Agenzia del demanio
Direzione risorse Umane e Organizzazione
Dott. Valerio Iossa
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Oggetto: Programmazione delle ferie e del lavoro agile – criticità connesse all’individuazione di contingenti minimi prestabiliti di presenza in sede e necessità di garantire la flessibilità prevista dagli accordi
La gestione delle attività nel periodo estivo rappresenta un momento di particolare complessità organizzativa, nel quale è necessario garantire l’equilibrio tra fruizione delle ferie, ricorso al lavoro agile e continuità del servizio. Ferie, lavoro agile e presenza in sede richiedono una programmazione unitaria che assicuri il presidio delle attività nel rispetto della flessibilità prevista dagli accordi e delle esigenze di conciliazione tra vita lavorativa e personale.
Da alcune Direzioni Regionali pervengono segnalazioni relative a modalità applicative degli accordi sul lavoro agile e della programmazione delle ferie caratterizzate da un’eccessiva rigidità, che limitano di fatto gli spazi di flessibilità riconosciuti dagli strumenti previsti. In particolare, non vengono autorizzate modifiche ai calendari del lavoro agile e ai piani ferie anche quando tali variazioni non determinano criticità organizzative, garantiscono la copertura delle attività e non incidono sulla continuità del servizio.
Tale impostazione appare non coerente con la finalità degli istituti interessati, che devono essere gestiti attraverso un equilibrio tra esigenze organizzative e necessità delle persone. La flessibilità prevista dagli accordi deve poter trovare concreta applicazione non solo in presenza di esigenze dell’organizzazione, ma anche in relazione a esigenze personali del dipendente, che non devono necessariamente assumere carattere di urgenza.
Il diniego generalizzato di qualsiasi modifica ai calendari, in assenza di specifiche esigenze di servizio, rischia pertanto di svuotare di contenuto la flessibilità prevista dagli accordi, trasformando strumenti organizzativi finalizzati a una gestione efficace del lavoro in vincoli meramente formali.
In tale contesto, anche la previsione di contingenti minimi prestabiliti di presenza in sede, eventualmente articolati per profili professionali, richiede una valutazione attenta. Un criterio esclusivamente quantitativo, se applicato come parametro generale e non quale risultato di una concreta analisi delle attività da garantire, rischia di non rappresentare adeguatamente la complessità dei processi e delle competenze coinvolte.
La presenza necessaria in sede dovrebbe derivare dall’analisi delle effettive esigenze operative, delle attività da svolgere e delle competenze richieste, non dalla preventiva definizione di soglie uniformi. Il presidio del servizio deve essere assicurato attraverso una programmazione organizzativa efficace e non mediante la sola predeterminazione del numero di persone presenti.
La presenza fisica costituisce uno degli strumenti a disposizione dell’organizzazione, ma non può diventare il principale indicatore dell’affidabilità del personale o dell’efficacia delle strutture. Il corretto funzionamento degli uffici dipende dalla capacità di garantire continuità dei processi, disponibilità delle competenze necessarie e raggiungimento degli obiettivi assegnati.
La questione non riguarda la necessità di assicurare il presidio delle attività, obiettivo condiviso, né l’autonomia organizzativa delle strutture territoriali. Tale autonomia deve tuttavia essere esercitata secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità, evitando limitazioni non giustificate da concrete esigenze di servizio.
Riteniamo pertanto necessario che la Direzione Centrale intervenga richiamando le strutture territoriali a un’applicazione uniforme e coerente degli accordi sul lavoro agile e della disciplina delle ferie, affinché la programmazione non si traduca in un irrigidimento degli strumenti organizzativi previsti. Un indirizzo condiviso appare indispensabile per garantire coerenza applicativa, valorizzare la responsabilità gestionale dei responsabili e assicurare che il lavoro agile continui a rappresentare uno strumento ordinario di organizzazione del lavoro, orientato al raggiungimento degli obiettivi e alla qualità del servizi.
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini