Pubblichiamo il c.i. 2017 definitivamente sottoscritto che può interessare gli ex lavoratori Cri che sono transitati nei ruoli di altre amministrazioni nel corso del 2017/18.

Con amministrazioni distratte e sindacati a spot, meglio fare chiarezza sul CCNL
La FP CGIL c’è

Dal 12 febbraio 2018 è entrato in vigore il nuovo CCNL 2018.

Da quella data abbiamo purtroppo riscontrato alcune criticità interpretative su alcuni articoli contrattuali del CCNL delle Funzioni Centrali che stanno provocando orientamenti anche diversi tra le amministrazioni, e che disorientano le lavoratrici e i lavoratori, a maggior ragione se strumentalizzate dalle organizzazioni sindacali non firmatarie.

In particolare sull’art. 35 relativo ad assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici, per le quali sono previste due tipologie differenti di certificazioni a seconda se si tratti di visite richieste quando il lavoratore è già assente per malattia (doppia certificazione: del medico curante e della struttura presso cui si effettua la prestazione sanitaria) e nel caso in cui, invece, la malattia è conseguente all’effettuazione della visita, terapia o esame diagnostico (per cui è richiesta la sola certificazione della struttura presso cui si effettua la prestazione).

Alcune amministrazioni proprio non ci stanno a dover prendere atto che con il nuovo CCNL, da noi fortemente voluto, ciò che prima era una “benevola concessione del dirigente” ora è diventato un diritto per tutti i lavoratori e usano strumentalmente (purtroppo in compagnia di alcuni sindacati) un “mero errore materiale” compiuto dall’Aran in sede di firma definitiva il 12 febbraio scorso, ma presente nel testo della preintesa già pubblicata dalla stessa Aran il 23 dicembre 2017 e che prontamente l’Aran ha dovuto correggere, come normalmente richiesto dalle organizzazioni sindacali firmatarie.

Anche questa è una riprova della necessità di tenere alta l’attenzione sulla corretta applicazione del CCNL e dare forza a chi ha restituito ai lavoratori il diritto al Contratto senza rassegnarsi mai.

Il 17, 18 e 19 aprile vota le candidate e i candidati delle liste

FP CGIL perché noi

#CiSiamo. Sempre.

Elezioni RSU 2018: un sindacato sempre presente

Siamo alla vigilia di una nuova campagna RSU ed ancora una volta siamo al lavoro per trovare i candidati, presentare le liste con la nostra forza e la nostra determinazione per essere presenti in tutti i posti di lavoro, vicini ai colleghi che rappresentiamo e che tuteliamo da sempre.

Conosciamo tutti l’importanza ed il valore della RSU e le difficoltà che in questi anni abbiamo avuto. Sono stati anni complicati, blocco della contrattazione, un rinnovo del contratto che siamo riusciti a sbloccare da pochi mesi, diminuzione del potere d’acquisto e aumento delle diseguaglianze.

Malgrado le difficoltà abbiamo cercato di contrastare le politiche che ritenevamo sbagliate per i lavoratori , continuando nella contrattazione e nel confronto con una controparte difficile e lontana dalle nostre istanze. La nostra convinzione ci ha permesso di costruire vertenze e riaprire una diversa stagione contrattuale .

Finalmente il nuovo CCNL ci permette di ristabilire nuove relazioni sindacali e dà alla RSU poteri e spazi di confronto che la legge ci aveva sottratto, ridando sostanza alla rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro.

E’ una nuova opportunità che dobbiamo cogliere ed in cui dobbiamo credere, e per questo motivo vi chiedo di partecipare e presentare liste CGIL in tutti i posti di lavoro perché è importante esserci e non possiamo lasciare ad altri spazi di rappresentanza sui luoghi di lavoro.

Abbiamo lavorato tanto, dobbiamo portare a casa i risultati del nostro impegno, superando la stanchezza e la rassegnazione che a volte ci prende di fronte alle criticità dei nostri posti di lavoro.

Noi ci siamo ed in questi anni le nostre proposte e la volontà di cambiare hanno fatto la differenza.

Siamo in un momento di grande impegno, abbiamo presentato molte liste, ma altre ancora sono da ultimare.

Ringrazio tutti coloro che si sono candidati, ma chiedo ai tanti ancora incerti o contrari di partecipare e di collaborare con noi a questa esperienza.

Come sapete ho assunto il ruolo di coordinatrice nazionale da pochi mesi, e sto cercando di conoscere meglio le realtà dei territori, costruendo una rete di contatti che può aiutarci nello scambio di esperienze, perché credo sia importante condividere le problematiche e costruire una squadra sempre più forte, senza la quale non sarebbe possibile e non avrebbe senso lavorare.

Saremo molto impegnati nei prossimi mesi: sviluppi economici, contratto integrativo, dare forma al protocollo sulle funzioni del personale civile negli uffici di P.S., e senza il sostegno della squadra sarebbe tutto più difficile.

Noi “CI SIAMO” , vi chiediamo di aiutarci, di superare problemi e difficoltà e di rimettervi in gioco nelle liste che dobbiamo presentare entro il prossimo 13 marzo, per poi partire con la campagna elettorale, senza timori o incertezze , con la forza e l’entusiasmo di sempre.

Grazie a tutti

 FP CGIL Nazionale Ministero Interno

Adelaide Benvenuto

Avv. Luisa Calindro
Commissario straordinario
Formez PA

Con riferimento all’accordo per il rinnovo del CCNL dei dipendenti del Formez relativo al
triennio 2016-2018, sottoscritto in data 11 gennaio 2018, le scriventi OO. SS. sottolineano
che la mancata applicazione del medesimo – che si somma agli oltre cinque anni di blocco
del rinnovo contrattuale e che si inserisce in un contesto di assenza di strategia volta al
rilancio dell’Istituto – sta di fatto comportando effetti nefasti per i lavoratori non solo in
termini di perdita del potere di acquisto delle retribuzioni, ma anche di sviluppo delle
professionalità dei medesimi.
Le scriventi, ritenendo inaccettabile il perdurare a tempo indefinito dell’attuale situazione di
incertezza circa la possibilità di effettiva applicazione dell’accordo stipulato, invitano
codesta Amministrazione a definire sollecitamente l’interlocuzione in corso con
l’Amministrazione vigilante al fine di rimuovere ogni ostacolo che ne sta impedendo
l’applicazione.

Fp Cgil
A. Impronta

Cisl Fp
A. Bruni

Uil PA
P. Liberati

Fialp Cisal
G. Marro

Al Direttore Generale INPS
Al Capo del Personale INPS

Oggetto: richiesta ritiro procedura di interpello e proroga scadenza .

Con la presente le OO.SS. di CGIL, CISL, UIL e CONFINTESA chiedono il ritiro delle
procedure di interpello per le posizione organizzative del territorio, in scadenza al
31.03.2018, avviate con PEI 3587 del 13.03.2018 inviata ai Direttori Regionali e ai
Direttori di Coordinamento Metropolitano.
Tale richiesta è motivata in quanto non si ritiene opportuno procedere agli interpelli in
quanto non è ancora stato definito il nuovo modello organizzativo, con il rischio quindi
di assegnare posizioni che nel breve futuro potrebbero non aver motivo di esistere,
con tutte le conseguenze che i casi comportano, compreso la mancata chiarezza sul
regolamento relativo agli incarichi.
CHIEDIAMO pertanto di ritirare l’avvio delle procedure di interpello e contestualmente
la proroga delle stesse fino alla presentazione del nuovo modello organizzativo che ci
auspichiamo avvenga al più presto.
Si resta in attesa di riscontro.

CGIL
M. Ariano

CISL
P. Scilinguo

UIL
S. Cervo

CISAL
F. Viol

Si trasmette la ministeriale n. 0092044 del 15.3.2018 di cui all’oggetto .

Dott. Enrico Finocchi
Direttore Generale Affari Generali e del Personale
e, p.c. Ufficio Relazioni Sindacali

Oggetto: Nuovo Codice Appalti – Regolamento ex art. 113 legge 50/2016

La scrivente Organizzazione sindacale FP CGIL, relativamente all’argomento in oggetto,
chiede di aprire con urgenza un tavolo tecnico di confronto per definire il Regolamento per
l’incentivo delle funzioni tecniche così come definito dalla normativa vigente.
Sulla materia, come è noto, ci è stata una prima riunione diversi mesi fa ma a tutt’oggi,
malgrado solleciti e interlocuzioni più o meno formali non si è riusciti a proseguire il confronto per
la definizione del nuovo regolamento.
Questa fase di stallo, come più volte da noi segnalato, sta provocando una situazione di
grande malessere e incertezza all’interno di tutti i Provveditorati con forti riflessi anche nella
operatività delle strutture oltre che generare un clima di pesante insoddisfazione fra il personale
interessato.
Inoltre, a nostro avviso, non va sottovalutata anche la necessità di un definitivo chiarimento
per gestire la fase transitoria che va da agosto 2014 e l’entrata in vigore della nuova disciplina ad
aprile 2016 sulla quale sono presenti ancora troppe ambiguità e incertezze.
Riteniamo che non sia più giustificabile un ulteriore ritardo nella convocazione del tavolo e
auspichiamo che l’Amministrazione, a breve, si muova senza ulteriore indugi.
Per quanto ci riguarda siamo assolutamente disponibili a dare il nostro contributo per dare
certezze e risposte sia sotto l’aspetto organizzativo-funzionale del Ministero sia alle legittime
aspettative del personale.
Cordiali saluti.

Il Coordinatore Nazionale
Fp Cgil MIT
Roberto Morelli

Al Direttore Generale del personale e dei servizi

Dott. P. Buffa

e, p.c.

Al Direttore dell’Ufficio

per le relazioni Sindacali A.P.

Oggetto: Corresponsione emolumenti FUA 2016

Intendiamo rappresentare preoccupazione riguardo la mancata corresponsione, ad oggi, delle competenze accessorie relative al FUA 2016 al personale afferente il Comparto delle Funzioni centrali di codesto Dipartimento.

Considerando che l’accordo è stato sottoscritto il 21.12.2017 e che i dati necessari alla liquidazione delle diverse spettanze, ci risultano essere stati acquisiti dai vari Provveditorati regionali, ritendo inspiegabile quanto inaccettabile tale ritardo, si chiede a codesta direzione generale di dirimere le eventuali cause risultanti ostative alla corresponsione delle competenze in esame delle quali si sollecita il pagamento.

Si resta in attesa di riscontro

Per la Funzione Pubblica CGIL

La coordinatrice nazionale

F/to Lina Lamonica

Per orientarsi in vista delle elezioni del 17-18-19 aprile nel pubblico

Una guida digitale per le candidate e i candidati alle prossime elezioni Rsu nel pubblico impiego. A metterla a disposizione è la Fp Cgil in vista dell’appuntamento elettorale del 17, 18 e 19 aprile quando le lavoratrici e i lavoratori pubblici eleggeranno, a distanza di tre anni, le nuove Rappresentanze sindacali unitarie. Una guida al lavoro di rappresentanza che attende i prossimi eletti, prodotta dalla Funzione Pubblica Cgil: un utile strumento di orientamento per questo ruolo che migliaia di lavoratrici e lavoratori, eletti sotto le insegne della Funzione Pubblica Cgil, andranno a ricoprire per i prossimi tre anni.

La ‘Guida per i delegati 2018 – #CiSiamo!’ si può scaricare direttamente sul sito ed è uno strumento agile e gratuito per dare, alle prossime Rsu, riferimenti di storia e valori del sindacato, insieme a informazioni, conoscenze, linee di indirizzo e orientamento sulla contrattazione, nonché elementi e strumenti di comunicazione. Un vademecum per rendere così possibile il confronto per le Rsu con le singole amministrazioni sulle questioni relative al posto di lavoro, esercitando a pieno il ruolo previsto. Una guida che contiene quindi un complesso di informazioni indispensabili per orientarsi su tutto ciò che ruota intorno al mondo del lavoro pubblico, perché le rappresentanze sindacali possano svolgere al meglio il loro ruolo.

Al Direttore Centrale del Personale

dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Dott.ssa Marina Cantilena

Oggetto: Procedure selettive di passaggi di fascia anno 2016. Incarichi valutabili.

In data 15/02/2018 sono state inviate alle Direzioni Regionali indicazione sugli incarichi valutabili relativi alla procedura selettiva di passaggi di fascia per l’anno 2016.

In tale contesto sono state riconosciute attività, quali ad es. quella di “verifiche esterne” o altre similari, che di prassi nelle procedure precedenti non erano state oggetto di riconoscimento.

A tal riguardo, affinché non si creino disparità tra chi pedissequamente e indistintamente ha comunque inserito ogni titolo in suo possesso e chi ha seguito l’interpretazione storicamente data dall’Amministrazione su alcuni titoli, si chiede che l’Agenzia metta in atto ogni utile azione al fine di tutelare la parità di trattamento per tutti i dipendenti riconoscendo a tutti medesime condizioni e titoli valutabili, considerato anche il fatto che l’interpretazione è avvenuta a graduatoria provvisoria pubblicata.

Diversamente riterremo opportuno rivedere le indicazioni già date riconducendo il riconoscimento degli incarichi ai soli “ruoli” del dipendente e non alle attività, in modo da limitare di fatto ogni discriminazione ed eventuale possibile contenzioso che possa rallentare o inficiare la procedura oramai quasi ultimata.

Certi della Sua sensibilità al riguardo, in attese di riscontro, cordialmente si saluta.

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Florindo Iervolino

PIATTAFORMA FP CGIL RSU 2018 MIBACT

IL DECLINO DEL MIBACT

I dati che malinconicamente l’Istat fornisce nelle sue relazioni annuali certificano la crisi profonda che ha vissuto e vive il settore dei beni culturali nel nostro paese: la spesa per la tutela è ai livelli più infimi della storia, la spesa pubblica pro capite permane a livelli inaccettabili in particolare nelle aree più svantaggiate, il paragone con gli altri paesi europei è vergognoso proprio nel suo rapporto tra spesa complessiva e dimensione del patrimonio posseduto. Dovrebbero essere questi i temi veri del dibattito pubblico, invece assistiamo ormai da troppo tempo ad una bolla mediatica fatta di prove muscolari sul numero di visitatori che aumentano. È vero: i visitatori aumentano progressivamente da quando si sono adottate politiche di ampliamento degli orari a seguito degli accordi di produttività che sono in vigore dal 2000, per le quali noi rivendichiamo con orgoglio la paternità e che hanno prodotto questi risultati esclusivamente grazie allo sforzo reale e misurabile dei lavoratori del Ministero.

Sarebbe però sbagliato imputare solo alle riforme dell’ultimo governo il profondo stato di declino organizzativo che vivono i cicli pubblici nei beni culturali, le cause sono più profonde e strutturali, dall’obsolescenza dei cicli lavorativi ai tagli feroci al bilancio ed al costo del lavoro, al mancato ricambio generazionale dovuto al prolungato blocco del turnover, fino alla vera e propria deregolamentazione che ha subito il mercato del lavoro connesso alle esternalizzazioni.

LE RIFORME FRANCESCHINI

Su questo scenario si sono calate le riforme Franceschini, le quali hanno avuto l’effetto di un vero e proprio tsunami organizzativo, tramite la separazione artificiale dei cicli di tutela da quelli della valorizzazione. Che ha prodotto l’isolamento del sistema museale (Poli regionali e Musei autonomi) e il ridimensionamento pesante delle Soprintendenze e dei sistemi degli Archivi e delle Biblioteche. Il tutto giocato sulla presunta scommessa della valorizzazione intesa come gestione commerciale dei musei. Questo ha comportato uno spostamento pesante di risorse umane e finanziarie a favore del sistema museale, ed oggi assistiamo, spesso sgomenti, al progressivo abbandono di un sistema di tutela diffusa del patrimonio culturale che era esempio da seguire per tutta la comunità internazionale.

NOI, INSIEME A EMERGENZA CULTURA

Queste considerazioni caratterizzano il giudizio complessivo che abbiamo dato su questa riorganizzazione e ci hanno portato alla condivisione di un percorso critico che non si è limitato alla mera visione sindacale, tramite la ricerca di punti di contatto con il mondo associativo e intellettuale che ha espresso le nostre stesse preoccupazioni. Un percorso che ha avuto il suo momento più alto nella manifestazione del 7 maggio 2016 e nella coalizione di Emergenza Cultura il terreno privilegiato di iniziativa e analisi critica.

CRONACA DI ANNI DIFFICILI

In questi anni non ci siamo certo sottratti al confronto, abbiamo mantenuto condizioni accettabili di tutela dei lavoratori, impedito mobilità coatte e garantito i servizi, continuando a sottoscrivere accordi di produttività che garantissero orari di fruizione ampia in tutto il territorio nazionale. Abbiamo chiesto a gran voce che la riorganizzazione fosse accompagnata da investimenti organizzativi e occupazionali, abbiamo continuato a denunciare tutte le storture organizzative che le riforme hanno prodotto, ci siamo opposti alla deriva propagandistica della falsa valorizzazione tentando di rappresentare la condizione reale di caos sovrapposto al declino strutturale dei cicli lavorativi, siamo stati insieme a chi denunciava l’attacco al sistema di tutela del patrimonio e siamo stati protagonisti in una miriade di iniziative tese a difendere le condizioni di tutti i lavoratori, a partire da quelli che maggiormente hanno subito condizioni di sfruttamento. Abbiamo subito un grave attacco ai diritti costituzionali dei lavoratori, a cui è stato ignominiosamente limitato il diritto di sciopero con motivazioni pretestuose e tramite un decreto legge e abbiamo contrastato la manomissione autoritaria

del Codice Etico, facendo sanzionare dai giudici il comportamento antisindacale che in esso ha trovato giustificazione. Abbiamo combattuto la privatizzazione strisciante e denunciato il progressivo arretramento delle gestioni pubbliche a favore di quelle private, tramite le forme indirette che quasi sempre comportano benefici e profitti ai privati e costi di gestione a carico dell’erario pubblico. Abbiamo proseguito a fare la contrattazione integrativa e la abbiamo costantemente indirizzata al confronto sui processi riorganizzativi, mantenendo e addirittura potenziando condizioni di confronto che la norma ci voleva sottrarre.

Ma tutto questo sforzo non è stato sufficiente: ancora oggi ci troviamo in mezzo al guado di una riorganizzazione incompleta ed in una situazione prolungata dì transitorietà che determina disorientamento e paura tra i lavoratori, soggetta alla mutevolezza di un quadro politico contrassegnato dall’attuale incertezza.

LA NUOVA STAGIONE

L’entrata in vigore del nuovo CCNL rappresenta per noi una grande opportunità per aprire una fase nuova della contrattazione integrativa. Il rafforzamento dei diritti negoziali, l’ampliamento e il rafforzamento del sistema delle tutele dei lavoratori, la valorizzazione della contrattazione delle RSU, la possibilità di incrementare le risorse economiche del salario accessorio e della formazione sono conquiste che devono essere ricomprese e consolidate in un nuovo Contratto Integrativo.

IL MINISTERO CHE VOGLIAMO

La necessità di una rivisitazione profonda dei processi di riorganizzazione avviati nell’ultima legislatura appare come una condizione imprescindibile se si vuole dare prospettiva di ripresa di efficacia dei servizi. Per fare questo occorre una progettualità concreta che parta dalle esigenze di miglioramento che provengono dai vari settori di attività e su questo modellare gli strumenti organizzativi adeguati. Per questo la nostra idea fondamentale è che si deve arrivare ad una ricomposizione dei cicli afferenti alla tutela ed alla valorizzazione.

Tramite un profondo ripensamento del sistema dei Poli Museali Regionali, che si stanno rivelando un pessimo investimento organizzativo, l’estensione del modello di autonomia con capacità di spesa al sistema della Soprintendenze, la riduzione dei Musei autonomi con riferimento in particolare alla ricomposizione delle aree archeologiche di Roma e Napoli in un unicum organizzativo, la ridefinizione dei compiti dei Segretariati regionali nell’ottica delle funzioni di coordinamento e controllo, la semplificazione della struttura centrale rispetto alla proliferazione di Direzioni Generali, il rafforzamento organizzativo dell’autonomia del sistema degli Archivi e la restituzione dell’autonomia alle Biblioteche annesse ai Poli ed ai Musei autonomi, e l’applicazione uniforme a tutti i musei degli standard organizzativi previsti dalla norma.

Noi pensiamo ad un sistema integrato dei cicli di tutela e valorizzazione, ad una rinnovata autorevolezza istituzionale del sistema delle Soprintendenze, delle Biblioteche e degli Archivi, ad una modernizzazione organizzativa che abbandoni prassi obsolete e sovrapposizioni burocratiche e riveda il proprio fabbisogno professionale.

Questo comporta investimenti di risorse economiche nella ricerca, nella digitalizzazione e nella tutela e l’acquisizione di nuove risorse umane, anche ampliando la dotazione organica laddove necessario, superando lo strumento della pianta organica per approdare al concetto di programmazione delle necessità assunzionali (fabbisogno triennale).

UNA NUOVA STAGIONE CONTRATTUALE

Il nuovo CCNL consegna alla contrattazione integrativa l’importante compito di attuarne i principi e ristabilisce le prerogative che le leggi Brunetta aveva cassato. Una grande opportunità che noi intendiamo cogliere sino in fondo arrivando alla definizione di un nuovo Contratto Integrativo che mantenga e rafforzi gli strumenti del Contratto attuale, dando sempre più centralità alla contrattazione sull’organizzazione del lavoro. Questi gli obiettivi:

UN PROGRAMMA PER IL LAVORO

Serve anzitutto l’occupazione.

Le battaglie portate avanti negli scorsi anni hanno prodotto certamente risultati significativi per l’occupazione. Le recenti assunzioni e quelle ancora in corso dei 1000 funzionari tecnici e di 107 funzionari amministrativi, la prossima emanazione di un concorso per 507 assunzioni nell’area seconda sono certamente risultati significativi anche se del tutto insufficienti.

L’età media anagrafica elevata (55 anni) dei lavoratori determina un massiccio flusso di uscite per cessazioni nel medio periodo (circa 2500 entro il 2020). Pertanto occorre uno sforzo di programmazione adeguato che si ponga l’obiettivo di parificare la dotazione organica teorica a quella di fatto.

Per ottenere ciò occorrono almeno 3500 assunzioni nel prossimo triennio.

Contestualmente è necessario operare un restyling della dotazione organica, rimodularne i fabbisogni professionali all’interno delle singole aree e incrementando la dotazione dell’area terza.

Per tale motivo serve portare a compimento i processi relativi ai passaggi di area e definire nuove fasi di riqualificazione professionale del personale interno.

Riqualificazioni e percorsi professionali.

La questione professionale è sicuramente un problema che investe il personale interno ed è figlia di una storica sottovalutazione dei fabbisogni professionali, in particolare nei cicli ad alta qualificazione e specializzazione. Per questo occorre mettere al centro della nostra azione programmatica questi obiettivi:

  • Una revisione degli organici interni che miri all’incremento delle dotazioni sulla base dei fabbisogni che emergono dai processi di riorganizzazione. Questo significa riequilibrare le previsioni nella distribuzione tra le tre aree, portando a completamento la procedura dei passaggi orizzontali tra i profili, incrementando l’area terza e ridimensionando fortemente la prima, in previsione dell’evoluzione del sistema ordinamentale, e prevedere un aumento anche oltre il limite previsto laddove si evidenziano delle forti e croniche insufficienze;

  • L’attuazione dei processi di riqualificazione professionale, a partire dalla conclusione di quelli iniziati nel 2007. Occorre definire un processo periodico che offra opportunità di crescita professionale in modo contestuale ai processi di assunzioni dall’esterno. Per fare questo è prioritario sanare le situazioni rimaste pendenti, che peraltro concorrerebbero al riequilibrio dei fabbisogni assorbendo il soprannumero in area prima e determinando le condizioni per l’ampliamento dell’area terza. Allo stesso tempo vanno messi a regime con cadenze annuali le progressioni interne alle aree;

  • La revisione dei profili professionali. Un processo che seguirà le indicazioni provenienti dal lavoro della Commissione paritetica ARAN OO.SS. prevista dal nuovo CCNL, ma che è centrale per la varietà e la complessità dell’insieme delle professionalità presenti nei cicli lavorativi del Ministero. Fatto che determina la necessità di un costante aggiornamento dei contenuti professionali dell’ordinamento, al fine di dare aderenza alle esigenze di ammodernamento dei cicli lavorativi e di qualificazione delle prestazioni dei lavoratori. Un lavoro di revisione che è stato appena abbozzato nell’ultimo anno, e che in prima battuta riguarda la necessità di garantire le specializzazioni nel profilo di assistente tecnico, l’esigenza di qualificare le prestazioni connesse al ciclo dell’offerta culturale sia in seconda che in terza area, l’eventuale individuazione di nuovi profili professionali più funzionali ai cicli integrati di tutela/valorizzazione;

  • L’incremento e la qualificazione delle risorse destinate alla formazione. Il piano di formazione ministeriale ha introdotto un sistema di acquisizione di crediti formativi da spendere come opportunità di crescita professionale. Un fatto positivo che però cozza con una programmazione asfittica nelle risorse che mira prevalentemente ad una formazione a distanza tramite l’utilizzo delle modalità di connessione remota, nonché con un’attuazione a macchia di leopardo legata a scelte dirigenziali assai lontane dallo spirito del sistema dei CFP. Appare pertanto prioritario assicurare che vengano destinate alla formazione tutte le risorse necessarie a partire dal 1% del montante salariale previsto dal nuovo CCNL. E coinvolgere, nelle fasi di definizione e di attuazione dei programmi di formazione, tutti i livelli di confronto negoziale, a partire dall’Organismo per l’Innovazione previsto dall’art.6 del CCNL per finire al ruolo centrale che su questa materia deve assumere la contrattazione RSU.

Basta esternalizzazioni selvagge, garantiamo i diritti di tutti

La deregolamentazione del mercato del lavoro è un fenomeno progressivo ed apparentemente inarrestabile. Il ricorso alle esternalizzazioni per la copertura dei fabbisogni interni depauperati dai blocchi del turn over è divenuta condizione strutturale all’interno dei luoghi di lavoro ed i tagli al bilancio hanno prodotto in questi anni un peggioramento pesante delle condizioni normativo-salariali, fino a determinare modalità di autentico sfruttamento contrassegnate mediaticamente dalla vicenda dei falsi volontari scontrinisti. Per tale motivo occorre rafforzare gli strumenti di controllo e monitoraggio di questi fenomeni nel sistema di relazioni sindacali a tutti i livelli. Questo comporta la necessità di definire protocolli di intesa che regolino il ricorso al lavoro esterno riconducendolo entro limiti fisiologici e assicurino condizioni dignitose nei trattamenti economico/normativi dei lavoratori, evitando il ricorso alle logiche di massimo ribasso negli appalti. Tali prerogative devono coinvolgere in primis le nuove RSU, che dovranno essere dotate di strumenti che rafforzino la capacità di rappresentare tutti i soggetti che operano all’interno del luogo di lavoro, indipendentemente dalla tipologia dei loro rapporti di lavoro. In questo contesto la contrattazione nazionale dovrà definire, all’interno dell’Organismo per l’Innovazione, forme generali di controllo sia rispetto ai fenomeni di dumping contrattuale che in relazione all’utilizzo della società in house, la Ales s.p.a., di cui va limitato il ricorso pervasivo come serbatoio occupazionale di riserva, a costi maggiorati per l’Erario statale.

CONTRATTAZIONE, SALARIO E DIRITTI

In questi anni siamo riusciti a difendere e persino incrementare il salario accessorio a disposizione dei lavoratori. Ricordiamo i 5 milioni di euro extra FUA che si destinano al finanziamento integrale del Piano annuale di Valorizzazione, i 4 milioni ottenuti come incremento delle risorse fisse nell’ultima legge di assestamento di bilancio ed il puntuale reimpiego di tutte le economie che si registrano a consuntivo. Questo ha consentito la prosecuzione del finanziamento dei progetti locali e lo svolgimento di progressioni economiche di cui hanno beneficiato, dal 2010, circa 16 mila lavoratori senza che questo comportasse alcuna riduzione del salario di produttività e legato alle indennità per le turnazioni.

Un risultato che adesso ci pone nelle condizioni di operare al meglio nella nuova stagione contrattuale. Nel prossimo triennio occorre completare alcuni processi in atto, rivedere e attualizzare i vecchi accordi di produttività, applicare le norme previste dal nuovo CCNL. In particolare:

– Definire le modalità di incremento annuale del FUA, con particolare riferimento alle somme variabili derivanti da risparmi di spesa, che sono risorse mai recuperate alla disponibilità del Fondo ed a quelle spese per le progressioni economiche del personale cessato. Ampliare le possibilità di utilizzo di risorse extra Fua in riferimento ai piani di valorizzazione ed all’utilizzo pieno del plafond dello straordinario. Garantire quote adeguate di risorse FUA alla contrattazione RSU.

– Completare nel 2018 il processo di progressioni economiche del 2010 riconoscendo a tutto il personale un almeno un avanzamento economico nel periodo di blocco dei CCNL. Dal 2019 determinare cadenze annuali nei processi di avanzamento economico sulla base dei criteri previsti dal nuovo CCNL.

– Rivedere i progetti nazionali di apertura prolungata e di produttività ed efficienza adeguandoli alle nuove condizioni organizzative, in particolare riferite alla impossibilità di mantenere uno standard uniforme per tutti gli Uffici e alla riqualificazione dei modi di incremento della fruizione e dell’offerta dei servizi culturali ad essa connessi. Tutto questo mantenendo e incrementando i livelli retributivi connessi (turnazioni, reperibilità e progetti nazionali).

– Definire sistemi di valutazione della produttività seri, congrui e verificabili. La valutazione deve abbandonare principi astratti e l’utilizzo della quota prevista dal CCNL deve essere parametrato ai gradi di raggiungimento degli obiettivi a livello organizzativo. In tale contesto si dovrà collocare il processo di valutazione individuale su cui operare le differenziazioni previste dal CCNL.

– Va garantita l’applicazione in maniera certa ed esigibile di tutte le innovazioni contrattuali in materia di congedi e permessi retribuiti, di fruizione del part time, di cessione solidale delle ferie, di tutela delle malattie gravi e delle lavoratrici che hanno subito molestie sessuali nell’ambiente di lavoro. Occorre avviare, sottoscrivendo Protocolli specifici, i progetti di telelavoro e la fase sperimentale del lavoro agile, operando in stretto raccordo con il CUG e nell’ambito dell’Organismo paritetico per l’Innovazione.

– In tema di mobilità volontaria è necessario periodizzare i processi tramite la previsione di almeno un bando annuale che garantisca questa opportunità a tutti i lavoratori, sulla base di criteri predeterminati e recepiti in uno specifico accordo nazionale.

– Vanno rivisti i criteri di attribuzione delle posizioni organizzative, ampliandone la casistica e incrementandone l’importo, nonché ponendo la loro corresponsione a carico dell’Amministrazione.

– La qualità dell’ambiente di lavoro è indice di qualità dei servizi, in particolar modo quando si lavora in strutture complesse e caratterizzate da alti indici di rischio come i luoghi di lavoro del Mibact.. Per tale motivo vanno implementate le possibilità di verifica da parte dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza rispetto ai cicli manutentivi, alla qualità delle collocazioni logistiche degli Uffici, alla messa a norma degli impianti ed alla garanzia di sicurezza per i lavoratori ed i cittadini. E va pienamente applicata la normativa che riconosce i benefici previdenziali per esposizione ai lavori insalubri e per i lavori usuranti.


IL LAVORO NELLA CULTURA E’ CULTURA DEL LAVORO

RSU 2018

VOTA E FAI VOTARE FP CGIL

Pubblichiamo  una informativa dal Ministero dell’Interno su Ricognizione aspiranti Istruttori TPSS 2018

Pubblichiamo  delle note unitarie della struttura regionale Puglia.

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