Si è svolto ieri pomeriggio il confronto tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali. All’ordine del giorno la prosecuzione della contrattazione sull’accordo stralcio in materia di famiglie professionali.

Come FP CGIL abbiamo segnalato che:

  • In relazione ai titoli di studio, richiamare le competenze formative “tipiche della famiglia” nell’area Funzionari come nell’area Assistenti rappresenta un di più, che aggrava il processo e che contrasta, in linea generale, con l’eterogeneità dell’azione posta in essere dalle professionalità INPS.

  • Con riferimento al profilo degli informatici, la dicitura utilizzata dall’Amministrazione per il profilo di assistente informatico ci sembra non contempli chi, pur svolgendo tali mansioni, è inquadrato in area B, rischiando così di aggravare il percorso che può portare tali figure a fruire delle progressioni verticali in deroga.

  • Sui geometri continuiamo a chiedere sia riconosciuta l’abilitazione e la pregressa esperienza professionale nello stesso ambito operativo, anche per quanti vengono da enti o strutture confluite in INPS.

  • Sul ruolo a esaurimento del personale ispettivo riteniamo che la declaratoria relativa all’accesso a questa area vada comunque formulata, anche perché il mutamento di condizioni esterne può determinare – in prospettiva – cambiamenti cui l’Istituto deve essere preparato.

  • Infine, abbiamo segnalato l’opportunità di valorizzare il personale docente al servizio dell’INPS non iscrivibile nei profili individuati.

Restano salve le obiezioni già espresse in precedenza e legate alla costituzione della Quarta Area: sul punto restiamo convinti sia importante dar seguito al CCNL che abbiamo sottoscritto, approfondendone i criteri anche per consentire al personale dell’area Funzionari di non scontrarsi con un tetto nel proprio percorso di crescita interna.

Abbiamo chiesto, quindi, all’Amministrazione di farsi carico di queste istanze, condividendo il fine ultimo: giungere alla conclusione di questo percorso e dare rapidamente seguito al riconoscimento delle progressioni in deroga. Un processo vincolato all’adozione di un DPCM che ancora non è stato presentato e in assenza del quale le procedure per le progressioni verticali non potrebbero riguardare la numerosa platea che merita di essere riconosciuta nella propria professionalità. Un compromesso al ribasso sarebbe quindi l’ennesima occasione persa per tutti.

A margine della riunione, l’Amministrazione ha comunicato di aver sottoscritto la graduatoria della mobilità.

FP CGIL – INPS

Antonella Trevisani

Pubblichiamo la circolare di mobilità per il personale del ruolo Vigile

Siamo stati convocati nella giornata di ieri dall’Amministrazione per la contrattazione in merito alla definizione delle famiglie professionali, ma abbiamo ritenuto essenziale per lo sviluppo della trattativa che l’Amministrazione fornisca finalmente un percorso adeguato per attuare le progressioni cd in deroga tra le aree, riservate al personale ministeriale.
Il nuovo CCNL consente di partecipare alle progressioni tra l’area degli operatori (ex prima area) e quella degli assistenti (ex seconda area), nonché tra l’area degli assistenti e quella dei funzionari (ex terza area), anche ai dipendenti non in possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno con le modalità previste dal contratto stesso. La Legge di bilancio 2022 stanzia risorse dedicate per tali progressioni; tali risorse però non garantiscono numeri adeguati rispetto alla numerosità degli aventi diritto, è quindi necessario procedere con ulteriori strumenti (come la rimodulazione delle dotazioni tra le aree e la revisione del piano triennale dei fabbisogni del personale) per incrementare significativamente il numero delle progressioni, a tali strumenti, inoltre, va affiancata la richiesta di incrementare la dotazione degli organici per fronteggiare le nuove competenze acquisite dal Ministero.

Nonostante le nostre reiterate richieste all’Amministrazione di avviare un serrato confronto nel merito, ad oggi non abbiamo avuto riscontro in termini numerici né, tantomeno, si è avviato tale confronto.

La connessione logica esistente tra il tema delle famiglie professionali e quello delle progressioni d’area e dei fabbisogni di personale è di chiara evidenza, è per tale ragione che non potremo firmare alcun accordo sulle famiglie professionali se prima non avremo concordato con l’Amministrazione un percorso che garantisca la riqualificazione ad un numero adeguato di lavoratori.

Non possiamo più aspettare oltre, la possibilità di procedere con le progressioni in deroga permane solo fino al 2024, troppi colleghi operano da numerosi anni con abnegazione e profitto senza ottenere alcun riconoscimento di carriera.

Continueremo a richiedere all’Amministrazione di attivare al massimo delle possibilità i nuovi strumenti offerti dal contratto per offrire a tanti colleghi i giusti riconoscimenti di carriera.
Anche per queste motivazioni abbiamo proclamato lo stato di agitazione del personale e convocato assemblea di tutto il personale del Ministero.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

FPCGIL

Roberto Copioli

CISL FP

Carlo Filacchioni

UIL PA

Stefano Fricano

CONFINTESA

Marco Marzocchi

Antonio Di Nardo

FLP

Roberto Cefalo

CONFSAL UNSA

Salvatore Miragliotta

Dopo aver costretto le organizzazioni sindacali ad indire lo stato di agitazione sul lavoro agile e aver fatto perdere mesi a discutere di una questione che è stata trasformata in “caso di Stato”, finalmente il tavolo sindacale si è potuto riunire per occuparsi delle tante questioni sul tappeto.

Iniziamo con una buona notizia: nei giorni scorsi avevamo inviato una nota all’Amministrazione chiedendo di capire se avesse intenzione di procedere alla stabilizzazione del personale impegnato nell’unità di missione del PNRR e quello assunto con il concorso Coesione Sud. Si tratta di personale assunto a tempo determinato che, senza alcuna prospettiva di stabilizzazione interna al Ministero, di certo si guarderà attorno in cerca di un posto stabile. Nell’incontro l’Amministrazione, rispondendo alla nostra nota, ha espressamente comunicato la propria intenzione di procedere alla stabilizzazione di tali lavoratori, man mano che matureranno i requisiti normativamente previsti (ossia i 15 mesi di servizio per i lavoratori PNRR e i 24 mesi per quelli Coesione Sud). Si tratta di una risposta che va nella direzione di non disperdere le professionalità acquisite in questo tempo e che, se si concretizzerà, sarà certamente un buon segnale.

L’incontro si è poi concentrato sul nuovo ordinamento professionale, da dove si interruppe mesi orsono, prima che scoppiasse l’ ”affaire smart-working”… Da parte nostra, abbiamo ribadito la necessità che l’ordinamento professionale si concentri sulla valorizzazione delle competenze professionali esistenti, immaginando la possibilità di effettuare quanti più passaggi verticali possibili ai sensi dell’art. 18 del CCNL, ma sfruttando anche – se del caso – le possibilità previste dalla normativa a regime, prevedendo la costituzione dell’area delle elevate professionalità, e immaginando anche un accordo sui cambi di profilo. Rispetto al documento presentato dall’Amministrazione che riguarda il passaggio tra vecchio e nuovo ordinamento professionale, abbiamo ribadito la nostra richiesta di considerare – nell’ambito della famiglia dei funzionari economico-statistici – anche coloro che furono assunti per svolgere funzioni sociali, e quindi di considerare la famiglia professionale dei funzionari socio-economico-statistici, richiesta poi accolta dall’Amministrazione.

Inoltre, considerando che il CCNL prevede che la contrattazione non si limiti alla sola individuazione delle famiglie professionali ma anche delle relative competenze, abbiamo chiesto che la discussione si sposti, ora, su quest’ultimo aspetto. L’Amministrazione, sul punto, nel convenire su tale richiesta, ha precisato che – proprio nell’ottica indicata dal CCNL di valorizzare le competenze professionali – intende somministrare un questionario al personale per verificare eventuali carenze formative, così da provvedere poi a una formazione apposita.

Si è poi discusso di progressioni verticali e orizzontali. Rispetto alle prime, aspettiamo di sapere quante unità di personale possano essere interessate. Considerando che la norma di prima applicazione del CCNL ha un arco temporale di applicazione ben preciso (entro il 31 dicembre 2024), riteniamo si debba cercare le risorse per garantire il più ampio numero di passaggi verticali in deroga, considerato che poi non vi sarà certezza di riuscire a garantire numeri così ampi. Sul punto, quindi, ci aspettiamo che l’Amministrazione intenda dare un chiaro segnale di valorizzazione delle proprie risorse interne, che da decenni sono state bloccate nel loro sviluppo di carriera.

Dulcis in fundo, riguardo alle progressioni orizzontali, ci è stato comunicato che sono state reperite risorse per garantire i differenziali stipendiali a tutti gli esclusi dalle progressioni del 2020. Dobbiamo ancora conoscere i dettagli della proposta, ma cogliamo positivamente questa disponibilità dell’Amministrazione e attendiamo di saperne di più.

Il prossimo incontro è calendarizzato per il 27 marzo, nel quale dovrebbe proseguire la riunione sul nuovo ordinamento professionale, ma potrebbe esserci sottoposta anche l’ipotesi di FRD 2022.

FP CGIL 

Matteo Ariano – Francesca Valentini

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione in merito la ricognizione per aspiranti formatori aeroportuali

Al Dott. Rocco Flore

Direttore del Personale

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Oggetto: Convocazione riunione del 16 marzo 2023. Richiesta integrazione all’Ordine del giorno.

In relazione alla convocazione di cui all’oggetto, le scriventi OO.SS. son a richiederLe l’integrazione dell’Ordine del Giorno con la discussione dei seguenti argomenti:

  • proroga delle attuali procedure di assegnazione di “lavoro agile” visto che la regolamentazione dell’istituto, ai sensi del CCNL Funzioni Centrali, è attualmente oggetto di discussione a livello di “tavolo tecnico” congiunto tra Amministrazione e OO.SS.;

  • attivazione del confronto – anche in considerazione del fatto che l’informativa prot. 137039/RU del 14.03.2023 non recepisce quanto richiesto dalle scriventi nell’incontro del 10 marzo scorso – in merito all’aggiornamento del PIAO 2023/2025.

Su tale ultimo aspetto, al fine di rendere costruttiva e risolutiva la discussione, le scriventi richiedono di ricevere specifica informativa scritta sulle risorse a disposizione relativamente:

  • all’importo ed alla base di calcolo dello 0.55% del monte salari anno 2018 su cui effettuare i passaggi verticali in deroga previsti dalla normativa e dal CCNL in vigore;

  • al numero massimo di passaggi verticali possibili con i relativi costi.

Le scriventi sono a richiedere inoltre che nel corso della discussione su questo ultimo punto vengano definite soluzioni relative ai 151 colleghi idonei alle procedure selettive di accesso alla terza Area indette nel 2019.

Infine nel ricordare che sono in scadenza anche gli attuali incarichi di IDR e PO, le scriventi ritengono necessaria – nelle more di un nuovo accordo sulla base del nuovo CCNL Funzioni Centrali che stabilisce, tra l’altro, la rideterminazione degli importi indennitari – la definizione di una ulteriore proroga.

In attesa di cortese riscontro si porgono distinti saluti.

FPCGIL   CISLFP    UILPA      Confsal/UNSA

Iervolino   De Caro  Procopio   Veltri

Pubblichiamo gli aggiornamenti relativi allo stato di agitazione ACI. Quello relativo all’incontro del 2 febbraio, del 13 febbraio, e all’ultimo in data 7 marzo con allegato il documento presentato dall’Amministrazione.
p.la FP CGIL Nazionale
Derna Figliuolo

Il dipendente è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione di appartenenza o della pubblica amministrazione in generale.

È questo uno dei principi che il Governo ha adottato per definire la netiquette nella pubblica amministrazione, l’insieme di regole che impone ai dipendenti di osservare determinati comportamenti non solo nello svolgimento del proprio ufficio, ma anche nella vita quotidiana, con un chiaro riferimento all’uso dei social network.

Chissà se il presidente della 3-i, Claudio Anastasio, era tenuto al rispetto di un codice simile o se ha ritenuto di potersi muovere liberamente su Outlook, con buona pace della realtà amministrata. Il dubbio ce lo siamo posti stamane, quando Repubblica ha rivelato una mail trasmessa dal vertice della SpA informatica con una citazione di mussoliniana memoria: non una menzione qualunque, ma una parafrasi del discorso con cui il leader fascista rivendicava di fatto l’omicidio Matteotti. Agghiacciante, inappropriato, vergognoso.

Con la commemorazione delle Fosse Ardeatine alle porte, la tempistica esalta lo stile e denota una certa confusione tra lo Stato repubblicano, nelle cui maglie ci si muove, e quello repubblichino, che è stato archiviato ben prima dell’avvento dell’informatica.

Le dimissioni, una volta tanto tempestive, non rimuovono purtroppo il danno d’immagine che abbiamo registrato, né riducono la sensazione di frustrazione nel vedere l’Istituto anche solo lontanamente accostato a personaggi in cerca d’autore.

Ci chiediamo se in Consiglio dei Ministri, valutando in futuro nuovi esaltanti codici di comportamento, avranno tempo e pazienza per rivedere il testo. Una specifica sarebbe opportuna: è sconsigliato offendere il proprio datore e citare discorsi sanguinari di un violento dittatore. Magari evitiamo figuracce.

 

FP CGIL – INPS

Antonella Trevisani

 

Si è concluso negativamente il confronto tra Amministrazione e Organizzazioni Sindacali sul Regolamento del lavoro a distanza.

Otto mesi al termine dei quali l’Amministrazione ha confermato il proprio pregiudizio rispetto alle innovazioni organizzative e, in sostanza, l’intento di limitare l’utilizzo di tali modalità di lavoro.

Se non si è giunti a soluzioni che, di fatto avrebbero cancellato e lasciato solo in via residuale lo smartworking, è stato solo per la nostra ferma e netta contrarietà al ridimensionamento che ci è stato presentato.

Tuttavia, questa nostra ferma presa di posizione non è bastata per arrivare ad una soluzione, quantomeno di buon senso: il Regolamento emanato dall’Amministrazione riduce nei fatti del 15% le giornate di lavoro agile a disposizione dei lavoratori e crea immotivate e gravi discriminazioni tra diverse categorie di personale, fino ad escludere del tutto i dirigenti dalla possibilità di accesso a tali strumenti. Eppure, sarebbe stato opportuno prendere in considerazione la richiesta del sindacato per tre giorni di smart a settimana.

Invece la soluzione adottata dall’Amministrazione risulta in palese contrasto con i risultati certificati raggiunti dalle strutture e con quanto riportato dall’Amministrazione stessa nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione – PIAO sullo sviluppo dello smartworking.

Un regolamento che pone la nostra Amministrazione tra le più indietro in termini di innovazione organizzativa e che crea aggravio di lavoro e confusione alle strutture e disagi ai lavoratori. Il tutto senza che ci sia stata rappresentata, alcuna fondata ragione sulle scelte effettuate.

Un esito, purtroppo, in piena continuità con la scarsa attenzione sin qui posta alle esigenze dei lavoratori e allo sviluppo del Ministero nelle seguenti materie di primaria importanza

Lo strumento delle cd progressioni in deroga, che, grazie al nuovo CCNL, consentirebbe a diversi colleghi dell’ex area prima e seconda di ottenere una crescita verticale, anche in deroga al possesso del titolo di studio necessario, non vede ancora la condivisione da parte dell’Amministrazione di un piano concreto per darne l’attuazione più ampia possibile, nonostante il termine perentorio del 2024 in cui esso potrà essere attuato.

Continuano inoltre, i forti disagi di diversi Uffici, a cominciare da quelli territoriali, per la grave carenza di personale a disposizione; situazione che tende costantemente ad aggravarsi. Eppure ad oggi, non si vedono strumenti normativi per autorizzare rapidamente un piano di assunzioni in deroga ai limiti vigenti, né viene data pronta attuazione alle assunzioni già autorizzate, come quelle relative alla seconda area.

Gli Uffici territoriali, inoltre, ancora non hanno risposte sul grave problema relativo al finanziamento dello straordinario cd conto terzi, necessario per lo svolgimento di primarie funzioni istituzionali.

Il Ministero ha acquisito per legge nuove importanti funzioni ma non ha visto nessun incremento della dotazione organica per farvi fronte.

Un’assenza di programmazione delle risorse lavorative e strumentali che ha portato a gravi conseguenze per i cittadini e i lavoratori; si pensi al caso della DGVESC, in cui funzioni fondamentali per anni sono state assegnate ad un’unica risorsa esterna che, ad oggi, con la prematura scomparsa di tale lavoratore, hanno avuto come conseguenza diretta che le buste paga di molti lavoratori hanno subito una forte decurtazione per più mensilità. Il tutto senza alcuna informativa, né interlocuzione con le rappresentanze dei lavoratori.

Diverse sedi, centrali e territoriali, continuano ad avere pesanti disagi logistici, anche in termini di sicurezza dei lavoratori, senza alcuna chiarezza sulle prossime prospettive future.

Nella sede disagiata di V.le America, dove sono stati, per la sicurezza del personale, stabiliti 3 giorni di lavoro agile, continuano ad essere discriminati i lavoratori della Direzione per gli incentivi alle imprese autorizzati per uno o massimo due giorni.

Continua peraltro da anni l’assenza di risposta ai sindacati su aspetti cruciali quali:

i criteri di assegnazione degli incarichi, compresi quelli di posizione organizzativa, che, contrariamente a quanto accade, dovrebbero privilegiare il personale interno ed essere trasparenti ed equamente distribuiti tra i lavoratori in possesso delle competenze necessarie;

– il regolamento attuativo dell’art. 113, dgls 50 del 2016 del Codice degli appalti per gli incentivi ai lavoratori. L’inerzia dell’Amministrazione su tale regolamento, dopo anni dall’accordo raggiunto con i sindacati, continua a creare una gravissima lesione dei diritti economici per i lavoratori che svolgono le funzioni previste dal codice stesso.

Una situazione che non può più proseguire e che non possiamo più tollerare, chiamiamo pertanto tutti i lavoratori a partecipare ad un’assemblea nella quale decideremo insieme le necessarie risposte da dare e proclamiamo da subito lo stato di agitazione del personale.

Seguiranno a breve indicazioni sulla data e il luogo di svolgimento dell’assemblea del personale

FPCGIL

Roberto Copioli

CISL FP

Carlo Filacchioni

UIL PA

Stefano Fricano

CONFINTESA

Marco Marzocchi

Antonio Di Nardo

FLP

Roberto Cefalo

CONFSAL UNSA

Salvatore Miragliotta

Si è tenuto nella mattinata di ieri l’incontro con l’Amministrazione del MIM per la richiesta informativa sul piano dei fabbisogni di personale, elemento importante per capire le intenzioni dell’Amministrazione rispetto alle prossime assunzioni, nonché per avere conferma di quanto preannunciato rispetto alle progressioni verticali da svolgersi ai sensi dell’art.18 del CCNL 2019-2021.

La bozza del piano di fabbisogni conferma e precisa quanto anticipato sul tema durante l’incontro dello scorso 23 febbraio.

Si prevedono 142 passaggi dall’area assistenti all’area funzionari e 87 passaggi dall’area operatori all’area assistenti, utilizzando integralmente le risorse derivanti dallo 0.55% del monte salari 2018 previsto dal contratto e una quota ulteriore delle ordinarie facoltà assunzionali.

Nonostante le numerose assunzioni degli ultimi mesi la situazione del MIM è ancora molto critica. Infatti, rispetto alle dotazioni organiche le carenze medie, rilevate al 31 dicembre 2022, considerato anche il personale di ruolo in servizio, in posizione di comando, presso altre Amministrazioni, sono le seguenti:

– dirigenti di 1^ fascia: 7%

– dirigenti amministrativi di 2^ fascia: 53%

– dirigenti con funzioni tecniche: 86%

– ex Area III (area dei funzionari): 32 %

– ex Area II (area degli assistenti): 68 %

– ex Area I (area degli operatori): 64 %

Il piano dei fabbisogni, che è riferito al triennio 2023-2025 ma recupera anche quanto non portato a termine in ordine alle assunzioni dal piano 2022-2024 prevede:

  • l’assunzione di 20 unità dell’ex area I, tramite le liste di collocamento del Centro per l’impiego

  • lo scorrimento, nel corso del 2023, delle graduatorie concorsuali non esaurite, fino alla totale copertura dei posti messi a concorso ancora disponibili, pari a complessive 211 unità in area funzionari di cui 34 dalla graduatoria RIPAM e 177 dal concorso del MIM

  • l’assunzione di 300 assistenti dalla graduatoria del concorso unico bandito con Delibera della Commissione Ripam del 23/12/2021 e la svolgimento di un ulteriore concorso per assistenti.

  • l’attivazione della procedura, prevista dall’articolo 28, comma 1 ter, del D.lgs. 165/2001 per il passaggio di n. 10 unità dall’area funzionari al ruolo della dirigenza;

  • la disponibilità di 16 posti di dirigente per l’assunzione dei vincitori dell’VIII corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, in fase di svolgimento e 29 posti per il prossimo IX corso-concorso, già bandito.

  • Il concorso per complessivi 146 posti di dirigente con funzioni tecnico-ispettive, previsto dall’art. 2, comma 3 del D.L. n. 126/2019, convertito dalla legge n. 159/2019 e successive modifiche, sarà avviato secondo le tempistiche aggiornate dall’art. 1, comma 885, della legge n. 197 del 29 dicembre 2022 (Legge di bilancio 2023).

E’ poi prevista la riduzione di 699 posti in organico dell’area Assistenti e il contestuale incremento di 526 unità in area funzionari, oltre che l’istituzione di 25 figure di Elevata Professionalità.

L’informativa sul piano di fabbisogni del MIM ha confermato che l’amministrazione ha accolto positivamente alcuni dei nostri contributi, a partire dall’ampliamento delle risorse disponibili per le progressioni verticali oltre lo stanziamento specifico del CCNL, alla rimodulazione dell’organico con l’ampliamento delle figure nell’area funzionari e l’inserimento della nuova area delle elevate professionalità.

Ora si tratterà di dare gambe a questa previsione con la sollecita conclusione della contrattazione sulle famiglie professionali e l’attivazione di tutte le procedure previste, a partire dalle progressioni verticali.

Permane tuttavia la mancata previsione di stabilizzazione del personale della scuola che a vario titolo opera presso gli uffici del MIM ormai da troppo tempo e per la quale abbiamo già chiesto ai vertici politici del Ministero di trovare, in tempi brevi, le opportune soluzioni.

Il prossimo incontro per la contrattazione sulle famiglie professionali è già stato calendarizzato per il prossimo 22 marzo.

Vi terremo come sempre informati.

FP CGIL

FP CISL

Anna Andreoli/ Davide Perrelli

Michele Cavo

Le Strutture Territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Confsal VVF e Usb VVF unitariamente evidenziano come le scelte intraprese dall’Amministrazione nell’organizzazione del soccorso non garantiscono la sicurezza del personale

Le Strutture Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil PA VVF e Confsal VVF scrivono unitariamente al Sottosegretario On. Prisco Emanuele per evidenziare le molte difficoltà nello svolgere quotidianamente il proprio lavoro a tutela del personale e della cittadinanza

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