Lo scorso luglio, dopo diverse riunioni e svariate sollecitazioni da parte sindacale, si era firmato un accordo relativo al FUA 2015, comprensivo anche dell’accantonamento per le progressioni economiche 2016. La FP CGIL aveva ritenuto di non firmare, fra l’altro, anche perché l’Amministrazione non aveva fornito alcuna precisa garanzia rispetto ai tempi di definizione della procedura e sui criteri per l’erogazione delle progressioni economiche. Ora, a distanza di mesi da quell’accordo, tutto continua a tacere e non vorremmo che i nostri timori si rivelino fondati. Nonostante la nostra contrarietà all’accordo, non possiamo accettare che il ritardo dell’Amministrazione si traduca in un danno per i lavoratori e le lavoratrici del Ministero, aggravato dalla circostanza che altre Amministrazioni, in vista della nascita delle Agenzie, hanno già provveduto da tempo a garantire adeguate progressioni economiche al proprio personale. Pertanto, sollecitiamo urgentemente l’Amministrazione a convocare al più presto un tavolo per definire entrambe le questioni ancora in piedi.
COORDINAMENTO NAZIONALE GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA
Comunicato del 27 settembre 2016
Ieri si è avuto l’incontro di parte pubblica con la parte sindacale, in relazione alla firma definitiva del Contratto Nazionale integrativo per l’anno 2016, che praticamente rimane immutato nella sua struttura precedente. In merito alla nostra richiesta del marzo scorso, sulle progressioni economiche, la Amministrazione si è fatta portatrice, di costituire un tavolo tecnico sulle progressioni, per valutare insieme, parte pubblica e sindacale, quali problematiche affrontare e risolvere per poter applicare questo istituto contrattuale, progressioni che vorremmo concludere ed inserire entro questo anno, almeno nell’ipotesi 2017 ccni. Perché ancora oggi queste si pagheranno con il nostro fua. L’Amministrazione oggi ci ha mandato una bozza, su linee guida su orario di lavoro flessibile che appena firmata, vi gireremo per conoscenza, in fase sperimentale, che si applicherà dal 1° novembre 2016 solo al Consiglio di Stato, per circa sei mesi, ma che poi dopo la sperimentazione, sicuramente farà da base per tutte le sedi. Naturalmente la circolare sarà discussa dalle RSU locali, diciamo in un esame congiunto e dovrà essere redatta tenendo conto delle esigenze personali dei lavoratori, del luogo ove si applica, e delle esigenze organizzative della struttura in essere. E’ anche nel frattempo giunta a noi l’informativa su rotazione del personale prevista dal piano anticorruzione 2017-2019.
CGIL FP
Tiziana Giangiacomo
#dentroametà su facebook (collegamento)
24.05.2017 – Carceri: Report Fp Cgil, crolla numero agenti, al via stato agitazione
FOTOREPORTAGE – 28 settembre 2016
Nuova tappa di “Dentroametà” al ‘Pratello’, istituto penale minorile, e alla Dozza di Bologna. Il 3 e il 4 ottobre, invece, torniamo a Rebibbia per l’iniziativa ‘Cambiare la pena, dentro e fuori le mura del carcere’.
Riprende il viaggio della Funzione Pubblica Cgil Nazionale, insieme alla Fp Cgil Polizia Penitenziaria, nel mondo delle carceri italiane per indagare sulle condizioni di lavoro e di vita dei poliziotti penitenziari e tutti coloro che, a vario titolo, vi operano all’interno.
Dopo Rebibbia, Poggioreale, San Vittore e Sollicciano, si aggiungono anche l’istituto penale minorile e la Dozza di Bologna. Un viaggio che questa volta vi raccontiamo in questo fotoreportage a cura di Marco Merlini.
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REBIBBIA – 3-4 ottobre 2016
Risorse, lavoro, innovazione e contratto.
La nostra proposta di riforma del sistema dell’esecuzione penale nelle parole di Serena Sorrentino per #dentroametà.
Carceri: Fp Cgil, da risorse a contratto, via per riforma sistema esecuzione penale
Comunicato stampa
(* E’ stata consegnata durante il Convegno “dentro a metà” al Ministro Orlando una proposta di riforma del sistema disciplinare della Polizia Penitenziaria e una richiesta di sanatoria delle sanzioni di lieve entità.)

Questa organizzazione sindacale scrive in riferimento ai due protocolli d’intesa stipulati tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e i rispettivi presidenti dell’INL e dell’ANPAL.
Viste le importanti ricadute sul personale coinvolto, si chiede un incontro urgente, così come previsto dal CCNL e dalle norme vigenti.
Roma, 27 settembre 2016
Nota ministeriale GDAP-0309609 del 22.9.2016 relativa a quanto in oggetto indicato.
La presentazione, domani alle 16.30 del libro di Gaetano Sateriale Come il Welfare crea il lavoro è una occasione importante per approfondire la tematica della contrattazione territoriale.
Si tratta di una parte molto significativa dell’attività sindacale, che vede la sottoscrizione di circa duemila accordi ogni anno su tematiche di forte impatto verso la cittadinanza e di grande rilevanza sociale.
Tra i partecipanti al dibattito la segretaria generale della CGIL Susanna Camusso.

Alle Lavoratrici e ai Lavoratori del CNEL
Dando seguito alla richiesta delle Organizzazioni Sindacali FP CGIL e UIL PA e dei relativi rappresentanti delle RSU dello scorso 13 settembre, si è svolto nel corso della giornata di oggi l’incontro con il Presidente f. f. e il Vice Presidente, accompagnati – in rappresentanza dell’Amministrazione – dal Capo Dipartimento per l’attuazione del programma, per un esame dell’attuale situazione del personale del CNEL.
Come è ormai noto, se la riforma supererà il referendum e potrà essere promulgata dal Capo dello Stato, i lavoratori del CNEL saranno riallocati presso la Corte dei conti da un Commissario straordinario nominato ad hoc dal Presidente del Consiglio (art. 40 del testo di legge costituzionale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016).
In merito è stato evidenziato che, per la prima volta nella storia della Repubblica, dei dipendenti pubblici subiranno una mobilità obbligatoria prevista da disposizioni di rango costituzionale di “immediata applicazione” (art. 41 del citato testo di legge), ribadendo l’abnormità che una simile decisione sia rimessa – insieme alle disposizioni riguardanti il nuovo assetto istituzionale dello Stato – a una consultazione popolare.
Tuttavia, il quadro normativo e la disponibilità manifestata nell’incontro odierno da parte della Presidenza – che rappresenta una delle più alte cariche pubbliche, ai sensi della disciplina del “rango protocollare” vigente – offrono la possibilità di esperire tutti i mezzi possibili per intervenire, anche con “disposizioni speciali”, a tutela del personale coinvolto.
I Vertici del CNEL – recependo l’appello in tal senso espresso dalle OO.SS. – hanno a loro volta ribadito il proprio massimo impegno per il corretto e proficuo svolgimento delle relazioni sindacali, confermando la positiva impressione iniziale delle scriventi. Si può inoltre ritenere pienamente conseguito il nostro principale obiettivo di sensibilizzare i Vertici affinché, in coerenza con il “Piano della performance 2016”, esortino l’Amministrazione a considerare prioritaria l’attuazione degli indirizzi politici relativi alla “tutela e alla promozione del patrimonio di competenze professionali esistente” nonché alla “valorizzazione delle risorse professionali interne” al Consiglio.
Si tratta di finalità istituzionali già determinate, sulle quali i rappresentanti dei lavoratori hanno ritenuto opportuno richiamare l’attenzione dell’Organo di governo, titolare delle funzioni di indirizzo politico-amministrativo e di controllo circa la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e di gestione agli indirizzi impartiti. Come già rappresentato dalle scriventi, la riqualificazione del personale potrà essere finanziata, come previsto dai vigenti Contratti collettivi nazionali di lavoro del CNEL, con il FUA 2016, dedicando all’operazione congrua parte delle risorse caratterizzate da “certezza e stabilità” e prioritariamente destinate – attraverso la contrattazione integrativa – non già alla mera distribuzione tra gli aventi diritto, bensì agli sviluppi economici di tutti i lavoratori.
Le scriventi hanno altresì sottolineato il rischio per i lavoratori di subire un ingiusto considerevole decremento della parte accessoria della retribuzione e, di conseguenza, un grave pregiudizio economico e previdenziale con il passaggio dal comparto attuale a quello dei ministeri, ed evidenziato la necessità di verificare con le Amministrazioni competenti la praticabilità di un percorso di riqualificazione che includa la c.d. mobilità verticale (i passaggi tra le aree), oltre che le facoltà (e l’entità delle risorse) assunzionali disponibili e impiegabili a tal fine.
Infine, nello stesso spirito di ripresa delle relazioni sindacali e di impegno per la valorizzazione e la riqualificazione del personale, è stata segnalata la necessità di definire un piano formativo e di condividere in tal senso con le scriventi una piattaforma utile agli obiettivi assunti. Le Parti, con l’impegno di proseguire il positivo dialogo mantenendo aperto il Tavolo odierno, hanno concordato di incontrarsi nuovamente prima della prossima Assemblea del Consiglio. Le scriventi non si fanno illusioni né intendono ingenerarle tra i lavoratori, tuttavia l’esperienza maturata in questi anni difficili rafforza la nostra consapevolezza che, senza un impegno comune, sarà arduo ottenere risultati concreti.
Per questo motivo rilanciano l’invito alle Lavoratrici e ai Lavoratori del CNEL a proseguire e a intensificare l’attività di sostegno e di partecipazione sindacale, indispensabili per l’efficacia della nostra azione.
Grazie a tutti per il sostegno dimostrato, il nostro obiettivo è quello di non lasciare indietro nessuno!
Roma, 21 settembre 2016
Le OO.SS. FP CGIL, CISL FP, UIL PA e le RSU del personale non dirigente del CNEL
In base alla sollecitazioni che pervengono da altri sindacati e di alcune pronunce giurisdizionali che hanno accolto alcuni ricorsi, continuano a pervenire quesiti in merito alla possibilità di fare ricorso contro la trattenuta del contributo del 2,50% che sarebbe effettuata ai dipendenti pubblici in regime di Tfr perché assunti dopo il 2001, oppure assunti prima ma che hanno trasformato il Tfs in Tfr per aderire alla previdenza complementare. Nel merito questa Federazione si è più volte pronunciata, anche dopo un approfondito supporto legale, contro i ricorsi, che comunque ognuno, nella propria libertà di scelta, può decidere di esperire. Ciò perché sul tfr non viene effettuata nessuna trattenuta. Quasi tutti i ricorsi vinti in primo grado sono stati poi respinti in appello. Probabilmente sarà adita forse anche la Cassazione per dirimere definitivamente la questione, già ampiamente dibattuta. Giova riepilogare brevemente la vexata quaestio, infatti in base la norma contenuta nell’art. 26, comma 19, della legge n. 448/1998 ( invarianza della retribuzione) e nel D.P.C.M. 20 dicembre 1999 che ha recepito l’accordo sindacale del luglio 1999, l’Amministrazione datrice di lavoro è il soggetto che, in piena conformità alle norme di legge sopra citate, opera una riduzione della retribuzione lorda del personale assoggettato a regime di TFR “in misura pari al contributo previdenziale soppresso”. In altre parole, come precisato anche dall’Inps, a carico del personale cui spetta il TFR non può più essere trattenuto il contributo previdenziale del 2,50% ma, per assicurare l’invarianza della retribuzione netta, il legislatore ha previsto la contestuale diminuzione della retribuzione lorda di tali dipendenti in misura pari a quella della quota di contributo a carico dell’iscritto cui spetti invece il trattamento di fine servizio (IPS o buonuscita). Pertanto una eventuale interruzione di tale diminuzione della retribuzione lorda costituirebbe violazione di precisi obblighi di legge. Ci si è indotti a ritenere che la trattenuta vi sia in quanto viene riportata sulle buste paga in base al principio della trasparenza. Per avere certezza della trattenuta basta esaminare i versamenti delle amministrazioni fatte all’Inps con la Dma o l’Uniemens. La stessa circolare ell’ ex Inpdap del 1.8.2002, n. 30 a pag 11, punto 5 precisa inequivocabilmente che il contributo ” è a totale carico dell’Ente datore di lavoro”, mentre nella successiva pag 13 illustra il meccanismo “dell’adeguamento degli stipendi del personale in Tfr” e nella successiva pag 14 reca un esempio. Va precisato infine che le somme “sterilizzate” vengono contabilizzate alla cessazione del servizio ai fini del calcolo della pensione. Purtuttavia, l’indicazione della quota del 2.5% in busta paga, come importo neutro, alimenta il convincimento di continuare a pagare la trattenuta a proprio carico. Stupisce che Organizzazioni firmatarie dell’accordo sulla sterilizzazione della trattenuta poi alimentano infondate speranze invitanto a ricorrere alle solite vie giurisdizionali.
Invece lo stipendio lordo viene diminuito ma successivamente poi viene incrementato figurativamente dello stesso importo ai fini della determinazione della base di calcolo della pensione e del Tfr (vedi circolare n. 30 del 1.8.2002 ex Inpdap).
Si allega la circolare n. 30/2002 e l’esempio di busta paga.

“Lavoriamo per tutti. Tutti i giorni”. Dedichiamo quest’anno le Giornate nazionali dei servizi pubblici alla valorizzazione del lavoro pubblico, a chi tutti i giorni lavora per garantire servizi pubblici per tutti. Ci ritroveremo a Modena dal 9 all’11 settembre con l’obiettivo di incontrare e confrontarci con i cittadini e con interlocutori politici e istituzionali, con studiosi ed esperti, a partire dal lavoro e dai servizi che proprio quel lavoro offre al paese. La Cgil ha una idea sul futuro del Paese e ha proposte per rimettere al centro il ‘Lavoro’, a partire dalla Carta universale dei diritti del lavoro. La Fp Cgil, come categoria delle lavoratrici e dei lavoratori dei Servizi Pubblici, ha una sua idea del pubblico, del suo valore, della centralità di chi lavora, nel pubblico quanto nel privato, e che ogni giorno – spesso a tutte le ore del giorno – si sacrifica per garantire ai cittadini i servizi pubblici che meritano. Come in questi giorni hanno dimostrato, con straordinario valore e grande orgoglio, intervenendo nell’emergenza causata dal terremoto che ha devastato il centro Italia. Parliamo – e ne parleremo a Modena – di bene pubblico, di welfare, di salute, di sicurezza, di livelli istituzionali, di legalità e altro ancora. Metteremo al centro i servizi pubblici, con l’intento e il bisogno di valorizzarne la funzione. In tutto questo porteremo le nostre proposte e mostreremo il contributo unico e insostituibile del lavoro pubblico rispetto a temi che i cittadini toccano con mano tutti i giorni. Abbiamo lo sguardo rivolto in avanti, e allo stesso tempo ci occupiamo del presente, e pensiamo che offrire una prospettiva al lavoro pubblico e ai servizi pubblici sia una garanzia di futuro per il Paese intero. Prospettiva che passa attraverso il rinnovo dei contratti e giuste riforme, strumenti che tutelano la qualità del lavoro e dei servizi. Al nostro fianco abbiamo i cittadini e i lavoratori, con l’esigenza di tutelare e rilanciare il ruolo del pubblico, elemento unico e insostituibile per tenere insieme l’intero Paese, senza lasciare indietro nessuno. Perché, come il titolo di queste giornate richiamano, “Lavoriamo per tutti. Tutti i giorni”.


















9 settembre 2016
Risposta del Consiglio della Magistratura Militare alla nostra nota del 6 luglio 2016 su trasferimento ISPEDIFE.