Al Ministro della Difesa pro tempore

Guido Crosetto 

Stato Maggiore della Difesa

Segretariato Generale della Difesa

c.a. Gen. L. Portolano

Al Direttore f.f della Direzione Generale del Personale Civile

Dott. Lorenzo Marchese

Oggetto: Contestazioni disciplinari dirigenti sindacali Arsenale MM Taranto. Comportamento antisindacale. Diffida

Premesso che:

– Il 24 Febbraio 2013 sono state notificate contestazioni disciplinari a Dirigenti sindacali delle scriventi OO.SS. in servizio nell’Arsenale MM di Taranto, accreditati ai sensi dell’art. 3 del CCNQ 4/12/2017;

– Che la contestazione disciplinare è riferita all’attività svolta il giorno 3 febbraio 2023 dai richiamati dirigenti nell’esercizio della loro funzione di rappresentanza sindacale a difesa di una lavoratrice;

– Che l’attività del rappresentante sindacale è espressione di una libertà garantita dalla dall’art 39 della Costituzione, dalla L. 300/70 e CCNL Funzioni Centrali e, in quanto diretta alla tutela di interessi collettivi dei lavoratori, contrapposti a quelli del datore di lavoro, non può essere subordinata alla volontà di quest’ultimo, escludendo la responsabilità del rappresentante sindacale nell’esercizio delle prerogative sindacali;

– Che l’iniziativa disciplinare in argomento è stata assunta in violazione delle norme innanzi richiamate e rappresenta un grave vulnus alle libertà sindacali in tutto il Ministero della Difesa, integrando un comportamento antisindacale giudizialmente sanzionabile;

– Che i fatti contestati, pur non corrispondenti a verità, non sono oggetto di valutazione in questa disamina;

Tanto premesso,

le scriventi OO.SS. diffidano la Direzione Generale del Personale Civile affinché ritiri immediatamente le contestazioni disciplinari in argomento avvisando che, in difetto, saranno assunte le iniziative legali e sindacali a tutela dei dirigenti coinvolti e delle libertà sindacali violate dai comportamenti dell’amministrazione. Distinti saluti

FP CGIL                    CISL FP             UIL PA

Francesco Quinti      Massimo Ferri   Carmela Cilento

Roberto De Cesaris Franco Volpi

Pubblichiamo la nota unitaria in merito le mancate risposte in merito l’avvicendamento del personale nella sede aeroportuale

Pubblichiamo i decreti emanati dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito l’attribuzione degli scatti convenzionali al 31 dicembre 2021

A seguito del perdurare delle criticità del dispositivo di soccorso pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl,  Confsal VVF, Usb VVF e Conpao con la quale chiedono l’Incontro con il Sig. Prefetto

Si è svolto questa mattina il programmato incontro in tema di rideterminazione delle piante organiche dell’amministrazione per la Giustizia minorile di comunità a seguito dell’incremento della dotazione organica di oltre mille unità operato dalla legge.

Alla riunione hanno partecipato, per la parte pubblica, il Direttore Generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile, Cacciapuoti, il Direttore Generale dell’Esecuzione Penale Esterna, Arena, la Dirigente dell’Ufficio III DGPRAM, Delle Chiaie, e la Dirigente dell’Uff. I DGPRAM, Mei.

La riunione si è aperta con le relazioni del Direttore Generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile, Cacciapuoti, e del Direttore Generale dell’Esecuzione Penale Esterna, Arena.

Il DG del Personale ha illustrato, in via generale, la proposta di modifica delle piante organiche che riguarda sia gli UEPE sia le strutture minorili e che tiene conto anche dell’aumento dei carichi di lavoro conseguenti alla Riforma Cartabia. Lo stesso ha inoltre evidenziato: il potenziamento degli organici dei servizi minorili a causa dell’incremento di episodi di devianza particolarmente gravi nonché della elevata età media dei lavoratori dell’area educativa; l’incremento del numero dei funzionari contabili e dei funzionari tecnici presso la sede centrale in considerazione del fatto che molte delle procedure contabili e tecniche afferenti i lavori di ristrutturazione delle strutture del DGMC saranno gestite dal Dipartimento e precisamente dall’Ufficio IV della DGPRAM; la volontà dell’amministrazione di potenziare l’attività di coordinamento dei Centri per la Giustizia Minorile al fine di accentrare parte dei servizi amministrativo-contabili sì da rendere gli Uffici ed i Servizi locali maggiormente orientati verso la realizzazione della mission istituzionale; il venir meno dei “poli tecnici” in conseguenza della attivazione dell’Ufficio IV della DGPRAM, preposto alla gestione del patrimonio immobiliare del Dipartimento (i poli tecnici si trasformeranno in sezioni distaccate dell’Ufficio IV).

Il DGEPE, Arena, dal canto suo ha chiarito come, rispetto alle presumibili esigenze scaturenti dalla Riforma Cartabia, l’attuale aumento di dotazione organica potrà essere rivisto, nel medio periodo, sulla base delle sopravvenienti necessità.

Nel nostro intervento abbiamo preliminarmente segnalato che l’incremento di organico è del tutto insufficiente a soddisfare le reali esigenze dell’amministrazione, tenuto conto dell’impatto della Riforma Cartabia sui carichi di lavoro, che cresceranno a dismisura.

Seppure registriamo un incremento significativo delle unità di Funzionari della professionalità di servizio sociale, riteniamo che tale previsione sia insufficiente in considerazione del reale fabbisogno degli UEPE e dei servizi minorili. Riteniamo sia necessario avviare un confronto serio sui carichi di lavoro, non fermandoci soltanto al mero
numero dei casi assegnati, ma misurando il tempo lavoro dei diversi interventi e di tutte le attività che sono svolte negli uffici inerenti i progetti, gli sportelli di prossimità, l’attività all’interno dei tribunale e degli II.PP.

In particolare, abbiamo rappresentato che soprattutto l’organico del personale di area seconda rimane drammaticamente sottodimensionato rispetto al fabbisogno degli uffici, sia minorili sia dell’esecuzione penale esterna: mancano operatori, assistenti amministrativi, assistenti informatici, assistenti tecnici, assistenti di area pedagogica e contabili e la situazione è aggravata dalla circostanza che molti posti sono occupati e spesso saturati dal personale della polizia penitenziaria dichiarato inidoneo alle mansioni di istituto per ragioni di salute.

Sulla base di una attenta lettura della copiosa documentazione trasmessa dall’Amministrazione a titolo di informazione preventiva abbiamo poi rilevato:

 l’assenza di funzionari contabili presso gli USSM nelle città più importanti e presso gli ULEPE, segnalando i disservizi che tale carenza ha determinato nella tenuta della contabilità nonché la circostanza che, in ragione della stessa, sovente i pochi contabili presenti sono costretti a svolgere attività di area terza su delega dei funzionari in servizio negli UDEPE, negli UIEPE o nei CGM.

 la necessità che le sezioni distaccate dell’ufficio IV del Dipartimento abbiano proprie piante organiche allo scopo di evitare il fenomeno negativo che si è avuto con la DGSIA del DOG. L’assenza di piante organiche, infatti, in tale DG ha determinato nel corso degli anni una mobilità sul territorio, selvaggia e clientelare. Il personale informatico, infatti, non avendo una sede di servizio (tutti sono assegnati o presso la Cassazione o presso la sede centrale del Ministero), è stato spostato sul territorio al di fuori di ogni regola e senza alcuna tutela.


 la necessità di potenziare le Aree Contabili dei Centri per la Giustizia minorile, tra cui in particolare quello di Napoli, e di alcuni UIEPE/UDEPE con l’incremento del numero dei Funzionario Contabili, previsti in organico, proprio in considerazione dei compiti di coordinamento che saranno riconosciuti a questi Uffici.


 la necessità di inquadrare nell’area superiore gli idonei delle tre procedure concorsuali interne (31 idonei complessivi), soprattutto in considerazione del fatto che i colleghi idonei già adesso svolgono le mansioni dei profili posti a concorso, come ampiamente noto all’Amministrazione.

la opportunità di attivare procedure di cambio di profilo a richiesta degli interessati con lo scopo di svuotare i profili tecnici (FSS/FPP) di quanti siano oggi addetti a mansioni amministrative e/o contabili e consentire di liberare posti nelle figure tecniche da destinare ai vincitori/idonei dei concorsi in svolgimento.

l’assenza di previsione organica per i direttori degli ulepe e degli ussm, malgrado tale incarico ad oggi sia stato conferito.

Successivamente abbiamo illustrato le principali criticità segnalate dalle strutture territoriali di CGIL CISL e UIL, tra cui: UIEPE Torino (sottodimensionamento dell’organico della figura del funzionario contabile in ragione delle accresciute competenze dell’ufficio che assicura i servizi contabili anche per gli uffici della regione); USSM Palermo e USSM di Brescia (sottodimensionamento dell’organico rispetto al carico di lavoro degli uffici ed all’organico
previsto per altri USSM con carico di lavoro inferiore); UDEPE di Catania (sottodimensionamento degli organici); CPA e UDEPE e USSM di Salerno (sottodimensionamento organico in particolare del funzionario amministrativo e del funzionario di servizio sociale); UIEPE Roma (sottodimensionamento organici area seconda con particolare riferimento alla figure dell’assistente amministrativo e dell’operatore); IPM Roma (grave sottodimensionamento degli organici) S.D. EPE di Rimini (sottodimensionamento degli organici a fronte di un carico di lavoro esorbitante soprattutto nel periodo estivo); UEPE di Padova, Treviso e Vicenza e USSM di Venezia (determinazione dell’organico del tutto disallineato rispetto ai carichi di lavoro). USSM di Bari con sede distaccata di Foggia e distretto puglia e basilicata sottorganico di FSS; Ulepe Frosinone e Ulepe Latina sottorganico FSS; Ulepe Trapani sottorganico FSS; S.D.EPE di Ferrara, Ravenna, Rimini, Parma, Piacenza, sottorganico FSS; S.D.EPE di Lucca sottorganico FSS;

S.D.EPE Grosseto sottorganico FSS; USSM di Brescia , UEPE Brescia, UIEPE Venezia sottoorganico FSS e assistenti amministrativi. Tutto questo solo per segnalare alcune delle situazioni maggiormente sofferenti tra le tante per cui abbiamo chiesto un aumento delle dotazioni organiche.

A margine dell’incontro, il DG Cacciapuoti ha dato alcune informazioni sui concorsi in atto:
le prove scritte si terranno a livello distrettuale e l’amministrazione si sta organizzando per tenere a livello locale anche le prove orali. La Dirigente dell’Ufficio III, Delle Chiaie, ha comunicato come, in virtù delle procedure già autorizzate dalla Funzione Pubblica e delle altre in corso di autorizzazione, il DGMC sarà in grado di assumere ulteriori 128 FSS (gli stessi si aggiungono al numero già previsto dal concorso in atto); analogamente per i FPP,
il cui numero crescerà di ulteriori 49 unità. Inoltre la stessa ha affermato che sono previste assunzioni per più di 100 unità di Funzionario Amm.vo, 58 Funz. Contabili e un centinaio tra ass.ti amm.vi e contabili, unitamente ad alcuni informatici, per i quali la Funzione Pubblica ha già graduatorie pronte. La stessa ha poi comunicato che per le figure per le quali le graduatorie non dovessero essere già disponibili, la Funzione Pubblica ha assicurato la realizzazione in tempi rapidi di procedure concorsuali per le figure professionali comuni. La dirigente, quindi, ha informato circa l’imminente approvazione del DPCM riguardante il PIAO del ministero, al cui interno è contenuta l’autorizzazione per le varie assunzioni previste dal Dicastero. Tale atto normativo permetterà di attuare lo scorrimento per ulteriori posti anche delle graduatorie dei concorsi per dirigente penitenziario.
CGIL CISL e UIL hanno chiesto chiarimenti in merito agli interpelli di assestamento previsti per le figure professionali rispetto alle quali si svolgono procedure assunzionali, con particolare riferimento alla possibilità di consentire la partecipazione a chi abbia meno di cinque anni di servizio, in attuazione del parere della Funzione Pubblica dello scorso mese di aprile che ha previsto una deroga al vincolo quinquennale. Sul punto l’Amministrazione ha chiarito che i tempi di realizzazione degli interpelli di assestamento saranno strettamente correlati alla effettiva presa di possesso dei vincitori dei concorsi allo scopo di evitare scoperture. Con riferimento alla deroga al vincolo quinquennale il DG Cacciapuoti ha manifestato la propria disponibilità a realizzare un apposito incontro per una riflessione circa i criteri in base ai quali derogare al precetto normativo nel rispetto dei parametri indicati dalla Funzione Pubblica.

La Dirigente Mei dal canto suo ha chiarito che la diminuzione di Funzionari Contabili presso UEPE e USSM è propedeutica alla volontà espressa dall’Amministrazione di chiudere, dopo oltre un secolo, l’esperienza del “Funzionario Delegato” poiché, con i progressi tecnologici e la continua semplificazione procedurale in atto, è possibile effettuare i procedimenti contabili presso le Aree dei CCGGMM e degli Uffici Interdistrettuali/Distrettuali, peraltro confermando come proprio presso gli stessi Uffici Interdistrettuali verranno collocati ulteriori dirigenti che si occuperanno delle specifiche attività EPE, allo scopo di permettere ai Direttori di detti uffici di poter svolgere appieno la funzione gestionale. La Dirigente Mei all’esito del suo intervento ha precisato che la nuova determinazione delle piante organiche non ha determinato posizioni soprannumerarie in alcun ufficio e che quindi non ci saranno rischi di trasferimento.


Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.


FP CGIL   CISL FP   UIL PA


Fuselli       Marra      Amoroso

Al MIC

Gabinetto del Ministro
Sig. Capo di Gabinetto
Cons. Francesco Gilioli

DG Organizzazione
Sig. Direttore Generale
Dr.ssa Marina Giuseppone

Oggetto: Osservazioni a modifiche al DM 27/11/2014 relative alla disciplina dei criteri per il conferimento degli incarichi dirigenziali dei Musei dotati di autonomia.

La scrivente O.S., con riferimento alla informativa ricevuta, nel prendere atto delle modifiche proposte e pur apprezzando l’intenzione di definire criteri più rigorosi circa le modalità di composizione delle Commissioni esaminatrici, ritiene non sufficiente questa modifica ai fini del ripristino delle condizioni di garanzia di terzietà rispetto alle procedure di selezione e nomina dei Dirigenti di prima e seconda fascia destinati a Musei di rilevanza nazionale dotati di autonomia. Come è noto detta selezione trae origine dall’art.14, comma 2 bis, del D.L. 83/2014, convertito nella legge 106/2014, che prevede una modalità di selezione del tutto difforme dalle ordinarie procedure di reclutamento del personale dirigenziale. In particolare per la funzione che la norma assegna al Ministro nella scelta dei dirigenti, nonché nella procedura semplificata di selezione che può ordinariamente anche utilizzare una deroga alle percentuali di copertura dei dirigenti reclutati ai sensi dell’art. 19, comma 6, del D. Lgs. 165/01, i cosiddetti incarichi fiduciari. A parere della scrivente l’anomalia evidente risiede proprio nella procedura selettiva prevista dalla norma citata che inficia a monte il carattere di terzietà che deve uniformare i concorsi pubblici e determina una condizione di discrezionalità nella scelta che non viene modificata in modo sostanziale dalla innovazione proposta al DM in questione.

Di conseguenza, a parere della FP CGIL, si dovrebbe procedere ripristinando le condizioni normative di selezione ordinarie tramite l’indizione di pubblici concorsi.
Nella speranza di aver fornito utili spunti di riflessione si porgono distinti saluti.

Claudio Meloni

FP CGIL Nazionale

Al Ministero della Cultura

DG Organizzazione
Sig. Direttore Generale
dr.ssa Marina Giuseppone

Servizio II – Relazioni Sindacali
Sig. Dirigente dr.ssa
Sara Conversano

DG Bilancio
sig. Direttore Generale
dr. Paolo D’Angeli


Oggetto: Apertura confronto FRD 2023

Egregi, con riferimento all’oggetto, nel sollecitare l’apertura del confronto sul FRD 2023, ribadendo la condivisione della proposta di ripartizione delle quote sulle voci che compongono il Fondo illustrate nell’ultima riunione sul tema, in particolare per quel che riguarda le risorse da destinare alle progressioni economiche 2023, preme sottolineare alcuni aspetti che, a nostro avviso, devono produrre alcune modifiche nell’ipotesi di accordo:

indennità di turnazione. Con la Circolare n.100/2022 la Dg Bilancio in indirizzo ha inteso specificare il trattamento spettante ai lavoratori assunti in data successiva al 1 novembre 2022, facendo riferimento al calcolo percentuale previsto dall’art. 19, comma 5, del CCNL 2016/18. Questo ricalcolo, corretto ai fini dell’applicazione del CCNL, ha prodotto un effetto di abbassamento dell’indennità spettante a questi lavoratori in quanto privi di differenziali stipendiali. A tal riguardo, considerata l’introduzione del nuovo sistema ordinamentale, appare opportuno, in sede di definizione dell’accordo relativo all’anno in corso, esercitare la prerogativa di cui al comma 7 del medesimo art. 19, prevedendo una tariffa minima riferita alla ex posizione economica F2 della seconda Area ed alla ex posizione F1 della terza Area;

per quanto concerne invece il trattamento economico previsto per le posizioni organizzative si ritiene opportuno utilizzare la prerogativa prevista di cui all’art.15, comma 3, del CCNL 2019/21 e si propone l’elevamento dell’importo massimo attribuibile a 3.000 euro. In disparte a quanto sopra appare infine opportuna una quantificazione delle risorse destinate ai passaggi di area previste dall’art.18, comma 8, del CCNL 2019/21, al fine di definire il numero di passaggi tra le aree effettuabili in applicazione della succitata normativa. Nel restare in attesa di formale riscontro si porgono distinti saluti.

FP CGIL           UIL PA

Claudio Meloni Federico Trastulli

Al Capo di Gabinetto

Dott. Alberto Rizzo

Al Dott. Gaetano Campo

Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria

Al Dott. Lucio Beretta

Direttore Generale del personale e della formazione


Da molti anni richiediamo con forza la modernizzazione dell’UNEP, con l’introduzione della telematica e l’inserimento di quell’ufficio nel PCT, come elemento imprescindibile sia per l’efficienza del servizio che per lo stesso futuro professionale della figura dell’ufficiale giudiziario.
Il PNRR ha dettato degli obiettivi precisi anche nel settore Giustizia e la riforma Cartabia costituisce una delle tappe di questo percorso.

Pur tuttavia non possiamo non constatare che la brusca anticipazione di quattro mesi dell’entrata in vigore della nuova normativa certamente genererà serie problematiche, come osservato anche da ampi settori della Magistratura e dell’Avvocatura.
Per quanto riguarda lo specifico contesto dell’UNEP ne evidenziamo alcune.
La riforma dell’art. 492 bis del codice di procedura civile (ricerca con modalità telematica dei beni da pignorare) costituisce un elemento fondamentale di efficientamento del servizio di recupero del credito. La novella attribuisce un ruolo centrale all’ufficiale giudiziario, ma ad oggi mancano alcuni elementi indispensabili alla sua applicazione. Il sistema informatico in uso agli uffici NEP (sistema GSU-Web) contiene una funzionalità specifica necessaria all’implementazione del servizio già pronta all’uso, ma che non è stata ancora attivata, in quanto in attesa di specifica autorizzazione ministeriale. Inoltre, non ci risulta sia stato definito alcun protocollo operativo con l’Agenzia delle Entrate per l’interscambio delle comunicazioni. Ad oggi, inoltre, nessuna istruzione è stata diramata
dal Ministero della Giustizia agli uffici periferici relativamente alle modalità di acquisizione delle richieste da parte dell’utenza e al regime di tassazione degli atti.
Altro aspetto problematico concerne l’art. 149 bis, che impone anche all’ufficiale giudiziario di procedere alla notifica a mezzo di SERT o PEC quando il destinatario sia un soggetto per il quale la legge prevede l’obbligo di munirsi di un indirizzo PEC. Pure in questo caso la mancanza di un necessario atto applicativo (decreto ministeriale) impedisce il concreto funzionamento del servizio. Tale circostanza è uno degli elementi ostativi anche alla piena telematizzazione delle richieste di notifica e di esecuzione, che ancora oggi devono essere fisicamente presentate allo sportello in forma cartacea.

Anche sotto l’aspetto dei pagamenti telematici si segnalano gravi ritardi. La normativa (art. 197) impone che le spettanze siano corrisposte all’UNEP tramite la piattaforma tecnologica PagoPa, ma ad oggi è stato effettuato solo un test con esito positivo presso la sede di Milano e il servizio è lungi dall’essere operativo su tutto il territorio nazionale.
Tale congerie di situazioni pone gli uffici in gravi ambasce e il personale ha manifestato disorientamento, avanzando forti critiche per la situazione generatasi, che esporrà gli operatori alla giustificata indignazione di cittadini che vedono inesigibili servizi e diritti garantiti dalla legge.

In questo contesto di grande cambiamento, va lamentata l’assoluta assenza di un percorso di formazione del personale sulle innovazioni in corso. L’implementazione di importanti riforme non può essere lasciata al volontarismo generoso del personale nell’autoformazione e nella ricerca empirica delle soluzioni ai problemi che emergono.
Tutte queste argomentazioni portano, dunque, a considerare che l’anticipazione dell’entrata in vigore della Riforma sia stato un errore e fanno emergere l’assoluta ed inderogabile necessità di lavorare alacremente e senza sosta nei prossimi mesi per rimuovere gli ostacoli ancora esistenti.

FP CGIL     CISL FP    UIL PA

Russo          Marra      Amoroso

Al Capo di Gabinetto del MASE
Avv. Mario Antonio Scino
segreteria.capogab@mase.gov.it

Al Capo Dipartimento DIAG
Dott.ssa Loredana Gulino
DiAG@mase.gov.it

Al Direttore Generale RUA
Dott.ssa Emma Stea
Rua-UDG@mase.gov.it

OGGETTO: DECRETO-LEGGE 24 febbraio 2023 , n. 13 – Stabilizzazione tempi determinati PNRR

Gent.mi,

l’art. 4 del DECRETO-LEGGE 24 febbraio 2023, n. 13, pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 24 febbraio, prevede che «1. Al fine di valorizzare la professionalità acquisita dal personale assunto con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113, le amministrazioni assegnatarie del suddetto personale possono procedere, a decorrere dal 1° marzo 2023, nei limiti dei posti disponibili della vigente dotazione organica, alla stabilizzazione nei propri ruoli del medesimo personale, che abbia prestato servizio continuativo per almeno quindici mesi nella qualifica ricoperta, previo colloquio selettivo e all’esito della valutazione positiva dell’attività lavorativa svolta. Le assunzioni di personale di cui al presente articolo sono effettuate a valere sulle facoltà assunzionali di ciascuna amministrazione disponibili a legislazione vigente.».
Le gravi criticità in termini di personale che interessano le Unità di Missione PNRR sono ormai note. Il contratto a tempo determinato e le continue dimissioni che ne conseguono costituiscono, come evidenziato da ultimo anche dal Ministro Fitto durante la conferenza stampa del 16 febbraio u.s., dei seri fattori di rischio ai fini della corretta ed efficace attuazione del Piano.
Riteniamo, pertanto, che la possibilità di stabilizzare detto personale sia una grande opportunità sia per i lavoratori interessati che per l’Amministrazione. Si chiede quindi a codesta amministrazione di verificare il numero dei posti disponibili e la capienza sulle facoltà assunzionali nonché una previsione sulla tempistica.
A questo scopo la scrivente chiede di essere convocata nei prossimi giorni per uno specifico incontro sul tema.
Certi che condividerete con noi l’importanza di questa opportunità si resta in attesa di cortese celere riscontro e si porgono cordiali saluti.

FP CGIL Nazionale   FP CGIL Roma Lazio
Anna Andreoli           Francesca Valentini

Si è svolto oggi l’incontro con la parte pubblica sul lavoro agile. Per la parte pubblica era presente Il Capo di Gabinetto, il Segretario generale e il Direttore generale del personale.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito ancora una volta le richieste già avanzate all’amministrazione durante la fase di confronto, ossia:

  • Superamento del limite dei 15 giorni;

  • Introduzione delle tutele speciali per la genitorialità, per le disabilità e per le distanze e tempi di viaggio per raggiungere il posto di lavoro;

  • Previsione di almeno due giorni a settimana di lavoro agile.

All’esito di un lungo e serrato confronto la parte datoriale ha dichiarato che le nostre richieste potranno trovare spazio nelle riflessioni dell’amministrazione e che per tale motivo verrà elaborata una nuova proposta di Regolamento che verrà portata al tavolo di confronto che sarà convocato il prossimo 6 marzo.

Pur dando atto dell’apertura della parte pubblica, tuttavia ci saremmo aspettati che già oggi, dopo mesi di criticità, di proteste e dopo aver presentato le stesse richieste più volte, l’Amministrazione potesse offrire alle oo.ss. una proposta migliorativa del regolamento.

Auspichiamo, quindi, che con la prossima riunione la vertenza in atto si chiuda definitivamente e positivamente per i lavoratori.

FP CGIL

CISL FP

UIL PA

Confsal-UNSA

RSU

Ariano – Valentini

Cavo – Sozzi

Casali-Grimaldi

Giovannetti

rsu

Ancora una volta la Fp Cgil VVF chiede l’apertura di un tavolo tecnico sul supporto psicologico nel rispetto al senso di disagio ed incertezza vissuto delle donne e gli uomini del Corpo

Nella giornata di ieri si è tenuto un incontro con il vertice politico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il vertice di INL avente ad oggetto “comunicazioni del Ministro”. L’intendimento che ci è stato rappresentato è quello di avviare un percorso finalizzato a far rientrare le funzioni oggi svolte dall’INL all’interno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Si creerebbero, perciò, due Dipartimenti:

– uno che accorperà le funzioni ministeriali attuali;

– un secondo che eserciterà l’attività di vigilanza e dovrebbe inglobare l’INL.

In questo modo stando alla parole della titolare del Ministero si rafforzerebbe l’attività ispettiva, dato che si confida nel superamento delle criticità fino ad oggi incontrate dall’INL, ad esempio nel reclutamento di nuovo personale.

La Ministra ha poi fatto riferimento alle intenzioni di rafforzare la presenza sul territorio, tuttavia senza precisare se questo significhi, ad esempio, costituzione di nuove sedi o un nuovo assetto organizzativo sul territorio nazionale (cosa succederà, ad esempio, al protocollo con la Regione Sicilia, sottoscritto solo dopo la nascita dell’INL?). Nel corso dell’incontro è emerso chiaramente che il rientro al Ministero farebbe perdere l’autonomia di bilancio acquisita con l’istituzione dell’INL e che aveva permesso, ad esempio, un avanzo di 160 milioni di euro, come certificato dal bilancio di previsione 2023. Pertanto, si rientrerebbe nuovamente nelle più generali regole della contabilità di Stato, non potendosi più generare avanzi di nessun genere destinandoli, ad esempio, a potenziare l’attività di vigilanza. La Ministra ha assunto un generico impegno ad impiegare una parte dell’avanzo di bilancio per pagare gli arretrati della perequazione, ma non si sa quale sarà il riscontro da parte dei soliti occhiuti organi di controllo… Quindi, ad oggi, il rischio che quei 160 milioni di euro non siano usati per il personale, ma per altre finalità, è altissimo. Al momento non è stata consegnata alcuna bozza del provvedimento normativo che dovrebbe normare il rientro delle funzioni di vigilanza al Ministero. Ciò che è emerso è una genericità delle argomentazioni utilizzate per giustificare l’operazione “rientro”; in particolare, ignote sono le ragioni per le quali – grazie all’istituzione di un Dipartimento ad hoc all’interno del Ministero del Lavoro – dovrebbero essere superate le criticità evidenziatesi in questi anni. Altrettanto indefinite le prospettive di carriera per i dirigenti cui si è fatto cenno, gli investimenti sul personale, le modalità con le quali verrà svolto il coordinamento dell’attività di vigilanza ed il suo potenziamento anche in termini di risorse destinate. E resta da comprendere per quale motivo misterioso le assunzioni mancate dell’INL dovrebbero invece divenire realtà, una volta fatto rientro al Ministero. Abbiamo inoltre evidenziato il paradosso organizzativo che si verrebbe a creare con la costituzione di un Dipartimento composto da circa 80 sedi territoriali e qualche migliaio di dipendenti, con un evidente sproporzione rispetto al resto della struttura ministeriale. L’impressione che se ne ricava è di una soluzione organizzativa per certi aspetti perfino improvvisata, che non offre alcuna garanzia alla risoluzioni dei problemi non identificati da parte della Ministra. Soprattutto non si comprende per quale “magica” ragione, le criticità dovrebbero essere superate con il prospettato ritorno al Ministero del Lavoro. Sconosciute anche le tempistiche del “rientro”, con il rischio molto alto di alimentare confusione – nel personale e non solo. Difficile non pensare che ci si trovi in presenza di un’operazione ancora poco chiara perfino a chi la propone e dal respiro corto, che potrebbe produrre un’ulteriore disarticolazione delle attività di vigilanza sul lavoro nel Paese. Questo in un momento in cui più che le formule è necessaria chiarezza di obiettivi e concretezza organizzativa al fine di affrontare gli innumerevoli problemi che affliggono il mondo del lavoro, primi fra tutti quello delle morti sul lavoro e delle dilaganti illegalità nel mercato del lavoro. Considerato che la Ministra ha detto di essere aperta a tutte le soluzioni e di voler verificare con il tavolo sindacale la reale fattibilità della creazione del Dipartimento, non resta che prenderla in parola e chiedere, che nel prossimo incontro, sia fatta maggiore chiarezza su intenti ed obiettivi. Altrimenti il rischio è di svuotare di senso i tavoli di confronto, facendoli divenire mero adempimento formale.

FP CGIL – INL

Matteo Ariano
Alberto Gardina

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