Nella mattinata di oggi 24 agosto 2026 si è svolto al MUR l’incontro con l’amministrazione, Presenti il Direttore Generale Dott. Emanuele Fidora e alcuni funzionari della Dg del personale, le OOSS e la RSU, l’Amministrazione, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) Ing. Di Teodoro, l’RLS, i rappresentanti del fondo COIMA (proprietario dell’immobile), i tecnici della società GreenIng (incaricata del censimento dell’amianto) e i rappresentanti della ditta HTR Bonifiche (incaricata della rimozione).
Si è tenuta oggi una riunione urgente, successiva a quella dello scorso venerdì 21 agosto, alla quale sono stati convocati i rappresentanti della proprietà e i consulenti responsabili dei rilievi sull’amianto, al fine di chiarire i diversi dubbi emersi a seguito della comunicazione del DG del personale in merito all’inizio dei lavori.
Dalla comunicazione ricevuta la scorsa settimana si evince, infatti, che le verifiche effettuate sino ad oggi non avrebbero evidenziato fenomeni di ammaloramento dei manufatti né dispersione di fibre di amianto negli ambienti di lavoro e che le canne fumarie risulterebbero confinate all’interno dei relativi cavedi e già incapsulate.
La stessa Amministrazione precisa, inoltre, che la decisione di procedere alla loro rimozione è stata assunta “cautelativamente”, pur in assenza, allo stato attuale, di evidenze di un rischio di dispersione di materiale pericoloso negli ambienti di lavoro.
Proprio alla luce di tali circostanze, la rappresentanza FP CGIL, insieme alle altre OO.SS. e alla RSU, ha interrogato l’Amministrazione sull’opportunità che la proprietà dell’immobile effettui in questo momento un intervento di tale portata, con tutte le inevitabili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro e sulla serenità del personale. Ciò anche in considerazione del fatto che il Dicastero è destinato, secondo quanto già programmato, a trasferirsi presso un’altra sede nell’arco di un periodo relativamente breve, indicativamente due anni.
Sono stati quindi chiesti chiarimenti sull’effettiva necessità e urgenza, da parte della proprietà, di procedere oggi alla rimozione di manufatti che, secondo gli stessi accertamenti richiamati nella comunicazione, risultano attualmente confinati, incapsulati, non ammalorati e privi di evidenze di dispersione di fibre.
In particolare, le maggiori perplessità derivano dal fatto che le operazioni di rimozione di materiali contenenti amianto comportano necessariamente un’attività di cantiere all’interno di un immobile tuttora pienamente utilizzato dal personale, con conseguenti disagi organizzativi e, soprattutto, comprensibili preoccupazioni e condizioni di stress per i lavoratori.
La proprietà, con il supporto dei propri consulenti, ha chiarito che, per quanto riguarda la possibilità di posticipare l’intervento o di adottare modalità alternative alla rimozione, sulla base della normativa vigente e del parere della ASL interpellata, l’unica alternativa possibile sarebbe un monitoraggio costante del materiale contenente amianto, con controlli ogni sei mesi. Tale soluzione comporterebbe attività di perforazione nell’immobile, con conseguenti disagi per il personale, nonché un’eventuale esposizione al rischio qualora, nell’intervallo tra un controllo e l’altro, lo stato dell’amianto dovesse passare da compatto a lesionato e divenire quindi potenzialmente pericoloso.
La scelta è pertanto rimessa all’Amministrazione, che ha manifestato il proprio completo disaccordo rispetto all’ipotesi del monitoraggio, in quanto questa non escluderebbe un margine di rischio nel periodo intercorrente tra i diversi controlli. Si sostiene, infatti, che l’amianto non rimosso potrebbe, per qualsiasi motivo, deteriorarsi durante tale periodo e costituire un rischio per la salute dei lavoratori. Inoltre, in tale eventualità, si renderebbe necessaria una rimozione urgente del materiale, con i conseguenti disagi organizzativi.
Per quanto riguarda la predisposizione del cantiere, la proprietà ha dichiarato di aver previsto nel proprio piano operativo misure di isolamento dei locali e di sicurezza dei lavoratori ulteriori rispetto agli standard richiesti dalla ASL, come ulteriore garanzia di sicurezza, impegnandosi inoltre ad ampliare i controlli successivi ai lavori anche ai locali antistanti le aree interessate dalla movimentazione dei materiali.
Sono state garantite ulteriori misure di sicurezza volte a isolare l’impianto di climatizzazione dalle zone interessate dai lavori, nonché l’adozione di tutte le misure previste dagli appositi protocolli per evitare possibili contaminazioni durante il passaggio dei lavoratori del cantiere nelle zone comuni del MUR. È stata inoltre esclusa la possibilità di contaminazione degli ambienti esterni al Ministero, quali le strade adiacenti allo stabile o l’albergo.
È stato inoltre assunto, d’intesa con l’Amministrazione, l’impegno a mettere a disposizione tutta la documentazione relativa al piano operativo e ai diversi nulla osta rilasciati dagli organi competenti. È stato altresì ribadito che la nuova normativa sullo smaltimento dell’amianto prevede espressamente la necessità di dare priorità alla rimozione dell’amianto rispetto alle altre forme di manutenzione o bonifica, che rimarrebbero opzioni residuali da adottare in circostanze straordinarie.
La proprietà riferisce inoltre che, alla luce dei diversi controlli effettuati, esclude la presenza di ulteriore amianto nell’immobile, dichiarandosi comunque disponibile, su richiesta dell’Amministrazione, a effettuare ulteriori verifiche.
Si prende quindi atto quindi che la presenza di amianto, non segnalata dalla precedente proprietà, che avrebbe invece dovuto effettuare per tempo gli opportuni controlli, deve essere affrontata tempestivamente nel rispetto della normativa vigente e che, purtroppo, gli interventi risultano necessari in ragione di una situazione di potenziale, seppur remoto, pericolo.
Come ipotesi consultiva alla fine della discussione, l’amministrazione nella prospettiva di un probabile avvio dei lavoro di rimozione dell’amianto, oltre all’isolamento delle parti dell’immobile interessate dai lavori e al conseguente lavoro agile per i soggetti già indicati, ha proposto di prevedere ulteriori periodi di lavoro agile a partire dal giorno 27, non soltanto per i lavoratori le cui stanze saranno direttamente interessate dai lavori, ma per tutti i lavoratori del piano nel quale, giorno per giorno e sulla base del cronoprogramma fornito dalla proprietà, saranno effettuate le lavorazioni potenzialmente più rischiose.
La rappresentanza FP CGIL, nel caso di effettivo avvio dei lavori, auspica comunque il più ampio ricorso al lavoro agile per tutti i lavoratori, andando oltre quanto proposto dall’Amministrazione essendo l’unica misura che consente un effettiva minimizzazione del rischio durante l’effettuazione dei lavori e che non comporta rischi o oneri per l’amministrazione,
Nella giornata di domani l’Amministrazione si è inoltre dichiarata disponibile a consentire ai rappresentanti della RSU di visitare le aree interessate dai lavori di isolamento, così da poter prendere visione delle misure di cautela predisposte.
Anche su questo aspetto saranno forniti i prossimi aggiornamenti. Saluti,