Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito la scelta sede del concorso Capo Squadra decorrenza 2022
Pubblichiamo la nota della Struttura territoriale Fp Cgil VVF in merito all’organizzazione del servizio di soccorso
A tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori CONI
del contingente speciale ad esaurimento
ANCORA PASSI IN AVANTI… GRAZIE ALLA CONTRATTAZIONE
Dopo quelle sull’utilizzo delle risorse destinate al finanziamento della contrattazione integrativa relativa all’anno 2023, sul rimborso delle spese per le utenze domestiche sostenute nell’anno 2022, sul welfare integrativo e sul lavoro agile sottoscritte negli ultimi mesi, nel primo pomeriggio di ieri, al termine di un complesso negoziato che ha visto impegnate la delegazione di parte datoriale e quelle di parte sindacale a partire dalla giornata di martedì 18/7 u.s., sono state raggiunte importanti intese rivolte a:
✓definire i criteri per la corresponsione dei trattamenti economici correlati all’elaborazione e alla realizzazione dei progetti speciali di cui all’art. 1, comma 11, della legge n. 138/1992 al personale delle aree e quadro rientrante nel contingente speciale ad esaurimento;
✓integrare, anche per il personale dirigente, allineandone il contenuto alle esigenze di carattere organizzativo e funzionale via via intervenute, alcune delle disposizioni contrattuali a suo tempo introdotte con il CCNL dirigenti e quadri relativo al triennio 2022-2024;
✓consentire al personale non dirigente/quadro di aderire al fondo pensione complementare dei lavoratori della P.A. Perseo-Sirio e prevedere per il personale dirigente l’adesione al fondo Mario Negri.
Più in dettaglio, attraverso i tre accordi sottoscritti -il cui testo, grazie alle proposte avanzate al tavolo dalle scriventi, è sensibilmente migliorato rispetto a quello inizialmente prospettato dall’amministrazione- è stato possibile ottenere:
– un incremento delle risorse a suo tempo destinate al finanziamento dei trattamenti economici accessori del personale delle aree e della retribuzione di risultato dei quadri che, in base ai criteri e alle procedure previsti dall’accordo, potranno vedersi remunerato, attraverso l’erogazione di specifici compensi, l’impegno profuso nella elaborazione e realizzazione dei progetti speciali;
– in linea con quanto già previsto per il personale delle aree, l’inclusione tra le voci della retribuzione spettanti in caso di malattia/infortunio sul lavoro e malattia dovuta a causa di servizio della retribuzione di risultato dei dirigenti e dei quadri;
– l’integrazione di alcune delle disposizioni previste dalla Sezione Dirigenti – Titolo V del CCNL dirigenti e quadri relativo al triennio 2022-2024 in tema di estinzione del rapporto di lavoro, nonchè di quelle, riferite alla medesima Sezione, inerenti all’aggiornamento e alla formazione professionale, alle politiche attive e all’outplacement, ai servizi di welfare e alla previdenza complementare (Fondo Mario Negri);
– un contributo a carico del datore di lavoro (deducibile ai fini fiscali) a favore del personale delle aree e quadro rientrante nel contingente speciale ad esaurimento che aderirà al Fondo Perseo-Sirio pari al 5%.
Nel rinviare al testo (allegato) degli accordi sottoscritti per una più compiuta analisi dei risultati conseguiti, vi auriamo una serena pausa estiva.
FP CGIL CISL FP UIL PA CISAL FIALP
F. Quinti M. Candore P. Liberati. D. Carola
Mentre l’Amministrazione presenta una informativa in merito alla futura applicazione del lavoro agile, tra qualche luce e diverse ombre, lo Smart working sperimentato dall’istituto resta, ancora oggi, incompiuto.
L’art. 39 c. 2 del CCNL chiarisce che, nelle fasce di contattabilità, il lavoratore può richiedere “la fruizione dei permessi orari previsti dai contratti collettivi o dalle norme di legge”. Una prescrizione non ancora recepita da INPS, dove sembra esistere un muro d’incompatibilità tra i permessi e lo Smart working. Un muro contro cui sbattono, ad esempio, le colleghe e i colleghi intenzionati a fruire – nelle giornate di lavoro agile – di permessi sanitari o permessi per gravi motivi (phmp). Nonostante tali criticità siano state manifestate, nulla si è mosso.
Ci saremmo aspettati, allora, un intervento nella direzione indicata, per perfezionare un meccanismo testato e funzionante. Scopriamo invece, con la citata informativa, che l’Amministrazione ipotizza una profonda revisione del lavoro agile, talmente incisiva da immaginare la chiusura fisica delle sedi in prossimità delle chiusure prefestive e festive: un’indicazione, questa, inattuabile, perché renderebbe lo Smart una scelta obbligata per ogni dipendente INPS, in antitesi a quanto disposto dall’art. 37 del CCNL che classifica l’adesione al lavoro agile come “consensuale e volontaria”.
Questa e altre criticità riteniamo debbano essere discusse e affrontate al tavolo, prima di partire con qualsivoglia sperimentazione: per questo abbiamo chiesto, già nella giornata di ieri, un confronto chiarificatore. L’innovazione deve portare a un miglioramento, altrimenti il rischio è di creare confusione e dispersione di energie. Un prezzo che non possiamo pagare.
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FP CGIL – INPS |
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Antonella Trevisani |
Si è svolto ieri il primo tavolo tecnico presso il Ministero per la definizione delle famiglie professionali.
Per la parte pubblica erano presenti la Direttrice Generale dott.ssa Mariaisabella Gandini e la Dirigente dell’Ufficio concorsi dott.ssa Maria Maddalena. É stato un primo confronto, dove le OO.SS. hanno potuto fare le loro osservazioni. Prima di entrare nel merito della proposta, abbiamo chiesto di avere i dati di cui alle note unitarie (si allegano) del 19 giugno 2023 e del 17 luglio scorsi. Sono dati assolutamente necessari per poter iniziare la discussione e impiegare per la riqualificazione del personale. Inoltre, abbiamo fatto presente che per poter dare risposte a tutte le lavoratrici e i lavoratori è indispensabile un unico contratto di Ministero. Abbiamo inoltre chiesto di conoscere il piano di riorganizzazione, poiché solo attraverso una nuova moderna pianificazione delle attività possiamo ridisegnare le aree e le famiglie professionali. È assolutamente necessario: – strutturare i progetti legati al PNRR, a partire dall’assetto dell’Ufficio per il Processo, rimodulando il fabbisogno d’organico al nuovo modello organizzativo e riposizionando la maggior parte del personale nell’area Funzionari; – dotare di una pianta organica il quinto Dipartimento della transizione digitale; – svuotare l’area operatori, facendo transitare le lavoratrici ed i lavoratori nell’area Assistenti. Abbiamo precisato che bisogna strutturare la 4 EP, in modo da garantire a tutto il personale la possibilità di progressioni verticali, quindi, le famiglie professionali devono interessare più aree. Bisogna anche prevedere la possibilità di passaggi orizzontali tra le aree, per consentire al personale in possesso di titoli professionali specialistici di svolgere un’attività affine alla propria specializzazione.
L’Amministrazione si è impegnata a riconvocarci a stretto giro e a fornirci il calendario dei tavoli tecnici, insieme ai dati richiesti. Abbiamo riscontrato la volontà di risolvere le problematiche legate all’ampliamento dell’area Funzionari e di arrivare a un progetto più approfondito sull’area delle Elevate professionalità. A margine della riunione, abbiamo chiesto e sollecitato lo scorrimento degli ufficiali giudiziari di cui all’art 21 quater. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi e vi comunicheremo le prossime date dei tavoli.
p.la FP CGIL Nazionale
Felicia Russo
Nella giornata di ieri si è tenuto un nuovo incontro con l’Amministrazione per proseguire la discussione sull’accordo che dovrà portare all’individuazione delle famiglie professionali del Ministero del Lavoro.
La proposta dell’Amministrazione è di un ordinamento che preveda quattro ambiti di riferimento: ambito giuridico, ambito sociostatistico-economico, ambito informatico e ambito tecnico. Questi quattro ambiti sono riprodotti nelle relative aree di riferimento (assistenti, funzionari ed elevate professionalità) con l’eccezione dell’area degli operatori in cui è individuato solo l’ambito dei servizi generali.
Accanto a questo, si accompagna un corposo documento che individua i profili di ruolo o, meglio ancora, analizza tutte le attività che sono svolte all’interno dell’Amministrazione.
La nostra posizione è che sia le famiglie che i profili non devono rappresentare “camicie di forza”, ma possono invece rappresentare una leva per lo sviluppo e la crescita professionale di ognuno. In tale prospettiva, avere delle famiglie e dei profili troppo stretti rischia di imbrigliare le professionalità e le capacità. Se il documento sulle famiglie professionali ci è sembrato flessibile al punto giusto, maggiori perplessità abbiamo sollevato sul secondo documento relativo ai profili, chiedendo di adeguarlo al primo.
Gli ulteriori punti di caduta e di sviluppo della discussione in corso, quindi, sono per noi: l’apertura del confronto sui criteri delle progressioni verticali in deroga, per garantire una “mobilità verticale”; l’apertura di un confronto sulla mobilità tra famiglie e profili, ma anche tra le Direzioni Generali, proprio nell’ottica di una “mobilità orizzontale” e di una maggiore crescita professionale del personale. Dovremo poi aprire il confronto sui criteri di accesso all’area delle Elevate Professionalità, per capire bene chi potrà accedervi e per far cosa.
Su tutto questo abbiamo chiesto degli impegni concreti all’Amministrazione, dandoci delle date di avvio e delle scadenze e, se necessario, siglando un accordo interno tra le parti.
Riteniamo certamente essenziali i tasselli che stiamo ponendo, oggi, per una Amministrazione più moderna e riteniamo utile esplorare la possibilità che il Ministero possa gestire concorsi in autonomia. Questo, però, è solo un lato della medaglia: l’altro aspetto riguarda l’appetibilità di questa Amministrazione. Se non ci si impegna seriamente per aumentare il salario dei dipendenti, nonostante tutti questi utili e importanti accorgimenti, i lavoratori continueranno a scappare. In tal senso, evidenziamo che mentre in altre Amministrazioni si è riusciti ad aumentare con successo e in deroga alla legislazione vigente il Fondo Risorse Decentrate, grazie all’impegno in prima persona del vertice politico, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali continua a restare un grande assente.
Con amarezza abbiamo notato che, mentre si è stati rapidi a introdurre normativamente una riorganizzazione che continua a rimanere segreta e conosciuta solo a pochi fortunati ed eletti, del resto del personale poco importa.
Così non si va da nessuna parte. O meglio, si va verso la strada dell’irrilevanza, e ciò, questa Amministrazione e il suo personale non lo meritano.
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FP CGIL |
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M.ARIANO F. DE RUGERIIS |
Pubblichiamo il comunicato stampa del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF in merito la sede di Grado
Roma, 20 lug – “Il Parlamento deve considerare Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali ed autostradali, strategica per la sicurezza nel nostro Paese e, per questo, la legge di Bilancio dovrà allocare le risorse necessarie”.
E’ quanto si legge in una nota di Funzione pubblica Cgil.
“Siamo arrivati al dunque, non c’è più tempo: bisogna decidere una volta per tutte quali e quanti investimenti, quali professionalità e quali valorizzazioni realizzare. Come indirizzare le risorse. Quali sedi individuare e come assegnare alle stesse personale e competenze. Come, in sintesi, far sì che Ansfisa, una volta per tutte, esca dalla logica per cui si insegue l’emergenza per entrare, finalmente, in una logica di sistema. L’alternativa è il non governo e l’immobilismo che, fino ad oggi, hanno regnato sovrani”, conclude Fp Cgil.
Le temperature di questi giorni costituiscono un fattore di rischio per lavoratrici e lavoratori che lavorano in esterno, ma a fronte di impianti di climatizzazione obsoleti, strutture inappropriate, scorretta gestione degli spazi, organizzazione del lavoro (es. reiterazione di turni nelle ore più calde, dotazione di vestiario inappropriato, mancanza di pause e spazi relax) possono costituire un pericolo anche per chi opera all’interno di uffici.
Spesso vengono affrontati solo i rischi evidenti, ma chi opera in condizioni di disagio, qualsiasi esse siano, sa che il disconfort porta in sé sia pericoli per la salute sia un aumento delle possibilità di errore nell’attività professionale.
Per questo c’è bisogno che le nostre delegate e delegati, RLS, RSU pongano in essere tutti gli interventi correttivi che consentano di lavorare in sicurezza e che siano resi strutturali dal momento che, come acclarato da evidenze scientifiche, non si tratta più di eventi straordinari.
Dal punto di vista operativo l’esposizione prolungata alle alte temperature, agli sbalzi termici, la necessità di dotazione di DPI (filtri UV per chi opera in esterno) la necessità di revisione ed efficientamento degli impianti di condizionamento e ricambio aria, di ottimizzazione degli spazi (uffici, spogliatoi, sale mensa, ecc) si rende quantomai urgente.
È necessario sollecitare tutte le strutture pubbliche ad aggiornare il Documento Valutazione dei Rischi (o comunque verificare che sia stato fatto) e mettere in atto tutti gli interventi correttivi in esso previsti.
Invitiamo pertanto lavoratrici e lavoratori a mettersi in contatto con i nostri riferimenti territoriali (delegati, Fp Cgil, RSU, RSA) qualora dovessero operare in condizioni di esposizione a temperature elevate o in ambienti che possono indurre discomfort, ed all’INCA Cgil per avviare le pratiche di infortunio.
Pubblichiamo la convocazione ipotesi accordo distribuzione economica delle specialità Diretti e non Direttivi e criteri mobilità Ispettori Ruolo Tecnico Professionale e ipotesi accordo integrativo quota variabile della retribuzione di rischio posizione Dirigenti anno 2023