Dopo diversi incontri l’amministrazione ha proposto il “solito” accordo FUA per l’anno 2015, retroattivo e discrezionale. Oltre alle motivazioni, che oramai da anni ci hanno convinto a non firmare gli accordi FUA, ce ne sono alcune che vogliamo evidenziare. Uno degli aspetti che hanno fatto valutare negativamente, nel merito – sempre e solo nel merito – questo accordo è la sua retroattività, che di fatto ostacolerà ancor di più la contrattazione territoriale. Inoltre, la questione che poniamo nuovamente è: quanti e quali uffici hanno adottato i piani operativi e i piani individuali di lavoro nel corso del 2015? Quante e quali “verifiche” sono state fatte su questo sistema? La risposta è che rimane, di fatto, tutto retroattivo e discrezionale. Inoltre, l’accordo prevede un accantonamento di 3.325.000 € per le progressioni economiche 2016. La FP CGIL ha ritenuto queste risorse insufficienti in quanto con questa somma si potranno fare progressioni economiche per un 15-20 % del personale, il che vuol dire non andare a coprire neanche quel 33% che la volta precedente non aveva avuto le progressioni economiche. Infine, l’Amministrazione ha preteso che nel testo dell’accordo venisse inserito questo inciso: “[…] Le parti convengono sulla necessità del coinvolgimento di ciascuna Amministrazione (Ministero del Lavoro, INL, ANPAL) in relazione al personale assegnato […]”. Quest’organizzazione, prima di decidere di non firmare, ha invitato l’Amministrazione a fissare un incontro entro fine mese per fare l’accordo sui criteri delle progressioni economiche, garantendo la presenza di tutti i soggetti coinvolti ma l’Amministrazione su questo punto ha fatto presente che non poteva garantire per gli altri soggetti da lei coinvolti. Con queste premesse, considerando anche i tempi stretti per la chiusura dell’accordo e dell’iter previsto e non avendo certezze sul buon esito delle progressioni economiche, la FP CGIL non ha firmato il Fondo Unico di Amministrazione 2015.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL Il Coordinatore nazionale FP CGIL
INL e ANPAL Min.del lavoro e delle politiche sociali
Matteo Ariano Giuseppe Palumbo
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Lo scorso 14 luglio è stato sottoscritto dalle segreteria nazionali CGIL, CISL e UIL e dalla Confindustria un Accordo per dare la massima estensione possibile, attraverso la contrattazione a quanto previsto dalla legge di stabilità 2016, e dal conseguente decreto del 25 marzo 2016, in tema di agevolazione fiscale dei premi di risultato e di welfare contrattuale.
Anche se non è molto diffusa (tranne che per l’igiene ambientale e in parte la sanità privata) nei nostri settori l’adesione al sistema di Confindustria, abbiamo a disposizione uno strumento importante per sviluppare la contrattazione di premi di risultato.
Sia con accordi di ambito territoriale, sia aziendale.
Comunicato Stampa Fp Cgil – Fit-Cisl – UilTrasporti – Fiadel
Roma, 12 luglio – Dopo l’intesa di domenica con Utilitalia, siglato oggi anche il protocollo d’intesa delle linee guida per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori delle aziende private dell’igiene ambientale aderenti a Fise-Assoambiente, contratto scaduto dal 31 dicembre 2013. Ne danno notizia Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel, precisando che lo sciopero previsto per il 13 e 14 luglio per il momento è sospeso, non revocato. Il protocollo d’intesa con Fise-Assoambiente prevede la decorrenza dal 1 luglio 2016, sino al 30 giugno 2019, e riguarda i 40 mila lavoratori delle aziende private del settore, che, insieme a quelli delle aziende pubbliche, raggiungono i 90 mila addetti circa. “Siamo soddisfatti del risultato raggiunto oggi con Fise-Assoambiente”, dichiarano le organizzazioni sindacali nazionali. “Risultato ottenuto anche grazie alla grande adesione delle lavoratrici e dei lavoratori ai due scioperi nazionali del 30 maggio e 15 giugno scorsi”. Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel aggiungono che “sono state ascoltate finalmente le richieste delle tante operatrici e dei tanti operatori dell’igiene ambientale, richieste che contribuiscono, in entrambe le intese, al rilancio del settore e al miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini”. L’intesa trovata con Fise-Assoambiente, spiegano i sindacati di categoria, “prevede un aumento a regime di 120 euro e un’una tantum per la vacanza contrattuale che sarà definita nei prossimi incontri previsti. I 120 euro sono distribuiti tra retribuzione e welfare contrattuale a totale carico dell’azienda come ad esempio la previdenza complementare generalizzata, l’assistenza sanitaria integrativa, il fondo di solidarietà bilaterale e il fondo salute e sicurezza. Viene rafforzata dal protocollo anche la clausola sociale a tutela dei lavoratori nei cambi di appalto e nei casi di licenziamento individuale”, concludono.
Roma, 10 luglio – Siglata l’intesa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori delle aziende pubbliche dell’igiene ambientale aderenti a Utilitalia. Ne danno notizia Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel, aggiungendo che lo sciopero previsto per il 13 e 14 luglio è revocato; resta invece confermata l’astensione dal lavoro nelle stesse date per i lavoratori delle aziende private aderenti a Fise-Assoambiente.
Il contratto, che decorre dal 1 luglio 2016 e scade il 30 giugno 2019, riguarda circa 50 mila lavoratori addetti al settore e attendeva di essere rinnovato da 30 mesi. “Siamo molto soddisfatti del risultato – dichiarano le organizzazioni sindacali nazionali – che è stato ottenuto anche grazie alla massiccia adesione dei lavoratori ai due scioperi nazionali del 30 maggio e 15 giugno scorsi, nonché grazie al contributo offerto dall’Anci. Questa intesa contribuisce al rilancio del settore, migliorando la qualità dei servizi ai cittadini”.
“L’intesa – spiegano Fp, Fit, Uilt e Fiadel – prevede un aumento a regime di 120 euro e un’una tantum per la vacanza contrattuale di 200 euro in due parti. Inoltre nei 120 euro sono inclusi contribuiti per il welfare contrattuale a totale carico dell’azienda e distribuiti come indennità integrativa, la previdenza complementare generalizzata, l’assistenza sanitaria integrativa, il fondo di solidarietà bilaterale e il fondo salute e sicurezza”.
Tra le altre cose l’intesa rafforza la clausola sociale a tutela dei lavoratori nei cambi di appalto e nei casi di licenziamento individuale. “Il prossimo passo – precisano i sindacati – è sottoporre l’intesa a consultazione certificata dei lavoratori, come previsto dal testo unico sulla rappresentanza 10 gennaio 2014. A questo punto auspichiamo – concludono le organizzazioni sindacali – che anche Fise-Assoambiente ascolti le richieste dei lavoratori e torni al tavolo di trattativa quanto prima, in modo da giungere a una rapida firma anche del Ccnl delle aziende private”.
Nell’incontro dell’11 luglio l’Amministrazione ci ha illustrato il ” Piano dell’ Agenzia 2016″. La convenzione triennale per gli esercizi 2016/2018 costituisce la cornice operativa al cui interno opera il ” piano aziendale” per il 2016. A parte l’anomalia di discutere un piano aziendale 2016 a luglio dello stesso anno, la principale novità è costituita dalla divisione della tradizionale ” area strategica controlli” in “area prevenzione” e “area contrasto”. Viene confermata “l’area servizi”. E’ intenzione dell”Agenzia incrementare l’adempimento spontaneo dei contribuenti, considerato come obiettivo strategico, rassicurando al contempo che non ci sarà più come nel passato la distinzione fra obiettivi incentivati e obiettivi non incentivati. E’ stata confermata l’inclusione della V.D. fra le attività da aggiungere a quelle tradizionalmente considerate per l’incentivazione del personale; pertanto nei 15 MLD/€ da acquisire come riscossioni complessive da attività di contrasto all’evasione ci sono anche i 4 MLD/€ circa previsti dalla V.D. E’ stata chiesta una completa ridiscussione del sistema incentivante del personale alla luce dei cambiamenti normativi degli ultimi anni, al fine anche di superare la stagione della riduzione sistematica del FPSRUP. In particolare intendiamo porre all’attenzione dell’Amministrazione , al prossimo incontro previsto per il 13/7, l’anomalia costituita da un fondo, quello ex comma 165, che aumenta nel suo importo complessivo individuato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e che viene ridotto anno dopo anno per disposizione di legge. In pratica il c. 165 aumenta ma la parte effettivamente erogata al personale non può superare quella del 2010. Sono stati firmati due accordi sulla ripartizione dei fondi fra il personale delle aree professionali e quello dell’area dirigenti. Costituiscono, come negli altri anni, la precondizione per avviare le trattative sull’FPSRUP 2014:
· il primo riguarda l’accordo sui criteri di destinazione delle risorse assegnate all’Agenzia in attuazione dell’art. 3 comma 165 della legge n. 350/2003 di cui € 144.415.344,00 per il personale delle aree professionali e € 12.415.856,00 per il personale dirigente dell”Agenzia. ·
. Il secondo riguarda l’accordo sui criteri di destinazione della quota incentivante per l’anno 2014 di cui € 77.870.854 per il personale delle aree professionali e € 1.860.000 per il personale dirigente dell”Agenzia. Alleghiamo copia degli accordi. Per quanto riguarda il terzo punto all’ordine del giorno”Informativa sulle modalità di utilizzo degli strumenti di lavoro” l’Amministrazione riteneva con una semplice informativa alle OO.SS di affrontare una questione delicata come il controllo a distanza delle attività lavorative, nella fattispecie della posta elettronica del personale, così come previsto dal ” jobs act”, dimenticando che queste norme non si applicano ai dipendenti pubblici. La scelta di “chi controllare” sarebbe demandata al Direttore Regionale, il quale sulla base di comportamenti ritenuti sospetti, potrebbe autorizzare il controllo della posta elettronica del lavoratore , “in quanto deve essere utilizzata esclusivamente per scopi lavorativi”. E’ questo uno dei punti più delicati della questione, in quanto la linea di demarcazione tra materia attinente il lavoro e atti personali non è sempre ben definibile: chiedere a un collega un parere rispetto ad una legge, in quale campo si colloca? Inviare a un rappresentante sindacale una richiesta di chiarimento su una norma contrattuale o su un accordo è una richiesta personale? Lasciare questa discrezionalità ai singoli direttori potrebbe essere pericolosissimo, l’inizio di una stagione di continui ricorsi al giudice del lavoro per difendere la libertà di espressione e di pensiero. Su questo punto il fronte sindacale ha mostrato compattezza nel respingere quella che riteniamo una violazione della Costituzione. L’Amministrazione si è riservata di rielaborare e di avanzare una nuova e più dettagliata proposta.
FP CGIL Nazionale FP CGIL Nazionale
Carmine di Leo Luciano Boldorini
Roma, 10 luglio 2016
Utilitalia, sigla intesa rinnovo contratto. In allegato l’ipotesi di Verbale di Accordo
Alle Lavoratrici e ai Lavoratori del CNEL
L’incontro urgente richiesto il 23 giugno u.s. dalla delegazione sindacale, previsto per oggi alle 11,30, stando alla comunicazione appena ricevuta dall’Amministrazione, “deve essere rinviato ad altra data” “per sopraggiunti impegni del Segretario generale”. Anzi, per dirla tutta, la riunione era stata dapprima convocata per le ore 11,00, “dimenticando” che una riunione del CUG era stata fissata da tempo per le ore 10,30. L’ultima comunicazione ricevuta in merito dalla parte pubblica chiedeva, invece, “di specificare i temi sui quali richiedete informazioni puntuali ed approfondimenti, che non si evincono in maniera specifica dalla nota in allegato”. La delegazione sindacale ha fornito le delucidazioni richieste, rappresentando in sostanza le carenze informative che rendono sempre più complicato svolgere al meglio il nostro dovere di rappresentanti dei lavoratori. A ciò si aggiunga che nessun riscontro è finora pervenuto alla nostra richiesta di ricevere, prima dell’incontro, la documentazione relativa ai “temi” di cui sopra. Tutto questo potrebbe indurre a pensare che l’Amministrazione non nutra alcun interesse nei confronti dei Lavoratori e dei loro problemi, continuiamo ad attendere di essere smentiti da comportamenti concludenti e risposte concrete nell’interesse di chi garantisce, da sempre e in maniera esemplare, lo svolgimento di tutte le funzioni (e la conseguente piena corresponsione della retribuzione di risultato ai dirigenti) in una situazione che, con il passare del tempo, diventa sempre più difficile.
Restiamo in attesa …
Roma, 8 luglio 2016
il coordinatore nazionale FP CGIL/CNEL
Andrea Impronta
Dopo oltre due mesi di confronto oggi FP CGIL, CISL FP e UIL PA, hanno sottoscritto il verbale d’intesa con la Direzione Regionale sui temi posti alla base della mobilitazione unitaria delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Agenzia delle Entrate della Lombardia. Nel merito l’accordo fissa una serie di impegni utili a ripristinare corrette relazioni sindacali sia a livello regionale sia in ogni ufficio territoriale, in particolare prevedendo in caso di necessità un’azione congiunta di amministrazione e organizzazioni sindacali regionali per rimuovere gli ostacoli in sede locale. Sul tema delle Voluntary Disclosure importante è l’impegno delle parti a evitare penalizzazioni sull’erogazione dei fondi di salario accessorio. Impegno che le parti ritengono di dover richiedere anche al livello nazionale per la definizione di un utile accordo centrale. E, in ogni caso, per le organizzazioni sindacali firmatarie dovranno determinarsi le condizioni per l’adeguato riconoscimento economico delle lavorazioni VD, auspicando anche risorse economiche aggiuntive al normale Fondo di Salario Accessorio. Il verbale d’intesa prevede l’accordo regionale sulla mobilità cui sono allegati i criteri di attuazione delle graduatorie. Finalmente, grazie all’accordo, la Direzione attiverà a breve i bandi interni per una conclusione positiva di un confronto in atto da oltre un anno e che permetterà, sia pure in due step a gennaio e luglio 2017 (si era però partiti dalla richiesta di traguardare gli effetti a dicembre 2017), a un significativo numero di lavoratori di vedere accolte le proprie istanze di trasferimento ad altro ufficio per motivi riconducibili a bisogni famigliari. Peraltro dando garanzia ai lavoratori coinvolti da processi di riorganizzazione/soppressione di uffici di essere ricollocati nelle sedi preferite anche in sovrannumero. Sul piano di razionalizzazione degli uffici già definito a livello nazionale abbiamo condiviso con la Direzione l’impegno al mantenimento del principio di prossimità ai cittadini attraverso l’attivazione di specifici tavoli di confronto con i Comuni e la Regione Lombardia per individuare nuove sedi di servizio realizzando così in altro modo la riduzione dei costi per fitti passivi. Cgil, Cisl e Uil sono impegnate a sollecitare e favorire tale confronto. L’accordo sui trasferimenti di sede e di chiusura le clausole di garanzia a favore del dipendente nella scelta della sede di riassegnazione. Sui percorsi formativi si è fatta chiarezza sulla corretta e piena applicazione di tutti gli istituti contrattuali normalmente previsti per lo svolgimento delle attività di servizio anche per i lavoratori impegnati in attività di formazione. Viene inoltre prevista la possibilità alle RSU e alle organizzazioni sindacali territoriali di intervenire sia sull’individuazione dei fabbisogni formativi sia sul concreto rispetto di criteri finalizzati all’informativa, alla partecipazione alla formazione per tutto il personale interessato. Relativamente agli istituti per il benessere del personale si è affermato l’impegno della Direzione Regionale perché in ogni luogo di lavoro siano attivati concretamente. Abbiamo inoltre impegnato la Direzione a costituire un tavolo tecnico di confronto per monitorarne lo stato di applicazione. Fino a stabilire che sarà cura del livello regionale favorire proficue relazioni sindacali in sede locale ove “dovessero registrarsi disapplicazioni, parziali o totali, di accordi già sottoscritti” o non dovessero crearsi le condizioni per definire accordi in tal senso. Quanto al tema della sicurezza e dello stress lavoro correlato il verbale d’intesa stabilisce la costituzione dell’Osservatorio bilaterale che, attraverso anche il coinvolgimento di RLS e RSPP dei singoli uffici, analizzerà lo stato di attuazione degli strumenti previsti anche dal D. L.vo 81/08 e promuoverà iniziative finalizzate a garantire il lavoro in sicurezza di tutti i lavoratori dell’Agenzia, prevedendo un incontro su base almeno annuale tra la Direzione, le organizzazioni sindacali, gli RRLLSS, e l’RSPP per una verifica nel merito delle azioni intraprese e da intraprendere. Con il verbale d’intesa si è sottoscritto anche l’accordo per la stabilizzazione del personale distaccato. Entro il prossimo mese di novembre 2016 le parti faranno poi il punto sull’immissione in organico dei nuovi assunti al fine di verificare le situazioni di criticità e valutando l’impatto con l’organizzazione per aggiustamenti da attuarsi. 2 L’intesa affronta poi il tema del Responsabile del procedimento, partendo dalla nota della Direzione Centrale, e dalla nota della DR che impegna tutti i Responsabili territoriali ad attivare le procedure previste dalla nota. L’accordo prevede inoltre la copertura delle spese legali (anche con eventuale anticipo) da parte dell’amministrazione in caso di contenzioso verso il lavoratore. Le segreterie regionali di FP CGIL, CISLFP e UIL PA, giudicano l’intesa sottoscritta oggi un importante passo avanti nella vertenza dei lavoratori dell’Agenzia delle Entrate, perché riesce a mettere solide basi nella costruzione in ogni luogo di lavoro di corrette e utili relazioni sindacali e assume impegni finalizzati a risolvere i problemi posti dai lavoratori facendo i conti con le reali prerogative e responsabilità dei livelli regionali e locali dell’amministrazione. Per questo, pur avendo ritenuto concluso, con la firma dell’intesa, il confronto di merito con la Direzione Regionale, queste organizzazioni sindacali hanno dichiarato, con una propria nota a verbale, che non vengono meno le motivazioni della mobilitazione del personale, in quanto soluzioni definitive dovranno venire ora dalla definizione dell’accordo nazionale sul salario accessorio (in particolare per quanto riguarda le maggiori risorse da destinare al riconoscimento dell’attività per le VD) e dal rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, che dovrà riconsegnare alle RSU e alle Organizzazioni Sindacali di categoria la titolarità a contrattare l’organizzazione del lavoro e dei servizi in un rinnovato sistema di relazioni sindacali più partecipato e democratico, oggi impedito dalle cosiddette leggi Brunetta.
Milano, 4 luglio 2016
FP CGIL Lombardia CISL FP Lombardia UIL PA Lombardia
Il segretario generale Il segretario generale La segretaria generale
Florindo Oliverio Antonio Tira Eloisa Dacquino
Incontro sull’organizzazione del Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali
In data 30 giugno 2016, a seguito della richiesta effettuata dalle scriventi OO.SS., si è svolto l’incontro con l’Amministrazione avente ad oggetto l’organizzazione del futuro Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, considerate le competenze attribuite alle due Agenzie (ANPAL e INL). Erano presenti, per Amministrazione, il Dr. Onelli, Segretario Generale, e il Dr. Gambacciani, Direttore del Personale, i quali ci hanno fornito, come al solito, appena prima dell’inizio della riunione, la bozza di DPR che vi alleghiamo. Per ammissione dello stesso Segretario Generale, il testo del DPR risulta essere sostanzialmente conservativo dell’esistente, allo scopo di garantire la formazione in tempi celeri del bilancio delle due Agenzie e del Ministero del Lavoro. Prioritariamente le OO. SS. hanno sottolineato, a proposito degli interpelli destinati al personale dell’attuale Amministrazione Centrale per aderire alla mobilità volontaria verso le due agenzie, che il personale incontra perplessità e difficoltà nella scelta, specialmente verso l’Anpal, in cui confluiranno risorse umane provenienti da professionalità diverse, con retribuzioni e contratti collettivi diversi. Inoltre, dopo aver fatto presente che, nel frattempo, non si è avuta più alcuna notizia sulla pubblicazione dei dpcm relativi alle due Agenzie, siamo riusciti ad ottenerne la pubblicazione sul sito Intranet. In merito al contenuto del DPR si rileva, in modo sintetico, quanto segue. Il nuovo Ministero sarà articolato in un Segretariato Generale, in 8 Direzioni Generali, 12 dirigenti di prima fascia e 50 di seconda fascia. A tale proposito, le scriventi OO.SS. hanno evidenziato l’inopportunità della conferma di due incarichi dirigenziali generali per attività di studio e ricerca, ai sensi dell’art. 19, comma 10, TU Pubblico Impiego.
L’organico previsto, inoltre, per le qualifiche professionali, è così ripartito:
Area terza 652 unità
Area seconda 433 unità
Area prima 22 unità
Con ulteriore DPCM sarà individuato il contingente ripartito per profili professionali e con successivi decreti del Ministro del Lavoro saranno determinati:
a) i contingenti di organico di tutto il personale (qualifiche professionali e dirigenti) ripartiti nelle singole articolazioni,
b) le funzioni degli uffici di livello dirigenziale non generale e la definizione dei relativi compiti.
Conclusa la riunione, abbiamo verificato che il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare la bozza di DPR in argomento.
Roma, 5 luglio 2016
FP CGIL CISL FP UILPA
Matteo Ariano Paolo Bonomo Angelo Vignocchi
Giuseppe Palumbo
Il 22 giugno 2016 si è tenuta la riunione del Consiglio d’Amministrazione del Fondo Perseo Sirio. Dalla relazione del Presidente e dagli atti è emerso un soddisfacente stato di buona salute del Fondo di previdenza complementare per i lavoratori del pubblico. Alla data della riunione gli aderenti sfiorano i 38.000 iscritti a fronte dei 30.000 che era l’obiettivo fissato per il proseguimento dell’attività del Fondo stesso. Ciò per le parti istitutive è fonte di grande soddisfazione e ci dice di lavorare ulteriormente per consolidare il Fondo Perseo Sirio.
Le adesioni sono a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale, con punte massime al Nord e minime al Sud. La distribuzione degli aderenti per comparto conferma le precedenti rilevazioni con una prevalenza del settore della Sanità su quello degli Enti Locali e a seguire i Ministeri. L’età degli iscritti Perseo Sirio è quella tra i 45 e i 54 anni d’età, nella quale si posizionano quasi la metà (46.65%) degli aderenti al Fondo. Sulla gestione finanziaria, nel mese di maggio 2016 il patrimonio in gestione è passato da 31.224.880,16 con un valore quota pari a 10,645 del 30 aprile a 33.091.672,19 con un valore quota di 10,676 del 31 maggio.
Prosegue quindi la crescita del patrimonio.
Avendo raggiunto il numero degli aderenti stabilito dai soggetti fondatori, si procederà entro la fine dell’anno alla elezione della prima Assemblea dei Delegati per la parte relativa ai rappresentanti dei lavoratori, mentre la parte datoriale designerà i propri rappresentanti.
Pubblichiamo la Circolare n. 28/E, del 15 giugno 2016, redatta dall’Agenzia delle Entrate d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, avente per oggetto: “premi di risultato e welfare aziendale – articolo 1 commi 182 – 190 legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016)”.
Si tratta dell’ultimo documento necessario perchè possa prendere avvio, senza più alcun indugio, la contrattazione (a livello aziendale o territoriale) dei premi di risultato, per cui i lavoratori potranno usufruire di una tassazione ridotta al 10%, che sarà pari a zero qualora le erogazioni consistessero in “prodotti” di welfare.
Ricordiamo che il limite soggettivo per le esenzioni è di 50.000 euro di imponibile per l’anno precedente e che il limite massimo dei premi “detassabili” è di 2.000 euro, elevabili a 2.500, a fronte di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
OO.SS. REGIONALI UMBRIA
Avuta notizia del termine del suo incarico di Direttore Regionale dell’Umbria, intendiamo salutarla alla fine di questo comune percorso che riteniamo proficuo e positivo. Di questo la ringraziamo, per diverse ragioni. Prima di tutto, per aver voluto da subito costruire un dialogo, presupposto per un vero confronto, che non sia semplice ascolto, quando sia stato già deciso prima cosa e come fare. Riteniamo questo un elemento, necessario per ogni relazione, così pure per quella di tipo sindacale. Un fattore che non può essere considerato scontato, come ben sappiamo, ripensando al recente passato, in cui ci è stato negato, caratterizzato da forti contrasti e da una lunga vertenza. In secondo luogo, per aver voluto da subito coniugare le esigenze organizzative con quelle dei lavoratori, perseguendo la realizzazione di un ambiente sereno. Per fare questo è risultato determinante l’atteggiamento che lei ha tenuto nei confronti del personale, scevro da quei negativi pregiudizi, che spesso sono riscontrabili in chi valuta, organizza e dirige i dipendenti, specie quelli pubblici. In ultimo, per l’approccio non formale, non burocratico, ma sostanziale con cui lei ha sempre, analizzato le diverse problematiche alla ricerca di una concreta e attuabile soluzione. Solo in questo modo possono essere ottenuti risultati positivi, ricercando costantemente un’intesa, seppure possano esistere momenti di disaccordo. Proprio grazie al proficuo confronto, lei ha reso possibile riorganizzare il personale sul territorio ridando dignità ai lavoratori, dopo vicende che ne avevano minato la motivazione e il senso di appartenenza. Insieme abbiamo sottoscritto accordi importanti, come quelli che prevedono strumenti innovativi come il co-working e lo sharing office, di cui auspichiamo e sosterremo la diffusione sul territorio nazionale. Ciò considerato che in Umbria il concreto utilizzo di tali strumenti, ha già dato ottimi risultati in termini di produttività e motivazione dei lavoratori. Per tale motivo ricercheremo, con chi la sostituirà, il completamento del percorso intrapreso, al fine di incrementare le possibilità per i lavoratori e l’Amministrazione di conciliare le esigenze di servizio con quelle personali e familiari. Dobbiamo, altresì, darle atto di non essersi mai barricato dietro l’alibi del rinvio di decisioni in attesa di interpretazioni dal centro. Infatti, siamo testimoni della sua piena assunzione di responsabilità per le scelte fatte, aspetto questo che costituisce l’altra parte inscindibile del potere-dovere di dirigere un’organizzazione. In questo senso, la stessa direttiva per le Regioni Umbria e Marche in materia di responsabile del procedimento ne è un esempio, visto che ha correttamente anticipato quella recentemente emanata a livello centrale. Con questo saluto e ringraziamento vogliamo augurarle, oltre a soddisfazioni personali, i migliori successi in campo lavorativo, sperando per noi che il cammino e il percorso, che assieme a lei abbiamo tracciato, trovi continuità nel prossimo futuro.
Perugia, 21 giugno 2016
FP CGIL CISL FP UIL PA FLP SALFI USB
Come FP CGIL abbiamo richiesto questa audizione in Commissione per poter rappresentare le nostre valutazioni in merito all’atto Senato 2068.
Il principio di base che ci muove nell’esame del provvedimento è quello di un sistema di protezione civile fondato sulla previsione e la prevenzione sul territorio, un sistema integrato che non solo coordini le diverse componenti ma anche determini le scelte che sono alla base della sua attività prima e durante le emergenze, le linee di indirizzo programmatico nelle attività di prevenzione, i rapporti con il mondo scientifico e le strutture di ricerca, le linee di programmazione economica per lo sviluppo delle politiche di sicurezza sul territorio.
Per questo richiediamo che su tutte le articolazioni dello Stato presenti nel territorio comunale, metropolitano, di area vasta e regionale ci sia una sovra ordinazione del potere elettivo come espressione di un sistema che risponda alla volontà popolare anche in materia di protezione civile. Un potere che necessita di una piena autonomia anche economica per l’esercizio delle responsabilità e dell’autorità.
In questo contesto chiediamo che all’interno del sistema di protezione civile venga rafforzato il ruolo dei vigili del fuoco come presidio territoriale non solo di soccorso urgente ma anche di sicurezza e prevenzione rafforzando, conseguentemente, la struttura tecnico scientifica del corpo. Riteniamo che il compito dei vigili del fuoco, oggi prevalentemente deputato a dirigere e svolgere l’opera di soccorso, debba essere anche quello di essere coinvolto in tutte le fasi del ciclo di preparazione del territorio e nelle fasi di redazione e approvazione dei piani territoriali e delle concessioni per i nuovi insediamenti o delocalizzazioni di strutture significative per la messa in sicurezza del territorio e della popolazione ben distinguendo il ruolo tecnico da quello politico.
Come Fp CGIL e Consulta Nazionale Protezione Civile sosteniamo una netta distinzione tra cittadino professionista e cittadino competente che ha deciso di scendere in campo e che costituisce un presidio democratico e partecipativo fondamentale, e ci opponiamo ad un Volontariato considerato alla stregua di surroga palese od occulta di forme regolari e regolamentate di occupazione, e all’utilizzo di questo come strumento di temporaneo o definitivo avviamento al lavoro e di un welfare affidato al privato e a forme di spontaneismo più o meno organizzato che sostituisca lo Stato.
Per questo chiediamo che all’interno dei decreti legislativi, una volta approvato questo DDL, venga definito un diverso approccio alla programmazione/pianificazione sulla base di principi di partecipazione attiva dei cittadini e di tutte le componenti e strutture del servizio di protezione civile promuovendo anche lo sviluppo di normative tecniche e garantendo nella programmazione i due ambiti di azione, quello della tutela e quello del soccorso e assistenza alla popolazione. Utile in questo senso che i Comuni vengano attivamente coinvolti nella progettazione e realizzazione degli interventi di prevenzione finanziati dall’unione europea e dallo stato italiano.
Inoltre, nell’ottica della prevenzione e della programmazione ordinaria in materia di protezione civile, che fin qui ci ha ispirato, riteniamo che, unitamente al piano di emergenza di cui alla legge 100/2012, vengano adottati i regolamenti comunali di protezione civile per costituire e disciplinare le attività in ordinario del servizio comunale di protezione civile, definendone gli obiettivi, gli organi e i relativi compiti e la conseguente delibera comunale per istituire il cosiddetto centro operativo comunale e per individuarne le funzioni e i responsabili.
Da ultimo, ai fini di quanto detto, riteniamo necessaria l’istituzione dei livelli minimi essenziali di protezione civile con la definizione dei fondi da destinare all’erogazione del servizio nazionale di protezione civile che dovranno avere carattere di continuità economica, certi e rinnovabili, rintracciabili nel loro utilizzo e destinati all’intero servizio nazionale.