ATTIVITA’ INDIFFERIBILI E SMART WORKING

Nonostante le molteplici sollecitazioni inviate ai vertici del Ministero con le quali abbiamo rappresentato, singolarmente ed unitariamente, un diverso comportamento dei dirigenti responsabili delle sedi periferiche del MIT, nonostante gli sforzi profusi per avere dai due Capi Dipartimento l’individuazione delle attività indifferibili da svolgere in presenza, ancora oggi, a distanza di quasi un mese dalle prime segnalazioni, ci pervengono ancora notizie dai territori di difformità di comportamento della dirigenza. Questa, in alcuni casi si è resa subito responsabile attivandosi personalmente e con proprie risorse per fornire ai collaboratori i DPI necessari, in altri casi si è chiusa dietro un apparente incapacità addestrata ponendo mille ostacoli e tardando nel prendere decisioni importanti e determinanti per la tutela della salute dei lavoratori, in altri casi (forse i peggiori) si è dileguata. Il dirigente è il datore di lavoro ed è responsabile della salute dei suoi collaboratori.
E’ vero anche che il COVID 19 ci ha trovato impreparati tutti, sanitari e non, ma ora il quadro appare chiaro.
Dopo le direttive n.1 e 2 del Ministro Dadone e il DL n.18 del 17 marzo scorso è stato ampiamente chiarito che il lavoro agile, o smart working, è la modalità ordinaria di espletamento dell’attività lavorativa fino alla conclusione dell’emergenza da COVID 19. La presenza fisica in ufficio deve essere limitata ad un minimo contingente che dovrà assicurare lo svolgimento delle attività indifferibili che richiedono obbligatoriamente la presenza sul luogo di lavoro.
Ci chiediamo allora perché ancora assistiamo a comportamenti difformi: intere Direzioni in smart working e uffici che ancora pullulano di presenze? perché ancora oggi ci sono dirigenti che ostacolano il lavoro agile e chiedono ai lavoratori di andare regolarmente in ufficio?
Gli strumenti ci sono tutti, abbiamo quasi risolto anche tutti gli impedimenti tecnologici attivando gli accessi da remoto. E, qualora non sia possibile il ricorso al lavoro agile, le amministrazioni, sempre ai sensi del comma 3 art.87 del DL 18, utilizzano le ferie pregresse, i congedi, la banca delle ore ed altri istituti nel rispetto della contrattazione collettiva. Come ultima possibilità, finite tutte le precedenti, le amministrazioni possono esentare il personale dal servizio, pur riconoscendogli il periodo come servizio prestato.
Come Fp Cgil vi chiediamo di vigilare che tutto questo venga rispettato anche nelle sedi più piccole e di
segnalarci comportamenti difformi per poter intervenire e rimuove gli ostacoli che, ancora oggi, non consentono a tutti i lavoratori del MIT di lavorare in sicurezza assicurando continuità ai servizi pubblici.
La salute prima di tutto. Diffidiamo i dirigenti che ancora non lo avessero fatto ad adottare tutte le misure per consentire la fruizione immediata del lavoro agile e li riterremo responsabili penalmente e civilmente di eventuali danni alla salute dei lavoratori.

la coordinatrice Fp Cgil Mit                                        p.la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella                                                                 Paolo Camardella

Corona virus

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica in merito al Decreto legge del 17 marzo 2020 emergenza epidemiologica COVID 19, in riferimento ad alcune norme antincendi

Con la Rubrica n. 17 si  focalizza l’attenzione dell’importanza della Formazione alla CONSAPEVOLEZZA DEL RISCHIO che non si ferma al pericolo tangibile ma anche e soprattutto al rischio invisibile

Corona virus

Pubblichiamo la nota del Capo del Corpo, dove conferma e da nuove indicazioni a seguito dell’emanazione del DPCM del 22 marzo 2020.

Pubblichiamo la circolare emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Logistiche e Strumentali in merito alla richiesta di una nuova ricognizione dati, riguardo l’affidamento del servizio di ristorazione per il periodo maggio 2021–aprile 2024


Agevolare smart working, lavoro agile e garantire tutela lavoratori

“Abbiamo bisogno di misure che aiutino la Sanità, oramai allo stremo, e per farlo è urgente abbassare il livello di contagio in modo da non sovraffollare i reparti Covid-19 e mettere in sicurezza tutto il personale sanitario ospedaliero, delle residenze assistite e i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, compresi i settori privati che operano nell’emergenza Covid-19. Per questo occorre dettagliare meglio quali attività della Pa debbano essere svolte con obbligo di presenza e ricorrere maggiormente al lavoro da remoto. Il personale della Sanità sta pagando un contributo altissimo alla gestione di questa emergenza e non è tollerabile che le misure di contenimento adottate non garantiscano il drastico calo del rischio contagio”. Ad affermarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, sostenendo che: “Dopo l’approvazione del Dpcm, insieme alle Confederazioni, stiamo lavorando per indicare al Governo l’esigenza di distinguere nell’ambito dei servizi pubblici cosa è realmente essenziale e cosa invece può essere svolto in altre modalità o differito”.

Le categorie di Cgil, Cisl e Uil ricordano infatti come “la circolare 2 del 2020 del Ministero della Pa, insieme ad altri provvedimenti, dispone che la stragrande maggioranza delle attività oggi in capo alle pubbliche amministrazioni possano essere svolte da remoto, contribuendo così a garantire misure di contenimento che, pur offrendo la continuità delle attività e dei servizi resi ai cittadini, tutelino la salute dei lavoratori e della popolazione”. Per i sindacati, “in quell’elenco così generico, allegato al Dpcm, inserire tutta la Pubblica amministrazione, gran parte dei servizi pubblici a gestione diretta o da terzi, in concessione o in appalto, all’interno dei servizi essenziali, senza andare a qualificare quelle che sono le attività indispensabili e quelle invece differibili, rischia di generare ulteriore caos e di essere in contrasto con le volontà di contenimento annunciate e da altri provvedimenti dello stesso Governo”.

Per Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, “bisogna chiarire subito quali attività delle pubbliche amministrazioni possono essere agevolate da tutte le misure previste, sia dal decreto ‘Cura Italia’ che dalle direttive della Pa. Così come chiediamo che il Ministero della Pa solleciti tutte le amministrazioni affinché ci sia un più largo ricorso al lavoro agile e al lavoro da remoto o alle tutele previste dal cura italia nel caso in cui il lavoratore che non svolge un’attività indispensabile non possa svolgerla in smart working.. Registriamo in queste ore molte resistenze da parte dei dirigenti ad utilizzare tutti gli strumenti alternativi che possono contribuire al contenimento dell’emergenza Covid-19. Abbiamo bisogno di far lavorare tutto il personale in sicurezza e di dare continuità di servizi ai cittadini. Possiamo farlo diversamente, ed è quello che stiamo chiedendo in queste ore al Governo. Ci auguriamo che la mobilitazione dei servizi e delle attività produttive facciano capire al Governo che il Dpcm appena approvato va modificato. La salute di tutti è un bene primario”, concludono.

Solidarietà e vicinanza a tutto il personale

Care colleghe, cari colleghi,

sono giorni assai difficili quelli che viviamo in quest’inizio di 2020. Siamo abituati alle grandi calamità e a convivere con le difficoltà ma certo, un nemico così insidioso, subdolo e invisibile, mai a memoria nostra era stato affrontato.


La presente vuole solo essere espressione di vicinanza e affetto per tutti gli appartenenti al CNVVF, sia quelli che quotidianamente, senza esitazione, operano a servizio della collettività sia per coloro i quali nell’adempimento del proprio dovere hanno contratto sfortunatamente per loro questo terribile virus.

A loro e alle loro famiglie esprimiamo la nostra vicinanza e il nostro affetto, a tutti ci sentiamo vicini.

Questa speriamo possa essere l’occasione per riscoprire, insieme e uniti, il valore della Solidarietà e della Partecipazione.

Grazie per esserci.

Coordinatore Nazionale

FP CGIL VVF

Area Dirigenti e Direttivi

Ugo D’ANNA

Coordinatore Nazionale

FP CGIL VVF

Mauro GIULIANELLA

Pubblichiamo la nota della Segreteria Fp Cgil territoriale, indirizzata al Prefetto della città di Cosenza e al Comandante VF  nella quale chiede che vengano adottate tutte le misure del caso per contrastare l’emergenza epidemiologica COVID 19 in atto.

Serve un approvvigionamento urgente di mascherine.

Pubblichiamo l’ulteriore sollecito fatto all’Amministrazione.

FP CGIL, CISL FP, FISASCAT CISL, UIL FPL, UILTuCS, CONFCOOPERATIVE FEDERSOLIDARIETA’, LEGACOOPSOCIALI, AGCI SOLIDARIETA’ firmatarie del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore dei servizi sociali, sociosanitari, educativi e di inserimento lavorativo della cooperazione sociale ringraziano tutti i lavoratori e tutte le cooperative sociali impegnati congiuntamente, in una fase così drammatica per il Paese, a tutelare l’occupazione nel rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Le lavoratrici ed i lavoratori con grandi difficoltà stanno continuando a prestare la propria professionalità, nei territori, per erogare servizi alle persone in difficoltà, ovvero persone anziane, minori, persone con disabilità sia presso le residenze sanitarie che a domicilio, presso le comunità psichiatriche, presso le strutture per persone con dipendenze, senza fissa dimora e migranti.

Tali servizi essenziali per gli utenti, ed indirettamente per le loro famiglie, sono diffusi in tutt’Italia, occupano oltre 350.000 lavoratrici e lavoratori e garantiscono in quota parte il welfare italiano e conseguentemente la tenuta sociale ed economica del Nostro Paese.
Vanno pertanto sostenuti dalle strutture pubbliche deputate, in primis la Protezione Civile, affinché siano agevolmente dotati dei necessari dispositivi di protezione.
Va, inoltre, sostenuta e garantita la continuità dei servizi e dei redditi valorizzando, anche attraverso una necessaria azione congiunta con il sistema delle autonomie, quanto previsto dal Decreto Cura Italia.

Va, ora, sostenuto e strutturato un Piano Nazionale a sostegno dei servizi sociali, sociosanitari ed educativi per il contenimento del coronavirus in quattro punti:
– tutelare e garantire la continuità dei servizi sociali, socio-sanitari ed educativi, consentendo che siano riorganizzati nelle modalità più consone al momento;
– garantire la continuità del reddito alle lavoratrici ed ai lavoratori attraverso l’applicazione dell’articolo 48 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18;
– dotare i servizi sociali, socio-sanitari ed educativi di idonei dispositivi di protezione e strumenti adeguati affinché si possa evitare il contagio degli operatori che lavorano, oggettivamente, in condizioni precarie. Tali dispositivi dovranno essere distribuiti anche alla rete che fa assistenza nei centri residenziali e domiciliare fin da subito a partire dalle zone in difficoltà;
– costituire un fondo nazionale straordinario e temporaneo di sostegno e compartecipazione per la continuità dei servizi sociali e socio-sanitari essenziali.

Michele Vannini
FP CGIL
Franco Berardi
CISL FP
Fabrizio Ferrari
FISASCAT CISL
Bartolomeo Perna
UIL FPL
Paolo Proietti
UILTuCS

Giuseppina Colosimo
Agci Solidarietà
Stefano Granata
Confcooperative Federsolidarietà
Eleonora Vanni
Legacoopsociali

Il personale ha bisogno di chiarezza, in particolare quello che presta servizio in un Comando diverso da quello di residenza.

Pubblichiamo la nota inviata all’Amministrazione, subito un incontro per chiarire il trattamento economico riconosciuto e come garantire a questi lavoratori vitto e l’alloggio.

Pubblichiamo la nota inviata all’Amministrazione dove chiediamo di attivarsi immediatamente al fine di sostenere e tutelare il personale sotto pressione almeno attraverso il supporto alla pari.

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