Pubblichiamo la nota della Direzione centrale per la Formazione sulla trasmissione del disciplinare della prova selettiva per aspiranti formatori NBCR
Pubblichiamo il decreto riguardo il regolamento relativo ai requisiti di idoneità psicofisica per gli atleti paralimpici, alle modalità del loro accesso al ruolo degli atleti del gruppo sportivo dei vigli del fuoco Fiamme Rosse del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nonché al reimpiego del personale non più idoneo all’attività sportiva paralimpica
RESOCONTO DELL’INCONTRO CON IL SIG. MINISTRO
Ieri si è svolto il primo incontro con il Ministro, il suo staff e la delegazione di parte pubblica. Come di consueto, per una migliore gestione degli interventi delle sigle, il tempo degli interventi è stato contingentato; pertanto, ogni Organizzazione si è riservata di produrre note scritte rispetto ai temi che non è stato possibile affrontare in quella sede. Di seguito gli argomenti su cui siamo intervenuti:
IMPLEMENTAZIONE DELL’ORGANICO NAZIONALE
Questa è la prima e più importante delle richieste, che abbiamo formulato ad ogni Ministro che si è succeduto negli ultimi anni. Riteniamo necessario riportare l’organico nazionale almeno a 23.000 unità per garantire l’assolvimento delle mansioni e delle funzioni ordinarie. Si tratta di un atto politico per eccellenza e ci rendiamo benissimo conto della difficoltà insita nel raggiungimento di un simile obiettivo, eppure vale la pena provarci. Non pretendiamo immediatamente di ritornare alle 25.000 unità degli anni Novanta, anche se la distribuzione capillare dei nostri uffici sul territorio lo richiederebbe. E va considerato anche che all’epoca il patrimonio da tutelare era quantitativamente inferiore a quello attuale, cui si aggiungono i carichi di lavoro scaturiti dalla gestione dei progetti sul PNRR. Sul piano delle scelte organizzative degli uffici abbiamo ribadito la preoccupazione inerente al depauperamento ed al forte indebolimento dei cicli della tutela, cui abbiamo assistito nel passato recente per effetto delle riforme Franceschini, che hanno indubbiamente privilegiato la valorizzazione, e abbiamo chiesto al Ministro un maggiore coinvolgimento delle OO. SS., nelle forme consentite dalla norma, in merito alle scelte strategiche del Ministero.
IMPLEMENTAZIONE DELLE ASSUNZIONI E MIGLIORAMENTO DELLE PROCEDURE
Conseguentemente, vanno implementate le assunzioni. Gli studi sul settore dimostrano che di qui al 2030 sarà necessario assumere in tutti i servizi pubblici 1.200.000 lavoratori e il nostro Ministero rientra, per effetto delle carenze strutturali in organico, pienamente in questo scenario. Con l’occasione abbiamo fatto presente che le ultime procedure concorsuali hanno evidenziato almeno tre difficoltà per noi assolutamente sanabili: 1) la gestione procedurale di RIPAM/Formez non ci consente il controllo integrale dei processi; a ciò si aggiunga che dopo mesi di attesa ci ritroviamo puntualmente di fronte a un 20% di rinunce, che si traducono in una perdita di efficacia ed economicità dei concorsi. Pertanto abbiamo chiesto la completa reinternalizzazione dei concorsi (il concorso per dirigenti tecnici dimostra che si può fare), da realizzarsi mediante un potenziamento dell’organico della DG Organizzazione; 2) il tempo di espletamento eccessivamente lungo, accompagnato al fatto che spesso i numeri messi a bando sui profili non garantiscono nemmeno la sostituzione delle cessazioni, perché dal momento dell’attivazione della procedura all’immissione in ruolo i pensionamenti ulteriori peggiorano il livello di sottorganico; 3) concorsi su base regionale per contrastare gli effetti negativi dati dai costi degli spostamenti sul territorio nazionale. PNRR Come già accennato, siamo molto preoccupati degli esiti che potrebbe avere la gestione del PNRR sul personale che vi si trova coinvolto. La situazione è nota. La Soprintendenza Speciale è una scatola vuota, pertanto le procedure amministrative di tutela sono state scaricate sull’organico della DG ABAP e sulle SABAP territoriali, con un consistente aggravio di carichi di lavoro. Come sapete, non abbiamo mai ritenuto che l’indennizzo economico potesse essere la soluzione (semmai una forma di compensazione del disagio, ma non l’eliminazione del disagio); la soluzione è fare assunzioni e potenziare i servizi coinvolti. Oltretutto le ultime decisioni governative sul tema PNRR sembrano orientate verso una semplificazione amministrativa delle procedure e dei tempi di risposta che costringerà ad evitare il più possibile il sottorganico e la trappola del silenzio-assenso (quasi sempre originato dal fatto che non abbiamo sufficiente personale che possa dedicarsi alle pratiche). CONCORSO 1052 AFAV Su questo argomento eravamo intervenuti con una nota al Ministro, invitandolo a riflettere che l’emendamento nel Milleproroghe che consente lo scorrimento di 750 unità non avrebbe, però, consentito l’assorbimento integrale della graduatoria (un altro emendamento sullo scorrimento totale degli idonei è stato bocciato; lo avevamo abbondantemente previsto, dopo qualche anno di esperienza sulle dinamiche politiche). Pertanto gli chiedevamo di provvedere ad ulteriori atti amministrativi ordinari per lo scorrimento di ulteriori 772 unità, sempre facendo riferimento al contingente di posti da assumere in seconda area autorizzato nel Fabbisogno occupazionale triennale. Ieri abbiamo, quindi, ribadito la nostra posizione sottolineando come l’assorbimento della graduatoria sia molto meno complicata da realizzare di quanto possa pensarsi, utilizzando lo strumento della programmazione ordinaria prevista dal DM 360/2022.
ESPERTI A CONTRATTO
Pur avendo salutato positivamente l’emendamento che ha consentito la riattivazione dei contratti di collaborazione degli esperti che hanno lavorato fino al 31 dicembre nei nostri uffici abbiamo chiesto al Ministro di impegnarsi per la stabilizzazione del contingente, anche di coloro che sono ancora in servizio per via di contratti ancora attivi. Si tratta di colleghi e colleghe già formati, che hanno consentito la prosecuzione dell’azione amministrativa e di tutela in condizioni di grave sottorganico delle strutture. Per questi lavoratori abbiamo chiesto un aggiornamento normativo delle clausole propedeutiche alla stabilizzazione contenute nella legge Madia.
CONTRATTI FLESSIBILI
Per i lavoratori che invece hanno maturato i requisiti previsti dalla stessa legge Madia abbiamo chiesto il concretizzarsi delle disposizioni già previste nel Piano dei fabbisogni 2022/24 e quindi avviare le relative procedure nel corso di quest’anno.
PERSONALE ALES
Abbiamo chiesto al Ministro di avviare con le parti sociali anche un ragionamento sulla società in house e sul suo personale, che dai dati in nostro possesso ha raggiunto la ragguardevole cifra di 2000 unità. In taluni luoghi i contingenti di ALES superano quelli dei dipendenti di ruolo. Riteniamo imprescindibile avviare quel confronto che ci era stato promesso dalla precedente compagine politica, che però non è stato mai avviato, e che riguarda sia l’applicazione di un contratto collettivo di filiera (Federculture) che il riconoscimento di punteggi spendibili nei concorsi pubblici per l’accesso ai ruoli del ministero.
FUNZIONARI OMBRA
Al Ministro abbiamo chiesto di sanare definitivamente questa procedura di riqualificazione, riattivando con un emendamento la graduatoria e assorbendo il contingente di idonei con un provvedimento senza riserve di percentuali (come avvenuto improduttivamente in passato), anche per i passaggi dalla prima alla seconda area.
NUOVI PASSAGGI FRA LE AREE
Il tema precedente ci ha dato occasione di evidenziare come l’individuazione di un percorso specifico per i funzionari ombra serva ad ampliare la platea dei nuovi passaggi verticali previsti dal rinnovato CCNL, coinvolgendo coloro che sinora sono rimasti esclusi da questa opportunità. Com’è noto il finanziamento delle procedure grava sullo 0,55% del monte salari 2018; la determinazione del budget a disposizione non consentirà in prima battuta di coprire l’integrale platea di aventi diritto (per un mero calcolo aritmetico, non per l’ostracismo di qualcuno). Nell’attuale seconda area insistono lavoratrici e lavoratori che non soltanto hanno maturato nel tempo una legittima aspettativa di carriera ma anche titoli e competenze, con una scolarizzazione elevata. Garantire il massimo esaudimento di questa platea verrebbe favorito dall’individuazione di percorsi distinti a cui aggiungere, come ulteriore opzione, l’inserimento delle riserve dei posti per i lavoratori interni nella programmazione assunzionale ordinaria. Il Ministro si è dichiarato consapevole delle cose da fare, pur rimarcando che è impossibile modificare un assetto ultradecennale in poco tempo. Nel breve tempo della replica: ha garantito di voler riportare l’organico nazionale a livelli accettabili (non si riuscirà ad arrivare alle 23.000 unità, presumibilmente), andando a migliorare l’attrattività di un impiego nel MIC soprattutto per i profili specialistici; di voler garantire una certa continuità amministrativa ma senza cadere in provincialismi; sul PNRR ha detto di aver evitato di metter mano ai progetti avviati nell’interesse del Paese, ma ha dichiarato di stare lavorando ad una soluzione per la Soprintendenza Speciale; ha detto di voler implementare le giornate di gratuità per i nostri siti; ha preannunciato a breve la nomina del Segretario Generale e la riconferma/nuova nomina di 6 Direttori Generali; ha confermato l’intenzione di aumentare gli introiti da bigliettazione. Sui dossier e le proposte della parte sindacale si è riservato un approfondimento ed una risposta entro tempi congrui. Complessivamente riteniamo positivo che si sia finalmente intrapreso un confronto con la nuova Direzione politica, ma al Ministro abbiamo chiesto relazioni sindacali costanti e di qualità. Si è dimostrato disponibile e la cosa ci ha, ovviamente, fatto piacere. Il tempo ci dirà come saranno andate le cose.
Roma, 18 febbraio 2023
FP CGIL MIC UIL PA MIC
Claudio Meloni Federico Trastulli
Alla Delegazione trattante del Personale Civile
Roma
Oggetto: Prime considerazioni sulla bozza di “Regolamento” del lavoro agile
1. PREMESSA
Il ritardo imbarazzante con cui si giunge a discutere della bozza di “Regolamento” del lavoro agile è stato fin qui più volte sottolineato dalle scriventi OO.SS., a ulteriore testimonianza del livello di considerazione riservato dall’A.D. alle lavoratrici e ai lavoratori civili. Peraltro, la sottoscrizione definitiva del CCNL FC 2019/21 ha fatto in ogni caso venir meno la necessità di un “Regolamento”, oggi sostituito da un accordo a seguito dell’avvio del Confronto previsto dall’art 5 comma 3 lettera G) del predetto contratto, per la definizione dei criteri generali sulle modalità attuative dello SW e del lavoro da remoto.
2. CONSIDERAZIONI DI CARATTERE GENERALE
La bozza dell’amministrazione risente di una impostazione restrittiva che è contraria allo spirito contrattuale e agli indirizzi della Funzione Pubblica, non solo perché inspiegabilmente ne differisce l’entrata in vigore al 01/01/2024 ma, anche, perché lascia spazio ad una discrezionalità datoriale che è slegata dalle esigenze di servizio. In particolare si evidenziano le seguenti osservazioni di carattere generale, non esaustive, che tendono a modificare la bozza proposta nei sensi stabiliti dalle regole contrattuali vigenti:
– I criteri definiti in sede di confronto dovranno entrare in vigore a partire dal 1° aprile 2023;
– In presenza di attività cd. smartabili, da individuare in sede decentrata in accordo con le rappresentanze sindacali territoriali e le RSU, non potrà essere consentito ai dirigenti degli enti di rifiutare le richieste di SW all’interno dei criteri generali, come attualmente sta accadendo sul territorio;
– I giorni di lavoro agile dovranno essere programmati di norma per minimo 8 giorni al mese;
– Il periodo di contattabilità dovrà essere indicato in un massimo di 3 ore concordato con il/la dipendente richiedente, mentre l’indicazione del periodo di 7 ore dovrà essere riservata al lavoro da remoto, non preso in considerazione dalla bozza datoriale e sul quale dovrà essere attivato subito il confronto con la previsione del buono pasto;
– Ai sensi dell’art 37 comma 2 del CCNL 2019/21, sono escluse solo le attività che richiedono l’utilizzo costante di strumentazioni non remotizzabili, contrariamente a quanto indicato dall’amministrazione, ed è dunque necessario includere le attività che non richiedono l’utilizzo costante delle richiamate strumentazioni;
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Alla Delegazione trattante del Personale Civile
Roma
Oggetto: Controdeduzioni sulle considerazioni della Delegazione trattante Odi lavoro turnisti
1. TURNO FESTIVO INFRASETTIMANALE
Non può essere accolta la considerazione datoriale su quanto già rappresentato sull’argomento dalla nota unitaria, non solo per il suo carattere illogico ma, anche, per quanto precisato dalla Corte di Cassazione Sezione Lavoro nell’Ordinanza, 25 gennaio 2021 n. 1505 che, intervenuta sul contratto della sanità precisa, tra l’altro, che:
– la disciplina del trattamento economico spettante ai dipendenti, pubblici e privati, per il lavoro prestato nelle festività infrasettimanali è stata dettata dal legislatore con la L. n. 260 del 1949, poi modificata dalla L. n. 90 del 1954, con la quale si è previsto che ai lavoratori che prestino servizio nei menzionati giorni festivi è dovuta, oltre la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, la retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate, con la maggiorazione per il lavoro festivo” (articolo 5);
– occorre ancora osservare che, quanto ai limiti massimi dell’orario settimanale, le parti collettive, già a partire dal CCNL 7.4.1999, hanno previsto la possibilità di una riduzione dello stesso, da concordare in sede di contrattazione integrativa, da 36 a 35 ore per il personale adibito a regimi di orario articolato in più turni, evidentemente sul presupposto della maggiore gravosità della prestazione resa dal turnista (N.B esattamente come nel CCNL FC 2016/18 art 18);
– la circostanza che i turnisti, poiché assegnati a servizi da rendere in modo continuativo, siano di norma obbligati a svolgere l’attività anche nelle giornate festive, non fa venire meno il diritto a prestare il lavoro negli stessi limiti orari fissati per gli altri lavoratori e, quindi, a godere del riposo compensativo o a percepire, in alternativa, il compenso per il lavoro straordinario festivo;
– “l’indennità prevista dall’articolo 44, commi 3 e 12, del CCNL 1.9.1995 per il personale del comparto sanità (analogamente a quella prevista dall’art 19 del CCNL FC 2016/18) è volta a compensare la maggiore gravosità del lavoro prestato secondo il sistema dei turni, gravosità che si accresce nei casi in cui il turno ricada in giorno festivo, ed è cumulabile con il diritto, riconosciuto al lavoratore dall’articolo 9 del CCNL 20.9.2001, di godere del riposo compensativo per il lavoro prestato nella festività infrasettimanale o, in alternativa, di ricevere il compenso per il lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo”;
– Né a diverse conclusioni-prosegue la Corte-può giungersi valorizzando il presunto diverso orientamento dell’Aran perché lo stesso non è il risultato di un accordo di interpretazione autentica tra Aran e OO.SS. e non è idoneo a chiarire la comune intenzione delle parti stipulanti.
Dunque la parte datoriale, nelle sue considerazioni per sostenere che i turnisti dovrebbero lavorare di più rispetto a tutti gli altri lavoratori, richiama una sentenza della Cassazione per le Funzioni Locali del 2017 ma definitamente superata, non solo da una più recente sentenza del 2021, ma da tutti i contratti degli altri comparti ed introduce per la prima volta nel comparto delle Funzioni Centrali un problema che che nelle F.C. non c’è mai stato, rischiando di far deflagrare il sistema.
Si ribadiscono, infine, come pienamente efficaci tutte le argomentazioni già riportate nella nota unitaria anche con riferimento all’orientamento dell’Aran che non ha mai sostenuto l’assunto che i turnisti devono lavorare di più.
ORARIO MULTIPERIODALE: Non è condivisibile la considerazione datoriale secondo cui “appare privo di fondamento il richiamo ad istituti contrattuali diversi quali l’orario multiperiodale,che consiste in una articolazione oraria ordinaria della prestazione lavorativa applicabile al solo personale giornaliero”, perché:
a) Non è vero che è applicabile al solo personale giornaliero, infatti l’orario multiperiodale è una delle tipologie (che possono anche coesistere) per realizzare l’orario di lavoro ordina-rio di cui all’art 17 comma 1 e ai sensi dell’art 4 comma e) l’orario multiperiodale : consiste nel ricorso alla programmazione di calendari di lavoro plurisettimanali con orari superiori o inferiori alle trentasei ore settimanali nel rispetto del monte ore previsto, secondo le previsioni di cui all’art. 22;
b) L’orario multi periodale è invece concretamente applicato in tutte le articolazioni orarie in turnazioni h 24 per tutti i giorni della settimana, tenuto conto che non è possibile (e non lo si fa da nessuna parte) comprimere le 36 ore in una sola settimana senza alterare la ciclicità dei turni e la regolarità del servizio prestato;
TURNI DA 8, 9,10 ORE
La parte datoriale sostiene che la bozza di circolare disciplina anche ii turni da 8,9,10 ore. In realtà non è vero. Nell’ipotesi di assenza nel turno di 8 ore si dovrebbero ad es. forse applicare 2 ore di resto? E di 9? È evidente che si richiama il calcolo delle ferie ad ore. La considerazione è illogica e non può trovare alcuna applicazione ragionevole e costituisce una fonte di discriminazione inaccettabile. Viene forse richiesto al personale giornaliero che si assenta durante la giornata di 9 ore di recuperarne 3 il giorno successivo?
LIMITE DI UN TERZO DEI FESTIVI
Nell’anno 2023 i festivi infrasettimanali sono 11, nel 2024 saranno 10, confermando il limite confermato il limite di 21 turni festivi.
Le considerazioni della parte datoriale non sono condivisibili perché slegate dalla realtà delle attività in turno che a stento possono essere garantite a causa della insufficienza organica e di una pausa che, pur obbligatoria ma che spesso non viene osservata
Non è vero che i turni di ferie festivi siano 10 e non vi è nessuna ridondanza, neppure se le ferie anziché essere richieste dal lavoratore, fossero imposte dall’amministrazione.
Appaiono gravi i tentativi della parte datoriale di sottovalutare il problema a meno che non si voglia smantellare tutte le preziose attività in turno (centrali elettriche, impianti tecnologici, vigilanza, personale imbarcato, rifornimento combustibili, ecc.) a favore di una generale loro esternalizzazione.
Si conferma che è prioritariamente necessario concordare nella contrattazione integrativa il superamento dei festivi.
CONSIDERAZIONI DI CARATTERE GENERALE
Non condivisibile appaiono tutte le altre considerazioni della parte datoriale sulle assenze indicate nella nota unitaria di FP CGIL CISL FPO e UIL PA, perché fondate su una errata ed unilaterale impostazione del turno “convenzionale” di 6 ore che non è supportata da nessuna norma e non trova riscontro in nessun altro comparto o organizzazione di lavoro.
L’orario plurisettimanale e la programmazione annuale dei turni, così come già proposto nello schema presentato nella precedente nota unitaria, da condividere unitamente all’accordo sul superamento di un terzo dei festivi, appare come l’unica strada da percorrere per mantenere le attività in turnazioni del personale civile.
E’ evidente che in assenza di un accordo sarà inevitabile considerare tutte le assenze, durante un turno di 12 ore ferie comprese, come 1 solo giorno, ma senza alcun recupero o riporto esattamente come già accade in tanti enti del Ministero della Difesa.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
A seguito della ricognizione di mobilità per il personale del ruolo Ispettore Antincendi pubblichiamo la circolare emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane
Per il proseguimento della discussione riguardo la formazione aeroportuale e quella SAPR pubblichiamo la convocazione e le bozze delle circolari emanate dalla Direzione Centrale per la Formazione
Pubblichiamo la nota di riapertura di vertenza indetta dalle Strutture Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil PA VVF, Confsal VVF, Usb VVF e Conapo
Pubblichiamo la nota di chiarimento della Direzione Centrale per la Formazione riguardo i numeri minimi per operatori e formatori nelle specializzazioni e specialità
Al Direttore Generale del Personale,
delle risorse e dell’ attuazione dei decreti Minorili
DGMC
Dott. Giuseppe Cacciapuoti
Al Direttore Generale
Esecuzione penale esterna e della messa alla prova
Dott. Domenico Arena
E p.c.
Al sottosegretario di Stato alla Giustizia
Dott. Francesco Paolo Sisto
Al Capo di Gabinetto del Ministero di Giustizia
Dott. Alberto Rizzo
Oggetto: richiesta di incontro urgente su modello di riorganizzazione degli Uepe.
Le scriventi OO.SS più volte sono intervenute per richiamare l’attenzione sulle ricadute operative che si avranno sugli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, con l’entrata in vigore del decreto legislativo 10 ottobre 2022 n. 150 , attuativo della L. 27 settembre 2021, n. 134. La cosiddetta “Riforma Cartabia, assegna ulteriori gravosi compiti all’esecuzione penale esterna in materia di sospensione del processo, della messa alla prova e delle sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi, producendo a breve un forte incremento del volume di attività degli UEPE e andando ad aggravare ulteriormente le condizioni di lavoro di tutti gli operatori, all’ interno di un sistema già al limite della sostenibilità.
Per tali motivi abbiamo ritenuto del tutto insufficiente la previsione del decreto n. 36 del 30 aprile 2022, convertito con modificazione dalla legge 29 giugno 2022 n. 79, che ha previsto l’aumento della dotazione organica di 1092 unità di personale, con l’indizione dei concorsi per l’assunzione di 413 Funzionari di Servizio Sociale, 360 funzionari della professionalità pedagogica e soli 82 assistenti amministrativi, anche perché la legge di stabilità di recente approvazione non ha previsto alcun finanziamento per ulteriori assunzioni straordinarie di personale delle funzioni centrali per il Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità.
In questo contesto si inseriscono le circolari n.3 del 26.10.22 e n.1 del 3.01.23, emanate dalla DGEPE. Nello specifico si definiscono le indicazioni operative per sostenere e rendere più snella e funzionale l’operatività degli uffici, facendo leva sui concetti di specializzazione e interprofessionalità, senza affrontare a nostro avviso, il reale problema dei carichi di lavoro. Inoltre quando si parla di multiprofessionalità, sembra emergere invece il concetto di interscambialità, con conseguente confusione di ruoli e competenze . Con la circolare n.1 del 20.01.23, si intende istituire presidi di prossimità della probation giudiziaria presso i Tribunali ordinari, con il dislocamento di personale degli uepe (responsabile del presidio, FSS, FP, esperti pedagogici, esperti psicologi, personale di polizia penitenziaria, volontari ex art.80, volontari del servizio civile), i quali dovranno svolgere la loro attività lavorativa presso i presidi, che saranno aperti tutti i giorni con attività antimeridiana e pomeridiana.
Si vuole attribuire agli sportelli presso i Tribunali una nuova e più impegnativa funzione di prossimità, la cui apertura costituirebbe un passaggio ineludibile per affrontare con efficacia i temi della riforma, prevedendo che il presidio costituirà un “ramo operativo dell’ufficio di appartenenza”.
Di fatto una tale delocalizzazione delle attività degli uepe, si prefigura come l’ istituzione di sedi distaccate, operazione che non ci risulta essere praticabile, tenuto conto che non è prevista dall’organigramma del dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità. Inoltre si evidenzia che l’ordinamento penitenziario e il regolamento vigenti indicano prima i cssa e poi gli uepe come strutture necessariamente localizzate in maniera autonoma dagli istituti di pena e dagli uffici giudiziari (comma 4 art 118 regolamento penitenziario D.P.R. 230/2000 “4. Il centro di servizio sociale è ubicato in locali distinti dagli istituti e dagli uffici giudiziari”).
Abbiamo più volte denunciato le gravi criticità che caratterizzano il DGMC, a causa della carenza di personale di Funzionari di Servizio sociale, Contabili e assistenti amministrativi. Allo stato attuale gli uffici rischiano di non poter garantire adeguatamente i propri compiti istituzionali, non riuscendo a rispondere nei tempi previsti alle richieste dei committenti istituzionali (Magistratura Ordinaria, Magistratura di Sorveglianza, Istituti penitenziari), con il rischio di diffide e denunce di omissioni di atti d’ufficio.
L’introduzione di una simile riorganizzazione andrebbe soltanto ad aggravare le condizioni di lavoro degli uepe, con ll rischio di far implodere gli uffici e di aumentare ulteriormente il carico di lavoro degli opetatori. Si ritiene che la previsione di istituire I presidi di prossimità all’ interno dei Tribunali, così come all’ interno degli istituti Penitenziari, risponda in realtà alle esigenze e alle problematiche organizzative di altre istituzioni ( tribunale e carceri), andando di fatto a modificare la mission istituzionale degli UIEPE, orientata sul lavoro nei territorio.
Stante la situazione descritta, si chiede di sospendere l’attuazione delle suindicate circolari e di attivare un confronto sindacale urgente sul modello operativo con il quale si intende riorganizzazione gli uffici di esecuzione penale esterna, sui carichi di lavoro e sulle priorità istituzionali da perseguire, individuando misure transitorie che possano consentire al sistema di esecuzione penale esterna di attraversare la prima fase di attuazione della riforma Cartabia, in assenza delle risorse necessarie.
In attesa di un celere riscontro prosegue lo stato di agitazione del personale nelle forme che saranno successivamente comunicate.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Paola Fuselli Eugenio Marra Domenico Amoroso
A tutti I lavoratori del MIT
Lavoro agile…facciamo chiarezza
Con la circolare del 10/2/2023 e la nota a riscontro del 15/2/2023, la Direzione Generale del Personale ha compiutamente definito il quadro di riferimento relativo al lavoro agile:
-il lavoro agile è regolamentato in via ordinaria dal corpo delle disposizioni contenute nel regolamento del 30 giugno 2022, licenziato dall’amministrazione a seguito dal confronto con le OO.SS.;
-tutti i lavoratori possono accedere al lavoro agile;
-i criteri di priorità, indicati nel predetto regolamento, si applicano solo qualora il numero di richieste sia così elevato da compromettere la funzionalità dell’organizzazione;
-è prevista la possibilità di un ampliamento delle giornate in lavoro agile rispetto a quelle in presenza;
-in caso di diniego, parziale o totale, il dirigente ha l’obbligo di motivare il provvedimento.
la Coordinatrice nazionale MIMS p. la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella Paolo Camardella
Pubblichiamo la nota di convocazione in merito la convocazione sedi disagiate e retraining/mantenimenti del personale delle specializzazioni e specialità