C O M U N I C A T O

Il giorno 20.11.2017 si è riunito il Comitato di Indirizzo dell’Ente di Assistenza Penitenziaria del DAP – presenti il Capo del Dipartimento in qualità di Presidente e la segreteria dell’Ente – con l’ordine del giorno relativo alla programmazione delle attività per il 2018.
La questione principale ha riguardato l’opportunità della stipula di una polizza assicurativa sanitaria per tutti gli iscritti all’Ente, e la conseguente necessità di una copertura finanziaria adeguata.
La polizza assicurativa sarà analoga a quella stipulata in favore del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (consultabile al sito: http://www.vigilfuoco.it/aspx/page.aspx?IdPage=4615).
Tale polizza avrebbe un valore sul mercato privato probabilmente superiore ai 1000 euro annuali, mentre gli iscritti all’Ente potrebbero beneficiarne al solo costo dell’attuale contributo di 36 euro all’anno. Sarebbe inoltre possibile integrare la polizza, a proprie spese, per estenderne gli effetti ai familiari.
Naturalmente, tale opportunità richiede il sacrificio di altri benefici, tra quelli attualmente destinati agli iscritti all’Ente. Più specificamente: l’eliminazione dei sussidi post-mortem, la cui erogazione potrà comunque essere prevista a carico dell’Assicurazione; la rideterminazione della somma destinata alla erogazione di sussidi, anche questo in previsione del fatto che molte spese attualmente oggetto di elargizione sussidio saranno a carico dell’Assicurazione; infine, l’eliminazione della confezione natalizia. La somma recuperata e la riduzione di alcune voci relative alla manutenzione delle strutture (affidate in concessione) ed acquisto di arredi, consentirebbe di postare in bilancio la somma di euro 2.300.000,00 da destinare alla stipula dell’assicurazione.
L’eliminazione del pacco natalizio (anche a seguito di quella del “buono befana”) è probabilmente il punto più controverso; per il valore simbolico e per la qualità dei prodotti offerti, è certamente una delle prestazioni dell’ENTE maggiormente gradite agli iscritti. Tuttavia, i pacchi natalizi hanno un costo approssimativo di 1.400.000,00 euro annuali (per i circa 34000 iscritti), oltre la metà di quanto necessario per la polizza assicurativa.
Considerato il valore oggettivo della polizza in oggetto, si valuta il sacrificio ampiamente bilanciato dalla nuova opportunità a favore degli iscritti.
E’ naturale augurarsi di non aver mai bisogno di una polizza sanitaria; non si tratta tuttavia soltanto di possibili emergenze, ma anche – ad es. – di accertamenti che spesso vengono rimandati o addirittura evitati per i costi o per gli eccessivi tempi di attesa. Si parla spesso di “benessere del personale”, e credo sia inutile evidenziare come la cura della propria salute (e quella di chi ci è più caro) costituisca la conditio sine qua non per la sua piena realizzazione.
Tuttavia, si è chiesto del tempo (non oltre 10 giorni), prima di una decisione definitiva, per consentire agli iscritti all’Ente e alla ns. O.S., di esprimere le proprie valutazioni in merito all’iniziativa.
Siete dunque invitati ad offrire il vostro contributo.
Nel porgervi il più cordiale dei saluti,
S.M.Capua Vetere
22.11.2017

Il Componente del Comitato di Indirizzo dell’E.A.P.
FPCGIL C.M. Dario Scognamiglio

In questi giorni le caselle di posta elettronica di tutte le sigle sindacali sono letteralmente invase dai documenti che le sedi delle Ragionerie di tutta Italia stanno inviando alle OO.SS. e all’Amministrazione. Tali scritti votati da assemblee dei lavoratori chiedono, in estrema sintesi, l’equiparazione per il personale delle RTS dell’indennità di Amministrazione rispetto a quella percepita dai dipendenti delle CC.TT.

Per la Funzione Pubblica Cgil quello del riallineamento complessivo delle retribuzioni è obiettivo generale che dovrà riguardare la generalità dei dipendenti del nuovo comparto delle Funzioni Centrali (gli ex comparti dei Ministeri, delle Agenzie Fiscali e degli Enti pubblici non economici) per il quale sono in corso le trattative all’Aran.

Un obiettivo che potrebbe essere favorito da una disponibilità del Mef a reperire risorse aggiuntive da mettere a disposizione del FUA per cominciare a riallineare le differenze retributive oggi esistenti tra i suoi stessi dipendenti distribuiti nei diversi dipartimenti (non solo della Ragioneria).

A tal fine sollecitiamo l’Amministrazione ad assumere e fare proprio questo obiettivo dando da subito segnali concreti prevedendo ulteriori e nuovi stanziamenti ad esso dedicati tra le varie voci di bilancio utilizzabili. Le risorse del comma 165, l’utilizzo del FUA, le risorse aggiuntive derivanti da risparmi di gestione, sono solo alcune delle possibili soluzioni al problema, atteso che le risorse disponibili per i rinnovi contrattuali sono già limitate per l’incremento dei tabellari.

Per parte nostra dichiariamo fin d’ora la disponibilità a dare positiva risposta alle istanze dei dipendenti del MEF convinti che a parità di lavoro devono corrispondere pari diritti e pari trattamenti.

Dica quindi l’Amministrazione se ritiene che al proprio interno ci debbano ancora essere lavoratori di serie A e di serie B.

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL MEF
Americo Fimiani

Informativa sulla pubblicazione del bando relativo agli sviluppi economici anno 2017 del personale dipendente AID.

Si e tenuta ieri 20.11.2017 presso il DAP la riunione del comitato di indirizzo dell’ente di assistenza.

La riunione aveva come oggetto la programmazione delle attività e le relative spese per l’anno 2018 ,alla stessa ha partecipato il capo del Dap in qualità di presidente e la segretaria dell’ente, erano invitati a partecipare i rappresentanti sindacali della polizia penitenziaria e i rappresentanti sindacali del comparto ministeri.

A inizio seduta e’ stata distribuita una informativa che, facendo seguito a richieste, già avanzate dalle oo.ss nei precedenti anni, prevede per l’anno 2018 per gli iscritti all’ente ,circa 34.000 , la stipula di una polizza assicurativa sanitaria.

Tale polizza assicurativa dovrebbe essere identica a quella sottoscritta a favore del Corpo nazionale dei vigili del fuoco , consultabile sul sito dell’EAP.

Il costo di detta polizza individuale e’ coperta interamente dalla sottoscrizione volontaria all’ente, con facolta’ di poterla adattare ed estendere a tutti i componenti della famiglia, integrando individualmente con poche decine di euro annue.

Non si può essere più precisi poichè tali integrazioni saranno rese note dopo l’espletamento della gara d’appalto europea che disciplinerà la questione.

I benefici di tale polizza sanitaria sono facilmente intuibili, come le condizioni vantaggiose e convenienti, poichè sul mercato tali polizze raggiungono e superano i 1000 euro all’anno, mentre gli iscritti all’ente sarebbero destinatari di tali vantaggi con i 36 euro annui che si versano a favore dell’ente.

Naturalmente l’augurio e ‘ quello di non averne mai bisogno , ma, in buona sostanza e a titolo di esempio basterebbe un solo esame sanitario all’anno per rientrare di tali spese.

Ovviamente la stipula di tale assicurazione ha dei costi che l’ente deve preventivare e mettere a bilancio per l’esercizio 2018.

Fermo restando le attività tipiche dell’ente quali: sussidi al personale,assistenza orfani, soggiorni etc. e tenuto in debito conto che alcuni interventi dell’ente saranno assorbiti e quindi a carico dell’assicurazione,ed esempio i sussidi post-mortem, nella proposta che ci e’ stata consegnata si rende necessario eliminare la confezione natalizia che ha un costo pari a 1.400.000,00 euro.

Tale somma aggiunta a un risparmio come sopra riferito di alcune voci di spesa assorbite dalla polizza stessa e unitamente a una razionalizzazione di alcune spese attinenti alla manutenzione delle strutture (affidate in concessione) consentirebbe di portare in bilancio la somma di euro 2.300.000,00 da destinare alla stipula della assicurazione di cui trattasi.

Ciò posto ed appreso ,abbiamo chiesto ed ottenuto una dilazione dei tempi per decidere, al fine di informare ed acquisire, in tempi brevi ( circa 10 gg.) da parte di tutti gli iscritti all’ente ed in particolare gli iscritti alla ns. o.s., il proprio parere sulla iniziativa.

E’ evidente che la eliminazione del pacco natalizio ha un certo impatto emotivo sugli iscritti all’ente, ma è vero che seppur augurando una lunga e sana vita a tutti con le condizioni vantaggiose che offre tale stipula di assicurazione, di pacchi natalizi ne potremo comprare sicuramente più di uno e con i generi che più ci aggradano.

Sulle spese sanitarie non si scherza e neanche sulle lunghe liste di attesa per poter fare un esame clinico.

Cuneo, 21.11.2017

IL COMPONENTE COMITATO DI INDIRIZZO
DELL’ENTE CGIL POL. PEN.
Daniele SCALZO

L’Inps ha urgente bisogno di personale e in tempi rapidi. Per le continue acquisizioni di funzioni nuove, per la totale gestione dell’assistenza sociale e della quasi totalità della previdenza del nostro Paese, l’Inps necessita di incrementare il proprio personale ora e subito, anche alla luce del mancato obiettivo del reclutamento dallo scorrimento delle graduatorie dei vecchi concorsi.
La voce – sempre più insistente – di possibili ricorsi contro il bando per 365 posti così come deliberato dall’Amministrazione, che prevede tra i requisiti la certificazione b2 dell’inglese, ci spinge a chiedere, ancora una volta, alla Governance dell’Istituto di ripensarci, come è già accaduto per il tirocinio. Il rischio che l’introduzione di questo elemento, previsto come requisito di accesso al concorso e non come semplice titolo valutabile, possa determinare un atto illegittimo e bloccare l’intero iter di assunzione non è solo fantasia, a nostro modo di vedere.

Noi riteniamo che, così come per le forme contrattuali di accesso, anche per i requisiti linguistici non ci sia bisogno di inerpicarsi su sentieri pericolosi: la conoscenza della lingua inglese è già oggetto di prova, per legge. Allora, perché inventarsi nuovi requisiti, che possono far saltare l’intera procedura concorsuale, con tutto ciò che questo significa per il Paese Italia e per l’Istituto?

Il nostro auspicio è che ci si ripensi, finché si è in tempo, e si pubblichi un bando privo di rischi di illegittimità.

Roma, 22 novembre 2017

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL INPS
Matteo Ariano

Si narra che durante la Rivoluzione Francese, durante una rivolta dovuta alla mancanza di pane, la Regina Maria Antonietta avrebbe detto: “Se non hanno più pane, che mangino brioches”.Questa storiella, vera o finta che sia, vuole essere espressione di una situazione di totale scollamento dalla realtà del vertice di una Istituzione ed è stata esattamente questa l’impressione avuta, dopo aver letto il Decreto Direttoriale n. 31 del 14 novembre scorso, a firma del Direttore Generale dell’INL – che si allega -, con cui si costituisce il Centro Studi dell’Attività Ispettiva dell’INL, composto da 11 ispettori (5 ispettori del lavoro, 4 dell’Inps e 2 dell’Inail).Dunque, mentre in tutta Italia è in corso lo stato di agitazione di tutto il personale delle ITL su “questioncelle” come la costituzione dell’INL “a costo zero” – per provare a far partire finalmente e seriamente la macchina finora senza carburante – non c’è niente di meglio da fare che creare un Centro Studi?Ragioni quantomeno di opportunità avrebbero richiesto il rinvio ad altro momento di un’iniziativa simile. Al di là di ciò si pone, dal nostro punto di vista, anche un problema di regole: oltre all’appartenenza dei componenti a ciascuno dei tre Enti (INL, INPS, INAIL), davvero non riusciamo a capire in base a quali criteri siano stati selezionati i membri di questo organismo.Notiamo, peraltro, che tra gli undici componenti, non solo non pare esservi traccia di un ispettore tecnico ma, con estremo stupore, abbiamo notato la totale assenza di donne: si ritiene forse che non esistano ispettrici in grado svolgere questo tipo di attività?Per tutte queste ragioni riteniamo opportuno e necessario il ritiro di un atto simile.Del resto, non è con un fantomatico Centro Studi che si potrà risolvere l’omogeneità di condotta tra ispettori ma, tanto per iniziare, con un dialogo serio e fattivo fra i vertici dei tre Enti coinvolti.Roma, 22 novembre 2017

Il Coordinatore nazionale
FP CGIL INPS, INL e ANPAL
Matteo Ariano

Parte la raccolta firme su Change.org per superare il problema del prelievo indebito in busta paga per il Trattamento di fine rapporto

I dipendenti pubblici sono ingiustamente sottoposti alla trattenuta previdenziale in busta paga del 2,5% per il Tfr. Per queste ragioni lanciamo una petizione in tre punti per mettere fine a questo indebito prelievo, a sostegno della vertenza generale sulla Previdenza ‘Riformare le pensioni, dare lavoro ai giovani’.

– Di cosa parliamo?
Il passaggio dal Trattamento di Fine Servizio (Tfs) al Trattamento di Fine Rapporto (Tfr) per i dipendenti pubblici avvenne con l’accordo quadro stipulato tra l’Aran e le Confederazioni sindacali il 29 luglio del 1999 e recepito dal Governo con il Dpcm del 20 dicembre 1999. L’accordo prevedeva che si introducesse il Tfr per gli assunti dal 2001 e, allo stesso tempo la possibilità di trasformare il Tfs in Tfr per tutti quelli che si fossero iscritti alla previdenza complementare.

– Cosa differenzia il Tfs dal Tfr?
Nel dettaglio sul Tfs grava il contributo previdenziale del 2,5% a carico del lavoratore e trattenuto dall’amministrazione di appartenenza sulla retribuzione utile ai fini previdenziali, successivamente versato all’ente di previdenza. All’ora Inpdad, ora Inps. Per il Tfr l’accantonamento è solo del 6,91% sulla retribuzione utile.

– Cosa è accaduto?
A questo punto, venendo meno il contributo del 2,5%, i lavoratori in Tfr avrebbero percepito una retribuzione più alta rispetto ai lavoratori in Tfs. Il legislatore, nel recepire l’accordo del ’99, aveva previsto che la retribuzione netta non dovesse subire variazioni nel nuovo regime di Tfr. Come? Applicando il meccanismo della riduzione della retribuzione lorda in misura pari al contributo previdenziale. Proprio come previsto nell’accordo Aran e Confederazioni sindacali del 29 luglio 1999. Tuttavia l’importo ridotto viene poi calcolato ai fini pensionistici e previdenziali.

– Cosa sta accadendo?
Molte amministrazioni stanno trattenendo indebitamente il contributo del 2,5% invece di indicarlo solo figurativamente, contrariamente a quanto previsto dall’accordo del ’99. Tutto questo sta generando confusione e false aspettative nei lavoratori. È ora di fare chiarezza.

Difendi i tuoi diritti, firma la petizione
Abolire la trattenuta previdenziale ingiusta del 2,5% sul Tfr
Una petizione della Fp Cgil a sostegno della vertenza generale sulla Previdenza ‘Riformare le pensioni, dare lavoro ai giovani’.

Le nostre tre richieste:

1. Rivedere l’accordo Aran e Sindacati del 1999 che ha recepito il principio dell’invarianza retributiva;

2. Stabilire l’ampliamento della base di calcolo del Tfr ed eliminare ogni ingiusta trattenuta;

3. Ridurre i tempi di pagamento del Tfs e del Tfr adeguandoli a quelli del privato. Attualmente i tempi di pagamento decorrono dopo due anni a regime ordinario e fino a cinque anni andando in pensione utilizzando il cumulo pensionistico o l’Ape Social o per i lavoratori precoci.

Per firmare la petizione CLICCA QUI 


Scarica il volantino allegato

Al via la petizione per abolire la trattenuta in busta paga del 2,5% per il Tfr


Parte la raccolta firme su Change.org per superare il problema del prelievo indebito in busta paga per il Trattamento di fine rapporto

I dipendenti pubblici sono ingiustamente sottoposti alla trattenuta previdenziale in busta paga del 2,5% per il Tfr. Per queste ragioni lanciamo una petizione in tre punti per mettere fine a questo indebito prelievo, a sostegno della vertenza generale sulla Previdenza ‘Riformare le pensioni, dare lavoro ai giovani’.

– Di cosa parliamo?
Il passaggio dal Trattamento di Fine Servizio (Tfs) al Trattamento di Fine Rapporto (Tfr) per i dipendenti pubblici avvenne con l’accordo quadro stipulato tra l’Aran e le Confederazioni sindacali il 29 luglio del 1999 e recepito dal Governo con il Dpcm del 20 dicembre 1999. L’accordo prevedeva che si introducesse il Tfr per gli assunti dal 2001 e, allo stesso tempo la possibilità di trasformare il Tfs in Tfr per tutti quelli che si fossero iscritti alla previdenza complementare.

– Cosa differenzia il Tfs dal Tfr?
Nel dettaglio sul Tfs grava il contributo previdenziale del 2,5% a carico del lavoratore e trattenuto dall’amministrazione di appartenenza sulla retribuzione utile ai fini previdenziali, successivamente versato all’ente di previdenza. All’ora Inpdad, ora Inps. Per il Tfr l’accantonamento è solo del 6,91% sulla retribuzione utile.

– Cosa è accaduto?
A questo punto, venendo meno il contributo del 2,5%, i lavoratori in Tfr avrebbero percepito una retribuzione più alta rispetto ai lavoratori in Tfs. Il legislatore, nel recepire l’accordo del ’99, aveva previsto che la retribuzione netta non dovesse subire variazioni nel nuovo regime di Tfr. Come? Applicando il meccanismo della riduzione della retribuzione lorda in misura pari al contributo previdenziale. Proprio come previsto nell’accordo Aran e Confederazioni sindacali del 29 luglio 1999. Tuttavia l’importo ridotto viene poi calcolato ai fini pensionistici e previdenziali.

– Cosa sta accadendo?
Molte amministrazioni stanno trattenendo indebitamente il contributo del 2,5% invece di indicarlo solo figurativamente, contrariamente a quanto previsto dall’accordo del ’99. Tutto questo sta generando confusione e false aspettative nei lavoratori. È ora di fare chiarezza.

Difendi i tuoi diritti, firma la petizione
Abolire la trattenuta previdenziale ingiusta del 2,5% sul Tfr
Una petizione della Fp Cgil a sostegno della vertenza generale sulla Previdenza ‘Riformare le pensioni, dare lavoro ai giovani’.

Le nostre tre richieste:

1. Rivedere l’accordo Aran e Sindacati del 1999 che ha recepito il principio dell’invarianza retributiva;

2. Stabilire l’ampliamento della base di calcolo del Tfr ed eliminare ogni ingiusta trattenuta;

3. Ridurre i tempi di pagamento del Tfs e del Tfr adeguandoli a quelli del privato. Attualmente i tempi di pagamento decorrono dopo due anni a regime ordinario e fino a cinque anni andando in pensione utilizzando il cumulo pensionistico o l’Ape Social o per i lavoratori precoci.

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22.11.2017 – Pubblichiamo la nota unitaria e la circolare del Ministero n. 0016014 del 16.11 su distaccamento di Castelnovo ne’ monti – Informativa.
Modifica unilaterale orario lavoro distaccamento VVF.


Si è svolta il 15 novembre u.s. la contrattazione per la ripartizione del FUA 2017.Le scriventi OO.SS., pur stigmatizzando il mancato rispetto delle relazioni sindacali riguardo all’invio in tempi congrui della documentazione in oggetto, esprimono apprezzamento per l’azione svolta dall’Amministrazione nei confronti del MEF per addivenire ad un incremento lordo del FUA 2017 pari ad€ 1.256.816 rispetto al 2016, grazie alle somme derivanti dalle progressioni economiche del personale che negli anni è andato in pensione.Al riguardo, il Segretario generale ha dato lettura del verbale della riunione tenutasi presso il MEF perla corretta applicazione della circolare n. 198827/2017 emessa dal Ministero dell’Economia e Finanze,di cui si allega copia, relativa all’armonizzazione delle modalità di computo delle Progressioni Economiche Orizzontali nell’ambito dei fondi del trattamento economico accessorio.A seguito del suddetto incremento il totale lordo del FUA 2017 è pari a € 5.710.454,71 (vedi prospetto allegato), per un importo ripartibile al netto degli oneri pari ad € 4.303.281,62.CGIL CISL UILhanno espresso la volontà di destinare l’intero incremento alle Progressioni Economiche Orizzontali, al fine di riavviare un percorso di riqualificazione fermo oramai da troppi anni.A tal riguardo, abbiamo chiesto al Segretario generale di attivarsi presso il MEF e Funzione Pubblica per superare il vincolo di dover necessariamente concludere le procedure di riqualificazione entro il 31 dicembre 2017. Il mancato superamento del suddetto vincolo precluderebbe di iniziare il percorso di riqualificazione già a partire dal corrente anno.Per tale ragione riteniamo opportuno, nell’attesa di un riscontro auspicabilmente positivo, di procedere per l’intanto con la certificazione della costituzione del FUA 2017, al fine di metterlo al riparo da interpretazioni ondivaghe degli organi certificatori. Nell’ambito della contrattazione abbiamo rivendicato una maggiore trasparenza nella pubblicazione dei dati riguardanti la destinazione delle risorse accessorie, fermi, ahinoi, al 2013. Le scriventi OO.SS. ritengono urgente avviare al più presto le procedure per le progressioni tra le Aree, dando piena attuazione a quanto previsto dal comma 15, dell’art. 22 del d.lgs. 75/2017. Abbiamo espresso apprezzamento per la liquidazione dei sussidi entro il mese di novembre c.a., e per il lavoro profuso dai componenti della commissione, anche al fine di renderli destinatari di progetti finalizzati alla stregua di quanto già avvenuto negli anni precedenti. Inoltre, ci siamo espressi favorevolmente ad una variazione di bilancio che incrementi, già da quest’anno, il capitolo sussidi, al fine di soddisfare interamente gli aventi diritto.Inoltre, abbiamo chiesto che si proceda al più presto anche alla liquidazione dei residui del FUA 2015.Apprendiamo con interesse la comunicazione del Segretario generale della Corte dei conti che insieme ai Vertici del Consiglio di Stato e dell’Avvocatura Generale dello Stato, stanno elaborando una nota da presentare alla Ministra della Funzione Pubblica per la costituzione di una Sezione speciale degli Organi dello Stato, da prevedere nel prossimo CCNL, ai sensi dall’art. 8 del CCNQ del 13 luglio 2016, al fine di un riconoscimento delle peculiarità degli Istituti e delle professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori che ivi prestano servizio.La prosecuzione della contrattazione per la ripartizione del FUA 2017 è fissata per domani alle ore 15.
Vi terremo informati sull’esito della trattativa.

f.to Susanna Di Folco      f.to Alessandro Guarente     f.to Fernanda Amidani

Lavori usuranti. La Fp Cgil Medici su La 7

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