Al Ministero della Cultura
DG Organizzazione
Sig. Direttore Generale
dr.ssa Marina Giuseppone
Servizio II – Relazioni Sindacali
Sig. Dirigente dr.ssa
Sara Conversano
DG Bilancio
sig. Direttore Generale
dr. Paolo D’Angeli
Oggetto: Apertura confronto FRD 2023
Egregi, con riferimento all’oggetto, nel sollecitare l’apertura del confronto sul FRD 2023, ribadendo la condivisione della proposta di ripartizione delle quote sulle voci che compongono il Fondo illustrate nell’ultima riunione sul tema, in particolare per quel che riguarda le risorse da destinare alle progressioni economiche 2023, preme sottolineare alcuni aspetti che, a nostro avviso, devono produrre alcune modifiche nell’ipotesi di accordo:
indennità di turnazione. Con la Circolare n.100/2022 la Dg Bilancio in indirizzo ha inteso specificare il trattamento spettante ai lavoratori assunti in data successiva al 1 novembre 2022, facendo riferimento al calcolo percentuale previsto dall’art. 19, comma 5, del CCNL 2016/18. Questo ricalcolo, corretto ai fini dell’applicazione del CCNL, ha prodotto un effetto di abbassamento dell’indennità spettante a questi lavoratori in quanto privi di differenziali stipendiali. A tal riguardo, considerata l’introduzione del nuovo sistema ordinamentale, appare opportuno, in sede di definizione dell’accordo relativo all’anno in corso, esercitare la prerogativa di cui al comma 7 del medesimo art. 19, prevedendo una tariffa minima riferita alla ex posizione economica F2 della seconda Area ed alla ex posizione F1 della terza Area;
per quanto concerne invece il trattamento economico previsto per le posizioni organizzative si ritiene opportuno utilizzare la prerogativa prevista di cui all’art.15, comma 3, del CCNL 2019/21 e si propone l’elevamento dell’importo massimo attribuibile a 3.000 euro. In disparte a quanto sopra appare infine opportuna una quantificazione delle risorse destinate ai passaggi di area previste dall’art.18, comma 8, del CCNL 2019/21, al fine di definire il numero di passaggi tra le aree effettuabili in applicazione della succitata normativa. Nel restare in attesa di formale riscontro si porgono distinti saluti.
FP CGIL UIL PA
Claudio Meloni Federico Trastulli
Al Capo di Gabinetto
Dott. Alberto Rizzo
Al Dott. Gaetano Campo
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria
Al Dott. Lucio Beretta
Direttore Generale del personale e della formazione
Da molti anni richiediamo con forza la modernizzazione dell’UNEP, con l’introduzione della telematica e l’inserimento di quell’ufficio nel PCT, come elemento imprescindibile sia per l’efficienza del servizio che per lo stesso futuro professionale della figura dell’ufficiale giudiziario.
Il PNRR ha dettato degli obiettivi precisi anche nel settore Giustizia e la riforma Cartabia costituisce una delle tappe di questo percorso.
Pur tuttavia non possiamo non constatare che la brusca anticipazione di quattro mesi dell’entrata in vigore della nuova normativa certamente genererà serie problematiche, come osservato anche da ampi settori della Magistratura e dell’Avvocatura.
Per quanto riguarda lo specifico contesto dell’UNEP ne evidenziamo alcune.
La riforma dell’art. 492 bis del codice di procedura civile (ricerca con modalità telematica dei beni da pignorare) costituisce un elemento fondamentale di efficientamento del servizio di recupero del credito. La novella attribuisce un ruolo centrale all’ufficiale giudiziario, ma ad oggi mancano alcuni elementi indispensabili alla sua applicazione. Il sistema informatico in uso agli uffici NEP (sistema GSU-Web) contiene una funzionalità specifica necessaria all’implementazione del servizio già pronta all’uso, ma che non è stata ancora attivata, in quanto in attesa di specifica autorizzazione ministeriale. Inoltre, non ci risulta sia stato definito alcun protocollo operativo con l’Agenzia delle Entrate per l’interscambio delle comunicazioni. Ad oggi, inoltre, nessuna istruzione è stata diramata
dal Ministero della Giustizia agli uffici periferici relativamente alle modalità di acquisizione delle richieste da parte dell’utenza e al regime di tassazione degli atti.
Altro aspetto problematico concerne l’art. 149 bis, che impone anche all’ufficiale giudiziario di procedere alla notifica a mezzo di SERT o PEC quando il destinatario sia un soggetto per il quale la legge prevede l’obbligo di munirsi di un indirizzo PEC. Pure in questo caso la mancanza di un necessario atto applicativo (decreto ministeriale) impedisce il concreto funzionamento del servizio. Tale circostanza è uno degli elementi ostativi anche alla piena telematizzazione delle richieste di notifica e di esecuzione, che ancora oggi devono essere fisicamente presentate allo sportello in forma cartacea.
Anche sotto l’aspetto dei pagamenti telematici si segnalano gravi ritardi. La normativa (art. 197) impone che le spettanze siano corrisposte all’UNEP tramite la piattaforma tecnologica PagoPa, ma ad oggi è stato effettuato solo un test con esito positivo presso la sede di Milano e il servizio è lungi dall’essere operativo su tutto il territorio nazionale.
Tale congerie di situazioni pone gli uffici in gravi ambasce e il personale ha manifestato disorientamento, avanzando forti critiche per la situazione generatasi, che esporrà gli operatori alla giustificata indignazione di cittadini che vedono inesigibili servizi e diritti garantiti dalla legge.
In questo contesto di grande cambiamento, va lamentata l’assoluta assenza di un percorso di formazione del personale sulle innovazioni in corso. L’implementazione di importanti riforme non può essere lasciata al volontarismo generoso del personale nell’autoformazione e nella ricerca empirica delle soluzioni ai problemi che emergono.
Tutte queste argomentazioni portano, dunque, a considerare che l’anticipazione dell’entrata in vigore della Riforma sia stato un errore e fanno emergere l’assoluta ed inderogabile necessità di lavorare alacremente e senza sosta nei prossimi mesi per rimuovere gli ostacoli ancora esistenti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo Marra Amoroso
Al Capo di Gabinetto del MASE
Avv. Mario Antonio Scino
segreteria.capogab@mase.gov.it
Al Capo Dipartimento DIAG
Dott.ssa Loredana Gulino
DiAG@mase.gov.it
Al Direttore Generale RUA
Dott.ssa Emma Stea
Rua-UDG@mase.gov.it
OGGETTO: DECRETO-LEGGE 24 febbraio 2023 , n. 13 – Stabilizzazione tempi determinati PNRR
Gent.mi,
l’art. 4 del DECRETO-LEGGE 24 febbraio 2023, n. 13, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 24 febbraio, prevede che «1. Al fine di valorizzare la professionalità acquisita dal personale assunto con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113, le amministrazioni assegnatarie del suddetto personale possono procedere, a decorrere dal 1° marzo 2023, nei limiti dei posti disponibili della vigente dotazione organica, alla stabilizzazione nei propri ruoli del medesimo personale, che abbia prestato servizio continuativo per almeno quindici mesi nella qualifica ricoperta, previo colloquio selettivo e all’esito della valutazione positiva dell’attività lavorativa svolta. Le assunzioni di personale di cui al presente articolo sono effettuate a valere sulle facoltà assunzionali di ciascuna amministrazione disponibili a legislazione vigente.».
Le gravi criticità in termini di personale che interessano le Unità di Missione PNRR sono ormai note. Il contratto a tempo determinato e le continue dimissioni che ne conseguono costituiscono, come evidenziato da ultimo anche dal Ministro Fitto durante la conferenza stampa del 16 febbraio u.s., dei seri fattori di rischio ai fini della corretta ed efficace attuazione del Piano.
Riteniamo, pertanto, che la possibilità di stabilizzare detto personale sia una grande opportunità sia per i lavoratori interessati che per l’Amministrazione. Si chiede quindi a codesta amministrazione di verificare il numero dei posti disponibili e la capienza sulle facoltà assunzionali nonché una previsione sulla tempistica.
A questo scopo la scrivente chiede di essere convocata nei prossimi giorni per uno specifico incontro sul tema.
Certi che condividerete con noi l’importanza di questa opportunità si resta in attesa di cortese celere riscontro e si porgono cordiali saluti.
FP CGIL Nazionale FP CGIL Roma Lazio
Anna Andreoli Francesca Valentini
Si è svolto oggi l’incontro con la parte pubblica sul lavoro agile. Per la parte pubblica era presente Il Capo di Gabinetto, il Segretario generale e il Direttore generale del personale.
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito ancora una volta le richieste già avanzate all’amministrazione durante la fase di confronto, ossia:
Superamento del limite dei 15 giorni;
Introduzione delle tutele speciali per la genitorialità, per le disabilità e per le distanze e tempi di viaggio per raggiungere il posto di lavoro;
Previsione di almeno due giorni a settimana di lavoro agile.
All’esito di un lungo e serrato confronto la parte datoriale ha dichiarato che le nostre richieste potranno trovare spazio nelle riflessioni dell’amministrazione e che per tale motivo verrà elaborata una nuova proposta di Regolamento che verrà portata al tavolo di confronto che sarà convocato il prossimo 6 marzo.
Pur dando atto dell’apertura della parte pubblica, tuttavia ci saremmo aspettati che già oggi, dopo mesi di criticità, di proteste e dopo aver presentato le stesse richieste più volte, l’Amministrazione potesse offrire alle oo.ss. una proposta migliorativa del regolamento.
Auspichiamo, quindi, che con la prossima riunione la vertenza in atto si chiuda definitivamente e positivamente per i lavoratori.
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FP CGIL |
CISL FP |
UIL PA |
Confsal-UNSA |
RSU |
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Ariano – Valentini |
Cavo – Sozzi |
Casali-Grimaldi |
Giovannetti |
rsu |
Ancora una volta la Fp Cgil VVF chiede l’apertura di un tavolo tecnico sul supporto psicologico nel rispetto al senso di disagio ed incertezza vissuto delle donne e gli uomini del Corpo
Nella giornata di ieri si è tenuto un incontro con il vertice politico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il vertice di INL avente ad oggetto “comunicazioni del Ministro”. L’intendimento che ci è stato rappresentato è quello di avviare un percorso finalizzato a far rientrare le funzioni oggi svolte dall’INL all’interno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Si creerebbero, perciò, due Dipartimenti:
– uno che accorperà le funzioni ministeriali attuali;
– un secondo che eserciterà l’attività di vigilanza e dovrebbe inglobare l’INL.
In questo modo stando alla parole della titolare del Ministero si rafforzerebbe l’attività ispettiva, dato che si confida nel superamento delle criticità fino ad oggi incontrate dall’INL, ad esempio nel reclutamento di nuovo personale.
La Ministra ha poi fatto riferimento alle intenzioni di rafforzare la presenza sul territorio, tuttavia senza precisare se questo significhi, ad esempio, costituzione di nuove sedi o un nuovo assetto organizzativo sul territorio nazionale (cosa succederà, ad esempio, al protocollo con la Regione Sicilia, sottoscritto solo dopo la nascita dell’INL?). Nel corso dell’incontro è emerso chiaramente che il rientro al Ministero farebbe perdere l’autonomia di bilancio acquisita con l’istituzione dell’INL e che aveva permesso, ad esempio, un avanzo di 160 milioni di euro, come certificato dal bilancio di previsione 2023. Pertanto, si rientrerebbe nuovamente nelle più generali regole della contabilità di Stato, non potendosi più generare avanzi di nessun genere destinandoli, ad esempio, a potenziare l’attività di vigilanza. La Ministra ha assunto un generico impegno ad impiegare una parte dell’avanzo di bilancio per pagare gli arretrati della perequazione, ma non si sa quale sarà il riscontro da parte dei soliti occhiuti organi di controllo… Quindi, ad oggi, il rischio che quei 160 milioni di euro non siano usati per il personale, ma per altre finalità, è altissimo. Al momento non è stata consegnata alcuna bozza del provvedimento normativo che dovrebbe normare il rientro delle funzioni di vigilanza al Ministero. Ciò che è emerso è una genericità delle argomentazioni utilizzate per giustificare l’operazione “rientro”; in particolare, ignote sono le ragioni per le quali – grazie all’istituzione di un Dipartimento ad hoc all’interno del Ministero del Lavoro – dovrebbero essere superate le criticità evidenziatesi in questi anni. Altrettanto indefinite le prospettive di carriera per i dirigenti cui si è fatto cenno, gli investimenti sul personale, le modalità con le quali verrà svolto il coordinamento dell’attività di vigilanza ed il suo potenziamento anche in termini di risorse destinate. E resta da comprendere per quale motivo misterioso le assunzioni mancate dell’INL dovrebbero invece divenire realtà, una volta fatto rientro al Ministero. Abbiamo inoltre evidenziato il paradosso organizzativo che si verrebbe a creare con la costituzione di un Dipartimento composto da circa 80 sedi territoriali e qualche migliaio di dipendenti, con un evidente sproporzione rispetto al resto della struttura ministeriale. L’impressione che se ne ricava è di una soluzione organizzativa per certi aspetti perfino improvvisata, che non offre alcuna garanzia alla risoluzioni dei problemi non identificati da parte della Ministra. Soprattutto non si comprende per quale “magica” ragione, le criticità dovrebbero essere superate con il prospettato ritorno al Ministero del Lavoro. Sconosciute anche le tempistiche del “rientro”, con il rischio molto alto di alimentare confusione – nel personale e non solo. Difficile non pensare che ci si trovi in presenza di un’operazione ancora poco chiara perfino a chi la propone e dal respiro corto, che potrebbe produrre un’ulteriore disarticolazione delle attività di vigilanza sul lavoro nel Paese. Questo in un momento in cui più che le formule è necessaria chiarezza di obiettivi e concretezza organizzativa al fine di affrontare gli innumerevoli problemi che affliggono il mondo del lavoro, primi fra tutti quello delle morti sul lavoro e delle dilaganti illegalità nel mercato del lavoro. Considerato che la Ministra ha detto di essere aperta a tutte le soluzioni e di voler verificare con il tavolo sindacale la reale fattibilità della creazione del Dipartimento, non resta che prenderla in parola e chiedere, che nel prossimo incontro, sia fatta maggiore chiarezza su intenti ed obiettivi. Altrimenti il rischio è di svuotare di senso i tavoli di confronto, facendoli divenire mero adempimento formale.
FP CGIL – INL
Matteo Ariano
Alberto Gardina
Ieri si è tenuta la prevista riunione preliminare in sede di contrattazione integrativa nazionale frutto della nostra richiesta di incontro, come delle altre OO.SS.
Il nuovo S.G. ha dato ampia assicurazione ad affrontare tutte le richieste delle OO.SS. in merito alle nuove disposizioni contrattuali, in particolare per l’applicazione del nuovo modello ordinamentale, e quindi di procedere quanto prima alle procedure previste per il passaggio fra le aree e per l’attribuzione dei nuovi differenziali stipendiali. Per quanto attiene alla sottoscrizione definitiva dell’ipotesi di accordo delle famiglie professionali (atto propedeutico è necessario per applicare il nuovo ordinamento professionale) l’Amministrazione ci ha informato di un rilievo fatto dalla Ragioneria dello Stato in merito alla previsione dell’invarianza di spesa che ne ha ritardato la firma definitiva.
Inoltre, a breve saremo chiamati per definire i criteri di ripartizione del fondo risorse decentrate per il 2022, a tal proposito abbiamo chiesto, ancora una volta, un intervento del vertice politico dell’Ente al fine di adeguare le risorse del fondo alle altre amministrazione del comparto delle funzioni centrali.
Per l’orario di lavoro abbiamo chiesto di avviare un confronto a livello nazionale atto ad aggiornare e adeguare la vecchia circolare in merito, al fine di garantire una interpretazione quanto più omogenea possibile in tutte le sedi periferiche.
Infine, per quanto attiene i tempi di erogazione dei buoni pasto e del fondo perequativo l’Amministrazione ci ha garantito che per i primi saranno erogati al massimo entro un mese dalla trasmissione delle presenze mentre per il fondo una volta definito ed assegnato il fabbisogno di cassa, presumibilmente, entro la fine del mese di marzo saranno messi in pagamento i quadrimestri già pronti dell’anno scorso per poi procedere a regime.
Vi terremo come al solito informati sugli sviluppi ed il prosieguo delle contrattazioni.
Il coordinatore nazionale Avvocatura dello Stato FP CGIL
Vincenzo Malatesta
A seguito delle numerose richieste in merito la mancata assegnazione della mobilità promessa dal Dipartimento nel mese di Novembre 2022 pubblichiamo la nota di convocazione
Ancora nessuna risposta per la mobilità richiesto l’incontro urgente con il Sottosegretario
Pubblichiamo la nota con la quale si chiede un incontro urgente con il Sottosegretario riguardo l’ annoso problema Isole Minori
Il Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF chiede a trasparenza ed equità la rendicontazione delle attività svolte dal personale per l’anno 2022
Nella nota che pubblichiamo chiediamo l’incontro con il Sottosegretario in merito la mancata risposta sulle sedi disagiate