Lo scorso mercoledì 5 luglio la Camera dei Deputati ha approvato il testo unificato delle proposte di legge n. 596, n. 659, n. 952 e n. 991 recanti “Disposizioni in materia di ordinamento delle professioni pedagogiche ed educative e istituzione dei relativi albi professionali” composto di 11 articoli.
La FP CGIL esprime un parere sostanzialmente negativo sul testo approvato, viste diverse criticità che ancora rimangono al termine dell’esame dell’aula della Camera. Nel corso della discussione, prima nella commissione referente e poi in sede di assemblea plenaria, abbiamo formulato diverse proposte emendative che miravano a sanare le problematiche che abbiamo evidenziato a più battute, ma molte delle nostre sollecitazioni non sono state raccolte.
A partire dagli emendamenti che avrebbero ripristinato gli ambiti di intervento anche ai servizi della salute definiti a partire dall’articolo 33-bis del decreto-legge 14 agosto 2020 n. 104, come convertito in legge dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126 e dal successivo decreto del Ministro della salute del 27 ottobre 2021. Non averlo fatto torna ad alimentare quella differenziazione tra i due profili dell’educatore professionale, quello socio-pedagogico e quello socio-sanitario, che pur facendo in questi servizi spesso lo stesso identico lavoro, si trovano nuovamente a fare i conti con l’inesorabile allontanamento dal percorso di ricomposizione del profilo professionale da più parti rivendicato, a differenza delle precedenti intenzioni del legislatore. Questa vicenda, se non corretta in Senato, molto probabilmente porterà a nuove controversie legali oltre che a mortificare l’orizzonte professionale degli educatori socio-pedagogici, che attualmente, è bene ricordare, sono esclusi dalla vigente normativa nazionale dai servizi di inclusione scolastica anche se vi operano in virtù di scelte degli enti locali. Questa separazione solo di natura formale per chi lavora ogni giorno a spalla a spalla nei presidi della salute risulta assurda e discriminatoria.
Valutiamo positivamente l’aver cancellato la previsione dell’esame di Stato che come avevamo denunciato creava un’evidente discriminazione con altri percorsi di lauree ordinistiche. Allo stesso modo il giudizio è positivo su un’altra vicenda che avevamo posto all’attenzione con i nostri emendamenti, ovvero il richiamo chiaro e netto alle norme contenute all’articolo 1, commi 594 e seguenti della legge 27 dicembre 2017, n. 205 e del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 ai fini del riconoscimento delle qualifiche ottenute ai loro sensi per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. Esprimiamo poi la nostra preoccupazione per non aver previsto delle clausole di salvaguardia per i tanti che, lavorando in questi servizi in virtù di leggi regionali in deroga alle previsioni normative nazionali, potranno perdere il lavoro con gravi ripercussioni anche sulla tenuta dei servizi stessi dove operavano, qualora non ci fossero ulteriori modifiche nel corso dell’esame del provvedimento in Senato.
Per quanto riguarda i profili dell’educatore per i servizi educativi dell’infanzia riteniamo positivo aver dato finalmente seguito alle richieste di piena valorizzazione professionale e del riconoscimento della professionalità di migliaia di lavoratrici e lavoratori in tutto il Paese, anche ai fini del corretto inquadramento giuridico del personale impiegato dagli enti locali. Riteniamo però un punto critico che non si sia adeguatamente prevista la possibilità di iscrizione all’ordine del medesimo personale che, a norma del citato decreto legislativo n. 65/2017, può esercitare la professione, limitandola alle sole disposizioni transitorie in via di prima applicazione della norma. Infine pensiamo che l’ulteriore aggravio economico che pesa sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolar modo in questa fase, sia un problema affatto di poco conto. Per queste ragioni rinnoviamo nuovamente la richiesta che siano gli enti locali a farsi carico delle tasse di iscrizione di tutti gli ordini professionali per i loro dipendenti, nonché i soggetti privati presso cui siano in forze lavoratrici e lavoratori che svolgono la loro attività in forma esclusiva con il medesimo datore di lavoro.
Si è tenuta ieri l’ultima delle tre riunioni programmate, per la firma dell’ipotesi di accordo sul nuovo ordinamento professionale. L’accordo individua le nuove famiglie professionali con riferimento all’area degli operatori, degli assistenti, dei funzionari e delle elevate professionalità, nelle quali confluiranno i profili attualmente esistenti.
L’Amministrazione ci ha inoltre fornito un cronoprogramma delle attività che sarà formalizzato entro la prossima settimana. Il programma prevede:
1. Discussione dell’accordo sull’integrazione del salario accessorio con le risorse del Pon Inclusione, come da tempo chiedevamo: la bozza di accordo sarà pronta nelle prossime settimane e sarà discussa per la prima settimana di settembre. Basandoci sulle precedenti interlocuzioni, abbiamo chiesto di fornirci l’accordo e le proiezioni della redistribuzione delle risorse, tenendo conto dell’attribuzione del 60% delle risorse a coloro che sono stati impiegati direttamente nella realizzazione degli obiettivi previsti e il 40% per coloro che a vario titolo, in maniera trasversale, hanno partecipato alla realizzazione delle necessarie attività, in luogo delle percentuali 70-30 proposte.
2. Progressioni orizzontali: potrebbero arrivare per agosto le certificazioni degli organi di controllo, così da procedere alla firma del definitivo;
3. Progressioni verticali in deroga: l’apertura del confronto è prevista per la seconda settimana di settembre;
4. In tema di lavoro da remoto e di coworking, l’Amministrazione ha comunicato che a settembre sarà convocato l’organismo paritetico per l’innovazione, per avviare la discussione e portare una proposta strutturata al tavolo sindacale.
In merito all’emergenza caldo e alla nostra richiesta di ampliare il lavoro agile per i lavoratori che ne facciano richiesta, l’Amministrazione ci ha comunicato che laddove non ci siano le condizioni per consentire lo svolgimento della prestazione lavorativa per i malfunzionamenti degli impianti di climatizzazione – sulla base di una relazione del RSPP o di una comunicazione dei Direttori Generali – non ha problemi ad autorizzare il personale interessato allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile, come fatto sinora.
Auspicavamo un’apertura maggiore per consentire ai lavoratori in particolari condizioni di salute o semplicemente più adulti di evitare di percorrere chilometri in una città rovente, ma è evidente che il Ministero del Lavoro non intende fare scuola sul tema neanche stavolta.
Infine, abbiamo chiesto se fosse possibile avere una graduatoria anonima rispetto alle sovvenzioni; ci è stato risposto che quando la procedura sarà informatizzata, ognuno avrà il suo codice per accedere alla graduatoria. Riteniamo questa una buona soluzione, ma chiediamo che anche le organizzazioni sindacali possano accedervi, nel pieno rispetto dei dati personali, essendo quei fondi parte del Fondo Risorse Decentrate.
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FP CGIL
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M.ARIANO
F. DE RUGERIIS
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Vi trasmettiamo, di seguito, la proposta di riqualificazione di tutto il personale in possesso dei requisiti previsti dalla norma di prima applicazione di cui agli articoli 17 e 18 del CCNL 2019-2021 inviata al Direttore Centrale Risorse Umane che, nel corso dell’odierna riunione tecnica sul CIE 2019 – 2021, ha positivamente accolto e fatta propria. È opportuno precisare, che la stessa non incide sulle capacità assunzionali previste dall’esterno, tanto da aver avuto informazione circa la presenza dell’Inail nel prossimo DPCM.
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Al Direttore Centrale RU Dott. Carlo Biasco Oggetto: proposta per applicazione articoli 17 e 18 del CCNL 2019-2021 Come noto, gli articoli in Oggetto disciplinano rispettivamente la progressione tra le aree e le norme di prima applicazione. In particolare l’art. 18, prevede espressamente che: 1. Al fine di consentire alle amministrazioni di procedere agli adempimenti necessari all’attuazione delle norme di cui al presente Titolo, lo stesso entra in vigore il giorno 1 del mese successivo ad un periodo dilatorio pari a cinque mesi dalla sottoscrizione definitiva del presente CCNL. 2. Dall’entrata in vigore del presente CCNL ed entro il termine di cui al comma 1, l’amministrazione, in sede di contrattazione integrativa di cui all’art. 7 (Contrattazione collettiva integrativa: soggetti, livelli e materie), comma 6, lett. z), definisce le famiglie professionali del nuovo ordinamento professionale all’interno delle quali confluiscono, nel rispetto della tabella 2 di trasposizione automatica nel sistema di classificazione, i profili professionali definiti sulla base del precedente sistema ordinamentale. 3. Il personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente Titolo è inquadrato nel nuovo sistema di classificazione con effetto automatico dalla stessa data secondo la tabella 2 di trasposizione automatica nel sistema di classificazione. 4. Le procedure per l’attribuzione di progressioni economiche definite dai contratti integrativi già sottoscritti alla data di entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale sono portate a termine e concluse sulla base della previgente disciplina. 24 Analogamente si procede nel caso in cui alla data di entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale sia stata firmata solo l’Ipotesi di contratto integrativo. 5. Fermo restando il potere di autotutela dell’amministrazione, le procedure concorsuali di accesso alle aree o posizioni di inquadramento giuridico del precedente ordinamento professionale, ivi incluse quelle riservate al personale già in servizio presso l’amministrazione, già bandite prima dell’entrata in vigore del nuovo ordinamento, sono portate a termine e concluse sulla base del precedente ordinamento professionale. Il personale vincitore delle stesse viene inquadrato nel nuovo sistema di classificazione applicando la disciplina di cui al presente Titolo. 6. In applicazione dell’art. 52, comma 1-bis, penultimo periodo, del d.lgs. n. 165/2001, al fine di tener conto dell’esperienza e professionalità maturate ed effettivamente utilizzate dall’amministrazione di appartenenza, in fase di prima applicazione del nuovo ordinamento professionale e comunque entro il termine del 31 dicembre 2024, la progressione tra le aree ha luogo con procedure valutative cui sono ammessi i dipendenti in servizio in possesso dei requisiti indicati nella allegata tabella 3 di corrispondenza. 7. Le amministrazioni definiscono, in relazione alle caratteristiche proprie della famiglia professionale di destinazione e previo confronto di cui all’art. 5 (Confronto), i criteri per l’effettuazione delle procedure di cui al comma 6, sulla base dei seguenti elementi di valutazione a ciascuno dei quali deve essere attribuito un peso percentuale non inferiore al 25%: a) esperienza maturata nell’area di provenienza; b) titolo di studio; c) competenze professionali quali, a titolo esemplificativo, le competenze acquisite attraverso percorsi formativi, le competenze certificate (es. competenze informatiche o linguistiche), le competenze acquisite nei contesti lavorativi, le abilitazioni professionali. 8. Le progressioni di cui al comma 6 sono finanziate anche mediante l’utilizzo delle risorse determinate ai sensi dell’art.1 comma 612 della legge n. 234 del 30 dicembre 2021 (Legge di bilancio 2022) in misura non superiore allo 0,55% del monte salari dell’anno 2018 relativo al personale destinatario del presente CCNL Come evidente dalla lettura dell’articolato si fa sempre riferimento a un costo complessivo da finanziare sia dalle ordinarie capacità assunzionali, sia mediante l’utilizzo delle risorse determinate ai sensi dell’art.1 comma 612 della legge n. 234 del 30 dicembre 2021 (Legge di bilancio 2022) in misura non superiore allo 0,55% del monte salari dell’anno 2018 relativo al personale destinatario del CCNL. Tenuto conto di quanto sopra si ritiene di avanzare una proposta che si sostanzia in un percorso avente le seguenti tappe:
1) Quantificazione del costo complessivo per la riqualificazione di tutto il personale attualmente inquadrato nell’area inferiore (operatori verso assistenti, assistenti verso funzionari) e in possesso dei requisiti previsti dalla tabella 3 di corrispondenza allega al CCNL;
2) Individuazione del valore complessivo dello 0,55% (orientativamente € 1.420.000,00) e del totale dei budget assunzionali disponibili per il personale non dirigenziale in relazione agli anni di interesse e non ancora utilizzati;
3) Emanazione di un primo bando per entrambe le aree volto all’utilizzo totale dello “0,55%” e dei budget assunzionali disponibili al netto delle somme già impegnate;
4) Aggiornamento del PTF prevedendo un incremento dell’area superiore corrispondente ai reinquadramenti di cui al bando sub 3) e il relativo decremento dell’area sottostante;
5) Individuazione del budget assunzionale 2023 comprensivo delle cessazioni intervenute nello stesso anno ed emanazione di un secondo bando per il completamento del percorso di riqualificazione da finanziare interamente con quelle risorse; 6) Nuova rimodulazione del fabbisogno con la medesima ratio di cui al punto 4. Rimanendo convinti che la strada principale debba restare quella di un intervento politico e legislativo, ai vari livelli, per la salvaguardia della funzione sociale esercitata dall’Istituto e corrispondentemente della valorizzazione e del potenziamento del suo Personale, crediamo che quanto sopra possa garantire una risposta importante per il superamento di una delle problematiche più annose e complicate presente in Inail. Si rimane in attesa di riscontro.
FP CGIL CISL FP UILPA USB PI ANMI
Mercanti Molinari Paglia Mencarelli Norcia
Pubblichiamo la nota della Segreteria Provinciale Fp Cgil nella quale invita le Amministrazioni a prendere in considerazione la grande difficoltà a garantire il soccorso alla cittadinanza e allo stesso tempo tutelare le donne e gli uomini del Corpo
Pubblichiamo il comunicato di stampa della Segreteria Regionale Fp Cgil e del Coordinamento Regionale Fp Cgil VVF nel quale a seguito dell’emergenza maltempo che ha interessato il territorio e l’intero paese, ribadisce la mancanza di mezzi e organici a garanzia del soccorso alla cittadinanza e della tutela delle lavoratrici e i lavoratori del Corpo
Si è svolto oggi a Persociv il previsto incontro sul Contratto integrativo del Ministero della Difesa destinato a recepire molte novità del CCNL delle Funzioni Centrali. La complessità del nuovo sistema di regole, che dovrà assicurare gli sviluppi economici agli esclusi degli ultimi due bandi e consentire la progressione verticale tra le aree, anche in deroga al titolo di studio realizzando, fra l’altro, lo svuotamento della prima area, richiede però il preventivo completamento delle Famiglie professionali e delle relative Competenze. Ma andiamo per ordine: Famiglie professionali e Competenze Come è noto l’ordinamento costituito dai profili professionali è stato sostituito da 3 Famiglie Professionali: Amministrativa, Sanitaria e Tecnica logistica, che riassumono al loro interno tutte le attività del Ministero della Difesa. Peraltro, per evitare che i lavoratori possano essere impiegati in mansioni completamente diverse senza avere le necessarie conoscenze e abilità professionali, è necessario definire preventivamente le Competenze di ciascuna Famiglia Professionale, facendo particolare attenzione a ricomprendere tutte le fattispecie lavorative. Nella riunione odierna Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa hanno, per questo, evidenziato la necessità di meglio definire le competenze della Famiglia tecnica che, nella proposta dell’amministrazione, erano state descritte in maniera troppo generica. La delegazione ha recepito le indicazioni del sindacato confederale che saranno contenute in una nuova formulazione. Sviluppi economici 2023 e Progressioni verticali In tema di Sviluppi economici 2023 come Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa, pur non entrando nel merito dei numeri, abbiamo rappresentato che è necessario garantire il passaggio a coloro che sono rimasti esclusi negli ultimi 2 bandi, compresi i colleghi della prima area. L’amministrazione ha reso poi noto che sono disponibili le risorse pari allo 0,55% del monte salari 2018 (oltre 6 milioni di euro) per realizzare le progressioni tra le aree (in deroga al titolo di studio) entro il 2024 che potremo realizzare al più presto. Contratto integrativo di parte giuridica Per Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa è fondamentale realizzare il Contratto integrativo di parte giuridica, tenuto conto che su tante materie l’A.D. è intervenuta negli anni in maniera unilaterale, privando le OO.SS. delle informazioni necessarie o disponendo su aspetti come l’orario di lavoro del personale turnista o ancora realizzando discriminazioni inaccettabili anche in tema di benessere del personale. La necessità di avere ora un testo organico dopo ben 23 anni dall’ultima stesura è un obiettivo che abbiamo il dovere di assicurare ai lavoratori civili della Difesa. Agenzia Industria Difesa Abbiamo rappresentato che continuiamo ad assistere ad un pauroso arretramento dell’Agenzia Industria Difesa in tema di disponibilità delle risorse necessarie per il suo funzionamento, comprese quelle per il salario accessorio, con grave danno a carico dei lavoratori. Sull’argomento Persociv ha precisato che la problematica e i ritardi sono attribuibili al Mef, dando conferma alle perplessità di Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa all’indomani della sciagurata iniziativa di modificare l’assetto organizzativo e del sistema di finanziamento. Le responsabilità politiche sono evidenti e si dovrà chiedere immediatamente conto di quali soluzioni la tecno struttura del Ministero della Difesa sarà in grado di trovare per garantire parità di trattamento ai lavoratori dell’Agenzia. I diritti non vanno in vacanza Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa hanno poi sollecitato l’amministrazione a non sospendere gli incontri per la pausa estiva, visto l’importanza degli argomenti da affrontare e il poco tempo disponibile, tanto che il prossimo incontro è stato calendarizzato per il 2 agosto. Ma non si ferma l’iniziativa di Fp Cgil Cisl Fp e Uil Pa neppure sul piano politico. Il tema dei concorsi naufragati, delle assunzioni necessarie, delle risorse sottratte e di relazioni sindacali compresse non consentono pause e richiedono che alle parole e all’impegno dichiarato dal nuovo vertice politico seguano i fatti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Massimiliano Prestini Massimo Ferri Carmela Cilento
Marco Campochiaro Franco Volpi
Roma, 25 lug – “Ancora una volta i vigili del fuoco sono sottoposti a un lavoro estenuante per fronteggiare gli incendi che stanno flagellando il centrosud. Siamo già intervenuti per sollecitare l’amministrazione all’utilizzo di tutti i mezzi e gli strumenti in grado di sostenere il personale”. Lo scrive in una nota Mauro Giulianella, coordinatore nazionale Fp Cgil Vigili del fuoco.
“Il gravissimo maltempo al nord e i disastrosi incendi al sud – scrive Giulianella – tracciano un Paese spaccato in due e rendono molto complessa la gestione dell’emergenza: i Vigili del fuoco sono sotto organico e ogni qualvolta si verificano queste circostanze occorre ricordare all’amministrazione che è necessario integrare le dotazioni organiche, arrivare a 40mila unità operative e 5mila unità del ruolo tecnico professionale, per rispondere alle esigenze del cittadino. Senza dimenticare la grande questione dell’integrazione del sistema di Protezione civile con i Vigili del fuoco, così da fornire il massimo livello di valorizzazione al soccorso. Esprimiamo assoluta gratitudine ai Vigili del fuoco che stanno operando e pieno sostegno a tutte le
comunità colpite mentre all’amministrazione ribadiamo la necessità di garantire anche agli operatori del soccorso di poter lavorare in sicurezza. I Vigili del Fuoco, infatti, ancora non rientrano nelle coperture assicurative dell’Inail e non godono di misure e protocolli utili a evitare che le contaminazioni derivanti dalle operazioni di spegnimento di grandi incendi non rimangano a lungo sul proprio corpo, ben oltre la fine degli interventi, provocando così patologie gravi e gravissime”, conclude Giulianella.
Pubblichiamo lo schema di Decreto prodotto dal GdL riguardo lo schema di regolamento recante modalità di svolgimento dei concorsi pubblici per l’accesso alle qualifiche di pilota di aeromobile vigile del fuoco, di specialista di aeromobile vigile del fuoco, di nautico di coperta vigile del fuoco, di nautico di macchina vigile del fuoco e di sommozzatore vigile del fuoco, ai sensi, rispettivamente, degli articoli 33, 34, 50 e 52 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217.
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Territoriale Fp Cgil VVF e la Segreteria Territoriale Fp Cgil nella quale evidenziano come la carenza di organici non assicura un adeguato soccorso alla cittadinanza e la relativa tutela alle donne e agli uomini del Corpo
Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF Fns Cisl e Uil Pa VVF nella quale evidenziano anche a seguito dell’emergenza incendi la grave carenza degli organici
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane con la quale definisce la data del trasferimento del personale del ruolo Capo Squadra
FP CGIL : “Vigili del fuoco, come ogni anno pochi, oberati di lavoro ed al limite di esaurimento fisico”
Da oltre due settimane i Vigili del Fuoco del Comando di Reggio Calabria sono impegnati con decine di interventi giornalieri, anche di notevole entità, e distribuiti su tutto il territorio metropolitano.
Villa San Giovanni, Campo Cabro dove ha preso fuoco il deposito di rottami “La Valle”, Sambatello, Archi, Monastero di Ortì, Mosorrofa, Vito, Eremo, per non parlare della zona montana, è di ieri la notizia dell’evacuazione del territorio di Cardeto su disposizione del Sindaco. L’Aspromonte ha ripreso a bruciare, diversi i territori del Parco Nazionale coinvolti, con il terrore che si possano ripetere gli scenari del 2021, sulla jonica la situazione non è migliore, anzi.
A combattere questo “mostro” attualmente presso il Comando Provinciale VVF di Reggio Calabria mediamente vi è una sola squadra operativa, con qualche rincalzo, ed una sola squadra boschiva (da dedicare esclusivamente all’incendio di bosco) supportate ,durante il giorno, da 2 Canadair e due elicotteri come flotta aerea, per una popolazione di circa 183000 persone nel solo comune di Reggio Calabria. I distaccamenti non stanno meglio, garantire una squadra operativa al completo per ogni turno rappresenta un miracolo, spesso distogliendo personale dalla sede centrale o da altre sedi limitrofe per garantire le assenze.
La notte del 23 luglio è stata dichiarato la stato d’emergenza con l’invio di mezzi ed uomini della colonna mobile da Lazio, Campania, da Crotone e dalla vicina Messina per cercare di fronteggiare una situazione sempre più grave.
Il personale è al limite psico fisico(è di soli pochi giorni fa la notizia del Presidente Occhiuto che , su suggerimento della CGIL, interrompeva il lavoro, in determinati ambiti, nelle ore più calde del giorno), ciò ovviamente non vale e non può valere per i VVF, che ricordiamo non essere supereroi, ma semplici esseri umani che soffrono come altri le eccessive temperature, che si disidratano molto più degli altri, che hanno bisogno di consumare almeno un pasto ogni 12 ore , e “quando possibile”, per riprendersi, di riposare…..
Il problema più grave è dato dalla ormai cronica carenza di personale, nel solo 2023 sono fuoriusciti dal ruolo di vigile del fuoco ben 9 unità per promozione alla qualifica di ispettore antincendio, attualmente, 10 unità con qualifica vigile coordinatore stanno frequentando il corso da capo squadra, quindi non operativi, ancora, da inizio anno ben 6 colleghi hanno avuto la fortuna di raggiungere l’agognato pensionamento. Ben 16 unità in meno nel dispositivo di soccorso e 9 attualmente, in qualità di ispettori antiincendio, non possono essere inseriti nelle squadre “operative”. Se ci aggiungiamo le unità in malattia, gli infortuni che si moltiplicano in questo durissimo periodo e i vigili con limitazioni fisiche riconosciute è facile comprendere come i capi turno debbano avere doti da veri e propri prestigiatori per riuscire a costruire, giornalmente, un dispositivo di soccorso che raggiunga i limiti minimi previsti per legge, ed a volte neanche quelle.
La popolazione deve comprendere che, spesso, quando il fuoco si avvicina pericolosamente alle proprie abitazioni, si rimane bloccati dentro un ascensore a 45°C, o chiusi fuori di casa per aver dimenticato le chiavi, o , peggio, incastrati tra le lamiere di un incidente stradale ed i vigili del fuoco tardano ad arrivare non è per mancanza di volontà o sciatteria, bensì perché l’emorragia di personale e le gravi conseguenze ad essa connessi sono ormai oltre il limite dell’accettabile, in queste condizioni è solo per l’abnegazione e lo spirito di sacrificio dei pochi vigili del fuoco rimasti che affrontano turnazioni pesantissime(anche 24 h consecutive), sacrificando il proprio piano ferie e rischiando giornalmente di farsi male, che il servizio viene comunque reso e la popolazione garantita.
La FP CGIL non può che essere al fianco dei Vigili del Fuoco che rappresentano un’eccellenza del servizio pubblico e che devono avere maggiore attenzione da parte del proprio Dipartimento, a partire da un piano straordinario di assunzioni di personale giovane e preparato e da maggiori garanzie e diritti, quali la copertura Inail ed il riconoscimento delle malattie professionali”. Lo afferma una nota del Segretario Generale Funzione Pubblica CGIL Reggio Calabria, Francesco Callea
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