INCONTRO CON CAPO DI GABINETTO E SEGRETARIO GENERALE SU PNRR E ALTRO

Ieri abbiamo avuto l’incontro previsto con la Direzione politica del Ministero sulle questioni attualmente all’ordine del giorno. In verità un vero e proprio ordine del giorno non c’era stato inviato, per cui, come avevamo scritto, noi abbiamo in un certo senso dettato l’agenda dei lavori e, come quasi sempre accade, abbiamo ricevuto delle risposte parziali sui temi posti:

PNNR: non è sufficiente la sola risposta economica

Sulla questione PNRR noi abbiamo principalmente posto il tema del rafforzamento delle strutture dedicate, nell’ambito delle quali il nodo certamente più importante è l’impatto che si sta determinando con le pratiche inerenti l’attuazione dei piani di transizione ecologica, sulla quali il Ministero è chiamato a dare i pareri di sua competenza. Ovvero un riversamento esponenziale di carichi di lavoro sul poco personale rimasto all’interno della struttura centrale e periferica (DG ABAP e Soprintendenze territoriali). Le considerazioni che abbiamo portato al tavolo riguardano quindi la necessità di integrazione urgente del personale dedicato, tramite un piano di
reclutamento straordinario, precisando che, a nostro avviso, non sarebbe sufficiente una soluzione indirizzata unicamente sull’incentivazione economica dei lavoratori addetti. La risposta ricevuta è sostanzialmente un “non possumus” sul piano del reclutamento di nuovo personale e invece una promessa di accantonamento di una cospicua somma da destinare alla remunerazione delle attività straordinarie del personale. Sia chiaro: noi certo valuteremo ogni proposta che incentivi il personale, ma è una pia illusione pensare che questo basti a risolvere i problemi connessi alle enormi responsabilità che la trattazione di queste pratiche pone in capo ai lavoratori interessati e utilizzeremo ogni forma di pressione affinché la questione PNRR non si trasformi in una tragica
occasione mancata e valuteremo, con i lavoratori interessati, tutte le opportune forme di tutela anche a fronte del silenzio ostinato della Direttrice Generale Galloni, che sinora ha bellamente ignorato ogni richiesta di confronto partita dai lavoratori e dalle OO.SS..

NUOVO CCNL: serve un patto programmatico.

La seconda richiesta avanzata, e sostanzialmente ignorata, riguarda la necessità di rinnovare un patto programmatico che riguarda l’applicazione del nuovo CCNL, una volta effettivamente entrato in vigore.
La nuova stagione contrattuale riguarda anche le scelte strategiche che dovrà fare l’Amministrazione, in particolare su due punti essenziali: l’istituzione dell’Area delle elevate professionalità ed il finanziamento dei passaggi di area.
L’Area delle elevate professionalità dovrà essere costituita con uno stanziamento specifico di bilancio e quindi ci dovranno dire di quante unità deve essere costituita, unità aggiuntive rispetto agli attuali organici teorici, e quali sono gli impegni per favorire il passaggio interno del personale sulla base dei criteri previsti dal CCNL.
Sui passaggi di area abbiamo chiesto che ci venga data una quantificazione delle risorse disponibili, sia quelle relative alle risorse previste in legge di stabilità (lo 0,55% a valere sul costo del lavoro complessivamente maturato nel 2018) che quelle derivanti dal budget assunzioni.
Su questi due punti specifici purtroppo nessuna risposta, ma sarà nostra cura riprendere il ragionamento non appena il nuovo CCNL entrerà effettivamente in vigore.
Così come nessun impegno specifico abbiamo ottenuto sulla riproposizione di un patto programmatico finalizzato alla stipula del nuovo contratto integrativo di cui abbiamo elencato alcuni dei temi: revisione dei profili professionali, progressioni economiche, posizioni organizzative, formazione. Ma noi ribadiamo, serve un impegno comune ad affrontare tutti i temi che la nuova stagione contrattuale ci propone e noi non siamo più disponibili ad affrontare queste problematiche come se fossero uno spezzatino.

Piano assunzioni

Abbiamo chiesto ancora una volta la quantificazione delle risorse ordinarie a disposizione del Ministero per la realizzazione del Piano assunzionale. Le risposte sono state parziali e riguardano il Piano attualmente approvato. In questo contesto ci è stata ancora una volta assicurato lo scorrimento integrale della graduatoria definitiva degli AFAV, ovviamente non contestuale tra i vincitori e gli idonei, un ulteriore possibile scorrimento della graduatoria dei funzionari amministrativi (i vincitori saranno chiamati entro un mese, mese e mezzo circa), e l’imminente
pubblicazione del bando che riguarda i funzionari archivisti e le altre professionalità tecniche di terza area. Vedremo, ma a noi serve comprendere le piene potenzialità di spesa dell’amministrazione e non ci pare un segreto di stato conoscere questi dati.

Dirigenti.

Sulle questioni che riguardano i dirigenti noi abbiamo sollevato tre temi: il primo riguarda l’evidente anomalia determinata da un ricorso eccessivo e ridondante agli incarichi fiduciari. Non ci convince affatto quanto detto dal Capo di Gabinetto circa quella che dovrebbe essere una opportunità per i funzionari interni. Noi aspiriamo ad una opportunità vera, che riguardi tutte le professionalità interne al Ministero, e non solo alcune e questa si può realizzare solo tramite una selezione pubblica e trasparente, non certo garantita da scelte discrezionali. Il secondo punto riguarda il fallimento dei meccanismi di valutazione dei dirigenti, che, anche in occasione dell’ultima stipula
dell’accordo sul fondo di risultato, sono stati valutati tutti al massimo. Una distribuzione a pioggia che mortifica i dirigenti più capaci e dimostra il fallimento del sistema meritocratico di valutazione messo in piedi dall’attuale Ministro della PA, Brunetta. Per questo motivo abbiamo sollecitato ancora una volta l’avvio del confronto per la stipula del Contratto Integrativo dei Dirigenti, che dovrà affrontare, tra le altre cose, la revisione del sistema di valutazione. Questo è stato l’ultimo tema posto e anche questo è rimasto desolatamente senza risposte.

 

 

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale MIC

Roma 08 febbraio 2022

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

Capo Dipartimento DAG

D.ssa Valeria VACCARO

capodipartimento.dag@pec.mef.gov.it

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

Dipartimento Affari Generali

Direzione del personale

Dott. Alessandro Bacci

dcp.dag@mef.gov.it

E, p.c.

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

DAG – Ufficio Relazioni Sindacali

Dott. Ernesto PERNA

relazionisindacali.dag@mef.gov.it

Oggetto: pubblicazione graduatorie provvisorie procedura per lo sviluppo economico del Personale del MEF- Richiesta segmentazione punteggio individuale.

Nel pomeriggio del 7 febbraio codesto Dipartimento ha reso consultabili i decreti di approvazione delle graduatorie provvisorie relative alla procedura per lo sviluppo economico all’interno dell’Area seconda e dell’Area terza, finalizzata all’attribuzione della fascia retributiva superiore, riguardanti il personale dipendente del Ministero dell’economia e delle finanze, con riserva dell’esito dell’accertamento del possesso, da parte dei candidati compresi nelle graduatorie stesse, dei requisiti prescritti.

Al fine di consentire ai candidati una più puntuale verifica della propria posizione, e nell’ottica di ridurre gli effetti di potenziali ricorsi, si chiede di voler rendere urgentemente disponibile alla consultazione, oltre alla già avvenuta pubblicazione del punteggio individuale complessivo aggregato, anche il dettaglio segmentato del punteggio stesso.

Certi del favorevole e tempestivo accoglimento della presente richiesta –orientata a favorire l’imparzialità, la trasparenza e la responsabilità dell’Amministrazione tutta– si porgono cordiali saluti.

FP CGIL Nazionale

Daniele Gamberini

Roma 07 febbraio 2022

Si è tenuto oggi 7 febbraio un nuovo incontro con l’amministrazione con oggetto FRD 2019 Progressioni orizzontali 2022.
Per quanto riguarda il primo punto, che riguarda anche i lavoratori dell’attuale MUR visto che si tratta di risorse del 2019 e sul quale – come ricorderete – si è reso necessario un intervento a causa del mancato invio da parte di alcuni territori delle schede di valutazione relative ad alcune unità di personale, la soluzione trovata prevede una nuova sottoscrizione del solo testo definitivo del Contratto con la correzione degli errori materiali, che quindi non
dovrà rifare l’iter procedurale della approvazione da parte degli organi di controllo. In questo modo gli uffici si vedranno correttamente attribuite le risorse per il proprio personale.
La soluzione individuata consente di evitare di trascinare la problematica sulle risorse dell’anno successivo, ma non spegne la nostra irritazione nel constatare che l’Amministrazione aveva “dimenticato” ben 40 dipendenti distribuiti su diversi uffici del territorio.
Sulle progressioni 2022 l’amministrazione si è presentata con un nuovo testo ancora molto arretrato soprattutto per quanto riguarda l’individuazione del bacino potenziale dei destinatari e i criteri di valutazione.
Abbiamo ribadito (ancora una volta) che a nostro avviso va completato il ciclo delle progressioni avviato nel 2016 e coinvolto tutto il resto del personale fino a concorrenza delle risorse stanziate (500.000 Euro) proporzionalmente alla presenza in ciascuna area e fascia. Per quanto riguarda i criteri abbiamo ricordato da una parte la necessità
che nessun criterio abbia prevalenza sugli altri e riproposto la nostra ipotesi già inviata nel novembre scorso.
Consapevoli della necessità di chiudere in fretta almeno l’ipotesi di accordo abbiamo sollecitato un incontro in tempi brevi con un testo che tenga conto delle osservazioni fatte oggi al tavolo dalle Organizzazioni Sindacali. L’incontro su questo tema è stato fissato per il prossimo 15 febbraio.
Con l’occasione abbiamo rammentato la necessità di prevedere a brevissimo tempo una riunione per definire in maniera univoca i criteri che gli uffici territoriali dovranno adottare nella compilazione degli elenchi dell’elettorato attivo per le RSU e per lo svolgimento delle operazioni di voto nelle sedi accorpate.
Abbiamo inoltre sollecitato l’incontro richiesto sulla mobiltà del personale in servizio in vista delle nuove assunzioni, come da richiesta formale già inoltrata all’amministrazione nei giorni scorsi nonché informazioni sulle progressioni verticali già previste nel piano fabbisogni del 2020.

Roma 07 febbraio 2022

FP CGIL                                                   FP CISL
Anna Andreoli/Davide Perrelli                               Michele Cavo

Pubblichiamo l’informativa della Direzione Centrale per la Formazione riguardante la selezione per 20 posti nel ruolo specialista pilota

Al Pres. Bernardo PETRALIA
Capo Dip. Amm. Penitenziaria
ROMA

Al Dott. Massimo PARISI
D. G. Personale e Risorse
Dip. Amm. Penitenziaria
ROMA

E, per conoscenza;

All’Ufficio Relazioni Sindacali
con il Pubblico del Dipartimento
Amministrazione Penitenziaria
Alla Dott.ssa Ida DEL GROSSO
ROMA

Alle Segreterie FP CGIL

Oggetto: Procedura per i trasferimenti a domanda anno 2019 –Richiesta chiarimenti Personale di Polizia Penitenziaria avente titolo graduatoria 2021.

Gent.li Autorità,
in riferimento a quanto specificato in oggetto, continuano a pervenire numero quesiti sulla possibilità del personale che verrà trasferito a maggio in occasione dell’assegnazione del 179° Corso Allievi Agenti di Polizia Penitenziaria, che potrebbe essere in graduatoria anche nella mobilità 2021 in altra sede allo stesso più favorevole.
Tenuto conto che, anche in questa mobilità, saranno presenti unità di Polizia transitate al ruolo dei Sovrintendenti, si chiede alle SS.LL, di fornire urgenti chiarimenti per dissipare il fumus di poca chiarezza che tale provvedimento ha generato.
Si resta in attesa di cortese riscontro.
Cordialità

Il Coordinamento Nazionale
Branchi/Manna

Al Capo di Stato Maggiore Esercito
Gen. Di Corpo d’Armata Pietro Serino

e,p.c.
Al Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa
Gen. Mauro D’Ubaldi

Oggetto: CE.RI.CO. Verona – mancata attivazione misure di contrasto COVID-19.

Egregio,
considerata la nuova preoccupante ondata di recrudescenza del contagio da virus COVID -19 registrata
nel paese e in pressoché tutti i luoghi di lavoro, che impone l’adozione di tutte le misure di
contrasto definite dalle norme di legge e circolari vigenti a tutela della salute e della sicurezza delle
lavoratrici e dei lavoratori e delle loro famiglie, oltre che dell’intera cittadinanza, e vista l’attuale
indifferenza marcata sul tema dall’attuale direzione dell’ente in indirizzo, come testimonia il contenuto
della nota allegata, si chiede di conoscere quali provvedimenti intende assumere sul caso in
esame per garantire la corretta osservanza delle predette norme e, quindi, la salvaguardia della salute
delle persone colà impiegate.
Restiamo in attesa di cortese urgente riscontro.
Con viva cordialità

FP CGIL                       CISL FP                  UIL PA
Francesco Quinti       Massimo Ferri     Carmela Cilento
Roberto De Cesaris    Franco Volpi

Al Direttore Generale ENAC
c.a. Dott. Alessio Quaranta

Roma 5/02/2022

Egregio Direttore Generale,
spiace constatare come, giorno dopo giorno, emerga una grave latitanza, da parte dell’Amministrazione, nell’adottare le previste misure di limitazione del contagio da Covid-19.
Diversi colleghi, nel corso delle ultime settimane, sono risultati positivi al virus e hanno prontamente informato il datore di lavoro. Immaginavamo, purtroppo per noi sbagliando, che a partire da quel momento sarebbero state avviate le adeguate (e previste) procedure di sanificazione, tracciamento e informazione, almeno dei colleghi che si fossero trovati a essere in contatto stretto coi positivi.

E invece niente!
Su quanto sia stato fatto per la sanificazione degli ambienti non sappiamo molto (anche se sappiamo che in alcuni casi gli addetti alle pulizie non sono stati informati), ma del fatto che nessuno dei contatti stretti sia stato informato, o dall’Amministrazione, o dal medico competente dell’Amministrazione, siamo certi.

E questo è un fatto gravissimo!
Come se tutto ciò non bastasse, vorremmo ricordare che tra i lavoratori di questo Ente ci sono colleghi che, pur non appartenendo alla categoria dei cosiddetti fragili, non hanno potuto vaccinarsi e che di conseguenza dovrebbero essere ancor più tutelati da una gestione tempestiva.
L’ostinata decisione di costringere i lavoratori a 4 giorni in presenza su 5, senza una reale ragione (come a più riprese sostenuto dalle scriventi OO.SS.), associata a questa negligenza nei confronti degli obblighi di tracciamento e contenimento del contagio, danno vita a una combinazione di scelte totalmente contrarie a quell’intelligenza e a quella flessibilità raccomandate dall’ultima circolare firmata dai Ministri Orlando e Brunetta.

Purtroppo però il problema in questa circostanza non è confinato al mancato uso dell’intelligenza:
trattandosi di Covid-19, qui le implicazioni potrebbero essere fatali.
Per la Sede Centrale è già stata interessata la RLS competente e le scriventi chiedono un intervento correttivo immediato.

F.to
FP-CGIL    FIT-CISL/CISL-FP      UIL-PA / UIL-Trasporti                FLP/CIDA                    USB-PI
E. Billi          S. Ingrassia                   C.Conti/R.Giametta               R.Concilio/E.Bergamini  C. Del Villano

Pubblichiamo la nota n. 0044208.U 4.2.2022 di cui all’oggetto.

Prof.ssa Marta Cartabia
Ministra della Giustizia

Il 26 aprile 2017 ilMinistro della Giustizia in carica,Andrea Olando, ha siglato con le Organizzazioni Sindacali un importante accordo che, oltre a definire la rimodulazione di alcune figure professionali, alla luce delle crescenti esigenze di digitalizzazione e di revisione organizzativa dei processi, e la istituzione di profili professionali tecnici (funzionari ed assistenti tecnici) di supporto alle accresciute competenze degli uffici e dell’amministrazione, ha previsto la “riqualificazione e promozione professionale” dei lavoratori della Organizzazione Giudiziaria attraverso due procedure di progressione economiche e progressioni giuridiche dentro le aree, mediante l’istituto della flessibilità ex art. 20 CCNI (cambi di profilo), e tra le aree anche attraverso lo scorrimento integrale, entro il 30 giugno 2019, della graduatorie per funzionari giudiziari e per funzionari NEP, formate in attuazione dell’art. 21 quater L. 132/2015 e rimaste aperte a seguito dell’inquadramento dei vincitori. Successivamente il predetto accordo è stato integralmente recepito nel DM 9.11.2017.
Orbene, eccezion fatta per le due procedure di progressione economiche (a fatica realizzate e completate solo nel gennaio 2021 ossia dopo circa quattro anni) e per un parziale scorrimento delle graduatorie ex art. 21 quater cit. per funzionario giudiziario e per funzionario NEP (per tale ultima graduatoria lo scorrimento ha riguardato solo sette unità su circa trecento idonei), nessuna delle progressioni giuridiche è stata fatta né nelle aree (passaggi da conducente di automezzi ad operatore giudiziario; da operatore giudiziario ad assistente giudiziario; da assistente giudiziario a cancelliere esperto; da funzionario giudiziario a direttore) né tra le aree (transito degli ausiliari in area seconda, passaggio dei contabili, degli assistenti informatici e linguistici in area terza nonché scorrimento integrale delle graduatorie formate ex art. 21 quater cit.). A nulla sono serviti due scioperi ed altre innumerevoli iniziative di protesta poste in essere dal sindacato confederale. L’accordo di cui in premessa, come altri accordi, tra cui quello sulla mobilità, ed altre norme di legge sono rimaste non applicate.
L’esasperazione dei lavoratori interessati alla progressione giuridica ha indotto alcuni di essi a ricorrere all’Autorità Giudiziaria competente. Così alcuni ufficiali giudiziari di Roma, risultati idonei all’esito della procedura per il transito nella figura del funzionario NEP ex art. 21 quater L. 132/2015, hanno chiesto al giudice del lavoro: di accertare e dichiarare il diritto all’assunzione nella terza area funzionale, profilo professionale del funzionario UNEP; conseguentemente di ordinare al Ministero della Giustizia l’inquadramento nella predetta Area Funzionale, profilo professionale del Funzionario UNEP; di accertare e dichiarare il diritto al risarcimento del danno patrimoniale per l’inadempimento datoriale correlato all’omesso inquadramento nella terza area funzionale, profilo professionale del funzionario UNEP; di accertare e dichiarare la dequalificazione/demansionamento per l’illegittimo inquadramento nel profilo professionale di ufficiale giudiziario (area seconda) dal 1° gennaio 2009 e quindi condannare il Ministero della Giustizia a corrispondere il relativo risarcimento del danno.
Escluso il risarcimento del danno per demansionamento, il Giudice del Lavoro, con sentenza pubblicata il 10 gennaio scorso, che si allega in copia, ha statuito che:
– “Il mancato scorrimento della graduatoria da parte del Ministero convenuto entro il 30.6.2019, come stabilito nell’accordo del 26.4.2017 e recepito nel DM del 9.11.2017 costituisce violazione del principio di correttezza e buona fede ex artt. 1175 e 1375 cc.”;
– “In conseguenza le parti ricorrenti hanno diritto di essere assunte nella III Area Funzionale nel profilo di Funzionario UNEP-F1 ed al risarcimento del danno patrimoniale per il ritardato inquadramento a decorrere dal 1.7.2019, pari alla differenza tra il trattamento economico percepito e quello spettante quale Funzionario UNEP F1, sino alla data di effettivo inquadramento nella III Area Funzionale nel profilo di Funzionario UNEP-F1, nella misura, di cui ai conteggi contenuti in ricorso, pari ad € 2.876,06 all’anno quanto ai ricorrenti inquadrati quali Ufficiale Giudiziario F3 e pari ad € 1.545,93 all’anno quanto ai ricorrenti inquadrati quali Ufficiale Giudiziario F4; oltre interessi legali come per legge”.
Nella sostanza il giudice del lavoro apertis verbis ha qualificato come scorretto ed in mala fede ex artt. 1175 e 1375 cc il comportamento omissivo del Ministero e lo ha condannato al pagamento di una somma complessiva di circa sessantamila euro, a titolo di risarcimento del danno in favore dei trenta ufficiali giudiziari ricorrenti ed a ristoro di quota parte delle spese di giudizio.
La predetta sentenza, pur essendo una pronuncia di primo grado suscettibile di essere confermata o riformata nei successivi gradi di giudizio, è immediatamente esecutiva. Ciò nonostante la stessa ha come scoperchiato il vaso di Pandora in quanto dal 10 gennaio è iniziata, soprattutto su input di comitati più o meno spontanei di lavoratori interessati, la corsa al ricorso da parte di tutti coloro che, utilmente collocati nelle due graduatorie formate in applicazione dell’art. 21 quater cit, compresi quelli che nelle more sono stati collocati in quiescenza per limiti di età (nel complesso circa tremila lavoratori), non sono stati inquadrati in area terza in violazione dell’accordo firmato il 26.4.2017 e recepito nel DM 9.11.2017. È di tutta evidenza che ove sulla materia si formasse una giurisprudenza favorevole ai ricorrenti, eventualità tutt’altro che remota, il danno cagionato all’erario (oltre che all’immagine del Ministero) dall’attuale management di vertice dell’organizzazione giudiziaria (Capo Dipartimento e Direttore Generale del personale) sarebbe incommensurabile.
Di particolare rilevanza è poi l’assunto, contenuto nella memoria difensiva dell’amministrazione, pedissequamente riportato nella sentenza de qua, secondo il quale l’art. 21 quater cit. abbia operato la ricomposizione verso l’alto del profilo professionale dell’ufficiale giudiziario (“l’intervento del Legislatore del 2015, con l’adozione dell’art. 21 quater, risponde anche all’esigenza di consentire al Ministero della Giustizia di procedere alla opportuna unificazione dei profili professionali dell’ex cancelliere e dell’ex ufficiale giudiziario, nell’ottica di una più efficiente organizzazione degli uffici, stante il carattere peculiare delle funzioni svolte da tale personale nell’ambito dell’amministrazione, e nel rispetto della normativa in tema di progressioni di carriera presso le pubbliche amministrazioni all’uopo dettata”). Il principio sopra enunciato è assolutamente vero e rende incompatibile, ad oltre quattro anni dalla conclusione delle procedure di transito in area terza ex art. 21 quater cit., la permanenza in area seconda del profilo dell’ufficiale giudiziario e soprattutto la sua confluenza nell’area degli assistenti all’atto della entrata in vigore del nuovo ordinamento siccome previsto dal nuovo CCNL delle Funzioni Centrali 2019/2021 che sarà firmato in via definitiva nelle prossime settimane. Del resto proprio il predetto CCNL impone di “portare a termine e concludere”, prima dell’entrata in vigore del nuovo ordinamento, “le procedure concorsuali di accesso alle aree o posizioni di inquadramento giuridico del precedente ordinamento professionale, ivi incluse quelle riservate al personale già in servizio presso l’amministrazione, già bandite prima dell’entrata in vigore del nuovo ordinamento” (art. 18 n. 5) ossia tutte le procedure contemplate dall’accordo del 26.4.2017 e dal DM 9.11.2017: lo scorrimento integrale, entro il 30 giugno 2019, della graduatorie per funzionari giudiziari e per funzionari NEP, formate in attuazione dell’art. 21 quater L. 132/2015; il passaggio degli ausiliari in area seconda, figura professionale dell’operatore giudiziario (procedura originariamente prevista dall’accordo FUA 2010); passaggio in area terza dei contabili, degli assistenti informatici e linguistici ex art. 21 quater L. 132/2015.
Infine, non è superfluo sottolineare in questa sede che il mancato scorrimento integrale delle graduatorie relative alla procedura interna elaborate ex art. 21 quater cit. per consentire il transito dei cancellieri e degli ufficiali giudiziari rispettivamente nelle figure del funzionario giudiziario e del funzionario UNEP incide negativamente anche sui termini della procedura di progressione economica, finanziata con la ipotesi di accordo sul Fondo Risorse Decentrate relativa all’anno 2021 ed il cui negoziato è già iniziato, in sede di tavolo tecnico, presso la sola amministrazione giudiziaria. Ed invero lo scorrimento integrale delle predette due graduatorie consentirebbe di escludere ope legis dalla progressione economica tutti i lavoratori che saranno inquadrati in area terza (circa 2700) sì recuperando altrettanti posti, in aggiunta a quelli previsti originariamente dall’amministrazione, per coloro che, viceversa, al momento possono aspirare solo alla progressione economica. Per tale motivo CGIL CISL e UIL hanno posto, come pregiudiziale alla conclusione dell’accordo sulle progressioni economiche, lo scorrimento integrale delle graduatorie di cui al menzionato art. 21 quater.
Considerata la rilevanza della problematica, che si inserisce in una delicata fase negoziale concernente la sottoscrizione del nuovo Contratto Collettivo Integrativo del Ministero della Giustizia e la definizione della terza procedura di progressione economica per i lavoratori della Giustizia nonché l’assenza di risposte da parte dei vertici dell’organizzazione giudiziaria, CGIL CISL e UIL chiedono di conferire e confrontarsi sulla materia direttamente con la Ministra della Giustizia.
CGIL CISL e UIL confidano in un positivo riscontro e porgono distinti saluti

Roma, 5 febbraio 2022

FP CGIL                  CISL FP                   UIL PA
Oliverio / Russo        Marinelli / Marra           Bordini / Amoroso

Svariati gli argomenti sul tavolo del lungo incontro tenutosi il 4 febbraio.
Riguardo al tema delle progressioni verticali, l’Amministrazione ci ha comunicato che resta in attesa della pubblicazione del DPCM di autorizzazione ad assumere, perché al suo interno è contenuta la previsione dei posti in Area C utile non soltanto per le future assunzioni dall’esterno, ma anche per poter dare avvio alla procedura di passaggi di area. A tal proposito, abbiamo ricordato che naturalmente è fondamentale garantire il passaggio a
tutti coloro che sono risultati idonei nell’ultima procedura, valutando per questi lavoratori modalità che evitino di rifare nuovamente le prove. Inoltre, abbiamo nuovamente chiesto che con il prossimo Piano dei Fabbisogni di Personale si prevedano assunzioni in area B, così da garantire passaggi verticali anche verso quest’Area. Su questo punto, possiamo direcon molta soddisfazione che l’Amministrazione è tornata sui suoi passi, dichiarando
espressamente che accoglierà la nostra richiesta, “anche alla luce del nuovo CCNL”.
Questo “ripensamento” – così definito dalla stessa parte datoriale – non può che farci piacere, ricordando che noi lo avevamo chiesto da anni, scontrandoci non solo con l’Istituto ma anche con quelli che a parole lottavano per il superamento del mansionismo ma poi, ai tavoli avevano spalleggiato il blocco delle assunzioni in area B. Del resto, mentre noi abbiamo coerentemente lottato per portare queste proposte al tavolo dell’ARAN e farle confluire nel nuovo CCNL, altri continuano a mettere in piedi finte sceneggiate, dichiarando di voler firmare questo CCNL pur se bocciato dalla maggioranza lavoratori…
Nemmeno il coraggio delle proprie scelte!!
Sul versante delle assunzioni e del concorso da 1.858 consulenti della protezione sociale,  l’Amministrazione ci ha anticipato della pubblicazione del diario delle prove sulla Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio. Più precisamente, la prova preselettiva si terrà presso la Fiera di Roma dal 4 al 12 luglio, mentre dal 18 al 20 si terranno le prove scritte. In un momento successivo si svolgeranno gli orali. Sulla GU del 14 giugno saranno fornite ulteriori informazioni. L’intenzione è di chiudere l’intera procedura concorsuale per fine 2022, così da garantire l’immissione in servizio di questi futuri colleghi, per inizio 2023. Considerato che le sedi di tutta Italia ormai boccheggiano per la forte contrazione di personale, noi vigileremo perché davvero questa intenzione sia rispettata. Questo tema si aggancia a
quello della mobilità del personale: sul punto, abbiamo chiesto di valutare se effettuare una ricognizione delle domande e procedere all’avvio della discussione sulla mobilità una volta che siano in corso le prove orali. Nel frattempo, una riflessione va posta rispetto alletante assegnazioni temporanee, quantomeno procedendo alla proroga di quelle in scadenza.
È imminente la pubblicazione della graduatoria del concorso per 165 funzionari informatici, a seguito della quale ai vincitori sarà data la possibilità di scelta della sede, ferma restando la dipendenza funzionale dalla DC Tecnologia, Informatica e Innovazione.
Rispetto a questo concorso, ci è stato già anticipato che si procederà a uno scorrimento di graduatoria una volta che sarà pubblicato il DPCM di autorizzazione ad assumere da parte degli organi competenti.
Anche il concorso per medici è a buon punto, considerato che sono in corso le prove orali.
Si è anche conclusa positivamente la procedura per l’immissione di infermieri, in quanto tutti i posti che erano stati pubblicati per l’assegnazione temporanea saranno coperti.
Abbiamo tuttavia fatto presente all’Amministrazione che la preventiva richiesta di nulla osta per la partecipazione alla procedura ha creato problemi a molti, cui la propria Amministrazione non ha dato il nulla osta nella – errata – convinzione che questo avrebbe comportato automaticamente l’assegnazione all’INPS. Per questo, abbiamo chiesto che per il futuro la procedura sia resa più snella, dando la possibilità di partecipare e successivamente chiedere il nulla osta. Inoltre, considerando che la carenza di organico tra gli infermieri non si è ancora colmata, abbiamo chiesto che sia avviata una nuova procedura e ci è stato garantito che nel prossimo Piano dei Fabbisogni del Personale questa carenza sarà evidenziata.
Purtroppo, non è andata altrettanto bene la procedura per l’assegnazione temporanea di geometri, per assenza dei titoli di studio dei richiedenti. Su questo dovremo valutare la strada da intraprendere, vista la carenza di personale con questo profilo.
Riguardo alla riduzione dei coefficienti di omogeneizzazione abbiamo chiesto che il relativo messaggio Hermes sia ritirato o quantomeno congelato nella sua efficacia, in quanto è necessario procedere a un preventivo confronto sindacale prima di fare valutazioni che avrebbero un impatto fortemente negativo sulla produttività delle sedi e
quindi sul salario accessorio dei lavoratori.
Rispetto alla formazione avviata dall’INL destinata anche al personale ispettivo degli Enti, l’Amministrazione ha chiarito che la titolarità delle iniziative formative spetta normativamente all’Ispettorato e che è scelta di quella Amministrazione di effettuarle in orario pomeridiano, al di fuori dell’orario di lavoro. Da parte nostra, nel ricordare che tali iniziative formative non possono certamente modificare i profili professionali e le mansioni, abbiamo chiesto come mai non sia stato chiarito al personale ispettivo – ad eccezione di qualche isolato Direttore Regionale – che tale formazione non fosse obbligatoria. Inoltre, visto che per il CCNL l’attività formativa è da considerarsi svolta in orario di servizio, occorrerebbe comunque prevedere che chi intenda seguire questi corsi abbia poi diritto al lavoro straordinario o riposo compensativo. Da ultimo, considerato che tali attività impattano sul personale ispettivo dell’Istituto, abbiamo chiesto che l’INPS trovi delle modalità per dialogare con INL per discutere assieme dei fabbisogni formativi di quelli che sono comunque i propri dipendenti, concordando future iniziative di formazione.

Roma, 6 febbraio 2022

FP CGIL
Antonella Trevisani

CISL FP
Paolo Scilinguo

UIL PA
Sergio Cervo

Dalle risorse disponibili per il finanziamento del rinnovo contrattuale all’ordinamento e sistema degli incarichi.
Questi i temi al centro del confronto per il rinnovo del contratto della Sanità Pubblica.
Leggi in basso il nostro resconto, insieme al comunicato unitario.


Nell’incontro del 4 febbraio Aran ha presentato alle organizzazioni sindacali una prima ipotesi di ripartizione delle risorse che le diverse leggi di Bilancio hanno messo a disposizione del contratto, e che si possono riassumere così:
– gli stanziamenti che, per legge, sono identici per tutti i comparti pubblici pari al 4,07% di incremento a regime, comprensivo delle risorse necessarie a trasformare in tabellare l’elemento perequativo;
– gli stanziamenti previsti in legge di bilancio 2021 relativi alle indennità destinate a diventare trattamento fondamentale per alcune figure professionale e quindi a sommarsi al tabellare ogni mese;
– lo stanziamento che la legge di bilancio 2022 destina da quest’anno al personale operante nei pronto soccorso;
– le quantità che sono state identificate per finanziare l’aumento dei fondi e la revisione del sistema di classificazione, sempre con la legge di bilancio 2022, in esito all’accordo sottoscritto da Cgil-Cisl-Uil lo scorso 10 marzo con il presidente del consiglio (risorse, queste ultime, che dovranno essere oggetto di stanziamento da parte delle regioni attraverso un nuovo atto d’indirizzo).
Il tutto per un ammontare a disposizione del contratto di 1.690,42 milioni di euro, cifra superiore di circa 675 milioni di euro a quanto previsto inizialmente.

A fronte di questa prima presentazione, che ha portato alle valutazioni unitarie che potete leggere nella nota unitaria, come Fp Cgil abbiamo sottolineato durante il nostro intervento come questo incremento sia il frutto di un lungo percorso di lotta e rivendicazioni sindacali che, un pezzo alla volta, ci hanno portato quasi a raddoppiare le risorse messe inizialmente a disposizione del contratto.

Abbiamo poi affermato una cosa che è banale, ma importante da tenere a mente in prospettiva: le cifre medie indicate da Aran come prima proiezione, di parecchio superiori a 100 euro, possono valere soltanto come prima indicazione molto generale, proprio perché una parte importante delle risorse complessive del contratto sono destinate non a tutto il personale ma a singoli ruoli, professioni o addirittura contesti operativi, cosa che determinerà alla fine una forbice di incrementi superiori e inferiori alla media stessa abbastanza ampia.
Proprio la necessità di poter vedere maggiormente “esplose” le cifre per categorie e profili ha generato la prudenza che si riscontra, con varie sfumature e stili, più o meno in tutte le comunicazioni sindacali di queste ore.
Anche in questo caso, come già avvenuto in altri incontri, è stato importante riscontrare che nessuna delle organizzazioni sindacali presenti al tavolo ha dichiarato la propria indisponibilità a proseguire il confronto a seguito della presentazione delle proiezioni, anzi, in più di un caso abbiamo registrato dichiarazioni esplicite attestanti la volontà di verificare le condizioni per giungere ad un contratto condiviso da tutti.
Questo è un punto importante, anche perché ha risposto a una sollecitazione che abbiamo rivolto al tavolo, chiedendo a tutti di sottrarre il contratto alla propaganda elettorale, per il rispetto che meritano le persone che vogliamo rappresentare.

Successivamente abbiamo unitariamente ribadito con forza all’Aran la nostra richiesta – anche questa condivisa dalle OO.SS. autonome – di prevedere nel contratto un incarico per tutte le lavoratrici e i lavoratori che saranno inquadrati nella futura area dei professionisti e dei funzionari, anche utilizzando una parte degli ad personam non riassorbibili che si produrranno nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema, come piede di partenza per l’attribuzione e la pesatura dei nuovi incarichi, richiesta alla quale Aran ha aperto, riservandosi di fare un ulteriore approfondimento con i comitato di settore.
La convivenza, nel nuovo sistema, di due strumenti di valorizzazione professionale quali quello dell’incarico in maniera diffusa e dei differenziali economici di professionalità aprirebbe di fatto la stagione nuova che avevamo disegnato con la nostra piattaforma.

Ora aspettiamo di vedere sviluppate le cifre che Aran ci ha comunicato, oltre a poter discutere, nella prossima riunione programmata per giovedì 10 febbraio, la proposta – problematica – che Aran ha avanzato in tema di revisione delle indennità.
Vi terremo aggiornati degli sviluppi del confronto.

Il Segretario Nazionale
Michele Vannini

Pubblchiamo la nota dellle Strutture Regionale Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF, con la quale evidenziano le difficili e mancate relazioni sindacali del dirigente

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