Al Direttore Generale del personale, delle risorse e per l’attuazione
dei provvedimenti del giudice minorile
Dott. Giuseppe Cacciapuoti
Oggetto: assunzioni a tempo pieno e indeterminato di unità di personale da inquadrare nell’Area dei Funzionari (ex-funzionari amministrativi – Area III – fascia economica F1)
In relazione alla prossima assunzione di n.85 Funzionari Amministrativi attraverso lo scorrimento della graduatoria del concorso pubblico RIPAM-CUFA, la scrivente FP Cgil, Cisl FP e Uil Pa segnalano le seguenti criticità:
Stante quanto rappresentato si chiede di emanare con urgenza un interpello straordinario per il personale già in servizio e di tenere in considerazione nelle future assunzioni la necessità di non bloccare le possibili progressioni tra le aree del personale. In subordine si chiede di accantonare, in vista della predetta assunzione, i posti da offrire ai funzionari amministrativi già in servizio in analogia con quanto avvenuto presso altri Dipartimento della Giustizia.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Fuselli Marra Amoroso
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Ricorse Umane con la quale definisce le procedure per la scelta sede per il personale delle specialità che hanno partecipato al concorso interno per Ispettore
Al Direttore della
Direzione Generale Detenuti e Trattamento
Dott. Gianfranco De Gesu
prot.dgdt.dap@giustiziacert.it
Al Direttore della
Direzione Generale del Personale
Dott. Massimo Parisi
e p.c.
Al Provveditore Regionale
dell’Amministrazione Penitenziaria
della Regione Sicilia
Dott.ssa Cinzia Calandrino
prot.pr.palermo@giustiziacert.it
Al Direttore della Casa di Reclusione di
Catania Bicocca
Dott. Giuseppe Russo
cc.bicocca.catania@giustiziacert.it
OGGETTO: Comunicazioni obbligatorie lavoratori detenuti e internati, alle dipendenze di altri enti pubblici e privati.
Giungono alla scrivente O.S. numerose note di protesta per l’applicazione di quanto in oggetto descritto da parte di alcune direzioni degli Istituti Penitenziari e nello specifico da quella della CC di Catania Bicocca (di cui si allega relativo O.D.S.) con cui vengono delegati per l’incombenza amministrativa, i Funzionari giuridico pedagogici in servizio nell’Istituto.
In tale disposizione viene fatto riferimento alla nota GDAP 04/05/2023 n.0181289, con la quale la S.V. , Direttore Generale DGDT, evidenza il rispetto dell’obbligo, da parte dei datori di lavori (Direttori) ex art.9 bis comma 2, del d.l. 01/10/1996 n.510 e l.28/11/1996 n.608, “anche nel caso di lavoratori detenuti o internati che prestano le loro attività all’interno degli istituti penitenziari alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria o di altri Enti pubblici o privati”.
Questa O.S. sottolinea che nella predetta nota ministeriale non risulta in nessun punto evidenziata la figura del Funzionario giuridico pedagogico come destinatario del provvedimento. Tenendo poi conto che la gestione effettiva dei detenuti lavoranti è dell’Area Sicurezza e quella amministrativa è dell’Area contabile, rimaniamo basiti dall’interpretazione data dalla Direzione dell’Istituto
Catanese, tenendo conto del carico di lavoro a cui sono sottoposti gli educatori, ed il carattere prettamente amministrativo dell’incombenza
Onde evitare che tale situazione possa “espandersi” a livello nazionale, chiediamo alla S.V. un tempestivo intervento chiarificatore e rimaniamo a disposizione per un incontro “de visu”.
In attesa di un vostro riscontro, salutiamo cordialmente.
per la FP CGIL Nazionale per la FP CGIL Catania
Il coordinatore nazionale DAP FC Il segretario provinciale
Roberto Mascagni Salvatore Torre
La Fp Cgil VVF chiede un incontro con il Dipartimento a seguito dell’organizzazione del reparto volo di Viggiano, per la quale la Scrivente aveva chiesto chiarimenti
A seguito dell’attivazione delle procedure di gara per l’affidamento del servizio di ristorazione per il triennio 2024-2027 presso le sedi VV.F La Fp Cgil e la Filcams Cgil chiedono l’incontro al Dipartimento
Le strutture territoriali Fp Cgil VVF è Conapo chiedono di conoscere i carichi di lavoro e i metodi di comunicazione per coloro che svolgono il lavori agile
Martedì 27 giugno si è tenuto l’incontro con l’Amministrazione che, con assoluta urgenza, avevamo richiesto lo scorso 22 maggio (sic!) per risolvere le molteplici criticità che interessano i medici dell’Istituto.
La riunione è iniziata con una prolusione della Dott.ssa Nunzia Minerva, Direttrice della DCM Roma, che ha esposto le difficoltà dell’Area metropolitana romana per la gestione dell’invalidità civile: qui si registrano tempi di attesa per il cittadino di oltre 9 mesi prima di essere convocato a visita. Minerva ha quindi sottolineato come il problema sia legato prevalentemente al volume di pervenuto, in costante aumento, un dato anomalo rispetto alle stime registrate nelle altre Regioni e per il quale ha già chiesto controlli da parte della DC Antifrode.
La proiezione di smaltimento, in relazione alle risorse professionali presenti, è stata parametrata su un range temporale di almeno tre anni. Per tale motivo, sentito il Direttore Generale e con l’avallo del Coordinatore Generale Medico Legale, si è avviato il programma di sussidiarietà da parte dei medici del CGML.
Prendiamo atto che il Coordinatore e la dr.ssa Minerva hanno riconosciuto ai medici del CGML la presenza e l’assoluta disponibilità in ogni momento di “crisi”, non solo in riferimento alla situazione dei CML romani ma su tutto lo scenario nazionale. Una disponibilità oramai pluriennale e consolidata. Constatiamo, al tempo stesso, che l’investimento sulla sussidiarietà non è una novità: più volte abbiamo espresso il nostro parere favorevole sul punto.
Il dott. Rocco Lauria, DC Inclusione, intervenendo successivamente ha presentato delle diapositive con lo schema analitico dei numeri relativi all’invalidità civile.
DOPO UNA COSÌ LUNGA ATTESA, ERA LECITO ASPETTARSI LA DEFINIZIONE DI UNA STRATEGIA UTILE PER AFFRONTARE IL PROBLEMA: PURTROPPO LE RISPOSTE SONO MANCATE.
Abbiamo ribadito con forza la necessità di riportare la gestione dell’invalidità civile nell’alveo naturale delle competenze dei medici dell’Istituto e di bloccare l’innaturale ingerenza del personale amministrativo nella definizione dei calendari di visita e delle Commissioni. Abbiamo ricordato un principio base, troppo spesso trascurato: i medici, come tutti i professionisti, hanno autonomia gestionale e organizzativa nelle materie di propria competenza. Non è più tollerabile, pertanto, che vengano costituite Commissioni che non rispettino i parametri previsti dalle norme vigenti.
Non possiamo accettare che ogni Commissione sia chiamata a visitare in tempi risicati 15 persone, ciascuna delle quali presenta più richieste di beneficio (invalidità civile, handicap, legge 68/99). Tale condizione non solo rende impossibile garantire la “qualità” della prestazione, recando un grave pregiudizio all’utenza, ma determina carichi di lavoro che non consentono ai componenti di usufruire di tempi di recupero utili. Non dimentichiamo, inoltre, che tali carichi di lavoro possono essere forieri di errori, con conseguenti responsabilità professionali.
Va fatta, da parte dell’Amministrazione, una rapida valutazione sulla validità o meno del “verbale agli atti”. A nostro parere anche questo ha portato all’aumento esponenziale delle revisioni, delle cause giudiziarie e delle nuove domande. Bisogna chiedersi: il cittadino accetta tranquillamente il non essere sottoposto a visita?
Non è più tollerabile che il CGML venga progressivamente svuotato delle sue prerogative e che i medici, pur nella piena disponibilità di sussidiarietà, vengano inseriti in Commissioni che pervengono su un anonimo pezzo di carta. Tale situazione genera difficoltà, non avendo un referente medico al quale comunicare eventuali assenze.
ABBIAMO QUINDI CHIESTO:
maggiore informazione e confronto per quanto viene deciso su materie di natura medico-legale;
una corretta calendarizzazione delle visite su tutto il territorio nazionale;
la definizione urgente del concorso di II livello, con l’immissione in ruolo dei vincitori e l’assegnazione delle Sedi;
la nomina tempestiva delle Commissioni di Valutazione per i medici convenzionati, in modo da garantire ulteriori risorse professionali;
la previsione di visite periodiche per i medici in relazione all’elevato numero di ore trascorse dinanzi al computer;
il perfezionamento delle procedure informatiche;
l’incremento dei medici di I fascia, la soluzione organica per la risoluzione del problema, non solo per l’invalidità civile ma per tutte le incombenze correlate al passaggio delle competenze dal MEF.
Sull’ultimo punto INPS è in attesa del decreto che sancirà le reali incombenze per l’Istituto. Abbiamo chiesto approfonditi corsi di formazione e abbiamo altresì espresso la nostra assoluta contrarietà alla istituzione di Commissioni monocratiche che non solo sono “contra legem” ma che, data la delicatezza della materia, esporrebbero il medico a potenziali rischi di responsabilità professionale. Abbiamo chiesto, infine, che vengano trovati finanziamenti atti ad implementare il Fondo visto il crollo della retribuzione di risultato.
La riunione si è chiusa con la previsione di “tavoli tecnici” volti a instaurare un confronto sulle possibili soluzioni. Per quanto ci riguarda, riteniamo di avere già abbondantemente indicato la strada maestra. Sappia l’Amministrazione che non rimarremo inerti in mancanza di rapide soluzioni.
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FP CGIL Antonella Trevisani Francesco Reali |
UIL PA INPS Sergio Cervo Gian Paolo Cioccia |
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale con la quale ancora una volta chiede che siano rispettate le relazioni sindacali
Il giorno 26 Giugno si è svolto un nuovo incontro tra ARAN e OO.SS. di categoria, in modalità ristretta ai Segretari Nazionali, per completare il percorso avviato ad inizio Giugno di condivisione
dei nodi contrattuali più rilevanti ai fini di una conclusione positiva delle trattative.
Qui il resoconto integrale dell’incontro.
Nei giorni scorsi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL 75/2023 che, all’art. 3, contiene rilevanti novità anche per l’INL. In particolare, non sfugge il comma 15 dell’articolo, nella parte in cui dispone un raddoppio delle posizioni dirigenziali di prima fascia, fissandole in un numero massimo di otto, rispetto alle attuali quattro. Peraltro, non appare chiaro il motivo per cui una delle otto posizioni dirigenziali di prima fascia dovrà essere conferita ai sensi dell’articolo 19, comma 10, del TU Pubblico Impiego…
Auspichiamo che l’occasione sia utile a favorire il ripensamento dell’organizzazione territoriale dell’INL, anche al fine di definire meglio il ruolo degli Ispettorati Interregionali.
Già da anni, come FP CGIL, abbiamo evidenziato la necessità di riformare in profondità il ruolo e le funzioni degli IIL, trasformandoli in effettivi centri di costo con ruolo di reale sostegno al territorio, che potrebbe essere così sgravato di alcune funzioni, creando un’organizzazione che potrà portare efficienza e risparmio.
Ad esempio, agli IIL si potrebbe affidare il compito di gestire il personale negli ambiti territoriali di competenza, così da agevolare l’omogeneità di trattamento dei lavoratori che spesso manca, anche perché si avrebbero solo quattro sedi cui fornire istruzioni in quest’ambito.
Similmente, gli IIL potrebbero occuparsi degli appalti che riguardano il proprio ambito territoriale, così sgravando le sedi anche da questo compito e magari creare un’economia di scala che possa produrre risparmio di spesa.
Ancora, potrebbero essere un importante supporto nella gestione – spesso complessa – degli immobili in cui sono ubicate le sedi territoriali.
Tutto ciò permetterebbe di avere degli Ispettorati Territoriali più snelli e vicini ai bisogni di lavoratori e delle imprese che operano nel rispetto delle regole.
In buona sostanza, riteniamo che il DL 75/2023 possa rappresentare – se lo si vorrà – il trampolino di lancio per una più efficiente riorganizzazione del territorio, che suddivida al meglio i compiti.
Considerando che la norma non è stata finora discussa con il tavolo sindacale, chiediamo la convocazione di un incontro per meglio comprenderne l’impatto e per poter discuterne.
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Coordinatore nazionale FP CGIL – INL |
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Matteo Ariano |
Una rete europea dei sindacati che contrasti tutti i fascismi e, in questa cornice, inneschi una grande mobilitazione sulle grandi emergenze sociali: sanità, contrasto alle privatizzazioni, investimento su un numero maggiore di assunzioni e sugli aumenti salariali per contrastare l’inflazione a due cifre che impoverisce lavoratori e lavoratrici dei servizi pubblici. Sono alcuni dei temi che sono stati al centro di un vertice dei sindacati dei servizi pubblici dei Paesi del gruppo Mediterraneo (Spagna, Italia, Portogallo, Cipro e Israele, invitati rappresentanti del collegio Francia e Benelux ed il segretario generale di Epsu, federazione europea servizi pubblici) che, il 26 e il 27 giugno a Madrid, si è concentrato su questo percorso di mobilitazione delineato dal sindacato confederale europeo (Ces), iniziativa che risponde anche all’esigenza di contrastare un ritorno alle misure di austerità in seguito alla revisione del patto di stabilità e della governance economica da parte della Commissione. “Il pericolo nei singoli Stati e in Europa è quello della prevalenza di politiche economiche e sociali che aumentano la disuguaglianza sociale attraverso la privatizzazione dei servizi pubblici, l’indebolimento della sicurezza sociale, il definanziamento della sanità e dei servizi fondamentali”, ha spiegato la Segretaria generale di Funzione pubblica Cgil Serena Sorrentino nel corso del dibattito che ha affrontato anche una panoramica dettagliata della situazione delle vertenzialità dei singoli Paesi e approfondito gli scenari economici internazionali.
“L’attacco al lavoro passa dall’aumento della precarietà, dal mancato rinnovo dei contratti, dai salari bassi, e nessun piano straordinario di assunzioni. Le esternalizzazioni stanno indebolendo le reti sociali pubbliche che possono dare risposte alle fasce della popolazione più deboli. Lo stato sociale privatizzato discrimina in base alla condizione economica”, è il suo allarme.
Sorrentino ha auspicato “un maggior dialogo sociale e maggiore partecipazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali sulle riforme necessarie a garantire redistribuzione della ricchezza, nonché potenziamento dei servizi pubblici per rilanciare il modello sociale europeo improntato allo giustizia sociale, alla pace e alla solidarietà”.
Il panorama europeo, purtroppo, appare sempre più a tinte fosche: “L’avanzata dell’estrema destra, l’attacco in tutta Europa ai diritti civili, sociali e di cittadinanza preoccupano le forze di rappresentanza del lavoro pubblico anche dal punto di vista democratico: il Parlamento europeo è chiamato a fare scelte sul budget e il superamento dell’austerity che sono messe in discussione dal Patto di Stabilità. Non sarà indifferente quale maggioranza sarà determinata con le prossime elezioni viste le proposte di modifica costituzionale che l’estrema destra propone a livello nazionale e che potrebbero avere effetti su processo di integrazione europea”.
La Segretaria generale ha così avanzato la proposta di Fp Cgil: “guardare a soglie di garanzia nel finanziamento dei servizi essenziali che garantiscano qualità del lavoro e qualità dei servizi alla cittadinanza. Lavoratori dei servizi pubblici e cittadini sono alleati in questa battaglia per una società più giusta e più equa in tutti i Paesi europei, una politica fiscale progressiva e politica sociale universale e inclusiva, come paradigma di modello sociale che contrasti gli egoismi sociali e torni a rendere concreta la scelta della solidarietà tra generazioni, classi sociali, provenienza geografica”.
Nel corso del vertice è stata approvata una apposita risoluzione, di seguito il testo.
Risoluzione dei Sindacati del Mediterraneo 26-27 giugno 2023
L’Europa e l’arco del Mediterraneo si trovano in una situazione difficile, a causa
della crisi economica causata dalla pandemia e della guerra che imperversa nel
cuore del continente.
La crisi economica ha avuto un grave impatto sui lavoratori, con un forte aumento
del costo della vita e salari insufficienti a far fronte all’inflazione.
I governi europei e l’UE sembrano non aver imparato nulla dalla pandemia, che ha
evidenziato l’importanza e la necessità dei servizi pubblici; la sanità pubblica in tutti
i Paesi europei e nel mondo è stata messa a dura prova, ma è stata l’unico
baluardo contro la pandemia, anche a costo della vita delle persone che lavorano
nel settore.
Quanto fatto durante la pandemia dai servizi sanitari dei diversi Stati, e dai servizi
pubblici che non hanno mai smesso di fornire servizi ai cittadini, ha dimostrato che i
servizi pubblici non possono essere considerati un costo ma un investimento
virtuoso che restituisce valore sociale, migliorando la vita dei cittadini, e uno
strumento fondamentale per la riduzione delle disuguaglianze.
I sindacati che firmano questa risoluzione sostengono quindi con convinzione la
decisione adottata al congresso della CES per una mobilitazione europea volta a
impedire il ritorno alle misure di austerità in seguito alla revisione del patto di
stabilità e della governance economica da parte della Commissione.
La risoluzione afferma chiaramente che c’è il rischio di spingere i nostri sistemi
nazionali verso politiche restrittive che ostacolano i necessari investimenti
economici e sociali, e che è necessario che tutti i sindacati europei si mobilitino per
investire in servizi pubblici di qualità che garantiscano i diritti delle cittadine e dei
cittadini, la sanità, l’assistenza e i servizi pubblici.
I sindacati firmatari uniscono le loro lotte in difesa dei servizi pubblici alla grande
mobilitazione europea della CES, alla quale parteciperanno insieme all’Epsu.
I servizi pubblici, in quanto portatori dei diritti di tutte le cittadine e i cittadini, devono
essere difesi in tutta Europa e nel mondo e, con questa risoluzione, i firmatari si
impegnano, anche in vista del prossimo Congresso di Epsu, a difendere un servizio
pubblico efficiente, nonché a difendere il diritto alla contrattazione collettiva, al
dialogo sociale, a salari adeguati e condizioni di lavoro dignitose.
Il Gruppo del Mediterraneo ritiene importante la questione della crescita
associativa, che è una responsabilità di tutte le organizzazioni nazionali, ma che
deve essere promossa anche attraverso Epsu, a tutti i livelli e con tutti i mezzi,
soprattutto promuovendo la contrattazione collettiva e i contratti collettivi nazionali.
In Europa e nel mondo soffiano venti di destra che colpiscono i diritti dei cittadini,
dei migranti e della comunità LGBTIQ+.
I firmatari si impegnano quindi, anche nell’ambito di Epsu, a rilanciare la rete
Eucare dei lavoratori dell’accoglienza e a lottare contro le violazioni dei diritti civili a
tutti i livelli.
Pertanto, lo Stato sociale ed il welfare in Europa e nell’arco mediterraneo, nato
dopo la seconda guerra mondiale e basato su servizi pubblici universali, accessibili
a tutte le cittadine e i cittadini e in grado di rispondere ai bisogni fondamentali e alle
aspettative della popolazione, è un diritto consolidato che le politiche neoliberiste
esercitate in modo radicale negli ultimi 15 anni hanno deteriorato soprattutto
attraverso un finanziamento carente nelle leggi di bilancio e attraverso un cronico
sottofinanziamento relativo al personale necessario per il corretto funzionamento di
questi servizi pubblici.
Tutto ciò ha portato gradualmente a una riduzione del grado di soddisfazione dei
cittadini nei confronti dei servizi essenziali, che ha aperto la strada all’espansione
dei servizi privati, sia quelli finanziati tramite contratto o esternalizzati dai bilanci
statali, sia quelli forniti direttamente dai settori che potevano permettersi di pagarli,
aumentando ulteriormente le disuguaglianze sociali.
Di fronte all’avanzata nel nostro continente e nel mondo di ideologie di estrema
destra, che accentuano l’individualismo escludente e combattono gli sforzi collettivi
per il progresso della società nel suo complesso, come movimento sindacale
europeo, e in particolare come organizzazioni che difendono i diritti dei lavoratori
nei servizi pubblici, riteniamo che sia necessario e urgente un cambiamento nelle
politiche che faccia sì che dalle istituzioni europee e da ciascuno degli Stati europei
si sviluppino politiche che proteggano e rafforzino i diritti delle cittadine e dei
cittadini, e pertanto proponiamo un PATTO SINDACALE EUROPEO PER I
SERVIZI PUBBLICI.
Un impegno comune da riaffermare e rilanciare, anche al prossimo congresso di
Epsu e in vista delle elezioni europee, è infatti quello di contrastare l’avanzata
dell’estrema destra, che da anni sta facendo arretrare l’intera Europa e il mondo,
con politiche economiche regressive volte a privatizzare i servizi pubblici e ad
aumentare i profitti riducendo il perimetro sociale dello Stato.
I sindacati firmatari condividono la volontà di portare avanti le richieste qui
condivise anche all’interno di Epsu e al prossimo congresso, dando il loro
contributo a:
1. Una forte difesa dei servizi pubblici, del loro valore sociale, di fronte alla
privatizzazione e agli attacchi delle multinazionali.
2. La difesa di una contrattazione collettiva sempre più forte in tutta Europa e
nell’arco del Mediterraneo, per un dialogo sociale a livello nazionale ed europeo
che non veda gli Stati e la Commissione tirarsi indietro.
3. Per una riforma della governance che riconosca il pubblico come un valore, non
come un costo, e che garantisca i diritti e i servizi fondamentali.
4. Per nuove assunzioni di personale per garantire un organico e servizi adeguati
5. Per salari adeguati, per il rinnovo dei Contratti nazionali e per la difesa dei diritti
fondamentali e sociali dei cittadini.
6. Per una difesa del potere d’acquisto reale dei salari, minacciato anche da
decisioni unilaterali degli organismi europei, come l’aumento dei tassi di interesse
su prestiti e mutui.
7. Per un’Europa di pace che ripudia la guerra e si impegna in una forte azione
diplomatica, che è solidale e non si chiude in una fortezza e che garantisce canali
umanitari per le migrazioni.
8. Contro l’avanzata delle destre e una cultura dell’arretratezza che viola i diritti civili
e sociali delle persone
9. Per leggi di bilancio e misure fiscali che garantiscono le politiche pubbliche di
assistenza e lo stato sociale.
10. Per la garanzia di appalti pubblici che rispettino i diritti dei lavoratori,
promuovano clausole sociali e rispettino la contrattazione collettiva.
11. Inoltre, il Gruppo Mediterraneo richiama l’attenzione sulle nuove tecnologie e
sui metodi dell’Intelligenza Artificiale (AI). Naturalmente, dobbiamo utilizzare questi
nuovi strumenti come parte delle nostre attività a livello locale, settoriale e
nazionale, sempre nell’ottica del miglioramento dei servizi pubblici per evitare la
privatizzazione e perseguendo la garanzia che non ci siano perdite di posti di
lavoro.
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF con la quale evidenzia la carenza di personale a discapito della sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratrici e del soccorso alla cittadinanza