Svariati gli argomenti sul tavolo del lungo incontro tenutosi il 4 febbraio.
Riguardo al tema delle progressioni verticali, l’Amministrazione ci ha comunicato che resta in attesa della pubblicazione del DPCM di autorizzazione ad assumere, perché al suo interno è contenuta la previsione dei posti in Area C utile non soltanto per le future assunzioni dall’esterno, ma anche per poter dare avvio alla procedura di passaggi di area. A tal proposito, abbiamo ricordato che naturalmente è fondamentale garantire il passaggio a
tutti coloro che sono risultati idonei nell’ultima procedura, valutando per questi lavoratori modalità che evitino di rifare nuovamente le prove. Inoltre, abbiamo nuovamente chiesto che con il prossimo Piano dei Fabbisogni di Personale si prevedano assunzioni in area B, così da garantire passaggi verticali anche verso quest’Area. Su questo punto, possiamo direcon molta soddisfazione che l’Amministrazione è tornata sui suoi passi, dichiarando
espressamente che accoglierà la nostra richiesta, “anche alla luce del nuovo CCNL”.
Questo “ripensamento” – così definito dalla stessa parte datoriale – non può che farci piacere, ricordando che noi lo avevamo chiesto da anni, scontrandoci non solo con l’Istituto ma anche con quelli che a parole lottavano per il superamento del mansionismo ma poi, ai tavoli avevano spalleggiato il blocco delle assunzioni in area B. Del resto, mentre noi abbiamo coerentemente lottato per portare queste proposte al tavolo dell’ARAN e farle confluire nel nuovo CCNL, altri continuano a mettere in piedi finte sceneggiate, dichiarando di voler firmare questo CCNL pur se bocciato dalla maggioranza lavoratori…
Nemmeno il coraggio delle proprie scelte!!
Sul versante delle assunzioni e del concorso da 1.858 consulenti della protezione sociale, l’Amministrazione ci ha anticipato della pubblicazione del diario delle prove sulla Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio. Più precisamente, la prova preselettiva si terrà presso la Fiera di Roma dal 4 al 12 luglio, mentre dal 18 al 20 si terranno le prove scritte. In un momento successivo si svolgeranno gli orali. Sulla GU del 14 giugno saranno fornite ulteriori informazioni. L’intenzione è di chiudere l’intera procedura concorsuale per fine 2022, così da garantire l’immissione in servizio di questi futuri colleghi, per inizio 2023. Considerato che le sedi di tutta Italia ormai boccheggiano per la forte contrazione di personale, noi vigileremo perché davvero questa intenzione sia rispettata. Questo tema si aggancia a
quello della mobilità del personale: sul punto, abbiamo chiesto di valutare se effettuare una ricognizione delle domande e procedere all’avvio della discussione sulla mobilità una volta che siano in corso le prove orali. Nel frattempo, una riflessione va posta rispetto alletante assegnazioni temporanee, quantomeno procedendo alla proroga di quelle in scadenza.
È imminente la pubblicazione della graduatoria del concorso per 165 funzionari informatici, a seguito della quale ai vincitori sarà data la possibilità di scelta della sede, ferma restando la dipendenza funzionale dalla DC Tecnologia, Informatica e Innovazione.
Rispetto a questo concorso, ci è stato già anticipato che si procederà a uno scorrimento di graduatoria una volta che sarà pubblicato il DPCM di autorizzazione ad assumere da parte degli organi competenti.
Anche il concorso per medici è a buon punto, considerato che sono in corso le prove orali.
Si è anche conclusa positivamente la procedura per l’immissione di infermieri, in quanto tutti i posti che erano stati pubblicati per l’assegnazione temporanea saranno coperti.
Abbiamo tuttavia fatto presente all’Amministrazione che la preventiva richiesta di nulla osta per la partecipazione alla procedura ha creato problemi a molti, cui la propria Amministrazione non ha dato il nulla osta nella – errata – convinzione che questo avrebbe comportato automaticamente l’assegnazione all’INPS. Per questo, abbiamo chiesto che per il futuro la procedura sia resa più snella, dando la possibilità di partecipare e successivamente chiedere il nulla osta. Inoltre, considerando che la carenza di organico tra gli infermieri non si è ancora colmata, abbiamo chiesto che sia avviata una nuova procedura e ci è stato garantito che nel prossimo Piano dei Fabbisogni del Personale questa carenza sarà evidenziata.
Purtroppo, non è andata altrettanto bene la procedura per l’assegnazione temporanea di geometri, per assenza dei titoli di studio dei richiedenti. Su questo dovremo valutare la strada da intraprendere, vista la carenza di personale con questo profilo.
Riguardo alla riduzione dei coefficienti di omogeneizzazione abbiamo chiesto che il relativo messaggio Hermes sia ritirato o quantomeno congelato nella sua efficacia, in quanto è necessario procedere a un preventivo confronto sindacale prima di fare valutazioni che avrebbero un impatto fortemente negativo sulla produttività delle sedi e
quindi sul salario accessorio dei lavoratori.
Rispetto alla formazione avviata dall’INL destinata anche al personale ispettivo degli Enti, l’Amministrazione ha chiarito che la titolarità delle iniziative formative spetta normativamente all’Ispettorato e che è scelta di quella Amministrazione di effettuarle in orario pomeridiano, al di fuori dell’orario di lavoro. Da parte nostra, nel ricordare che tali iniziative formative non possono certamente modificare i profili professionali e le mansioni, abbiamo chiesto come mai non sia stato chiarito al personale ispettivo – ad eccezione di qualche isolato Direttore Regionale – che tale formazione non fosse obbligatoria. Inoltre, visto che per il CCNL l’attività formativa è da considerarsi svolta in orario di servizio, occorrerebbe comunque prevedere che chi intenda seguire questi corsi abbia poi diritto al lavoro straordinario o riposo compensativo. Da ultimo, considerato che tali attività impattano sul personale ispettivo dell’Istituto, abbiamo chiesto che l’INPS trovi delle modalità per dialogare con INL per discutere assieme dei fabbisogni formativi di quelli che sono comunque i propri dipendenti, concordando future iniziative di formazione.
Roma, 6 febbraio 2022
FP CGIL
Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo Scilinguo
UIL PA
Sergio Cervo
Nell’incontro del 4 febbraio Aran ha presentato alle organizzazioni sindacali una prima ipotesi di ripartizione delle risorse che le diverse leggi di Bilancio hanno messo a disposizione del contratto, e che si possono riassumere così:
– gli stanziamenti che, per legge, sono identici per tutti i comparti pubblici pari al 4,07% di incremento a regime, comprensivo delle risorse necessarie a trasformare in tabellare l’elemento perequativo;
– gli stanziamenti previsti in legge di bilancio 2021 relativi alle indennità destinate a diventare trattamento fondamentale per alcune figure professionale e quindi a sommarsi al tabellare ogni mese;
– lo stanziamento che la legge di bilancio 2022 destina da quest’anno al personale operante nei pronto soccorso;
– le quantità che sono state identificate per finanziare l’aumento dei fondi e la revisione del sistema di classificazione, sempre con la legge di bilancio 2022, in esito all’accordo sottoscritto da Cgil-Cisl-Uil lo scorso 10 marzo con il presidente del consiglio (risorse, queste ultime, che dovranno essere oggetto di stanziamento da parte delle regioni attraverso un nuovo atto d’indirizzo).
Il tutto per un ammontare a disposizione del contratto di 1.690,42 milioni di euro, cifra superiore di circa 675 milioni di euro a quanto previsto inizialmente.
A fronte di questa prima presentazione, che ha portato alle valutazioni unitarie che potete leggere nella nota unitaria, come Fp Cgil abbiamo sottolineato durante il nostro intervento come questo incremento sia il frutto di un lungo percorso di lotta e rivendicazioni sindacali che, un pezzo alla volta, ci hanno portato quasi a raddoppiare le risorse messe inizialmente a disposizione del contratto.
Abbiamo poi affermato una cosa che è banale, ma importante da tenere a mente in prospettiva: le cifre medie indicate da Aran come prima proiezione, di parecchio superiori a 100 euro, possono valere soltanto come prima indicazione molto generale, proprio perché una parte importante delle risorse complessive del contratto sono destinate non a tutto il personale ma a singoli ruoli, professioni o addirittura contesti operativi, cosa che determinerà alla fine una forbice di incrementi superiori e inferiori alla media stessa abbastanza ampia.
Proprio la necessità di poter vedere maggiormente “esplose” le cifre per categorie e profili ha generato la prudenza che si riscontra, con varie sfumature e stili, più o meno in tutte le comunicazioni sindacali di queste ore.
Anche in questo caso, come già avvenuto in altri incontri, è stato importante riscontrare che nessuna delle organizzazioni sindacali presenti al tavolo ha dichiarato la propria indisponibilità a proseguire il confronto a seguito della presentazione delle proiezioni, anzi, in più di un caso abbiamo registrato dichiarazioni esplicite attestanti la volontà di verificare le condizioni per giungere ad un contratto condiviso da tutti.
Questo è un punto importante, anche perché ha risposto a una sollecitazione che abbiamo rivolto al tavolo, chiedendo a tutti di sottrarre il contratto alla propaganda elettorale, per il rispetto che meritano le persone che vogliamo rappresentare.
Successivamente abbiamo unitariamente ribadito con forza all’Aran la nostra richiesta – anche questa condivisa dalle OO.SS. autonome – di prevedere nel contratto un incarico per tutte le lavoratrici e i lavoratori che saranno inquadrati nella futura area dei professionisti e dei funzionari, anche utilizzando una parte degli ad personam non riassorbibili che si produrranno nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema, come piede di partenza per l’attribuzione e la pesatura dei nuovi incarichi, richiesta alla quale Aran ha aperto, riservandosi di fare un ulteriore approfondimento con i comitato di settore.
La convivenza, nel nuovo sistema, di due strumenti di valorizzazione professionale quali quello dell’incarico in maniera diffusa e dei differenziali economici di professionalità aprirebbe di fatto la stagione nuova che avevamo disegnato con la nostra piattaforma.
Ora aspettiamo di vedere sviluppate le cifre che Aran ci ha comunicato, oltre a poter discutere, nella prossima riunione programmata per giovedì 10 febbraio, la proposta – problematica – che Aran ha avanzato in tema di revisione delle indennità.
Vi terremo aggiornati degli sviluppi del confronto.
Il Segretario Nazionale
Michele Vannini
Pubblchiamo la nota dellle Strutture Regionale Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF, con la quale evidenziano le difficili e mancate relazioni sindacali del dirigente
Pubblichiamo lo stato di agitazione unitario delle Strutture Territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF, riguardo l’organizzazione e la gestione delle banca ore
Continuano le trattative per il rinnovo contrattuale 2019-2021 per il personale NON direttivo NON dirigente e Direttivo e Dirigente. Pubblichiamo le convocazioni del tavolo tecnico
Pubblichiamo la circolare della Direzione Centrale per le Risorse Logistiche Strumentali riguardo la buoni pasto elettronici REPAS LUNCH
Un riconoscimento economico in cambio di candidature e voti per il rinnovo delle Rsu nel pubblico impiego. Una modalità, che richiama alla memoria pratiche deprecabili di monetizzazione del voto, messa in atto da un’organizzazione sindacale, nello specifico da Confintesa Funzione Pubblica. Come si legge, infatti, nel sito del sindacato, ‘Confintesa FP regala benefit e premi di risultato se organizzi una lista che vanno da 200 euro per ogni lista che otterrà almeno 5 voti e 20 euro per ogni voto ottenuto dopo i primi 5’.
Una modalità che pubblicamente la Fp Cgil denuncia attraverso la restituzione di un premio che la segretaria generale, Serena Sorrentino, aveva ricevuto dalla confederazione Confintesa lo scorso anno, ovvero “Il giorno dopo: Donna tutto l’anno”, per l’impegno nell’azione sindacale. In una lettera inviata al presidente di Confintesa, Massimo Visconti, che accompagna la restituzione del premio, Serena Sorrentino scrive: “Pur comprendendo il senso profondo del gesto che sto compiendo, sono a restituirvi tale riconoscimento in virtù di una distanza profonda, dal punto di vista sindacale ed etico, da ciò che sta caratterizzando la campagna elettorale per il rinnovo delle Rsu nel settore pubblico della vostra organizzazione di Categoria di Funzione Pubblica”.
La segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil denuncia, infatti, le modalità di Confintesa Fp in questa campagna elettorale per le elezioni delle Rsu nel pubblico impiego, che si terranno il 5, 6 e 7 aprile prossimi: “La remunerazione con compensi legati alla quantità di voti raccolti è qualcosa che muove la mia coscienza nella condanna di una tale distorsione della ricerca del consenso e della mistificazione della libertà di voto”. Pratica che “ferisce e sconcerta chiunque abbia a cuore la difesa della democrazia nel suo senso ed esercizio”. Per questa ragione Sorrentino restituisce il premio: “Non posso che segnare una distanza assoluta nei confronti di questa campagna che lede l’immagine e l’onorabilità della funzione della rappresentanza. In questo caso la diversità tra organizzazioni non è solo di politica sindacale, di scelte contrattuali e negoziali ma etica e morale”, conclude Sorrentino.
Il nostro futuro digitale
Appunti a margine delle attività del sindacato internazionale dei servizi pubblici.
Probabilmente la digitalizzazione, insieme con il cambiamento climatico, sono i più importanti cambiamenti sociali del nostro secolo.
La digitalizzazione ha profondamente cambiato il nostro mondo, e continuerà a farlo, e i governi locali e centrali, insieme a tutti i servizi pubblici, sono una parte importante della nostra società, ovunque nel mondo. Sono importanti per i lavoratori che al suo interno operano, nonché perché “disegnano” l’intera società.
Da una parte, la digitalizzazione può portare alla privatizzazione ed all’impoverimento dei servizi pubblici, all’interno di una cornice ben descritta da Shoshana Zuboff nel suo seminale libro “Il capitalismo della sorveglianza: il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri”.
D’altra parte, lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione possono portare ad un aumento enorme della qualità e della quantità dei servizi pubblici. Basti pensare a cosa l’intelligenza artificiale (AI in inglese, cioè artificial intelligence) potrebbe fare se fosse utilizzata a fini pubblici ed in modo trasparente1.
C’è una lotta in corso. Possiamo vincere noi o loro, e la dobbiamo giocare fino in fondo, per noi e per chi verrà dopo di noi.
Il controllo dei dati, il divario digitale, il colonialismo digitale, i sistemi di riconoscimento facciale, i rischi sottolineati dal documentario “the social dilemma”, sono temi che devono interessare il sindacato, perché interessano tutti i lavoratori.
Il sindacato internazionale PSI (Public Service International), al quale aderisce la FP CGIL, insieme al sindacato europeo di riferimento (EPSU) ha cominciato un percorso di conoscenza e formazione, lungo 3 anni, indirizzato ai leader sindacali, che poi devono a cascata innervare delle loro conoscenze ogni organizzazione in tutti i suoi livelli, proprio su questi temi.
Sono stati preparati manuali, piani di azione, esempi di buone pratiche. È stata creata una tassonomia, cioè una classificazione di cosa intendiamo con digitalizzazione nei servizi pubblici. Una tassonomia è necessaria perché dentro il mare della digitalizzazione c’è moltissimo: dal lavoro agile al lavoro da remoto, dal controllo a distanza al furto di miliardi di dati che vengono utilizzati da grandi aziende private per “predire” i nostri comportamenti, dal diritto all’utilizzo dei dati dei lavoratori a come la digitalizzazione ed i dati possono aiutare nel lavoro di cura.
In Europa, e in Italia, la contrattazione collettiva, e la contrattazione sociale, nonché l’azione generale della Confederazione, possono fare moltissimo.
Abbiamo peraltro uno strumento, il GDPR, e cioè il Regolamento n. 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, il quale è oggi considerato il migliore (seppur migliorabile) strumento legislativo a disposizione al mondo per difendere i propri dati.
Bisogna sfruttare il GDPR, ed andare oltre. Governare l’algoritmo, scegliere noi cosa gli algoritmi devono poter considerare, è di vitale importanza. Sembrano ragionamenti astratti, ma poi ci sono effetti molto pratici, quotidiani, continui, che intaccano il benessere dei lavoratori, e dei cittadini, ogni giorno in ogni momento: si pensi, per fare un esempio apparentemente innocuo, che ci sono sistemi di intelligenza artificiale, che si alimentano di dati, che fanno prezzi diversi dello stesso bene, nello stesso momento, a seconda del CAP (codice di avviamento postale) da cui provengono.
1 Con alcuni amici scherzando, ma non troppo, ci diciamo che se l’Unione Sovietica avesse conosciuto l’intelligenza artificiale, il machine learning e gli algoritmi predittivi nelle sue attività di pianificazione, forse la storia del mondo sarebbe stata diversa. Si pensi a quanto potrebbero essere utilizzati a fini pubblici piattaforme come google o amazon. Sul tema si veda Leigh Philips, Michal Rozworski, The People’s Republic of Walmart: Ho the World’s Biggest Corporations are laying down the Foundation for Socialism, Verso Books, 2019
Io sarei per andare ancora oltre. Non è strettamente compito del sindacato, ma così come nel XX secolo si è considerato un bene pubblico qualcosa che prima si considerava privato (l’elettricità, nella sua produzione e distribuzione, era in mano a privati, così come l’acqua), nel XXI secolo dobbiamo ragionare sulla pubblicizzazione di grandi infrastrutture logistiche, fisiche o digitali, le quali sono in mano private. Se non lo facciamo la democrazia formale sarà sempre più un pallido pannicello di una oligarchia sostanziale.
Contemporaneamente, ogni singola federazione deve fare la sua parte. Come FP CGIL abbiamo provato, e ci siamo riusciti, a regolamentare nell’ultimo CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) delle Funzioni Centrali (Ministeri e tanti altri enti), sia il lavoro agile che il lavoro da remoto.
Enrico Lobina
Pubblichiamo la nota del Dipartimento emanata dal Ministero della Salute in merito la proroga della certificazione di vaccinazione per gli esenti
Pubblichiamo la circolare della Direzione Centrale per le Risorse Logistiche Strumentali riguardo la convenzione Consip BPE 9 buoni pasto elettronici EDENRED ITALIA S.p.A
Pubblichiamo la nota di sollecito unitario delle strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF, in merito l’individuazione del personale spettante la formazione del percorso USAR M
“SI” AGLI ACCORDI… “NO” A LENTEZZE E BUROCRAZIA DELL’AGENZIA!
Acconto FRD 2021
Nella riunione nazionale del 1° febbraio abbiamo innanzi tutto firmato l’accordo per la distribuzione dell’acconto del FRD 2021 che sarà erogato, tra maggio e giugno, per permettere il consolidamento del dato relativo alle presenze.
L’accordo ricalca i parametri relativi agli anni precedenti e costituisce senz’altro un risultato positivo, fortemente perseguito dalle Scriventi OO.SS. affinché si definisse in tempi brevi.
Mobilità, co-working, stabilizzazione distacchi
In merito ai criteri sulla mobilità del personale, l’Agenzia ha riproposto i principi dell’ultimo accordo, senza fornirci alcuna indicazione circa i numeri del contingente e sulla distribuzione territoriale.
Abbiamo evidenziati come non abbia senso convocare per discutere di criteri di mobilità senza avere una prospettiva di effettività dell’operazione nel suo complesso. Né ci sembra una valida ragione, la circostanza, invocata da Agenzia, che ancora non si conoscono i numeri dei colleghi che risulteranno vincitori del concorso a 2320 funzionari, visto che ci si potrebbe basare tranquillamente su coloro che già hanno passato la prima prova e fare una proiezione di massima. O è chiedere troppo?
Come del resto è fondamentale concludere la stabilizzazione del personale distaccato prima della sottoscrizione dell’accordo sulla mobilità, essendo ad esso propedeutico.
Le Scriventi hanno inoltre evidenziato che è fondamentale che l’Agenzia adotti una strategia che chiarisca alcuni rilevanti argomenti correlati, quali: regole sul co-working e il percorso riservato ai colleghi interni che passeranno la seconda prova del concorso, incardinati in Uffici diversi da quelli di propria assegnazione, visto che Agenzia non ha ancora ufficializzato se dovranno o meno sostenere il tirocinio. Necessariamente, quindi, abbiamo posto l’importanza di definire complessivamente tutti i temi descritti in tempi ravvicinati.
Dopo lunga discussione l’Agenzia ha ritenuto che si possa trattare efficacemente la materia solo dopo aver avuto gli esiti della seconda prova, già programmata per la prossima settimana, del concorso in atto.
Valutiamo comunque negativamente questa posizione in quanto l’Agenzia dovrebbe già avere una prospettiva chiara sulla dotazione funzionale minima che intende raggiungere e mantenere nelle sue varie strutture territoriali, invece pare che si debba tutte le volte inventare la ruota e solo limitatamente all’orizzonte del singolo e specifico argomento in discussione. L’argomento è stato quindi rinviato a subito dopo le seconde prove del concorso, presumibilmente, quindi alla fine del corrente mese di febbraio.
“Ristori” per le attività svolte in presenza nel periodo aprile-dicembre 2020
Ricorderete l’impegno che avevamo assunto per iscritto con l’Agenzia lo scorso luglio 2021 per definire un’indennità che, simmetricamente a quella già stabilita ed erogata per chi ha sofferto il disagio organizzativo del lavoro agile emergenziale, andasse a remunerare coloro i quali si sono prodigati, in presenza, ad adempiere la loro attività, durante i mesi del 2020 con maggiori restrizioni.
Dopo una non facile discussione e, secondo FP CGIL, CISL FP e UILPA ricca di formalismi, l’Agenzia ha ritenuto di dover effettuare dei riscontri rispetto alla corretta individuazione delle attività proposte per la remunerazione e, soprattutto, per verificare la corretta impostazione dell’accordo rispetto alla successiva certificazione degli organi di controllo.
La sottoscrizione, quindi, così come gli ulteriori temi all’ordine del giorno sono stati rinviati al prossimo incontro già programmato per lunedì 7 febbraio.
Direttiva su c.d. “sospensione della prevalenza in presenza” rispetto allo s.w. e nuove disposizioni sul controllo all’utenza del green pass
Forte scontro dialettico e di visione abbiamo avuto in merito ai due temi.
Abbiamo sottolineato l’evidenza e cioè che i contagi rilevati nei nostri uffici persistono con un’incidenza elevatissima e che pertanto la direttiva a firma del Dott. Dorrello (oggi, Capo Divisione Risorse) relativa alla possibilità di non tener conto, per il momento, della c.d. prevalenza dell’attività lavorativa in presenza dovesse essere prorogata oltre l’ipotesi del 31 gennaio u.s..
Sorprendentemente la direttrice della D.C. Risorse Umane ha ritenuto invece che, la possibilità di sospensione della “prevalenza in presenza” dovrebbe essere revocata, considerata la recente flessione dell’incidenza dei contagi nei nostri uffici!
A questa visione, che riteniamo illogica, noi non ci arrenderemmo perché sembra una beffa, purtroppo su tematiche serie, la tesi della minor incidenza dei contagi quando possiamo dimostrare, sulla base dei dati della stessa Agenzia, che, a fronte di un incremento di tre settimane di oltre il 260% dei casi di contagio a livello nazionale, la parte pubblica frappone un calo medio a livello nazionale di circa l’1,5 -1% delle ultime due settimane! Dato di tutta evidenzia che non può essere indice consolidato di una significativa e costante regressione del contagio negli Uffici dell’Agenzia.
FP CGIL, CISL FP e UILPA hanno ricordato all’Amministrazione che l’argomento riguarda la salute e sicurezza dei lavoratori, non certo di sola spettanza datoriale, e che quindi alcune situazioni non sono tollerabili, come quella di far recuperare subito in presenza le giornate di lavoro agile imposte per la quarantena del proprio figlio. È una contraddizione in termini!
Altro forte scontro tra parte sindacale e parte pubblica è avvenuta in merito alle innumerevoli disposizioni di servizio con cui vengono “distratti” dalle attività istituzionali decine e decine di colleghi per ogni sede di Ufficio al fine di essere impiegati al controllo del green pass all’utenza (obbligo introdotto dal 1° febbraio).
Abbiamo contestato l’illegittimità dell’impiego, a tali fini non contrattualmente né normativamente previsto, dei lavoratori addirittura in molti casi invitati a mettere a disposizione i loro smartphone personale.
L’inaccettabile modalità organizzativa con cui sta procedendo l’Agenzia, oltre a determinare l’illegittimo impiego dei lavoratori per attività contrattualmente non previste, sottopone i lavoratori stessi ad un maggior rischio per la salute che, proprio perché non attinente alle
loro mansioni, aumenta la responsabilità del datore di lavoro. Sarebbe utile conoscere, inoltre, quanto “spende” Agenzia nel momento in cui sottrae dei funzionari al proprio lavoro istituzionale per incaricarli di controllare i pass, quando invece basterebbe acquistare i c.d. totem” lettori g.p..
Segnaleremo tutti le disposizioni di servizio che hanno assunto tale modalità di organizzazione e, se dovesse essere necessario, contesteremo anche in altre sedi la configurazione di specifiche illegittimità da imputare ai singoli datori di lavoro.
È, peraltro, incredibile come ormai si sia passati dalle attività istituzionali del contrasto agli illeciti tributari e/o dai servizi ai cittadini all’attività di “guardiani” dell’obbligo vaccinale e al rincorrere pianificazioni “ragionieristiche” e rigide, se non assurde, per il calcolo della presenza. Certamente, le norme introducono obblighi di tal genere ma l’organizzazione del lavoro e degli uffici ormai è affidata all’assoluta improvvisazione e incompetenza della governance dell’Agenzia!!
Roma, 2 febbraio 2022
FP CGIL CISL FP UILPA
Gamberini De Caro-De Rosa Cavallaro