P.O.E.R. E SALARIO ACCESSORIO 2018: ANCORA NON C’È ACCORDO.
Troppa la distanza sulle procedure di selezione P.O.E.R. e tanti i nodi da sciogliere sui vincoli esterni che riguardano il salario accessorio 2018
Nel corso della giornata del 7 maggio u.s., si è svolta una nuova impegnativa riunione avente quale ordine del giorno la richiesta dell’Agenzia di introdurre nuovi criteri di selezione delle POER e la definizione dei criteri di riparto del FPSRUP 2018. In merito al primo punto l’Agenzia sembra fermamente decisa ad abbandonare le recenti graduatorie attraverso le quali ha assegnato, dal giugno 2019, le circa 1.500 Posizioni di Elevata Responsabilità e con esse anche il sistema di selezione, adottato dal precedente vertice dell’Agenzia, che si è basato, prevalentemente, su un esame selettivo scritto e una prova orale. Significativamente, nel corso della riunione, l’Agenzia ha così illustrato “le linee guida” su cui baserebbe la nuova procedura che, pur declamata come quella che raccomandano OCSE, FMI e altri, a noi sa di vecchia selezione arbitraria tipo quella con la quale nel medioevo il re nominava i cavalieri mediante imposizione della sua spada sulla spalla destra del designato. Ancor prima di entrare nell’eventuale valutazione di merito del sistema di selezione prospettato e/o sperticarsi in confronti sul quale fosse il migliore da adottare, ecc., il fronte sindacale unitariamente ha contestato la logica deleteria che porta la nostra amministrazione a cambiare continuamente “le regole” del gioco. È inaccettabile che nel giro di poco più di un anno e mezzo si sia passati dal prevedere una selezione basata su “curriculum ed esame orale” (agosto del 2018), alla “prova scritta e orale” – introdotta dal successivo vertice dell’Agenzia – con cui si è attuata concretamente la selezione ed approvate le graduatorie attualmente in essere e, adesso, l’Agenzia (e l’attuale vertice) prospetta nuovamente un significativo cambio delle regole del gioco. Di tutta evidenza sono le condivisibili e naturali perplessità (per usare un eufemismo) di tutte le lavoratrici e dei lavoratori che ci sono pervenute in queste ore. Per non parlare dei colleghi idonei, tutt’oggi in graduatoria, e delle loro aspettative che andrebbero disattese. Sul tutto, regna il disappunto, fortemente rappresentato dalle Scriventi già in sede di riunione, per il fatto di essere stati chiamati a cambiare le regole in corsa senza prima definire nemmeno l’orizzonte temporale di quelle varate nemmeno un anno fa. Purtroppo, così non è stato e non sembra ancora che lo sarà, dimostrando in primis che su questa materia, non essendo oggetto di contrattazione, l’unilateralità delle decisioni hanno portato a soluzioni divisive tra i lavoratori e non sempre nella piena trasparenza. Tuttavia, le criticità rilevate hanno indotto le parti a rinviare il tema a una prossima riunione al fine di trovare anche possibili soluzioni più ragionevoli.
Con riferimento all’altro importante tema all’o.d.g., relativo ai criteri di liquidazione del FPSRUP 2018 abbiamo iniziato ad affrontare le molteplici novità (non necessariamente negative) che impatterebbero sulla definizione dell’accordo. Sono “novità”, se così si può dire rispetto ad una annualità pregressa, che riguardano l’oggettiva organizzazione dei nostri uffici rispetto la piena unificazione tra Area Entrate e Area Territorio; alcune previsioni contrattuali introdotte proprio nel 2018 con il CCNL Funzioni Centrali e, non da ultimo, alcune previsioni normative relative alla produttività da declinare meglio nelle previsioni dell’accordo. In questo senso siamo al lavoro in piena sinergia con l’Agenzia affinché tali esigenze siano rese coerenti con l’impostazione tradizionale dei nostri accordi sul salario accessorio e quanto prima sarà fissata una nuova riunione.
Roma, 8 maggio 2020
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSAL/UNSA FLP
Boldorini Silveri Cavallaro Sempreboni Patricelli
Comunicato
Con l’approvazione del Piano Triennale dei Fabbisogni del personale 2020/2022 del 6 maggio si concretizza il primo step importante per dare riconoscimento alla professionalità del personale dell’Istituto attraverso le progressioni verticali.
Occorre ora procedere con la modifica delle Determina n. 184 del 18 dicembre 2019 in merito ai “criteri e modalità di espletamento delle procedure selettive per le progressioni verticali”, come già concordato all’incontro del 15 aprile u.s., per poi proseguire celermente con il relativo bando ed iniziare a dare così risposte almeno ai colleghi in possesso dei titoli di studio previsti dalla Legge. Chiediamo all’Amministrazione di procedere rapidamente a tutti gli adempimenti per arrivare in tempi stretti alla pubblicazione del relativo bando.
Consapevoli che questo rappresenta solo una parziale risposta al personale a causa del requisito relativo al titolo di studio, imposto dal decreto Legislativo n.150/2009, noto come “Decreto Brunetta”, che ad oggi non si è riusciti a modificare, nonostante le azioni sindacali poste in essere in questi anni ed il recente impegno del Presidente, il nuovo ordinamento professionale rimane l’unica strada percorribile per dare riconoscimento a tutti i lavoratori della loro professionalità. Auspichiamo quindi, che anche il Presidente sia al fianco delle OO.SS per sostenere e dare concretezza ai lavori della commissione paritetica il più rapidamente possibile.
FP CGIL
ARIANO TREVISANI
CISL FP
Paolo SCILINGUO
UIL PA
Sergio CERVO
CONFINTESA FP
Francesco VIOLA
CONFSALUNSA
CIARALDI PEPPETTI
Roma, 8 maggio 2020
Alla c.a.
Capo di Gabinetto
Prof. Lorenzo Casini
Consigliere del Ministro
Prof. Giampaolo D’Andrea
Segretario Generale del MiBACT
Dott. Salvatore Nastasi
Direttore Generale Organizzazione
Dott.ssa Marina Giuseppone
Direttore Generale ABAP
Arch. Federica Galloni
Direttore Generale Musei
Dott. Antonio Lampis
Direttore Generale Archivi
Dott.ssa Annamaria Buzzi
Direttore Generale Biblioteche
Dott.ssa Paola Passarelli
Dirigente Servizio Relazioni Sindacali
Prof. Alessandro Benzia
Egregi Dirigenti, tra Funzione Pubblica e OO.SS. è stato sottoscritto il “Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19” con il quale si evidenzia “la opportunità, per il periodo di emergenza, che le amministrazioni promuovano modalità di comunicazione e confronto con le rappresentanze sindacali sui punti del presente protocollo al fine di condividere informazioni e azioni volte a contemperare la necessità di tutela del personale e dell’utenza, con quella di garantire l’erogazione di servizi pubblici essenziali e indifferibili”. Tale principio è stato ribadito poi nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali”, allegato al DPCM del 26 aprile 2020 in cui si ribadisce che ”ferma la necessità di dover adottare rapidamente un Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus che prevede procedure e regole di condotta, va favorito il confronto preventivo con le rappresentanze sindacali presenti nei luoghi di lavoro, e per le piccole imprese le rappresentanze territoriali come previsto dagli accordi interconfederali, affinché’ ogni misura adottata possa essere condivisa e resa più efficace dal contributo di esperienza delle persone che lavorano, in particolare degli RLS e degli RLST, tenendo conto della specificità di ogni singola realtà produttiva e delle situazioni territoriali”.
Alla luce di quanto sopra esposto, attese le recenti comunicazioni dell’On. Ministro al Parlamento sulla possibile riapertura al pubblico di musei e luoghi della cultura a partire dal prossimo 18 maggio, si richiede un incontro urgente volto a definire un protocollo condiviso di prevenzione e sicurezza dei dipendenti e utenti in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” per musei e luoghi della cultura. Tale protocollo deve prevedere, in ogni sede di contrattazione decentrata, l’avvio della contrattazione sulle misure concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro ai sensi dell’articolo 7, comma 6, lettera k) del CCNL Funzioni Centrali.
Tale protocollo, non una mera comunicazione, e la sua pedissequa applicazione locale sono la conditio sine qua non per una corretta riapertura con misure di sicurezza e di praticabilità sanitaria tali da dare garanzie a lavoratori, cittadini e visitatori che musei, archivi, biblioteche, parchi ed aree archeologiche sono luoghi sicuri.
In assenza di riscontro o di iniziative difformi da quanto sopra richiesto, si valuterà ogni opportuna iniziativa conseguente a tutela, nel rispetto delle norme vigenti, della salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, senza escludere la proclamazione dello stato di agitazione.
FP CGIL CISL FP UIL PA FLP CONFSAL UNSA
Meloni Nolè/ Di Stefano Trastulli Satolli Urbino
DISCIPLINA FASE 2 EMERGENZA DA COVID-19 PRESSO DGMC E DAP
I RISULTATI DELLA RIUNIONE DI OGGI
Oggi si sono tenuti i due incontri previsti con il Direttore Generale del personale del DGMC, dott. V. Starita, e con il Direttore Generale del personale del DAP, dott. M. Parisi. Entrambi gli incontri hanno riguardato la implementazione delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro da realizzare nell’ambito della cd Fase 2 dell’emergenza sanitaria in atto.
CGIL CISL e UIL, in entrambe le riunioni, hanno sollevato preliminarmente la richiesta di redigere un apposito accordo in coerenza con quanto convenuto da Ministro della Funzione Pubblica, CGIL CISL UIL ed altre oo ss nel protocollo siglato all’inizio di aprile del corrente anno. Risulta assolutamente incomprensibile come mai si facciano accordi su tante materie e non sulla sicurezza in epoca COVID-19. L’importanza di un protocollo recante le linee guida su questo delicatissimo argomento, soprattutto adesso che si avvia la Fase 2 dell’emergenza, è necessario proprio per rendere esigibile sul territorio quanto pattuito a livello centrale e per evitare disapplicazioni o “fughe in avanti” della dirigenza delle strutture. CGIL CISL e UIL hanno rilevato come la Giustizia sia, al momento, l’unico settore della PA in cui un accordo in materia di misure di protezione da COVID-19 allo stato non sia stato ancora sottoscritto. Tale circostanza sembra sottendere la volontà della Giustizia di relegare le organizzazioni sindacali ad un ruolo meramente consultivo, ruolo che CGIL CISL e UIL non sono disposte ad accettare. Sul punto i Direttori Generali hanno affermato di non poter sottoscrivere un protocollo solo per DAP e DGMC poiché tale atto deve riguardare l’intero Ministero. Per tale motivo gli stessi si sono riservati di approfondire la questione direttamente con il Ministro.
Nel merito della discussione, per il DGMC, il dott. Starita ha rivendicato il grande sforzo fatto a livello centrale dal gruppo di lavoro appositamente costituito per l’emergenza COVID-19. I componenti di gruppo di lavoro sono stati sempre presenti on site per sostenere l’azione dei servizi territoriali volta a proteggere quanto più possibile la salute dei lavoratori. Inoltre lo stesso ha sottolineato come il lavoro agile sia adesso la modalità lavorativa utilizzata dalla quasi totalità del personale e che esso, pur essendo suscettibile di ulteriori modifiche normative, rappresenta lo strumento essenziale per il futuro sviluppo organizzativo dell’amministrazione minorile e di comunità.
Su sollecitazione di CGIL CISL UIL il DG Starita ha assicurato che sulla sicurezza dei luoghi di lavoro l’attenzione è massima. Per tale motivo ha richiesto agli uffici l’adeguamento rapido del DVR e lo svolgimento di sanificazioni anche solo per i casi di contagio sospetto. Sul punto ha invitato le OO.SS. a segnalare eventuali disservizi direttamente alla sua attenzione. Lo stesso DG ha assicurato, su sollecitazione di CGIL CISL UIL, che il lavoro agile rimarrà la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa anche nella fase dell’emergenza e che il Dipartimento sarà disponibile verso ulteriori forme di prestazioni lavorative delocalizzate ad esempio attraverso l’apertura di sportelli dedicati più vicini all’utenza al fine di limitare la mobilità di lavoratori e cittadini sul territorio. Sull’argomento CGIL CISL e UIL hanno espresso perplessità ed hanno evidenziato la necessità di definire convenzionalmente la disciplina di ogni ulteriore forma di prestazione lavorativa delocalizzata in relazione anche alla natura del territorio in cui la stessa deve essere resa.
CGIL CISL e UIL hanno sottolineato la necessita che il rientro alla normalità avvenga in maniera graduale e che in ogni caso sia garantito ai lavoratori in smart working il diritto alla disconnessione. Inoltre hanno chiesto di: mantenere, anche in questa fase, la prevalenza della prestazione lavorativa mediante il lavoro agile; prevedere la massima flessibilità negli orari di lavoro del personale accogliendo tutte le istanze dei lavoratori anche per tipologie di orario non contemplate dalla disciplina dell’orario di lavoro adottata nelle singole direzioni; prevedere modalità di accesso agli uffici subordinate al controllo della temperatura corporea mediante i cosiddetti termo scanner; provvedere alla sanificazione costante degli ambienti di lavoro; prevedere
una accurata pulizia quotidiana degli ambienti di lavoro; dotare tutto il personale dei necessari DPI (mascherine, guanti, visiere, etc.) e provvedere, ove non sia stato già fatto, all’installazione di erogatori di soluzioni disinfettanti a funzionamento automatico; prevedere in via cautelativa l’obbligo di indossare la mascherina protettiva per tutto il tempo di permanenza nel luogo di lavoro, con la sola eccezione di quando si permane, da soli, nella propria stanza; prevedere in via cautelativa l’obbligo di indossare la mascherina protettiva per tutti coloro che fanno accesso dall’esterno; predisporre limitazioni dell’accesso del pubblico se non previa prenotazione telefonica o telematica; disporre limitazioni degli orari di apertura al pubblico; prevedere per il personale che maneggia documenti, corrispondenza, plichi e fascicoli cartacei, ovvero merce di qualsiasi genere proveniente dall’esterno, l’utilizzo obbligatorio di guanti protettivi monouso; prevedere l’utilizzo di divisori in plexiglass per gestire in piena sicurezza gli spazi interni ed eventuali postazioni di front office con particolare riferimento all’imminente insediamento dei nuclei di polizia penitenziaria all’interno degli UEPE; prevedere il divieto assoluto di assembramento di persone nei luoghi comuni, nei corridoi e nelle stanze; assicurare in tutti gli ambienti di lavoro la necessaria distanza di sicurezza fra le persone; prevedere che in ciascuna stanza possa trovare allocazione una sola persona, a prescindere dalle postazioni di lavoro ivi esistenti a meno che la stessa non sia di metratura adeguata ad ospitare più persone e sia dotata di finestra e quindi costantemente areata; rafforzare la sorveglianza sanitaria mediante la continua interazione tra medico competente, datore di lavoro, RLS.
Nessun riscontro è arrivato in merito alle richieste avanzate da CGIL CISL e UIL su utilizzo dei dpi, sulla sanificazione periodica, sulla riduzione dei contatti con l’utenza, sulla concessione del buono pasto, sul blocco di trasferte e servizi esterni, su approvvigionamento di strumenti tecnologici per il lavoro da remoto e su altre questioni come la creazione del comitato previsto dal Dpcm del 26 aprile 2020.
CGIL CISL UIL, fermo restando la questione relativa all’accordo sulle misure in tema di sicurezza dei lavoratori e prevenzione del rischio di contagio ed il mancato riscontro alle proposte presentate al Dgmc, hanno convenuto sul percorso proposto dal DG Starita in merito a rimodulazione piante organiche, avvio delle procedure di mobilità, definizione dei criteri di nomina dei capi area dei servizi minorili, realizzazione delle procedure verticali ex D.L.vo 75/2017 e definizione della disciplina contrattuale dello smart working.
Successivamente si è svolto l’incontro con il Direttore generale del personale del DAP, Dott. M. Parisi, preceduto dal saluto del nuovo Vice-Capo Dipartimento, dott. R. Tartaglia, il quale ha assicurato la massima disponibilità ad ascoltare le argomentazioni dei rappresentanti dei lavoratori del Comparto Funzioni Centrali.
Ferma restando la pregiudiziale sul protocollo di cui si è già detto, CGIL CISL e UIL hanno fermamente contestato al Direttore Generale Parisi l’applicazione a “macchia di leopardo” del lavoro agile sul territorio nazionale. Lo stesso, infatti, è stato applicato poco e spesso male dalla dirigenza territoriale perché il Dipartimento non ha indicato le attività indifferibili non delocalizzabili diversamente da quanto fatto dal DGMC e dagli altri dipartimenti. Tale carenza ha determinato un completo scollamento del centro rispetto alla periferia nonché pericolose fughe in avanti di dirigenti che hanno revocato – come il PRAP di Bologna – anche quel poco di lavoro agile già precedentemente autorizzato. CGIL CISL UIL hanno anche giudicato severamente alcuni dirigenti per il comportamento contraddittorio avuto verso il personale educativo non sempre ammesso al lavoro agile.
Nel merito del documento trasmesso alle oo ss a titolo di informazione preventiva, CGIL CISL e UIL hanno ricordato con forza che il lavoro agile rappresentando a tutt’oggi la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa non può non essere applicato in tutti gli uffici centrali e periferici dell’amministrazione. In merito all’eventuale ricorso a turnazioni CGIL CISL e UIL, pur non essendo aprioristicamente contrarie, hanno manifestato perplessità sulla reale applicazione di tale istituto ed hanno indicato i tavoli di contrattazione locali quali luoghi deputati a prendere ogni decisione in merito. Anche per il DAP, CGIL CISL e UIL hanno convenuto sulla necessità di attivare al più presto tavoli negoziali per affrontare argomenti di grande impatto come la mobilità, il transito del personale del Corpo della Polizia Penitenziaria nei ruoli del Comparto Funzioni
Centrali a seguito di giudizio inidoneità psicofisica, lo smart working come modalità da utilizzare anche dopo la fase emergenziale, la definizione dell’accordo FUA 2018 per la sede dipartimentale, la compensazione di personale distaccato tra i dipartimenti della Giustizia.
Infine in entrambe le riunioni CGIL CISL e UIL hanno fortemente esortato i due Dipartimenti, che condividono la Direzione Generale di scopo, ad adottare la piattaforma e-learning per la formazione professionale continua, aperta a tutto il personale, sul modello realizzato al DOG. Solo con tale modalità, infatti, per CGIL CISL e UIL si potrà effettuare l’attività formativa continuativamente ed a favore di tutte le figure professionali.
CGIL CISL e UIL infine hanno rappresentato la necessità per entrambi i dipartimenti di dotare tutti i lavoratori della Carta Nazionale dei Servizi.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Prestini Marra Amoroso
Fase 2 e ripartenza: come, dove e quando.
Riteniamo necessario fare il punto sulle problematiche che emergono in relazione alla cosiddetta fase 2, anche al fine di fornire indicazioni speriamo utili, nelle more del confronto specifico che abbiamo chiesto all’Amministrazione per la stipula dell’accordo in applicazione del Protocollo di Intesa del 3 aprile scorso, sottoscritto da CGIL, CISL e UIL e il Ministro della Pubblica Amministrazione. Proprio il ritardo che stiamo registrando rispetto al confronto su questa delicatissima materia sta producendo una sorta di articolazione di decisioni a livello periferico che rischia di determinare caos, contraddizioni e vere e proprie fughe in avanti. Come quelle che stiamo registrando ad esempio agli Uffizi o il tentativo, incredibile, di forzare le riaperture degli Archivi di Stato dal 4 maggio scorso. L’accordo di Ministero in questo senso può essere uno strumento utile a definire le specificità dei cicli afferenti ai Beni Culturali rispetto ai criteri generali relativi alla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro nelle Funzioni Centrali e a definire forme di coordinamento e di monitoraggio che intersechino i livelli di confronto previsti in relazione all’attuazione delle misure adottabili. Da questo punto di vista noi consideriamo irresponsabile la evidente ritrosia del Segretario Generale ad affrontare questo percorso, un atto controproducente che rischia di inasprire i rapporti con le parti sociali e di aumentare il rischio di una conflittualità diffusa sul territorio, come conseguenza della disarticolazione delle decisioni rispetto alle fasi di eventuale riapertura dei servizi. E valuteremo unitariamente le opportune risposte in caso di ulteriori, inaccettabili, ritardi. Ma deve essere altresì presente la consapevolezza che, anche in assenza di un accordo specifico per il Mibact, il Protocollo di Intesa del 3 aprile scorso resta un atto vincolante per l’Amministrazione e pertanto deve essere applicato in tutte le sue parti. Così come rimane fermo il principio di responsabilità specifica del Datore di Lavoro, ovvero il Dirigente, rispetto alla valutazione delle condizioni di sicurezza che consentono il riavvio delle attività ed i livelli di gradualità connessi. A questo aggiungiamo che per il Mibact appare necessario verificare l’adattabilità delle misure generali previste alla specificità dei luoghi della cultura, che riguardano la loro collocazione logistica, il tipo di patrimonio gestito, la loro accessibilità tenendo conto dei protocolli tecnici approntati sia dall’INAIL che dalle Direzioni tecniche interne al Ministero. Solo in questo contesto possono essere definite le misure particolari relative alla tipologia di dpi necessari, la cui fornitura deve essere assicurata a tutto il personale che opera a vario titolo nei luoghi della cultura, alle forme di contingentamento degli ingressi, alle modalità, anch’esse specifiche, con le quali si opera la sanificazione quotidiana degli ambienti aperti al pubblico, ecc. Accanto a questo è necessario individuare i protocolli di sicurezza relativi alla ripresa dell’attività di tutela del patrimonio culturale sul territorio, un aspetto fondamentale purtroppo troppo spesso trascurato rispetto alla retorica sui musei, che invece abbisogna di attenzione specifica per quel che riguarda la messa in sicurezza di cantieri e laboratori e per i riflessi sulle condizioni di lavoro in cui opera il personale tecnico scientifico.
Tutto questo implica un esercizio di responsabilità generale dell’Amministrazione, non vorremmo che il tutto si risolvesse nel solito scaricabarile, con l’aggravante del contesto di emergenza, con qualcuno che invia le Circolari e qualcun altro che le interpreta a modo suo. Per quanto ci riguarda bisogna proseguire nella nostra attività coordinata, che ha dimostrato di essere assai fruttuosa nella prima fase emergenziale, e cogliamo l’occasione per ringraziare per l’impegno dimostrato i nostri delegati e le Segreterie Territoriali FP CGIL che hanno tempestivamente assunto le opportune iniziative a tutela dei lavoratori nella fase di esplosione della pandemia, contribuendo a risolvere le situazioni critiche che sono emerse nei territori.
Fondo 2020 e Fase 2
Vi informiamo che si è avviato il confronto sul Fondo Risorse Decentrate (ex FUA) 2020 e domani è in calendario un incontro del tavolo nazionale che affronterà questo tema, oltre che, si spera, della chiusura dell’accordo POC e dell’auspicabile chiusura dell’accordo sull’indennità ‘datori di lavoro’ ai funzionari direttori di Archivi e Biblioteche. Per quanto riguarda il Fondo la negoziazione di quest’anno deve vedere una profonda rimodulazione degli indirizzi che tradizionalmente ci siamo dati nell’allocazione delle risorse con la finalità di giungere ad un accordo che tenga conto degli effetti che la situazione di emergenza ha riverberato sull’organizzazione del lavoro, della gestione del salario di produttività in una fase in cui prevale il lavoro a distanza e delle problematiche connesse alla ripartenza graduale delle attività. Gli obiettivi che ci stiamo ponendo comprendono la necessità di garantire la tenuta del salario accessorio, con particolare riferimento alle quote perse per effetto della riduzione delle prestazioni in presenza, di fornire gli strumenti necessari alla contrattazione di posto di lavoro per governare la gestione delle incentivazioni alla produttività nella condizione di pervasivo ricorso al lavoro a distanza e rispetto alla mole di arretrato che si è accumulata nel periodo di sospensione delle attività di tutela sul territorio. Inoltre chiederemo di confermare, nell’allocazione delle risorse, la ripresa del processo di progressioni economiche. Su questi temi stiamo approntando proposte che confronteremo con quelle già presentate da colleghi di altre sigle, augurandoci di trovare una sintesi unitaria. Su tutti i temi elencati, infine, convocheremo a breve una riunione di coordinamento nazionale.
Claudio Meloni
Fp Cgil Nazionale
Roma, 5 maggio 2020
UN, DOS, TRES , UN PASITO ADELANTE
Si è svolto ieri pomeriggio, in videoconferenza, l’incontro di contrattazione su Sussidi e Peo 2020 dove la FP CGIL ha innanzitutto stigmatizzato il metodo, ovvero, di aver ripresentato da parte dell’Amministrazione, gli stessi, precisi, immutati documenti, senza aver tenuto minimamente conto delle proposte inviate dal tavolo unitario, per entrambi gli argomenti (per memoria in allegato). Un atteggiamento offensivo, non rispettoso delle corrette relazioni sindacali e delle modalità della contrattazione. Dopo un’ampia e vivace discussione sui Sussidi, l’Amministrazione ha dichiarato che ci sono a disposizione per gli eventi del 2018 e del 2019, circa 1.200.000 €, tenuto anche conto dell’avanzo di circa 200.000 € del 2017 ed ha accolto la proposta di parte sindacale di sottoscrivere un accordo per entrambi le annualità. Si è anche dichiarata disponibile a recepire alcune modifiche e correttivi migliorativi come il contributo alla frequenza delle scuole secondarie di secondo grado. Pur apprezzando l’apertura, la FP CGIL ha chiesto all’Amministrazione di valutare attentamente le proposte inviate, meritevoli di approfondita attenzione, e di condividere con le OO.SS. i criteri contenuti nell’atto di indirizzo, prima della pubblicazione, per evitare futuri addendum. Inoltre, la FP CGIL ha chiesto che vengano valutate TUTTE le richieste che perverrano che, seppur non individuabili nelle categorie previste, siano meritevoli di considerazione.
Sulle Peo 2020, la FP CGIL ha ribadito quanto contenuto nella nota inviata, ovvero, vista la particolare e contingente situazione da Covid-19, DI SCORRERE LE GRADUATORIE 2019 PER UNA PERCENTUALE ED IL RESTO DEI POSTI DISPONIBILI DA RIMETTERE A BANDO, NONCHÉ I SEGUENTI PUNTI:
• AUMENTARE a 35 il punteggio massimo sia per l’anzianità di servizio che per i titoli di studio;
• ISTITUIRE UN BONUS DI 5 PUNTI PER COLORO CHE ABBIANO ESPLETATO TUTTE LE PROVE NEL 2019, MA NON SIANO RISULTATI VINCITORI;
• EQUIPARARE la valutazione del personale in posizione di comando out se diversa da quella dell’Istituto;
• PREVEDERE una formazione in house ed on-line, con esame finale da remoto;
• PREVEDERE un percorso agevolato per il personale diversamente abile con problematiche psichiche CON IL SUPPORTO DI UN TUTOR, sia per la fase formativa, che durante la prova d’esame on-line. La FP CGIL, infine, ha chiesto lo stato dell’arte sul bonus di 100 €, previsto dal Decreto Cura Italia, per coloro che abbiano prestato servizio nel periodo emergenziale Covid-19. Ci è stato risposto che, a breve, il Mef darà indicazioni sulle procedure di liquidazione. Queste le nostre richieste che l’Amministrazione si è riservata di valutare e sulle quali vi terremo informati.
La Coordinatrice FP CGIL Corte dei conti
Susanna Di Folco Roma
PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO
Ieri c’è stato un nuovo incontro con l’Amministrazione sul protocollo della sicurezza .
Ricordiamo ai colleghi che questa materia è oggetto di contrattazione in base all’art. 7 di quel CCNL Funzioni Centrali 2016 /2018 che qualcuno ancora oggi mette in discussione.
Non vogliamo tediarvi con discorsi su firme tecniche o non tecniche o con discorsi su chi, semplicemente con grande senso di opportunismo, pur non condividendo i contenuti, firma dopo tempo i contratti solo per potersi sedere ai tavoli di contrattazione non si sa se nell’interesse loro o dei lavoratori.
Ma non possiamo non evidenziare che quella contrattazione è stata ottenuta da chi come CGIL CISl UIL ci ha messo da subito la faccia e si è assunta la responsabilità consentendo di avere un CCNL che prevede uno strumento forte come la contrattazione su temi fondamentali come la salute e la sicurezza dei dipendenti.
Ma veniamo agli argomenti e alla sostanza che certamente più interessa ai lavoratori, anche se permetteteci di dire che c’è chi parla e chi come CGIL CISL E UIL lavora e fa proposte all’amministrazione per tutelare davvero tutti i dipendenti.
Nei giorni scorsi, dopo aver esaminato la prima bozza di protocollo dell’amministrazione, CGIL CISL UIL hanno, infatti, inviato un documento con alcune proposte di modifica e integrazione.
Nella bozza che oggi ci è stata presentata molte nostre proposte sono state accolte dall’ amministrazione.
Il protocollo prevede due sezioni : una riguardante le attività indifferibili da rendersi in presenza e la gestione del personale che dovrà presidiare i servizi individuati; la seconda che riguarda invece le misure più strettamente di tutela della salute e della sicurezza.
Con riguardo alle attività indifferibili per la sede centrale abbiamo cercato di enunciare con molta chiarezza le attività cosi da evitare eventuale discrezionalità dei dirigenti nella valutazione delle attività come indifferibili e, quindi, una differenza di trattamento tra colleghi.
Quanto agli uffici territoriali sono state individuate come attività indifferibili le convalide e la consegna documentazione STA . L’amministrazione ha deciso, inoltre, di riaprire gli sportelli STA al pubblico e lo sportello Tasse. Questo per rispondere alle esigenze della utenza professionale e dell’utenza non in grado di utilizzare i servizi digitali.
Pur condividendo la esigenza di rendere il servizio al pubblico di qualità che è stata sempre il punto di forza di ACI , abbiamo chiesto che, per tutelare la salute dei lavoratori ma anche della stessa utenza, fosse stabilito un servizio minimo e un accesso contingentato .
Nel protocollo verranno, quindi, specificate le modalità generali di svolgimento del servizio e alcuni aspetti saranno rimessi alla contrattazione territoriale. In generale, infatti, abbiamo chiesto che venisse valorizzato il ruolo della contrattazione territoriale considerato le differenze logistiche e organizzative degli uffici.Quanto alla gestione del personale è confermato, come stabilito dalla legge, che il lavoro agile rimane la modalità ordinaria di prestazione della attività lavorativa.
Il presidio minimo necessario delle attività indifferibili sarà garantito a rotazione.
In ogni caso negli uffici potrà essere presente solo una percentuale di persone che verrà stabilita in sede di contrattazione territoriale.
Nella definizione dei presidi prima di applicare altri criteri abbiamo chiesto che si verifichi la disponibilità volontaria dei dipendenti.
L’Amministrazione ha proposto di garantire una particolare tutela ai lavoratori “ fragili” ovvero più esposti ai rischi perché portatori di patologie particolari o con familiari con particolari situazioni di rischio.
Condividendo la impostazione della Amministrazione volta a allargare la tutela dei lavoratori fragili, rispetto a quanto già previsto dalle leggi, abbiamo chiesto che venga riconosciuto il diritto per questi soggetti e per i genitori con figli disabili ad essere esclusi dalla rotazione fermo restando che potranno partecipare alla rotazione se vogliono, salvo eventuale diversa indicazione del medico competente che valuterà il singolo caso per i portatori di patologie; la rotazione , infatti, non deve penalizzare economicamente nessuno.
Per evitare problemi nella gestione delle rotazioni, soprattutto negli uffici più piccoli, abbiamo chiesto che, a salvaguardia della tutela della salute di ogni dipendente, si introduca un limite alle giornate di servizio in presenza che ciascuno potrà effettuare; per rendere concreto il criterio della rotazione va inoltre introdotta la possibilità di alternare aperture e chiusure tecniche degli uffici.
La necessità di tutela della salute in relazione a determinate categorie di dipendenti ( ultra sessantenni, dipendenti con familiari conviventi con particolari patologie) va, inoltre, considerata anche rispetto all’eventuale esonero in ordine alle funzioni da svolgere in presidio con particolare riferimento alle attività di sportello .
Ai fini della organizzazione della rotazione si terrà conto anche di ulteriori situazioni quali quella di genitori con figli di età uguale o inferiore a 12 anni; familiari anziani o con patologie, conviventi; età (ultrasessantenni); impossibilità di raggiungere la sede di lavoro con mezzi alternativi al trasporto pubblico.
In merito, invece, alla parte relativa alla sicurezza abbiamo proposto di introdurre l’utilizzo del termo scanner come misura di sicurezza .L’Amministrazione si e’ riservata di fare valutazioni in merito dal momento che la ritiene una misura invasiva.
Si sono proposte misure anche per gli ingressi della utenza , alcune specifiche riguardo la pulizia degli ambienti, gestione degli ingressi , utilizzo dei dispositivi.
In ogni caso nessun ufficio potrà aprire se non ci sono tutte le condizioni e la disponibilità dei presidi di protezione.
Abbiamo richiesto che venga specificato riguardo alle squadre di emergenza che nel caso in cui siano individuati nuovi addetti gli stessi non potranno operare fino a quando non avranno fatto la formazione prevista dalla normativa in materia .
Per chi era già addetto l’Amministrazione ci ha assicurato la intenzione di procedere, comunque, ad un aggiornamento anche in relazione ai nuovi rischi.
Abbiamo proposto di inserire anche un apposito paragrafo per disciplinare la situazione dei dipendenti ACI destinatari delle posizioni organizzative presso gli AC .
Domani continueremo la discussione con l’Amministrazione su alcuni punti.
In ogni caso dopo la firma del Protocollo nazionale andranno avviate le contrattazioni territoriali e solo a conclusione di queste gli uffici potranno riaprire.
Abbiamo posto poi alla Amministrazione altre questioni .
In primo luogo abbiamo chiesto di verificare quanti computer l’amministrazione può mettere a disposizione dei dipendenti.
Considerato che il lavoro agile continuerà nel tempo e il carico di lavoro da gestire a distanza potrebbe significativamente aumentare , ci sembra necessario mettere i dipendenti nelle condizioni di lavorare meglio con una strumentazione adeguata.
Una volta stabilito il numero occorrerà poi stabilire i criteri per la distribuzione degli stessi.
Abbiamo poi richiesto all’amministrazione di chiarire i criteri che danno diritto all’esonero dal servizio previsto dall’art.87 del Decreto Cura al fine di stabilire parità di trattamento tra i dipendenti.
E’ nostra intenzione, inoltre, proporre all’Amministrazione di introdurre tra le misure di welfare anche contributi per l’acquisto di tablet o strumentazione informatica considerato che con la didattica a distanza sono diventati fondamentali e che molti dipendenti con figli hanno dovuto o dovranno provvedere al loro acquisto.
Proponiamo, inoltre, che venga dato un contributo economico ai dipendenti a ristoro delle spese per l’utilizzo della strumentazione propria.
FP CGIL ACI FP CISL ACI UILPA ACI ACP
Derna Figliuolo Marco Semprini Paola Piccirilli
– COMUNICATO ESITI RIUNIONE SPORT E SALUTE –
Si è svolta nella serata di ieri una riunione in modalità telematica tra le OO.SS. e la delegazione datoriale in rappresentanza di Sport e Salute e delle FSN. Anzitutto, corre l’obbligo sottolineare come, diversamente da quanto riportato da alcune agenzie di stampa, non fosse in programma alcun incontro con l’Amministratore Delegato e Presidente di Sport e Salute inerente l’attivazione del ricorso al Fondo di integrazione salariale chiesta da alcune Federazioni Sportive Nazionali, bensì una sessione negoziale finalizzata a valutare l’opportunità di promuovere una proroga dell’accordo sottoscritto il 6 marzo 2020, in seguito reso valido fino al 3 maggio scorso per effetto dell’accordo sottoscritto tra le parti il 21 Aprile. Difatti, a seguito dell’intervento iniziale del direttore delle risorse umane che ha stigmatizzato l’accaduto, si è avuto modo di appurare che la falsa notizia diffusa nell’occasione sarebbe da ricondurre – stando alle giustificazioni fornite al riguardo da una O.S. – da una sorta di corto circuito comunicativo occorso tra l’ufficio stampa di questa O.S. e l’agenzia nazionale della stampa associata. In relazione all’accaduto, pur manifestando fondate perplessità, ma considerata la delicatezza del momento, le scriventi OO.SS. hanno ritenuto opportuno richiamare il tavolo ad un uso maggiormente attento e responsabile dei mezzi di comunicazione, al fine di evitare di l’insorgere di ulteriore confusione nei lavoratori o, peggio, false aspettative. Tornando ai lavori del tavolo negoziale, le parti, considerato che l’allegato n. 3 al DPCM del 26 aprile 2020 non annovera le attività svolte da Sport e Salute e dalle Federazioni Sportive Nazionali tra quelle per le quali è prevista la ripresa con modalità ordinaria dal 4 maggio scorso, hanno condiviso la necessità di prorogare le misure e gli istituti definiti dall’accordo del 6 marzo fino alla data del 17 maggio, facendo salva, peraltro, la possibilità di concordare ulteriori proroghe, coerentemente con l’evolversi della situazione epidemiologica e dei conseguenti provvedimenti governativi eventualmente assunti. A tal riguardo, pare opportuno sottolineare come il nuovo accordo sottoscritto tra le parti ribadisca che “va attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza” ( art.1 comma 1 lettera hh) lettera a) DPCM 26 aprile 2020). Nell’ambito del nuovo accordo, inoltre, in previsione della probabile prossima ripresa delle attività in modalità ordinaria, le parti hanno concordato sulla necessità di avviare tempestivamente un’apposita sessione negoziale finalizzata a disciplinare la fase di riavvio, attraverso la definizione di appropriati istituti e strumenti di gestione, e anche mediante l’adozione di tutte le misure ritenute necessarie a garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le scriventi OO.SS., di converso, si sono opposte alla proposta incoerente e incauta avanzata da altra O.S., che chiedeva di inserire nel corpo dell’accordo una disposizione che nelle intenzioni avrebbe dovuto prevedere la sospensione della cassa integrazione in caso di rientro in ufficio dei dipendenti. L’abbiamo definita incoerente, in quanto la modalità di svolgimento della
prestazione lavorativa non impatta direttamente sulla riduzione delle attività prestate; incauta perché incorporare il riferimento alle procedure di integrazione salariale nel testo dell’accordo significa, di fatto, avallarne la legittimità, cosa per noi inaccettabile visto che ne abbiamo sempre e ripetutamente constestata l’ammissibilità. Sul punto ricordiamo che proprio le questioni di legittimità sono state alla base delle contestazioni mosse nei confronti delle FSN che hanno attivato il ricorso al Fondo di Integrazione Salariale, rilievi che le scriventi OO.SS. hanno già posto ufficialmente all’attenzione del Ministro per lo sport, del MEF e di Sport e Salute, e che intendono portare al vaglio degli organi deputati al controllo amministrativo e contabile.
FP CGIL CISL FP UILPA CISAL FIALP
Francesco Quinti Alessandro Bruni Paolo Liberati Dino Carola
AVVIATO IL CONFRONTO SUL PROTOCOLLO DI SICUREZZA , RIPARTE LA TRATTATIVA CON PERSOCIV!
Si è tenuto oggi su richiesta di FP CGIL, CISL FP e UIL PA, dopo alcuni mesi di interruzione dovuta all’emergenza epidemiologica, il primo incontro in conference call con la delegazione di parte pubblica e con Persociv, in particolare per la definizione del Protocollo sulle misure di prevenzione e la sicurezza dei dipendenti civili del Ministero della Difesa in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” e la definizione degli assetti del lavoro agile. La bozza di documento presentato dall’Amministrazione Difesa, ampiamente rivisto e integrato dalle proposte avanzate dalle scriventi, che si prefigge lo scopo di assicurare i più adeguati livelli di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative, attraverso l’utilizzo di adeguate misure organizzative, di prevenzione e protezione da attuare negli Enti e i Comandi di tutte le Aree del Ministero della Difesa, è stato sostanzialmente accolto e, a breve, dopo i necessari affinamenti, diverrà oggetto del prossimo incontro, che abbiamo chiesto di programmare con grande sollecitudine. In sintesi, i temi trattati sono stati:
– Attuazione completa dell’art. dell’art. 87, comma 1, del D.L. n. 18/2020, di recente convertito in legge 24 aprile 2020 n. 27, in tema di lavoro agile o smart working, prevedendo l’impossibilità dell’A.D. di procedere a controlli fuori dai casi espressamente previsti dalle norme vigenti;
– Esclusione dalle lavorazioni in presenza di coloro che sono affetti dalle particolari patologie a rischio indicate dal Ministero della Salute, e di coloro che convivono con persone affette da tali patologie o con persone anziane ultraottantenni;
– Coinvolgimento del medico competente in tutte le misure di regolamentazione, controllo e sorveglianza sanitaria legate al COVID-19, in collaborazione con il datore di lavoro e i RLS;
– Attuazione della procedura di controllo della temperatura corporea dei lavoratori prima dell’accesso al luogo di lavoro. Le persone con temperatura superiore ai 37,5° saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni. La misurazione della temperatura potrà avvenire mediante sistemi di rilevamento automatico a distanza o tramite termometro con funzionamento manuale a distanza a cura del personale sanitario.
– Rimodulazione degli spazi di lavoro nell’ottica del distanziamento sociale e dell’articolazione del lavoro, che potrà essere ridefinita con orari differenziati (mantenendo sempre e in ogni caso una distanza interpersonale di almeno un metro, privilegiando per le comunicazioni interne modalità digitali o telefoniche evitando, ove possibile, di accedere nelle stanze di lavoro dei colleghi; evitando in ogni luogo di lavoro assembramenti di qualsiasi genere);
– Al fine di evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa è necessario un azione integrata con i piani di mobilità locale dei trasporti pubblici o incentivando forme di trasporto differenti;
– Previsione, per le mense e i bar ancora aperti, della loro pulizia/sanificazione giornaliera e periodica, e della ventilazione continua, e organizzazione del servizio nel rispetto delle misure generali di prevenzione e sicurezza dei dipendenti, disponendo l’accesso a turni e/o con modalità di distanziamento/separazione dei fruitori e sanificazione degli ambienti dopo ogni turno, prima dell’accesso del turno successivo; le stesse precauzioni andranno prese per tutti gli spazi comuni, quali spogliatoi, docce, ecc.;
– Assicurazione della pulizia giornaliera dei locali, degli ambienti, delle aree comuni, delle pulsantiere degli ascensori, delle superfici esterne dei distributori automatici, dei mezzi di trasporto e/o di lavoro di servizio e/o aziendali. Programmazione altresì della sanificazione e igienizzazione periodica dei suddetti luoghi e degli impianti di aerazione e condizionamento/climatizzazione tramite aziende specializzate e con l’utilizzo dei prodotti aventi le caratteristiche previste dall’Autorità sanitaria.
– Distribuzione a carico dell’Amministrazione dei dispositivi di protezione individuale (mascherine guanti monouso, ecc.), secondo le indicazioni fornite dal documento Tecnico dell’Inail del 9 aprile 2020. L’amministrazione continuerà a curare, con l’obiettivo di massimizzare la sicurezza e la salute dei lavoratori e dell’utenza, l’installazione e distribuzione di dispenser di prodotti disinfettanti per le mani.
– Impegno a condividere con le OO.SS., ai diversi livelli interessati, tutte le informazioni e le iniziative volte a contemperare la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori e degli utenti, anche attraverso la revisione/integrazione del DVR in tutti i luoghi di lavoro del Ministero della Difesa e, al contempo, a garantire la continuità dell’azione amministrativa;
– Impegno a garantire che in ogni sede di contrattazione integrativa territoriale sia avviata la contrattazione sulle misure concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro ai sensi dell’articolo 7, comma 6, lettera k) del CCNL Funzioni Centrali in linea con le previsioni dell’accordo;
– Previsione, per le attività indifferibili già articolate su turni, ai sensi dell’art. 19 del CCNL Comparto Funzioni Centrali 2016-2018 da svolgere necessariamente in presenza, lo svolgimento in modalità agile (alternanza di prestazioni in presenza ed in modalità remota). Ai dipendenti che prestano l’attività lavorativa in tale modalità spetta l’indennità di turno, sia per le ore in presenza che per le ore di lavoro agile prestato nei medesimi segmenti orari, per i quali sono tenuti ad assicurare comunque la prestazione in presenza (ad essere cioè disponibili) in caso di necessità o di assenza dei colleghi (si rammenta che il Protocollo tra il Ministro della Pubblica Amministrazione e le OO.SS. prevede che i piani di turnazione o rotazione dei dipendenti non incidano sugli aspetti retributivi);
– Affermazione che la prestazione lavorativa in modalità agile equivale a quella resa soltanto presso l’abituale sede di lavoro, anche sotto il profilo disciplinare, e costituisce servizio prestato a tutti gli effetti. Non può essere attribuita, per specifica statuizione normativa, penalizzazione alcuna sotto il profilo professionale, formativo, retributivo e di carriera. Il personale in lavoro agile non matura il compenso straordinario o il recupero orario (per l’eventuale attribuzione del buono pasto si rimanda all’esito della discussione);
– Attuazione, per i lavoratori che dovranno necessariamente recarsi in ufficio, dei criteri di rotazione e favorendo eventuali richieste di differenziazione dell’orario di entrata/uscita al/dal posto di lavoro, al fine di ridurre il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e di evitare il più possibile i contatti tra colleghi sia in entrata che in uscita;
– Rinvio alla previsione della circolare del Ministero della Salute del 29 aprile 2020 relativa all’attività del Medico competente, di sorveglianza sanitaria e di DVR.
Al termine dell’incontro le Parti hanno dichiarato l’impegno a proseguire il confronto, e di prevedere un tavolo permanente per il monitoraggio dell’efficacia del protocollo e il suo eventuale aggiornamento, anche in funzione dell’effettivo andamento epidemiologico sul territorio nazionale e dell’evoluzione normativa collegata.
A latere del confronto sono state anche sollecitate urgenti azioni volte ad ottenere il celere pagamento delle voci arretrate del FRD 2019, ed è stato chiesto di conoscere l’ammontare del FRD 2020, compresi i risparmi conseguiti in virtù delle disposizioni contenute nella legge 244/12, al fine di avviare il confronto sulle progressioni economiche orizzontali ed eventualmente, qualora vi fosse la necessaria capienza economica, anche su quelle verticali. Vi terremo come sempre costantemente aggiornati sull’evolversi del confronto.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi
Roberto De Cesaris Franco Volpi
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, FASE 2: LA FUNZIONE PUBBLICA CGIL CHIEDE UN ACCORDO PER GARANTIRE DIRITTI E TRATTAMENTO ECONOMICO DEL PERSONALE.
Abbiamo partecipato all’incontro convocato oggi pomeriggio per discutere con le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto e della dirigenza del passaggio alla fase due dell’emergenza Covid19. Incontro, peraltro, sollecitato dalla nostra organizzazione sindacale, da ultimo dopo la sottoscrizione del “Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19” del 3 aprile dalla Ministra Dadone con CGIL CISL UIL. L’incontro si è aperto con l’informativa sulle misure adottate fin qui nel rispetto delle norme legislative introdotte a seguito dell’emergenza sanitaria. E, in particolare, sul fatto che lo smart working oggi vede la partecipazione della stragrande maggioranza del personale, passati da circa 430 postazioni alle attuali 1.060 postazioni e che a breve diventeranno circa 1.600 grazie all’acquisto di nuovi pc portatili e in vista del protrarsi di questa modalità come ordinaria almeno fino al 31 luglio 2020. Per parte nostra abbiamo espresso apprezzamento per le iniziative assunte dal segretariato generale non rinunciando però a rimarcare i comportamenti tardivi, quando non difformi, registrati in alcuni dipartimenti. Anche per evitare nuove possibili incongruenze nella nuova fase, abbiamo ribadito la necessità di definire un accordo, coerente con i contenuti del protocollo Dadone del 3 aprile 2020, utile a regolamentare gli aspetti dello smart working non previsti nella fase pre-emergenziale: il diritto alla disconnessione, il rispetto dell’orario massimo di lavoro, la disciplina del lavoro nei giorni festivi e oltre l’ordinario orario di servizio, turnazioni e reperibilità da remoto. E, ancora, la regolamentazione dello svolgimento delle attività da svolgere in presenza presso le sedi di servizio: scaglionamento degli accessi, turnazioni, tempi di presenza effettiva in servizio e attività da svolgere, eccetera. Così come riteniamo necessario garantire il rispetto delle prerogative delle organizzazioni e degli organismi di rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori: la possibilità di accesso alla rete intranet per poter dialogare con il personale, l’utilizzo di piattaforme informatiche per lo svolgimento di assemblee/riunioni, la garanzia del rispetto delle prerogative della Rappresentanza Sindacale Unitaria. Da ultimo abbiamo chiesto tempi certi per il passaggio dai buoni pasto cartacei a quelli elettronici come per la sostituzione dei buoni pasto non spesi della vecchia gestione Qui Ticket. Ricevendo la risposta che si sta procedendo relativamente al cambio di condizioni di appalto e fornitura con le ditte erogatrici. La consigliera Gagliarducci nel chiudere l’incontro ha ribadito che fino al 17 maggio non cambierà nulla dell’attuale organizzazione del lavoro e si attendono nuove disposizioni a breve. Il consigliere Molinari ha comunicato che si è in attesa di disposizioni relative alla possibilità di utilizzo degli impianti di climatizzazione, per i quali sono comunque in corso le attività di sanificazione.
Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio
Ai Presidenti
delle Federazioni Sportive Nazionali
e. p.c.
Al Ministro per le Politiche giovanili e Sport
On. Vincenzo Spadafora
Alla Società Sport e Salute S.p.A.
Presidente e Amministratore delegato
Avv. Vito Cozzoli
Al Direttore Risorse Umane
Dott. Riccardo Meloni
A tutte le lavoratrici e i lavoratori
Federazioni Sportive Nazionali
Egregi,
con il recente Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanato in data 26 aprile u.s., “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”, sono state come noto introdotte e contestualmente ribadite, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, una serie di vincolanti misure di intervento a tutela della collettività. In tal senso, e per quanto rileva ai fini della presente comunicazione, l’art 1, lett. gg), hh), e ii) ai punti a), b) c) e d) del predetto decreto ribadisce e raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere l’attuazione di una serie di misure già previste dalle norme di legge emesse a seguito dell’esplosione della pandemia. Misure che, per quanto attiene ai lavoratori di Sport e Salute e Federazioni Sportive Nazionali, sono state dapprima recepite dalle parti con l’accordo sottoscritto lo scorso 6 marzo, mai disdetto, e poi reiterate nel successivo del 21 aprile u.s. In particolare, lo smart working o lavoro agile, misura comunemente definita in sede di accordo come prevalente rispetto all’eventuale ricorso e/o attivazione di tutti gli altri strumenti previsti dalle norme contrattuali vigenti per il personale dipendente. Tuttavia ancora oggi, pur in presenza della validità delle norme e accordi richiamati, e malgrado i due interventi già prodotti nei vostri confronti per sollecitare l’esatta, precisa e puntuale applicazione di quelle disposizioni di legge per tutto il personale dipendente, continuiamo a ricevere reiterate doglianze dalle lavoratrici e dai lavoratori impiegate/i in particolare presso talune Federazioni, tra queste sicuramente FIM e FIP, costrette/i a subire scelte unilaterali e incondivisibili. Stando a quanto ci risulta, queste ultime e talune altre Federazioni si ostinerebbero a non voler ricorrere, se non per una limitata quota di personale dipendente, che andrebbe peraltro esaminata, al lavoro agile o smart working. Eppure trattasi di una misura di contrasto al COVIT-19 che ha dimostrato essere estremamente importante nel contrasto alla pandemia, come ribadito anche dal DPCM sopra menzionato, e che rimarrà comunque in vigore come “modalità ordinaria di
svolgimento della prestazione lavorativa” almeno fino al 30 Luglio p.v., termine fissato dal Decreto con cui il governo ha dichiarato lo Stato di Emergenza Nazionale. Non solo. Si continua arbitrariamente ad imporre ai lavoratori l’utilizzo delle ferie anno 2020, che peraltro in taluni casi sono già state quasi interamente consumate in danno dei dipendenti coinvolti – azione consentita dalle vigenti disposizioni solo con riferimento alle ferie pregresse -, pure in presenza della possibilità di ricorrere a tutti gli altri strumenti contrattuali previsti dal vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e dalla predetta normativa, che oggi peraltro include misure più favorevoli per i lavoratori, come l’art. 87 del D.L. n. 18 del 17.04.2020 convertito in legge di recente, in costanza di una sostanziale e pressoché generalizzata forte riduzione di tutte le attività. Comportamenti inaccettabili e forse anche dispotici, a giudizio delle scriventi, perchè oltre a marcare la reiterata inosservanza dei predetti dettami, denotano quell’assenza di attenzione e reale disponibilità nei confronti dei bisogni e delle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati in questo particolarissimo momento che non può essere spiegata solo con l’improbabile mancata conoscenza delle norme e degli accordi richiamati, bensì forse solo rispolverando quell’atavica ed insana idea di gestione del potere secondo la quale chi pensa di detenerlo crede anche di avere la possibilità di disporre liberamente dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e, quindi, delle persone. Un concetto antidemocratico di società che abbiamo sempre combattuto e fermamente contrastato, e sul quale ci opporremo sempre. Nel rimettere alla vostra attenzione la responsabilità che assume il datore di lavoro nei confronti del rispetto della salute e della sicurezza dei propri dipendenti, sia in sede penale che civile, nel caso di mancata, parziale o errata applicazione delle norme di legge emanate per contrastare la grave emergenza epidemiologica determinata dal COVID-19, vi invitiamo nuovamente a disporre il rispetto delle prerdette disposizioni e degli accordi menzionati a tutela del personale amministrato e dell’intera collettività. In ulteriore difetto, fatte salve le valutazioni già in corso sul pregresso novellato, le scriventi OO.SS. si riterranno libere di valutare assieme ai rispettivi uffici legali l’avvio di tutte le iniziative legali ritenute idonee a tutelare i diritti dei lavoratori rappresentati.
Cordiali saluti
FP CGIL CISL FP UILPA CISAL FIAL
Francesco Quinti Alessandro Bruni Paolo Liberati Dino Carola