Dopo oltre due mesi di confronto oggi FP CGIL, CISL FP e UIL PA, hanno sottoscritto il verbale d’intesa con la Direzione Regionale sui temi posti alla base della mobilitazione unitaria delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Agenzia delle Entrate della Lombardia. Nel merito l’accordo fissa una serie di impegni utili a ripristinare corrette relazioni sindacali sia a livello regionale sia in ogni ufficio territoriale, in particolare prevedendo in caso di necessità un’azione congiunta di amministrazione e organizzazioni sindacali regionali per rimuovere gli ostacoli in sede locale. Sul tema delle Voluntary Disclosure importante è l’impegno delle parti a evitare penalizzazioni sull’erogazione dei fondi di salario accessorio. Impegno che le parti ritengono di dover richiedere anche al livello nazionale per la definizione di un utile accordo centrale. E, in ogni caso, per le organizzazioni sindacali firmatarie dovranno determinarsi le condizioni per l’adeguato riconoscimento economico delle lavorazioni VD, auspicando anche risorse economiche aggiuntive al normale Fondo di Salario Accessorio. Il verbale d’intesa prevede l’accordo regionale sulla mobilità cui sono allegati i criteri di attuazione delle graduatorie. Finalmente, grazie all’accordo, la Direzione attiverà a breve i bandi interni per una conclusione positiva di un confronto in atto da oltre un anno e che permetterà, sia pure in due step a gennaio e luglio 2017 (si era però partiti dalla richiesta di traguardare gli effetti a dicembre 2017), a un significativo numero di lavoratori di vedere accolte le proprie istanze di trasferimento ad altro ufficio per motivi riconducibili a bisogni famigliari. Peraltro dando garanzia ai lavoratori coinvolti da processi di riorganizzazione/soppressione di uffici di essere ricollocati nelle sedi preferite anche in sovrannumero. Sul piano di razionalizzazione degli uffici già definito a livello nazionale abbiamo condiviso con la Direzione l’impegno al mantenimento del principio di prossimità ai cittadini attraverso l’attivazione di specifici tavoli di confronto con i Comuni e la Regione Lombardia per individuare nuove sedi di servizio realizzando così in altro modo la riduzione dei costi per fitti passivi. Cgil, Cisl e Uil sono impegnate a sollecitare e favorire tale confronto. L’accordo sui trasferimenti di sede e di chiusura le clausole di garanzia a favore del dipendente nella scelta della sede di riassegnazione. Sui percorsi formativi si è fatta chiarezza sulla corretta e piena applicazione di tutti gli istituti contrattuali normalmente previsti per lo svolgimento delle attività di servizio anche per i lavoratori impegnati in attività di formazione. Viene inoltre prevista la possibilità alle RSU e alle organizzazioni sindacali territoriali di intervenire sia sull’individuazione dei fabbisogni formativi sia sul concreto rispetto di criteri finalizzati all’informativa, alla partecipazione alla formazione per tutto il personale interessato. Relativamente agli istituti per il benessere del personale si è affermato l’impegno della Direzione Regionale perché in ogni luogo di lavoro siano attivati concretamente. Abbiamo inoltre impegnato la Direzione a costituire un tavolo tecnico di confronto per monitorarne lo stato di applicazione. Fino a stabilire che sarà cura del livello regionale favorire proficue relazioni sindacali in sede locale ove “dovessero registrarsi disapplicazioni, parziali o totali, di accordi già sottoscritti” o non dovessero crearsi le condizioni per definire accordi in tal senso. Quanto al tema della sicurezza e dello stress lavoro correlato il verbale d’intesa stabilisce la costituzione dell’Osservatorio bilaterale che, attraverso anche il coinvolgimento di RLS e RSPP dei singoli uffici, analizzerà lo stato di attuazione degli strumenti previsti anche dal D. L.vo 81/08 e promuoverà iniziative finalizzate a garantire il lavoro in sicurezza di tutti i lavoratori dell’Agenzia, prevedendo un incontro su base almeno annuale tra la Direzione, le organizzazioni sindacali, gli RRLLSS, e l’RSPP per una verifica nel merito delle azioni intraprese e da intraprendere. Con il verbale d’intesa si è sottoscritto anche l’accordo per la stabilizzazione del personale distaccato. Entro il prossimo mese di novembre 2016 le parti faranno poi il punto sull’immissione in organico dei nuovi assunti al fine di verificare le situazioni di criticità e valutando l’impatto con l’organizzazione per aggiustamenti da attuarsi. 2 L’intesa affronta poi il tema del Responsabile del procedimento, partendo dalla nota della Direzione Centrale, e dalla nota della DR che impegna tutti i Responsabili territoriali ad attivare le procedure previste dalla nota. L’accordo prevede inoltre la copertura delle spese legali (anche con eventuale anticipo) da parte dell’amministrazione in caso di contenzioso verso il lavoratore. Le segreterie regionali di FP CGIL, CISLFP e UIL PA, giudicano l’intesa sottoscritta oggi un importante passo avanti nella vertenza dei lavoratori dell’Agenzia delle Entrate, perché riesce a mettere solide basi nella costruzione in ogni luogo di lavoro di corrette e utili relazioni sindacali e assume impegni finalizzati a risolvere i problemi posti dai lavoratori facendo i conti con le reali prerogative e responsabilità dei livelli regionali e locali dell’amministrazione. Per questo, pur avendo ritenuto concluso, con la firma dell’intesa, il confronto di merito con la Direzione Regionale, queste organizzazioni sindacali hanno dichiarato, con una propria nota a verbale, che non vengono meno le motivazioni della mobilitazione del personale, in quanto soluzioni definitive dovranno venire ora dalla definizione dell’accordo nazionale sul salario accessorio (in particolare per quanto riguarda le maggiori risorse da destinare al riconoscimento dell’attività per le VD) e dal rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, che dovrà riconsegnare alle RSU e alle Organizzazioni Sindacali di categoria la titolarità a contrattare l’organizzazione del lavoro e dei servizi in un rinnovato sistema di relazioni sindacali più partecipato e democratico, oggi impedito dalle cosiddette leggi Brunetta.
Milano, 4 luglio 2016
FP CGIL Lombardia CISL FP Lombardia UIL PA Lombardia
Il segretario generale Il segretario generale La segretaria generale
Florindo Oliverio Antonio Tira Eloisa Dacquino
Incontro sull’organizzazione del Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali
In data 30 giugno 2016, a seguito della richiesta effettuata dalle scriventi OO.SS., si è svolto l’incontro con l’Amministrazione avente ad oggetto l’organizzazione del futuro Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, considerate le competenze attribuite alle due Agenzie (ANPAL e INL). Erano presenti, per Amministrazione, il Dr. Onelli, Segretario Generale, e il Dr. Gambacciani, Direttore del Personale, i quali ci hanno fornito, come al solito, appena prima dell’inizio della riunione, la bozza di DPR che vi alleghiamo. Per ammissione dello stesso Segretario Generale, il testo del DPR risulta essere sostanzialmente conservativo dell’esistente, allo scopo di garantire la formazione in tempi celeri del bilancio delle due Agenzie e del Ministero del Lavoro. Prioritariamente le OO. SS. hanno sottolineato, a proposito degli interpelli destinati al personale dell’attuale Amministrazione Centrale per aderire alla mobilità volontaria verso le due agenzie, che il personale incontra perplessità e difficoltà nella scelta, specialmente verso l’Anpal, in cui confluiranno risorse umane provenienti da professionalità diverse, con retribuzioni e contratti collettivi diversi. Inoltre, dopo aver fatto presente che, nel frattempo, non si è avuta più alcuna notizia sulla pubblicazione dei dpcm relativi alle due Agenzie, siamo riusciti ad ottenerne la pubblicazione sul sito Intranet. In merito al contenuto del DPR si rileva, in modo sintetico, quanto segue. Il nuovo Ministero sarà articolato in un Segretariato Generale, in 8 Direzioni Generali, 12 dirigenti di prima fascia e 50 di seconda fascia. A tale proposito, le scriventi OO.SS. hanno evidenziato l’inopportunità della conferma di due incarichi dirigenziali generali per attività di studio e ricerca, ai sensi dell’art. 19, comma 10, TU Pubblico Impiego.
L’organico previsto, inoltre, per le qualifiche professionali, è così ripartito:
Area terza 652 unità
Area seconda 433 unità
Area prima 22 unità
Con ulteriore DPCM sarà individuato il contingente ripartito per profili professionali e con successivi decreti del Ministro del Lavoro saranno determinati:
a) i contingenti di organico di tutto il personale (qualifiche professionali e dirigenti) ripartiti nelle singole articolazioni,
b) le funzioni degli uffici di livello dirigenziale non generale e la definizione dei relativi compiti.
Conclusa la riunione, abbiamo verificato che il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare la bozza di DPR in argomento.
Roma, 5 luglio 2016
FP CGIL CISL FP UILPA
Matteo Ariano Paolo Bonomo Angelo Vignocchi
Giuseppe Palumbo
Il 22 giugno 2016 si è tenuta la riunione del Consiglio d’Amministrazione del Fondo Perseo Sirio. Dalla relazione del Presidente e dagli atti è emerso un soddisfacente stato di buona salute del Fondo di previdenza complementare per i lavoratori del pubblico. Alla data della riunione gli aderenti sfiorano i 38.000 iscritti a fronte dei 30.000 che era l’obiettivo fissato per il proseguimento dell’attività del Fondo stesso. Ciò per le parti istitutive è fonte di grande soddisfazione e ci dice di lavorare ulteriormente per consolidare il Fondo Perseo Sirio.
Le adesioni sono a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale, con punte massime al Nord e minime al Sud. La distribuzione degli aderenti per comparto conferma le precedenti rilevazioni con una prevalenza del settore della Sanità su quello degli Enti Locali e a seguire i Ministeri. L’età degli iscritti Perseo Sirio è quella tra i 45 e i 54 anni d’età, nella quale si posizionano quasi la metà (46.65%) degli aderenti al Fondo. Sulla gestione finanziaria, nel mese di maggio 2016 il patrimonio in gestione è passato da 31.224.880,16 con un valore quota pari a 10,645 del 30 aprile a 33.091.672,19 con un valore quota di 10,676 del 31 maggio.
Prosegue quindi la crescita del patrimonio.
Avendo raggiunto il numero degli aderenti stabilito dai soggetti fondatori, si procederà entro la fine dell’anno alla elezione della prima Assemblea dei Delegati per la parte relativa ai rappresentanti dei lavoratori, mentre la parte datoriale designerà i propri rappresentanti.
Pubblichiamo la Circolare n. 28/E, del 15 giugno 2016, redatta dall’Agenzia delle Entrate d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, avente per oggetto: “premi di risultato e welfare aziendale – articolo 1 commi 182 – 190 legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016)”.
Si tratta dell’ultimo documento necessario perchè possa prendere avvio, senza più alcun indugio, la contrattazione (a livello aziendale o territoriale) dei premi di risultato, per cui i lavoratori potranno usufruire di una tassazione ridotta al 10%, che sarà pari a zero qualora le erogazioni consistessero in “prodotti” di welfare.
Ricordiamo che il limite soggettivo per le esenzioni è di 50.000 euro di imponibile per l’anno precedente e che il limite massimo dei premi “detassabili” è di 2.000 euro, elevabili a 2.500, a fronte di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
OO.SS. REGIONALI UMBRIA
Avuta notizia del termine del suo incarico di Direttore Regionale dell’Umbria, intendiamo salutarla alla fine di questo comune percorso che riteniamo proficuo e positivo. Di questo la ringraziamo, per diverse ragioni. Prima di tutto, per aver voluto da subito costruire un dialogo, presupposto per un vero confronto, che non sia semplice ascolto, quando sia stato già deciso prima cosa e come fare. Riteniamo questo un elemento, necessario per ogni relazione, così pure per quella di tipo sindacale. Un fattore che non può essere considerato scontato, come ben sappiamo, ripensando al recente passato, in cui ci è stato negato, caratterizzato da forti contrasti e da una lunga vertenza. In secondo luogo, per aver voluto da subito coniugare le esigenze organizzative con quelle dei lavoratori, perseguendo la realizzazione di un ambiente sereno. Per fare questo è risultato determinante l’atteggiamento che lei ha tenuto nei confronti del personale, scevro da quei negativi pregiudizi, che spesso sono riscontrabili in chi valuta, organizza e dirige i dipendenti, specie quelli pubblici. In ultimo, per l’approccio non formale, non burocratico, ma sostanziale con cui lei ha sempre, analizzato le diverse problematiche alla ricerca di una concreta e attuabile soluzione. Solo in questo modo possono essere ottenuti risultati positivi, ricercando costantemente un’intesa, seppure possano esistere momenti di disaccordo. Proprio grazie al proficuo confronto, lei ha reso possibile riorganizzare il personale sul territorio ridando dignità ai lavoratori, dopo vicende che ne avevano minato la motivazione e il senso di appartenenza. Insieme abbiamo sottoscritto accordi importanti, come quelli che prevedono strumenti innovativi come il co-working e lo sharing office, di cui auspichiamo e sosterremo la diffusione sul territorio nazionale. Ciò considerato che in Umbria il concreto utilizzo di tali strumenti, ha già dato ottimi risultati in termini di produttività e motivazione dei lavoratori. Per tale motivo ricercheremo, con chi la sostituirà, il completamento del percorso intrapreso, al fine di incrementare le possibilità per i lavoratori e l’Amministrazione di conciliare le esigenze di servizio con quelle personali e familiari. Dobbiamo, altresì, darle atto di non essersi mai barricato dietro l’alibi del rinvio di decisioni in attesa di interpretazioni dal centro. Infatti, siamo testimoni della sua piena assunzione di responsabilità per le scelte fatte, aspetto questo che costituisce l’altra parte inscindibile del potere-dovere di dirigere un’organizzazione. In questo senso, la stessa direttiva per le Regioni Umbria e Marche in materia di responsabile del procedimento ne è un esempio, visto che ha correttamente anticipato quella recentemente emanata a livello centrale. Con questo saluto e ringraziamento vogliamo augurarle, oltre a soddisfazioni personali, i migliori successi in campo lavorativo, sperando per noi che il cammino e il percorso, che assieme a lei abbiamo tracciato, trovi continuità nel prossimo futuro.
Perugia, 21 giugno 2016
FP CGIL CISL FP UIL PA FLP SALFI USB
Come FP CGIL abbiamo richiesto questa audizione in Commissione per poter rappresentare le nostre valutazioni in merito all’atto Senato 2068.
Il principio di base che ci muove nell’esame del provvedimento è quello di un sistema di protezione civile fondato sulla previsione e la prevenzione sul territorio, un sistema integrato che non solo coordini le diverse componenti ma anche determini le scelte che sono alla base della sua attività prima e durante le emergenze, le linee di indirizzo programmatico nelle attività di prevenzione, i rapporti con il mondo scientifico e le strutture di ricerca, le linee di programmazione economica per lo sviluppo delle politiche di sicurezza sul territorio.
Per questo richiediamo che su tutte le articolazioni dello Stato presenti nel territorio comunale, metropolitano, di area vasta e regionale ci sia una sovra ordinazione del potere elettivo come espressione di un sistema che risponda alla volontà popolare anche in materia di protezione civile. Un potere che necessita di una piena autonomia anche economica per l’esercizio delle responsabilità e dell’autorità.
In questo contesto chiediamo che all’interno del sistema di protezione civile venga rafforzato il ruolo dei vigili del fuoco come presidio territoriale non solo di soccorso urgente ma anche di sicurezza e prevenzione rafforzando, conseguentemente, la struttura tecnico scientifica del corpo. Riteniamo che il compito dei vigili del fuoco, oggi prevalentemente deputato a dirigere e svolgere l’opera di soccorso, debba essere anche quello di essere coinvolto in tutte le fasi del ciclo di preparazione del territorio e nelle fasi di redazione e approvazione dei piani territoriali e delle concessioni per i nuovi insediamenti o delocalizzazioni di strutture significative per la messa in sicurezza del territorio e della popolazione ben distinguendo il ruolo tecnico da quello politico.
Come Fp CGIL e Consulta Nazionale Protezione Civile sosteniamo una netta distinzione tra cittadino professionista e cittadino competente che ha deciso di scendere in campo e che costituisce un presidio democratico e partecipativo fondamentale, e ci opponiamo ad un Volontariato considerato alla stregua di surroga palese od occulta di forme regolari e regolamentate di occupazione, e all’utilizzo di questo come strumento di temporaneo o definitivo avviamento al lavoro e di un welfare affidato al privato e a forme di spontaneismo più o meno organizzato che sostituisca lo Stato.
Per questo chiediamo che all’interno dei decreti legislativi, una volta approvato questo DDL, venga definito un diverso approccio alla programmazione/pianificazione sulla base di principi di partecipazione attiva dei cittadini e di tutte le componenti e strutture del servizio di protezione civile promuovendo anche lo sviluppo di normative tecniche e garantendo nella programmazione i due ambiti di azione, quello della tutela e quello del soccorso e assistenza alla popolazione. Utile in questo senso che i Comuni vengano attivamente coinvolti nella progettazione e realizzazione degli interventi di prevenzione finanziati dall’unione europea e dallo stato italiano.
Inoltre, nell’ottica della prevenzione e della programmazione ordinaria in materia di protezione civile, che fin qui ci ha ispirato, riteniamo che, unitamente al piano di emergenza di cui alla legge 100/2012, vengano adottati i regolamenti comunali di protezione civile per costituire e disciplinare le attività in ordinario del servizio comunale di protezione civile, definendone gli obiettivi, gli organi e i relativi compiti e la conseguente delibera comunale per istituire il cosiddetto centro operativo comunale e per individuarne le funzioni e i responsabili.
Da ultimo, ai fini di quanto detto, riteniamo necessaria l’istituzione dei livelli minimi essenziali di protezione civile con la definizione dei fondi da destinare all’erogazione del servizio nazionale di protezione civile che dovranno avere carattere di continuità economica, certi e rinnovabili, rintracciabili nel loro utilizzo e destinati all’intero servizio nazionale.
In data 13 giugno le OO.SS. sono state convocate per informazioni relative all’avvio dell’interpello volontario (per la sola Amministrazione Centrale) per accedere nei ruoli delle due Agenzie. L’incontro si è svolto alla presenza del Segretario Generale del Ministero del Lavoro Dr. Onelli, del Direttore generale della PIBLO-UPD Dr. Gambacciani, del Direttore dell’INL Dr. Pennesi e del Presidente e Direttore del’ANPAL Prof. Del Conte e Dr. Pirrone ed è stata l’occasione per fare il punto in merito al perfezionamento dell’iter di costituzione delle due Agenzie nonché del processo di riorganizzazione del Ministero del Lavoro. Ci è stato, in primo luogo, comunicato che i DPCM di organizzazione relativi alle nuove amministrazioni sono stati registrati dalla Corte dei Conti e che a giorni verranno pubblicati sulla G.U e quindi si può procedere ad attivare i relativi interpelli, che interesseranno i dipendenti dell’amministrazione centrale e che sono finalizzati all’individuazione di n.35 unità per l’INL e n.109 per l’ANPAL. Le OO. SS. hanno evidenziato l’esigenza di garantire, al personale del Ministero che eserciterà l’opzione per transitare nelle Agenzie, il pieno rispetto della tutela della professionalità utilizzando anche adeguati processi formativi. Inoltre, per evitare conflittualità e tensioni tra il personale che transiterà nell’ANPAL occorrerà attivare ogni utile iniziativa per ottenere un sostanziale riequilibrio dei salari in considerazione dei diversi CCNL. L’altro tema riguarda i precari degli Enti che operano presso la nostra Amministrazione e che ormai hanno pienamente maturato il diritto ad una definitiva stabilizzazione del loro lavoro. Abbiamo anche chiesto alla delegazione di parte pubblica di confermare le notizie già divulgate relativamente alla logistica ed è stato confermato che la sede delle due agenzie sarà allocata presso i locali di via Fornovo e che conseguentemente i primi traslochi dovrebbero iniziare entro il mese di giugno. Quanto al processo di riorganizzazione che interesserà, inevitabilmente, il Ministero del Lavoro il segretario generale ha comunicato che è stato predisposto un apposito DPR, attualmente al vaglio dell’ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio, il quale fotografa la situazione attuale, al netto delle competenze attribuite ex lege alle due Agenzie. Alcune modifiche riguarderanno in particolare il Segretariato in conseguenza delle nuove competenze assegnate in materia di vigilanza delle neonate agenzie. Relativamente al processo di riorganizzazione del Ministero, abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro con l’amministrazione in cui poter esaminare la bozza del DPR che dovrebbe tenersi la settimana prossima, in ogni caso ci è stato comunicato che l’INL e l’ANPAL dovrebbero cominciare ad operare in avvalimento dalla data di pubblicazione dei DPCM e dovrebbero avere la piena autonomia di bilancio dal 1 gennaio 2017.
Considerate le inevitabili criticità che si dovranno affrontare in particolare nella fase di start up delle due agenzie abbiamo richiesto il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti anche attraverso l’attivazione di specifici tavoli tecnici.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Matteo Ariano Paolo Bonomo Angelo Vignocchi
Giuseppe Palumbo
Breve guida al decreto interministeriale sulla detassazione utile per la definizione degli accordi relativi alla sanità privata e al terzo settore.
Comunicato Emilia Romagna
Abbiamo ricevuto ieri, non senza stupore, la “risposta” del Direttore Regionale (… !!!???!!!) al nostro volantino del 13 maggio, avente ad oggetto l’incontro in DRER dello scorso 28 aprile. Una comunicazione decisamente inusuale nei modi e sicuramente irrituale nei contenuti, che vede la nostra amministrazione utilizzare di fatto uno strumento proprio dei rappresentanti dei lavoratori, il volantino, per replicare ad un’informativa sindacale, appropriandosi di strumenti comunicativi non tipicamente istituzionali, con toni ed espressioni che non dovrebbero far parte della dialettica e ricorrendo peraltro alle proprie strutture per assicurarne l’invio a tutti i dipendenti attraverso i Direttori Provinciali: una novità pressoché assoluta, della quale prendiamo atto, con la quale viene sferrato un preciso e duro attacco alla FP CGIL, organizzazione sindacale evidentemente rea di portare avanti con determinazione le istanze dei lavoratori che rappresenta in sede negoziale. Il batti e ribatti non ci interessa, per questo non staremo certo qui a ribadire le nostre posizioni e le nostre richieste sui singoli temi, già accuratamente spiegate e motivate nel volantino “incriminato” del 13 maggio; ci interessa solo sottolineare un paio di aspetti legati a questa incresciosa vicenda. Il primo è quello relativo alla stesura dei verbali degli incontri. Da tempo, soli con FLP nel variegato panorama sindacale regionale, lamentiamo e stigmatizziamo il ricorso alla scrittura “postuma” del verbale; questa la risposta testuale inviata dalla FP CGIL alla DRER il 12 maggio a seguito della richiesta di integrazioni della bozza di verbale dell’incontro del 28 aprile rivolta alle OO.SS. partecipanti:
“Come già ripetutamente ribadito in precedenti occasioni, la scrivente O.S. non intende sottoscrivere verbali che non siano redatti contestualmente ai relativi incontri, per due ordini di motivi:
1. il primo è sostanziale in quanto un verbale, in materie per le quali è prevista la contrattazione, non sostituisce l’accordo e dunque, a parere di chi scrive, non è di alcuna utilità;
2. il secondo, puramente formale, è che il lasso di tempo intercorso dalla riunione non consente di verificare nel testo proposto il corretto e puntuale riporto delle dichiarazioni rese dai partecipanti, né può cogliere la ricchezza e l’articolazione della discussione. Per il futuro si auspica un diverso modo di operare da parte di codesta Direzione Regionale allo scopo di eliminare ogni criticità relativa alla tematica sopra evidenziata.”
Fare, pertanto, riferimento a informazioni riportate nel nostro volantino non sempre corrette o fedeli rispetto a quanto emerso nel corso dell’incontro appare quantomeno inopportuno rispetto ad un verbale costruito ex post con integrazioni, queste sì, che talvolta nulla hanno a che vedere con quanto enunciato in quella circostanza. Il secondo è una mera considerazione sull’accaduto.
Per scatenare una reazione di questa portata da parte del Direttore Regionale, dobbiamo di sicuro aver toccato un nervo scoperto e aver colto nel segno. Ci auguriamo, sin da ora, che il confronto torni a svolgersi nelle sedi opportune e nel rispetto reciproco, incentrandosi esclusivamente sulla discussione dei temi all’ordine del giorno, nell’interesse primario di tutti i dipendenti e degli uffici in cui operano, laddove il clima interno e il benessere lavorativo sono determinanti per il conseguimento degli obiettivi prefissati e per il buon funzionamento delle strutture: un’amministrazione attenta alle richieste dei suoi dipendenti e capace di coniugare la tensione ai risultati con la sensibilità nei confronti delle aspettative del personale può certamente porsi delle sfide impegnative e ambiziose; diversamente, non potrà che demotivare ulteriormente i propri addetti, già da tempo sottoposti a un vero e proprio linciaggio mediatico dall’esterno e soggetti a continue restrizioni e oppressioni dall’interno.
Bologna, 20 maggio 2016
FP CGIL-Coord. Regionale
Agenzia delle Entrate
Emilia Romagna
Mobilità, Orari, Voluntary disclosure,
Responsabile del procedimento
Nessuna risposta
Nonostante le nostre numerose richieste di incontro su argomenti prioritari per i lavoratori (mobilità regionale, orario, chiusura di uffici territoriali, problematiche connesse all’accorpamento Entrate/Territorio, definizione di Responsabile del procedimento, trattamento istanze di Voluntary disclosure), la DRER ci convoca dopo molti rinvii soltanto con l’intento di ripristinare un vecchio meccanismo: l’apprezzamento della qualità individuale. Un incontro, quello del 28 aprile, che si è risolto in una semplice illustrazione dei progetti che l’amministrazione intenderebbe avviare nell’immediato futuro.
Proviamo a dare conto in sintesi dell’andamento dell’incontro, anticipando da subito la nostra delusione e il giudizio complessivo negativo. La richiesta di una soluzione definitiva ed uniforme per tutte le strutture al problema dell’individuazione del responsabile del procedimento è stata rapidamente accantonata dal Direttore Regionale, che, anzi, ha esortato i presenti “a non affrontare con immaturità la questione” (… !?!). In attesa di un pronunciamento da parte degli organi di vertice dell’Agenzia delle Entrate, il Direttore ha riferito di voler lasciare libertà d’azione ai singoli Direttori Provinciali. Abbiamo qualche perplessità in merito. Ci chiediamo, infatti, in che modo questi potranno disattendere la recente direttiva dello stesso Direttore regionale, che individua il responsabile del procedimento nel funzionario che cura l’istruttoria della pratica. Il tema è davvero rilevante; sono comprese quasi tutte le attività svolte negli uffici e si intreccia con la delega di firma attribuita dai dirigenti, in relazione al valore della pratica, a capi team, capi area, capi ufficio fino ai funzionari di terza e persino di seconda area (ai dipendenti che non svolgono funzioni di coordinamento, come è noto, non viene riconosciuto alcun compenso). La questione è di tale rilievo che abbiamo ritenuto utile coinvolgere anche il nostro coordinatore nazionale, il quale ha già richiesto un incontro l’11 marzo scorso. Per quanto concerne la mobilità regionale, dopo aver verificato gli esiti della procedura avviata lo scorso anno e il numero delle richieste non accolte, in considerazione dell’esiguo numero di colleghi che ne sarebbero interessati e alla luce dell’opportunità rappresentata dall’imminente assunzione di 110 funzionari (potrebbero salire a 140 se venissero assunti anche gli idonei), abbiamo richiesto lo scorrimento completo della graduatoria 2015 e l’apertura di una nuova procedura di mobilità. L’amministrazione si è opposta alla nostra richiesta ed ha prospettato un’ipotesi di mobilità regionale con un numero di posti disponibili pari al 30% dei nuovi assunti assegnati a ciascuna struttura, con l’eliminazione del vincolo dell’irrinunciabilità: a nostro parere, si tratta di un numero del tutto insufficiente a garantire l’accoglimento delle domande rimaste pendenti e assolutamente non adeguato alla realtà operativa e funzionale delle strutture. Anche con riguardo alle lavorazioni delle istanze di Voluntary Disclosure la discussione è stata rinviata ed agganciata al monitoraggio del 31 maggio. In considerazione dell’elevato numero di istanze (a quelle di competenza si sono aggiunte quelle ricevute dal Centro Operativo di Pescara smistate tra gli uffici della regione), avremmo voluto avviare subito il confronto per avere contezza dei carichi di lavoro e valutare l’impatto sui lavoratori, molti dei quali non hanno ricevuto alcuna formazione specifica, essenziale per svolgere al meglio questa attività. Durante la riunione sono state consegnate alle OO.SS. le Linee guida sui nuovi orari di servizio e di lavoro che la DR vorrebbe attuare con un primo step entro il prossimo mese di giugno, che modificano in peggio gli accordi in vigore. Non condividiamo il metodo prima che il merito. Riteniamo che l’impianto della disciplina in essere vada confermato perché ha mostrato nel corso di questi anni la sua validità e la sua utilità per il personale e per l’operatività delle strutture. Anzi, a nostro giudizio, deve essere garantita in tutte le articolazioni territoriali la più ampia flessibilità, quando non in conflitto con le esigenze di servizio, e deve essere riconosciuto ad ogni lavoratore il diritto ad uno dei profili orari contemplati dagli accordi. Sulla chiusura di altri Uffici Territoriali, abbiamo rappresentato a più riprese la nostra netta, convinta e totale contrarietà all’arretramento delle istituzioni, per le ripercussioni negative che hanno in termini di presidio del territorio, di affermazione della legalità e di servizi resi ai cittadini: la nostra posizione è sempre questa ed anche a livello nazionale, nel corso dell’incontro svoltosi in contemporanea con il nostro, abbiamo contestato le scelte dell’amministrazione. Ricordiamo che l’Agenzia, col protocollo d’intesa dello scorso ottobre si era impegnata a sospendere la chiusura degli uffici in vista di una sua completa riorganizzazione, riservandosi di rivedere ed approfondire il programma relativo al D.Lgs. n. 66/2014 (fitti passivi) e la conseguente chiusura degli uffici. Infine, la questione del merito e del riconoscimento della qualità della prestazione lavorativa del singolo dipendente. Da diversi anni la nostra Direzione Regionale sembra non aver altro obiettivo se non quello di ripristinare un vecchio meccanismo: l’apprezzamento della qualità individuale. La discussione ha impegnato quasi l’intera giornata, a riprova dell’importanza che il tema riveste per il nostro direttore regionale, fino all’abbandono del tavolo da parte sua una volta chiaro che la proposta non era da noi condivisa. Anche se in periodi passati questo argomento è stato oggetto di confronto, non possiamo dimenticare come dal 2006 a oggi siano fortemente peggiorate le condizioni dei lavoratori pubblici (riforma Brunetta, contratto bloccato da 7 anni) e non possiamo non tener conto di una dirigenza che si è mostrata incapace di gestire al meglio questo strumento. Il testo muove da un elaborato dell’Osservatorio congiunto istituito in Emilia Romagna oltre dieci anni fa e si fonda sull’osservazione diretta di atti e comportamenti da parte del dirigente. Ci siamo espressi più e più volte sull’argomento: non possiamo che ribadire il nostro rifiuto categorico alla proposta perché priva a monte di un sistema di valutazione formalizzato e rigoroso nella scelta del metodo utilizzato, valido per l’Agenzia delle Entrate sull’intero territorio nazionale. La nostra non è certo una contrarietà di principio: sulla materia si esprimeranno compiutamente i nuovi contratti e i decreti in via di approvazione. Non avvertiamo alcuna necessità di precorrere i tempi a livello regionale e ci auguriamo che anche le altre OO.SS. cambino idea al riguardo, impedendo il tentativo in atto da tempo da parte dell’amministrazione di imporre un sistema che di oggettivo, trasparente e universale ha ben poco. Ad oggi, se i tentativi della Direzione Regionale non sono andati in porto è grazie alla ferma opposizione della CGIL consapevole che un accordo in Emilia potrebbe condizionare pesantemente le relazioni sindacali negli altri territori e a livello nazionale.
Bologna, 13 maggio 2016
FP CGIL-Coord. Regionale Agenzia delle Entrate
Emilia Romagna
In data 1 giugno u.s. è proseguita la trattativa sull’ipotesi di accordo integrativo sulle politiche di incentivazione della produttività del personale e sui contenuti economici del Fondo Unico di Amministrazione per l’anno 2015. Preliminarmente ci è stato comunicato che entro il mese di giugno saranno pubblicati i DPCM di organizzazione dell’INL e dell’ANPAL. Ciò consentirà di avviare le procedure di interpello per il personale dell’amministrazione centrale che vorrà transitare nei ruoli delle “Agenzie” e di definire, presumibilmente nel mese di luglio, le relative piante organiche. In merito all’argomento all’ordine del giorno la discussione si è concentrata in particolare sulla possibilità di prevedere l’inserimento di una norma programmatica che consenta di impegnare parte delle risorse del FUA 2016 per avviare le progressioni economiche con decorrenza 1 gennaio 2016. L’amministrazione, a seguito delle richieste delle OO.SS., ha presentato una nuova proposta che prevede l’aumento dello stanziamento inizialmente previsto, dal 25% al 50% della parte fissa del fondo, che per il 2015 ammonta ad €.4.156.429. Pur apprezzando la disponibilità dell’amministrazione nell’accogliere alcune delle nostre richieste – mantenimento, per l’anno 2015, delle quote previste per la produttività individuale e collettiva (20% – 80%) – e pur comprendendo la complessità di una procedura che coinvolgerà inevitabilmente tre amministrazioni diverse, abbiamo ritenuto insufficiente lo stanziamento e chiesto un ulteriore sforzo per aggiungere risorse al fine di consentire il passaggio economico ad un numero maggiore di colleghi. La delegazione di parte pubblica si è riservata un ulteriore approfondimento e, pertanto, la riunione è stata aggiornata ad un prossimo incontro che si dovrebbe tenere nei prossimi giorni. Roma, 6 giugno 2016
FP CGIL CISL FP UIL PA
Matteo Ariano Paolo Bonomo Angelo Vignocchi
Giuseppe Palumbo
In data 27 maggio u.s. siamo stati convocati dall’Amministrazione per discutere degli argomenti che di seguito si riportano: 1) Sottoscrizione dell’accordo definitivo su F.U.A. anno 2014; 2) Informativa sulla Cassa di Previdenza ed Assistenza; 3) Modifica Accordo Stralcio 10/07/2013 turni e reperibilità di cui all’art.7, comma 1 lettera B relativamente alla Direzione Generale Dighe. 4) Varie ed eventuali. Per quanto attiene il primo punto all’ordine del giorno abbiamo avuto informativa sul rilievo mosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha evidenziato come la somma di Euro 925.190, 14 della parte variabile del FUA imputate all’anno 2014 non potevano essere esigibili per quell’anno in quanto sono stati riconosciuti, in sede di predisposizione della legge di assestamento di bilancio del 2015, e quindi imputabili a tale anno. E’ bene precisare che il FUA del 2014 era già stato sottoscritto, con le somme oggetto di rilievo, in data 24 novembre 2015. Ciò stante abbiamo firmato il nuovo FUA del 2014 con le somme sottratte all’accordo del 24 novembre, inserendo una nota a verbale con la quale abbiamo chiesto che, malgrado verrà pagata con il FUA del 2015, la somma di euro 925.190,14 dovrà essere erogata con le regole e destinatari previsti dal FUA 2014, auspicando nel contempo, una celere definizione del FUA 2015. Per quanto attiene il secondo punto, abbiamo ricevuto dal Direttore del Personale un’informativa sulla Cassa di Previdenza e Assistenza del Ministero; con l’occasione ci è stata fornita ufficialmente copia del nuovo statuto che ora dovrà seguire l’iter legislativo per l’approvazione definitiva. Per il terzo punto all’ordine del giorno e cioè la modifica all’accordo stralcio per turni e reperibilità che riguardava in maniera specifica la DG delle Dighe, ci siamo riservati di firmarlo al fine di valutare meglio la proposta formulata dall’amministrazione che, se accettata pedissequamente, estrometterebbe la RSU sedi centrali ed i Territoriali del Lazio dalla discussione per le sedi di Roma e di altri territori per la medesima fattispecie. Per le varie ed eventuali, il Capo del Personale, ci ha dato informativa dei problemi sorti presso la Motorizzazione Civile di Napoli e ci ha rappresentato l’ipotesi di valutare possibili rotazioni tra il personale non escludendo i distacchi. Restano delle ipotesi, ma che ci vedranno attenti a che non si colpevolizzino i lavoratori onesti che giornalmente combattono una situazione ambientale non serena.
27 Maggio 2016
Per il coordinamento MIT
Mario Mellano