Nell’incontro di ieri sulla soppressione dell’INL e la sua trasformazione in Dipartimento, alla presenza del vertice politico del Ministero e del vertice dell’INL, abbiamo assistito nuovamente a una serie di promesse come anche nei precedenti, ma senz’alcuna certezza che possano essere mantenute. Insomma, ci promettono le promesse. Unico passo in avanti: ci è stata finalmente consegnata una prima bozza del testo normativo cui si sta lavorando. Pur ringraziando di avere finalmente una prima bozza di testo su cui discutere, abbiamo preliminarmente evidenziato che, ancora una volta, non ci sembra sia stata fatta un’analisi preventiva delle criticità che hanno caratterizzato la nascita di INL e sembra si intenda ora riproporre una soluzione “a prescindere”, il che non lascia presagire bene, né per i lavoratori né per le attività. Non sarebbe meglio partire da un’analisi condivisa e ragionata di ciò che ha funzionato e ciò che non ha funzionato in questi anni, prima ancora di parlare di futuri “contenitori”, tipo Dipartimento? C’è, poi, un ulteriore problema di metodo: quando INL fu istituito si creò una discussione nel Paese, perché il tema – ieri come oggi – non è semplicemente la creazione o lo spostamento di pezzi di apparati burocratici, ma l’assetto della vigilanza sul lavoro nel Paese. Rispetto a questo, non si può certo immaginare di risolvere tutto con qualche incontro sindacale solo con i rappresentanti dei lavoratori di INL, così sperando di salvare qualche formalità. Ancora una volta ci è stata ribadita la volontà di utilizzare tutto l’avanzo di bilancio dell’INL (che sarebbe pari addirittura a duecento milioni di euro circa, secondo quanto dichiarato dall’amministrazione) per: prevedere gli arretrati della perequazione, aumentare l’FRD e aumentare le dotazioni strumentali del personale. Ma…. si è subito precisato che, al momento, non si conosce ancora il parere del MEF. E questo non è cosa da poco. Peraltro, la promessa sembra essere già smentita da quanto scritto nella bozza consegnataci ieri, nella quale si prevede l’impiego solo di una parte dell’avanzo di bilancio e che una consistente parte di quest’avanzo sarà destinata all’implementazione delle dotazioni, anche di carattere informatico, del Ministero. Ci è stato inoltre comunicato che, per rafforzare la vigilanza si prevede un’ulteriore immissione di 300 ispettori e 50 funzionari, tramite concorso o tramite scorrimento delle graduatorie esistenti. Peccato che questi numeri non servano nemmeno a colmare il vuoto di organico esistente, senza considerare la grave carenza di personale di seconda area.
Oltre a ciò, uno dei temi reali da affrontare – se davvero s’intende potenziare la vigilanza, come detto nell’incontro e scritto nella bozza – è l’attribuzione di risorse stabili e non un “tesoretto” da assegnare in parte al futuro soggetto. Uno dei principali problemi di INL, infatti, è stata la mancanza di risorse aggiuntive e strutturali. È questo che servirebbe, se davvero si vuole rendere appetibile lavorare in questo Ente ed evitare le molte rinunce che ci sono state, altrimenti è inutile prevedere ulteriori assunzioni. Senza investimenti strutturali anche i prossimi concorsi andranno male e chi potrà, andrà via. Per quanto riguarda il mantenimento dell’autonomia che questo Dipartimento avrà, non abbiamo avuto alcuna risposta precisa, se non qualche generica (e quindi inutile) rassicurazione. Finora l’INL ha avuto autonomia organizzativa e finanziaria, che ha consentito di aumentare nel tempo l’importo dell’FRD ereditato dal Ministero, di avere l’avanzo di bilancio che si è creato, ma anche di emettere, ad esempio, un decreto direttoriale che riconosce l’aumento del 40% sul costo delle missioni. Visto che il ritorno al Ministero presuppone anche il rientro nelle più generali leggi della contabilità di Stato, come si intende garantire il medesimo trattamento al personale ispettivo? Lo abbiamo chiesto nuovamente, ma continuiamo a non avere risposte e questo non fa presagire nulla di buono… Nel testo consegnato, infine, si fa anche riferimento al potere di coordinamento che il futuro Dipartimento dovrebbe avere con INPS, INAIL e con il sistema delle regioni, per il coordinamento con i servizi ispettivi delle ASL e delle ARPA in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Anche a tal proposito, non ci è stato detto come sarà declinato questo ruolo di coordinamento, soprattutto considerando che i servizi ispettivi delle ASL e delle ARPA sono gestiti su base regionale. Oltre a questo, vorremmo sapere se il coordinamento continuerà a riguardare o meno anche gli altri soggetti coinvolti nella lotta al sommerso, come ad es. la Guardia di Finanza, perché nel testo consegnatoci sembra non esservene più traccia. Insomma, le domande prive di risposta continuano a essere tante, troppe, e i dubbi sull’efficacia dell’intera operazione non diminuiscono, ma aumentano col tempo. C’è solo da capire se vi sia una reale volontà di confronto a 360 gradi o se l’operazione si farà ugualmente perché nasconde altri obiettivi, forse non espressamente dichiarabili.
Coordinatore nazionale FP CGIL – INL
Matteo Ariano
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Regionale Fp Cgil VVF a seguito dell’informativa sui criteri per le selezioni del percorso Contrasto Rischio Acquatico
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione in merito la programmazione dell’attività formative per l’anno 2023 per il personale che espleta funzioni operative e di specialità
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Logistico Strumentali in merito il portale PagoP@ – Portale dei pagamenti on line dei servizi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco resi a titolo oneroso – Implementazione “modello di pagamento 3”.
Pubblichiamo la nota del Dipartimento in merito la legge n 662 del 23.12.1996 riguardo le verifiche sui dipendenti
Pubblichiamo la nota di aggiornamento della Direzione Centrale per le Risorse Logistico Strumentali e il relativo allegato riguardo la Telefonia mobile del Corpo Nazionale VV.F. Utenze ricaricabili “TIM TO
POWER” Accesso al portale interforze.
Pubblichiamo la circolare emessa da Persociv sulla performance 2022 delle lavoratrici e dei lavoratori civili Difesa.
p.la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti
Pubblichiamo la nota della Fp Cgil VVF con la quale si richiede un incontro in merito il settore NBCR
Oggi abbiamo avuto una importante riunione che ha definito nelle sue linee generali l’accordo sul Fondo 2023, si tratta ora di sistemare alcuni dettagli di importanza non secondaria. Come ricorderete noi insieme alla UIL abbiamo avanzato una duplice proposta di modifica rispetto all’impianto originario della proposta di ripartizione: l’aumento a 3000 euro annui dell’importo delle posizioni organizzative di terza area, possibile a seguito dell’applicazione del nuovo CCNL, e l’individuazione di una tariffa minima per le turnazioni parametrata all’ex posizione economica F2 della seconda area, per superare il problema derivante dall’applicazione del nuovo ordinamento professionale che ha comportato l’applicazione di una tariffa inferiore, sia pure di poco, ai lavoratori assunti dopo il 1 novembre 2022.
Se la prima proposta ha riscontrato l’adesione quasi unanime del tavolo sindacale, a cui si è aggiunta anche la proposta di ampliare la platea dei possibili destinatari, avanzata con intento provocatorio da qualche collega a noi particolarmente affezionato, ma per noi valutabile seriamente, sull’altra abbiamo incontrato delle resistenze che francamente ci sono parse incomprensibili da parte dell’amministrazione, ed una certa freddezza da parte di molti colleghi sul tavolo che si sono riservati approfondimenti. Cosa ci sia da approfondire ancora lo dobbiamo capire: il CCNL prevede questa possibilità e l’accorpamento prodotto dal nuovo ordinamento degli assistenti in area seconda è una motivazione più che sufficiente per definire una tariffa minima che elimini la disparità attualmente presente che vede i neo assunti palesemente discriminati in un importante trattamento accessorio a parità di prestazione con lavoratori che hanno il medesimo inquadramento giuridico. Così come ci sono parsi risibili gli argomenti portati sul tavolo dalla controparte: si tratta semplicemente di scrivere che, fatti salvi gli importi maggiorati percepibili sulla base del portato salariale di ciascun lavoratore, la tariffa minima applicabile non può essere in ogni caso inferiore a quella percepita da un lavoratore proveniente dalla ex posizione economica F2 della seconda area e ex F1 della terza. Si tratta di un impatto economico relativamente modesto e di un intervento del tutto compatibile con il contesto contrattuale di riferimento: ci auguriamo che venga fatta una adeguata riflessione e che gli approfondimenti portino ad una soluzione che rispetti la giustizia sociale verso i nuovi lavoratori, se veramente si tiene al loro consenso.
L’ultima osservazione che abbiamo portato sul tavolo riguarda il personale in part time orizzontale che partecipa alle turnazioni che si vede non riconosciuta questa indennità perché non lavora per il minimo di orario stabilito dall’accordo nazionale (6 o 5,50 ore). Abbiamo chiesto che in questo caso venga esplicitamente prevista una deroga rispetto al limite previsto, riproporzionando il pagamento sull’orario effettivamente svolto, o che, qualora non lo si ritenesse, il lavoratore venga esentato dalle turnazioni poiché non c’è possibilità di una equa retribuzione. L’amministrazione si è riservata.
Assunzioni
In coda alla riunione abbiamo chiesto, un po’ tutti, di avere ragguagli sulle procedure assunzionali in essere, a partire dallo scorrimento AFAV per finire al concorso dei 518 funzionari. La situazione è praticamente tutta nelle mani di Funzione Pubblica: per quanto riguarda lo scorrimento AFAV si è in attesa che il portale noi PA avvii la procedura di scelta delle sedi, invece per assistenti amministrativi e informatici si attende la pubblicazione delle sedi. Infine per i 518 si attende la nomina da parte di Funzione Pubblica delle Commissioni esaminatrici.
Prossimi appuntamenti
Lunedì siamo convocati sul tema dell’ordinamento professionale, per il FRD invece la convocazione per la probabile stipula avverrà successivamente e sulla mobilità l’amministrazione ci prospetterà a breve una nuova proposta. Poi c’è l’accordo sulle progressioni economiche: a noi fa piacere sentire che anche qualche collega critico sui criteri definiti dall’accordo invochi celerità: siamo d’accordo, ma vogliamo far sommessamente presente che non abbiamo bisogno della certificazione dell’accordo FRD per procedere. L’accordo sul nuovo ordinamento sarà, insieme a quello sulla ripartizione del Fondo, il fattore propulsivo per regolamentare questa materia ed anche altre importanti partite, come i criteri per l’attribuzione delle posizioni di specifica responsabilità in seconda area. Quindi adelante con giudizio: noi ci siamo, a fianco dei lavoratori.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale MIC
A seguito dell’ulteriore ritardo riguardo la mobilità pubblichiamo la nota unitaria di sollecito delle Strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF per un incontro urgente
Pubblichiamo la circolare Persociv con oggetto: conferimenti incarichi dirigenziali di 2^ fascia ai sensi dell’art. 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni e dell’art. 45 del CCNL dell’Area Funzioni Centrali periodo 2016-2018 sottoscritto in data 9 marzo 2020, relativo al personale dirigenziale – procedura per la copertura di posizioni dirigenziali di livello non generale.
p.la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti
Pubblichiamo il regolamento sul lavoro agile sottoscritto dalla Fp Cgil per le lavoratrici e i lavoratori dell’Enac.
p.la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti
Ermanno Billi