Al Direttore dell’INL
Dott. Bruno Giordano
Alla DC Identità Professionale,
Pianificazione e Organizzazione
Dott.ssa Ilaria Feola
Al DC Amministrazione Finanziaria e Logistica
Dott. Stefano Marconi
Oggetto: LAVORO AGILE
Considerato l’approssimarsi della firma definitiva del CCNL delle Funzioni Centrali – che disciplina in modo compiuto il lavoro agile – chiediamo all’Amministrazione di mantenere la disciplina transitoria finora applicata. Altri atti che disciplinino in modo unilaterale l’organizzazione del lavoro agile sono da noi considerati totalmente inopportuni.
Nelle more del varo del nuovo CCNL, potrebbe essere invece utile provvedere all’acquisto di telefoni cellulari con scheda sim in favore dei dipendenti, così da evitare l’uso improprio/illegittimo – da parte degli stessi – dei propri telefoni per attività di lavoro.
Con l’occasione si chiede altresì se l’Amministrazione abbia provveduto, anche nei mesi passati, all’approvvigionamento di computer portatili in vista dell’arrivo di centinaia di nuovi dipendenti.
Roma, 21 marzo 2022
Il Coordinatore nazionale
FP CGIL INL
Matteo Ariano
Roma, 19 marzo 2022
La giornata di ieri è certamente una di quelle che potremmo definire “storica”: lavoratrici e lavoratori affluiti in centinaia e centinaia dalle parti più disparate di tutta Italia, per manifestare sotto la sede dell’INL a Roma tutta la rabbia per l’ingiustizia subita.
Anche i dati di adesione allo sciopero sono stati letteralmente straordinari: moltissimi uffici chiusi – quindi con adesione al 100%, compresa la dirigenza (nonostante inutili e dannosi distinguo), con una media non inferiore all’85-90%.
Abbiamo dimostrato tutta la nostra contrarietà.
NON CI FERMEREMO FINO A QUANDO NON CI SARANNO PROPOSTE CONCRETE.
A fronte di questo straordinario risultato, ancora una volta non abbiamo avuto risposte chiare e precise dal Ministero del Lavoro per la risoluzione di questa vicenda. Per questo abbiamo deciso di occupare simbolicamente la sala del Ministero che ci ospitava. Solo a seguito di questa nostra azione dimostrativa abbiamo ottenuto un incontro con il Ministro per il prossimo 30 marzo alle ore 16. In quella sede, sia chiaro, non accetteremo ulteriori promesse generiche, ma un preciso impegno politico da parte del Ministro, per sapere quando e come si intende risolvere la questione. Ci aspettiamo che il Direttore dell’INL condivida questo nostro percorso e richieda con forza insieme a noi al Ministro del Lavoro che venga sanata questa grave ennesima disparità di trattamento.
Se il MEF – come ci è stato detto – ha quantificato l’onere economico, non ci sono più scuse per nessuno dei tre Ministeri in campo: occorre che il MEF chiarisca urgentemente da dove intende reperire le risorse necessarie e che si presenti immediatamente una norma da veicolare con urgenza.
Abbiamo chiaramente detto ai rappresentanti del Ministero che le attività dell’INL
sono praticamente ferme da oltre un mese e mezzo e che la mobilitazione continuerà ad andare avanti, se non avremo risposte serie e precise.
Per questo, in vista dell’incontro del prossimo 30 marzo, chiediamo a tutte e a tutti un ulteriore sforzo di mobilitazione, continuando con tutte le iniziative di lotta messe in campo finora (indisponibilità all’uso del mezzo proprio, indisponibilità alla partecipazione alle task-force, indisponibilità allo svolgimento di lavoro straordinario, indisponibilità alla frequenza del cosiddetto piano straordinario della formazione, etc.)
Vi comunicheremo a breve ulteriori azioni di lotta da mettere in piedi nel corso dei prossimi giorni.
Pubblichiamo la nota di richiesta di incontro in merito l’autorizzazione di ore straordinario stanziato per il solo personale formatore che svolge attività formativa di rilevanza nazionale
Roma 18 marzo 2022
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Dipartimento Affari Generali
Direzione del personale
Dott. Alessandro Bacci
dcp.dag@pec.mef.gov.it
E, p.c.
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
DAG – Ufficio Relazioni Sindacali
Dott. Ernesto PERNA
relazionisindacali.dag@mef.gov.it
Oggetto: predisposizione piano di smaltimento ferie maturate e non fruite nel corso del
2021 – Richiesta Rinvio fruizione al primo semestre 2022
Viene da più parti segnalato a questa Organizzazione l’invito rivolto alle lavoratrici e ai lavoratori di fruire delle ferie residue 2021 entro il mese di aprile c.a., ai sensi del CCNL Funzioni centrali 2016-2018.
Nel merito occorre rilevare che una delle cause del monte ferie residue è rappresentato dalla grave carenza di organici che determina l’incremento dei carichi di lavoro e una sostanziale difficoltà a mantenere ferme le scadenze imposte per la corretta erogazione dei servizi.
IL CCNL Funzioni Centrali 2016/2018 consente, laddove vi siano state indifferibili esigenze di servizio che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell’anno, la fruizione entro il primo semestre dell’anno successivo.
Tale disposizione si intreccia inevitabilmente con la novellazione contrattuale contenuta nel CCNL Funzioni Centrali 2019/2021, oggi al vaglio degli Organi di controllo ma prossimo alla firma definitiva che, parificando il termine di fruizione delle ferie residue al primo semestre dell’anno seguente, consente alla lavoratrice e al lavoratore una maggiore flessibilità di recupero.
Stante quanto evidenziato in ordine al dettato contrattuale 2016/2018, alle disposizioni novellate contenute nel CCNL di Comparto 2019/2021 e al particolare contesto nel quale siamo tutti chiamati ad operare, si chiede a codesta Direzione del Personale di consentire agli interessati, orientando l’applicazione contrattuale nelle articolazioni centrali e territoriali, la fruizione delle ferie residue 2021 entro il termine del primo semestre 2022.
In attesa di riscontro si porgono cordiali saluti.
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini
Pubblichiamo la nota di ricognizione per la mobilità del personale del ruolo Capo Squadra e Capo Reparto AIB e Radioriparatore
Pubblichiamo la nota della dichiarazione dello stato di agitazione proclamato dalla struttura territoriale Fp Cgil VVF in merito la gestione della formazione
Per la FP CGIL occorrono più assunzioni e maggiori risorse economiche.
I lavoratori non vengano lasciati “soli” e senza tutele.
Si è concluso nel tardo pomeriggio di ieri il percorso negoziale sui riflessi sulla qualità del lavoro e sulle professionalità delle innovazioni tecnologiche relative all’organizzazione dei servizi, sperimentate e qualche volta forzate durante l’emergenza COVID.
Noi non abbiamo condiviso e sottoscritto gli esiti di questa contrattazione.
Come FP CGIL per più di un anno abbiamo chiesto di attivare subito la contrattazione in merito agli effetti di queste innovazioni sul personale, non solo quello impiegato nell’erogazione dei servizi, perché le ricadute sono svariate: sui carichi di lavoro in backoffice, sulla sicurezza e la privacy nel lavoro, sulla tipologia e qualità delle strumentazioni,
sulla correlazione tra i servizi agili e le varie tipologie di lavoro a distanza (in particolare smart working), sulla vaghezza nello svolgimento del servizio e sull’inesistenza di un piano di formazione dedicata che stenta a decollare… solo per citarne alcuni.
La grave carenza degli organici, determinando carichi di lavoro insostenibili, ha complicato ulteriormente il contesto nel quale la discussione si è sviluppata.
Questo elemento sembrerebbe invece essere percepito solo come secondario rispetto all’inserimento delle nuove tecnologie e noi crediamo sia una grave sottovalutazione.
L’Agenzia ha affrontato la contrattazione definendo modalità di erogazione dei servizi che, nati nell’emergenza, sono destinati a modificare radicalmente il lavoro di assistenza.
Ci è stata quindi proposta una bozza di accordo integrata da alcuni suggerimenti di parte sindacale che, tuttavia, ci è sembrata carente proprio sotto i profili oggetto della contrattazione, cioè i riflessi sulla professionalità ed il benessere lavorativo derivanti da questa nuova modalità di erogazione dei servizi. Su questi aspetti poco o nulla si dice e quel poco è rappresentato da impegni dell’Agenzia talmente generici da risultare inesigibili.
Per quanto, anche grazie alle nostre ripetute sollecitazioni sui diversi temi, il testo dell’accordo sia stato modificato nel corso della trattativa, la proposta finale dell’Agenzia per noi è ancora limitata rispetto alle modalità di controllo dei dipendenti, alle relazioni coordinatore-operatore, all‘incidenza sugli effettivi carichi di lavoro che restano
sproporzionati rispetto all’attuale consistenza organica.
Inoltre è necessario un ragionamento complessivo sulla remunerazione di queste nuove attività che, a nostro avviso, dovrebbe prevedere un maggiore impegno da parte dell’Amministrazione, in aggiunta alle risorse che sono già a disposizione nel FRD delle lavoratrici e dei lavoratori, ad esempio, utilizzando i risparmi derivanti dall’attivazione di
queste nuove modalità di erogazione dei servizi. In ogni caso, stante le attuali carenze di personale, è imprescindibile l’avvio di un percorso con il MEF finalizzato ad ottenere maggiori risorse per migliorare il rapporto con il contribuente.
Per la FP CGIL, la discussione di questo argomento non avrebbe dovuto in alcun modo consolidare l’idea che si potesse attuare uno scambio, deleterio negli effetti immediati e di medio termine per le lavoratrici e i lavoratori, di una ulteriore e maggiore autonomia organizzativa a favore dell’Agenzia senza una corretta definizione dei carichi di lavoro e con la sola promessa di una revisione frammentaria dell’impianto complessivo del FRD.
Il sospetto è che un modello che nelle intenzioni dovrebbe migliorare il rapporto con il contribuente nella realtà, più che all’efficacia, appare al momento più orientato a generare risparmi sulla pelle dei lavoratori e dell’utenza.
Dietro l’angolo e peraltro già tracciata in sede di piano triennale della performance, una nuova stagione di chiusura degli uffici con tutte le negative conseguenze del caso per le lavoratrici e i lavoratori e per la cittadinanza.
Per mesi, abbiamo provato a costruire un percorso sindacale che intervenisse sulle modalità di svolgimento e sui suoi effetti, abbiamo dovuto leggere a malincuore nei fogli di qualche sindacato che “buttiamo il bambino con l’acqua sporca” o che “ricerchiamo pretestuosità”, segno che la ricerca di un percorso sindacale dai risultati esigibili non è stata capita o forse nemmeno davvero voluta.
Un atteggiamento sinceramente incomprensibile da parte dell’Agenzia è la continua presentazione alla discussione con le Organizzazioni sindacali di accordi che non affrontano mai il cuore del problema, ma che vengono “giustificati” al momento della sottoscrizione con la perfettibilità che però mai arriva: chi cerca di andare al cuore delle questioni è accusato di essere “pretestuoso”. Eppure a noi pare che nessuna vera criticità sia stata
affrontata ma che l’interesse fosse solo quello di garantire un accesso teorico maggiore dei colleghi interessati alle risorse del FRD, accesso che poi nella pratica è condizionato da così tanti fattori da apparire velleitario.
Queste “osservazioni” le abbiamo incassate sportivamente, restando però coerenti per tutta la durata della trattativa, rivendicando la necessità di un potenziamento e una nuova affermazione del ruolo dell’agenzia nel contrasto all’evasione fiscale e alla reale valorizzazione delle professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori.
15 marzo 2022
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini
Agenzia delle entrate
Direttore Centrale Risorse Umane
Laura Caggegi
dc.risorseumane@agenziaentrate.it
e, p.c.
Agenzia delle entrate
Direzione centrale del Personale
Ufficio Relazioni Sindacali
dc.ru.relazionisindacali@agenziaentrate.it
Oggetto: predisposizione piano di smaltimento ferie maturate e non fruite nel corso del 2021 – Richiesta Rinvio fruizione al primo semestre 2021
Viene da più parti segnalato a questa Organizzazione l’invito rivolto alle lavoratrici e ai lavoratori di fruire delle ferie residue 2021 entro il mese di aprile c.a. ai sensi del CCNL Funzioni centrali 2016-2018.
Nel merito occorre rilevare che una delle cause del monte ferie residue è rappresentato dalla grave carenza di organici che determina l’incremento dei carichi di lavoro e una sostanziale difficoltà a mantenere ferme le scadenze imposte per la corretta erogazione dei servizi.
IL CCNL Funzioni Centrali 2016/2018 consente, laddove vi siano state indifferibili esigenze di servizio che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell’anno, la fruizione entro il primo semestre dell’anno successivo.
Tale disposizione si intreccia inevitabilmente con la novellazione contrattuale contenuta nel CCNL Funzioni Centrali 2019/2021, oggi al vaglio degli Organi di controllo ma prossimo alla firma definitiva che, parificando il termine di fruizione delle ferie residue al primo semestre dell’anno seguente, consente alla lavoratrice e al lavoratore una maggiore flessibilità di recupero.
Stante quanto evidenziato in ordine al dettato contrattuale 2016/2018, alle disposizioni novellate contenute nel CCNL di Comparto 2019/2021 e al particolare contesto nel quale siamo tutti chiamati ad operare, si chiede a codesta Direzione Centrale di consentire, agli interessati, la fruizione delle ferie residue 2021 entro il termine del primo semestre 2022.
In attesa di riscontro si porgono cordiali saluti.
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini
Al Guardasigilli
Ministra della Giustizia
On. Marta CARTABIA
ROMA
Al Ministro
Della Pubblica Amministrazione
On. Renato BRUNETTA
ROMA
Al Ministro
dell’Economia e delle Finanze
On. Daniele FRANCO
ROMA
E, per conoscenza;
Al Vice Capo DAP
Cons. Roberto TARTAGLIA
ROMA
Al Direttore Generale
del Personale e delle Risorse
Dott. Massimo PARISI
ROMA
All’Ufficio IV – Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida DEL GROSSO
ROMA
Oggetto: Mancata pubblicazione Gazzetta Ufficiale – D.P.R. recepimento accordo Comparto Sicurezza e Difesa.
Pregiatissime Autorità,
siamo a rappresentarvi le preoccupazioni delle donne e degli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria, chiedendovi di sensibilizzare e favorire l’accelerazione delle procedure per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del D.P.R. di recepimento dell’accordo per il rinnovo del contratto 2019-2021 per il Comparto Sicurezza e Difesa, anche da Voi sottoscritto in data 23 dicembre 2021, con il quale vengono riconosciuti aumenti stipendiali per l’ultimo triennio.
Comprenderete che, essendo arrivato con – colpevole – ritardo, il rinnovo di contratto doveva garantire aumenti di stipendio anche retroattivi, con il pagamento di tutti gli arretrati, dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2021, al netto di quanto già corrisposto con l’indennità di vacanza contrattuale.
Tuttavia, a distanza di tre mesi, anche nelle buste paga del mese di marzo, nello stipendio non ci sarà né l’incremento previsto né tantomeno il pagamento degli arretrati, provocando ulteriori disagi al personale del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Era da noi auspicato il “via libera” già nel Consiglio dei Ministri riunito nella giornata di ieri per poter consentire gli ulteriori passaggi agli organi di controllo propedeutici alla definitiva pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica. E la mancata comunicazione di tale decisione da parte dell’Esecutivo genera ulteriore allarme e stupore per un atto che dovrebbe essere “naturale” dal momento che ben cinque rappresentanti di governo (ministri della Difesa, della Giustizia, dell’Interno, della Pubblica Amministrazione e dell’Economia e Finanze) hanno sottoscritto con le organizzazioni sindacali quell’intesa e i relativi impegni.
Non sfugge che tale ulteriore ritardo vede allontanarsi significativamente la data degli adeguamenti stipendiali atteso che le singole amministrazioni potranno procedere ad aggiornare i sistemi informativi solo successivamente alla pubblicazione del DPR in Gazzetta Ufficiale sì da modificare il calcolo degli stipendi secondo le nuove tabelle. E parimenti arriveranno anche gli arretrati per il triennio 2019-2021.
Purtroppo, l’impegno del Governo, prevedeva un aggiornamento degli stipendi dal mese marzo 2022, quando tra l’altro dalla retribuzione verranno “tagliati” gli assegni al nucleo familiare (ANF) e le detrazioni per figli a carico con meno di 21 anni.
In attesa di cortese quanto celere riscontro, l’occasione è gradita per porVi cordiali saluti.
Il Segretario Nazionale FP CGIL
Florindo Oliverio
Roma 18 marzo 2022
Al Direttore Generale del Personale e delle Risorse
D.a.p.
Dott. Massimo Parisi
Al Direttore Generale del Personale, delle Risorse e per
l’attuazione dei provvedimenti del Giudice Minorile.
D.G.M.C.
Dott. Giuseppe Cacciapuoti
Oggetto: regolamentazione lavoro agile per il personale dell’amministrazione penitenziaria e
della giustizia minorile e di comunità.
Egregi,
il Decreto Legge 24 dicembre 2021 n.221 ha prorogato lo stato di emergenza fino al
31 marzo 2022.
A seguito di tale decreto, codeste Direzioni hanno emanato disposizioni in materia di
lavoro agile del personale delle funzioni centrali che disponevano di prorogare i progetti
individuali già autorizzati fino alla fine di tale emergenza e sino a nuove disposizioni.
Visto l’elevato numero di contagi da Covid-19 che si continuano a registrare, le
dichiarazioni del governo sulla volontà di non prorogare lo stato di emergenza ed il ritardo
nell’entrata in vigore di quanto previsto in materia dal CCNL 2019-2021, il personale si
chiede quali siano le disposizioni che saranno emanate a far data dal 1 aprile 2022.
Al fine di evitare disparità di trattamento tra il personale, si chiede di disporre la
proroga dei progetti già autorizzati anche oltre il 31 marzo 2022 e fino all’entrata in vigore
delle disposizioni previste dal CCNL 2019-2021.
Distinti saluti.
Per la FP CGIL NAZIONALE
Fuselli/Mascagni/Macigno
Pubblichiamo la Circolare Inps n. 38 dell’8 marzo 2022 art.1 comma 87, lettere a), b), c), d), e), della legge 30 dicembre 2021, n. 234 , recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024”, che modifica gli articoli 14, 22 e 23 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26 (Quota 102).