Nota ministeriale GDAP-0309609 del 22.9.2016 relativa a quanto in oggetto indicato.

La presentazione, domani alle 16.30 del libro di Gaetano Sateriale Come il Welfare crea il lavoro è una occasione importante per approfondire la tematica della contrattazione territoriale.
Si tratta di una parte molto significativa dell’attività sindacale, che vede la sottoscrizione di circa duemila accordi ogni anno su tematiche di forte impatto verso la cittadinanza e di grande rilevanza sociale.
Tra i partecipanti al dibattito la segretaria generale della CGIL Susanna Camusso.

 

Alle Lavoratrici e ai Lavoratori del CNEL   

Dando seguito alla richiesta delle Organizzazioni Sindacali FP CGIL e UIL PA e dei relativi rappresentanti delle RSU dello scorso 13 settembre, si è svolto nel corso della giornata di oggi l’incontro con il Presidente f. f. e il Vice Presidente, accompagnati – in rappresentanza dell’Amministrazione – dal  Capo Dipartimento per l’attuazione del programma, per un esame dell’attuale situazione del personale del CNEL.
Come è ormai noto, se la riforma supererà il referendum e potrà essere promulgata dal Capo dello Stato, i lavoratori del CNEL saranno riallocati presso la Corte dei conti da un Commissario straordinario nominato ad hoc dal Presidente del Consiglio (art. 40 del testo di legge costituzionale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016).
In merito è stato evidenziato che, per la prima volta nella storia della Repubblica, dei dipendenti pubblici subiranno una mobilità obbligatoria prevista da disposizioni di rango costituzionale di “immediata applicazione” (art. 41 del citato testo di legge), ribadendo l’abnormità che una simile decisione sia rimessa – insieme alle disposizioni riguardanti il nuovo assetto istituzionale dello Stato – a una consultazione popolare.
Tuttavia, il quadro normativo e la disponibilità manifestata nell’incontro odierno da parte della Presidenza – che rappresenta una delle più alte cariche pubbliche, ai sensi della disciplina del “rango protocollare” vigente – offrono la possibilità di esperire tutti i mezzi possibili per intervenire, anche con “disposizioni speciali”, a tutela del personale coinvolto.
I Vertici del CNEL – recependo l’appello in tal senso espresso dalle OO.SS. – hanno a loro volta ribadito il proprio massimo impegno per il corretto e proficuo svolgimento delle relazioni sindacali, confermando la positiva impressione iniziale delle scriventi.   Si può inoltre ritenere pienamente conseguito il nostro principale obiettivo di sensibilizzare i Vertici affinché, in coerenza con il “Piano della performance 2016”, esortino l’Amministrazione a considerare prioritaria l’attuazione degli indirizzi politici relativi alla “tutela e alla promozione del patrimonio di competenze professionali esistente” nonché alla “valorizzazione delle risorse professionali interne” al Consiglio.
Si tratta di finalità istituzionali già determinate, sulle quali i rappresentanti dei lavoratori hanno ritenuto opportuno richiamare l’attenzione dell’Organo di governo, titolare delle funzioni di indirizzo politico-amministrativo e di controllo circa la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e di gestione agli indirizzi impartiti.   Come già rappresentato dalle scriventi, la riqualificazione del personale potrà essere finanziata, come previsto dai vigenti Contratti collettivi nazionali di lavoro del CNEL, con il FUA 2016, dedicando all’operazione congrua parte delle risorse caratterizzate da “certezza e stabilità” e prioritariamente destinate – attraverso la contrattazione integrativa – non già alla mera distribuzione tra gli aventi diritto, bensì agli sviluppi economici di tutti i lavoratori.
Le scriventi hanno altresì sottolineato il rischio per i lavoratori di subire un ingiusto considerevole decremento della parte accessoria della retribuzione e, di conseguenza, un grave pregiudizio economico e previdenziale con il passaggio dal comparto attuale a quello dei ministeri, ed evidenziato la necessità di verificare con le Amministrazioni competenti la praticabilità di un percorso di riqualificazione che includa la c.d. mobilità verticale (i passaggi tra le aree), oltre che le facoltà (e l’entità delle risorse) assunzionali disponibili e impiegabili a tal fine.
Infine, nello stesso spirito di ripresa delle relazioni sindacali e di impegno per la valorizzazione e la riqualificazione del personale, è stata segnalata la necessità di definire un piano formativo e di condividere in tal senso con le scriventi una piattaforma utile agli obiettivi assunti.   Le Parti, con l’impegno di proseguire il positivo dialogo mantenendo aperto il Tavolo odierno, hanno concordato di incontrarsi nuovamente prima della prossima Assemblea del Consiglio.   Le scriventi non si fanno illusioni né intendono ingenerarle tra i lavoratori, tuttavia l’esperienza maturata in questi anni difficili rafforza la nostra consapevolezza che, senza un impegno comune, sarà arduo ottenere risultati concreti.
Per questo motivo rilanciano l’invito alle Lavoratrici e ai Lavoratori del CNEL a proseguire e a intensificare l’attività di sostegno e di partecipazione sindacale, indispensabili per l’efficacia della nostra azione.
Grazie a tutti per il sostegno dimostrato, il nostro obiettivo è quello di non lasciare indietro nessuno!

Roma, 21 settembre 2016

Le OO.SS. FP CGILCISL FPUIL PA e le RSU del personale non dirigente del CNEL

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La retribuzione dei dipendenti pubblici in regime di TFR



In base alla sollecitazioni che pervengono da altri sindacati e di alcune pronunce giurisdizionali che hanno accolto alcuni ricorsi, continuano a pervenire quesiti in merito alla possibilità di fare ricorso contro la trattenuta del contributo del 2,50% che sarebbe effettuata ai dipendenti pubblici in regime di Tfr perché assunti dopo il 2001, oppure assunti prima ma che hanno trasformato il Tfs in Tfr per aderire alla previdenza complementare. Nel merito questa Federazione si è più volte pronunciata, anche dopo un approfondito supporto legale, contro i ricorsi, che comunque ognuno, nella propria libertà di scelta, può decidere di esperire. Ciò perché sul tfr non viene effettuata nessuna trattenuta. Quasi tutti i ricorsi vinti in primo grado sono stati poi respinti in appello. Probabilmente sarà adita forse anche la Cassazione per dirimere definitivamente la questione, già ampiamente dibattuta. Giova riepilogare brevemente la vexata quaestio, infatti in base la norma contenuta nell’art. 26, comma 19, della legge n. 448/1998 ( invarianza della retribuzione) e nel D.P.C.M. 20 dicembre 1999 che ha recepito l’accordo sindacale del luglio 1999, l’Amministrazione datrice di lavoro è il soggetto che, in piena conformità alle norme di legge sopra citate, opera una riduzione della retribuzione lorda del personale assoggettato a regime di TFR “in misura pari al contributo previdenziale soppresso”. In altre parole, come precisato anche dall’Inps, a carico del personale cui spetta il TFR non può più essere trattenuto il contributo previdenziale del 2,50% ma, per assicurare l’invarianza della retribuzione netta, il legislatore ha previsto la contestuale diminuzione della retribuzione lorda di tali dipendenti in misura pari a quella della quota di contributo a carico dell’iscritto cui spetti invece il trattamento di fine servizio (IPS o buonuscita). Pertanto una eventuale interruzione di tale diminuzione della retribuzione lorda costituirebbe violazione di precisi obblighi di legge. Ci si è indotti a ritenere che la trattenuta vi sia in quanto viene riportata sulle buste paga in base al principio della trasparenza. Per avere certezza della trattenuta basta esaminare i versamenti delle amministrazioni fatte all’Inps con la Dma o l’Uniemens. La stessa circolare ell’ ex Inpdap del 1.8.2002, n. 30 a pag 11, punto 5 precisa inequivocabilmente che il contributo ” è a totale carico dell’Ente datore di lavoro”, mentre nella successiva pag 13 illustra il meccanismo “dell’adeguamento degli stipendi del personale in Tfr” e nella successiva pag 14 reca un esempio. Va precisato infine che le somme “sterilizzate” vengono contabilizzate alla cessazione del servizio ai fini del calcolo della pensione. Purtuttavia, l’indicazione della quota del 2.5% in busta paga, come importo neutro, alimenta il convincimento di continuare a pagare la trattenuta a proprio carico. Stupisce che Organizzazioni firmatarie dell’accordo sulla sterilizzazione della trattenuta poi alimentano infondate speranze invitanto a ricorrere alle solite vie giurisdizionali.
Invece lo stipendio lordo viene diminuito ma successivamente poi  viene incrementato figurativamente dello stesso importo ai fini della determinazione della base di calcolo della pensione e del Tfr (vedi circolare n. 30 del 1.8.2002 ex Inpdap).
Si allega la circolare n. 30/2002 e l’esempio di busta paga.

“Lavoriamo per tutti. Tutti i giorni”. Dedichiamo quest’anno le Giornate nazionali dei servizi pubblici alla valorizzazione del lavoro pubblico, a chi tutti i giorni lavora per garantire servizi pubblici per tutti. Ci ritroveremo a Modena dal 9 all’11 settembre con l’obiettivo di incontrare e confrontarci con i cittadini e con interlocutori politici e istituzionali, con studiosi ed esperti, a partire dal lavoro e dai servizi che proprio quel lavoro offre al paese. La Cgil ha una idea sul futuro del Paese e ha proposte per rimettere al centro il ‘Lavoro’, a partire dalla Carta universale dei diritti del lavoro. La Fp Cgil, come categoria delle lavoratrici e dei lavoratori dei Servizi Pubblici, ha una sua idea del pubblico, del suo valore, della centralità di chi lavora, nel pubblico quanto nel privato, e che ogni giorno – spesso a tutte le ore del giorno – si sacrifica per garantire ai cittadini i servizi pubblici che meritano. Come in questi giorni hanno dimostrato, con straordinario valore e grande orgoglio, intervenendo nell’emergenza causata dal terremoto che ha devastato il centro Italia. Parliamo – e ne parleremo a Modena – di bene pubblico, di welfare, di salute, di sicurezza, di livelli istituzionali, di legalità e altro ancora. Metteremo al centro i servizi pubblici, con l’intento e il bisogno di valorizzarne la funzione. In tutto questo porteremo le nostre proposte e mostreremo il contributo unico e insostituibile del lavoro pubblico rispetto a temi che i cittadini toccano con mano tutti i giorni. Abbiamo lo sguardo rivolto in avanti, e allo stesso tempo ci occupiamo del presente, e pensiamo che offrire una prospettiva al lavoro pubblico e ai servizi pubblici sia una garanzia di futuro per il Paese intero. Prospettiva che passa attraverso il rinnovo dei contratti e giuste riforme, strumenti che tutelano la qualità del lavoro e dei servizi. Al nostro fianco abbiamo i cittadini e i lavoratori, con l’esigenza di tutelare e rilanciare il ruolo del pubblico, elemento unico e insostituibile per tenere insieme l’intero Paese, senza lasciare indietro nessuno. Perché, come il titolo di queste giornate richiamano, “Lavoriamo per tutti. Tutti i giorni”.

 

Video Effepiù 2016


Materiale grafico
Foto e materiali

Risposta del Consiglio della Magistratura Militare su ipotesi di riordino/soppressione

9 settembre 2016

Risposta del Consiglio della Magistratura Militare alla nostra nota del 6 luglio 2016 su trasferimento ISPEDIFE.

Con riferimento al protocollo d’intesa sull’incentivazione del personale delle Direzioni Provinciali addetto all’erogazione dei servizi nei confronti dell’utenza per l’anno 2016, sottoscritto in data 17 marzo 2016, sono state avviate e in alcuni casi concluse, le trattative locali per l’individuazione dei criteri per la ripartizione delle indennità. Ci giungono notizie contrastanti rispetto al protocollo sottoscritto. In particolare, con riferimento ad alcune proposte, da parte dell’Amministrazione, che tengono conto di direttive nazionali o regionali; direttive che danno una interpretazione unilaterale del protocollo sottoscritto il 17 marzo 2016. Nello specifico si invitano le strutture territoriali ad utilizzare la procedura Argo, per controllare i tempi di lavorazione delle attività, ed inoltre prevedere la parametrazione delle ore lavorate allo sportello in base alla specificità professionale dell’attività svolta o in base ad indicatori di carattere locale. Ricordiamo all’Amministrazione che i suddetti criteri non sono stati concordati a livello nazionale e che le attività parametrate, inserite nell’accordo, hanno il solo scopo di individuare la quantità di fondi da attribuire alle strutture territoriali. Questo episodio costituisce l’ennesimo atto unilaterale, da parte dell’Amministrazione, in violazione degli accordi sottoscritti. Chiediamo, pertanto, di fornire indicazioni alle strutture affinché siano rimossi tutti i vincoli alla contrattazione stabiliti dalle suddette direttive, al fine di consentire il corretto e libero svolgimento delle trattative.

Il coordinatore Nazionale                              Il coordinatore Nazionale
Agenzie Entrate                                                Agenzie Fiscali
Carmine Di Leo                                               Luciano Boldorini

Comunicato

SEGRETERIA REGIONALE MARCHE – Coor.to Agenzia Entrate      
SEGRETERIA PESARO E URBINO  

DP PESARO – QUANDO SI ANNULLA LA PROFESSIONALITA’ 

a tutti i lavoratori della soppressa Agenzia del Territorio

La FPCGIL per l’ennesima volta viene attaccata non dall’ Agenzia ma da un Sindacato, per il semplice fatto che l’11 agosto ha chiesto al Direttore Centrale dell’ Agenzia delle Entrate chiarimenti sulle scelte organizzative del Direttore Provinciale dell’ Agenzia delle Entrate di Pesaro inerenti alla soppressione delle professionalità ex Territorio ed alla rimozione della Rappresentanza Sindacale Unitaria dell’ex Territorio…

apri il comunicato allegato per continuare a leggere

CONTRATTAZIONE DEL 28 LUGLIO: CHIUSO L’ACCORDO SULLE PROGRESSIONI, SOTTOSCRITTO L’ACCORDO FUA 2016, LO STATO DELL’ARTE SUGLI ORGANICI

Nella riunione di ieri si è giunti finalmente alla sigla sull’ipotesi di accordo sulle progressioni economiche. L’accordo è stato sottoscritto da tutti tranne che dalla FLP, la quale ha ritirato la sua adesione per motivi che francamente non abbiamo compreso. I criteri sono quelli concordati da tutti sul tavolo nazionale e la ripartizione dei posti segue fedelmente il principio che era alla base di questo nuovo accordo. La tabella esplicativa infatti fa riferimento ad una quota percentuale uniforme per tutti ed il calcolo è fatto in riferimento al numero complessivo dei posti messi a concorso nel corso nell’arco del triennio 2016/2018. L’accordo adesso segue il suo faticoso iter di certificazione e non è affatto detto che tale percorso porti al risultato sperato. Non per debolezze interne all’accordo, quanto per la pretesa avanzata dagli organi di controllo di inserire la valutazione individuale dei lavoratori nell’ambito dei criteri utilizzabili ai fini delle progressioni economiche. Su questo punto dobbiamo essere chiari: a coloro che improvvisamente rivendicano criteri più meritocratici, criticando l’evidente intento compensativo alla base di questo accordo, rispondiamo che i criteri meritocratici previsti non sono i titoli e le certificazioni di servizio, ma le pagelline con la valutazione discrezionale del dirigente. Valutazione peraltro inesistente al MIBACT. Pertanto su questa alternativa siamo stati chiamati a misurare le nostre scelte. Nelle more di questo processo, e fatto salvo l’imminente periodo di ferie, siamo sempre disponibili al confronto con i lavoratori sui suoi contenuti  in un processo di consultazione democratica. Abbiamo sottoscritto definitivamente l’accordo FUA 2016, le cui tabelle  vi alleghiamo. La sottoscrizione rende disponibili tutte le restanti quote e ci risulta che l’amministrazione sta procedendo con i relativi decreti di riparto relativi alle  somme relative ai progetti nazionali. Non si hanno ancora notizie invece dei progetti locali dagli organi di controllo.  In ogni caso per quello che riguarda la gestione della contabilità del FUA possiamo rivendicare un attento controllo sulle risorse e la loro messa a disposizione nei tempi  utili. Messa a disposizione purtroppo spesso vanificata da incomprensibili ritardi nell’attivazione dei pagamenti a livello territoriale, ma purtroppo questo riguarda spesso l’incapacità  strutturale degli uffici locali a provvedere nei tempi dovuti.

 Organici: siamo in attesa dei dati complessivi. 

Ieri c’è stato un ulteriore confronto sulla nuova ipotesi di dotazione organica. Confronto anch’esso rimasto sulle linee generali ma che ha definito il percorso dei prossimi giorni che sarà il  seguente: l’Amministrazione provvederà a fornire il dato complessivo, quindi la ripartizione dell’organico su tutti gli Uffici. Su questa base noi procederemo a formulare le nostre osservazioni, sulla base di un modello uniforme concordato con l’Amministrazione, avendo cura di consultare preventivamente i territori al fine di evidenziare le criticità, che rimangono molte, e a tentare di comporre alcune situazioni che possono presentare dei surplus significativi rispetto alla dotazione professionale proposta. Sappiamo che l’operazione non sarà semplice: la scomposizione e la successiva ripartizione dei vecchi organici incide in generale tramite la modifica degli ambiti territoriali e in alcuni casi delle  sedi individuate per le nuove Soprintendenze. Mentre la scomposizione che si opera all’interno di  territori significativi come  Roma o la Campania, tramite la creazione dei nuovi Musei autonomi,  presenta forti complessità in ragione del fatto che il  personale non potrà essere più gestito in modo integrato  e certo in questi casi non è la somma che fa il totale. Nel senso che la scomposizione creerà sicuramente molti problemi in settori delicati come ad esempio la vigilanza, facendo emergere in tutta la loro forza carenze strutturali e difficilmente colmabili.  Al momento, poi, l’infelice scelta degli interim a cui affidare le nuove strutture non sta producendo altro che conflitti, sovrapposizioni e confusioni. Intanto ormai si raschia il fondo del barile: la decisione di oggi del Soprintendente Prosperetti di inserire nei servizi minimi del Colosseo i volontari mette gravemente a rischio la sicurezza dei lavoratori, dei turisti e del sito stesso. Oltre ad essere palesemente in contrasto con ogni principio che riguarda sia la regolamentazione dei rapporti di lavoro che la tutela del patrimonio.  L’ultima notazione  è relativa alla questione Archivi e Biblioteche: il Consigliere Benzia ci ha rassicurato sul fatto che le Soprintendenze Archivistico-Bibliografiche avranno ulteriori integrazioni nell’organico e non solo di Funzionari Bibliotecari. Se così sarà lo considereremo un fatto positivo ancorché ancora provvisorio. Manca ancora una valutazione complessiva sui carichi di lavoro derivanti dalle nuove competenze assegnate a questi settori e agli Uffici esportazione, ma su questo si farà una ulteriore valutazione nelle more delle modifiche previste per la primavera prossima al decreto sugli organici di prossima emanazione.  In ogni caso abbiamo ribadito ieri che le assegnazioni provvisorie definite unilateralmente dai Segretariati Regionali sono fuori dal percorso concordato e per noi non sono valide. Fino alla definizione dei passaggi negoziali previsti, in particolare  la prossima fase di mobilità volontaria  nessuno è autorizzato a definire spostamenti di personale che può tranquillamente continuare a svolgere i propri compiti in regime di collaborazione senza cambiare dipendenza funzionale. I Segretariati Regionali, a cui spetta il compito di coordinare questa fase transitoria, sono peraltro obbligati a rispettare le relazioni sindacali tramite l’apertura di tavoli regionali dedicati alla distribuzione del personale sul territorio. Su questi temi abbiamo chiesto un ulteriore intervento chiarificatore da parte dell’Amministrazione centrale.

Claudio Meloni
FP CGIL NAZIONALE MIBACT

 

Comunicato stampa Fp Cgil Medici 

Roma, 28 luglio – Anna Baldi, dirigente del Servizio Trasfusione di Massa Carrara,  unica donna medico eletta nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani, dopo una stagione che aveva visto l’esclusione della rappresentanza femminile nel CdA.
“Siamo orgogliosi” ha dichiarato Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici “che Anna Baldi  provenga da una lunga militanza nella Fp Cgil Medici. Un grande risultato frutto dell’impegno del nostro sindacato nella valorizzazione delle donne ”
“Mi impegnerò” ha affermato Anna Baldi “a perseguire gli obiettivi contenuti nel programma elettorale, che vedono un ampliamento dei servizi e un potenziamento della rete assistenziale,  a sostegno principalmente degli orfani dei sanitari, medici, farmacisti, veterinari ed odontoiatri, delle famiglie con colleghi in condizione di fragilità o con figli disabili”.
Anna Baldi, che lascia tutti i suoi incarichi sindacali nella Fp Cgil Medici, sarà affiancata anche da un’altra donna medico di provenienza dalla Fp Cgil Medici Antonietta Marano, specialista in neurologia in Campania, eletta nel Comitato di Indirizzo dell’Onaosi.

Rimane il rammarico per l’attuale isolamento della Cisl Medici nell’ambito della promozione delle politiche dell’Onaosi, che riteniamo vada al più più presto superato.

Oggi 27 luglio al Ministero della Salute si è tenuto l’incontro per l’analisi della proposta presentata sul personale precario della ricerca negli IRCCS e IZS (che alleghiamo). Il dott. Leonardi ha chiesto al tavolo l’espressione di un parere sulla bozza di proposta di un decreto legislativo che prova a declinare quanto illustrato in precedenza con la “piramide”. Abbiamo confermato le perplessità già espresse negli incontri precedenti su un sistema che non da soluzione ai tanti precari della ricerca sanitaria. Infatti il testo prevede la trasformazione dei contratti precari in assunzioni a tempo determinato per coloro che abbiamo già superato una selezione e abbiano avuto un contratto di almeno tre anni, e l’avvio per i nuovi di un percorso a tempo determinato di 10 +5 anni per i ricercatori e 6+3 anni per i “professionisti della ricerca”. Questo decreto dovrebbe trovare poi applicazione all’interno dei CCNL ,ancora da avviare, (comporto e Dirigenza) con apposite sezioni e retribuzioni. Gli attuali contratti di collaborazione esistenti dovrebbero essere “congelati” e prorogati in attesa dell’iter parlamentare e della conclusione dei negoziati contrattuali. Appare del tutto evidente che il percorso delineato non offre certezze né di una futura stabilizzazione nel SSN, né tanto meno della continuità dei contratti che rimangono legati alle risorse stanziate per i singoli progetti di ricerca. Nessuna certezza sulle risorse che saranno messe a disposizione per la realizzazione della proposta. Convinti dell’urgenza di trovare soluzioni per i tanti lavoratori precari, nel riconfermare la piena volontà di affrontare, anche in maniera innovativa, percorsi che diano la stabilità e la certezza del lavoro, riteniamo che con questa proposta si prospetti una nuova forma di lavoro precario senza dare soluzione al problema. La delegazione, presieduta dal dott. Leonardi, ha confermato la volontà di procedere con il proseguimento del confronto con i ministeri competenti e le Regioni per avviare l’iter parlamentare del decreto nel mese di settembre. Seguiremo l’intera fase coinvolgendo tutte le lavoratrici ed i lavoratori, anche con iniziative mirate ad ottenere la modifica del decreto, convinti che la soluzione al precariato non può essere il precariato stesso.
Roma, 27 Luglio 2016

p. La Segreteria Nazionale       p. La Segreteria Nazionale FP CGIL Nidil
Cecilia Taranto                                          Silvia Simoncini

Coordinamento Nazionale Giustizia Amministrativa


Ieri 21 luglio 2016, abbiamo firmato l’ipotesi del contratto integrativo per l’anno 2016, il ritardo nella firma di questa ipotesi di contratto è stata dovuta sicuramente dalla nuova procedura PAT, che ha assorbito, per tutto il primo semestre tutte le risorse….. umane; Posticipando il PAT, si è potuto partire con il contratto integrativo 2016, che ha mantenuto lo stesso impianto contrattuale del 2015, nella produttività collettiva e individuale e con un variazione del fua 2016 leggermente più positiva rispetto allo scorso anno. All’interno del contratto, sono stati inseriti due punti nuovi nei criteri che determinano il punteggio per la produttività nell’attività di supporto alla funzione giurisdizionale, e un punto nuovo nell’attività di supporto alla funzione consultiva, che troverete nell’ipotesi allegata. La Cgil già dall’ inizio del 2016, ha chiesto di poter inserire la proposta di sviluppi economici (cd. progressioni economiche) per il personale amministrativo della giustizia amministrativa, visto lo sblocco, si partirà da settembre prossimo con una serie di incontri, già calendarizzati, per verificare la disponibilità finanziaria per l’attuazione delle progressioni economiche. Inoltre la Cgil, ha fatto presente, che uno dei doveri del dirigente è quello di inviare tempestivamente agli uffici centrali della giustizia amministrativa il prospetto di corresponsione individuale dei compensi per la successiva liquidazione, affinchè non si creino dei ritardi, con conseguente malcontento dei dipendenti che comunque hanno eseguito il loro lavoro, che stanno da 7 anni senza contratto e che fanno affidamento su questa quota annuale del fua.
Buone vacanze a tutti
Il FUA 2015 SARA’ IN PAGAMENTO AD AGOSTO 2016.

Tiziana Giangiacomo
FP CGIL

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