Da Conto annuale sistema al collasso, serve piano assunzioni giovani
Roma, 13 febbraio – Sempre di meno, sempre più anziani e con sempre più carichi di lavoro. Questo il quadro del ‘lavoro pubblico’ che emerge dai dati del Conto annuale dello Stato, analizzati in dettaglio dalla Fp Cgil Nazionale in un report che mette in luce i segmenti rappresentati dalla categoria, ovvero Funzioni centrali, Funzioni locali e Sanità pubblica. Un quadro che dimostra, secondo la categoria della Cgil, come “il perimetro di intervento dei servizi pubblici arretra e il sistema è al collasso”: serve “un piano straordinario di assunzioni di giovani nelle pubbliche amministrazioni” perché “per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere nei prossimi 3-6 anni 550.000 lavoratrici e lavoratori”.
Dal dato macro di partenza, che tiene dentro anche il mondo della Scuola e le forze di polizia, si contano complessivamente 3.247.764 lavoratrici e lavoratori al 2016, ultimo anno disponibile secondo il Conto annuale, in flessione nel corso di 10 anni del -7,2%, ovvero 246.187 in meno rispetto al 2007 quando si contavano 3.429.266 ‘pubblici’. Entrando nel dettaglio dei segmenti rappresentati dalla Fp Cgil, nei tre grandi comparti presi in considerazione il personale congedato e non sostituito nello stesso periodo di tempo (2007-2017) è pari a 157.828 unità (-10,55%), di cui in particolare: 54.830 nelle Funzioni centrali (Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici), 69.464 nelle Funzioni locali e 33.534 nella Sanità. Il report della Fp Cgil prende poi in considerazione l’ultimo rinnovo dei contratti nazionali pubblici, ovvero il 2009: comparando i dati si registra così una caduta occupazionale di 43.808 nelle Funzioni centrali, di 73.894 nelle Funzioni locali, di 45.053 unità in Sanità e oltre 3.000 unità nella sola Polizia penitenziaria.
FOCUS OCCUPAZIONE – Nel settore sanitario, e nello specifico delle professioni sanitarie, l’andamento occupazionale tra gli anni 2009 e 2016 ha registrato una perdita di 8.272 medici, 12.031 infermieri, 1.812 operatori di assistenza (operatore socio sanitario, operatore tecnico addetto e ausiliari) e 20.100 lavoratori tra tecnici, riabilitativi, della prevenzione e amministrativi. Nel settore delle Autonomie Locali, il report della Funzione Pubblica Cgil prende in considerazione l’oscillazione negativa, nello stesso lasso di tempo, registrata dalle unità di Polizia Locale che sono diminuite di 4.252 unità, sottolineando che questo dato “stride con la richiesta di una maggiore sicurezza urbana”. Inoltre, nel solo ultimo anno di rilevazione (2015-2016) sul totale del personale, stabile e non, le unità di lavoro in meno nelle pubbliche amministrazioni ammontano a circa 5.000 lavoratori in Sanità pubblica e oltre 14.000 unità in meno nelle Funzioni locali.
In ordine poi alla stabilità occupazionale nel 2016 i lavoratori a tempo determinato, nonostante l’avvio delle stabilizzazioni, in Sanità sono ancora 33.310 e 26.536 nelle Funzioni locali. Aumentano nell’ultimo anno i contratti in somministrazione che passano in Sanità dai 6.137 del 2015 ai 7.400 del 2016 e nelle Funzioni locali dai 2.768 ai 3.009. In crescita anche gli incarichi professionali per i quali (nelle sole Funzioni locali e Sanità) la spesa passa dai 363 milioni di euro del 2007 ai 397 milioni del 2016. Nelle amministrazioni locali i contratti di studio e consulenza nel 2016 ammontano a 39.243 mentre nel 2007 erano 21.712.
FOCUS LAVORO – Lo studio della Fp Cgil analizza poi in una sezione specifica carichi di lavoro e lavoro in reperibilità. Da sottolineare il passaggio sulle differenze di genere. Guardando al 2016, nelle Funzioni centrali i lavoratori part-time sono 16.442 di cui 13.464 sono donne, nelle Funzioni locali le donne in part-time arrivano a 35.534 unità e in sanità, a fronte di 2.799 uomini, le donne part-time sono ben 48.848. Lo stesso trend si registra nel lavoro flessibile, inteso come l’insieme di tempo determinato, somministrazione, LSU e Formazione lavoro, dove le donne sono la maggioranza arrivando a più di 28.000 su un totale di 41.358 in Sanità e quasi 24.000 su 40.488 nelle Funzioni locali.
FOCUS ETÀ – L’età media del personale è in aumento e nei prossimi anni si prevede un’accelerazione delle uscite. In tutti i comparti si supera l’età media dei 50 anni: in Sanità l’età media è di 50,6 anni, nelle Funzioni locali 52,6 anni e nei Ministeri 54,5 anni. Lungo questo trend di crescita dell’invecchiamento le proiezioni mostrano che in tutta la pubblica amministrazione nel 2020 circa 262.000 lavoratori si troveranno nella classe 65-67 e 621.000 nella fascia 60-64.
Dall’analisi dei dati a fine 2016 i lavoratori con più di 60 anni di età erano 124.737 nelle Funzioni centrali, 230.057 in Sanità e 199.692 nelle Funzioni locali. “Possiamo ragionevolmente prevedere che circa il 40% delle lavoratrici e dei lavoratori dei tre comparti presi in esame nei prossimi 3-6 anni potrebbe raggiungere i requisiti per la pensione”, si osserva nello studio della categoria della Cgil, aggiungendo che: “Per mantenere almeno l’attuale livello dei servizi e delle prestazioni negli stessi comparti è necessario assumere nei prossimi 3-6 anni 550.000 lavoratrici e lavoratori”.
CONSIDERAZIONI – Dalla Fp Cgil una valutazione finale: “La lettura dei dati del Conto annuale e le rilevazioni statistiche sui servizi pubblici confermano quindi quanto denunciamo da anni. Il perimetro di intervento dei servizi pubblici arretra e il sistema è al collasso, se non si procede con un piano straordinario di assunzioni di giovani nelle pubbliche amministrazioni le conseguenze saranno inevitabili: ci saranno meno servizi per i cittadini e più privatizzazioni con il rischio di aumento delle disuguaglianze”. Il superamento del precariato, il varo di un piano di assunzioni, il cambio della normativa sulle pensioni e il rinnovo di tutti i contratti con le dovute strumentazioni: questi i passaggi necessari perché, conclude la Fp Cgil, “solo così si potrà invertire il trend negativo, che dura ormai da troppi anni, e dare nuova linfa al lavoro pubblico per servizi efficienti e di qualità”.
In allegato il report Fp Cgil su dati del Conto annuale dello Stato
Tema di attualità, ne parlano gli esperti alle 19 su fb.me/fpcgilsanita
Roma, 13 febbraio – Mobbing, stalking e burn out. Un tema di grande attualità e per questo scelto come argomento della prossima puntata de ‘La Cura dei Diritti’, il servizio di assistenza legale e contrattuale promosso dalla Fp Cgil per le lavoratrici e i lavoratori della Sanità. Appuntamento con gli esperti in diretta Facebook martedì 20 febbraio dalle ore 19 alle ore 19.30, sulla pagina della Fp Cgil Sanità, raggiungibile qui: fb.me/fpcgilsanita.
Un fenomeno di cui si sente tanto parlare ultimamente, per questo la categoria dei servizi pubblici della Cgil ha scelto di dedicare una puntata de #LaCuraDeiDiritti all’approfondimento delle questioni legate ai fenomeni di mobbing, stalking e burn out. Come sempre, gli esperti si occuperanno di fornire risposte alle domande degli utenti. È possibile inviare la propria domanda durante la diretta stessa, oppure nel corso della settimana commentando il post del lancio della diretta, o ancora inviando un messaggio privato alla pagina Facebook della Fp Cgil Sanità.
I nostri esperti, l’avvocato Michele Bonetti e Antonio Marchini della Fp Cgil Nazionale, durante la diretta si occuperanno di dare risposta alle domande arrivate durante tutta la settimana, ma, per limiti di tempo, nei giorni successivi forniranno una risposta anche agli utenti ai quali non hanno avuto modo e tempo di rispondere. Ma il servizio di assistenza legale e contrattuale offerto dalla categoria dei servizi pubblici della Cgil non si ferma alla sola diretta Facebook. Infatti è possibile ricevere assistenza anche attraverso due linee telefoniche attive dal lunedì al venerdì (il 348/5867595 o il 342/8535863 dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:30) e via mail, scrivendo a sanita@fpcgil.it.
Si è svolto, il previsto incontro della conferenza di Amministrazione (probabilmente l’ultimo poiché l’ipotesi del nuovo contratto nazionale di lavoro del personale del comparto delle funzioni centrali, ha previsto all’art. 6 l’istituzione di un nuovo organismo paritetico con compiti e funzioni molto più ampi rispetto all’attuale conferenza). La relazione del Presidente Avv. Angelo Venturini si è soffermato sia sulle ultime novità legislative riguardanti l’Avvocatura dello Stato (L.205 del 27.12.2017 comma 486, è stato portato al 75% la percentuale di riparto delle spese vinte, e comma 485 ove è stato previsto l’aumento del ruolo del personale togato dell’Avvocatura dello Stato) e sia sulla condizione dell’organico del personale togato e di quello amministrativo. Per quest’ultimo punto si allega l’interessante prospetto analitico sulla situazione del personale rispetto alla precedente conferenza del 6 luglio 2017.
Napoli, 09.02.2018
Malatesta Vincenzo
Componente FP CGIL Conferenza
di Amministrazione
Filippi: “Così vengono meno presupposti sciopero 23 febbraio”
Roma, 13 febbraio – “Convocati i sindacati per il prossimo 20 febbraio sul rinnovo del contratto vengono meno i presupposti alla base dello sciopero dei medici del 23”. A farlo sapere è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, aggiungendo che: “Il 15 febbraio alla riunione dell’intersindacale sosterrò che, a seguito della convocazione per il 20 febbraio delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica veterinaria e sanitaria per l’apertura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di categoria, vengono di conseguenza meno i presupposti per lo sciopero programmato per il 23 febbraio”. Per Filippi la convocazione del 20 rappresenta “un primo passo avanti che ci consente di esercitare finalmente l’apertura della contrattazione senza pesare su cittadini e lavoratori”. Al tavolo, fa infine sapere il dirigente sindacale, “sono state convocate anche le Regioni dalle quali ci aspettiamo chiarezza sulle risorse economiche”.
Pubblichiamo la nota unitaria sulle problematiche mensa di servizio – mancato riscontro alla risoluzione delle problematiche concernenti la mensa da tempo insolute e dalla quali sarebbero dovuti pervenire riscontri di attenzione ed elementi di interessamento da parte dell’amministrazione.
Si è svolta ieri in ARAN la riunione del tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL sanità pubblica.
In apertura, l’Agenzia ha distribuito ed ha illustrato i nuovi documenti su Fondi e Indennità; all’inizio della discussione, unitariamente, abbiamo chiesto conto del testo completo pubblicato dal Sole 24 Ore sanità che ha contenuti mai discussi al tavolo e che ha creato notevoli preoccupazioni a lavoratrici e lavoratori.
La delegazione ARAN si è giustificata, descrivendo l’episodio come una palese violazione alla sicurezza interna ed ha affermato che quel testo non riporta i contenuti reali della discussione in corso; ha anche comunicato che sono già state adottate precauzioni perché non si debba ripetere in futuro.
Come FP CGIL, abbiamo espresso biasimo per l’episodio, peraltro già accaduto anche per il tavolo della Funzioni Centrali, ed abbiamo esortato ARAN a presentarci tutto il testo completo corretto il prima possibile, al fine di poter procedere speditamente con tutto il lavoro.
Unitariamente, abbiamo richiesto che l’Agenzia pubblichi una smentita quanto prima, per fare chiarezza ed arginare gli equivoci sorti.
Inoltre, abbiamo fatto presente di non avere ancora avuto riscontri alle osservazioni ed alle proposte di modifica che abbiamo inviato, il che può costituire un problema in quanto in alcune parti dei testi presentati finora abbiamo ravvisato la tendenza a modificare in modo non soddisfacente gli istituti del contratto attuale.
La delegazione ARAN ha registrato la richiesta di smentita, che riferirà ai vertici dell’Agenzia, poi ha chiarito di voler terminare la presentazione e la discussione di tutti i singoli documenti riguardanti gli istituti contrattuali (manca ancora il documento sulle relazioni sindacali e quello sulla parte ordinamentale), prima di poter assemblare un testo unico e ragionare su quali modifiche recepire.
Proseguendo la discussione, vengono esplicitate alcune specifiche considerazioni di merito sui documenti presentati, da parte delle diverse organizzazioni sindacali presenti al tavolo.
Auspicando il tempestivo avvio del confronto complessivo, abbiamo chiesto di formalizzare la parte economica e lo stanziamento delle risorse necessarie al rinnovo contrattuale.
Infine, abbiamo richiesto una nuova data per proseguire la discussione e la delegazione ARAN si è riservata di comunicarcela nei prossimi giorni.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi del confronto.
Michele Vannini
Capo Area Sanità e SSAEP
FP CGIL Nazionale
Lo scorso 1° Febbraio si è riunito il consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza. La seduta è iniziata con l’approvazione del verbale n. 429 (che sarà disponibile sul sito istituzionale della C.P.A.). Il Presidente ha iniziato i lavori informando sull’esito di un ricorso a seguito della messa in quiescenza di un collega ed il successivo scorrimento delle graduatorie per le riqualificazioni; successivamente ha consegnato una copia della bozza del capitolato e del bando per la gara europea per l’individuazione di una società assicurativa al fine di garantire un rendimento ed una certezza sulle una tantum del personale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per almeno 30 milioni di euro. Il materiale deve essere ancora oggetto di verifica da parte della Presidenza della C.P.A. per essere eventualmente deliberato nel prossimo consiglio. E’ stata poi deliberata all’unanimità la presenza come uditori dei consiglieri supplenti fin dai prossimi consigli visto anche il numero assai ridotto dei consiglieri della C.P.A. La riunione è proseguita con l’audizione di cinque banche e società per avere le conoscenze necessarie sulla decisione o meno di procedere all’investimento di € 2.500.000,00 con la garanzia del ritorno del capitale e di un minimo di rendimento. Su questo punto come FP CGIL abbiamo evidenziato le nostre perplessità ma il problema centrale resta sempre la mancanza di risorse aggiuntive che portano a cercare forme di rendimento aggiuntive sulle risorse disponibili della Cassa stessa per consentire di dare risposte concrete al personale. L’audizione si è conclusa con l’impegno del Presidente di contattare due banche e di verificare nel prossimo consiglio la fattibilità o meno di tali proposte. Il prossimo consiglio della Cassa di Previdenza ed Assistenza sarà convocato per il prossimo 28 Febbraio con all’ordine del giorno anche il pagamento dell’assistenza primo semestre anno 2017, cronicità ed anticipazioni una tantum per eventi riferiti all’anno 2016 (domande quindi inoltrate entro il 31 Marzo 2017).
Cogliamo l’occasione di questo comunicato per anticipare che come FP CGILchiederemo la convocazione di uno specifico tavolo per individuare risorse aggiuntive per la CPA da parte di tutte le articolazioni del Ministero considerato che tutto il personale è beneficiario della Cassa di Previdenza ed Assistenza.
9 Febbraio 2018
IL CONSIGLIERE CPA
Deborah Pompili
FP CGIL MIT
Roberto Morelli
Roma, 12 febbraio – “Con la firma di oggi il primo dei contratti nazionali per i pubblici dipendenti delle Funzioni centrali entra in vigore. Dopo 9 anni arrivano più tutele, soprattutto su permessi, congedi, malattia e pari opportunità, e si introducono adeguamenti salariali che consolidano le retribuzione tabellari, il tutto insieme a nuove relazioni sindacali che danno più poteri alla contrattazione e alle Rsu di incidere sulle condizioni di lavoro”. Così la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, Serena Sorrentino, commenta la notizia della firma definitiva sul contratto nazionale per i lavoratori delle amministrazioni centrali.
Secondo la dirigente sindacale, “una Pa che guarda all’innovazione ha bisogno di puntare sulla formazione e sulle competenze dei lavoratori e sulle professionalità, in grado di garantire migliori servizi ai cittadini. Per questo per noi sono molto importanti gli interventi sul diritto allo studio, sull’aggiornamento del personale e la formazione continua, la commissione paritetica che dovrà rivedere l’ordinamento professionale”. Inoltre, sottolinea Sorrentino, “abbiamo finalmente superato le norme punitive della legge brunetta sulla valutazione. In linea con l’accordo del 30 novembre del 2016, con questo contratto garantito più diritti, meno precarietà, il ritorno della contrattazione per il miglioramento delle condizioni di lavoro e la titolarità della contrattazione decentrata sulla parte accessoria della retribuzione, non meno di 85 euro medi mensili di aumento contrattuale per il 2016/2018”.
Registrato questo risultato, la segretaria generale della Fp Cgil fa sapere che: “Da oggi siamo al lavoro per garantire in tempi brevi anche il rinnovo di tutti i contratti integrativi e avviare il confronto con le lavoratrici e i lavoratori per il rinnovo del triennio 2019/2021. Abbiamo conseguito ciò che ci eravamo impegnati ad ottenere: ora vogliamo da subito porre le condizioni per far crescere salari, partecipazione e valorizzazione professionale dal prossimo contratto”, conclude Sorrentino.
Di seguito tutti i materiali:
Visite mediche, terapie e esami diagnostici. Le novità del nuovo contratto.
Testo intesa Funzioni Centrali
Volantino intesa
Sintesi del contratto (IN ALLEGATO 1)
Tabelle contrattuali (IN ALLEGATO 2)
Slides sintesi intesa
http://slides.com/fpcgilnazionale/contratto-funzioni-centrali
Commento Sorrentino
Serve accordo presto per migliorare condizioni lavoro
Roma, 12 febbraio – “La priorità è fare chiarezza sulle risorse a disposizione per il rinnovo del contratto. Con la mobilitazione nazionale del 5 febbraio scorso, sia nei territori negli incontri con le istituzioni locali sia a Roma con il Ministero della Pubblica amministrazione, è stato ribadito e confermato l’impegno sottoscritto con l’accordo del 30 novembre, ovvero aumenti pari a 85 euro medi mensili”. Ad affermarlo è la Fp Cgil in merito all’andamento della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale della Sanità pubblica, aggiungendo che: “Il rinnovo del contratto deve produrre miglioramenti per le lavoratrici e i lavoratori della Sanità pubblica e deve produrli in tempi celeri: c’è bisogno di stringere per arrivare presto a un accordo”.
Per la Funzione Pubblica Cgil, inoltre, “serve introdurre quei cambiamenti che devono portare alla cancellazione della legge Brunetta e impedire deroghe nell’orario di lavoro. Così come su questioni nodali, qual incarichi e classificazione, non si possono attuare soluzioni pasticciate: i professionisti e gli operatori sanitari hanno bisogno di certezze e di valorizzazione delle proprie competenze, della responsabilità che esercitano, della formazione e dell’esperienza che maturano. Infine, per quanto riguarda il capitolo relazioni sindacali, il peso deve essere spostato sull’organizzazione del lavoro a livello decentrato, dando ruolo e centralità alle Rappresentanze sindacali”, conclude la Fp Cgil.
La Suprema Corte ha stabilito che l’abolizione della pensione di privilegio è costituzionalmente legittima. La Corte Costituzionale con la Sentenza numero 20 del 2 Febbraio 2018 ha dichiarato la legittimità dell’abolizione della pensione privilegiata per i dipendenti pubblici “civili” fatta dall’art.6 del DL 6 dicembre 2011, n. 201 (cd. Riforma Fornero).
L’Istituto della pensione privilegiata continua a trovare applicazione soltanto «nei confronti del personale appartenente ai Comparti Sicurezza, Difesa, Vigili del Fuoco e Soccorso Pubblico» e «ai procedimenti in corso al 6 dicembre 2011, nonché ai procedimenti per i quali, alla predetta data, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della domanda, nonché ai procedimenti instaurabili d’ufficio per eventi occorsi prima della predetta data».
La Corte dei Conti aveva ravvisato elementi di incostituzionalità posto che la disposizione censurata, nel salvaguardare la pensione privilegiata ordinaria per i soli appartenenti ai comparti sicurezza, avrebbe determinato un’irragionevole disparità di trattamento per la generalità dei dipendenti pubblici che, pur «in presenza della stessa infermità», non possono più accedere a tale beneficio. Ed aveva quindi sollevato la questione di legittimità costituzionale circa l’articolo 6 del Decreto legge 201/2011.
L’Avvocatura dello Stato aveva difeso l’abolizione sulla base di due ordini di motivi. Il primo faceva leva sul fatto che la scelta di salvaguardare la pensione privilegiata per gli appartenenti ai Comparti Sicurezza, Difesa, Vigili del Fuoco e Soccorso Pubblico sarebbe sorretta da una giustificazione oggettiva, legata alla «diversità dei rischi immanenti all’attività propria dei singoli comparti» e il secondo che tali categorie, sono escluse «dalla tutela INAIL».
La Tesi della Consulta
La Corte Costituzionale afferma che il regime speciale apprestato dal legislatore “rispecchia la peculiarità dei Comparti Difesa, Sicurezza, Vigili del Fuoco e Soccorso Pubblico, individuati secondo caratteristiche ragionevolmente omogenee, e si raccorda, per un verso, al più elevato livello di rischio ordinariamente connesso al servizio svolto nei comparti indicati e, per altro verso, alla mancanza di una specifica tutela assicurativa contro gli infortuni per le infermità contratte dai dipendenti di tali settori. Le situazioni sono diverse e il DL ha operato bene e pertanto la disposizione di cui all’articolo 6 della legge 201/2011 è costituzionalmente legittima.
Nelle numerose assemblee svoltesi in queste settimane per illustrare ai lavoratori l’ipotesi di CCNL 2016/2018, uno dei punti più discussi è stato l’art 35 “Assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici”. Riteniamo utile approfondire le modifiche normative intervenute dal 2011 per fornire una corretta informazione su una materia delicata qual è la salute dei lavoratori. L’art 46 del CCNL 2002/2005 ( permessi retribuiti) prevedeva al c.2 che: ” A domanda del dipendente – per particolari motivi familiari o personali debitamente documentati – possono essere inoltre concessi, nell’anno, tre giorni di permesso retribuito. Il dipendente, in alternativa, può fruire di n. 18 ore complessive di permesso utilizzabili in modo frazionato. Le due modalità di fruizione dei permessi non sono cumulabili. Tra le motivazioni per cui possono essere concessi i permessi di cui al presente comma, rientrano l’effettuazione di visite specialistiche o esami clinici, di testimonianze per fatti non di ufficio, nonché l’assenza motivata da gravi calamità naturali che rendono oggettivamente impossibile il raggiungimento della sede di servizio, fatti salvi, in questi eventi, i provvedimenti di emergenza diversi e più favorevoli disposti dalle competenti autorità”.
Nel 2011 il comma 5-ter dell’art. 55-septies del DLgs 165/2001 (comma introdotto dall’art. 16, comma 9, legge n. 111 del 2011) disponeva : “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione.” Successivamente la legge n. 125 del 30 ottobre del 2013 apportò le seguenti modifiche (in grassetto le aggiunte e tra parenti quadre la cancellazione): “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici [l’assenza è giustificata] il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all’orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica.Nel 2014 il Dipartimento della Funzione Pubblica, con la circolare n. 2 emanata il 17 febbraio, interpretando la legge n. 125 del 2013, aveva impartito disposizioni a tutte le pubbliche amministrazioni fornendo i seguenti chiarimenti “a seguito dell’entrata in vigore della novella, (legge n.125 del 2013) per l’effettuazione di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici il dipendente deve fruire dei permessi per documentati motivi personali,( ovvero le 18 previste dall’art 46 del CCNL 2002/ 2005) secondo la disciplina dei CCNL, o di istituti contrattuali similari o alternativi (come i permessi brevi o la banca delle ore)”. Contro questa circolare la CGIL presentò un ricorso al TAR del Lazio, che con la sentenza n. 5714 pubblicata in data 17 aprile 2015, annullò la Circolare Ministeriale n.2/2014 della Funzione Pubblica e affermò che l’Amministrazione non può emanare una circolare per cambiare unilateralmente quanto stabilisce e regola il contratto. La Circolare Ministeriale impugnata , affermarono i giudici amministrativi “è illegittima” in quanto “la materia oggetto della novella trova il suo naturale elemento di attuazione nella disciplina contrattuale da rivisitare e non in atti generali che impongono modifiche unilaterali in riferimento a CCNL già sottoscritti”. Questa decisione del TAR ha permesso alle OO.SS di aggiornare la normativa in sede di rinnovo contrattuale, e ha costretto il Dipartimento della Funzione Pubblica a trovare soluzioni condivise con i sindacati in sede negoziale. Quindi era obbligatorio regolamentare contrattualmente tale istituto per evitare ulteriori interventi restrittivi da parte del legislatore. Il nuovo art. 35 del CCNL, in aggiunta alle 18 ore previste dall’art 46 del precedente CCNL, ne introduce ulteriori 18 ” per l’espletamento di visite e terapie”, che utilizzate a ore non sono assoggettate alla decurtazione del trattamento economico accessorio prevista per le assenze per malattia. Per ulteriore chiarezza ricordiamo che è sempre possibile utilizzare “ l’assenza per malattia per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici”, come disposto dal comma 5-ter dell’art. 55-septies del DLgs 165/200, e ribadito dalla sentenza del Tar Lazio, nei casi previsti dall’art 35 del CCNL: comma 11, nel caso di concomitanza tra l’espletamento di visite specialistiche, l’effettuazione di terapie od esami diagnostici e la situazione di incapacità lavorativa temporanea del dipendente conseguente ad una patologia in atto. comma 12 nei casi in cui l’incapacità lavorativa è determinata dalle caratteristiche di esecuzione e di impegno organico delle visite specialistiche, degli accertamenti, esami diagnostici e/o delle terapie. comma 14, nel caso di dipendenti che, a causa delle patologie sofferte, debbano sottoporsi periodicamente, per lunghi periodi, a terapie comportanti incapacità al lavoro. In sintesi il nuovo CCNL prevede più tutele rispetto al precedente CCNL e armonizza le modifiche legislative intervenute durante i 9 anni di blocco contrattuale. Se queste ulteriori tutele sono una delle motivazioni che hanno portato FLP e USB a non sottoscrivere l’ipotesi di CCNL, dovrebbero spiegare a tutti i lavoratori perché nel 2005 hanno sottoscritto un CCNL che prevedeva in tutto solamente 18 ore, sia per motivi personali sia per l’effettuazione di visite specialistiche o esami clinici. Se 18 ore erano considerate adeguate nel 2005 , perché adesso 18+18 = 36 ore sono insufficienti per tutelare la salute dei lavoratori?
Roma 12 febbraio 2018
FP CGIL Nazionale
Luciano Boldorini