimi giorni, risposte
concrete da parte dell’Istituto.
FP CGIL/INPS
Matteo ARIANO
CISL FP/INPS
Paolo SCILINGUO
UIL PA/INPS
Sergio CERVO
La Fp Cgil Nazionale aderisce e sostiene la mobilitazione per impedire la ‘liquidazione’ dell’esperienza rappresentata dalla Casa Internazionale delle Donne di Roma. Contro la mozione approvata dal Comune di Roma per riprendersi lo stabile dove ha sede la Casa delle Donne, oggi lunedì 21 maggio a Roma è in programma alle ore 18 un presidio davanti all’assessorato Roma Semplice in via del Tempio di Giove 3 (Campidoglio).
“Alla vigilia del quarantennale della legge 194 – scrive la Fp Cgil – si rende ancora più necessario rilanciare un protagonismo delle donne e riprendere il percorso per il mantenimento dei diritti raggiunti e per acquisire quelli ancora da raggiungere in tema di politiche di genere e di servizi alle donne. Per queste ragioni, mentre torna con grande preoccupazione un’ondata di oscurantismo che ha come solo scopo quello di far regredire la nostra società su diritti che dovrebbero essere acquisiti per sempre, ci schieriamo a difesa della Casa Internazionale delle Donne e saremo oggi presenti in piazza a Roma dietro le parole #lacasasiamotutte”, conclude.
Stato iniquo! chiede ai Vigili del Fuoco di restituire la “Busta paga pesante” ma lo Stato non paga lo straordinario del terremoto,in ritardo di 15 mesi!