Negli anni scorsi, molto prima dell’ampliamento delle competenze in materia di salute e sicurezza, avevamo chiesto all’INL di decidere che fare della vigilanza tecnica: se continuare a relegarla in una “riserva indiana” o finalmente avere il coraggio di fare vigilanza in materia di salute e sicurezza con un adeguato numero di ispettori tecnici, chiedendo, troppo spesso in “splendida solitudine”, a gran voce, le risorse conseguenti.
Finalmente venerdì scorso è stato bandito il concorso per ispettori tecnici, funzionari statistici e informatici, avvalendosi delle modalità semplificate e in deroga, previste normativamente per accelerare l’immissione di dipendenti pubblici.
Ora, considerato che l’ipotesi di CCNL delle Funzioni Centrali recentemente sottoscritta prevede che le famiglie professionali siano oggetto di contrattazione e non più di confronto, chiediamo che, una volta che il CCNL sia diventato definitivo, ci si possa finalmente sedere al tavolo nazionale per ribadire la distinzione tra il profilo professionale di ispettore del lavoro e quello di ispettore tecnico e le relative mansioni e competenze.
Contemporaneamente, bisognerà anche definire in modo serio la procedura di ricognizione avviata tempo fa dall’Amministrazione, rivolta al personale ispettivo impiegato in mansioni amministrative, per verificare chi fosse interessato a tornare a svolgere attività ispettive. Ovviamente è naturale che una procedura simile – dal mero valore statistico – non potesse far cambiare il profilo ed è dunque necessario arrivare a un accordo sindacale sui cambi di profilo che, a nostro parere, dovrà riguardare tutti i profili professionali presenti in INL.
A monte, resta il problema dei problemi: il nodo delle risorse economiche stabili, necessarie per valorizzare le professionalità interne e quelle future, oltre le contrapposizioni tra “vecchi” e “nuovi”, superando definitivamente il “costo zero”, ora diventato “sottozero”, con la clamorosa esclusione di INL dall’armonizzazione delle indennità di Amministrazione. Non basta più andare sui giornali e in TV per promuovere l’INL, se contemporaneamente non si affiancano azioni visibili a tutela di chi tutti i giorni porta avanti le attività di questa Amministrazione e realizza quei numeri e quelle azioni che poi sono pubblicizzate.
L’Amministrazione deve dimostrare coi fatti di essere dalla parte dei suoi lavoratori, con iniziative concrete che portino a risultati tangibili per i dipendenti, sfiduciati e demotivati.
Rispetto al nodo dell’indennità di Amministrazione, vogliamo essere chiari: la mobilitazione sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori non si fermerà fino a che non arriveranno risposte concrete. Vedremo se anche da parte dell’Amministrazione si fa sul serio o no.
Infine, riguardo ai concorsi in essere, prima dell’arrivo dei nuovi funzionari amministrativi e ispettivi, chiediamo di proseguire con la procedura di mobilità, da tempo congelata nonostante le nostre continue richieste nei mesi passati. Anche in questo caso era stata avviata una sorta di ricognizione per verificare l’interesse alla mobilità interna e ci era stato riferito che erano arrivate circa trecento manifestazioni di interesse. Considerato che è buona prassi procedere alla mobilità di chi è già dentro l’Amministrazione prima dell’arrivo di futuri lavoratori, chiediamo che anche su questo aspetto si proceda per tempo, senza ulteriori rinvii.
Roma, 15 febbraio 2022
FP CGIL INL
Matteo Ariano
Pubblichiamo la nota informativa emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane con la quale a seguito dell’ assegnazioni per gli AA.VV.F. 91° corso, definisce la prossima mobilità per il personale del ruolo Vigile
WEBINAR ETUI – EU-UK TRADE AND COOPERATION AGREEMENT (TCA)
Lo scorso 9 febbraio si è tenuto un webinar ETUI in collaborazione con l’ETUC avente ad oggetto il nuovo Accordo Commerciale e di Cooperazione UE-UK (in inglese, TCA).
Si tratta di un accordo commerciale allargato alla materia degli investimenti di “terza generazione”, essendo molto più esteso nelle finalità e contenuti rispetto agli accordi multilaterali o Euro-unionisti di prima generazione (Free Trade Agreement -FTA, si veda ad esempio il trattato con il Canada CETA).
Il prof. Countouris, Direttore di Ricerca dell’ETUI, ha inaugurato la sessione introducendo il proprio Report circa il prossimo Accordo Commerciale UK-UE, attualmente in via di negoziazione.
La sostanza dell’accordo include la materia della tutela dei lavoratori, in particolare attraverso tre clausole: La prima è l’art. 3.8 par. 6 contiene una clausola di non regresso degli standard lavorativi rispetto ai vantaggi commerciali e di investimento dell’accordo. Riflette i valori dell’European Social Mode, salvaguardando i regolamenti e l’acquis comunitario. Art. 3.9.9 par. 2 obbliga “effectively” al rispetto, promozione e implementazione standard lavorativi e le convenzioni OIL, inclusa l’European Social Charter. Si tratta di testi sottoscritti e ratificati dal Regno Unito, ma resta il bisogno di una tutela costante dal momento che vi è un’importante lista di obblighi giuridici la cui implementazione è raramente rispettata. La terza è l’art. 3.9.9. par 5, che riprende il comma 2 specificando che tali obbligazioni sono sottoscritte prescindendo da relazioni commerciali o rapporti di investimenti.
Un altro punto chiave sollevato dal relatore è la debole implementazione di accordi collettivi nel Regno Unito, uno degli stati più popolosi dell’Europa occidentale ma così poco coperto in termini di contrattazione.
L’implementazione della Brexit ha senza dubbio inasprito le condizioni di lavoro dei lavoratori. Questo soprattutto per via di restrizioni commerciali che hanno posto in sofferenza il comparto sanitario, in termini di reperibilità di medicinali e di materiale medico. Per tale motivo, un accordo commerciale con l’Unione è il ben accolto dall’esperto. Tuttavia, è stata sottolineata la circostanza che la clausola di regresso resta ancorata al “trade effect requirements” del TCA, ovvero non può essere fatta valere quando potrebbe condurre a restrizioni quantitative o qualitative agli scambi.
Come secondo relatore è intervenuto il prof. Ortino, King’s College University di Londra dipartimento giurisprudenza, che ha cercato di spiegare i meccanismi di implementazione inseriti nel TCA.
Il TCA, la cui entrata in vigore è prevista nel 2026, stabilisce un nuovo level plain field aperto alla libera concorrenza degli operatori economici, ma persino le rubriche dei capitoli sottolineano l’importanza dello sviluppo sostenibile (e degli SDGs ONU) di scambi e investimenti. Si tratta di un punto importante al fine dell’interpretazione delle norme in quanto aprono all’apertura dei lavoratori ponendoli sullo stesso piano degli interessi economici.
In particolar modo, il trade effect menzionato dal primo speaker resta un problema da considerare attentamente, soprattutto considerando le prassi dei tribunali arbitrali che abbiamo visto all’azione per i Trattati di libero scambio con il nord America. Tuttavia, l’obbligo assunto di conformità alle Convenzioni OIL non è vincolato a tale clausola, ragion per cui vi sono basi per essere ottimisti sulla loro applicazione.
Il meccanismo di enforcement si basa su una struttura intergovernativa per comitati intergovernativi, con spazio anche per le formazioni sociali in appositi forum. Per quanto l’implementazione resta nelle mani dei governi Parti dell’accordo, è importante sottolineare come questo TCA non segua la prassi comuni alle FTA perché il meccanismo di risoluzione controversie (DSR) non è affidato a un tribunale arbitrale e dunque non forma giudicato. Questo è un problema in termini di certezza del diritto, ma sottrae alla prassi arbitrale le dispute lavorative, prassi che spesso ha una visione troppo ristretta sulla scopo dell’accordo e il diritto applicabile; inoltre, è comunque fornito di una serie di rimedi, temporanei e non, che restano azionabili dagli Stati – come le sanzioni – conferendo potere contrattuale alle parti lese se supportate dal governo.
Quello che non è chiaro è come il meccanismo possa essere utilizzato per assicurarsi che le Parti applichino integralmente gli standard giuslavoristi internazionali. In altre parole: non sembra efficace per perseguire le gravi
violazioni sistematiche delle Parti contraenti, ma solo per eventuali dispute fra imprese. Inoltre, non sono previsti meccanismi di risposta-rapida (come nella prassi NAFTA) o la possibilità di azionare il meccanismo da associazioni di interesse e categoria, come i sindacati.
Terza relatrice è stata la dott.ssa Claes-Mikael Ståhl della Commissione ETUC. La dott.ssa ha sottolineato come la dialettica della Brexit era proprio volta all’idea di cancellare l’acquis comunitario anche in materia giuslavorista, o altri regolamenti come la GDPR sulla privacy. Grazie a questo accordo le parti sociali hanno di nuovo uno strumento per ancorare lo Stato e il Governo alle proprie responsabilità.
Un altro punto richiamato è quello sollevato da il prof. Ortino circa la partecipazione effettiva ricopribile dalle parti sociali, e pertanto la collaborazione ETUI-ETUC è vitale per costruire nuovi spazi in tal senso partendo da uno studio approfondito dell’accordo sin da subito.
Nel panel è intervenuto anche l’on. Bernd Lange, Vice Presidente del gruppo S&D del Parlamento Europeo. Il PE è fiero del lavoro fatto con il nuovo TCA in ragione del fatto che si tratta di un accordo senza precedenti nel suo campo, il quale costituisce il primo passo verso nuove relazioni con il Regno Unito.
Il panel di risoluzione dispute, gli standard richiamati, il sistema di sanzioni e le altre caratteristiche richiamate nella discussione sono strumenti adeguati per assicurare l’efficacia dell’accordo. Al tempo stesso, il Parlamento ha adottato una Risoluzione dove si richiede un maggior coinvolgimento dei sindacati quando un problema di politica sociale e lavorativa è sollevato nel contesto del TCA, pertanto assicura che il Parlamento farà sentire la propria voce su questo punto, soprattutto richiedendo di permettere il loro interesse ad agire a tutela dei propri iscritti.
La sostenibilità dello sviluppo economico nei Trattati Commerciali è considerato essenziale e prioritario nella visione politica del Parlamento, ed è per questo che si è richiesto, attraverso i lavori della Commissione Parlamentare per il Commercio (link) ambizione alla Commissione nei confronti dei negoziati e delle consultazioni.
La successiva discussione è stata invece moderata dal prof. Keith Ewing, sempre dal King’s College di Londra, e dalla prof.ssa Tonia Novitz, esperta della Università di Bristol.
In particolare, la prof.ssa Novitz ha portato la propria esperienza relativa alle vicende del FTA intercorrente tra EU-Korea. Nel 2021 è stato pubblicato un report avente ad oggetto le dispute commerciali nel quadro dell’EU-Korea FTA. Si tratta di un Accordo siglato nel 2011 che riflette una visione della materia non più accettabile, ragion per cui il Parlamento ne richiede a gran voce la revisione.
Tale testo non fa alcun riferimento all’European Social Charter, e i sistemi giuslavoristi delle due parti sono nettamente agli antipodi, geograficamente e qualitativamente dal momento che la legislazione coreana prevede il carcere per alcuni casi di esercizio del diritto di sciopero. Le violazioni riscontrate degli standard lavorativi – platform workers, disparità salariali ec. – sono state varie, e la ETUC e la società civile sono stati coinvolti nelle pressioni alla Commissione Europea. Tuttavia, tale Trattato prevedeva proprio un meccanismo DSR basato su Comitati le cui decisioni non erano vincolanti, come il TCA. Per quanto le preoccupazioni sui panel arbitrali siano comprensibili e cogenti, basandoci su questa esperienza un meccanismo basato su Committee non vincolanti potrebbe far insorgere complicazioni nella protezione dei lavoratori.
Andrea Mosca
(collabora con Dipartimento Internazionale FPCGIL)
Pubblichiamo il decreto in merito la graduatoria finale e di ruolo del concorso Capo Squadra decorrenza 2020
Pubblichiamo la bozza di circolare inviata dal Dipartimento, riguardo le modalità e procedure d’impiego delle specialità nautiche del CNVVF nell’ambito dell’organizzazione e della gestione del servizio antincendio nei porti e del soccorso in mare
“Lo stato di agitazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta non si ferma. È necessario costruire una mobilitazione ampia e partecipata su tutto il territorio nazionale, che coinvolga le cittadine, i cittadini e tutti gli operatori sanitari. Perché l’assistenza di base offerta alla cittadinanza riguarda tutto il Paese e non le corporazioni”. Così in una nota la Fp Cgil nazionale.
“Se vogliamo costruire sui territori delle comunità di cura, superando l’attuale frammentazione organizzativa della medicina generale, – continua – dobbiamo coinvolgere la società civile a sostegno dei professionisti, soffocati dagli obblighi burocratici e isolati negli studi privati, senza tutele contrattuali e senza sostegno organizzativo. Con il Pnrr che prevede la costruzione delle case di comunità abbiamo l’occasione unica di costruire servizi di salute bio-psico-sociali integrati con gli enti locali e con la scuola. Opportunità da non sprecare, lasciando immodificato l’attuale sistema delle cure primarie”.
Per queste ragioni, prosegue, “serve ricomporre la filiera formativa e contrattuale, integrando le cure territoriali in modelli organizzativi che mettano al centro l’assistenza complessiva ai bisogni della cittadinanza. Per questo prosegue la nostra mobilitazione che ha lo scopo di parlare agli operatori ma anche ai cittadini”, conclude la Fp Cgil.
Pubblichiamo la Circolare emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane per l’aggiornamento delle aspirazioni al trasferimento del personale appartenente ai ruoli dei Direttori logistico gestionali e dei Direttori informatici.
Alla Presidente di AIOP
Barbara Cittadini
Via Lucrezio Caro, 67 00193
Al presidente di ARIS
Padre Virgilio Bebber
Largo Sanità Militare, 60 00184
E p.c. Al Ministro della Salute
Roberto Speranza
Al Presidente della Conferenza delle
Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano
Dott. Massimiliano Fedriga
Oggetto: Sollecito apertura trattativa CCNL Aris Aiop Rsa
Egregi Presidenti,
la presente per evidenziare che, diversamente dagli impegni assunti nel corso dell’incontro del 21 dicembre 2021, nel quale si era detto di stringere quanto più possibile i tempi al fine di avviare, entro il mese di gennaio 2022, nel rispetto delle tante lavoratrici e lavoratori delle Rsa, l’apertura del negoziato per la definizione del ccnl ad oggi, 15 febbraio 2022, purtroppo ancora non abbiamo avuto alcun riscontro.
Si sente spesso dire quanto la storia si caratterizzi di “corsi e di ricorsi storici”…. vogliamo auspicare che non sia questo il caso, perché un’attesa anche per questo personale di oltre 14 anni, riteniamo non sia solo vergognosa ma inaccettabile.
Le lavoratrici e i lavoratori non sono più disponibili ad aspettare ancora, hanno terminato anche l’ultima briciola di abnegazione da dedicare ad un sistema che poco li considera e che non riconosce loro la giustizia ad avere un contratto che riconosca diritti e salari adeguati.
Ci rivolgiamo anche a lei Ministro e a lei Presidente, che ci leggete per conoscenza, chiedendoVi di intervenire per contribuire affinché ciò che è un diritto non più rinviabile per queste lavoratrici
e lavoratori, diventi finalmente un atto concreto; per dare contezza e credibilità a ciò che oggi riempie articoli dei maggiori quotidiani e anima le discussioni nei dibattiti televisivi e viene cavalcato ovunque come “il diritto alla Salute e alla Cura”, perché questo legittimo diritto di ogni cittadino passa anche per i diritti delle lavoratrici e lavoratori che lo garantiscono.
Non c’è più tempo, confidiamo in un celere riscontro alla presente, in assenza del quale non potremo che ricorrere al coinvolgimento nazionale di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.
Distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL FPL
Barbara Francavilla Marianna Ferruzzi Rossella Buccarello
Al Direttore
della Direzione Generale del Personale e dei servizi
Dott. Massimo Parisi
Al Direttore
Della Direzione Generale Detenuti e Trattamento
Dott. Gianfranco De Gesu
Oggetto: circolare su “Incremento pianta organica Funzionario Giuridico Pedagogico –
Valorizzazione del ruolo e della figura professionale. Commenti e proposte.
Questa O.S. fa seguito alla circolare in oggetto per evidenziare alcune perplessità e considerazioni che sono il risultato di riflessioni e relative osservazioni che gli operatori, cui la circolare fa riferimento, da noi rappresentati hanno espresso e condiviso. Infatti ciò che intendiamo rappresentare sono considerazioni e proposte che mirano a meglio centrare il tema oggetto del documento partendo dalle evidenti problematiche operative e professionali che i FGP affrontano quotidianamente sui posti di lavoro all’ancora timido riconoscimento e valorizzazione della professione che, a nostro parere, risulta centrale nel raggiungimento degli obiettivi istituzionali.
Si tratta di problematiche divenute purtroppo endemiche e ancora senza una appropriata definizione benché siano state nel corso degli anni oggetto di discussione e approfondimento e di vertenze finalizzate alla valorizzazione della professionalità e ad una visione organizzativa più efficiente del sistema entro cui interagisce, Ci preme ricordare che proprio sul tema della valorizzazione delle professionalità la FP CGIL ha presentato un progetto di riforma, chiedendo un intervento legislativo all’attuale Ministra della Giustizia, che proponeva un processo di revisione delle funzioni, dei compiti e delle competenze nella direzione di tutte le componenti del sistema penitenziario, immaginando una struttura organizzativa in cui ciascuna componente vivesse una propria dimensione interna autonoma e completa nella definizione della propria “filiera di comando”, dai ruoli ausiliari fino alla propria specifica dirigenza tecnico- professionale. Una revisione delle carriere che possa consentire anche al Funzionario Giuridico Pedagogico di progredire fino alla dirigenza specifica della propria area.
Seppur apprezzabile riteniamo del tutto insufficiente l’intento dell’amministrazione di incrementare la pianta organica dei FGP portando a 210 il numero di funzionari da immettere in ruolo a seguito del relativo concorso, in quanto, dai dati in nostro possesso, tale incremento potrà coprire a malapena il turnover per pensionamento dei prossimi 3 anni. La conclusione delle prove selettive, inoltre, non si prevede prima della fine dell’anno in corso e le relative assunzioni non prima dell’inizio del 2023. La sofferenza dei lavoratori, dovuta alla carenza di organico, durerà quindi, ancora per un anno con tutto quello che ne consegue, ed è per questo che chiediamo di accelerare tutte le fasi delle prove in corso, con un lavoro più serrato da parte delle commissioni competenti.
Inoltre in merito alle prove selettive del concorso citato, vorremmo far notare come queste abbiano una impronta marcatamente giuridica che tende a fuorviare le competenze demandate a questa professionalità disorientandone la mission. Per tale motivo sarebbe opportuno nonché necessario una rivisitazione anche dell’azione formativa soprattutto quella iniziale, una formazione più mirata alla acquisizione delle conoscenze peculiari del sistema ove la professionalità del FGP esplica le proprie competenze professionali ed istituzionali.
L’equazione statistica secondo cui l’immissione di oltre 210 nuovi assunti porterebbe a ridimensionare il rapporto FGP/Utente a 1:65, presente nella circolare è errata e fuorviante. Occorre infatti valutare tutte le variabili che interagiscono con il mero dato quantitativo, come ad esempio la rilevazione del flusso delle persone entrate in Istituto in un arco di tempo specifico o la tipologia del detenuto e/o dell’Istituto in cui si opera (Circondariale, Reclusione etc). Inoltre, occorrerebbe togliere dal computo i responsabili dell’area educativa, che purtroppo hanno detenuti assegnati almeno nella la maggioranza degli Istituti e che non dovrebbero averne visto il ruolo aggiuntivo che rivestono. Con l’utilizzo di tali parametri il rapporto ritornerebbe ben oltre a 1:100
Rileviamo che la circolare in oggetto espone in gran parte del suo contenuto la ricostruzione storico-giuridica del ruolo del FGP (ex educatore penitenziario L.354/75) una sorta di genesi della professionalità educativa e delle competenze ma purtroppo al percorso storico nulla di nuovo aggiunge. Tutte le aree di intervento professionale citate, (accoglienza, conoscenza, co-progettazione individuale e lavoro di rete) sono state costruite nel corso dei decenni, negli Istituti penitenziari, grazie alla consapevolezza professionale dei funzionari educatori, che hanno sviluppato in autonomia, strumenti, reti e saperi per fronteggiare la variabilità dei fenomeni criminali e dei bisogni sociali disattesi dalla comunità libera.
La circolare risulta quindi un ulteriore mero “mansionario” che fotografa, e in alcuni casi in maniera relativa, la realtà attuale senza peraltro evidenziarne le criticità anzi, in alcuni, passi rileviamo una regressione valoriale delle competenze che svilisce la professionalità del FGP.
Il tutto dopo due anni di estremo stress, da parte di tutti gli operatori penitenziari, dovuto alla pandemia generata dal COVID 19 e ancora in corso, che ha esasperato le problematiche all’interno degli Istituti.
Molte attività intramurarie sono state rallentate o sospese, per non parlare dell’inevitabile crisi del cosiddetto terzo settore, che ha fortemente limitato il lavoro o le attività extra murarie, generando nella maggioranza della popolazione detenuta, stress ed aggressività. Sono infatti moltiplicati i casi di aggressioni fisiche e verbali (queste ultime non rilevate dalla statistica ufficiale), nei confronti dei FGP e del personale di Polizia Penitenziaria, portando in rilievo anche il problema dell’incolumità del personale dell’area educativa all’interno delle sezioni.
Viene poi, quasi da sorridere quando si parla di “Segreterie Tecniche” dove personale qualificato disbriga il lavoro amministrativo per poter consentire al FGP l’attuazione della propria mission istituzionale all’interno delle sezioni. Tali lavoratori sono, nella stragrande maggioranza dei casi, personale riformato dal Corpo di Polizia Penitenziaria, non formato adeguatamente, e con problematiche di salute tali che li portano ad assentarsi spesso. Senza poi parlare delle enormi problematiche strutturali in molti Istituti Penitenziari dove mancano gli spazi all’interno, o sono fatiscenti, per il lavoro degli operatori dell’area educativa, costringendo la presenza del FGP al minimo indispensabile. Tale mancanza di spazi penalizza ovviamente la creazione di postazioni informatiche con collegamento alla banca dati detenuti AFIS che la stessa circolare invita le direzioni a creare, ma che difficilmente potranno essere realizzate in tempi brevi per le ragioni sopra descritte.
Diviene quindi utopica la concezione di cui al punto 5 della circolare dove “il funzionario giuridico pedagogico deve privilegiare la relazione con l’utenza presso i luoghi di vita del detenuto”.
Per quanto riguarda le turnazioni serali, la scrivente O.S. fa presente che da sempre la presenza pomeridiana e serale è garantita dai FGP in occasione di eventi trattamentali o legati al percorso del detenuto, rimane altresì difficile standardizzare una turnazione in modo uniforme ed indistinto in tutti gli Istituti italiani in quanto ogni carcere è una realtà a sé. Il tutto senza calcolare le esigenze personali di ogni singolo lavoratore costretto spesso a conciliare le esigenze familiari, di lavoro e il pendolarismo forzato.
Riteniamo quindi che sarebbe stato necessario, prima di diramare quanto in oggetto descritto e così ben ricostruito storicamente, effettuare un monitoraggio nazionale sull’attuazione delle vecchie circolari in tutti gli Istituti del territorio nazionale, rilevare le criticità operative e professionali , realizzare, insomma, una reale fotografia della situazione organizzativa ed operativa delle Aree educative per apportare una reale valorizzazione a tale professionalità anche in virtù del Nuovo contratto nazionale delle FC ove la stessa si colloca.
Tale importante rilevazione è lo strumento che FPCGIL propone all’Amministrazione Penitenziaria, come primo passo per eliminare lo scollamento tra il centro (DAP) e la periferia (Istituti, Aree Educative) e che inequivocabilmente emerge confrontando la circolare ministeriale e le testimonianze scritte e verbali di tutti i FGP.
Tale monitoraggio dovrebbe essere svolto in termini brevi, magari sfruttando le soluzioni che la tecnologia informatica ci offre e senza dubbio prima delle nuove assunzioni dei FGP.
Quando si avrà un dato inequivocabilmente reale, questa O.S. è disponibile per un confronto costruttivo per la ridefinizione della dotazione organica e tecnica di tutte le aree educative degli Istituti, strada che deve portare inequivocabilmente alla autonomia decisionale e professionale di tale area.
p. Fp Cgil
Il coordinatore Nazionale DAP FC
Roberto Mascagni
Roma, 14 febbraio 2022
Al MIC
Direzione Generale Organizzazione
Sig. Direttore Generale
dr.ssa Marina Giuseppone
Dirigente Servizio II Relazioni Sindacali
dr.ssa Sara Conversano
Dirigente Servizio I
Innovazione digitale e trasparenza organizzativa
Dr. Antonio Francesco Artuso
LORO SEDI
Oggetto: funzionamento sistema Europaweb Richiesta urgente di incontro.
Come ribadito nell’ultima riunione del tavolo nazionale di contrattazione continuano a pervenire alle scriventi OO.SS. segnalazioni in ordine alla mancata applicazione, da parte del sistema di rilevazione delle prestazioni lavorative di cui all’oggetto, delle previsioni contenute negli accordi per quel che riguarda la gestione degli orari di lavoro in turnazione dei dipendenti da codesto Ministero. Solo a titolo esemplificativo va ricordato che è stata introdotta la parametrazione oraria delle tariffe per turnazioni, che i turni possono superare le sei ore, che il lavoratore turnante non in servizio nei festivi infrasettimanali ha diritto al riposo festivo indipendentemente se ha raggiunto o meno la quota di un terzo o, in caso di opzione volontaria, la metà dei turni festivi previsti nell’anno. Risulta invece che non vengono conteggiati i turni superiori alle sei ore ai fini del pagamento della tariffa oraria, e che in molti Istituti ancora si impongono illegittimamente giornate di ferie o di recupero al personale non in servizio nelle festività infrasettimanali.
Non possiamo non sottolineare al riguardo gli obblighi di codesta Amministrazione al pieno rispetto degli accordi in materia di turnazione regolarmente sottoscritti e certificati dagli organi di controllo e che gli stessi non possono essere disattesi dalle modalità di rilevazione delle presenze adottate da codesta Amministrazione.
Ciò stante si sollecita un incontro di chiarimento con la partecipazione del Dirigente responsabile del Servizio I in indirizzo al fine di verificare quali soluzioni si intendono adottare al fine di garantire la corretta applicazione degli accordi sottoscritti dalle parti.
In caso contrario le scriventi OO.SS. si vedranno costrette a valutare ogni possibile iniziativa a tutela di corrette relazioni sindacali e di opportuni interventi a tutela dei diritti maturati dai lavoratori interessati.
Nel rimanere in attesa di urgentissimo riscontro alla presente nota si inviano distinti saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Claudio Meloni Giuseppe Nolè Valentina Di Stefano Federico Trastulli
Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture territoriali Fp Cgil VVF, Uil PA VVF, Usb VVF e Conapo riguardo le problematiche relazionali sulla gestione sala operativa
Pubblichiamo la nota del Dipartimento riguardo l’ iniziativa di solidarietà in favore della famiglia del Vigile del Fuoco Esperto Alex Eusepi, scomparso prematuramente a seguito incidente stradale