Roma, 9 Novembre 2017
A: Direzione generale del personale civile
Direttore generale dott.ssa A. Corrado
SEDE
OGGETTO: Richiesta incontro urgente.
Le scriventi OO.SS. sono venute a conoscenza del fatto che sono stati presentati diversi ricorsi relativi alle progressioni economiche del 2016 i quali, in caso di esito favorevole ai ricorrenti, potrebbero modificare radicalmente le graduatorie relative alle citate progressioni, ancora non formalizzate con decreto di inquadramento. Al personale che risulta, al momento, utilmente inserito nelle graduatorie del 2016, è stata inibita la presentazione della domanda relativa alle progressioni del 2017, con risultato che detto personale, se venisse estromesso con sentenza o ordinanza dalla graduatoria del 2016, si troverebbe nelle condizioni di non poter prendere parte nemmeno alle progressioni del 2017 per scadenza dei termini di presentazione della domanda. Per scongiurare tale rischio e concordare misure di salvaguardia, si chiede a codesta Direzione generale di convocare un incontro urgentissimo, possibilmente tra il 15 e il 16 novembre, e comunque non oltre il 21 novembre (data di scadenza per la presentazione delle domande relative al 2017), utile anche ad approfondire alcune problematiche innescate dal bando con riferimento in particolare ai titoli di studio.
FP CGIL
F.to Francesco Quinti
UIL PA
F.to Sandro Colombi
FLP DIFESA
F.to Giancarlo Pittelli
CNFSAL UNSA
F.to Gianfranco Braconi
In relazione alla richiesta di un incontro urgente – con nota unitaria delle OO.SS.CGIL, UIL, FLP e CONFSAL UNSA trasmessa in data 9 novembre u.s. – si comunica che è convocata una riunione per il giorno 15 novembre p.v. alle ore 11.30 presso la sala riunioni “Fulvio Angelini” di questa Direzione Generale.
Dott.ssa Anita CORRADO
Direttore Generale di PERSOCIV
Nota ministeriale relativa a quanto in oggetto indicato.
FUA 2016: RIUNIONE INTERLOCUTORIA
Nella riunione di ieri abbiamo proseguito il confronto sul FUA 2016, un confronto ancora in salita perché sconta ancora una volta un atteggiamento incomprensibilmente rigido della nostra controparte.
Il Direttore Generale ha esordito rappresentando netta contrarietà alle ipotesi di modifica che sono state presentate al tavolo e che, lo ricordiamo, riguardano essenzialmente due punti: un riequilibrio nella distribuzione del fondo rispetto alla ripartizione tra quello destinato alla produttività collettiva e quello destinato alla produttività individuale, e la previsione di procedura di garanzia a tutela del lavoratore in caso di valutazione giudicata dallo stesso non soddisfacente.
Una posizione che non esitiamo a definire paradossale: non abbiamo mica chiesto la luna ed il problema di superare una modalità di ripartizione del Fondo, alla luce del suo depauperamento economico ed anche delle innovazioni normative che sono subentrate sulla materia, in particolare a seguito della pubblicazione del D. Lgs. 74/2017 di modifica del D. Lgs. 150/2009, il famoso decreto Brunetta.
Oltre naturalmente alla valutazione legata all’appesantimento esponenziale dei carichi di lavoro degli Uffici ed alla progressiva ed inarrestabile carenza negli organici.
Il dato positivo è stata la compattezza dimostrata dalla parte sindacale nel respingere l’impostazione data dall’Amministrazione, una presa di posizione unitaria che si è rivelata efficace, tant’è che nella sua replica il DG è sembrato ammorbidire l’atteggiamento di chiusura iniziale.
La riunione si è conclusa con l’impegno da parte loro di una pausa di riflessione e ci siamo riconvocati per giovedì della prossime settimana.
Noi abbiamo semplicemente fatto presente che, per quello che ci riguarda, la proposta di modifica in quei due punti nell’impostazione dell’accordo è una condizione irrinunciabile per sottoscrivere l’accordo.
Vedremo e vi terremo puntualmente informati.
Come avete certamente verificato è stato emanato il bando per le nuove progressioni economiche.
Al riguardo esprimiamo la nostra piena disponibilità al supporto dei lavoratori e quindi risponderemo a tutte le richieste di chiarimento procedurale che ci saranno inviate.
Roma, 8 novembre 2017
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
SOTTOSCRITTO DEFINITIVAMENTE L’ACCORDO SULLE PROGRESSIONI ECONOMICHE 2017:PARTONO LE PROCEDURE – MOBILITA’ VOLONTARIA
Ieri abbiamo sottoscritto definitivamente l’accordo sulle progressioni economiche del 2017,finalmente pervenuto al suo iter conclusivo dopo avere superato la sfilza dei controlli previsti dalla legge. Pertanto, quasi immediatamente si è messo in moto il processo che, come è ormai noto a tutti, deve necessariamente concludersi entro il 31 dicembre prossimo se si vuole mantenere la decorrenza economica al 1 gennaio 2017. Pertanto nei prossimi giorni verrà emanato il bando e si procederà speditamente alla sua realizzazione. Su tutto questo l’Amministrazione ci ha fornito i seguenti chiarimenti:
– a seguito dell’emanazione del bando ci sarà una settimana di tempo per fare la domanda,tramite una procedura che consentirà l’accesso anche dal proprio domicilio utilizzando Internet. Sulla base dell’esperienza dell’anno passato, che ha registrato inizialmente difficoltà e buchi nella procedura on line, abbiamo chiesto di non considerare la settimana come termine definitivo, ma di valutare eventuali rinvii nel caso in cui si dovessero registrare problemi tecnici di particolare rilevanza;
– sulle prove a quiz: ieri ci sono state consegnate le griglie di domande, con le relative risposte esatte, secondo la modalità preannunciata rispetto alle quantità previste per ciascuna area (100, 200 e 300). Da una prima lettura non ci è parso di cogliere particolari difficoltà rispetto all’insieme delle domande poste e anche rispetto agli argomenti trattati. Da questa griglia saranno poi estratte le 30 domande che saranno l’oggetto della prova. Le prove saranno effettuate dalle postazioni di lavoro che saranno rese disponibili ed ogni lavoratore avrà la possibilità di fare sino a tre simulazioni preventive e 45 minuti di tempo per poi rispondere alle domande (molte OO.SS. hanno chiesto di estendere tale limite ad un’ora). Sulle modalità di svolgimento della prova, sia per quel che riguarda le condizioni di garanzia per chi la svolge che per le condizioni particolari che riguardano alcune situazioni,ad esempio i lavoratori assenti per motivi vari (malattia o tutele sociali) o particolari condizioni logistiche prive di postazioni informatiche, l’Amministrazione ha annunciato una specifica Circolare esplicativa che abbiamo chiesto ci venga inoltrata preventivamente alla sua emanazione. Pertanto sostanzialmente si conferma quanto abbiamo comunicato in precedenza, ovvero che non siamo in presenza di una prova particolarmente ostica, che le sua modalità di effettuazione saranno agevoli e consentiranno di terminare il processo nei tempi previsti assicurando la progressione economica a più di 5 mila lavoratori. Con buona pace di chi ha pensato bene di creare allarmismo alla ricerca di facili consensi. In ogni caso noi saremo al fianco dei lavoratori anche in questa fase, assicurando il necessario supporto.
Mobilità volontaria
ci è stato comunicato che la Commissione ha terminato la sua fase di controllo e pertanto il ritardo rispetto alla data prevista (che era il 7 novembre), sarà di pochi giorni per consentire al supporto tecnico di produrre la graduatoria. Naturalmente verificheremo a breve.
Proroga tempi determinati
ci è stato comunicato che nel disegno di legge stabilità 2018 è inserita una norma che proroga il contratto a tempo determinato per 37 dei 60 esperti assunti a suo tempo a seguito della norma inseritane decreto Art Bonus. Il disegno di legge è allo stato attuale in discussione al Senato, verificheremo l’iter di questa norma. Il disegno di legge Stabilità contiene anche altre misure per i beni culturali:l’assunzione dei restanti 200 idonei della graduatoria dei funzionari, un nuovo concorso per 507 assunzioni in seconda area. Più qualche altra normetta. Dell’insieme delle misure faremo una specificava lutazione tranne una anticipazione che ci pare dovuta.
La BIASA trasformata in Fondazione?
Tra le pieghe della legge di stabilità è stata infatti inserita la classica normetta, come da migliori tradizioni, che prevede che la BIASA, gloriosa Biblioteca del Ministero, venga gestita da una Fondazione ad hoc costituita. Adesso noi incominciamo a pensare di essere di fronte ad una vera e propria aggressione mobbizzante nei confronti di una prestigiosa Biblioteca statale, la quale ha già dovuto subire una riforma che l’ha affogata nel mare magnum del Polo Museale laziale, fatto che le ha comportato, grazie a discutibilissime scelte dirigenziali, la progressiva marginalizzazione organizzativa e la sottrazione di risorse importanti per il suo funzionamento. Ricordiamo inoltre che la BIASA è destinata a lasciare la sua sede storica e che ci sono cospicue risorse (10 milioni di euro) destinate alla organizzazione logistica di una nuova sede. Ci chiediamo: che senso ha questa operazione? Come verrà strutturata la Fondazione, chi la gestirà, con quali risorse? Abbiamo pertanto chiesto ieri sul tavolo nazionale un opportuno chiarimento sulle vere finalità di una operazione che non può certo produrre profitti per il soggetto privato che la gestirà e che pertanto continuerà ad essere un costo per il bilancio dello Stato, essendo assai facile prevedere che la cosiddetta fondazione si manterrà con le risorse chele varranno versate da Pantalone, con costi sicuramente maggiorati rispetto ad una gestione interna. Resta forte la sensazione che il nostro patrimonio culturale sia ormai alla mercé di logiche spartitorie aduso degli amici del politico di turno: gli esempi si moltiplicano sul territorio, dal Piemonte alla Toscana,per finire a questa oscura vicenda che coinvolge la BIASA.
Ciao MNAO
infine, sempre a proposito di mala riforma, una notizia che ci riempie di tristezza e di indignazione. Chiude definitivamente il Museo Nazionale di Arte Orientale, che lascia la sua storica sede di via Merulana, per trasferirsi all’EUR a seguito del suo inglobamento nel cosiddetto Polo delle Civiltà, una sorta di agglomerato di un circuito espositivo che coerentemente accorpa Arti e tradizioni popolari e Pigorini, molto meno l’Alto Medioevo e inopinatamente il MNAO che c’entra con questo polo come il cavolo a merenda. Si chiude così una straordinaria esperienza organizzativa sacrificata sull’altare della spending review e da un susseguirsi di riforme che l’hanno mortificata con la perdita della dirigenza prima e della stessa sede naturale poi.L’anno prossimo ci saranno le elezioni politiche che definiranno il nuovo quadro politico di governo del Paese: quello che è certo è che a chi verrà sarà consegnato un Ministero fortemente indebolito nelle sue capacità di tutela del patrimonio in nome della cosiddetta valorizzazione, un terreno di caccia fertile per i mai sopiti istinti speculatori e predatori. Un bel risultato, complimenti.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale Mibact

08.11.2017 – Pubblichiamo il Comunicato della struttura regionale Umbria condividendone appieno i contenuti.
Sostieni la Cgil, aiutaci a cambiare la direzione alle cose
Ci Siamo!, un contratto all’insegna della partecipazione
Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil, sui prossimi appuntamenti e sulle iniziative messe in campo dalla Fp Cgil.
Segretaria, in calendario abbiamo tre attivi interregionali, un attivo sulla sanità, un altro sugli enti locali e, infine, uno dedicato ai medici. Un mese pieno di iniziative con un tratto comune: il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci siamo?
Certo che sì. Dopo molti anni abbiamo riaperto la stagione dei rinnovi contrattuali per tutti i lavoratori dei servizi pubblici (che lavorano per le pubbliche amministrazioni o che lavorano in regime privatistico ma per garantire servizi pubblici). Questo per noi era un obiettivo primario: non lasciare nessuno indietro e garantire a tutti che il contratto nazionale tornasse ad avere una funzione sia di valorizzazione economica che professionale, in un quadro di regole sulla contrattazione e la rappresentanza che desse ruolo alle Rsu e che rimettesse al centro della funzione della contrattazione temi quali: diritti, tutele, benessere organizzativo e sviluppo professionale.
L’accordo del 30 novembre ha tracciato alcune opzioni che vanno in questa direzione, poi abbiamo avuto i decreti di modifica Testo unico sul pubblico impiego e la discussione sulla legge di Bilancio. Ora bisogna tradurre i propositi e la normativa in testi contrattuali, provando a ridurre la disuguaglianza tra pubblico e privato. La scelta della Fp è stata quella di promuovere, attraverso un percorso che ci porterà a parlare con quasi cinquemila delegate e delegati dei nostri settori, la condivisione delle scelte da fare nelle prossime settimane. Partiamo da documenti unitari in tutti i settori ma la velocità dei cambiamenti che intervengono nelle trasformazione del lavoro sono tali che occorre aggiornare costantemente le proposte, da lì continueranno le assemblee nei luoghi di lavoro. Questi devono essere contratti che si misurano con la sfida prioritaria di migliorare le condizioni di lavoro e ridare dignità alle persone che lavorano nei servizi pubblici che hanno ingiustamente pagato un prezzo sacrificando salari e professionalità. Saranno le delegate e i delegati ancora una volta ad essere protagonisti di questi appuntamenti e come sempre faremo una ‘bella differenza’.
Qual è lo stato dei rinnovi e quali sono in sintesi le priorità della Fp Cgil?
All’appello manca il tavolo sulle Funzioni Locali ma le trattative sono riprese per Sanità e Funzioni Centrali per i pubblici, e poi Sanità privata, Saep e Cooperazione.
Nel pubblico si discute della parte normativa in attesa che la certezza della dotazione economica che arriverà dalla legge di Bilancio ci dia modo di avviare anche la parte economica; nel privato siamo più o meno in linea avendo individuato i grandi aggregati con cui procedere: rapporto di lavoro, relazioni sindacali, classificazione, retribuzione e fondi. Aggiorniamo costantemente lo speciale ‘Punto Contratti’ quindi si può monitorare ciò che accade per ogni settore.
Come detto, per noi la parte economica e la parte normativa hanno pari peso. Sicuramente c’è il tema degli orari di lavoro, della salute e sicurezza, dell’ampliamento dei permessi e congedi e le misure di conciliazione, la revisione dei profili professionali, la semplificazione dei fondi per la contrattazione decentrata e il loro utilizzo, il ritorno pieno della contrattazione di posto lavoro per garantire migliori condizioni di lavoro. Ci sono poi temi fuori dal perimetro strettamente contrattuale che riguardano il potenziamento dell’occupazione e la lotta al precariato che per noi camminano di pari passo.
Per anni ci siamo mobilitati contro le imposizioni della legge Brunetta, ora finalmente ridiamo centralità alla contrattazione. La partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori per cambiare la Pa è la chiave?
Ci proviamo. È la sfida nelle sfide. Superare la legge Brunetta sia nel riequilibrio tra legge e contrattazione che su performance e valutazione è un passo importante verso la ricontrattualizzazione. Ora gli istituti del rapporto di lavoro e le relazioni sindacali sono pienamente materia contrattuale. Starà però a noi anche essere capaci di innovare il tema della ‘partecipazione sindacale’ e per quello che ci riguarda anche le forme di democrazia nei luoghi di lavoro. Rinnoviamo i contratti anche per migliorare i servizi ai cittadini e per potersi prendere meglio cura delle persone ma per farlo bisogna rimettere al centro i diritti delle persone che lavorano. Qualità del lavoro per noi è qualità del servizio, per cui vogliamo che tutti partecipino.
Sul fronte dei rinnovi che per brevità identifichiamo come privati cosa ci puoi dire?
Proviamo a far camminare insieme pubblico e privato. Per la Fp rimane in campo la proposta delle filiere di settore (stesso lavoro, stessi diritti, stesso salario). Sappiamo che non è né immediata né semplice ma lavoriamo in questa direzione. Il primo risultato significativo è aver riunito i rappresentanti datoriali della Sanità privata allo stesso tavolo. Nel privato si soffre di più la pervasività del dumping contrattuale, del precariato, dei diversi modelli di accreditamento delle strutture che provocano riflessi diretti sui trattamenti dei lavoratori e sule retribuzioni. Il contratto nazionale è il primo grande passo ma insieme, datoriali e organizzazioni sindacali, stiamo provando a scrivere un avviso comune che indichi l’urgenza di rivedere le politiche nazionali e regionali su sanità e welfare, che tra tagli e privatizzazioni sono profondamente in crisi e che invece continuano a rappresentare una delle poche politiche di sviluppo e opportunità occupazionali.
C’è un tema che riguarda i rinnovi ma c’è, altrettanto importante, un tema che riguarda il superamento del precariato nella Pa. Quali sono le richieste del sindacato? Sicuramente sblocco del turn over e riduzione delle forme contrattuali atipiche da poter utilizzare sono iniziative che vanno nella direzione giusta. Meno precarietà e meno esternalizzazioni possono tradursi in più servizio pubblico. In questa direzione le politiche che rimettono al centro i piani dei fabbisogni offrono un’opportunità. Siamo sempre però alla logica dell’intervento, seppur importante, ordinario. La Pa ha perso in questi anni oltre 330 mila addetti e nei prossimi anni ne perderà per effetto del turn over fisiologico anche di più. C’è bisogno di un piano straordinario di potenziamento dell’occupazione stabile e qualificata nei servizi pubblici. Diciamo che il primo passo è stato fatto ma per noi questo rimane il tema cruciale sul quale misurare il cambiamento. Dagli Ircss ai Centri per l’impiego, dai precari della giustizia agli idonei dell’814 dei Vigili del fuoco, e potremmo continuare, si è ricorso molto al precariato nel pubblico. A tutte queste persone va data una risposta e noi continueremo ad essere al loro fianco fino a che ogni vertenza non sarà risolta. A dicembre presenteremo il nostro primo rapporto sul lavoro nelle pubbliche amministrazione dove metteremo in luce come la composizione dell’attuale platea di dipendenti e l’evoluzione dei processi organizzativi nei settori pubblici rendono quella dell’occupazione una vera e propria emergenza.

A Roma al Policlinico Umberto I dalle ore 9
per discutere rinnovo contratti
Roma, 8 novembre 2017
‘Ci Siamo! E’ tempo di + contrattazione, + diritti, + valore al lavoro e alle professionalità’. Questo il titolo dell’Attivo nazionale delle delegate e dei delegati della Sanità, pubblica e privata, della Fp Cgil in programmadomani (giovedì 9 novembre) a Roma al Policlinico Umberto I, in viale Regina Margherita 328, presso l’Aula di Patologia Generale, dalle 9 alle 14.30. Un’iniziativa promossa dalla Funzione Pubblica Cgil per mettere al centro il tema dei rinnovi contrattuali attraverso le parole delle lavoratrici e dei lavoratori della Sanità, sia pubblica che privata.
Un incontro che si inscrive nel calendario di appuntamenti del mese della Fp Cgil e che vuole accendere un faro sul tema della Sanità attraverso un momento di dialogo, confronto e condivisione di scelte e obiettivi che riguardano in particolare il rinnovo dei contratti e con assoluti protagonisti le delegate e i delegati della categoria della Cgil che rappresenta i lavoratori dei Servizi Pubblici. “Vogliamo dire la nostra opinione sui grandi cambiamenti che in sanità hanno prodotto mutazioni nell’organizzazione del lavoro – commenta Cecilia Taranto, segretaria nazionale Fp Cgil -. L’Attivo sarà una grande occasione di ascolto di esperienze. Per questo sarà interamente gestito dalle delegate e i delegati dei luoghi di lavoro. Vogliamo che aumentino gli spazi di partecipazione delle persone”.
A un passo dal rinnovo del contratto, il focus dell’Attivo verterà sulle condizioni di lavoro attuali e su quelle auspicate con il nuovo contratto, che si fa attendere da anni. “Vogliamo che il contratto affronti innanzitutto il tema delle condizioni salariali – prosegue Taranto -. Vogliamo inoltre che il lavoro sia valorizzato. La sanità, dopo i tagli del governo, regge solo grazie al lavoro, che adesso, però, è troppo e malpagato. In questi anni abbiamo provato, con la contrattazione di secondo livello, ad affrontare alcuni di questi problemi. Vogliamo partire dalle buone pratiche e vogliamo diffonderle”. Dunque partecipazione, valorizzazione, diritti, contrattazione sono i temi che verranno affrontati giovedì 9 novembre, dalle 9 alle 14.30, al Policlinico Umberto I di Roma, presso l’Aula di Patologia Generale, in viale Regina Margherita 328 e che vedranno le conclusioni affidate alla segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino.

Roma, 8 novembre 2017
È ripreso oggi il confronto all’Aran sugli istituti del rapporto di lavoro nell’ambito del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del nuovo Comparto delle Funzioni Centrali.Rispetto al precedente incontro del 31 agosto registriamo un positivo avanzamento del confronto di merito, che comincia a delineare il recepimento di alcune delle richieste avanzate in questi mesi dalla Funzione Pubblica CGIL e che proseguiremo nei prossimi giorni.
Quanto discusso finora assume l’obiettivo di armonizzare gli istituti già normati nei tre vecchi CCNL (Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti Pubblici non economici) verso le condizioni di miglior favore.
In particolare evidenziamo:
L’esonero del periodo di prova per i lavoratori già in servizio presso altra amministrazione pubblica;
Una maggiore esigibilità del diritto a godere le ferie;
L’istituzione di “ferie e riposi solidali” in favore di lavoratori che assistono figli minori con particolari condizioni di salute (ma ribadiamo la necessità di estendere la casistica) e stabilendo un tetto massimo di giorni di ferie e riposi “cedibili”;
La parificazione degli istituti in favore di coniugi e conviventi anche ai soggetti delle unioni civili;
Il ripristino dell’utilizzo dei permessi orari per motivi personali e familiari anche per l’intera durata della giornata lavorativa;
L’istituzione di permessi orari (aggiuntivi ad assenze per malattia e ad altri permessi già previsti) per l’espletamento di viste, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici, con l’estensione della copertura anche ai tempi di percorrenza;
L’estensione delle assenze per malattia anche ai giorni di inabilità temporanea correlata a terapie per gravi patologie;
L’introduzione della possibilità di fruire dei congedi parentali anche su base oraria;
L’estensione del diritto allo studio ai lavoratori a tempo determinato.
In più abbiamo richiesto l’istituzione specifica di congedi straordinari (3 mesi retribuiti + 3 mesi non retribuiti) per le donne vittime di violenza di genere.
Esprimiamo un giudizio positivo sull’incontro di oggi perché contribuisce a un generale miglioramento dei diritti individuali delle lavoratrici e dei lavoratori e della loro effettiva esigibilità. È necessario continuare in questa direzione, serrando le tappe del confronto, per determinare le condizioni per una definizione dell’ipotesi d’accordo entro il prossimo mese di dicembre.
Al Direttore Generale ENAC
Dott. Alessio Quaranta
SEDE
Al Direttore Centrale Sviluppo Organizzativo
Dott. Mauro Campana
SEDE
Oggetto: tutela legale dirigenti.
Con la presente le scriventi OO.SS. chiedono nuovamente di conoscere le modalità con le quali l’Amministrazione intende dare attuazione alla previsione contenute nel primo comma dell’art. 63 CCNL 2002-2005, con la quale si dispone che “la difesa del dirigente convenuto in giudizio in sede amministrativa, civile o penale per fatti o cause di servizio, è assunta a carico dell’Ente”.
Con detta previsione, combinata con quanto riportato nel comma 4 nel quale si parla di”recupero delle spese sostenute in giudizio”, appare evidente il meccanismo applicabile:nel caso in cui il dirigente sia chiamato in giudizio. In tale caso, infatti, l’Amministrazione deve assumere le spese a proprio carico, già dalle prime fasi del procedimento e, solo nella eventualità di sentenza passata in giudicato con la quale viene accertata la responsabilità del dirigente per dolo o colpa grave, provvede al recupero delle somme erogate.
Da quanto riportato ne discende che la norma contrattuale non prevede che il dirigente debba anticipare le spese di giudizio ed essere solo successivamente rimborsato, ma al contrario è l’Amministrazione che si fa direttamente carico di dette spese.
La corretta applicazione della previsione contrattuale nel senso prospettato, costituisce oggi un necessario supporto per l’assolvimento dei compiti istituzionali da parte dei dirigenti, che sempre più spesso sono esposti a gravose responsabilità e chiamati a rispondere innanzi alla magistratura.
Per tutto quanto sopra, ricordato che il tema è stato già in passato più volte sollevato, si richiede un urgente incontro per conoscere i reali intendimenti dell’Amministrazione riservandoci, ovviamente, di avviare tutte le iniziative che saranno ritenute utili e necessarie a tutela dei dirigenti tutti.
Roma, 8 novembre 2017
F.to
FP– CGIL FIT-CISL UIL–PA UIL Trasporti UNADIS CIDA-FC
La Fp Cgil ha affrontato la problematica riguardante la decurtazione della indennità penitenziaria per i giorni di malattia, sin dal momento della emanazione delle circolari predisposte nel merito dal Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria e dall’allora Dipartimento per la giustizia minorile, che invitavano i servizi dipendenti a dare applicazione alle direttive formulate dai sevizi ispettivi del MEF, confermati dall’ARAN secondo cui, stante il dettato dell’art.71 del DL 112/2008 , l’indennità penitenziaria, rientrando nelle indennità di amministrazione e rivestendo natura di retribuzione accessoria, non è dovuta al dipendente in caso di assenza per malattia per i primi dieci giorni.
Non condividendo tale assunto in virtù della specificità dell’indennità in questione abbiamo dato mandato al nostro legale per uno studio approfondito della materia e per verificare le azioni da intraprendere.
Come ben sapete è stata inoltrata al Ministro della Giustizia e al DAP una diffida finalizzata alla restituzione delle somme trattenute. Ciò nonostante le decurtazioni continuano ad essere effettuate dai due dipartimenti a decorrere dal 2015/2016 con il conseguente disagio per tutti i lavoratori (il periodo pregresso ovvero dal 2008 ai sensi dell’art. 71 DL 112 /2008 sembrerebbe al momento in stand by ).
A seguito di intercorsi incontri con il legale si è giunti alla determinazione di proseguire nell’azione di contestazione della trattenuta, ritenuta illegittima, predisponendo ulteriori azioni a tutela dei lavoratori. Nel trasmettere il parere del legale sulla questione, si invia un modulo con richiesta di restituzione delle trattenute effettuate, che dovrà essere compilato e spedito da ogni lavoratore alle amministrazioni di appartenenza. Il nostro impegno sulla questione continua e vi terremo informati.
I coordinatori nazionali DAP e DGMC
Lina Lamonica – Gianfranco Macigno
Pubblichiamo il resoconto dell’incontro del tavolo tecnico per la formazione tenutosi presso la DCF riguardo il settore SAPR