Trieste, 9 agosto 2016

Capita di andare a curiosare nelle bacheche degli altri sindacati. E’ sempre utile, magari si sono accorti di qualche novità che ti è sfuggita. Capita anche di accorgersi, sempre sbirciando in questi siti, di aver firmato accordi sindacali che sei sicuro di non aver firmato, non solo ma che, oltre a non aver firmato, ci hai fatto una battaglia proponendo soluzioni alternative.

E’ il caso del comunicato di USB Agenzie Fiscali Calabria, in bella mostra sul sito di USB, che, quando scrive “Nelle passate progressioni alle Entrate si era arrivati addirittura ad accettare che il 10% delle progressioni fosse decisa, sempre in modo arbitrario, dai dirigenti, con CGILCISL e UIL che avevano sottoscritto anche questo”, imputa alla CGIL una firma sull’accordo sulle progressioni economiche 2010 che semplicemente non c’è, perché, per la CGIL, il criterio di riservare la scelta del 10% dei posti alla scelta unilaterale dei dirigenti è semplicemente inaccettabile : allora, ora e domani.

In conclusione direi che, a mio parere, questo modo di fare sindacato è inaccettabile quanto accettare la riserva del 10% dei posti a disposizione alla scelta dei dirigenti.

Rossella Potocco
(FP CGIL FVG Agenzie Fiscali)

Roma, 9 agosto 2017

Si rende noto, per chi può essere interessato, che il Ministero della Giustizia ha pubblicato sul sito istituzionale un interpello per un posto vacante di dirigente di seconda fascia presso l’Ufficio III- Concorsi .
Si allega la circolare inviata dallo stesso Ministero.

La Coordinatrice Nazionale FP CGIL
Ministero della Giustizia DOG
Amina D’Orazio

Comunicato sulla vicenda di alcuni volontari dei Vigili del Fuoco del Distaccamento Volontario di Santa Croce Camerina, che appiccavano gli incendi per l’ “indennità”, indagati 15 volontari dei vigili del fuoco, arrestato il caposquadra.


08.08.2017 –

Vigili del Fuoco.
L’Emergenza continua, ma il Parlamento sembra non accorgersene.

Pochi criminali riempiono le pagine dei giornali ma non scalfiranno l’immagine dei Vigili del Fuoco

 

Mentre l’Italia brucia nelle regioni del Centro e del Sud, mietendo vittime e ingenti danni, l’Italia del Nord viene colpita da violenti nubifragi. Un Paese in emergenza continua, con i Vigili del Fuoco, da soli, in prima linea ormai da oltre un anno.

Per questo, la CGIL, da tempo, chiede che sia dichiarato lo stato di emergenza del Paese, per assicurare il giusto impegno di risorse nella lotta agli incendi e alle calamità che si stanno susseguendo.
politica, i Vigili del Fuoco, ormai stremati, assicurano il loro prezioso intervento, nonostante la scarsità di uomini e mezzi sia sotto gli occhi di tutti. Professionisti del Soccorso sottoposti a turni massacranti, scarsamente retribuiti e privi di idonee tutele. Adesso basta!! È giunto il tempo delle risposte, delle assunzioni, dell’impegno di risorse per i temporanei, del rinnovo dei contratti.

La CGIL richiama il Parlamento alle sue responsabilità. I Vigili del Fuoco meritano una risposta puntuale e urgente. Una risposta che sia in grado di rispondere ai bisogni di un Corpo che, ormai da tempo, oltre a svolgere egregiamente i propri compiti, sta rispondendo a quel bisogno di soccorso e di salvaguardia del territorio che talune Regioni non hanno saputo garantire.

Un Corpo pulito, di gente onesta che sa garantirsi anche rispetto a contaminazioni esterne, come dimostrato in questi giorni rispetto ai fatti accaduti a Ragusa. Un fatto criminale, che coinvolge 14 falsi volontari, che è stato prontamente rilevato e bloccato dalle strutture permanenti dei Vigili del Fuoco. I criminali sono stati bloccati. Ora saranno gli organi competenti a stabilire la gravità dei reati.

Va ricordato che la CGIL, da sempre, chiede investimenti occupazionali importanti per il Corpo, contrastando nel contempo una forma di precariato, impropriamente definito volontariato, pagato a prestazione e che, come dimostra questo caso, per propria natura si presta a delittuose tendenze.

La formula corretta dovrebbe prevedere circa quarantamila Vigili del Fuoco permanenti, con una integrazione che poggia, per una questione di prossimità, su un volontariato puro, no profit, e localizzato nelle zone in cui i tempi d’intervento risultano eccessivi.

Dopo tanto tempo perso è giunto il tempo di risposte puntuali, professionalmente sostenute e capaci di garantire la tenuta del Corpo, prive di interessi ed influenze di difficile valutazione. Tocca alla politica assumersi questa responsabilità, per il bene dei Cittadini.

Coordinatore Nazionale
FP CGIL VIGILI DEL FUOCO
Mauro GIULIANELLA


 

 

“Ragusa, pochi criminali riempiono le pagine dei giornali ma non scalfiranno l’immagine dei Vigili del Fuoco”

Roma, 8 agosto – “Mentre l’Italia brucia nelle regioni del Centro e del Sud, mietendo vittime e ingenti danni, l’Italia del Nord viene colpita da violenti nubifragi. Un Paese in emergenza continua, con i Vigili del Fuoco, da soli, in prima linea ormai da oltre un anno, ma senza che il Parlamento sembri accorgersene”. È quanto si legge in una nota della Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco, aggiungendo che: “Per questo da tempo chiediamo che sia dichiarato lo stato di emergenza del Paese, per assicurare il giusto impegno di risorse nella lotta agli incendi e alle calamità che si stanno susseguendo”.

Nel silenzio generale della politica, aggiunge la nota, “i Vigili del Fuoco, ormai stremati, assicurano il loro prezioso intervento, nonostante la scarsità di uomini e mezzi sia sotto gli occhi di tutti. Professionisti del Soccorso sottoposti a turni massacranti, scarsamente retribuiti e privi di idonee tutele. Adesso basta. È giunto il tempo delle risposte, delle assunzioni, dell’impegno di risorse per i temporanei, del rinnovo dei contratti”.

La Fp Cgil Vigili del Fuoco richiama “il Parlamento alle sue responsabilità. I Vigili del Fuoco meritano una risposta puntuale e urgente. Una risposta che – precisa – sia in grado di rispondere ai bisogni di un Corpo che, ormai da tempo, oltre a svolgere egregiamente i propri compiti, sta rispondendo a quel bisogno di soccorso e di salvaguardia del territorio che talune Regioni non hanno saputo garantire”.

Quanto ai fatti di Ragusa, nella nota si legge: “Un Corpo pulito, di gente onesta che sa garantirsi anche rispetto a contaminazioni esterne, come dimostrato in questi giorni rispetto ai fatti accaduti a Ragusa. Un fatto criminale, che coinvolge 14 falsi volontari, che è stato prontamente rilevato e bloccato dalle strutture permanenti dei Vigili del Fuoco. I criminali sono stati bloccati. Ora saranno gli organi competenti a stabilire la gravità dei reati. Da sempre – ribadisce il sindacato – chiediamo investimenti occupazionali importanti per il Corpo, contrastando nel contempo una forma di precariato, impropriamente definito volontariato, pagato a prestazione e che, come dimostra questo caso, per propria natura si presta a delittuose tendenze”.

Per la Fp Cgil Vigili del Fuoco, “la formula corretta dovrebbe prevedere circa quarantamila Vigili del Fuoco permanenti, con una integrazione che poggia, per una questione di prossimità, su un volontariato puro, no profit, e localizzato nelle zone in cui i tempi d’intervento risultano eccessivi. Dopo tanto tempo perso è giunto il tempo di risposte puntuali, professionalmente sostenute e capaci di garantire la tenuta del Corpo, prive di interessi ed influenze di difficile valutazione. Tocca alla politica assumersi questa responsabilità, per il bene dei Cittadini”, conclude la nota.

Emergenza incendi in Maremma – Nota unitaria al Comando provinciale di Grosseto

Emergenza incendi Boschivi – Nota unitaria al Comando di Pistoia


Sisma: Fp Cgil Vvf, serve proroga stato emergenza e misure su incendi
Bisogno urgente di assumere, ripristinare mezzi e attrezzature

Roma, 4 agosto – “Serve la proroga dello stato di emergenza per le zone colpite dal sisma del 24 agosto, insieme al varo di provvedimenti che individuino soluzioni concrete per l’emergenza incendi”. A chiederlo è la Fp Cgil Vigili del Fuoco che, per quanto riguarda la proroga dello stato di emergenza, afferma: “È necessario che il lavoro sino ad ora svolto continui e l’intera comunità senta vicino lo Stato, senza che emerga quel senso di abbandono più volte dimostrato dai precedenti governi”.

Per l’emergenza incendi, invece, la Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco rivendica “l’approvazione di un provvedimento ad hoc da inserire nella proroga dello stato di emergenza che individui soluzioni concrete per rispondere all’emergenza incendi che continuano ininterrottamente a sfiancare il personale Vigile del Fuoco costretto a turni di lavoro stressanti”.

Secondo la Fp Cgil Vigili del Fuoco, “risolvere la questione della dotazione organica dei Vigili del Fuoco carente di circa 3.500 unità è il modo migliore per garantire al cittadino una adeguata salvaguardia e tutela. Le 400 assunzioni straordinarie annunciate ieri dalla Ministra Madia sono insufficienti e non sono in linea con quanto più volte annunciato dal Ministro Minniti in più occasioni. Così come – conclude – servono risorse anche per il ripristino dei mezzi e delle attrezzature ormai vecchie e usurate”.


04.08.2017 – Positivo solo in parte il provvedimento del Governo. Le assunzioni annunciate dal Ministro Minniti non sono arrivate; 400 unità sono comunque una risposta ma, a nostro avviso del tutto insufficienti. Dopo la manifestazione di Monte Citorio la Fp Cgil VVF si aspettava risposte concrete che purtroppo non sono arrivate. I Vigili del Fuoco stanno rispondendo alle emergenze in atto sotto organico, con mezzi fatiscenti e con attrezzature ormai al limite dell’utilizzo.
L’attuale graduatoria del Concorso 814 rende immediatamente disponibili circa 2500 unità, chiediamo subito un altro provvedimento per assumere ancora.


04.08.2017 – Vigili del Fuoco, Professionisti del Soccorso

La CGIL CHIEDE RISPOSTE URGENTI AI TANTI PROBLEMI DEL CORPO
Serve subito un organico adeguato per assicurare un servizio puntuale per i cittadini e dare una risposta alla precarietà. Dalle parole ai fatti.

Dopo la grande mobilitazione che ha portato all’approvazione del DPCM che consentirà, per l’anno 2017, l’assunzione di 400 unità extra turn over e la probabile proroga della graduatoria del concorso 814 per l’anno 2018, la CGIL prosegue lo stato di agitazione e rivendica investimenti adeguati per riconoscere la grande professionalità dei Vigili del Fuoco,Professionisti del Soccorso sottoposti, ormai da più di un anno, ad un continuo stress dovuto al sovrapporsi di piccole e grandi emergenze.

Per questo, la CGIL, oltre a sostenere l’assunzione di tutti gli idonei del concorso 814, ha chiesto che sia immediatamente sospesa la ricognizione con cui si intende dividere gli attuali volontari in due distinti quadri (volontari e discontinui VF) e, in considerazione delle grandi emergenze in corso e della grave carenza d’organico, ci sia, da subito, un nuovo investimento sui discontinui VF, fino al completamento di una dotazione organica che tenga conto delle vere necessità del Paese.

Non ultimo, la CGIL chiede, ancora una volta, di aprire un ragionamento sulle possibilità occupazionali del personale precario/volontario, seguendo, ad esempio, il seguente schema, tendente anche a creare risparmio per l’Amministrazione: 1)concorsi/selezioni a loro riservati per vigile permanente con un limite di età non superiore ad anni trenta e graduatorie valide 3 anni; 2)concorsi/selezioni a loro riservati per servizi tecnici e amministrativi, reinternalizzando i servizi esternalizzati e/o comunque necessari (logistica, autorimessa, officine, ecc.).

A ben vedere, si potrebbe così cogliere l’obiettivo di valorizzare tutto il Volontariato del Corpo e, congiuntamente, abbassare l’età media del personale operativo, con un consistente risparmio per l’amministrazione e, non ultimo, evitando che si vengano a creare intollerabili forme di precarietà.

LA MOBILITAZIONE DELLA CGIL PROSEGUE.  AIUTACI AD AIUTARE.

Coordinatore Nazionale
FP CGIL VVF
Mauro GIULIANELLA


Bisogno urgente di assumere, ripristinare mezzi e attrezzature

Roma, 4 agosto – “Serve la proroga dello stato di emergenza per le zone colpite dal sisma del 24 agosto, insieme al varo di provvedimenti che individuino soluzioni concrete per l’emergenza incendi”. A chiederlo è la Fp Cgil Vigili del Fuoco che, per quanto riguarda la proroga dello stato di emergenza, afferma: “È necessario che il lavoro sino ad ora svolto continui e l’intera comunità senta vicino lo Stato, senza che emerga quel senso di abbandono più volte dimostrato dai precedenti governi”.

Per l’emergenza incendi, invece, la Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco rivendica “l’approvazione di un provvedimento ad hoc da inserire nella proroga dello stato di emergenza che individui soluzioni concrete per rispondere all’emergenza incendi che continuano ininterrottamente a sfiancare il personale Vigile del Fuoco costretto a turni di lavoro stressanti”.

Secondo la Fp Cgil Vigili del Fuoco, “risolvere la questione della dotazione organica dei Vigili del Fuoco carente di circa 3.500 unità è il modo migliore per garantire al cittadino una adeguata salvaguardia e tutela. Le 400 assunzioni straordinarie annunciate ieri dalla Ministra Madia sono insufficienti e non sono in linea con quanto più volte annunciato dal Ministro Minniti in più occasioni. Così come – conclude – servono risorse anche per il ripristino dei mezzi e delle attrezzature ormai vecchie e usurate”.

SIGLATO L’ACCORDO SULLE PROGRESSIONI 2017 

Ieri abbiamo siglato l’accordo relativo alle progressioni economiche del 2017. L’ipotesi di accordo, che vi alleghiamo, contiene alcune novità rispetto a quello precedente di cui la più significativa è la scelta del criterio dei quiz a risposta multipla in luogo dei corsi di formazione. Tale scelta è stata dettata da due ragioni:
la prima è l’impatto critico che la diseguale distribuzione delle opportunità formativa ha determinato nell’accordo del 2016. Ancora oggi non abbiamo la conclusione di quel processo e la valutazione di quei titoli ha avuto un esito tanto faticoso quanto discutibile;
la seconda ragione è relativa alla necessità di rispettare i tempi di conclusione del processo almeno con la pubblicazione della graduatoria entro il 31 dicembre, di conseguenza occorre semplificare al massimo le procedure, considerato il numero più elevato di progressioni previste rispetto all’anno passato (5200 progressioni a fronte delle 3200 del 2016).
Il sistema per quiz è già stato adottato in altri accordi, ad esempio l’accordo fatto al MEF, e si è rivelato il più semplice ed efficace, sia rispetto ai controlli che rispetto alla procedura. Il meccanismo è semplice: da un determinato numero di quiz (100) che saranno resi noti preventivamente, ne verranno scelti 30 e ad ogni risposta esatta corrisponderà un punto assegnato. Naturalmente sulla procedura l’Amministrazione dovrà garantire l’accessibilità di tutti i lavoratori e la correttezza della prova. Su questo ci eserciteremo alla ripresa dopo la pausa estiva.
L’altro punto che abbiamo modificato sono i punteggi per l’anzianità nella PA e per l’anzianità nella fascia, portando il primo da 0,25 per anno a 0,75 mentre i punteggi per la fascia di appartenenza partono da 5 e arrivano a 20. Anche in questo caso abbiamo ritenuto di correggere una impostazione che sembrava eccessivamente penalizzante per chi aveva maturato tanti anni di servizio. Su questo punto resta l’incomprensibile esclusione dal calcolo per l’anzianità di fascia del personale comandato che è entrato nei ruoli del Ministero dopo avere maturato diversi anni di servizio sia pure nella posizione di comando. Noi non siamo d’accordo ma abbiamo dovuto registrare l’opposizione dell’amministrazione e della maggioranza del tavolo sindacale. A nostro avviso la valutazione doveva essere quella della permanenza nella fascia, in considerazione del fatto che questo personale ha lavorato per anni per il Ministero, e pertanto ci sembra una ingiustizia non riconoscerlo, e che l’articolo 18 del CCNL parla di anzianità nella fascia e non nei ruoli.
Ma riteniamo che l’aver triplicato il punteggio di anzianità generale e incrementato il punteggio per fascia dia maggiore equilibrio alle voci.
Le questioni che rimangono sospese: con questo accordo si raggiunge il numero di 8500 progressioni complessive rispetto alle 12.050 previste su base triennale. Per concludere il processo sui numeri originariamente concordati occorrerà un altro accordo nel 2018 per circa 3500 progressioni ulteriori. Da un primo calcolo approssimativo resterebbero circa 2500/3000 lavoratori per raggiungere l’obiettivo pieno, ovvero il 100% del personale progredito con la sola eccezione degli apicali di prima area (per i quali contiamo di avviare il passaggio contestualmente a quello della seconda alla terza area con le procedure prevista dalla famosa norma in Testo Unico) e dei neo assunti quest’anno, che non saranno in possesso del requisito minimo previsto dal CCNL. Con una ulteriore spesa più o meno pari a quella che stiamo sostenendo quest’anno per le progressioni (circa 10,11 milioni di euro). Per tale motivo noi rilanciamo la proposta di chiudere il processo interessando la totalità del personale presente nel 2018 e abbiamo chiesto all’Amministrazione di produrre una valutazione rispetto alla quantità di risorse occorrenti. Inoltre specifichiamo che al bando 2017 non potranno partecipare i vincitori del 2016.
Ricordiamo in aggiunta che i criteri concordati tendono a favorire la platea dei lavoratori esclusi dalle precedenti tornate di progressioni in riferimento ai punteggi attribuiti all’anzianità e che tale sistema, pur in presenza di un criterio “ballerino” come i corsi di formazione, ha prodotto nel 2016 un risultato che ha visto il 97% di personale progredito che non aveva avuto la progressione nel 2010. Il 3% registrato di “anomalia” si è addensato soprattutto in quelle posizioni economiche dove i numeri dei potenziali partecipanti erano bassi rispetto ai pensionamenti avvenuti o dove, a seguito del passaggio di area, il personale concorrente partiva alla pari rispetto all’anzianità di fascia.
L’accordo è stato siglato da tutte le sigle ad eccezione della FLP, la quale ha ripetuto il copione dell’anno scorso: ha concordato i criteri sul tavolo tecnico e poi non ha sottoscritto l’accordo sul tavolo politico. Adducendo motivazioni francamente speciose: il numero dei posti messi a concorso per ciascuna posizione economica è ispirato alla logica dell’accordo triennale, con la differenza che quest’anno, anche come segnale rispetto a quello che vogliamo fare nel prossimo anno, abbiamo ritenuto di dare una dotazione minima di posti a posizioni economiche del tutto escluse dalla precedente tornata. Questo è un segnale che riteniamo positivo, altra cosa è invece pretendere di stravolgere l’impostazione imponendo numeri spropositati rispetto al criterio ad alcune posizioni economiche particolari. Pertanto i numeri di ripartizione sono, ad eccezione di quanto specificato sopra, proporzionalmente ripartiti tra le posizioni economiche seguendo il criterio originario. Nella tabella che originariamente ci aveva portato l’amministrazione erano misteriosamente scomparse, rispetto alla tabella del 2016, 500 posizioni da F3 a F4 degli AFAV e circa 200 dagli Amministrativi gestionali sempre F3/F4. Per cui troviamo veramente paradossale la posizione della FLP e visto che ha inaugurato in anticipo la campagna elettorale per le prossime RSU provi a spiegare a questi lavoratori il motivo di una tentata esclusione proditoria e ingiustificata e il tentativo E provi a spiegare il senso della proposta avanzata al tavolo tecnico di mutuare l’accordo sottoscritto alla Difesa, che contiene la pagellina del dirigente.

Pertanto noi riteniamo questo accordo un altro passo avanti significativo, che comporta, in termini percentuali, il coinvolgimento del 60% del personale con la tornata 2016 e quella di quest’anno. Un processo che ci consente di rispettare l’impegno assunto con i lavoratori ed anche di valutare un ampliamento della platea fino al raggiungimento della totalità dei lavoratori. Infine vi informiamo che il giorno 12 settembre avremo la prima convocazione del tavolo tecnico che dovrà valutare i criteri che uniformano i bandi per i passaggi di area, previsti per il triennio 2018/2020, mentre è in procinto di essere emanata la circolare che rinvia la scadenza della mobilità ai primi di settembre. Noi saremo per qualche giorno in ferie, cogliamo l’occasione per augurare una buona estate a tutti i

FP CGIL NAZIONALE MIBACT 
Claudio Meloni

Le scriventi OO.SS. con la presente intendono invitare la Direzione in indirizzo ad avere un più corretto e costante rispetto delle relazioni sindacali e delle regole che tali relazioni governano ed ispirano, sia nell’ottica della giusta tutela degli interessi dei lavoratori, fine istituzionale delle rappresentanze sindacali e per il cui perseguimento tali corrette relazioni sono essenziali, sia degli stessi interessi dell’Amministrazione, che deve ispirare il proprio operato alle regole della correttezza, al cui buon andamento rispondono anche soluzioni non contenziose delle questioni che possono sorgere nel rapporto con i dipendenti.

A tal proposito, le scriventi non possono non rilevare la reiterata, mancata partecipazione delle importanti circolari rivolte al personale fin qui emesse da codesta direzione in palese violazione dell’attuale sistema delle relazioni sindacali, e il mancato e/o inadeguato riscontro alle istanze di cui le stesse sigle si fanno portatrici che, se pure di oggetto diverso, rientrano sempre nell’ambito dei fini istituzionali la cui cura è alle stesse affidata e, più in generale, in quello della tutela dei diritti dei lavoratori.

Con la presente, non si intende censurare la particolare posizione di merito di volta in volta assumibile dall’Amministrazione ma, più in generale, il diffuso atteggiamento di scarsa considerazione per il ruolo istituzionale che le scriventi rivestono, che passa attraverso il rispetto delle relazioni sindacali, da ispirare anch’esse alla partecipazione, alla trasparenza e alla correttezza, valori che debbono regolare interamente e completamente l’agire dell’Amministrazione, anche nel confronto con le scriventi.

A titolo di mero esempio, si riporta quanto accaduto con riferimento all’intervento unitario prodotto da FP CGIL, UIL PA e FLP DIFESA con il quale si chiedeva a PERSOCIV di conoscere tempi e modi di pagamento di talune competenze spettanti alle lavoratrici e ai lavoratori civili della difesa: ebbene, codesta direzione non ha ritenuto di dare diretto riscontro agli istanti, bensì di diramare una nota indirizzata a tutte le sigle sindacali, oltre che al Gabinetto del Ministro, volutamente sorvolando sulla non irrilevante paternità dell’iniziativa alla quale quella nota comunque ha tentato di dare riscontro. Diversamente è invece avvenuto in occasione di recenti riscontri di codesta D.G. ad iniziative di altre parti sindacali.

Tali comportamenti non solo cozzano con la correttezza delle relazioni tra le parti, ma vanno altresì in spregio dell’attività sindacale che ha titolo alla propria paternità.

Per dirla in termini più efficaci, se le istanze di una o più sigle sindacali possono costituire l’occasione per una più diffusa e generalizzata comunicazione di soluzioni di questioni astrattamente rientranti nella tutela sindacale, deve anche ritenersi che le precise e specifiche istanze di cui la singola sigla sindacale si faccia portatrice meritino una risposta altrettanto singola e diretta, conferente l’oggetto delle questioni e contestazioni, a prescindere da ulteriori aggiuntive diramazioni che sul merito delle questioni codesta direzione decida di dare.

E sempre con riferimento a tale episodio, che ci si augura rimanga isolato, anche l’avere ritenuto di potere inserire tutte le sigle indistintamente in un complessivo contenitore, a prescindere dalle singole ed autonome iniziative intraprese, viola quelle regole di dialogo che presuppongono, prima ancora di qualsivoglia accordo o dissenso, il rispetto della titolarità e dignità delle funzioni e dei fini che queste sigle si pregiano di avere.

 FP CGIL                       UIL PA                     FLP DIFESA
F.to Francesco Quinti   F.to Sandro Colombi    F.to Giancarlo Pittelli

Roma 4 agosto 2017

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