Roma, 29 gennaio 2018

Al MIBACT
Al Capo di Gabinetto MIBACT
dr.ssa Tiziana Coccoluto
Al Segretario Generale
Arch. Carla Di Francesco
Al DG Organizzazione
Dr.ssa Marina Giuseppone

Loro Sedi

Oggetto: Codice Etico modificato.

Con riferimento all’oggetto la scrivente O.S., nel richiamarsi alle osservazioni unitarie prodotte in sede di prima emanazione del Codice Etico del MIBACT prende atto delle modifiche apportate a seguito dei pronunciamenti giudiziali che hanno certificato l’illegittimità palese della regolamentazione adottata nei casi di incompatibilità definiti dalla norma rispetto all’esercizio delle prerogative di rappresentanza sindacale.
Tuttavia, relativamente al punto in questione,continua ad apparire impropria ed illegittima la modalità con la quale codesto Ministero intende dare applicazione alla norma e, in particolare, il nuovo testo del Codice non precisa quale tipologia di incarichi siano assoggettati quando appare del tutto chiaro che il principio di incompatibilità si riferisce, esattamente come previsto dalla normativa di riferimento, ai destinatari di incarichi di direzione di strutture deputate alla gestione del personale. La citata Circolare n.11/2010 del Dipartimento della Funzione Pubblica, al punto 3.2 infatti definisce quali sono i soggetti interessati, ovvero i dirigenti nominati ai sensi dell’art.19 del D. Lgs. n.165/01 (compresi quelli nominati ai sensi dei commi 5 bis e 6 dello stesso art. 19) e gli incarichi di direzione di strutture deputate alla gestione del personale, quindi gli incarichi ai funzionari direttivi che hanno queste caratteristiche.
Il nuovo testo del Codice Etico invece estende a tutti i lavoratori in possesso di delega di rappresentanza sindacale e indipendentemente dal profilo professionale rivestito il principio di incompatibilità e nega la possibilità che gli stessi possano essere assegnati a strutture che svolgono relazioni sindacali. Una posizione, peraltro estremamente generica e foriera di ogni interpretazione, che nulla muta in riferimento alla precedente edizione del Codice Etico se non che limita il principio di incompatibilità alle sole relazioni sindacali quando la norma definisce lo stesso per le strutture deputate alla gestione del personale. In sostanza la norma, quando si richiama al principio di incompatibilità, definisce chiaramente il livello di responsabilità che può essere oggetto di questa valutazione mentre la impossibilità di partecipazione del rappresentante sindacale alle relazioni sindacali per conto dell’Amministrazione è già chiaramente definita nelle norme e negli Accordi collettivi che definiscono le prerogative delle parti e la chiara connotazione alternativa nelle composizioni delle delegazioni trattanti.Appare peraltro necessario, alla luce dei fatti che hanno generato queste modifiche, ovvero una sentenza di un Giudice ordinario che ha condannato codesta Amministrazione per comportamento antisindacale e una sentenza del TAR che ha assunto analogo orientamento, che preventivamente alla nuova emanazione del Codice si attivi un confronto propedeutico alla revisione dell’articolato, essendo la materia evidentemente incidente sul rapporto di lavoro.
Con l’occasione si ribadisce la netta contrarietà alle previsioni, peraltro riportate in maniera tautologica (art.3, comma 8 e art.13 comma 3), relative ai rapporti con i media. Previsioni chiaramente finalizzate a limitare il diritto di critica e di espressione dei cittadini, ancorché dipendenti pubblici, stante la genericità delle previsioni stesse, che obbligano il dipendente ad astenersi da dichiarazioni pubbliche che siano lesive del prestigio dell’Amministrazione e ad informare il dirigente dei propri rapporti con i media. Sulla natura delle dichiarazioni lesive vige il principio di assoluta discrezionalità dell’Amministrazione e in tal modo si limita un diritto fondamentale della nostra Costituzione, basti pensare alla crescita esponenziale di procedimenti disciplinari attivati per la presunta violazione di questa prescrizione che non esitiamo a definire del tutto illiberale.Sulla base di quanto sopra esposto la scrivente O.S., di concerto con le altre Organizzazioni sindacali che hanno a cuore le libertà sindacali e costituzionali, si riserva, all’esito della presente nota, ogni ulteriore valutazione in ordine al mantenimento di norme palesemente illegittime e lesive dei diritti democratici dei lavoratori. Restando in attesa di formale riscontro si porgono distinti saluti.

FP CGIL Nazionale MIBACT
Claudio Meloni

Roma, 29 gennaio – “Benessere e sicurezza sul lavoro nelle amministrazioni centrali: come affrontare i rischi psicosociali sui luoghi di lavoro”. È questo il tema al centro della guida prodotta dal Comitato Europeo per il Dialogo Sociale, formato dalle rappresentanze sindacali europee e dai rappresentanti dei Governi, e che ha registrato una importante partecipazione della Fp Cgil, nei contenuti e nella stesura, partita oltre un anno e mezzo fa e che ha attraversato gli appuntamenti di Vilnius e Madrid, nonché la conferenza conclusiva tenutasi a Berlino lo scorso marzo 2017.

Uno studio che affronta nel dettaglio i rischi psicosociali nelle amministrazioni centrali che oggi rappresentano la principale minaccia alla salute e al benessere dei dipendenti e dei funzionari pubblici. Le riorganizzazioni in atto, infatti, insieme all’intensificarsi dell’attività lavorativa e all’invecchiamento della popolazione attiva, sono tutti fattori che hanno contributo ad aggravare la situazione. La pubblicazione del Comitato Europeo per il Dialogo Sociale si fonda su un’attenta disamina della ricerca esistente in materia, nonché sui dibattiti, includendo allo stesso tempo una raccolta di casi di studio su esperienze concrete poste in essere nelle amministrazioni centrali.

Un insieme di materiali informativi, quindi, che partono dalla guida e si completano con un video, uno studio di fondo e altro ancora, utile per chiunque desideri migliorare il benessere nei luoghi di lavoro e contribuire alla costruzione di un’Europa sociale che promuova i servizi pubblici nell’interesse di tutti. Al centro di questo lavoro – di grande utilità per i temi trattati, anche per le prossime elezioni RSU in calendario il 17-18-19 aprile prossimi – il rischio di stress da lavoro correlato, come le aggressioni alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici sono stati infatti negli anni recenti un argomento all’ordine del giorno anche nel dibattito nazionale. Un materiale, in conclusione, di particolare utilità, non solo per le lavoratrici e i lavoratori delle Amministrazioni centrali, ma per tutti coloro esposti a questi rischi quotidianamente per la natura del servizio offerto.

In allegato la guida, una sintesi e lo studio preparatorio


Video prodotto dal Comitato Europeo per il Dialogo Sociale

 

Video Guida Benessere e sicurezza sul lavoro'

⚠️ I rischi psicosociali sono la principale minaccia alla salute e al benessere dei lavoratori. Scopri quali sono e come affrontarli in questo video prodotto dal Comitato Europeo per il Dialogo Sociale.📹⬇️[Leggi e scarica la guida qui ➡️ https://goo.gl/wnSJ48]

Pubblicato da Funzione Pubblica Fp-Cgil Nazionale su Lunedì 29 gennaio 2018

Dott.ssa Elisabetta Cesqui
Capo di Gabinetto

CGIL CISL e UIL pur riscontrano favorevolmente il contenuto dello schema di DM sulle assunzioni nell’organizzazione giudiziaria, recentemente trasmesso per le osservazioni alle organizzazioni sindacali, devono formulare alcune imprescindibili osservazioni. Le cancellerie e segreterie giudiziarie hanno un bisogno quasi disperato di personale a causa del pluridecennale blocco delle assunzioni che ha determinato la progressiva riduzione del personale in servizio ed il costante innalzamento dell’età media dello stesso. Ben vengano nuove assunzioni ed anzi, considerati i circa mille pensionamenti all’anno, è necessario che le assunzioni nell’organizzazione giudiziaria, ma anche negli altri dipartimenti, diventino strutturali attraverso la periodica pubblicazioni di bandi di concorsi pubblici e mediante l’integrale scorrimento delle relative graduatorie. Tuttavia le scriventi devono rilevare che non è ancora sufficiente il numero di assunzioni di funzionari che permetta lo scorrimento della graduatoria ex 21 quater.

La problematica delle assunzioni, infatti, non va affrontata isolatamente ma va coniugata con gli interessi ed i diritti del personale in servizio che, giova ricordare, ha retto le sorti dell’amministrazione negli anni più bui del blocco del turnover, percependo un salario accessorio da fame e rimanendo al palo delle progressioni giuridiche ed economiche per oltre dieci anni, a differenza di tutti gli altri pubblici dipendenti.

Nello specifico per CGIL CISL e UIL le nuove assunzioni devono costituire il volano per attuare quanto codesta amministrazione si è impegnata a realizzare (ed in parte sta già realizzando) in favore del personale giudiziario nell’accordo siglato il 26 aprile 2017. Oltre alle progressioni economiche, le scriventi organizzazioni fanno riferimento: ai cambi di profilo nell’ambito della stessa area attraverso l’istituto della flessibilità; ai passaggi tra le aree, degli ausiliari nell’area seconda, di contabili, assistenti linguistici ed informatici nell’area terza; all’integrale scorrimento (secondo gli accordi firmati dal Ministro entro il 30 giugno 2019) delle graduatorie formate a conclusione delle procedure previste dall’art. 21 quater della legge 132/2015 in favore di cancellieri ed ufficiali giudiziari. Per questo motivo, CGIL CISL e UIL chiedono un incontro urgente (da tenersi prima dell’emissione dei DD MM sulle assunzioni e su dotazioni e piante organiche) per discutere del piano di fabbisogno triennale in maniera da poter soddisfare i punti di cui all’accordo del 26 aprile 2017 recepito dal DM 9.11.17.

Nella sostanza CGIL CISL e UIL chiedono che, previa completa informativa alle organizzazioni sindacali su organici e attuali presenze in servizio, nella elaborazione del piano triennale dei fabbisogni di personale e/o attraverso altri atti, anche normativi, si tenga conto della immissione nei ruoli anche dei 2700 assistenti giudiziari entro il 2018, oltre a quella dei funzionari giudiziari e delle altre figure professionali, al fine di realizzare nel previsto termine del 30 giugno 2019l’inquadramento in area terza di tutto il personale (cancellieri ed ufficiali giudiziari) risultato idoneo nelle procedure realizzate ex art. 21 quater della legge 132/2015. Il passaggio in particolare dei cancellieri è fondamentale perché lo stesso libererà i posti per consentire, a domanda, il transito degli assistenti giudiziari nella figura del cancelliere esperto ed a seguire il transito, sempre a domanda, degli operatori giudiziari nella figura dell’assistente giudiziario e quello dei conducenti di automezzi e degli stessi ausiliari (questi ultimi attraverso la procedura del passaggio tra le aree) nella figura dell’operatore giudiziario. Inoltre CGIL CISL e UIL chiedono che nelle iniziative che si adotteranno per favorire il transito in area terza dei cancellieri idonei ex art. 21 quater si tenga conto della circostanza che la figura del funzionario giudiziario è in via di svuotamento a causa del prossimo pensionamento per raggiunti limiti di età della maggior parte dei funzionari giudiziari attualmente in servizio, entrati nell’amministrazione alla fine degli anni settanta del secolo scorso. E’ inoltre opportuno tenere conto che la figura dell’ufficiale giudiziario deve essere del tutto ricomposta in area terza nel prossimo CCNI così come le figure tecniche ex b3, una volta espletate le procedure di cui all’emendamento in legge di stabilità che estendono il 21 quater a tali figure professionali.

Se la materia delle assunzioni va inserita nel contesto più ampio dei diritti e degli interessi del personale in servizio, allora non si può non tener conto delle implicazioni che le nuove assunzioni hanno sull’interesse alla mobilità di larga parte del personale in servizio, interesse frustrato dalla scelta dell’amministrazione di non pubblicare interpelli negli ultimi anni. Se tale scelta appare comprensibile alla luce delle gravi carenze di personale, la stessa si configura come del tutto ingiustificata alla luce della presa di possesso, a partire dal 2015, di centinaia di lavoratori provenienti, in mobilità volontaria ed obbligatoria, da altre pubbliche amministrazioni ovvero assunti da graduatorie di concorsi espletati in altre PP. AA. e nella stessa Giustizia. Infatti questi lavoratori hanno occupato posti che, secondo il vigente accordo sulla mobilità e secondo il principio costituzionale di equità, andavano offerti prioritariamente al personale interno attraverso la pubblicazione di interpelli straordinari. Sic stantibus rebus CGIL CISL e UIL reiterano la richiesta di sblocco, senza ulteriori indugi, della mobilità anche ordinaria prima delle ulteriori assunzioni di assistenti e funzionari giudiziari, al fine di evitare di danneggiare ulteriormente il personale in servizio.

Roma, 29 gennaio 2018

FP CGIL
D’Orazio
CISL FP
Marra
UIL PA
Amoroso

Siamo ad informarvi sull’andamento della gestione finanziaria di Previambiente per l’anno 2017 che evidenzia, ancora con un buon risultato, un rendimento netto del comparto Bilanciato pari al 2,31% e un rendimento netto del comparto Garantito, per lo stesso periodo, pari a 0,88%.

Nello specifico il valore quota del comparto bilanciato è pari a € 20,162 (2016 a € 19,707) e il patrimonio dello stesso comparto è di € 758.131.972,28. Per quanto riguarda il comparto garantito il patrimonio ammonta a € 219.527.314,39 e il valore quota è di € 13,002 (2016 a € 12,888).

Questi dati, oltre a consolidare i rendimenti e il patrimonio cumulato di entrambi i comparti di investimento, rendono evidente, in tutto l’arco del periodo di gestione finanziaria, il risultato positivo della previdenza complementare rispetto ai risultati che la gestione tecnico/legislativa del trattamento di fine rapporto può garantire.
Ad oggi, in sintesi, il rendimento netto accumulato dal fondo Previambiente è pari a:

Comparto Bilanciato da inizio gestione (31 luglio 2000) al 31 dicembre 2017: 101,62%;
Comparto Garantito da inizio gestione (31 luglio 2007) al 31 dicembre 2017: 30,02%.

Il Capo Area Igiene Ambientale
Massimo Cenciotti
Il Segretario Nazionale Fp Cgil
Federico Bozzanca

Riunione al dipartimento della giustizia minorile e di comunità sull’individuazione dei criteri per l’assegnazione del personale di Polizia Penitenziaria: solo la FP CGIL chiede la procedura tramite interpello.

Si è tenuta in data 24 gennaio 2018 la seconda riunione al dipartimento della giustizia minorile e di comunità sull’argomento in oggetto. In apertura la parte pubblica ha ribadito la necessità di trovare una soluzione al problema del personale distaccato, che nel dipartimento per la giustizia minorile è eccessivo rispetto a quello effettivo, ricordando che la soluzione può essere trovata attraverso un interpello, che tenga conto delle professionalità acquisite dal personale, o attraverso una procedura di stabilizzazione.

Come fatto nel primo incontro, la FP CGIL ha ribadito che l’unica procedura contrattata con i sindacati per l’assegnazione definitiva del personale è quella dell’interpello, quindi, pur tenendo conto della professionalità acquisita dal personale distaccato, si dovrà bandire un interpello, dopo aver trovato un accordo sui criteri da utilizzare.

Preso atto del fatto che le altre organizzazioni sindacali presenti hanno chiesto di seguire la procedura della stabilizzazione, la parte pubblica ha proposto di stabilizzare tutto il personale distaccato prima del 3 agosto 2017.

La FP CGIL non ha concordato con la proposta della parte pubblica, che ha però trovato il consenso della quasi totalità del resto del tavolo.

Vi terremo costantemente informati sui futuri sviluppi della vicenda.

Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

Pubblichiamo il comunicato nazionale che esprime alcune nostre considerazioni nel merito del decreto legislativo di protezione civile emanato il 20 gennaio 2018

E’ necessario iniziare a pensare più in grande ed allargare le prospettive di un Corpo che guardi sempre di più all’esterno, al volontariato ed alla società civile conquistando quegli spazi che, se colpevolmente lasciati vuoti, sarebbero facile preda di altri soggetti anche ai quali, comunque, il nuovo Decreto legislativo fornisce la possibilità e la prospettiva di ampi spazi di manovra”. 


Roma, 29 gennaio 2018

Dott. Lucio Bedetta
Direttore Generale del bilancio
e della contabilità

Oggetto: criticità buoni pasto

Risulta alle scriventi organizzazioni sindacali, sulla base di segnalazioni provenienti da più uffici giudiziari, che diversi esercizi commerciali, pur convenzionati, rifiutano di accettare in pagamento i buoni pasto erogati ai lavoratori dall’amministrazione. Poiché tale circostanza è lesiva per i diritti anche patrimoniali dei lavoratori, CGIL CISL e UIL chiedono che, ferma restando la procedura ordinaria di contestazione/segnalazione da attivare a cura di ciascun interessato, codesta Generale Direzione, effettuati gli opportuni accertamenti,ponga in essere ogni utile iniziativa al fine di garantire la fruibilità dei buoni pasto senza alcun ulteriore ritardo.

Confidando in un positivo e tempestivo risconto

FP CGIL                 CISL FP                      UIL PA
Amina D’Orazio      Eugenio Marra         Domenico Amoroso

Abbiamo avuto venerdì un altro incontro in Commissione Tecnica sui passaggi di area. Nell’ambito della discussione sono preliminarmente emerse alcune valutazioni in particolare sul budget potenzialmente disponibile per gli scorrimenti. Per comprendere come, nel caso auspicabile di una autorizzazione degli organi di controllo, si possa esplicare questo processo. Perché, anche in questo caso, non si eliminano certo alcune criticità, che vanno evidenziate preliminarmente, a partire dalla definizione delle quantità economiche disponibili, ovvero fino al famoso 50% rispetto alla dotazione ordinaria di budget assunzionale. Noi abbiamo chiesto che venga utilizzato tutto il budget disponibile e solo su quella base calcolare il numero degli scorrimenti ipotizzabili. Seconda questione: la norma generale (e quella MEF): autorizza gli scorrimenti sulla base dei posti disponibili e noi abbiamo regioni con profili utilmente collocati nelle vecchie graduatorie, ma in soprannumero.
Terza questione: quanti sono i posti disponibili rispetto al limite del 50% e quali sono le soluzioni per quei profili non messi a concorso, come per esempio i funzionari statistici, o i diagnosti? Come potete notare non sono poche le problematiche da affrontare: ma il tutto è conseguente all’autorizzazione che l’Amministrazione si è ancora una volta impegnata a richiedere agli organi di controllo.
Il tavolo si è pertanto congedato con l’impegno dell’Amministrazione a verificare presso il Dipartimento della Funzione Pubblica la possibilità di avere questa autorizzazione e anche in questo caso noi abbiamo rilevato che ci aspettiamo il pieno impegno della parte politica a battere i pugni sui tavoli giusti e a rivendicare pari dignità per il MIBACT a fronte di soluzioni trovate per altri Enti, in particolare il MEF che predica bene e razzola malissimo.
Sempre in tale contesto noi abbiamo infine rilevato che l’opzione dello scorrimento del passaggio dall’area prima all’area seconda è relativamente più semplice, sia per il costo del tutto irrisorio (l’Amministrazione ha calcolato come esempio che il passaggio di 230 lavoratori costerebbe all’incirca 390 mila euro) che per i numeri disponibili (la programmazione del concorso a 507 posti di seconda area consente teoricamente il passaggio di un numero equivalente). Sulla base di questo a nostro avviso la semplificazione del processo consente per questi lavoratori un processo meno difficoltoso, nel caso anche utilizzando la norma in Testo Unico.
Questo è lo scenario che abbiamo davanti e, a fronte dello stesso, rimane immutato il nostro impegno finalizzato a cogliere ogni opportunità che consenta il giusto riconoscimento delle aspettative dei lavoratori.

Claudio Meloni FP CGIL Nazionale Mibact

Documentazione relativa all’incontro di oggi con le OO.SS.

 

Tabella di ripartizione delle risorse relative al DPCM (specificità), che costituisce parte integrante degli accordi raggiunti.

COSA NON SI È FATTO E COSA SI DEVE FARE PER SALVAGUARDARE L’ATTIVITÀ DI VIGILANZA

È ormai chiaro che, senza un deciso cambio di rotta, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, è destinato a fallire.In tema di costruzione di un polo unico delle ispezioni del mercato del lavoro non si registrano significativi passi in avanti ed appare in serio pericolo l’efficacia dei servizi ispettivi, con grave danno per i cittadini e i lavoratori, con la riduzione dei controlli sulla correttezza contributiva, sul rispetto degli obblighi assicurativi, sul rispetto della legalità dei rapporti di lavoro. In questo quadro, l’Ispettorato nazionale del Lavoro è destinato a fallire.

Continua a leggere il documento nel file allegato…

Al Presidente dell’Aran
Sergio Gasparrini
Via Del Corso, 476
Roma

Oggetto: CCNL Funzioni Centrali – art. 12. Richiesta attivazione Commissione paritetica sui sistemi di classificazione del personale.

Le scriventi segreterie nazionali della Funzione Pubblica CGIL, della CISL FP e della UIL PA, con la presente chiedono di convocare, contestualmente alla stipula definitiva del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto delle Funzioni Centrali, la Commissione paritetica sui sistemi di classificazione, per il suo insediamento e il concreto avvio della fase istruttoria come specificato all’art. 12, comma 3 del medesimo CCNL. Tale richiesta assume carattere d’urgenza anche in considerazione degli esiti delle assemblee di consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Comparto, che hanno particolarmente evidenziato la necessità che, nei tempi previsti (maggio 2018), la Commissione possa effettivamente fornire ai soggetti firmatari dell’ipotesi d’intesa del 23 dicembre 2017 tutti gli elementi utili alla definizione di un nuovo sistema di classificazione coerente con gli indirizzi già indicati dal testo contrattuale. Certi del favorevole riscontro

Segr. Gen.le Fp Cgil        Segr. Gen.le Cisl Fp         Segr. Gen.le Uil Pa
Serena Sorrentino          Maurizio Petriccioli              Nicola Turco

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