Assemblea Generale del Personale

Si è svolta il 16 marzo 2021 l’Assemblea Generale del Personale della Corte dei conti indetta dalle scriventi OO.SS., nell’ambito della mobilitazione promossa dalle Federazioni Nazionali per i rinnovi contrattuali. Grazie alla partecipazione dei
Segretari Nazionali: Florindo Oliverio (FP CGIL), Angelo Marinelli (CISL FP) e Adele Silvestri (UIL PA), le numerose lavoratrici e lavoratori, collegate in videoconferenza da tutte le Sedi centrali e regionali della Corte dei conti, hanno condiviso le novità sul Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, sottoscritto il 10 marzo u.s., da CGIL CISL UIL, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Ministro per la P.A.. Inoltre, sono state approfondite le tematiche oggetto di contrattazione riguardanti la Corte dei conti, con gli interventi dei Coordinatori nazionali delle scriventi OO.SS..
Questo l’o.d.g. dell’Assemblea unitaria:
• DALLA MOBILITAZIONE AL PATTO PER L’INNOVAZIONE DEL
LAVORO PUBBLICO E LA COESIONE SOCIALE;
• RINNOVI CONTRATTUALI (CCNL 2019-2021);
• NUOVO ORDINAMENTO PROFESSIONALE;
• CONTRATTAZIONE FRD 2019;
• PROGRESSIONI ECONOMICHE 2020;
• I NUOVI TRATTAMENTI ECONOMICI E SUSSIDI;
• LA SICUREZZA IN TEMPO DI PANDEMIA;
• VARIE ED EVENTUALI.
I Segretari Nazionali hanno dichiarato che le Federazioni Nazionali di CGIL CISL UIL hanno deciso da più di un mese di fare una campagna di Assemblee non solo di informazione sulle proposte unitarie che insieme hanno presentato per il rinnovo del CCNL 2019-2021, ma anche per ascoltare le lavoratrici e i lavoratori.
Queste Assemblee promosse dopo lo sciopero del 9 dicembre 2020, mirano a fare chiarezza sulle risorse messe a disposizione dal Governo per i rinnovi contrattuali.
Per questo hanno avviato una campagna di informazione e di ascolto.
In questo momento della vita politica, economica e sociale del Paese, il Patto assume un significato molto importante, perché introduce una soluzione di discontinuità nei confronti di un rapporto tra Governo e OO.SS., e mondo del lavoro pubblico.
Si è passati da una visione che considerava i dipendenti pubblici dei furbetti del cartellino, e questa narrazione è servita negli anni alla politica per giustificare i tagli lineari alla spesa pubblica, per giustificare il blocco reiterato totale o parziale del
turnover, per giustificare il lungo blocco contrattuale dei contratti pubblici, terminato nel 2018 e precisamente con la firma dell’Ipotesi di Accordo alla vigilia del Natale 2017.
Oggi il clima è cambiato: dall’essere dei fannulloni, ora siamo considerati il volto e gli eroi della Repubblica.
Questo è importante ricordarlo, perché ha il valore di rappresentare finalmente agli occhi dell’opinione pubblica e del Paese il lavoro pubblico come una grande risorsa per la ripartenza, per il rilancio economico e sociale del Paese.
Per tanti mesi si è cercato con il Ministro Dadone di disciplinare con la contrattazione lo Smart Working, senza riuscirci.
Finalmente, assistiamo ad un superamento di una politica miope e nel Patto non solo è stato stabilito che lo Smart Working va regolamentato per via contrattuale, ma si prevede lo stanziamento di nuove risorse per permettere di rinnovare il CCNL Funzioni centrali 2019-2021, attraverso la legge di bilancio 2022.
C’è l’esigenza da parte del Governo di mettere in condizione le amministrazioni pubbliche di spendere i 210 miliardi in arrivo dall’Europa.
Tutto questo è dovuto anche grazie all’impegno di queste OO.SS. che non si sono fermate allo Sciopero del 9 dicembre 2020, ma hanno continuato a portare avanti le ragioni della mobilitazione, riaffermando con forza l’importanza di riformare
le amministrazioni pubbliche e il rinnovo dei contratti.
Si deve prendere atto che la pandemia ha messo in evidenza il valore e la forza del lavoro pubblico, che ha permesso di sostenere il Paese in questo periodo di estrema difficoltà; ma, nello stesso tempo, ha messo in evidenza i limiti organizzativi, gli
effetti della scellerata politica del blocco del turn over, che hanno portato ad una carenza di personale che mette a rischio la qualità dei servizi.
Il nuovo Patto mira a modernizzare il pubblico impiego attraverso l’innovazione e la coesione sociale. Lo scopo del Patto è offrire migliori servizi per i cittadini, attraverso la centralità dei lavoratori pubblici, che si traduce in nuove assunzioni, formazione del personale, nuove regole per il lavoro agile, tempi di disconnessione, e cosa fondamentale rinnovare i Contratti per la Pubblica Amministrazione utilizzando le risorse che mette a disposizione l’Europa per trasformare la P.A. al passo con i tempi.
L’elemento perequativo confluirà all’interno della retribuzione fondamentale, si parla di un aumento di 107 euro lorde in busta paga. Il superamento dei tetti del Fondi fermi al 2016. Definizione del nuovo orario di lavoro, il buono pasto, sostenimento in
favore del dipendente per le spese di energia elettrica, cartucce stampanti, collegamenti da remoto. Rivisitazione degli Ordinamenti professionali, investimenti per la formazione e riqualificazione del personale, miglioramento delle competenze
digitali e delle Relazioni sindacali, favorendo un dialogo constante tra le parti sociali, valorizzando gli strumenti di partecipazione e il ruolo della contrattazione integrativa.
L’incremento del welfare, i congedi parentali, le forme di previdenza complementare.
Molto importante la defiscalizzazione degli oneri accessori, come per il lavoro privato.
Una grande opportunità per l’Italia è sfruttare al meglio le risorse del recovery fund e le pubbliche amministrazioni sono fondamentali per l’utilizzo ottimale ed efficiente di queste risorse. Al Governo serve una P. A. efficiente per gestire questa grande opportunità che si profila per la ripartenza del Paese.
Al tempo stesso le risorse sono fondamentali per riformare la “Macchina Pubblica”, migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici a beneficio delle lavoratrici e dei lavoratori, dei cittadini e delle imprese.
Per cambiare l’organizzazione del lavoro sono necessarie due condizioni: rivedere l’Ordinamento professionale e reclutare le competenze che mancano. E’ necessario concentrarci sulle figure e sulle competenze professionali, di cui le Amministrazioni
oggi, non dispongono.
Una grande opportunità per la valorizzazione delle competenze e delle esperienze già possedute dal personale interno.
Per questo accanto ad un grande piano di reclutamento occorre sicuramente riqualificare la professionalità e le competenze del personale in servizio. La riqualificazione può avvenire attraverso un ordinamento professionale moderno che individui gli strumenti di valorizzazione economica e professionale, preoccupandosi di riscrivere le regole per le Progressioni orizzontali (PEO) e le regole per le Progressioni verticali (passaggi di Area).
Consentire il ripristino delle opportunità di carriera per le lavoratrici e i lavoratori. CGIL CISL UIL nelle loro piattaforme, a legislazione vigente, prevedono due Aree sovraordinate ed una parallela, in grado di consentire il superamento dell’Area prima e prevedere un’Area “professional” dove includere l’inquadramento dei professionisti e non solo, anche quelli che hanno
responsabilità particolari.
Un sistema delle Progressioni economiche in grado di offrire più opportunità di valorizzazione economica durante tutto il ciclo lavorativo. Per questo sono stati immaginati due binari paralleli, uno collegato alla esperienza professionale, ed un altro collegato al merito, che sia il meno discrezionale possibile, per risolvere l’annoso problema legato al Sistema di valutazione oggi sottratto alla contrattazione integrativa.
Infine, rivedere il sistema degli incarichi e delle responsabilità organizzative.
Occorre incalzare il Governo affinché mantenga gli impegni assunti per trovare le risorse con la legge di bilancio 2022 per finanziare l’Ordinamento professionale, per adottare le misure legislative per il superamento del tetto al salario accessorio (art.
23, comma 2 del decreto legislativo n. 75 del 2017). L’obiettivo è la valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori mediante la contrattazione integrativa e attraverso necessarie modifiche legislative che possano aiutare a sostenere e rispristinare il
diritto alla carriera.
Aspetto fondamentale è il diritto/dovere alla formazione, da declinare in ogni suo aspetto soprattutto come diritto soggettivo alla formazione.

L’impegno a riconoscere sul piano formale le competenze acquisite negli anni dai lavoratori. Aprirsi a nuove assunzioni e valorizzare le competenze già presenti.
Si partirà dal Contratto delle Funzioni centrali, per cambiare il passo rispetto alle risposte che servono alle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, ma soprattutto per cambiare le modalità di rapporto tra il mondo del lavoro e la P.A..
Ora le Amministrazioni devono fare la loro parte, devono raccogliere questa sfida e insieme alle OO.SS., attraverso la contrattazione, devono riscrivere le nuove regole del gioco per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di dare il meglio di sé per cambiare insieme il Paese.
Ci possiamo accontentare del Patto? Assolutamente NO!
Il Patto è un accordo politico tra le parti.
Dal Patto politico bisogna passare ai Contratti.
Tante cose che sono nel Patto le ritroviamo nelle piattaforme unitarie di CGIL CISL UIL: “Riformiamo la P.A.” che si pone quattro fondamentali obiettivi: Sicurezza sui luoghi di lavoro, che preveda vaccini per tutti, lavoro agile, dispositivi di
protezione a disposizione di tutti, assunzioni per abbassare l’età media dei dipendenti pubblici e stabilizzazione dei lavoratori precari. Migliorare le retribuzioni e definire il nuovo Ordinamento professionale.
Per fare tutto questo sarà fondamentale mantenere saldo l’impegno unitario di CGIL CISL UIL con le lavoratrici e i lavoratori per realizzare un nuovo sistema di crescita retributiva automatico che tenga conto dell’esperienza professionale e del merito, fino a quando si andrà in pensione, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze.
Inoltre, non ci si può limitare al Sistema di Classificazione e all’adeguamento stipendiale, ci sono anche altre questioni come l’Organizzazione del lavoro che torna ad essere oggetto delle Relazioni sindacali, affinchè diventi materia di contrattazione integrativa; nel Patto si parla di confronto ed è già un passo avanti!
Sarà fondamentale mantenere un rapporto saldo tra Rappresentanti e Rappresentati, mai come in questa fase, perché la bontà di un accordo politico la si potrà verificare soltanto alla prova dei testi contrattuali.
I lavori assembleari sono proseguiti con gli interventi dei Coordinatori Nazionali di CGIL, CISL e UIL della Corte dei conti, i quali hanno approfondito le criticità che ancora attanagliano le tematiche riguardanti il Fondo risorse decentrate 2019, le
Progressioni 2020, i nuovi Trattamenti economici, i Sussidi, nonché la Sicurezza in tempo di pandemia.
Per quanto riguarda il FRD 2019 siamo fermi al 20 novembre 2020. Sono passati ben quattro mesi dalla presentazione della proposta dell’Amministrazione, a cui è seguita la richiesta di modifiche presentata unitariamente dalle scriventi OO.SS., in
data 26 novembre 2020, per superare le molteplici criticità. Da quel momento, nonostante i numerosi solleciti, l’Amministrazione non ci ha più convocato.
E’ gravissimo che, ad oggi, ancora non si sia definito un Accordo per remunerare le attività svolte dalle lavoratrici e dai lavoratori della Corte da più di due  anni. Per non parlare dei residui 2018, ancora da liquidare. Occorre avviare un’azione forte per scardinare questo silenzio dell’Amministrazione.
Le Relazioni Sindacali alla Corte dei conti sono praticamente inesistenti.
Per quanto riguarda le PEO 2020, scontiamo gli effetti della pandemia, che ha impedito il completamento delle procedure ed in modo particolare lo svolgimento delle prove di esame. Un percorso iniziato nel 2019 in cui è stato riqualificato il 50% del personale avente diritto (n. 916 unità di personale) e che tende nell’arco di un triennio a riqualificare tutto il personale della Corte dei conti. Grazie alla determinazione di queste OO.SS. è stato comunque garantito che, in tempo di pandemia, non venissero annullate le PEO 2020, salvaguardando la decorrenza 1° gennaio 2020. Ciò grazie al parere dell’ARAN, richiesto
dall’Amministrazione, attivatasi dietro sollecitazione delle scriventi Sigle sindacali.
Sarà consentito espletare le prove di esame nell’ambito di due possibili finestre temporali (ultima decade maggio o giugno 2021, così come disciplinato dalla circolare n. 7/2021).
L’ipotesi di una procedura selettiva senza alcuna prova di esame e solo su base curriculare, non solo richiederebbe un nuovo Accordo nel 2021, con rischi sull’esigibilità della decorrenza economica 1° gennaio 2020, ma creerebbe disparità di trattamento per gli effetti sulla graduatoria finale del criterio disomogeneo e discriminante del vigente sistema di valutazione. Per tali
ragioni, visto il perdurare dei rischi connessi con la pandemia, al fine di dare certezza al personale, abbiamo proposto un’altra ipotesi, ovvero l’espletamento delle prove di esame da remoto, mediante la modalità telematica, così come previsto dalla
normativa emergenziale vigente.
Rispondendo ai quesiti posti dall’Assemblea abbiamo chiarito l’importanza di aver riportato i criteri dei punteggi nell’alveo dell’Accordo, attribuendo all’esperienza professionale il giusto peso nel rispetto dell’anzianità di servizio.
Per quanto riguarda i nuovi Trattamenti economici disposti dall’art. 2-bis del Regolamento autonomo di amministrazione e contabilità della Corte dei conti è stato riconosciuto il merito dell’Amministrazione di ridurre il gap retributivo con gli altri
Organi a rilevanza costituzionale, facendo leva sulla potestà regolamentare della Corte e sull’art. 76, comma 4, lettera c) del CCNL Funzioni centrali 2016/2018.
Contestualmente, sono state evidenziate le criticità di una procedura che riconosce ai Vertici istituzionali la più ampia discrezionalità nel formulare le proposte di conferimento dell’Alta Professionalità, con il rischio di escludere una parte di personale idoneo, cosa che è già avvenuta.
Altra tematica sulla quale l’Amministrazione è totalmente latitante, è il non aver ancora bandito il concorso per il passaggio tra le Aree, nonostante le rassicurazioni che durano da oltre tre anni, non dando seguito alle legittime aspettative professionali del personale.
Sul tema dei Sussidi rivendichiamo tempi certi per la loro liquidazione, a fronte di domande per troppo tempo rimaste inevase.
Per non parlare del tema della Sicurezza in tempo di pandemia, che ha visto le nostre richieste per la definizione di un Protocollo d’Intesa condiviso, puntualmente  respinte dall’Amministrazione con la motivazione di una normativa emergenziale
che tende ad escludere la partecipazione dei lavoratori, intestando la titolarità delle scelte esclusivamente al Segretario generale e ai Vertici istituzionali. Con il rischio di esporre il personale al contagio da COVID-19 qualora tali scelte non rispondano al principio della massima prudenza, vedi quanto sta accadendo oggi con le operazioni di trasloco degli Uffici delle Sedi centrali, nonostante il Lazio sia stato dichiarato “Zona Rossa”, con ordinanza del Ministero della Salute del 12 marzo 2021.
Alla luce di quanto suesposto, le scriventi OO.SS. chiedono immediate e concrete risposte dall’Amministrazione su:
1) rispetto delle Relazione Sindacali;
2) accelerazione su tutte le fasi di contrattazione che stanno ristagnando da
troppo tempo, a cominciare dal FRD 2019;
3) ripresa dell’attività dell’Organismo per l’Innovazione;
4) il rinnovo del CUG.
Rimettendo, così, al centro il ruolo e la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della Corte dei conti, indispensabili alla funzionalità di questo Organo a rilevanza costituzionale, al servizio della Collettività.
In caso contrario, se non dovessero arrivare, in tempi brevissimi, risposte concrete alle legittime istanze delle lavoratrici e dei lavoratori, queste Organizzazioni Sindacali, che li rappresentano, si vedranno costrette ad indire lo Stato di Agitazione di Tutto il Personale della Corte dei conti.

Roma, 26 Marzo 2021

 

Susanna Di Folco          Alessandro Guarente            Fernanda Amidani

Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito  la ricognizione delle aspirazioni al trasferimento del
personale appartenente al ruolo degli Ispettori Antincendi e al ruolo ad esaurimento, degli Ispettori Antincendi A.I.B.

Da tempo lavoriamo per snellire procedure per assunzione tirocinanti

“Esprimiamo soddisfazione per il proposito espresso dal Ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, di intervenire per accelerare la conclusione delle procedure del Corso – Concorso Ripam della regione Campania che va nella direzione da noi auspicata”. Ad affermarlo sono la Fp Cgil Campania e Nazionale, aggiungendo che: “La vertenza che stiamo portando avanti con il Piano Straordinario per l’Occupazione punta proprio a portare nuove competenze nella pubblica amministrazione sia per potenziare i servizi pubblici sia per cogliere appieno l’occasione di rinnovare le amministrazioni pubbliche con il Pnrr”.

Per i sindacati, “accelerare sull’assunzione definitiva delle 1.800 persone, oggi impegnate nei tirocini previsti dal concorso, è fondamentale per far affluire rapidamente personale agli enti locali e alla Regione Campania. Si tratta di enti in gravissima difficoltà a causa del blocco del turn over che in questi anni ha decimato gli organici della pubblica amministrazione. È necessario però che il Ministro sia conseguente e quanto prima intervenga per semplificare e accelerare drasticamente le procedure selettive in tutte le pubbliche amministrazioni”.

In questa fase, proseguono, “di gravi difficoltà del paese e a fronte del grande sforzo che sarà richiesto alla pubblica amministrazione per finalizzare le risorse provenienti dall’Europa, è indispensabile adottare soluzioni che, nella salvaguardia del principio costituzionale dell’accesso all’impiego, evitino lo scandalo di procedure selettive destinane a durare anni. Bisogna fare bene e fare in fretta. Lo sblocco delle assunzioni darebbe sicuramente quel segnale di fiducia a tanti giovani che guardano con speranza ad una fase di rilancio dell’azione pubblica alla quale vogliono partecipare con il proprio contributo e sanno che troveranno dalla loro parte la Fp Cgil”, concludono.

Al Sig. Ministro
Prof. Stefano Bianchi
segreteria.ministro@istruzione.it

e, p.c.

Al Capo di Gabinetto
del Ministro
uffgabinetto@postacert.istruzione.it

Al Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione
delle risorse umane, finanziarie e strumentali
dott.ssa Giovanna Boda
dppr@postacert.istruzione.it

Al Direttore delle Risorse Umane, Finanziarie e Strumentali
Dott. Jacopo Greco
dgruf@postacert.istruzione.it

Oggetto: Richiesta di incontro

Egregio Ministro,
da sempre riteniamo che il Dicastero che Lei oggi si trova a guidare sia di importanza strategica per assicurare il diritto allo studio costituzionalmente garantito.
A maggior ragione dopo le difficoltà dovute alle misure di contenimento della pandemia da Sars Cov 2 crediamo sia necessario far sì che già dall’avvio del prossimo anno scolastico, che auspichiamo ci trovi ormai fuori dalla stretta emergenza epidemiologica, la struttura del Ministero sia finalmente adeguata ai compiti che la attendono.
Come Lei sicuramente sa gli organici del Ministero sono coperti per poco più del 50% del fabbisogno indicato nell’ultimo DPCM di riorganizzazione e le prossime assunzioni previste nel triennio saranno a malapena sufficienti a sostituire le uscite dei pensionamenti.
Registriamo poi la necessità di intervenire sulla infrastruttura tecnologica che, nonostante gli sforzi profusi dai dipendenti, si è purtroppo rivelata insufficiente al momento in cui il personale ha dovuto necessariamente operare da remoto.
Affinché il Ministero possa effettivamente raggiungere l’obiettivo di garantire su tutto il territorio nazionale, tramite le sue articolazioni centrali e periferiche, un intervento adeguato per portare in tempi utili gli insegnanti nelle classi e svolgere tutte le procedure ad esso delegate in supporto alla attività didattica c’è bisogno di agire da subito per determinare un deciso salto di qualità, che metta in campo le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie, riconoscendo il fondamentale contributo dei lavoratori del Ministero e procedendo alla valorizzazione della loro professionalità.
Per questi motivi chiediamo di poterLa incontrare, con la necessaria urgenza, per illustrarle proposte e criticità in qualità di rappresentanti di lavoratori che, tanto quanto gli insegnanti e il personale ATA, sono indispensabili e strategici per il buon andamento della organizzazione della scuola nel Paese.

FP CGIL                          CISL FP                 UILPA
Anna Andreoli          Michele Cavo            Alessandra Prece

Al Sig. Ministro
Ministero della Transizione Ecologica
Prof. Roberto Cingolani
segreteria.capogab@minambiente.it

e, p.c.

Al Capo di Gabinetto del Ministro
Consigliere Roberto Cerreto
segreteria.capogab@minambiente.it

Alla Dirigente
Direzione generale per il personale, l’innovazione
Dott.ssa Giarratano
AGP-UDG@minambiente.it
dgservizi.interni@pec.minambiente.it

Oggetto: Richiesta di incontro

Egregio Ministro,
con la presente le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono di poter avere un incontro con la S.V. per un confronto sul documento che trova in allegato e che affronta, dal punto di vista sindacale, i temi più urgenti per il Ministero di nuova istituzione e di cui Lei ha assunto la guida.
Auspichiamo che la nostra richiesta possa avere in tempi brevi accoglimento, anche in coerenza con lo spirito del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale che vede nel confronto con le Organizzazione sindacali un elemento centrale per le scelte di innovazione e cambiamento del lavoro pubblico.
In attesa di un Suo riscontro le auguriamo buon lavoro per l’impegnativo compito che la attende.

FP CGIL                                                    CISL FP                                   UIL PA
Il Segretario Nazionale              Il Segretario Nazionale          Il Segretario Nazionale
Florindo Oliverio                             Angelo Marinelli                        Adele Silvestri

Pubblichiamo il resoconto dell’incontro del Tavolo Tecnico per la Formazione tenutosi in data 17 marzo 2021,  riguardo le schede NIA

POSIZIONI ORGANIZZATIVE: FACCIAMO IL PUNTO

Dopo aver concluso nei mesi scorsi il confronto per l’individuazione dei responsabili diprocesso, occorre ora discutere della selezione dei responsabili di team, facendo tesoro delle criticità emerse in precedenza e prevedendo, ora, una procedura con regole omogenee in tutta Italia, trasparenti e semplificate.
Sarà, per noi, l’occasione per riportare al tavolo una serie di questioni sul tappeto e di nodi da sciogliere, come già scrivemmo lo scorso gennaio, pur ricordando che la materia non è oggetto di contrattazione.
Riteniamo, innanzitutto, che sia fondamentale chiarire ruolo, competenze e responsabilità di questi lavoratori; attualmente, riscontriamo un disallineamento tra il nome scelto per designare questo tipo di incarichi (Posizione Organizzativa, Responsabile di Processo, Responsabile di team) e il modello organizzativo sotteso, che sostanzialmente ricalca quello ereditato dal Ministero del Lavoro, pur con qualche lieve aggiustamento. Siamo fortemente convinti che si debba proseguire sulla strada intrapresa, sostituendo il modello organizzativo di tipo “verticale” che ancora persiste, con uno di tipo “orizzontale”, capace
realmente di aggregare in modo trasversale tutti i lavoratori – al di là del profilo professionale – attorno a obiettivi comuni.
L’altro aspetto che va affrontato è quello economico: siamo consapevoli che le somme al momento riconosciute ai Responsabili di Processo non appaiono congrue. Per questo, ci eravamo detti anzitutto fortemente contrari alla graduazione su quattro fasce, voluta dall’Amministrazione nonostante l’opposizione di tutte le sigle e avevamo proposto, invece, una graduazione su due sole fasce – una per i Responsabili di Processo e un’altra per i Responsabili di team. In secondo luogo, bisognerà cogliere l’occasione del confronto sui criteri per la selezione dei responsabili di team, per ridiscutere i criteri che presiedono alla individuazione del numero dei team. Come abbiamo già più volte evidenziato, questo numero ci appare eccessivo in relazione al numero attuale dei dipendenti dell’INL – con il rischio di avere più coordinatori che coordinati –, drenando altresì risorse che potrebbero
essere poste in favore dei Responsabili di Processo.
Per questo, chiediamo che il confronto si apra al più presto, come la stessa Amministrazione si era impegnata a fare.

Roma, 24 marzo 2021

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL

Matteo Ariano

Pubblichiamo la nota in merito alla richiesta di mobilità volontaria riservata al personale del ruolo Vigile del Fuoco non specialista. La Direzione Centrale per le Risorse Umane informa, inoltre, che potranno partecipare alla prossima circolare di mobilità, che sarà svolta prima dell’assegnazione degli Allievi Vigili del fuoco del 90° corso di formazione, i Vigili del fuoco che entro il 30 settembre 2021 hanno maturato almeno due anni di permanenza nella sede di prima assegnazione, come previsto dall’articolo 6, comma 3, del Decreto Legislativo 13 ottobre 2005, n. 217 e successive modificazioni e integrazioni.

Cgil Cisl Uil Fp incontrano Bonaccini per un confronto sui rinnovi dei contratti Sanità e Enti Locali, contrattualizzazione smart working, Rsa e Sanità Privata e Patto per la Salute
All’incontro presenti, oltre il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, anche il vice presidente, Giovanni Toti, il presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, Davide Caparini, e il coordinatore della commissione Salute, Luigi Genesio Icardi, e i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi. Al centro del confronto il tema del rinnovo dei contratti relativi alla Sanità Pubblica e delle Regioni per il triennio 2019-2021.

I segretari generali delle categorie di Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato con forza al presidente Bonaccini la richiesta che sia contestuale l’avvio del confronto per il rinnovo dei contratti: posticipare, infatti, i tavoli per Sanità Pubblica ed Enti Locali non sarebbe comprensibile. “In un momento così delicato per il Paese, vogliamo dare un segnale importante di attenzione e ringraziamento ai lavoratori che sono in prima linea nella lotta alla pandemia. Quindi al ministro Brunetta solleciteremo domani di aprire un tavolo di lavoro con le Autonomie e che sia inserito prioritariamente il settore della sanità”.  Questa la richiesta del Presidente Bonaccini.

Nel corso dell’incontro, inoltre, si è registrata una condivisione di vedute relativamente alla contrattualizzazione del ricorso allo smart working.

Tra i temi affrontati nel corso dell’incontro, si è posta anche la questione del riconoscimento contrattuale per le Rsa, in ragione del contributo offerto dalle lavoratrici e dai lavoratori nella pandemia che non può essere ulteriormente procrastinato. Così come va assolutamente completato l’iter in diverse regioni per dare piena ed effettiva applicazione del rinnovato contratto della Sanità Privata.

Infine le Regioni hanno accolto la sollecitazione avanzata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl per l’apertura di un confronto sul Patto per la Salute. Su questo punto il presidente Bonaccini e il coordinatore della commissione Salute Icardi scriveranno al ministro della Salute, Roberto Speranza.

Dott. Raffaele Piccirillo
Capo di Gabinetto

Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria

Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione

Dott. Bernardo Petralia
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse

Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità

Dott. Giuseppe Cacciapuoti
Direttore Generale del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile

Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili

e per conoscenza
prof.ssa Marta Cartabia
Ministro della Giustizia

Oggetto: Sospensione di fatto delle relazioni sindacali presso il Ministero della Giustizia.

La scrivente O.S. deve registrare con estrema preoccupazione l’ingiustificabile stallo delle relazioni sindacali presso codesto Ministero, dovuto alla mancata convocazione da oltre quattro mesi di riunioni su materie di interesse contrattuale. Un ritardo gravissimo che sta pregiudicando la funzionalità dell’intero sistema di relazioni sindacali in un contesto di gravi difficoltà organizzative, dovute non solo all’emergenza, che si è assommata ai noti ritardi nella infrastrutturazione tecnologica ed alla dimensione delle carenze in organico.
Questo si traduce, per tutti i Dipartimenti e per gli Archivi Notarili, nella mancata sottoscrizione definitiva dell’accordo sul FRD 2019, a distanza di più di otto mesi dalla sua sigla, senza al riguardo ricevere alcuna informazione sulle motivazioni di un ritardo che incide pesantemente sui tempi di definizione dell’accordo relativo agli anni 2020/2021 rendendo oltremodo difficoltoso l’obiettivo del rispetto del patto programmatico per l’attuazione di un nuovo processo di progressioni economiche nel 2021.
E rinviando a fine anno il pagamento di quote di salario accessorio maturate due anni prima dai lavoratori che operano in un contesto di emergenza e con condizioni che troppo spesso registriamo come non rispettose delle procedure di messa in sicurezza anti COVID previste dalla vigente normativa in materia e richiamate nelle circolari ministeriali.
Per quanto riguarda il DOG questa situazione si traduce inoltre nell’ennesimo rinvio rispetto a tempistiche solennemente assunte in sede di sottoscrizione degli accordi, ed in particolare nel mancato rispetto dei termini previsti nell’accordo per la regolamentazione della mobilità volontaria dei lavoratori e per l’ulteriore scorrimento ex 21 quater previsto per fine anno scorso. In entrambi i casi il rinvio non è mai stato formalmente motivato, né si sono assunti impegni per una nuova scadenza. A questo si accompagna la mancata attuazione di disposizioni di legge quali l’art. 492 cpc che attribuisce agli ufficiali giudiziari la ricerca dei beni da pignorare attraverso l’accesso diretto alle banche dati dell’Agenzia delle Entrate nonché la mancata attuazione di norme contrattuali come l’accordo del 26 aprile 2017, incentrato esattamente sulla scommessa di modernizzazione organizzativa: la riqualificazione delle restanti figure professionali (ausiliari, contabili, interpreti, informatici), la revisione dei profili professionali, i passaggi orizzontali interni alle aree) erano e rimangono i punti nodali di un processo di modernizzazione organizzativa che deve essere coerente con l’avanzamento dei processi di digitalizzazione. Tale processo era stato concepito con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro e la sua mancata attuazione in questi anni ha invece determinato un progressivo peggioramento e condizioni oggettivamente vessatorie per i lavoratori. La mancata ridefinizione dei fabbisogni professionali accompagna questi ritardi e condiziona la programmazione nel piano assunzionale. Molto deve essere ancora fatto ed in quel molto spiccano i mancati interventi sugli organici interni, segni di perdurante disinteresse. In tale contesto spicca anche la marginalizzazione degli Archivi Notarili, penalizzati per la carenza di personale, per un organico gravemente sottodimensionato e per il mancato riconoscimento degli incrementi al salario accessorio previsti dalla Legge di Stabilità 2021. Di conseguenza restiamo in attesa di conoscere gli indirizzi strategici in tema di riorganizzazione dei servizi e di investimenti straordinari nei processi di digitalizzazione per questi settori.
Per l’amministrazione penitenziaria e per la giustizia minorile e di comunità si riscontra un ritardo nella gestione dell’attività amministrativa che comporta una fruizione parziale dei diritti normativamente previsti per il personale. Ne è un esempio tipico l’attuazione a rilento degli accordi sottoscritti e delle normative vigenti in materia di lavoro agile, tema su cui persiste una evidente ritrosia nell’attuare tale forma di lavoro anche nei momenti di forte emergenza epidemiologica su tutto il territorio nazionale. Per non parlare poi della quasi totale mancanza di possibilità di progressione economica e di carriera per tutto il
personale, non solo per la mancanza di una riforma dell’attuale ordinamento professionale, ma anche per la mancata volontà di proporre modifiche normative che possano consentire una estensione delle procedure previste dal 21 quater anche al personale di questi due dipartimenti o possibili percorsi che possano consentire l’accesso alla dirigenza al personale interno. Il tutto ulteriormente complicato dal mancato pagamento del lavoro straordinario, dal notevole aumento dei carichi di lavoro, che si sono riversati sul personale negli ultimi anni, senza un aumento delle dotazioni organiche previste, ormai non più adeguate alle attuali esigenze del settore, e senza assunzioni tali da compensare l’elevato numero di lavoratori collocati in quiescenza. Per concludere poi con la necessità di dare effettività agli accordi sottoscritti sulla mobilità, in modo da attuare le regole appena concordate sulle procedure e consentire al personale di poter trovare una sistemazione adeguata dopo tanti anni di servizio.
Il nuovo Governo ha sottoscritto con i Segretari Generali CGIL, CISL e UIL il “Patto per l’innovazione
del lavoro pubblico e la coesione sociale” che, oltre ai suoi contenuti qualificanti, mette al centro la contrattazione ed il dialogo sociale nelle modalità di confronto sui processi di innovazione che la sfida del Recovery propone per la Pubblica Amministrazione. Spiace constatare l’attuale distanza tra i contenuti di quel Patto ed i comportamenti di codesta Amministrazione in ordine al necessario rispetto delle prerogative dei lavoratori e delle loro rappresentanze.
I Segretari Nazionali FP CGIL, CISL FP e UIL PA hanno inviato alla neo Ministra una nota con la quale, nell’esprimere la preoccupazione per la situazione determinatesi, hanno richiesto un confronto sulle problematiche del Ministero.
Si chiede di conseguenza l’immediata riattivazione del sistema di relazioni sindacali previsto dal vigente CCNL tramite una calendarizzazione urgente sulle questioni elencate nella presente nota. In assenza di ulteriore riscontro la scrivente O.S. valuterà di concerto con la CISL FP e la UIL PA ogni ulteriore iniziativa finalizzata al ripristino di normali relazioni tra le parti, compreso il riavvio delle iniziative di mobilitazione dei lavoratori.
Nel restare in attesa di urgente riscontro alla presente nota, inviata ai sensi degli artt. 4, 7 e 8 del vigente CCNL, si porgono distinti saluti.

FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni – Massimiliano Prestini

NON DISTURBARE IL MANOVRATORE!

Sul tema degli incarichi dirigenziali deliberati dal Consiglio di Amministrazione dell’INPS nei confronti di soggetti esterni al nostro Istituto, dirigenti appartenenti ad altre pubbliche amministrazioni (magari prossimi all’età del pensionamento oppure provenienti, con ruoli di vertice, da enti locali i cui organi di governo sono stati sciolti con DPR per infiltrazioni mafiose) o comunque riconducibili ad ambiti non riferibili al mondo del lavoro pubblico, siamo già intervenuti nelle scorse settimane per
sottolineare la scarsa lungimiranza, per non dire “cecità”, di un’Amministrazione poco attenta alla valorizzazione dei suoi funzionari, ma, al contrario, molto attenta ad assecondare i desiderata di chi dall’esterno, con contratti a tempo determinato, ambisce a svolgere funzioni dirigenziali nel nostro Ente per poi magari ritrovarcelo, com’è accaduto nel recente passato, a scrivere su fogli quotidiani di rilevanza nazionale per “sparare cannonate” sull’INPS e denunciarne presunte inefficienze.
Ebbene nel corso della giornata odierna il Consiglio di Amministrazione terrà la sua canonica riunione e tra i diversi argomenti su cui deliberare, inseriti all’ordine del giorno della seduta, vi sono ben 5 punti corrispondenti ad altrettanti incarichi dirigenziali da conferire, naturalmente, all’esterno sulla base di una scelta fiduciaria:
• conferimento dell’incarico dirigenziale di livello non generale di responsabile della Filiale provinciale di Corigliano-Rossano ai sensi dell’articolo 19, comma 5 bis, del D.lgs. n.165/2001;
• conferimento dell’incarico dirigenziale di livello non generale di responsabile dell’Area “Flussi contributivi, vigilanza documentale e ispettiva” della Direzione provinciale di Cosenza ai sensi dell’articolo 19, comma 5 bis, del D.lgs. n.165/2001;
• conferimento dell’incarico dirigenziale di livello non generale di responsabile dell’Area “Technology Innovation” presso la “Struttura Tecnica per l’Innovazione tecnologica e la Trasformazione digitale” ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del D.lgs. n.165/2001;
• conferimento dell’incarico dirigenziale di livello non generale di responsabile dell’Area “Agile Enablement & Delivery” presso la “Struttura Tecnica per l’Innovazione tecnologica e la Trasformazione digitale” ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del D.lgs. n.165/2001;
• conferimento dell’incarico dirigenziale di livello non generale di responsabile dell’Area “Digital Processes & UX design” presso la “Struttura Tecnica per l’Innovazione tecnologica e la Trasformazione digitale” ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del D.lgs. n.165/2001.
Tralasciamo ogni commento “sull’aria fritta”, ossia sul merito delle aree manageriali dai nomi roboanti e per noi, comuni mortali, incomprensibili, della Struttura Tecnica per l’Innovazione tecnologica e la Trasformazione digitale che contestammo come modulo organizzativo all’epoca del varo da parte del Presidente, allora munito dei poteri del CdA, dell’Ordinamento dei servizi centrali e periferici dell’INPS nell’ottobre del 2019, ma vogliamo sottolineare l’assordante silenzio in tale contesto dei soggetti istituzionali deputati al controllo interno ed esterno all’Istituto di cui abbiamo perso traccia, così come denunciamo il comportamento silente e persino ossequioso di chi, di fronte ad altri Vertici, avrebbe lanciato parole di fuoco ed oggi preferisce non disturbare per convenienze politiche e culturali il manovratore di turno.
Il risultato di tutto ciò è l’ennesimo schiaffo ai funzionari dell’INPS!

Roma, 24 marzo 2021

FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani

CISL FP
Paolo Scilinguo

UIL PA
Sergio Cervo

CONFSAL/UNSA
Francesco Viola

« Pagina precedentePagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto