DIRIGENTI
RETRIBUZIONE DI RISULTATO (ATTIVITÀ 2015/2016): I RISULTATI DELLA RIUNIONE DEL 12 DICEMBRE US
Il 12 dicembre 2017 si è svolto il previsto incontro con la delegazione di parte pubblica per la definizione dei criteri per la corresponsione della retribuzione di risultato per gli anni 2016 (attività 2015) e 2017 (attività 2016).
All’esito della discussione, le parti hanno convenuto di modificare, nei termini indicati nella tabella di seguito riportata, i coefficienti di valutazione attribuiti ad ogni diverso giudizio espresso dall’O.I.V. in base al grado di raggiungimento degli obiettivi.
L’importo annuo individuale della componente di risultato non potrà in nessun caso essere inferiore al 20% del valore annuo della retribuzione di posizione percepita. Le parti hanno concordato inoltre di aumentare il trattamento economico del dirigente con incarico ad interim dal 15% al 20% del valore economico della retribuzione di posizione prevista per l’incarico del dirigente sostituito ai sensi dell’art. 61 del CCNL 21 aprile 2006. La riunione è stata aggiornata al 20 dicembre 2017 per la sottoscrizione dell’ipotesi accordo, che dovrà essere sottoposta ai controlli previsti dall’art. 40-bis del d.lgs. n. 165/2001.
Nel corso dell’incontro è stata affrontata anche la questione della rotazione degli incarichi. Le OO.SS. hanno sottolineato l’esigenza di definire criteri chiari e trasparenti al riguardo e di informare con congruo anticipo i dirigenti interessati alla rotazione (e non ad un mese di distanza dalla scadenza dell’incarico), provvedendo alla contestuale pubblicazione di un interpello. La parte pubblica, nel ribadire l’orientamento particolarmente rigoroso della Corte dei Conti che ha insistito per un minimo di rotazione, ha comunicato che la rotazione ha interessato 10 dirigenti al III e al IV rinnovo. Sono stati esclusi dalla rotazione i dirigenti, al III rinnovo, di uffici con carenza di organico superiore alla media nazionale e i dirigenti degli uffici distrettuali in considerazione dei rilevanti adempimenti connessi alle spese di funzionamento nonché i dirigenti prossimi alla pensione. L’Amministrazione ha precisato quindi che il recente interpello ha riguardato tutte le sedi dirigenziali vacanti in modo da offrire la più ampia possibilità di scelta ai dirigenti interessati dalla rotazione, le cui domande saranno vagliate con priorità rispetto alle altre. La parte pubblica ha confermato infine che è prossima alla definizione la procedura per ottenere l’autorizzazione ad assumere 18 dirigenti.
Roma 15 dicembre 2017
FP CGIL
Grieco
CISL FP
Marra
UIL PA
Nesta / Amoroso
Ape Sociale: Pagamenti
Il Messaggio Inps numero 4947 del 12 Dicembre 2017, da disposizioni per i primi pagamenti dell’Ape Sociale. L’Indennità di cui all’articolo 1, commi da 179 a 186, della Legge di Bilancio 2017 per soggetti in particolari condizioni (c.d. APE SOCIALE) sarà messa in pagamento dal 19 dicembre prossimo.
La prestazione è incompatibile:
– con trattamento pensionistico diretto, Gestioni speciali dei lavoratori autonomi, Gestione separata;
– con pensioni dirette erogate da istituzione estera;
– con le prestazioni di accompagnamento a pensione.
E’ invece compatibile con:
– i trattamenti ai superstiti
– le prestazioni di invalidità civile
– la rendita diretta INAIL
– l’assegno sociale, entro i limiti di reddito previsti
Decorrenza
L’APE sociale sarà corrisposta a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di accesso. Non sono pertanto ammesse decorrenze inframese (art. 7 comma 2 DPCM 88/2017). Solo in fase di prima applicazione, e quindi per le domande presentate fino al 30 novembre 2017, l’APE sociale verrà corrisposta con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello di maturazione dei requisiti. L’ultima decorrenza ammessa è 1° gennaio 2019 (art.1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232).
Scadenza
Poiché si tratta di una prestazione di accompagnamento a pensione, è obbligatoriamente prevista l’acquisizione della scadenza, correlata al conseguimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia di cui all’articolo 24, decreto-legge n.201/2011 (Legge Fornero).
– Il 19 dicembre 2017 saranno pagate le rate comprensive degli arretrati maturati entro il 31.12.2017.
– Il 20 gennaio 2018 saranno pagati gli assegni liquidati dal 19 dicembre al 9 gennaio 2018 comprensivi degli arretrati maturati fino a gennaio 2018. Chi ha ricevuto l’accredito il 19/12/17 riceverà la seconda rata dell’APE.
– Il 2 febbraio 2018 saranno pagati gli assegni liquidati dopo il 9 gennaio comprensivi degli eventuali arretrati maturati entro febbraio 2018. Per gli altri ci sarà il pagamento della terza rata.
Documento Ministero Difesa – SMM su riorganizzazione servizio vigilanza.
In allegato la nota n.60912 del 12.12.2017 relativa a quanto in oggetto indicato.
Roma, 15 dicembre 2017
Gentile Direttore,
è fatto noto che questa Organizzazione più volte abbia espresso l’opinione che la specificità dell’Agenzia del demanio si estrinsechi anche attraverso i “contenuti” e il percorso finalizzato alla stipula di un nuovo Contratto collettivo di lavoro.
Nel corso della trattativa abbiamo altresì affermato che le proposte economiche avanzate dall’Agenzia non sono ancora sufficienti per sottoscrivere un buon Contratto collettivo che garantisca, al tempo stesso, una struttura normativa coerente con le aspettative legittime del personale e i giusti incrementi stipendiali. Peraltro, sappiamo esserci ulteriori risorse economiche, derivanti da tagli e rimodulazioni di spesa, che consentono di investire nel Lavoro e, quindi, nel Contratto.
Siamo consapevoli della complessità del momento. Al Tavolo negoziale non ci sono unicamente le piattaforme di rinnovo contrattuale presentate da OO.SS. e Agenzia: ci sono le rispettive e distinte visioni di medio-lungo periodo e, con esse, le volontà a portare avanti la trattativa. Al Tavolo negoziale ci sono i destini professionali di colleghe e colleghi che, dentro la cornice contrattuale di tipo privatistico, offrono servizi pubblici alla collettività e che in questa importantissima funzione sviluppano il loro grado di soddisfazione, la loro motivazione e il loro senso di appartenenza all’Ente.
Al Tavolo, quindi, dovrà manifestarsi la capacità di tutte le parti nel saper creare punti di contatto, nel saper mettere a disposizione strumenti innovativi positivi che sappiano raccogliere con intelligenza le esigenze delle persone e i rilievi critici tenendo conto delle peculiarità del sistema.
Auspichiamo una Sua attenzione particolare nei confronti dell’importante tema del rinnovo contrattuale: solo percorrendo la strada della Trattativa si concretizzeranno le opportunità per costruire prospettive di sviluppo, per valorizzare le potenzialità che creano sinergie, per costruire una cultura partecipativa. In estrema sintesi: per migliorare, attraverso il sistema contrattuale, la vita del personale dando nuovo spazio alla sua “anima collettiva”.
Non intendiamo restare spettatori di uno scenario che potrebbe rinviare l’appuntamento del rinnovo a tempi indeterminati e futuri. A questo fine chiediamo la convocazione urgente del Tavolo negoziale per il rinnovo contrattuale.
Rimaniamo in attesa di un Suo cortese riscontro.
FP CGIL Nazionale
Coordinatore Agenzia del demanio
Daniele Gamberini
PROGRESSIONI ECONOMICHE:I RISULTATI DELLA RIUNIONE DEL 14 DICEMBRE 2017
Si è svolta ieri la riunione tecnica con tutti di Dipartimenti relativa alle progressioni economiche.Le amministrazioni ci hanno comunicato che l’accordo sulle progressioni è stato certificato dagli organi di controllo per l’ulteriore corso con alcune condizioni.Le scriventi OO.SS. hanno espresso il proprio forte disappunto sia per il ritardo sia perché ciò non sarebbe accaduto se l’accordo fosse stato firmato per tempo, ovvero all’inizio dell’estate, come dalle scriventi fortemente sollecitato. Abbiamo pertanto richiamato la necessità che si rispettino gli impegni di cui all’accordo del 26 aprile, con il rispetto di tutti i punti programmatici, a partire dal passaggio degli ausiliari, per i quali è necessario aprire immediatamente un tavolo di confronto, per proseguire poi con le progressioni giuridiche all’interno delle aree e tutti gli altri punti. Abbiamo inoltre richiesto con forza che a questo punto vengano innalzati i numeri per il 2018 aumentando fino al massimo possibile le progressioni economiche per tutti i Dipartimenti. Abbiamo inoltre dichiarato che non siamo disposti ad accettare modifiche all’accordo che possano danneggiare i lavoratori e che dunque le stesse dovranno influire in maniera minima sul sistema già approvato dei punteggi per tutti i lavoratori coinvolti. Abbiamo inoltre chiesto che, se le nostre istanze verranno accettate e si procederà alla firma definitiva, i bandi dovranno uscire nell’immediato. Infine abbiamo ancora una volta sollecitato l’amministrazione giudiziaria a pubblicare i bandi di mobilità, con particolare riferimento a quello concernente la figura professionale dell’assistente giudiziario, considerata la imminente immissione in possesso dei vincitori del relativo concorso.Le Amministrazioni si sono dichiarate disponibili ad accogliere le nostre osservazioni e a proporre nelle prossime ore le modifiche all’accordo nonché ad accogliere positivamente la questione dell’innalzamento dei numeri che, come annunciato durante la riunione di ieri, è possibile poiché sono state registrate maggiori entrate nel FUA dalla certificazione del MEF. Il prossimo 21 ci sarà un incontro con le Amministrazioni e la parte politica e vedremo se dalle parole si passerà ai fatti attraverso la firma dell’accordo definitivo FUA 2016, dell’accordo definitivo sulle progressioni economiche anno 2017, della ipotesi di accordo FUA 2017 con l’impegno di spesa per le progressioni economiche anno 2018. Riteniamo un punto decisamente importante aver ottenuto la disponibilità ad aumentare le progressioni economiche: vi terremo informati sugli sviluppi.
Roma 15.12.2017
Confsal- Unsa FPCGIL CISL FP UILPA Intesa
Battaglia Grieco Marra Amoroso Ratti
Mappa delle sedi dei 1400 posti di assistente giudiziario che prenderanno possesso tra il 18 ed 21 prossimi negli uffici giudiziari di tutta Italia.
Roma, 15 dicembre 2017
Siamo a conoscenza che il 5 dicembre u.s. sul sito istituzionale del Ministero della Giustizia, come da informativa inviata alle OO.SS. il 6/12/2017, con provvedimento del direttore generale del personale e delle risorse è stato pubblicato l’interpello riservato ai magistrati fuori ruolo presso il ministero della Giustizia finalizzato alla richiesta di disponibilità per incarichi di funzione dirigenziale non generale presso tre uffici dipartimentali.
Riguardo tale provvedimento non possiamo esimerci dall’esprimere forti perplessità in quanto a nostro parere si ravvisano nel merito e nel metodo aspetti di illegittimità che mortificano i dirigenti penitenziari e l’amministrazione cui fanno riferimento. Nello specifico,rileviamo disatteso quanto disposto dal DM del 22 settembre 2016 pubblicato nel B.U. del Ministero della Giustizia del 31 ottobre 2016 riguardante “l’individuazione dei posti di funzione che possono essere conferiti ai dirigenti penitenziari e ai dirigenti con incarico superiore nell’ambito degli uffici centrali e territoriali dell’amministrazione”, laddove dalle tabelle allegate al DM in questione non si evince assolutamente la riserva di tre uffici per i magistrati di cui sopra. Inoltre, riguardo la procedura in specie, rileviamo aspetti poco ortodossi ancorché illegittimi in quanto risulta avviata in corso d’opera, ovvero a procedure già avviate e concluse per il conferimento degli incarichi superiori e, tutt’ora in corso per il conferimento degli incarichi di funzione dirigenziale il cui bando prevedeva ( come da norma) anche gli uffici messi a concorso nel bando del 5 dicembre u.s.. Risulta evidente che tale modalità lede fortemente il diritto e la professionalità dei dirigenti penitenziari. La Fp Cgil chiede, pertanto, l’immediata rettifica ovvero la sospensione del procedimento avviato il 5 dicembre 2017 e comunica che contrariamente saranno intraprese azioni legali a tutela del personale dirigente interessato .
La coordinatrice Nazionale FPCGIL -DAP
Lina La Monica
Roma, 15 dicembre 2017
Si é svolto mercoledì 13 dicembre un incontro nell’ambito delle trattative per il rinnovo del CCNL sanità pubblica.
In apertura del confronto la controparte ha presentato le proprie proposte in merito a quattro blocchi di questioni:
– sospensioni e interruzioni del rapporto di lavoro (malattia, assenze per terapie salvavita, infortuni sul lavoro, congedo parentale su base oraria, tutela dei dipendenti in particolari condizioni psicofisiche, diritto allo studio, servizio militare/richiamo alle armi)
– incarichi funzionali
– fondi
– orario di lavoro
È opportuno premettere che, come in tutti gli incontri svolti fino ad ora, la trattativa ha visto, a seguito dell’illustrazione delle proposte datoriali, esclusivamente un giro di prime valutazioni espresse da tutte le OO.SS.presenti al tavolo, che si sono riservate di produrre proposte di modifica e implementazione dei testi una volta effettuata una valutazione più compiuta.
Per quanto riguarda la parte relativa a sospensioni e interruzioni del rapporto di lavoro il testo proposto, pur contenendo alcune parti che necessiteranno di modifiche , introduce alcune novità di miglior favore rispetto al contratto attuale, ad esempio in tema di terapie salvavita e congedo parentale. Si tratta – nel complesso – di argomenti importanti, sui quali abbiamo annunciato unitariamente proposte emendative e correttive.
In materia di incarichi funzionali il testo proposto declina in un articolato parte di quanto già abbozzato da Aran e Comitato di Settore in un precedente documento secondo le indicazioni dell’atto di indirizzo. Due le principale tipologie di incarico (riservate, nella proposta, al personale collocato in categoria D e Ds): di organizzazione e professionale. Per quanto riguarda l’incarico di organizzazione si tratta dell’unificazione all’interno di un unico strumento degli attuali coordinamenti (definiti come meno complessi) e posizioni organizzative (definite come più complesse). A questi si aggiungerebbero gli incarichi professionali a loro volta suddivisi in professionista esperto e professionista specialista, in posizione gerarchicamente subordinata a coordinamenti e PO. La retribuzione collegata all’incarico partirebbe da un minimo di 1.549 euro per arrivare ad un massimo di 9.296 euro.
Rispetto all’illustrazione più generale sullo stesso argomento avvenuta in un incontro precedente va sottolineato che la proposta sugli incarichi presentata è declinata secondo lo schema dei ruoli e non contiene riferimenti alle aree prestazionali.
Le nostre prime valutazioni, come FP–CGIL, hanno teso a sottolineare come la questione incarichi vada inquadrata dentro un tema più generale che attiene alla necessità di produrre una revisione profonda dell’ordinamento professionale per adeguarlo, dopo quasi vent’anni, ad un mondo professionale che è radicalmente cambiato. Una revisione, questa, che – anche per essere discussa e condivisa con le lavoratrici e i lavoratori – necessiterà di tempi un pò più lunghi di quelli che avremo a disposizione se – come abbiamo dichiarato di voler fare – si vuole arrivare a sottoscrivere un buon contratto in tempi brevi. Da qui la necessità, secondo noi, di individuare interventi da mettere in campo immediatamente (non solo incarichi dunque, ma attenzione da riservare anche ad altre categorie e figure) e di demandare la revisione più complessiva del sistema ordinamentale ad una commissione paritetica che abbia un mandato preciso a terminare i propri lavori in tempo utile per l’avvio delle trattative del contratto 2019/2021. Sempre su questo argomento, abbiamo dichiarato che, sul nostro giudizio, influirà molto l’intreccio che si determinerà con il capitolo relazioni sindacali: quale e quanto sarà, cioè, lo spazio di confronto che su questo argomento verrà demandato al lavoro delle Rsu. Come già per il precedente argomento, formalizzeremo richieste e proposte di modifica.
Sui fondi l’ipotesi illustrata prevede una riduzione del numero degli stessi tre a due: uno dedicato alla retribuzione di indennità legate a condizioni di lavoro, incarichi e straordinari e l’altro dedicato alla retribuzione di fasce, performance collettive e individuali, incarichi. Preso atto che la proposta di parte pubblica si muove nel solco del mandato ricevuto con l’Atto d’indirizzo, abbiamo rinviato il nostro giudizio ad una valutazione più approfondita.
Fin da subito, viceversa, abbiamo potuto esprimere la nostra contrarietà rispetto a diverse ipotesi formulate dalle controparti in materia di orario. Pur nel rispetto dei contenuti dell’accordo firmato con CGIL–CISL–UIL il 30 novembre 2016, che ha annullato qualsiasi possibilità di prevedere incrementi rispetto alla previsione contrattuale di 36 ore settimanali, la proposta delle controparti attualmente in campo, su diversi punti, dovrà essere necessariamente modificata nel corso della contrattazione. Per parte nostra, oltre a dichiarare la contrarietà della FP–CGIL in materia di deroghe previste dal contratto nazionale, abbiamo sottolineato come la questione sia da trattare complessivamente, ragionando di organici, condizioni di lavoro, diritto ad un riposo effettivo e così via, non essendo ipotizzabile scaricare ulteriormente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori le conseguenza delle politiche di tagli che sono state prodotte negli ultimi anni.
Michele Vannini
Capo Area Sanità e SSAEP
FP CGIL Nazionale