TANTO DA FARE …
Finalmente a seguito della riorganizzazione sono stati nominati i Direttori Centrali. Ci auguriamo si mettano subito al lavoro perché le cose da fare sono davvero tantissime e tutte molto importanti.
Intendiamo mettere le cose in ordine:
Il primo e principale problema cui occorre mettere mano è l’assenza di risorse stabili in favore dei dipendenti di questa Amministrazione. Lo ripetiamo da anni senza mezzi termini: se il superamento del costo zero non viene affrontato e risolto, tutto il progetto dell’INL è destinato a naufragare.
Non si può pensare di estendere le competenze dell’INL – cosa anche condivisibile, in astratto – senza che questo si accompagni a un corrispondente incremento di risorse stabili in favore dei lavoratori. Altrimenti si rischia di creare un effetto “boomerang” molto pericoloso. Questo è, purtroppo, quello che è avvenuto finora.
L’arrivo di tali risorse è condizione per instaurare un sistema indennitario che riconosca la funzione svolta, ad esempio, dagli ispettori del lavoro e dagli ispettori tecnici, dai funzionari addetti alla rappresentanza in giudizio, dai titolari di Posizione Organizzativa e altre figure professionali che si potranno individuare nel corso della contrattazione integrativa.
Come abbiamo già fatto nel corso di questi anni, siamo pronti a mobilitarci in tutte le forme necessarie, perché questo annoso problema si risolva in modo definitivo.
Bisogna poi spingere per l’ingresso delle attese unità di personale e fare pressione sugli organi competenti perché inseriscano con urgenza l’INL nei prossimi concorsi previsti per il personale di seconda area e perché si proceda allo scorrimento delle graduatorie dei concorsi in essere. Molti uffici, lo ricordiamo, sono ormai allo stremo e con personale “percentualizzato” fra più servizi.
Prendiamo atto con favore della dichiarazione pubblica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha annunciato la pubblicazione sulla GU per metà mese del concorso per ispettori tecnici, perché sono questi i lavoratori chiamati a svolgere in modo approfondito e completo anche le nuove verifiche previste dal DL 146, ricordandoci che la formazione svolta sinora, pur molto importante e utile, non può ovviamente cambiare i
profili professionali e le relative competenze.
È inoltre necessario avviare una politica di gestione del personale più attenta alle istanze e ai bisogni dei lavoratori. Le lavoratrici e i lavoratori dell’INL non sono soltanto limoni da spremere o tappabuchi per colmare le carenze createsi nel corso degli anni, ma persone che vanno adeguatamente motivate, con risposte serie e positive che facciano capire che c’è stata un’inversione di tendenza, vera e tangibile (pensiamo, ad es., alla recente nota sul
lavoro agile che di agile ha ben poco, al mancato riconoscimento dei buoni pasto in lavoro agile, alla contrattazione per il FRD e alle progressioni economiche bloccati).
Non è possibile che sui territori ogni ufficio sia “Repubblica” a sé e che il Centro non monitori e controlli le tante discrasie presenti, nonostante più volte a livello sindacale siano state trasmesse segnalazioni e queste siano tuttora prive di risposta, come fosse cosa che riguarda esclusivamente i territori, con ciò delegittimando l’azione di denuncia sindacale.
Oltre a chiedere riscontro rispetto alle suddette segnalazioni già presentate, ecco ulteriori esempi recenti:
– ci risulta che in alcuni uffici non sia stato riconosciuto il lavoro straordinario nelle giornate di formazione, nonostante le diverse disposizioni del Centrale;
– ci risulta che in alcuni uffici si siano date disposizioni in contrasto con la Circ. 4/2021, prevedendo che gli ispettori del lavoro possano adottare il provvedimento di sospensione dell’impresa anche in casi che – secondo la circolare – spetterebbero ai soli ispettori tecnici;
– ci risulta che in alcuni uffici siano state inizialmente previste posizioni organizzative totalmente inedite e che il lavoro agile non sia riconosciuto, nonostante il parere differente del medico competente;
– ci risulta, rispetto al DL 146, che ogni ufficio sembra organizzarsi per conto proprio: c’è chi programma ispezioni con le ASL, chi solo con i tecnici, chi solo ispettori del lavoro, senza che vi siano indicazioni specifiche sui comportamenti da adottare;
– ci risulta, infine, che in alcuni uffici stia partendo una richiesta di reperibilità (istituto che – in quanto non più utilizzato negli uffici ormai da tempo – non era disciplinato nel CCNI, attuando un mero rinvio al CCNL) senza una contrattazione e un adeguato riconoscimento di trattamento economico e normativo corrispondente. Rispetto a questo aspetto, torniamo alla prima questione indicata: senza soldi non si canta messa e non si può continuare soltanto a chiedere disponibilità.
L’INL è un’Amministrazione unica o un arcipelago di uffici senza un centro che ne dirige e coordina le attività? Su tutto questo, ora che la riorganizzazione delle Direzioni Centrali è stata chiusa, chiediamo di incontrarci per discutere e avere risposte precise, chiare e risolutive dai Direttori competenti. (to be continued…)
Roma, 1 febbraio 2022
FP CGIL INL
Matteo Ariano
Roma 1 febb.<Proclamiamo lo stato di agitazione perché’ vogliamo lavorare meglio per la cittadinanza> lo dichiarano in una nota le organizzazioni sindacali FP CGIL Medici e Dirigenti SSN, SMI, SIMET, Federazione C.I.Pe – S.I.S.Pe – S.I.N.S.Pe.
<Gli insostenibili carichi di lavoro, aggravati da procedure amministrative che sottraggono tempo preziosissimo all’assistenza, l’organizzazione frammentata, lo scarso sostegno dei sistemi sanitari e la mancanza di tutele contrattuali, impediscono ai medici di medicina generale ed ai pediatri di libera scelta, di garantire un’offerta di salute multidimensionale e integrata>.
<Anche il giudizio sull’Accordo Collettivo Nazionale 2016/18 siglato in via prioritaria solo da alcune OO.SS, è fortemente negativo, perchè non risponde in alcun modo alle richieste dei professionisti di avere maggiori tutele, una più efficiente organizzazione, maggiore sostegno da parte delle Regioni e delle Aziende, e retribuzioni adeguate agli standard Europei> aggiungono le OO.SS. che proclamano lo stato di agitazione. ”
<Anche una eventuale firma tecnica di alcune sigle, servirà solo a garantire rappresentatività e vigilanza sui tavoli regionali e provinciali> precisano.
<Serve una riforma profonda della medicina generale e delle pediatria di libera scelta, incentrata sulla multi professionalità’ e sulla presa in carico delle cittadine e dei cittadini, che non rintracciamo nella proposta elaborata dalle Regioni e dal Ministero della Salute> concludono.
Dott. Bernardo Petralia
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse
Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Dott. Giuseppe Cacciapuoti
Direttore Generale del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili
e per conoscenza
On.le Anna Macina
Sottosegretario alla Giustizia
Dott. Raffaele Piccirillo
Capo di Gabinetto
Considerato che il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria aveva deciso di convocare le organizzazioni
sindacali per il giorno 31 gennaio 2022, al fine di definire i criteri delle progressioni economiche per gli
operatori giudiziari, in data 18 gennaio 2022 le scriventi organizzazioni sindacali, visto che la materia
riguardava anche i lavoratori del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria , del Dipartimento per la
Giustizia Minorile e di Comunità e degli Archivi Notarili, hanno chiesto al Sottosegretario di Stato alla
Giustizia, onorevole Anna Macina, di convocare con urgenza un incontro con la partecipazione delle
delegazioni trattanti di tutti i dipartimenti.
Preso atto che la proposta non ha ricevuto alcun riscontro e che il Dipartimento dell’organizzazione
giudiziaria ha comunque proceduto autonomamente ad incontrare le organizzazioni sindacali, considerato
che la sottoscrizione in via definitiva del CCNL del comparto funzioni centrali 2019/2021 impone di definire
i criteri delle progressioni in tempi rapidi, si chiede ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione
Penitenziaria, del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e degli Archivi Notarili di procedere
anch’essi in autonomia e convocare con urgenza un incontro con le organizzazioni sindacali per discutere dei
criteri da applicare per le progressioni economiche del resto del personale del Ministero della Giustizia.
Distinti saluti.
Roma, 1 febbraio 2022
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo/Prestini Marra Amoroso
Pubblichiamo la nota di chiarimento della Dipartimento in merito l’organizzazione logistica e di trasferimento per i partecipanti alla prova concorsuale interna per la qualifica di Ispettore Antincendi
Roma, 31 gennaio 2022
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Capo Dipartimento DAG
D.ssa Valeria VACCARO
capodipartimento.dag@mef.gov.it
E, p.c.
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
DAG – Ufficio Relazioni Sindacali
Dott. Ernesto PERNA
relazionisindacali.dag@mef.gov.it
Oggetto: Comma 870, art. 1, legge 30 dicembre 2020, numero 178. Risorse economiche aggiuntive a valere sul Fondo Risorse Decentrate 2021.
Con la norma richiamata in oggetto il legislatore ha inteso destinare alla contrattazione integrativa –a valere sui Fondi 2021 e previa certificazione da parte dei competenti organi di controllo– le risorse destinate a remunerare le prestazioni di lavoro straordinario non utilizzate nel corso del 2020 e i risparmi derivanti dai buoni pasto non erogati nel medesimo esercizio in considerazione del periodo di emergenza epidemiologica da COVID-19.
Tali importi, per esplicita previsione normativa, potranno finanziare nell’ambito della contrattazione integrativa, in deroga all’articolo 23 comma 2 del D.Lgs 75/2017, i trattamenti economici accessori correlati alle condizioni di lavoro.
Si chiede pertanto a codesto Ministero di voler condividere con le OOSS lo stato di avanzamento di questo processo finalizzando ogni iniziativa ad una celere apertura della contrattazione integrativa sul punto.
Con l’occasione, siamo a sollecitare un riscontro in merito alla richiesta di questa Organizzazione tesa ad attivare nel più breve tempo possibile il percorso relazionale finalizzato ad un accordo per la mobilità territoriale volontaria e per la stabilizzazione dei comandati.
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini
Pubblichiamo il nuovo CCNL personale non dirigente periodo 2018/2021, da noi sottoscritto definitivamente lo scorso 26 gennaio 2022.
Francesco Quinti
Agenzia delle entrate
Direttore Centrale Risorse Umane
Laura Caggegi
dc.risorseumane@agenziaentrate.it
e, p.c.
Agenzia delle entrate
Direzione centrale del Personale
Ufficio Relazioni Sindacali
dc.ru.relazionisindacali@agenziaentrate.it
Oggetto: controllo della ‘certificazione verde Covid-19’ per l’accesso dell’utenza presso le strutture aperte al pubblico
La scrivente Organizzazione Sindacale in questi giorni viene di continuo a conoscenza di iniziative annunciate o formalizzate da parte dei responsabili delle varie strutture dell’Agenzia con accesso diretto dell’utenza inerenti le modalità organizzative che verrebbero adottate a decorrere dal 1 febbraio per eseguire i controlli sulla ‘certificazione
verde Covid-19’ resi obbligatori dalla vigente normativa.
In tal modo, prende atto del fatto che invariabilmente, seppur con differenti indicazioni, attribuzioni e prerogative a seconda dei casi, tale attività viene di fatto assegnata al personale dipendente appartenente alle aree funzionali.
Premesso che in ogni caso tali determinazioni avrebbero dovuto essere oggetto di informazione preventiva ai rappresentanti dei lavoratori (OO.SS. e R.S.U.) ai sensi del vigente contratto e che sarebbe stato auspicabile ed opportuno un passaggio sindacale di livello nazionale al fine di concordare ed uniformare sul territorio l’organizzazione di tale attività, la scrivente ritiene che in nessun caso possa e debba essere previsto il ricorso al
personale dipendente per il suo svolgimento.
Le implicazioni che ne deriverebbero infatti, a partire dallo svolgimento di mansioni che non sono previste dalle declaratorie di area e in un contesto di grave e generalizzata carenza di personale rispetto ai compiti istituzionali tipici dell’Agenzia, sono molteplici e potrebbero avere conseguenze pure riguardo alla stessa sicurezza del personale.
Tutta la responsabilità del controllo verrebbe in tal modo addossata al singolo dipendente, dall’utilizzo in taluni casi persino di dotazioni personali alla gestione dell’eventuale conflittualità con l’utente.
Così come, per quanto apparirebbe superfluo, giova ricordare che il controllo deve avvenire preventivamente rispetto all’accesso nelle strutture e pertanto all’esterno di esse.
Appare più che evidente come tale ipotetico contesto organizzativo sia del tutto inaccettabile da parte della scrivente e assolutamente improponibile da parte dell’amministrazione.
Pertanto, la scrivente Organizzazione Sindacale con la presente richiede la sospensione immediata di tutti i provvedimenti che prevedano l’utilizzo dei dipendenti nelle attività di controllo e il ricorso esclusivo a dotazioni automatizzate o a soggetti esterni per la loro effettuazione.
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini
Al MIC
Sig. Capo di Gabinetto
prof. Lorenzo Casini
Sig. Segretario Generale
Dr. Salvo Nastasi
Sig. Direttore Generale Organizzazione
Dr.ssa Marina Giuseppone
Sig. Dirigente Relazioni Sindacali
Dr.ssa Sara Conversano
Oggetto: Osservazioni sul DM relativo all’organizzazione degli Istituti Centrali, dell’Archivio Centrale dello Stato e delle Biblioteche Nazionali Centrali.
La bozza di DM consegnata alle OO.SS. delinea una operazione di omogeneizzazione del modello organizzativo di autonomia adottato dal MIC e sperimentato ampiamente nel settore museale.
Questa soluzione presenta oggettivi vantaggi dal punto di vista di una maggiore autonomia nella gestione del bilancio e dell’attività amministrativa, abbiamo dei dubbi rispetto all’efficacia dal punto di vista di una riconosciuta autonomia scientifica. Nel senso che non riteniamo che la indubbia centralità della figura del Direttore possa da sola garantire la piena autonomia della valutazione scientifica a fronte di una struttura precedente che riconosceva, tramite i Consigli scientifici, una valutazione collettiva nella gestione tecnico scientifica che storicamente ha contraddistinto livelli di efficacia qualitativa nelle funzioni di programmazione, nella definizione degli standard di tutela e nei cicli di formazione e ricerca tipici degli Istituti Centrali. Ad esempio l’ICR , nella sua attuale organizzazione, prevede la presenza di due funzionari nel Consiglio Scientifico e di un funzionario nel Consiglio di Amministrazione. Soluzione che riconosce, a nostro avviso, la peculiarità dell’Istituto a fronte del modello predefinito dell’autonomia sperimentata nel circuito museale. Abbiamo peraltro registrato, rispetto alle autonomie definite dalla norma, una generale scarsa incidenza dei Comitati tecnico scientifici rispetto alla gestione concreta degli Uffici, con il rischio di determinare, come è già avvenuto in alcuni significativi casi, la “sindrome dell’uomo solo al comando”. In tal senso, avendo registrato le perplessità espresse nel corso della riunione rispetto all’inserimento di figure interne non dirigenziali nei Comitati, ci chiediamo se non sia possibile prevedere il mantenimento del Consiglio scientifico nella definizione dello Statuto degli Uffici interessati. In ogni caso, a nostro avviso, il riconoscimento delle competenze tecnico scientifiche del personale interno prefigura una condizione di autonomia che non intacca i vincoli gerarchici e la necessaria autonomia decisionale del Dirigente e può essere un utilissimo fattore di equilibrio dialettico nella relazione con il Direttore, il Consiglio di Amministrazione e il Comitato Tecnico-scientifico.
Relativamente ai contenuti specifici riferiti alla definizione delle competenze per i singoli Istituti interessati dalla bozza di DM, sottolineiamo la necessità di una attenta verifica alla luce delle eventuali novità che si sono verificate dalla data di ultima stesura dei Regolamenti.
Per quanto riguarda l’ICBSA è inoltre utile un richiamo esplicito alla funzione di raccolta, conservazione, documentazione e valorizzazione della memoria storica della Nazione veicolata su supporti sonori e audiovisivi, poiché il medesimo istituto esplica le seguenti competenze istituzionali di raccolta, ai fini di documentazione, tutela e valorizzazione della produzione editoriale italiana e dei documenti di interesse culturale destinati all’uso pubblico, realizzati su supporto sonoro e video, pervenuti per dono, acquisto e deposito legale in base a quanto disposto dalla legge 15 aprile 2004, n. 106 e dal relativo Regolamento di attuazione emanato con decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 2006, n. 252
Inoltre l’Istituto coopera al potenziamento del sistema bibliotecario italiano ed allo sviluppo del Servizio bibliotecario nazionale d’intesa con l’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche e collabora non solo con la RAI ma con enti e istituti nazionali pubblici e privati per le specifiche finalità istituzionali
Infine non possiamo non richiamare l’attuale stato di grave depauperamento degli organici di tutti gli Uffici interessati dal DM, che stanno registrando letteralmente la sparizione di figure tecniche essenziali ai cicli di ricerca e di tutela del patrimonio culturale. Ancora una volta sollecitiamo decisioni straordinarie che tengano conto della necessità di interventi occupazionali molto più tempestivi rispetto all’attuale programmazione e più consistenti nei numeri, tramite il pieno utilizzo di tutte le risorse derivanti dal budget ordinario a disposizione ed una maggiore autonomia nella gestione delle procedure concorsuali.
Nel ringraziare per l’attenzione si porgono distinti saluti.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
Le lavoratrici e i lavoratori della Polizia Locale sono da sempre impegnati sul territorio per assicurare ordine e sicurezza urbana. Negli ultimi anni, in prima linea, hanno dovuto occuparsi, inoltre, della sicurezza pubblica per il controllo e il contenimento
della pandemia.
La Polizia Locale è sempre più esposta ai pericoli e ai rischi per la propria incolumità, non solo per il Covid-19, ma anche per i carichi di lavoro spesso estenuanti, per i servizi notturni, l’esposizione costante agli agenti atmosferici, all’inquinamento e a
malattie professionali sempre più diffuse.
NONOSTANTE QUESTO, NON VENGONO TUTELATI.
Rivendichiamo il riconoscimento del lavoro gravoso! Abbiamo presentano un dossier su infortuni e malattie professionali del personale di Polizia Locale, ma nonostante questo la Commissione ministeriale sui Lavori Gravosi, pur allargando l’elenco delle categorie include, ha deciso di escludere la Polizia Locale.
Attenzione però! La decisione di far accedere i lavoratori all’Ape Sociale, a 63 anni e con tagli sulla pensione NON è il nostro obiettivo!
LAVORATRICI E LAVORATORI DELLA POLIZIA LOCALE MERITANO RICONOSCIMENTI APPROPRIATI!
Non ci arrenderemo e continueremo la nostra battaglia, non solo per l’inserimento della categoria nei lavori gravosi, ma per un’equiparazione ai requisiti di pensionamento e di trattamento economico, come avviene per la Polizia di Stato.