Al Capo Dipartimento Organizzazione Giudiziaria
Dott. Gaetano Campo
Al Direttore Generale Reggente del personale e della formazione
Dott. Lucio Bedetta
e, p.c.
Al Capo di Gabinetto
Dott. Alberto Rizzo
Oggetto: Assunzione n. 540 Funzionari giudiziari – Interpello di stabilizzazione – Scorrimento graduatoria ex 21 quater L. 132/ 2015 per Funzionari NEP.
CGIL CISL e UIL prendono atto della iniziativa assunta da codesta Amministrazione che porterà all’assunzione di ulteriori 540 Funzionari giudiziari.
Al riguardo è necessario rammentare che prima di dare corso a procedure assunzionali è fatto obbligo per l’Amministrazione procedere ad interpelli di assestamento, ai sensi dell’art.7, co.1 dell’Accordo di mobilità del personale gestito dal DOG, siglato il 15.7.2020.
Pertanto, sin d’ora si invita codesta Amministrazione a dare urgente corso al citato interpello, sia per la salvaguardia dei diritti soggettivi che potrebbero subire lesioni sai per evitare un comportamento lesivo dell’Accordo menzionato e quindi palesemente antisindacale.
Inoltre, dando per acclarata l’esigenza di effettuare l’interpello di assestamento, sin d’ora si chiede di voler far partecipare allo stesso anche il personale che non abbia compiuto i 5 anni di servizio, ai sensi della interpretazione fornita dalla Funzione Pubblica, ad aprile dello scorso anno, in merito alla portata dell’art. 35 bis del DLGS n. 165/01. Sul punto si segnala che il DAP, proprio per espletare un interpello di assestamento propedeutico all’assunzione di un gruppo di funzionari, ha fatto partecipare con riserva quanti non avessero compiuto i noti 5 anni di servizio, con ciò riuscendo a coprire molte sedi che correvano il serio rischio di permanere vacanti.
Si segnala inoltre, come priorità, lo scorrimento integrale della graduatoria, formata ex art. 21 quarter L.132/15, per il transito degli ufficiali giudiziari nella figura del Funzionario NEP. Ormai non vi sono più ostacoli di natura giuridica al predetto scorrimento atteso che il PIAO Giustizia 2022/2024 ha previsto l’assunzione di 418 Funzionari UNEP. Coì anche per l’interpello di assestamento e per la partecipazione allo stesso di chi abbia meno di 5 anni di servizio non vi sono ostacoli normativi.
Tanto premesso CGIL CISL e UIL chiedono che codesta amministrazione proceda senza indugio sia a pubblicare l’interpello di assestamento per la figura del funzionario giudiziario, consentendo la partecipazione anche personale vincolato, sia ad operare lo scorrimento della graduatoria per funzionario UNEP ex art. 21 quater L. 132/2015. Infine CGIL CISL e UIL ribadiscono la ineludibilità della immediata ed integrale applicazione dell’accordo sottoscritto il 26 aprile 2017.
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FP CGIL |
CISL FP |
UIL PA |
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Russo |
Marra |
Amoroso |
Nella giornata di ieri sono proseguiti i lavori del tavolo sindacale nazionale per la sottoscrizione definitiva del nuovo testo del FRD 2021 e per la prosecuzione della contrattazione sulle famiglie professionali.
FRD 2021
Come anticipato con il precedente comunicato, a seguito dei rilievi del Dipartimento della Funzione pubblica rispetto alla parte dell’accordo che riguarda la quantificazione dei destinatari della maggiorazione prevista dall’art.78 del CCNL 2016-2018 abbiamo dovuto provvedere a modificare la formulazione precedente.
Nel ribadire la nostra netta contrarietà alla ingiustificata ed immotivata ingerenza degli organismi di controllo, tesa solo a limitare l’ambito di competenza della contrattazione decentrata, abbiamo dato la nostra disponibilità alla sottoscrizione dell’accordo che prevede l’introduzione della percentuale fissa del 10% dei destinatari della maggiorazione del premio individuale per tutti gli uffici centrali e territoriali.
Pur avendo alcune riserve sulla quantificazione di quella percentuale, l’abbiamo ritenuto il punto di mediazione per poter accelerare le procedure per l’erogazione dei trattamenti accessori al personale.
Abbiamo colto l’occasione per chiedere che venga avviata quanto prima la contrattazione per il FRD 2022 previa quantificazione delle risorse che dovranno essere aggiornate a seguito delle previsioni del CCNL 2019-2021.
FAMIGLIE PROFESSIONALI
Rispetto alla bozza di accordo sul nuovo ordinamento professionale abbiamo nuovamente rilevato alcune perplessità legate in particolare alle potenzialità delle future progressioni verticali per il personale inquadrato in area operatori e per alcuni dei lavoratori inquadrati in area assistenti.
Abbiamo inoltre ribadito la richiesta di prevedere regole certe per eventuali futuri passaggi da una famiglia all’altra. Sul punto ci siamo riservati di formulare ulteriori osservazioni tenendo conto che vorremmo chiudere contestualmente anche una intesa sulle progressioni verticali. Rispetto a questo ultimo tema sarà importante anche conoscere i contenuti del PIAO che discuteremo nell’incontro che è stato calendarizzato per lunedì 13 marzo p.v.
A margine della riunione abbiamo approfittato per chiedere ulteriori delucidazioni alla delegazione di parte pubblica relativamente a;
ASSUNZIONI
L’amministrazione sta convocando n. 10 funzionari della procedura RIPAM per la scelta delle sedi e entro la fine del mese di marzo dovrebbe inviare le convocazioni per quanto riguarda lo scorrimento di n.177 funzionari dell’ultimo concorso. Le due procedure seguiranno strade separate.
MOBILITA’
Abbiamo chiesto nuovamente di avviare rapidamente la discussione sulla mobilità di personale anche in riferimento alle possibili implicazioni che potrebbero esserci con le procedure sulle progressioni verticali.
LAVORO AGILE
Continuiamo a ricevere segnalazioni rispetto ad un utilizzo timido del lavoro agile nell’ambito di alcuni uffici ed in qualche caso di applicazioni fantasiose delle disposizioni contenute nell’accordo sottoscritto il 29 settembre 2022. A tal proposito, vista che l’amministrazione ritiene di non poter intervenire sulle decisioni dei singoli dirigenti abbiamo concordato di avviare quanto prima in sede di organismo paritetico dell’innovazione, un monitoraggio della situazione di tutte le strutture centrali e periferiche dell’amministrazione al fine di formulare proposte e chiarimenti che possano essere recepiti e condivisi da tutti gli uffici centrali e periferici dell’Amministrazione.
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FP CGIL |
FP CISL |
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Anna Andreoli/ Davide Perrelli |
Michele Cavo |
Si è tenuto ieri mattina il previsto incontro con il Ministro della Difesa e il Sottosegretario delegato più volte richiesto dalle scriventi OO.SS.
In apertura di riunione il Ministro Crosetto, nel definire essenziale il ruolo del personale civile, ha preannunciato una riforma radicale, da condividere con le OO.SS., che ne valorizzi ruolo e responsabilità e che sia in grado di cogliere le sfide delle mutate condizioni del paese.
Si è poi soffermato sulle criticità che il sindacato confederale ha evidenziato con le note costantemente inviate, sia in tema di divario economico che di ripianamento dell’organico.
Il Ministro dopo aver confermato la disponibilità a ricercare percorsi comuni, ha lasciato la riunione per i noti impegni istituzionali, chiedendo al Sottosegretario Dott. Matteo Perego di Cremnago, gli approfondimenti ai temi che FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno più volte segnalato. In particolare il Sottosegretario ha evidenziato:
a) la grave carenza di personale, nell’ambito della quale sono stati elencati i provvedimenti in itinere sulle assunzioni per i prossimi anni – 2430 unità da DPCM del marzo 2022, e 2400 da piano dei fabbisogni 2023;
b) la mancata attribuzione dei 21 milioni di euro per gli anni 2022 e 2023, rispetto ai quali – e più in generale alla differenza retributiva che caratterizza in negativo il personale civile difesa rispetto agli altri pubblici dipendenti – ha dichiarato che si lavorerà per incrementare il FRD e colmare il gap;
c) In materia di lavoro agile ha garantito la piena disponibilità ad attuarlo e recepire le istanze del personale.
Gli interventi di FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno sottolineato come sia prioritario sciogliere il nodo politico delle relazioni sindacali, profondamente incrinate sia dalle contestazioni disciplinari a RSU e dirigenti sindacali nelle loro funzioni di rappresentanza, sia dal mancato aggiornamento dell’incontro sull’orario di lavoro con la delegazione trattante del Ministro.
I rappresentanti nazionali di FP CGIL – CISL FP e UIL PA, nel quadro di una valutazione complessiva delle criticità che attualmente condizionano il sistema tecnico amministrativo, operativo e industriale della difesa, e il lavoro prestato dall’occupazione interna, hanno rappresentato:
– la gravissima carenza di organico di personale civile che non potrà essere colmata in tempi brevi attraverso le assunzioni programmate – che, se va bene, vedranno luce a partire forse dal 2025 -, ma potranno trovare soluzione solo avviando un piano straordinario di assunzioni che contempli nell’immediato almeno 6.000 unità tecniche e contestualmente, differire il termine del 31.12.2024 di entrata in vigore della legge 244/12, che riduce l’organico del personale civile a 20.000 unità, differimento approvato per i militari;
– la conferma della discriminazione del personale civile contenuta nello schema di ristrutturazione del Segretariato Generale attraverso la soppressione, velata da ridimensionamento, della formazione del personale civile, probabilmente per gli interessi di qualcuno, oltre la sistematica sostituzione dei dipendenti civili con militari, dirigenti compresi;
– l’esigenza di riconsegnare, incrementandole, le risorse dei 21 milioni sottratte al personale civile, attribuendole al FRD in maniera strutturale, per far fronte alle ordinarie necessità funzionali garantite dal personale e adeguare il trattamento economico delle lavoratrici e lavoratori civili a quello attribuito ai dipendenti delle altre amministrazioni pubbliche;
– l’urgente necessità che siano fornite le TT.OO. da tutti gli Organi di Vertice. Ad oggi SMD – SMA e SGD non hanno ancora ottemperato.
– la problematica dell’Agenzia Industria Difesa colpita da un provvedimento ostile che la costringe ad una gestione autonoma del trattamento stipendiale non disponendo delle risorse umane necessarie e tradita nella promessa di avere la disponibilità di personale che non è mai stato assegnato;
– il persistere delle gravi problematiche stipendiali del Noi Pa, sia con il personale transitato che con gli altri dipendenti, che richiedono una risposta urgente;
– il pessimo stato delle RELAZIONI SINDACALI CON L’ATTUALE AMMINISTRAZIONE, in particolare negli ultimi 6 mesi, con la Delegazione trattante del Ministero della Difesa e Persociv in particolare, che continua a mostrare ostilità e pregiudizio verso il Sindacato. Infatti:
1. non ha mai risposto alla corrispondenza trasmessa dal SINDACATO e alle ISTANZE prodotte dalle lavoratrici e dai lavoratori civili;
2. non è ancora riuscita a definire compiutamente – seppure a distanza di ben 10 mesi dall’avvio della discussione – IL REGOLAMENTO DELLO SMART WORKING;
3. E’ stata teatro dei conti errati dell’FRD 2022, e delle successive attribuzioni economiche;
4. non ha ancora definito la discussione SULL’ATTUAZIONE DEL NUOVO ORDINAMENTO PROFESSIONALE per le lavoratrici e i lavoratori civili, IN ATTESA DELLE PROGRESSIONI PREVISTE DALL’ART. 18 del vigente CCNL;
5. non è stata in grado di trovare soluzione all’annosa questione relativa ai BENEFICI LAVORI INSALUBRI E POLVERIFICI, che continua a fare danni irreparabili al personale civile per l’accesso alla pensione, così come non è in grado di gestire l’iter delle pratiche pensionistiche del personale amministrato chiedendo ai dipendenti di produrre atti che la stessa amministrazione ha emanato;
6. ha impropriamente avviato, come in apertura ricordato, I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI A CARICO DI RSU E DIRIGENTI SINDACALI NELL’ESERCIZIO DELLE PROPRIE FUNZIONI;
7. ha unilateralmente chiuso, tradendo gli impegni assunti, il confronto in atto SULL’ORARIO DI LAVORO DEL PERSONALE TURNISTA, diffondendo la circolare NON CONDIVISA DAL SINDACATO CONFEDERALE e che pregiudicherà attività preziose;
Stante la qualità inadeguata delle relazioni sindacali, condotta dall’attuale dirigenza di Persociv, abbiamo richiesto al vertice politico di rimuovere gli ostacoli che si frappongono ad un sistema rispettoso delle parti e che consenta di riprendere un dialogo costruttivo.
– Sul benessere del personale, abbiamo poi contestato la scelta, fortemente discriminatoria, di riservare solo alla componente militare, e non anche a quella civile, la polizza assicurativa sanitaria gratuita, considerato che il capitolo di bilancio da cui si attingono le risorse economiche necessarie a sostenerne il costo è rivolto ad ambedue le componenti.
In conclusione dei lavori, il Sottosegretario delegato – nel riservarsi di rispondere ad alcune questioni sollevate dalle OO.SS. – ha dichiarato che l’attività proposta dal Ministero nei prossimi mesi verterà sulla valorizzazione del patrimonio della Difesa, in particolare quello tecnico industriale, e che sarà massimo l’impegno per assicurare le risorse economiche al personale civile, per garantire le assunzioni in tempi rapidi e dare risposte anche in tema di benessere.
In ultimo il Vice Capo di Gabinetto, dr. Francesco Rammairone, è intervenuto sulle contestazioni disciplinari ai dirigenti sindacali, specificando da un lato l’attenzione dell’A.D. ma che sono in corso “verifiche” sull’accaduto e su presunti toni definiti “aggressivi”.
L’intervento è stato fortemente stigmatizzato da FP CGIL CISL e UIL PA perchè è apparso come un giudizio di merito che l’amministrazione non può avere senza infrangere la libertà sindacale e calpestare un diritto costituzionalmente rilevante e che, se non risolto immediatamente, assumerà ancora una più grave rilevanza mediatica.
Staremo a vedere nei prossimi mesi, come peraltro abbiamo inteso comunicare al Sottosegretario, se rispetto agli impegni assunti nell’occasione saranno poi adottate in concreto le misure ritenute necessarie a dare soluzione alle numerose problematiche esposte nell’occasione da FP CGIL – CISL e UIL PA.
Vi terremo come sempre tempestivamente informati circa gli sviluppi generati dall’odierna discussione.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Si è svolto ieri l’incontro tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali in relazione al prossimo ingresso in INPS di 4.124 consulenti di protezione sociale. All’ordine del giorno il documento trasmesso dall’Amministrazione sulla ripartizione delle future colleghe e dei futuri colleghi nelle diverse sedi del territorio nazionale.
In apertura dei lavori, l’Amministrazione ha precisato che il 2023 sarà un anno di assunzioni per l’INPS: l’Istituto punta, in tal senso, ad avere entro l’anno 4.843 nuovi funzionari, cui si sommeranno altri inserimenti correlati a nuovi concorsi (medici e probabilmente avvocati).
La ratio utilizzata nell’allocazione dei Consulenti di Protezione Sociale è stata la stima del pervenuto 2023. L’Amministrazione ha affermato di aver depurato dal computo i modelli del pervenuto covid e le attività eccezionali connesse, prendendo a riferimento soltanto il personale incardinato nelle ex aree A, B e C.
L’ipotesi sottostante è che la produttività debba stare sul 124, neutralizzando in media le attività di consulenza in relazione al cluster di appartenenza delle Direzioni Provinciali. Da questo pervenuto, così calcolato, e tenendo conto delle cessazioni previste fino al 2024, sono state ricavate le esigenze. L’Amministrazione ha riservato il 5% del nuovo personale alla Direzione Generale e un ulteriore 5% alla Direzione Servizi al Territorio, per agevolare un processo di polarizzazioni.
Come FP-CGIL abbiamo segnalato, in premessa, che l’incontro di oggi appare tardivo, a dispetto della nostra richiesta per un’interlocuzione reale. La convocazione delle parti, a poche ore dalla pubblicazione sul portale INPS della procedura di scelta delle sedi per i concorsisti, sembra rispondere più a esigenze di forma che di sostanza.
Abbiamo rilevato come il nostro interesse risponde sempre a un’esigenza: garantire la tenuta dei servizi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori in ogni struttura del territorio. In tal senso abbiamo evidenziato come le assegnazioni previste presentino criticità evidenti, al punto che alcune situazioni di documentata carenza d’organico non solo non vengono affrontate ma vengono cristallizzate anche dalla nuova ripartizione. Ciò non pone problemi solo alle strutture territoriali, su cui registriamo il disinteresse della controparte, ma pone serie criticità anche sul piano nazionale: la scelta di non assegnare personale adeguato rispetto ai carichi di lavoro da un lato stressa la componente produttiva nelle sedi, pregiudicando in potenza i servizi, dall’altro rischia di compromettere globalmente il raggiungimento dell’incentivo, al Sud come al Nord, ivi considerata la non efficiente ripartizione delle risorse.
Sempre in relazione al tema abbiamo notato alcune anomalie evidenti, che abbiamo rappresentato al tavolo a titolo d’esempio: a Rossano Calabro attualmente sono in servizio circa 70 dipendenti e si prevede un’immissione di 65 nuove unità. Abbiamo quindi chiesto quali siano state le esigenze a monte di questa scelta e dove verranno allocati i lavoratori e le lavoratrici assegnati, considerati gli spazi della sede decisamente ristretti. Altrettanto anomala è la situazione della Sardegna: una regione che, nella sua complessità, ha visto posti a bando in mobilità inferiori rispetto alle esigenze e che solo oggi vede riconosciuta la carenza di organico. Una situazione diffusa, che si registra su diverse regioni lungo il territorio nazionale. Così facendo, però, l’Amministrazione crea contrapposizione tra il personale della mobilità e le nuove assunzioni, mentre dovrebbe operare per creare coesione ed inclusione tra il personale dell’istituto.
Sempre nel novero della ripartizione voluta dall’Amministrazione, abbiamo constatato un’anomalia di fondo evidente, ossia l’accesso alla Direzione Generale direttamente per concorso. Negli incontri passati è sempre stato fatto presente, da parte della dirigenza, che le Direzioni Regionali, le Direzioni di Coordinamento Metropolitano e la Direzione Generale non potevano essere oggetto di mobilità, in quanto solo gli interpelli avrebbero garantito le specifiche professionalità addette ai ruoli. Oggi scopriamo che l’Amministrazione, invece, si riserva di derogare da questa regola, assumendo a concorso 400 unità senza alcuna valutazione dei profili. Se a ciò aggiungiamo un dato, ossia la presenza di circa 140 colleghi che non sono riusciti ad accedere con la mobilità alla prima sede agognata (salvo scoprire che la stessa è oggi pronta ad accogliere nuove risorse), la cifra di fondo sembra una generale noncuranza nei confronti del personale in servizio, una noncuranza che fa male specie dopo gli elogi pubblici relativi al lavoro svolto durante l’emergenza pandemica e che è in netto contrasto con l’immagine dell’INPS offerta ai nuovi consulenti. Per questo abbiamo chiesto di non insistere negli errori e di soddisfare, da subito, le prime scelte di chi ha partecipato al bando di mobilità.
L’Amministrazione si è riservata di fare un ragionamento organico a fine aprile, con i numeri definitivi, per verificare lo stato dell’arte della mobilità e far scorrere le eventuali graduatorie.
Abbiamo, infine, accolto con sorpresa le dichiarazioni del Presidente nell’incontro con i neo-assunti: in quella sede è stata presentata un’idea di INPS che comporta una riorganizzazione profonda dell’assetto territoriale e organizzativo dell’Istituto. Un’idea che non è mai stata portata al tavolo e di cui abbiamo appreso i principi-guida tramite un evento streaming. Lo stesso vale per il “patto di formazione“, ventilato nel corso dell’evento, e su cui – in assenza di alcuna indicazione – abbiamo richiesto formalmente un tavolo tecnico relativo alla gestione della formazione del personale.
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FP CGIL – INPS |
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Antonella Trevisani |
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito la mobilità degli Ispettori Antincendi
Il 3 marzo u.s. si è svolto l’incontro sulla riorganizzazione degli Uffici di esecuzione penale esterna a seguito della richiesta delle OO.SS.
Alla riunione per la parte pubblica era presente il Direttore generale del Personale, delle risorse e dell’attuazione dei provvedimenti minorili, Dott. Cacciapuoti, Il Direttore dell’Esecuzione penale Esterna e Messa alla Prova, Dott. Arena.
L’incontro è iniziato con una breve introduzione del Dott. Cacciapuoti per lasciare l’intervento al dott. Arena che ha parlato di mutazione genetica riferendosi a come sia cambiata la mission degli uffici di esecuzione penale esterna in seguito alle modiche normative, ultima la riforma Cartabia, ed ha proposto di istituire un tavolo tecnico/gruppo di lavoro, per avviare un confronto sulla rivisitazione dei processi di lavoro all’interno degli UEPE.
Nel nostro intervento abbiamo espresso le criticità sulle circolari n. 3 del 26.10 22 e n.1 del 3.01.23 emanate dalla DGEPE che modificano il modello organizzativo degli uffici di esecuzione penale esterna. Nello specifico abbiamo rappresentato che sia la “specializzazione per tipologia degli interventi” che “l’interprofessionalità” , di fatto non affrontano il problema dei carichi di lavoro che aumenteranno a dismisura con l’attuazione della riforma Cartabia. L’applicazione della specializzazione in considerazione delle carenze di personale, non sarà di facile attuazione in tutti gli uffici, e comunque abbiamo chiesto un periodo di sperimentazione e la possibilità della rotazione degli incarichi, per evitare il rischio che i FSS perdano la conoscenza complessiva degli interventi. Relativamente al concetto di multiprofessionalità, in vista dell’ inserimento lavorativo dei funzionari pedagogici, abbiamo chiesto un confronto sui compiti per evitare di creare interscambiabilità di ruoli e competenze, tenuto conto dei percorsi di formazione e dell’apporto professionale di ogni operatore.
Relativamente alla circolare n.3 abbiamo espresso la netta contrarietà alla previsione di attivare dei presidi di prossimità della probation giudiziaria presso i Tribunali ordinari, con una presenza del personale, che li fa prefigurare come sedi distaccate degli Uepe. A questo proposito abbiamo ricordato che l’ordinamento penitenziario e il regolamento n.230/2000 prevedono che gli uffici non debbano essere collocati all’ interno degli II.PP e Uffici giudiziari, per mantenere la propria autonomia ed indipendenza. Di fatto questa delocalizzazione modifica la mission degli Uepe, uffici radicati sul territorio. Lo stesso vale per la volontà di creare i presidi di prossimità della probation penitenziaria all’interno degli II.PP. Abbiamo ribadito che l’introduzione di una simile riorganizzazione andrebbe soltanto ad aggravare le condizioni di lavoro, con il rischio di far implodere gli Uffici.
In questa fase abbiamo chiesto alla DGEPE l’elaborazione di linee giuda operative sulle misure sostitutive delle pene detentive brevi e la stipula di protocolli a livello centrale con Dag e Dap che potranno favorire l’interlocuzione a livello locale con i Tribunali ordinari e con gli II.PP. Abbiamo rappresentato che non si possono lasciare gli Uffici ed i singoli operatori ad arrabattarsi sulle modalità di intervento, come sta succedendo in questi giorni con l’arrivo delle richieste delle misure sostitutive.
Abbiamo chiesto inoltre di organizzare quanto prima, una fase di formazione operativa come accadde per l’ introduzione della messa alla prova.
C’è la necessità di rilanciare il lavoro di rete finalizzato all’ individuazione di nuove disponibilità per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e di attivare protocolli con i Comuni per l’accoglienza abitativa con i comuni.
Relativamente all’ipotesi da parte del Dott. Arena di avviare un gruppo di lavoro, abbiamo espresso la nostra disponibilità a partecipare, evidenziando che più volte abbiamo reiterato la richiesta di un tavolo di confronto serio sui carichi di lavoro.
Al contempo abbiamo chiesto l’ individuazione delle priorità istituzionali da perseguire, durante questa prima fase di attuazione della riforma Cartabia, in considerazione dell’incremento del carico di lavoro.
A chiusura della riunione il Dott. Arena ha comunicato che a breve saremo informati delle modalità di costituzione del gruppo di lavoro e delle tematiche che saranno affrontate. Rispondendo agli interventi delle OO.SS ha ribadito, che i presidi presso i Tribunali debbono essere messi in atto almeno negli UIEPE , dove sono già attivi gli sportelli.
Vigileremo sugli ulteriori sviluppi e invitiamo tutti i lavoratori a partecipare alla mobilitazione dei lavoratori della giustizia che si terrà il 10 marzo a Roma e nelle altre città per far sentire le ragioni della nostra protesta.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Paola Fuselli Eugenio Marra Domenico Amoroso
Pubblichiamo la nota di rinvio dell’incontro sulla mobilità
Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF riguardo l’organizzazione del soccorso
Nelle scorse settimane la Marina Militare dell’Arsenale di Taranto ha promosso un’azione disciplinare nei confronti delle RSU e dei delegati sindacali di FP CGIL – CISL FP e UIL PA, ritenuti colpevoli di aver difeso una lavoratrice sul luogo di lavoro nell’esercizio delle funzioni e delle prerogative sindacali fissate e tutelate dalla Costituzione e dallo Statuto dei lavoratori per mezzo della legge n. 300 del 20 maggio 1970. Una iniziativa violenta, autoritaria e inappropriata adottata – a giudizio delle scriventi – contro chi rappresenta e tutela la libertà e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori anche nei luoghi di lavoro del Ministero della Difesa. Ove a ben vedere, e a giudicare dai fatti accaduti, v’è forse maggior bisogno di praticare sana democrazia e tutela dei diritti dei dipendenti civili. Ma ancora più grave, se possibile, è stato l’agire in assoluta continuità della direzione generale del personale civile che, senza ulteriore indugio e in spregio alle citate norme costituzionali e di legge, ha inteso subito istruire e formalizzare i procedimenti disciplinari individuali a carico delle RSU e dei delegati sindacali locali. Peraltro smentendo pure se stessa, quando intervenendo su analogo precedente accaduto 5 anni fa ebbe giustamente a chiarire che… “l’attività del rappresentante sindacale è espressione di una libertà garantita dalla Costituzione, art. 39, ed in quanto diretta alla tutela di interessi collettivi dei lavoratori, contrapposti a quelli del datore di lavoro non può essere subordinata alla volontà di quest’ultimo, escludendo la responsabilità del rappresentante sindacale nell’esercizio delle prerogative sindacali”. Come non pensare, quindi, ad una precisa volontà di attaccare il Sindacato se l’intenzione è stata palesemente quella di colpire le RSU regolarmente elette dalle lavoratrici e dai lavoratori, e le delegate e delegati delle organizzazioni sindacali locali proprio nell’esercizio di quelle prerogative sindacali che Persociv difendeva qualche anno fa. Il che, evidentemente, ci riporta ai modi autoritari e alla pratica distorta e inconcludente delle relazioni sindacali fin qui registrata in seno alla Difesa, peraltro già partecipata al vertice politico del ministero che, a giudizio delle scriventi, da almeno 6 mesi a questa parte sta caratterizzando in particolare l’agire dei dirigenti che operano nella predetta Direzione generale – la quale peraltro non ha mai risposto alle lettere e alle sollecitazioni avanzate dal Sindacato confederale – come da ultimo prova anche la unilaterale decisione di chiudere il confronto in atto sulla circolare che regola l’orario di lavoro del personale turnista. Un atteggiamento irrazionalmente ostile verso il Sindacato e le istanze avanzate dal personale civile, mantenuto in assoluta distonia con lo spirito positivo che invece ha ispirato le parti nella costruzione del nuovo sistema di relazioni sindacali collocato nell’ambito del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Comportamenti che stanno recando imbarazzo e notevoli ripercussioni tra e sui lavoratori, per l’impossibilità di poter fruire dal 2017 di un sistema di mobilità che consenta loro di assecondare i bisogni e le esigenze personali e famigliari, e anche per la ritardata attuazione del nuovo ordinamento professionale, che dovrà regolare anche le progressioni tra le aree. Condotta che ha costretto le scriventi organizzazioni sindacali confederali a reagire con forza per mezzo delle diffide a procedere inoltrate per competenza al Ministro Crosetto nei giorni scorsi, sia sui procedimenti disciplinari avviati nei confronti dei nostri delegati e RSU di Taranto, che sulla chiusura della discussione in atto sulla predetta circolare turnisti. Questa la situazione allo stato attuale, che è ormai evidentemente compromessa e non più obiettivamente sanabile dal nostro punto di vista con l’attuale dirigenza di Persociv, e tale presumibilmente rimarrà – al netto delle iniziative sindacali che il sindacato confederale deciderà di mettere in campo a sostegno delle ragioni dei lavoratori – finché chi ha la responsabilità politica del dicastero non avvertirà l’esigenza di esercitare fino in fondo le proprie funzioni promuovendo un azione di rinnovamento dell’attuale quadro dirigenziale, teso a rimuovere tutti quegli ostacoli che attualmente si frappongono all’espletamento delle ordinarie attività istituzionali che devono garantire una buona amministrazione e gestione del personale civile, e alla pratica di un corretto sistema di relazioni sindacali, innovato dal nuovo Contratto di Comparto. Lunedì prossimo incontreremo per la prima volta il Ministro Crosetto e il Sottosegretario delegato, dall’esito di quella riunione e dai successivi atti di questo vertice politico capiremo se il Sindacato e i lavoratori rappresentati avranno voce e spazi di democratica discussione nell’individuazione e successiva adozione delle misure ritenute indispensabili a garantire subito il rispetto della loro dignità e dei loro diritti, e a delineare prospettive certe per il futuro dell’occupazione pubblica nel ministero della difesa. Vi aggiorneremo all’esito dell’incontro.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Al Segretario generale Pres. Franco Massi
Al Vice Segretario generale Cons. Francesco Targia
Alla Dirigente generale Risorse Umane Dott.ssa Daniela Greco
e, p.c.
Al Presidente della Corte dei conti
Pres. Guido Carlino All’Ufficio Relazioni Sindacali
Al Personale della Corte dei conti
Oggetto: Informativa bozza D.P. modifica dotazione organica personale amministrativo. Con riferimento all’informativa del 2 marzo u.s. sulla bozza di decreto del Presidente della Corte dei conti riguardante la ripartizione della dotazione organica del personale amministrativo non dirigenziale, di cui si allega copia, le scriventi OO.SS. chiedono un urgente incontro, al fine di valutare gli effetti di tale provvedimento sulle aspettative di crescita professionale del personale di ruolo della Corte dei conti, ed in modo particolare sulle Progressioni tra le Aree da attuare ai sensi dell’art. 18, commi 6, 7 e 8 del CCNL Funzioni Centrali 2019/2021, nonché sull’istituzione della nuova Area delle Elevate Professionalità. In attesa di un urgente riscontro, si formulano cordiali saluti.
S. Di Folco A. Guarente F. Amidani U. Cafiero C. Visca F. Dell’Armi M. Centorbi
Pubblichiamo la nota della Segreteria Fp Cgil città metropolitana e del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF riguardo la carenza di organici per la sede di Molfetta
Pubblichiamo il comunicato stampa unitario delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl,Uil Pa VVF, Usb VVF e Conapo con il quale evidenziano le difficoltà a garantire il soccorso alla cittadinanza e la salute e sicurezza delle donne e degli uomini del Corpo