Roma, 24 luglio 2017

Egregie Autorità!
Da Perugia a Verona, da Prato a Piacenza, da Rieti a Cassino, da Frosinone a Gorgona: sono solo alcune delle realtà in cui sono in atto mobilitazioni da parte del personale di Polizia penitenziaria a causa di condizioni di lavoro sempre meno sopportabili. Una serie di aggressioni violente nei confronti del personale, si stanno registrando all’interno dei reparti penitenziari, generando allarme fra il personale, nell’apparente disinteresse dell’Amministrazione Penitenziaria e del mondo politico in generale e senza che la stessa Amministrazione dia segno di voler correggere in alcun modo i percorsi custodiali attivati da qualche tempo.

È ancora udibile l’eco dei grandi proclami progettuali che accompagnarono l’epocale scelta di introduzione di un nuovo sistema di sorveglianza all’interno dei penitenziari italiani; la sorveglianza dinamica che ben presto si è trasformata in un sistema di celle aperte, determinando per questa via rischi e inefficienze potenzialmente pericolose. Troppi gli episodi di violenza che non possono più assimilarsi a rischi collaterali del nostro mestiere. Ma l’Amministrazione non accenna ad agire e sembra voler abbandonare il personale al proprio destino. La stessa Amministrazione nemmeno è intervenuta a smentire i gravi concetti veicolati dalla stampa di recente. Nulla si muove, non si portano a conclusione le materie affrontate e la quotidianità, specialmente nelle periferie, si snoda sulla speranza che le condizioni non peggiorino. Questi i motivi che inducono le scriventi Organizzazioni Sindacali rappresentative del Corpo a interrompere le relazioni sindacali con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a decorrere dal giorno 26 luglio 2017 e ad organizzare nel contempo le forme di sostegno alle rivendicazioni consentite di cui si darà successiva comunicazione. Rebus sic stantibus, a margine della presente, le scriventi chiedono un incontro urgente con il ministro della Giustizia per le condizioni operative in cui versa il Corpo.
Distinti saluti.

SAPPE – Capece
UIL – Urso
SINAPPE – Santini
CISL – Mannone
USPP – Moretti
CNPP – Di Carlo
CGIL – Chiaramonte

Roma, 25 luglio 2017

Al Dott. Pietro BUFFA
Direzione Generale del Personale e delle Risorse
Dipartimento Amm.ne Penitenziaria
Roma

E, p.c. Alla Dott.ssa Piera CONTE
Ufficio Relazioni Sindacali Dipartimento
Amm.ne Penitenziaria
Roma

Oggetto: Concorso per allievo agente del Corpo della Polizia Penitenziaria. Comunicato congiunto. Nota dipartimentale GDAP 0120650 del 7.4.2017.

Egr. Direttore Generale,
abbiamo appreso il tenore della nota, indicata in oggetto, con la quale la Direzione, da Lei presieduta, fornisce risposta alle eccezioni contenute all’interno del comunicato congiunto presentato dalle scriventi OO.SS.. Premettiamo che il ritardo nella risposta alla Sua nota è stata determinata dalla circostanza che nel frattempo abbiamo sottoposto la questione ai diversi uffici legali di riferimento alle scriventi OO.SS., che hanno determinato proprie conclusioni che ci apprestiamo a comunicarle. Il ragionamento logico deduttivo, che porta alle percentuali indicate nella nota e riferite alle aliquote previste per la Polizia Penitenziaria in tema di concorsi, determinate sulla scorta di quanto stabilito dall’art. 2199, comma 7-bis ( 20% dei posti disponibili riservati ai cd. “civili”; 56% dei posti disponibili ai volontari in ferma prefissata di un anno VFP1 in servizio da almeno sei mesi ovvero in rafferma annuale in servizio; 30% ai volontari in ferma prefissata di un anno VFP1 in congedo ed ai volontari in ferma prefissata quadriennale VFP4 in servizio o in congedo) non può essere assolutamente sostenuto e condiviso. La disposizione derivante dall’art. 2199 prevede che “Nel rispetto dei vincoli normativi previsti in materia di assunzioni del personale e fatte salve le riserve del 10 per cento dei posti, di cui all’articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77, fino al 31 dicembre 2020, in deroga all’ articolo 703, per il reclutamento del personale nelle carriere iniziali delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare, i posti messi annualmente a concorso, determinati sulla base di una programmazione quinquennale scorrevole predisposta annualmente da ciascuna delle amministrazioni interessate e trasmessa entro il 30 settembre al Ministero della difesa, sono riservati ai volontari in ferma prefissata di un anno o quadriennale ovvero in rafferma annuale, in servizio o in congedo, in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi ordinamenti per l’accesso alle predette carriere”. In sostanza l’articolo sopraindicato evidenzia una riserva assoluta.
Successivamente interviene il comma 7 bis che recando una disciplina transitoria modifica l’art. 2199 ma solo nella parte relativa al deroga temporale sopprimendo le parole “dicembre 2020” con quelle di “dicembre 2015”, ma non apportando alcuna modifica al contenuto ulteriore dello stesso art. 2199. Le percentuali previste dall’art. 7 bis dell’art. 2199 del D. Lvo n. 66/2010 a decorrere dal 2016 – 2017 e fino al 2018 (che ha una differente aliquota) indicano per l’accesso alle carriere iniziali nelle Forze di Polizia mediante concorso pubblico aperti a tutti (esterni cd. “civili”) l’aliquota del 50% dei posti disponibili, mentre per il restante 50% dei posti saranno riservati nella misura del 70% per cento all’immissione diretta a favore di volontari in ferma prefissata di un anno ovvero in rafferma annuale di servizio, e nella misura del 30% per cento a favore dei volontari in ferma prefissata di un anno in congedo ovvero in ferma quadriennale in servizio o in congedo. Pertanto la determinazione numerica delle percentuali esterne e interne dei posti messi a concorso delineata nella nota GDAP 0120650 del 7.4.2017 non trova a parere di chi scrive adeguata rispondenza al dettato normativo e come tale deve essere respinta. Non solo. La scelta di questa percentuale dei posti da riservare agli ingressi esterni penalizza, con la sua bassa aliquota, gli aspiranti (i cd “civili”) ponendosi ulteriormente in contrasto con quanto accade negli altri Dipartimenti delle Forze di Sicurezza. A titolo di esempio la Polizia di Stato ha bandito nei giorni scorsi un concorso per l’assunzione di numero 1148 unità di agenti di P.S.. Ebbene in questo concorso di 1148 unità ben 893 sono previsti per gli esterni cd. civili, 179 per i VFP1 in servizio da almeno 6 mesi e di 76 VFP1 collocati in congedo. Indicazioni numeriche queste che contrastano palesemente con il ragionamento indicato nella Sua nota e che mal si conciliano con quanto indicato in calce alla stessa… per la Polizia di Stato è pari al “7,5% (il 50% del 55%). Si richiede quindi contestualmente la necessità di rivedere i criteri che determinano le percentuali previste per le assunzioni. Ciò al fine di evitare situazioni di penalizzazione nei confronti di coloro che ripongono la legittima aspettativa a partecipare dall’esterno al concorso sopraindicato. In attesa si porgono distinti saluti.

SAPPE     SINAPPE    CISL          USPP     CNPP        CGIL
Capece     Santini        Mannone    Moretti     Di Carlo    Prestini

Roma, 24 luglio 2017

Dott. Gioacchino Natoli
Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Direttore Generale del personale e della formazione
p.c.
Elisabetta Maria Cesqui
Capo di Gabinetto

Oggetto: criticità Ufficio pensioni

Le scriventi organizzazioni sindacali segnalano la grave situazione in cui versa l’ufficio quinto della Direzione Generale del personale (ufficio pensioni).I lavoratori di tale ufficio da sempre curano con profitto e tempestività le procedure amministrative propedeutiche alla corresponsione del trattamento di quiescenza al personale del comparto ministeri e di magistratura pur operando in locali insalubri, solo di recente in parte “ripuliti”, arredati con mobilio vecchio e non a norma, ed utilizzando hardware e software obsoleti con una digitalizzazione delle procedure ancora in embrione.Nonostante il considerevole incremento del numero dei pensionamenti determinato dalle recenti riforme previdenziali, all’ufficio pensioni non è stato assegnato un lavoratore in più per fa fronte all’aumento del carico di lavoro. Anzi lo stesso ha subito, al pari degli altri uffici del ministero, il progressivo depauperamento dell’organico a causa del blocco del turn over. Tale situazione si è ulteriormente aggravata negli ultimi tempi a causa del pensionamento di altri lavoratori in servizio nel predetto ufficio i quali non sono stati sostituiti.Che l’ufficio pensioni non sia una priorità lo dimostra anche la circostanza che lo stesso è privo da mesi di un dirigente titolare e che ad oggi non ne è stato nominato uno nuovo.Il sindacato confederale ha il dovere di denunciare che la situazione dell’ufficio pensioni non è più sostenibile e ciò sia a tutela dei lavoratori in servizio nel predetto ufficio, che evadono carichi di lavoro entro termini perentori al limite della sopportazione, con sacrifici personale e senza alcun riconoscimento economico, sia a tutela delle centinaia di lavoratori degli uffici giudiziari che si apprestano a lasciare il lavoro per raggiunti limiti di età i quali rischiano di percepire i vitalizi con mesi e mesi di ritardo.CGIL CISL e UIL ritengono che non ha senso porsi obiettivi alti attraverso la riforma della Giustizia se poi il Ministero non riesce ad assicurare neanche l’ordinaria amministrazione. Per tale motivo chiedono che da subito l’ufficio pensioni sia destinatario di nuovo personale, anche attraverso una redistribuzione del personale all’interno del Ministero, tenuto conto dei carichi di lavoro, ed attraverso l’impiego dei conducenti di automezzi nei tempi di attesa, nonché di risorse materiali, finanziarie e tecnologiche e si riservano l’adozione di ulteriori e più efficaci iniziative a partire dal prossimo autunno in caso di negativo riscontro.

FP CGIL
Amina D’Orazio
CISL FP
Eugenio Marra
UIL PA
Domenico Amoroso

Egregia Ministra,
On.le Sottosegretario

come noto il tema in oggetto è tuttora disciplinato dall’art. 30 CCNL 16.5.2004, Integrativo del CCNL 98/2001, dal quale continua ad evincersi che il personale inviato in missione – oltre alla normale retribuzione – ha diritto ad una indennità di trasferta pari a Lire 40.000 per ogni periodo di 24 ore di trasferta, oltre il rimborso delle spese effettivamente sostenute per i viaggi in ferrovia, aereo, navi, ed altri mezzi di trasporto extraurbani nel limite bel costo del biglietto ecc… Il comma due del medesimo articolo prevede che per le trasferte di durata superiore alle 12 ore al dipendente spetti ilrimborso della spesa sostenuta per il pernottamento in un albergo fino a quattro stelle e della spesa, nel limite attuale di complessive Lire 85.700, per i due pasti giornalieri.Al settimo comma della predetta norma, si legge che al dipendente che fruisca del rimborso di cui al comma due, spetti l’indennità prevista al comma uno lettera a), ridotta addirittura del 70%. Il comma successivo, poi, stabilisce un’anticipazione al dipendente non inferiore al 75% del trattamento complessivo presumibilmente spettante per la trasferta.L’art.4 comma 98 della legge 12 novembre 2011 n.183 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012), in proposito ha stabilito che “il personale appartenente alle amministrazioni statali di cui all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 e successive modifiche e integrazioni, in occasione delle missioni all’interno del territorio nazionale (..) è tenuto a fruire per il vitto e l’alloggio delle apposite strutture delle amministrazioni di appartenenza, ove esistenti e disponibili”.Il preambolo normativo richiamato è utile alla scrivente O.S. per delineare l’ambito nel quale l’esigenza dell’amministrazione inizia concretamente a palesarsi, per proseguire con la disposizione di missione impartita al dipendente e il relativo obbligo di quest’ultimo di adempiere al proprio dovere, ed evidenziare la condizione di assoluto disagio patita dai lavoratori coinvolti per effetto dell’esecuzione mal retribuita di quelcomando, specie in un panorama complesso com’è quello attualmente vissuto nelle aree tecnico-operative e tecnico-industriali della difesa, anche rispetto al diverso trattamento riservato ai colleghi militari.Da questo punto di vista, può facilmente comprendersi il malessere che continua a pervadere i lavoratori civili della difesa, destinati a frequentare corsi di formazione professionale, anche per l’acquisizione del necessario know-how presso le aziende costruttrici di apparati – situate prevalentemente nel nord del Paese – per settimane, quando non per mesi, o – a maggior ragione – comandati all’estero, senza poter percepire un adeguato trattamento di trasferta che, invece, nel caso dei militari, vale almeno 5 volte quello riconosciuto a questi ultimi, anche per effetto di quella umiliante riduzionedel 70% imposta dalla norma contrattuale anzidetta nel caso in cui il dipendente fruisca del rimborso del vitto e dell’alloggio. In conclusione, non v’è chi non veda come il trattamento di missione/trasferta attualmente previsto da quelle norme contrattuali per il personale civile della difesa risulti essere in realtà quasi a costo zero per l’amministrazione, se ovviamente paragonato al grande sacrificio richiesto/imposto e non adeguatamente retribuito a quei lavoratori.Niente a che vedere, nei fatti, con quello invece riservato al personale militare, che pure si trova spesso ad operare a stretto contatto con quei lavoratori negli stessi ambienti e nei medesimi scenari in cui quest’ultimi vengono comandati.Alla luce di quanto sopra, e con specifico riferimento all’apertura della discussione per il rinnovo dell’impianto normativo del C.C.N.L., prevista ormai per il prossimo mese di Settembre, la FP CGIL Vi invita sin da oggi a farvi cortesemente carico della soluzione del problema proponendo all’attenzione dell’ARAN – considerato il notevole lasso di tempo trascorso dall’ultimo rinnovo – una significativa rimodulazione dei contenuti delle normein argomento, anche e soprattutto in chiave economica, al fine di addivenire ad un significativo e giustificabile aumento dei compensi destinati al personale civile, se non proprio ad un auspicabile pareggiamento con il trattamento di trasferta/missione attualmente riconosciuto alla componente militare, ambedue appartenenti allo stesso dicastero, seppure con compiti diversi, entrambi ugualmente importanti per il nostro Paese.Si resta in attesa di cortese sollecito riscontro.

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL
Ministero della Difesa
Francesco Quinti

Abbiamo siglato l’accordo sulle progressioni economiche 2017, sulla base delle valutazioni che registrano l’opportunità di dare la possibilità, entro il 2018, di una progressione economica a tutto il personale in possesso dei requisiti contrattuali. L’accordo è la fotocopia di quello dell’anno precedente e pertanto permangono tutti i difetti ed i limiti che ampiamente abbiamo illustrato nei comunicati relativi a questa problematica. L’accordo adesso inizia l’iter di registrazione presso gli organi di controllo, iter che presumibilmente non sarà eccessivamente lungo, considerato che l’accordo è il medesimo del 2016. In tale contesto noi rivendichiamo con orgoglio i primi esiti di una battaglia che intendiamo portare avanti: l’integrazione del FUA di risorse spese negli anni precedenti per le progressioni e la ripresa generale di forme di finanziamento ulteriore del salario accessorio è un fatto che, oltre a consentire l’estensione quasi totale del diritto alla progressione economica ai lavoratori, determina una prima inversione di tendenza rispetto agli anni dei tagli feroci che hanno impoverito i FUA delle Amministrazioni. Naturalmente questo per noi è solo l’inizio di un processo che dovrà vedere i giusti riconoscimenti salariali all’impegno straordinario dei lavoratori, che anche questo anno, ed in condizioni sempre più inenarrabili, garantiscono un servizio pubblico essenziale. Vi alleghiamo pertanto il testo dell’accordo, la nostra nota a verbale e la dichiarazione congiunta che impegna le parti sulle progressioni 2018. Infine ribadiamo che parte del problema sono gli scorrimenti tra le aree e al riguardo abbiamo fatto presente alla controparte che noi chiediamo l’attivazione del percorso previsto dalla norma emanata nel nuovo Testo Unico del Pubblico Impiego, che prevede, per il triennio 2018/2020 la possibilità di utilizzo fino al 20% del budget assunzionale disponibile per attivare bandi per soli titoli riservati al personale interno idoneo a precedenti selezioni interne.
Piano assunzionale
Prosegue la procedura di assunzioni a valere sulle graduatorie di idonei vigenti. Lo scorso 21 luglio abbiamo avuto un altro step e si sono registrati altri 8 ingressi nei ruoli. Considerato l’alto numero di rinunce, conseguenti alla vetustà di queste graduatorie, è certo che le stesse entro i mesi di settembre ottobre saranno esaurite. Ed è facilmente prevedibile anche un risparmio sulle risorse di budget già autorizzate. Anche in questo caso siamo ai primi timidi passi che invece devono poter vedere uno sforzo straordinario dell’Amministrazione tramite un piano assunzionale di medio periodo che si ponga seriamente l’obiettivo di garantire una adeguata copertura delle ormai insopportabili carenze che si registrano in tutti gli Uffici. Intanto l’Amministrazione, come preannunciato, deve procedere ad alcune semplici operazioni, come ad esempio la stabilizzazione dei comandati provenienti da Enti dello stesso comparto. Ma la questione occupazionale resta il tema centrale del confronto politico e, alla ripresa del confronto dopo la pausa feriale, chiederemo un incontro direttamente alla Ministra allo scopo di sollecitare e verificare gli impegni economici e normativi del Governo in questa direzione e al fine di risolvere una volta per tutte questioni, come quelle che riguardano il personale ATA e il personale insegnante non idoneo distaccato nei nostri Uffici, su cui pende la singolare norma che obbliga lo stesso datore di lavoro a utilizzare il proprio budget assunzionale per il pagamento del passaggio di questi lavoratori nei ruoli amministrativi del Ministero. Questo è quanto, vi informeremo puntualmente sugli sviluppi.

FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni

24.07.2017 – La Fp Cgil regionale Emilia Romagna, invita la politica a sostenere le iniziative sinora messe in campo affinché si possa risolvere l’atavico problema occupazionale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nonché quello legata alla vetustà condizione dei mezzi e delle attrezzature.

3500 unità carenti è una enormità visti i carichi di lavoro a cui sono quotidianamente sottoposti le lavoratrici e i lavoratori del Corpo.

BASTA CHIACCHERE


In allegato la lettera denuncia sulle problematiche di igiene e sicurezza nel distaccamento del Lingotto – TO – e nota unitaria sulla mancata attivazione CNVF ricerca persone disperse – Canavese.


Si è svolto questa mattina presso il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità il previsto incontro in tema di piante organiche e fua 2017. All’inizio della riunione il Direttore Generale del personale, Starita, ha precisato che, per quanto riguarda le strutture minorili, la nuova proposta, a causa della penuria di personale nell’organico dell’area contabile, prevede almeno un contabile in ogni città con il sacrificiodi qualche assistente amministrativo. Inoltre è stato ridotto di quattro unità l’organico di funzionario contabile in favore dell’organico del Funzionario della professionalità di servizio sociale. Tali quattro unità sono state assegnate agli USSM di Torino, Venezia, Bologna eFirenze.Con riferimento agli UEPE, il direttore generale dell’esecuzione penale esterna, Castellano, ha affermato che la distribuzione del personale negli uffici è stata effettuata tenendo conto del carico di lavoro individuale privilegiando gli UIEPE e gli UEPE distrettuali, consideraticome volano della probation. Nel loro intervento CGILCISL e UIL hanno sostenuto, preliminarmente, che a seguito della riforma dell’esecuzione penale e della riorganizzazione delle amministrazioni penitenziarie (DAP e DGMC) l’attuale organico, che presenta gravi scoperture, è del tutto sottodimensionato rispetto alle reali esigenze degli uffici. Siccome alla deficienza degli organici si aggiunge la penuria di risorse materiali e finanziarie, CGIL CISL e UIL hanno comunicato di aver già denunciato la gravità della situazione al ministro, chiedendo allo stesso un incontro, ed hanno preannunciato l’adozione di ulteriori e più pregnanti iniziative di mobilitazione a partire dal prossimo autunno.Pertanto, ribadendo che la dotazione è del tutto insufficiente e che dunque non può trovare l’approvazione delle OO.SS, hanno chiesto alla Amministrazione che si passi appena possibile ad adottare la determinazione triennale del fabbisogno che possa dare risposteconcrete in ordine alla gravi sofferenze degli uffici.Nello specifico, CGIL CISL e UIL hanno inoltre aggiunto che, date le condizioni, non è possibile depauperare gli uffici locali a favore degli interdistrettuali; sugli uffici locali infatti grava un significativo carico di lavoro da un punto di vista quantitativo e qualitativo che vaevaso in ambiti territoriali molto vasti e sovente disagiati da un punto di vista orografico e delle vie di trasporto.CGIL CISL e UIL hanno poi affrontato la questione dell’autonomia contabile che va riconosciuta agli UEPE locali, quali quello di Siena, non solo per decreto ma attraverso provvedimenti amministrativi conseguenti, quali la previsione in pianta organica di funzionari contabili, e specifiche assunzioni in tale figura professionale.CGIL CISL e UIL hanno infine segnalato l’urgenza di dare il giusto riconoscimento, giuridico ed economico, ai direttori reggenti degli UEPE.In merito al FUA, CGIL CISL e UIL, pur apprezzando l’intento dell’amministrazione, hanno chiesto di rinviare ogni decisione al tavolo negoziale interdipartimentale che è quello competente a decidere secondo la norma. Successivamente hanno precisato che l’assegnazione delle posizioni organizzative è riservata al personale del comparto ministeri e che vi è una disparità di trattamento, che va sanata, tra l’indennità datoriale prevista in favore dei direttori reggenti degli UEPE e la posizione organizzativa prevista in favore dei direttori di IPM. È evidente che per CGIL CISL e UIL quest’ultima deve essere elevata.Al termine della riunione il direttore generale del personale ha parlato delle gravi scoperture in tutte le figure professionali, quantificando in particolare l’attuale carenza nella figura del funzionario della professionalità di servizio sociale (1701 unità in organico con una scopertura di 388 unità) ed ha assegnato un ulteriore termine di dieci giorni per l’inoltro di ulteriori osservazioni in tema di piante organiche. Le decisioni sul FUA sono state rinviate alle prossime riunioni.
Roma, 21 luglio 2017

FP CGIL
Nicoletta Grieco
CISL FP
Eugenio Marra
UIL PA
Domenico Amoroso

Nota ministeriale GDAP-0240864 del 24.7.2017 relativa a quanto in oggetto indicato

Comunicato stampa Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl

Cgil Cisl Uil: avviato il tavolo congiunto AIOP ARIS
per il rinnovo del contratto collettivo nazionale.

Si è tenuto oggi, 24 luglio 2017, il primo confronto al tavolo congiunto AIOP ARIS per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali della sanità privata e del socio-sanitario RSA, al quale hanno partecipato le delegazioni sindacali di FP CGILCISL FPUIL FPL.
In premessa, le parti hanno espresso la volontà di voler concludere in tempi brevi i rinnovi dei contratti, mantenendo distinte le due filiere della sanità privata e del socio sanitario, ferma restando la necessità di procedere ad un loro adeguamento economico e normativo, che valorizzi le professionalità e le competenze che in questi anni hanno portato le strutture ad erogare servizi di eccellenza.
Come FP CGIL , CISL FPUIL FPL, dopo aver espresso soddisfazione per la riunificazione del tavolo contrattuale abbiamo sinteticamente illustrato i contenuti principali della piattaforma unitaria. In particolare abbiamo sostenuto, in coerenza con le posizioni assunte in avvio del negoziato per il rinnovo dei CCNLpubblici, la necessità di destinare le risorse economiche che deriveranno dal contratto al sostegno dei redditi delle lavoratrici e dei lavoratori privilegiando la crescita degli stipendi tabellari.
Abbiamo altresì evidenziato l’esigenza di avviare un confronto sulla previdenza complementare, data la sua rilevanza per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori.
Si è anche convenuto con le controparti sulla necessità di affrontare altri temi quali le relazioni sindacali e l’assetto ordinamentale, la conciliazione dei tempi di vita-lavoro e, più in generale, l’aggiornamento delle parti normative.
Per quanto riguarda la possibilità di prevedere forme di welfare contrattuale si è convenuto di affrontare il tema una volta definito il quadro complessivo delle risorse a disposizione per il rinnovo contrattuale.
La riunione si è conclusa con l’impegno a calendarizzare, a partire dal mese di settembre, una serie di incontri finalizzati alla prosecuzione della trattativa.

FP CGIL                        CISL FP                              UIL FPL
Michele Vannini             Marianna Ferruzzi              MariaVittoria Gobbo

 

24.07.2017 – Il Consiglio dei Ministri del 21 luglio u.s. ha deliberato il rinnovo fino al 1 dicembre 2018 dell’incarico di Dirigente Generale – Capo del Corpo nazionale di vigili del fuoco conferito all’ing. Gioacchino GIOMI. A lui vanno i nostri complimenti per la delibera di rinnovo ottenuta sinonimo di professionalità, capacità e appartenenza.

Alleghiamo inoltre la circolare relativa al conferimento incarichi dirigenziali a Dirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco cogliendo l’occasione per augurare a tutti un buon lavoro.


Roma, 24 luglio 2017

Al Segretario Generale
Sede

Alla Dirigente del Trattamento Economico
Sede

All’Ufficio Relazioni Sindacali
Sede

Oggetto:  Mancato accredito Buoni Pasto Elettronici – Qui Group

Con la presente, si segnala che a tutt’oggi 24 luglio c.a., non risultano ancora accreditati sulle tessere elettroniche i Buoni Pasto Elettronici del gestore QuiGroup maturati nel mese di giugno u.s.

Ciò, nonostante la prassi e la consuetudine, abbiano sempre voluto che i BPE fossero disponibili nella metà del mese successivo di riferimento.

Si rappresenta, pertanto, il disagio del personale e si chiede l’immediato accredito e date certe per il futuro.

IlCoordinatore Nazionale
Fp Cgil Corte dei conti
Susanna Di Folco

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